Categorie
STADIO

Stadio, Raggi: “Aspettiamo l’esito della due diligence, si procede”

L’esito della due diligence che non è ancora terminata, è fondamentale, sennò che cosa la abbiamo fatta a fare? Però a breve dovremmo avere gli esiti e quindi poi in base a quelli ci si muoverà di conseguenza. Si procede”. Queste le parole del sindaco Virginia Raggi, come riporta Ansa, in merito all'iter sul nuovo Stadio della Roma interrotto lo scorso giugno a causa dell'inchiesta 'Risorgimento', nella quale sono rimasti coinvolti il costruttore Luca Parnasi e l'ex presidente di Acea Luca Lanzalone, entrambi agli arresti domiciliari.

Categorie
STADIO

[VIDEO] – Stadio della Roma, Magliaro: “Pallotta potrebbe acquistare i terreni di Parnasi”

Oggi è stato ospite in studio Fernando Magliaro, che ha fatto il punto sullo Stadio della Roma dopo le dimissioni di Luca Parnasi dalle cariche ricoperte in Eurnova. Nel video, postato sul nostro profilo Instagram, ci spiega cosa può accadere ora. Qui il podcast integrale dell'intervento. 

Categorie
STADIO

Caos Eurnova: Parnasi e Civita si dimettono

Luca Parnasi si dimette dalle cariche che ricopriva in Eurnova – è quanto si apprende dall'Ansa – a breve verrà trasferito dal carcere di San Vittore in uno dei penitenziari romani. La società immobiliare nominerà a breve i nuovi vertici aziendali per favorire, tra le altre cose, la ripresa delle attività relative alla costruzione dello stadio di Tor di Valle. 

Allo stesso tempo Michele Civita si è dimesso da vicepresidente e da membro della Commissione Regionale all’Urbanistica. Anche per questo ruolo si attendono la nuova nomina. 

Categorie
STADIO

Nuovo Stadio, per i pm nessuno stop al progetto a Tor di Valle

Il progetto Stadio della Roma non si ferma. "I pubblici ministeri – riporta l'Ansa –  hanno assicurato che non ci sono elementi che possano bloccare la procedura per il nuovo stadio". A riferirlo gli avvocati di Luca Parnasi, Giorgio Tamburrini ed Emilio Ricci, che oggi hanno incontrato gli inquirenti che stanno svolgendo indagini su Eurnova . 

Categorie
STADIO

Massimo Ferrarese sullo stadio della Roma: “La mia proposta è di realizzarlo con Invimit”

Incredibile la proposta che Massimo Ferrarese, Presidente di Invimit (società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze), ha affidato a Facebook sullo stadio: "Le inchieste giudiziarie di queste ultime settimane rischiano di ritardare notevolmente la costruzione dello stadio della nostra Capitale. La mia proposta è di realizzarlo con Invimit. Rappresenta una grande opera indifferibile per la città di Roma, ma anche un grande business per la nostra società che, lo ricordo, è di proprietà dello Stato". ferrarese ha già iniziato a lavorare per valutare le possibilità che il progetto possa essere effettivamente portato avanti da Invimit: “Ritengo l’idea realizzabile a tal punto che la mia segreteria si è già messa in contatto con quella della sindaca di Roma per programmare un incontro urgente sull’argomentoEsiste addirittura – continua Ferrarese – un fondo creato appositamente per questo tipo di investimenti che intendiamo utilizzare per la costruzione di importanti impianti sportivi in altre realtà italiane con le cui amministrazioni locali sono tuttora in corso trattative. A differenza di qualsiasi iniziativa privata che porterebbe guadagni esclusivamente alle imprese chiamate a realizzarla, tutti gli utili delle opere di Invimit sono destinati alla riduzione del debito pubblico del nostro Paese”. Il nuovo impianto per il calcio – conclude il Presidente – rappresenta una grande opera fondamentale per la città di Roma, ma diventerebbe anche una grande opportunità per la società pubblica Invimit che si occupa anche di grandi immobili sportivi

Categorie
STADIO

Stadio Roma, la Regione risponde alla Raggi: “Dette bugie e falsità”

“Quanto affermato dal Sindaco Raggi nel corso di una registrazione ad una trasmissione televisiva non corrisponde in alcun modo al vero. La Regione Lazio non risulta coinvolta dall’inchiesta per gli atti svolti nel corso dell’istruttoria sul progetto dello stadio della As Roma. Non un solo atto relativo alla Conferenza dei servizi svolta dagli uffici della Regione Lazio è stato acquisito, infatti, dagli inquirenti e dalla Magistratura. Da quanto trapela, invece, oggetto delle indagini sarebbe l’iter autorizzativo scaturito dalla decisione della Giunta Raggi di modificare il progetto dello stadio. Precisiamo, inoltre, che l’intero iter, a partire dalla proposta relativa allo stadio, è stato gestito sin dal principio dal Comune di Roma Capitale che è l’ente proponente e che ne ha seguito iter e autorizzazioni. Spiace constatarlo ma il Sindaco Raggi, probabilmente colpita nel profondo dall’arresto di colui che, per sua stessa ammissione, era stato indicato come consulente strategico per il Campidoglio sullo stadio della Roma, poi nominato sempre dal Campidoglio Presidente di Acea, sbaglia clamorosamente il tiro puntando sull’amministrazione regionale con una serie di bugie e falsità”.

Categorie
STADIO

14 giugno 1942 la Roma è Campione d’Italia

Il 14 giugno 1942 la Roma vinceva il suo primo scudetto, laureandosi Campione d'Italia, seppure aritmenticamente lo vinse una settimana prima a Livorno. 

I protagonisti: Masetti, Risorti, Brunella, Andreoli, Nobile l, Donati, Mornese, Bonomi, Jacobini, Krieziu, Cappellini, Amadei, Coscia, Pantò, Borsetti, Di Pasquale, Benedetti, De Grassi. Allenatore: Alfredo Schaffer. Il presidente era Edgardo Bazzini.

Questi gli uomini che fecero l'impresa, ritardando l'ascesa del Grande Torino, che avrebbe vinto tutto nelle stagioni successive, ma che quell'anno finì secondo, battuto dai nostri eroi.

 

Categorie
STADIO

Totti, il supereroe che manca proprio a tutti

ADDIO TOTTI – Un anno dopo è ancora difficile capire se quello che da molti è stato descritto come uno dei dolori più grandi mai provati possa essersi già tramutato in una cicatrice da esibire con orgoglio ad amici e parenti. Un anno dopo, Francesco Totti è ancora parte della Roma. Non indossa più gli scarpini, se non per eventi che nulla hanno a che fare col calcio professionistico, ma l'immagine di un dirigente supereroe, pronto a sbottonarsi la camicia per esibire la maglia giallorossa in caso di necessità, è quella che aleggia non solo nelle stanze di Trigoria, ma per le strade dell'Urbe. Proprio così il ds Monchi lo aveva dipinto lo scorso 28 marzo ai microfoni di Fox Sports: "Francesco ha una capacità, un raggio d’azione, d’influenza e di credibilità così grande che la Roma deve sicuramente utilizzarlo. Sarebbe assurdo, avendo un supereroe, non utilizzare i suoi poteri. E Totti è un supereroe". Lo spagnolo non è l'unico tesserato del club ad aver ricordato, o esaltato, il Capitano negli ultimi 365 giorni. Chiedendosi come si faccia non piangere.

PALLOTTA –  In una lettera pubblicata dalla società poco prima dell'addio, fu il presidente James Pallotta ad iniziare il giro delle congratulazioni: "Da quando sono diventato Presidente della Roma, ho il privilegio non solo di veder giocare Francesco, ma anche di trascorrere del tempo assieme a lui, lontano dai riflettori. Sarà anche il dio del calcio quando si allaccia gli scarpini e guida la squadra sul campo, ma il Francesco che ho imparato a conoscere è umile, con i piedi per terra. Francesco è una splendida persona. Non ci sarà mai un altro Totti".

MONCHI – Un'unicità rimarcata proprio dal direttore sportivo giallorosso il 14 febbraio a Sky: "Se avrei venduto Francesco Totti per 200 milioni? Penso che varrebbe di più, oggi sarebbe al livello di Messi, Cristiano Ronaldo, Neymar, Kane". Terribile il giorno in cui i due hanno dovuto certificare la fine della lunga carriera: "Immagino che non fosse la migliore notizia della sua vita, ma penso che almeno abbia apprezzato il fatto che gliel’ho detto guardandolo negli occhi. Quando glielo dissi, le mie gambe tremavano". Una carriera ancora al servizio della squadra, però: "Totti è tutto a Roma e io non sarò mai quello che Totti è per questo club. Lavorare insieme serve a tutti e due per migliorare – commenta Monchi il 23 aprile ai micfrofoni di ABC -. Molto più per me, perché sa cosa sia Roma, e Totti sta vivendo una nuova fase della sua vita in cui il mio consiglio può essergli utile. Mi considero fortunato ad averlo al mio fianco".

DI FRANCESCO – Fortuna che condivide anche Eusebio Di Francesco. La prima stagione sulla panchina giallorossa del tecnico abruzzese è coincisa con la prima senza Totti a disposizione per la Roma dopo 25 anni. "Quello che gli dico è di fare sempre tutto con grande passione e con la voglia di migliorarsi ogni giorno, senza sentirsi mai arrivato. Ma lui è molto intelligente. Già si è presentato nel mio spogliatoio a muovere le pedine sulla lavagna. Gli ho detto: vuoi allenare al posto mio? Con Francesco ci confrontiamo spesso e anche lui vuole giocare col 4-3-3, per questo continuo ad utilizzare questo modulo". E proprio nel modulo ideale dell'allenatore il Capitano ci finisce di diritto: "Per quanto riguarda Francesco, anche se è un numero 10, lo schiero come esterno sinistro. Riusciva a vedere la giocata prima di tutti gli altri. Gli ho sempre detto che lui non aveva due occhi, ma quattro, con due dietro".

DE ROSSI – A tracciarne i contorni più sentimentali ed in parte più 'romanisti', però, è colui che la fascia da capitano della Roma l'ha ereditata: Daniele De Rossi, uno che con Totti c'è cresciuto e che ha vissuto il suo addio come un tifoso qualsiasi, come conferma il 26 maggio a Roma Tv: "L’inizio della stagione non è stato a Pinzolo, ma il 28 maggio scorso. È iniziata una nuova vita per Francesco e per tutti i romanisti, non vederlo più in campo con la fascia da capitano ma vederlo in panchina è stato qualcosa di scioccante. Per noi è stata complicata questa stagione senza di lui, sono ancora più contento che sia andata bene, non era facile togliere un simbolo così importante e ricreare questo entusiasmo". Proprio in merito al rapporto umano tra loro verte invece il discorso tenuto il 27 febbraio scorso ai Laureus Sport Award, in occasione del riconoscimento assegnato a Francesco: "Io ho avuto la fortuna di iniziare a giocare con questa squadra proprio negli anni post scudetto, quando la Roma non andava bene e Totti non si è mai nascosto, si è sempre preso la squadra sulle spalle. Questo fa il capitano e il campione vero, quello che fa la differenza. Ho imparato da lui la forza, il carattere di rimanere fedele a questa squadra. La personalità, imporsi a livello mondiale. Quest’anno sono io il capitano e ho la fascetta, ma se dici ‘oggi ho visto il capitano’, tutti sappiamo che parliamo di Francesco”. La convinzione che il futuro sarà comunque radioso per il compagno di una vita è forte anche in DDR: "Un'esperienza come quella di Totti in una società non ce l’ha nessuno. Qui stiamo parlando di un figlio di Roma che può fare delle cose gigantesche".

I COMPAGNI – La figura di Totti, nella società, è spendibile anche in sede di campagna acquisti. Lo dimostra l'impatto avuto sul giovane Ünder, come raccontato lo scorso 22 novembre al Guardian: "Avere Totti a darmi il benvenuto nel mio primo giorno alla Roma è difficile anche da spiegare. Non avevo idea di quello che stesse dicendo ma non importava. Ancora oggi non posso crederci, è una leggenda. Mi sentivo come un tifoso che incontra il suo idolo, gli ho anche chiesto di fare una foto insieme. Totti rappresenta qualcosa di più del calcio, il suo nome è sinonimo di Roma. Gli ho detto che avrei voluto essere amato dai tifosi come è successo con lui e allora mi ha detto: ho fiducia in te altrimenti non saresti qui". Lo stesso Alisson, sempre freddo e lucido sul terreno di gioco, si lascia tradire dall'emozione mentre ricorda quanto successo nel post Roma-Genoa: "L'addio di Totti è stata una giornata sia bella che triste. Una gioia aver avuto un calciatore come lui e un dispiacere per l'addio di una leggenda. Abbiamo però la fortuna di averlo con noi tutti i giorni". Sensazioni condivise da Kevin Strootman già il giorno dopo la gara: "Totti ha cambiato il calcio, è un simbolo per questa città, è la Roma. Ieri è stato emozionante per tutti, non ho mai visto così tanta gente piangere, uomini di 50 anni. È stato speciale per tutti”. Commozione che ha toccanto uno che in questa città sa cosa voglia dire essere un simbolo, come Bruno Conti: "Quando parlo di fenomeni parlo di Francesco. Vincere lo scudetto è il massimo per noi che siamo cresciuti nel settore giovanile, abbiamo giocato sempre con la stessa maglia. Poteva guadagnare molto di più, ma essendo innamorato di questa maglia non ha mai accettato. Come si fa a non piangere?". Ecco, un anno dopo la domanda resta viva: come si fa a non piangere?

Luca Loghi

Categorie
STADIO

Salah? Per il futuro De Rossi vota Ünder. E i numeri gli danno ragione

ÜNDER E SALAH – "Ünder è un colpo incredibile di Monchi. Può essere determinante per il nostro futuro. Salah e Ünder sono simili: parlano poco, sono timidi ma simpatici, mi piacciono tutti e due anche se naturalmente l'egiziano ha dimostrato molto di più, se devo scommettere su qualcuno che gli somiglia lo farei proprio su Cengiz". A parlare, in questo caso, è Daniele De Rossi, attraverso il canale telematico ufficiale del club giallorosso. Il parallelo tra un campione ormai affermato, protagonista della finale 17/18 di Champions League, e un ragazzo affacciatosi ora nella sua prima esperienza in un club di livello, può risultare forzato. Forse, però, De Rossi ha dalla sua la forza dei numeri oltre che delle sensazioni.

GLI ESORDI – In quanto a precocità, infatti, il talento turco batte l'ala egiziana in tutti i fondamentali. La prima gara tra i professionisti arriva per Salah a 17 anni, 10 mesi e 17 giorni. Ünder viene schierato per la prima volta dall'Altinordu a 17 anni, 2 mesi e 10 giorni. Mohamed nasce il 15 giugno del 1992 a Basyoun, nel nord dell'Egitto, e trova la prima rete della sua ora splendente carriera il 9 dicembre del 2010, ovvero a 18 anni, 5 mesi e 23 giorni, 7 mesi 6 giorni dopo l'esordio. Nel mezzo 430 minuti giocati. Ne trascorrono un po' di più dalla prima apparizione di Cengiz al suo primo gol, arrivato il 15 febbraio del 2015 dopo 697' in campo, ma resta primatista rispetto al collega: ha soltanto 17 anni, 7 mesi ed 1 giorno. Tra l'altro al turco servono solo 4 mesi e 20 giorni per trovarlo.

PARI ETÀ – Se la precocità non è tutto nella vita, almeno in quella sportiva, certamente il parallelo dei traguardi raggiunti a parità di età può fornire altre indicazioni interessanti. Poniamo, quindi, a confronto il Salah dei 20 anni e 10 mesi, gli stessi che ha ora Ünder. I numeri del turco sono di tutto riguardo: 133 gare giocate, 9.051 minuti in campo, 18 assist vincenti serviti e 28 reti siglate (19 col sinistro e 9 col destro). Qui cade l'asino: 85 le partite per l'egiziano, 5.453 i minuti sul rettangolo verde, 16 gli assist decisivi e 20 le realizzazioni (tutte col mancino tranne una).

CON LA ROMA – Va bene, obietterà qualcuno, ma la precocità non è indicativa e i numeri si confrontano nell'impatto col primo campionato importante disputato. Mettiamo come parametro allora la prima stagione in giallorosso. Con la Roma, nell'annata 15/16, la freccia africana mette insieme 42 presenze, 15 gol e 9 assist, con 3.402' giocati. Meno vistoso, in questo caso, il bottino del giovanotto ex Basaksehir: in 32 apparizioni, sono 8 le reti e 2 gli assist in 1.552 minuti. Trovato l'inghippo, sciolto l'arcano: Salah tenne in quella stagione una media di un gol ogni 227' a 23 anni, mentre Ünder di un gol ogni 194' a 20 anni. Con l'handicap di essersi sbloccato soltanto a febbraio, dopo 548 minuti giocati, mentre a Salah bastarono 4 partite e 302 giri di lancette. In sostanza, il futuro ci dirà se nelle fila della Roma si cela un campioncino dall'avvenire assicurato, come è pronto a giurare capitan De Rossi, ma certo è che i numeri sono tutti per il giovane arrivato da Istanbul.

Luca Loghi

Categorie
STADIO

Dal record dei 5 podi consecutivi alle sconfitte casalinghe, tutti i numeri della Roma 2017/18

I NUMERI DELLA ROMA – Termina la prima stagione di Eusebio Di Francesco alla guida della Roma ed è tempo di bilanci. Il percorso dell'allenatore abruzzese, iniziato tra i mormorii, è sfociato in un assenso diffuso, confortato da quello che è stato il rendimento del gruppo. La maturazione eruopea, poi, s'è manifestata come il definitivo fiore all'occhiello di una gestione virtuosa, confermata dai numeri definitivi dell'annata.

POSITIVI – Per la quinta volta consecutiva la Roma ha centrato il podio del campionato con conseguente qualificazione alla prossima Champions League, risultato mai raggiunto prima dal club. A sorprendere è stata proprio la forza mentale della squadra, capace di dare il meglio di sé lontana dalla stadio di casa. Mai nella sua storia, infatti, la Roma era riuscita a vincere le prime 4 trasferte della stagione senza subire gol – dato che ha contribuito alla striscia di 12 vittorie consecutive lontano dall'Olimpico, la migliore di sembre, in coabitazione con quanto fatto da Spalletti -. A fine torneo, i giallorossi vantano la miglior difesa esterna del campionato: solo 9 reti subite fuori casa, miglior risultato dal 2003/04, quando ne subirono appena 7. Il rendimento difensivo è stato senz'altro la nota più lieta di questo primo anno di un allenatore dipinto come 'zemaniano': la Roma ha concesso soltanto 28 gol in questa Serie A ed in un campionato a 20 squadre era riuscita a far meglio soltanto nel 2013/14, quando ne subì 25. A mettere la firma su questi numeri è stato senz'altro il brasiliano Alisson, vera rivelazione stagionale, attestatosi come top player a livello internazionale: è il miglior portiere delle ultime 5 stagioni in Italia per percentuale di parate su tiri da dentro l’area, il 73%, e ha toccato quota 41 'spazzate', ovvero il gesto tecnico compiuto da un portiere quando è costretto ad uscire dai pali per spazzare un pallone alle spalle della linea difensiva – basti pensare che il secondo nella specialità, Reina, si è fermato a quota 20 -. Emblematico il numero delle gare chiuse senza subire reti, ben 18.

DA RIVEDERE – Tra tanti diamanti lucidati da Di Francesco, qualche pezzo di carbone è da annotare. Sebbene la Roma abbia toccato quota 30 punti in questo campionato dopo 12 giornate – solo una volta i giallorossi avevano fatto meglio in A, nella stagione 2013/14 con 32 punti -, la flessione che ha raggiunto la squadra nei mesi invernali ha complicato il cammino in campionato. Flessione evidente soprattutto nel rendimento casalingo: i giallorossi hanno perso 6 gare all'Olimpico, come nella stagione 1946/47 e con il recordo negativo fissato ad 8 nella stagione successiva. I problemi realizzativi hanno rappresentato il primo mattone sul quale poi costruire i numeri negativi del catino di casa: ben 5 gare senza segnare, il risultato peggiore dalla stagione 2004/05, quella dei 4 allenatori.

EUROPA – Statistiche, quelle della Serie A, che si ribaltano quasi paradossalmente in Champions League. Se la Roma è riuscita a raggiungere le semifinali del torneo, infatti, è stato sopratutto grazie a quanto fatto nella Capitale. Quello di Di Francesco, oltre ad essere stato l'unico club ad aver superato una sfida a eliminazione diretta di questa stagione dopo aver perso all’andata, ha ribaltato per due volte il risultato dopo una sconfitta in trasferta, fallendo ad un passo della gloria solo contro il Liverpool. Il non aver subìto reti nelle prime 5 gare interne costituisce ovviamente un record per la società, che inoltre non aveva mai iniziato la competizione senza perdere nelle prime 4 gare. Negli occhi di tutti resterà l'incredibile notte del 10 aprile, con il Barcellona domato grazie alle reti di Dzeko, De Rossi e Manolas e una dimensione d'élite raggiunta. Ancora un numero? È stata appena la terza rimonta di questo tipo operata in un turno ad eliminazione diretta della Champions League, tanto che nell'aria ne risuona ancora l'eco.

Luca Loghi