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Quei quattro minuti di Totti diventati ormai una triste abitudine

Colpisce il modo con cui viene ormai impiegato Totti. Che, intendiamoci, non ha il diritto di chiedere un posto da titolare e né di chiedere un impiego più ampio, ma ha sicuramente il diritto di essere rispettato, evitandogli magari quei tre-quattro-cinque minuti a cui è ormai abbonato. È successo a Bologna, scrive Il Corriere dello Sport (A. Vocalelli), nei due derby che hanno sancito l’eliminazione in Coppa Italia, è successo col Lione. E visto che non lo fa lui, lo diciamo noi: ma se si pensava che stavolta potesse far qualcosa di buono, non era meglio farlo entrare, assieme a El Shaarawy, a un quarto d’ora dalla fine? Pensare che la situazione, così malinconica, si è addirittura acuita da quando Spalletti – all’epoca ancora orgogliosamente in corsa su tre fronti – disse che avrebbe firmato solo se fosse rimasto Totti. Anche su quello, forse, la società si sarebbe potuta esprimere, ricordando cosa è Totti per la storia della Roma.

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LA RASSEGNA STAMPA

Queste le principali notizie della rassegna stampa odierna, selezionate dalla redazione di Retesport.

ANCHE SPALLETTI S'ARRENDE – Arrivano, o tornano come nel caso di Spalletti e Zeman, entusiasti e fiduciosi. Passa un anno, talvolta anche meno, sono già sfiniti e se ne vanno. Spesso per scelta loro. Sono gli allenatori della Roma, una «specie» che forse sarebbe il caso di proteggere. Il toscano di Certaldo – scrive Il Tempo (A. Austini) – è l’ultima cavia di una lunga serie. Richiamato da Pallotta per rimettere in piedi una squadra ormai dissolta nelle mani di Garcia, a 15 mesi di distanza è già pronto ad andarsene, stavolta per sempre.

ROMA, INVOLUZIONE TOTALE – A «Zeru tituli»: il rischio c’è. Ma nessuno, nemmeno a Trigoria dove la preoccupazione monta di partita in partita, può ancora scimmiottare Mourinho. Il campionato, con 24 punti ancora a disposizione e con la Juve avanti di 6, è in teoria sempre aperto per la Roma che insegue. E che ha l’obbligo di provarci – scrive Il Messaggero (U. Trani) – per dividere a metà la sua stagione. Fallimentare nelle coppe e non in serie A, ricordando bene che, almeno a Boston, il 2° posto sarà festeggiato come un trionfo. Perché è e resterà, chissà per ancora quanto tempo, l’Obiettivo per la proprietà Usa. Il Napoli, oggi 3° a meno 4, va dunque tenuto a distanza di sicurezza. Per non rovinare la stagione: in un niente può prendere la piega peggiore.

PROROGHE INFINITE SULLO STADIO – Il gioco politico del cerino ora torna in Comune: la Regione ha fatto l’ultima «mandrakata» per non bocciare il progetto Stadio della Roma di Tor di Valle. Almeno fino alla prossima puntata, scrive Il Tempo (F. Magliaro), spetta ora alla Raggi dimostrare con i fatti di volere davvero lo Stadio e che l’estenuante tira e molla degli ultimi mesi, conclusosi con l’accordo del 24 febbraio scorso, sia finito.

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LA RASSEGNA STAMPA – Monchi e Massara a Milano per Kessie. De Rossi pronto per il derby

Antivigilia del quarto derby stagionale dopo l'andata in campionato e i due di Coppa Italia: di seguito la rassegna stampa dei principali quotidiani sportivi nazionali…

ROMA-LAZIO, ECCO LE MOSSE – C'è Spalletti al centro del 4° derby stagionale. E, nella circostanza, non per la solita tarantella sul futuro che, andando avanti ormai da mesi, ha stancato anche lui, tecnico in scadenza di contratto. La questione, si legge dall'edizione odierna de Il Messaggero, è esclusivamente legata al campo. Lucio, soprattutto nella semifinale d'andata di Coppa Italia, è caduto nella trappola di Inzaghi, semplice e concreto nella preparazione della sfida: la Lazio, restando in attesa, è riuscita a vincere colpendo la Roma in contropiede. Il 2 a 0 del 1° marzo è stato fatale ai giallorossi, avendo certificato l'eliminazione dal torneo.

IERI MILLE TIFOSI, PERUZZI REPLICA A TOTTI – «Da luglio ad oggi insieme più che mai. Ora vinciamo». Preceduti dallo striscione apparso a bordo campo riporta Il Corriere della Sera, ieri mattina sono arrivati in circa mille a Formello per dare la carica alla Lazio in vista del derby di domenica. Il team manager biancoceleste Angelo Peruzzi, intanto, ha risposto a Totti: «Il derby è solo una aprtita, non c’è nessuno da distruggere».

MONCHI E MASSARA A MILANO PER KESSIE – Primo giorno operativo per la nuova area tecnica romanista, volata ieri a Milano per concludere la trattativa per il centrocampista dell’Atalanta Kessie. Un viaggio, si legge da Il Tempo,  programmato da Ricky Massara a cui ha ovviamente partecipato anche il neo diesse spagnolo Monchi, che ha sfruttato l’occasione per una presentazione ufficiale con la dirigenza del club neroazzurro. L’obiettivo però era rivolto esclusivamente al ventenne ivoriano e agli ultimi dettagli da superare con il suo procuratore (presente all’ appuntamento) prima dell’annuncio definitivo dell’operazione. Per evitare pericolose intromissioni esterne si è raggiunto un accordo di massima sull’ingaggio del giocatore (anche se al momento non e ancora arrivata la firma), certificando l’intesa già siglata con il presidente Percassi per la cessione a titolo definitivo di Kessie: prestito con obbligo di riscatto fissato a 25 milioni nel giugno del 2018.

DE ROSSI IN GRUPPO, PRONTO PER IL DERBY – Nella giornata di ieri a Trigoria si è regolarmente allenato in gruppo De Rossi: la caviglia non gli dà più fastidio, se oggi e domani lavorerà senza problemi il posto da titolare contro la Lazio sarà il suo. Totti, invece, ha smaltito il dolore all’alluce e partirà dalla panchina, con la speranza di entrare per provare anche i suoi nuovi scarpini racconta La Gazzetta dello Sport, andati praticamente esauriti. In attacco il numero 10 sarà il cambio insieme a Perotti, che rispetto ad El Shaarawy sembra aver perso posizioni nella gerarchia di Spalletti.

 

 

 

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Roma-Atalanta 1-1, le pagelle dei quotidiani

IL TEMPO

Szczesny SV ; Rudiger 5,5, Manolas 5,5, Fazio 6,5, Mario Rui 5,5; De Rossi 6, Strootman 5,5; Salah 5,5, Nainggolan 6, Perotti 6,5; Dzeko 6. Subentrati: Peres 5,5, El Shaarawy SV, Totti SV. Allenatore: Spalletti 5,5.

IL MESSAGGERO

Szczesny SV; Rudiger 5, Manolas 6, Fazio 5,5, Mario Rui 5; De Rossi 6, Strootman 5; Salah 5,5, Nainggolan 5,5, Perotti 6; Dzeko 6. Subentrati: Peres 5, El Shaarawy SV, Totti SV. Allenatore: Spalletti 5.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Szczesny 6; Rudiger 5,5, Manolas 6, Fazio 6,5, Mario Rui 5; De Rossi 6,5, Strootman 5; Salah 6, Nainggolan 6, Perotti 6; Dzeko 6,5. Subentrati: Peres 5,5, El Shaarawy SV, Totti SV. Allenatore: Spalletti 5,5.

CORRIERE DELLA SERA

Szczesny SV; Rudiger 5, Manolas 6, Fazio 5,5, Mario Rui 5; De Rossi 6,5, Strootman 5; Salah 6, Nainggolan 6, Perotti 6; Dzeko 6. Subentrati: Peres 5, El Shaarawy SV, Totti SV. Allenatore: Spalletti 5.

LA REPUBBLICA

Szczesny 6; Rudiger 5,5, Manolas 6, Fazio 5,5, Mario Rui 5,5; De Rossi 6, Strootman 5,5; Salah 6, Nainggolan 5, Perotti 6,5; Dzeko 6. Subentrati: Peres 6, El Shaarawy SV, Totti SV. Allenatore: Spalletti.

CORRIERE DELLO SPORT

Szczesny 6; Rudiger 5, Manolas 5,5, Fazio 6, Mario Rui 5,5; De Rossi 6, Strootman 5; Salah 5,5, Nainggolan 5,5, Perotti 6; Dzeko 6. Subentrati: Peres 6, El Shaarawy SV, Totti SV. Allenatore: Spalletti 5,5.

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Goduria Lazio, rabbia Roma. Spalletti: “Futuro nelle mie mani”. Festa e tifo in curva

GODURIA LAZIO, RABBIA ROMA – Niente rimonta, il derby lo vince la Roma 3-2 ma trionfa la Lazio, che grazie al 2-0 dell’andata si prende la terza finale di Coppa Italia nelle ultime cinque stagioni e lascia a bocca asciutta i rivali cittadini un’altra volta. Il 3 giugno – scrive Il Tempo (A. Austini) – la squadra di Inzaghi se la vedrà con la Juve o il Napoli. E se i bianconeri di Allegri difenderanno il 3-1 dello Stadium, è assai probabile che le finali per Inzaghi diventino due, con una Supercoppa in più. Si arriverebbe a sei disputate dal 2013, un bottino incredibile se si pensa al budget del club di Lotito.

SPALLETTI: "FUTURO NELLE MIE MANI" – E ora Spalletti che farà? La domanda al triplice fischio di Rizzoli è sorta spontanea. Il tecnico – riporta Leggo (F. Balzani) – a fine partita era visibilmente amareggiato e ha dato un ulteriore indizio su un addio a fine stagione che ormai appare inevitabile: «Non è il momento di parlarne, abbiamo ancora delle gare da giocare. Io non ho messo in mano di nessuno il mio destino, è mio e dipende da me. In caso l’ho messo in mano ai miei calciatori, non ai miei avversari. I ragionamenti coi miei calciatori vengono da un lungo periodo e quando si alza l’asticella se non si vince bisogna prendersi la responsabilità. Abbiamo creato una mentalità giusta, ma se poi non si portano a casa partite come queste bisogna prendersi la responsabilità. Porto, Lione e Lazio dicono che la squadra commette ancora troppe ingenuità. C’è da alzare il livello di professionalità».

SUD IN FESTA – Se qualcuno avesse avuto qualche dubbio sulla vittoria «politica» della battaglia delle curve, scrive La Gazzetta dello Sport (M. Cecchini), sarebbe bastato vedere il prepartita dell’Olimpico. Per gli amatori del genere, tutto emozionante. La Roma al completo – dall’allenatore ai giocatori fino allo staff – prima del riscaldamento sono andati sotto la curva sud per applaudire gli ultrà giallorossi che gridavano: «Roma». L’eliminazione delle barriere – messe nell’agosto 2015 per motivi di ordine pubblico –, infatti, li ha riportati allo stadio (dopo uno sciopero del tifo durato circa 18 mesi) per quella che per molti di loro si configurava come la partita più importante della stagione. 

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LA RASSEGNA STAMPA – Totti sfida la Lazio: «Prendiamoci la rivincita». Monchi abbraccia la Roma. Cassano: “Il Capitano non molli”

TOTTI SFIDA LA LAZIO – Se non ci fosse una sottile, ineluttabile malinconia nell’avvicinarsi a un derby che con tutta probabilità potrebbe essere l’ultimo di Francesco Totti, sarebbe facile fare della benevola ironia socio-culturale sulla presentazione a cura della Nike delle nuova edizione di scarpette speciali a tiratura limitata («Tiempo Totti X Roma»: 2.500 pezzi e 30 le ha comprate lui) che – fra richiami all’antica Roma e calzature color oro in stile «Billionaire» – ha sfiorato a volte un po’ il kitsch. Ma pensare che quelle scarpette «unte dal signore» (del calcio) possano essere le ultime di 25 anni di carriera ha fugato ogni voglia di sorriso, nonostante sui social la presentazione da 8° re di Roma – scrive La Gazzetta dello Sport (M.Cecchini)  – rimbalzava non per veri temi di calcio, ma sul fatto che non gli piacciano amatriciana e carbonara. Neppure un parere, per dire, sulla Champions. Strano, no? Sarà forse perché viviamo in tempi di «Masterchef» imperante.

MONCHI ABBRACCIA LA ROMA – Un doppio colloquio. Breve. Uno la mattina, a quattro occhi, e uno nel pomeriggio, a bordo campo, presente anche Frederic Massara. Spalletti e Monchi stanno cominciando a conoscersi, dopo essersi appena strusciati in quel bordo campo dell’Adriatico di Pescara. Il futuro? Tema, per il momento, “marginale”, non ancora trattato a fondo. Monchi non poteva, né voleva, entrare troppo a gamba tesa, però questo è un argomento che interessa molto il ds e ovviamente la Roma. Lucio, che vuoi fare? Decidi e facci sapere, sapendo che se resti siamo contenti. Questa in sintesi la situazione del momento, ma non se ne parla direttamente. Però è chiaro, scrive Il Messaggero (A. Angeloni), si aspetta il momento giusto, forse dopo il derby. Nella Roma ancora non c’è la voglia matta di liberarsi di Lucio o di lasciarlo andare via così, senza provare a trattenerlo e questo Spalletti lo ha intuito anche dopo il colloquio di ieri con il nuovo ds. La Roma ha proposto già a suo tempo al tecnico toscano di parlare del contratto, lui ha chiesto di aspettare. E quindi aspettiamo.

CASSANO: "TOTTI NON MOLLI" – Antonio Cassano, ex attaccante della Roma, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport ed ha parlato anche di Totti. Queste le sue parole: "Cosa gli consiglio? Di non mollare. Vale ancora 10-12 gol a campionato. Ma quando si gioca poco è dura per tutti fare bene. Io e lui siamo gli ultimi eroi di una certa generazione di attaccanti. E’ stato il mio miglior partner d’attacco. Io vicino alla Juve in passato? Ho detto quattro volte no e non mi pento. La prima quando ero al Bari e scelsi la Roma, due volte con Secco d.s. e infine Marotta: ci ha provato anche lui".