L’OPA è andata a buon fine e la Roma dei Friedkin si appresta ad uscire dalla Borsa. Per commentare questa operazione è intervenuto ai microfoni di Retesport Fabrizio Lucchesi, ex DG della Roma che operò l’ingresso nel mercato azionario nel lontano 2001
“L’ingresso in Borsa fu una grande operazione finanziaria ma servì anche per internazionalizzare il brand. Con quell’operazione incassammo 180 miliardi che contribuirono all’acquisto di calciatori. Giusta oggi l’uscita dalla perché il mercato è cambiato. L’ingresso in Borsa fu una grande soddisfazione per tutta la società e la Roma ne guadagnò tanto in termini di prestigio. Con l’uscita dalla Borsa la Roma avrà più libertà d’azione sul piano degli investimenti”
Affinità Sensi-Friedkin? Due modelli diversi di gestione, Franco era un mecenate che gestiva la Roma come una famiglia. I Friedkin sono imprenditori di caratura mondiale che hanno un approccio imprenditoriale”
“L’arrivo di Dybala – aggiunge Lucchesi – è un segnale forte, di una società proiettata ai vertici del nostro calcio, con l’ambizione di salire quei gradini necessari per colmare il gap con le big. Anche la vittoria in Conference League è un successo importante, perchè vincere abitua a vincere, Roma aveva bisogno di entusiasmo. Grande artefice di questo è Mourinho, ma anche la società, la città si è risvegliata dopo dieci anni vissuti in sordina”.