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Darboe e Zalewski, l’oro della Roma

Per l’ennesima volta la Primavera della Roma ha sfornato nuovi talenti che potrebbero tornare utili in futuro. Dopo Milanese, Tripi, Boer, Bamba arrivano gli esordi di Ebrima Darboe (ieri in Europa dopo gli ultimi minuti in A contro la Samp) e di Nicola Zalewski.

Una grande prestazione del centrocampista gambiano, subentrato al posto di Smalling alla mezz’ora del primo tempo: gioco semplice, intelligenza tattica, movimento costante e contrasti. Venti minuti finali per l’italo-polacco che ha realizzato la rete della vittoria contro lo United.

Insomma una serata speciale per i due giovani della Primavera di Alberto De Rossi, apparsi decisamente emozionati davanti ai microfoni di Sky.

Darboe è fuggito dal Gambia a 14 anni. Il papà è scomparso quando era un bambino e, da solo, ha attraversato prima il deserto e poi il mare per raggiungere la Sicilia. Lungo il tragitto ha toccato con mano la sofferenza e ha conosciuto la sua anima da guerriero. “Sto provando un’emozione indescrivibile – ha detto a fine partita – non so nemmeno spiegarla. Come scrive il Corriere dello Sport, Fonseca mi ha detto ‘Dai Ebri, che sei forte!’ e io ho messo in pratica i suoi insegnamenti. A Trigoria mi sostengono tutti. De Rossi e Kolarov mi hanno aiutato all’inizio, oggi ho un legame speciale con Diawara“. La sua storia merita di essere letta e riletta: “Fin da piccolo avevo il sogno di diventare un calciatore. Un mio amico, in Gambia, mi diceva di andare in Europa. Di provarci, di credere in questo sogno. Sono scappato dal mio Paese e ho sofferto tanto, ma ringrazio Dio e l’Italia per avermi accolto. Ai ragazzi come me dico dico di non mollare mai“.

I genitori di Zalewski sono di Lomza, una piccola città a 150 km da Varsavia. Papà Krzysztof, nel 1989, ha rifiutato di prestare il servizio militare per protesta con il regime comunista. Si è stabilito a Poli, comune alle porte di Roma. Nicola è nato a Tivoli, nel gennaio 2002. “Il mister mi ha chiesto di fare lo stesso lavoro di Pedro e ho dato tutto quello che avevo – le parole dell’italo-polacco, pupillo di Boniek – siamo orgogliosi della nostra gara. Purtroppo la partita di andata con quegli infortuni ci ha condizionato. Sono per l’esordio e per il gol, anche se me l’hanno tolto. Ma era importante vincere“.

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