Donnarumma: Non ha ancora metabolizzato I fischi di Torino e i Pandora Papers di Raiola; è buio e luna piena: 6-, grazie anche ai pali.
Di Lorenzo: Più attaccante che difensore; deve vedersela con Ferreira Carrasco e canta con i Manneskin “Mamma Mia”= 5,5.
Bastoni e Acerbi: attenti, concentrati e tempestivi; fanno bene entrambi, pur con avversari molto bravi= 6,5.
Palmieri: come Di Lorenzo, ma contro una catena di dx meno rognosa= 6.
Barella: sarebbe da 6, ma sblocca il risultato e regala sombreri come un ambulante messicano= 7.
Locatelli: canta e porta la croce da regista moderno= 6,5.
Berardi: dinamico e imprevedibile in avanti; pronto al sacrificio dietro; rigore con brivido= 6,5.
Pellegrini: A parte il tunnel, gli manca un acuto. Fa il suo, giocando spesso di prima= 6.
Chiesa: Fa bene Mancini a mettere Chiesa al centro del suo villaggio. Non delude mai e si prende il rigore=7.
Raspadori: tra due marcantoni mi attendevo da lui che sgattaiolasse via, che inventasse un dribbling al centimetro. Non è andata così= 5.
Kean: Della serie “Vorrei ma non posso”, il Carles Perez della Nazionale. Shakespeare”tanto rumore per nulla”: 5.
Jorginho: pronto per ricevere il pallone d’oro, entra e si vede: 7.
Cristante: è come la mamma e tu che pure a 40 anni e ti prepara una tisana: 6,5.
Insigne e Bernardeschi S.V.
Mancini: Ruota a dovere i suoi uomini e poi deve scordare anche le amarezze della cronaca finanziaria: 6,5
Il Belgio: Un paese di 11 milioni di abitanti produce calciatori eccellenti e nazionale brillante: 8 .