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Retesport in Giappone – diario di viaggio (Day 5)

La bellezza spesso si fa trovare dove non ce la aspettavamo, divertendosi a sorprenderci mentre guardiamo dall’altra parte. Metti un giorno a Nagoya con la Roma che gioca la sera, cosa ci si doveva attendere? Io personalmente credevo di fare un giro per la città, far passare il tempo per poi recarmi al Toyota Stadium a godermi la partita. Nagoya, ma chi l’aveva mai sentita prima? Girando per le strade le maglie giallorosse sono tantissime, e tutte di tifosi giapponesi: ecco, questo proprio non me lo aspettavo. E arrivato al castello lo stupore è totale: è un colosso bianco immerso in un parco che in questo periodo si tinge di giallo e di rosso, con intorno un fossato che nel lato posteriore guarda a precipizio sulla città. Ora non resta che godersi la Magica, ci sarà da impegnarsi, il Nagoya è molto seguito e vuole fare sul serio. Dopo un riscaldamento accompagnato da canzoni che saremo in venti a capire ma che fanno tanto “Olimpico”, comincia la partita e…finisce quasi tutto. La Roma è stanca dal viaggio, forse mancano le motivazioni, anche se non di certo a Tahirovic, che vuol far vedere a tutti i costi quanto Mou abbia fatto bene a portarselo. Svilar grida, Abraham si danna l’anima, vorrebbe segnare a tutti i costi, ma 94 minuti non gli bastano, è proprio un periodo così. La Roma esce dal Toyota Stadium dopo aver salutato i tifosi, stoici, che sono arrivati anche dall’Italia. Il 28 si replica a Tokyo contro i Marines, noi ci saremo come sempre e per sempre…voi?

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