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Roma, Oliveira e Maitland hanno migliorato la rosa ma non bastano: un bilancio sul mercato giallorosso

Ora che la sessione invernale si è ufficialmente conclusa, quale voto dare ai giallorossi?

6,5 o al massimo un 7: questi i voti che ci sentiamo di dare al mercato invernale della Roma. A prima vista si direbbe non un granché, in realtà tale giudizio risulta essere più che positivo, in linea con quegli obiettivi di rafforzamento che la società capitolina si era prefissata da tempo e che ha già raggiunto a fine gennaio. Sì, perché riuscire a ingaggiare calciatori buoni e funzionali durante il cosiddetto mercato di riparazione non è mai cosa semplice, e invece i giallorossi con i prestiti di Sergio Oliveira e di Ainsley Maitland-Niles ci sono riusciti. Sono proprio loro le “pedine” che servono a Mourinho da un lato per dare spessore a un centrocampo facilmente perforabile da parte di avversarie sia italiane sia internazionali (a noi vengono in mente episodi quali il brutto 3 a 0 di fine primo tempo contro l’Inter e i 90 minuti con il Bodø/Glimt di quell’incredibile 6 a 1) e dall’altro lato per rafforzare la difesa. Con l’innesto dell’ex (per ora) Arsenal, terzino che non sa solo interdire ma anche attaccare, la Lupa fino a fine maggio è a posto e volendo può far rifiatare uno come Karsdorp. Davvero non male, non dimenticando che Ainsley Maitland-Niles è sbarcato a Roma non certo per fare il vice di qualche suo collega, e infatti le sue recenti prestazioni confermano la sua voglia di essere sempre titolare.

Maggior qualità in campo

Diciamoci la verità: Il mercato della Roma non è certo paragonabile a quello della Juventus (che con l’acquisto di Dušan Vlahović e Denis Zakaria ha messo a segno due colpi che potrebbero cambiare completamente il suo destino) ma qualche buon acquisto c’è stato. Più che acquisti sarebbe meglio parlare di prestiti, quelli di Sergio Oliveira e di Ainsley Maitland-Niles, indispensabili per i giallorossi non solamente per completare la rosa ma soprattutto per fare fronte ai tanti impegni di un calendario veramente fitto, che come ricordato dallo stesso Mourinho ai tempi del Tottenham di solito logora troppo il fisico dei calciatori. Tra questi impegni non ci sono solo quelli di campionato, ma anche quelli che vedranno la squadra allenata dallo Special One in campo la prossima settimana in Coppa Italia e in seguito in Conference League. Se per superare l’Inter ci vorrà l’apporto di tutti i titolari, e anche quello dei nuovi arrivati, stessa cosa può dirsi quando sarà il momento di giocarsi gli ottavi di finale della “nuova coppa europea”. Più si è meglio è si potrebbe dire, soprattutto ora che la Lupa ha deciso di fare a meno di Borja Mayoral, Calafiori, Fazio, Olsen, Reynolds e Villar. Non è che queste cessioni sono un po’ troppe? Detto diversamente: non è che ai giallorossi faceva comodo tenere almeno uno come Villar, che non ha demeritato quando chiamato in causa durante la prima parte della stagione? A questi interrogativi proveremo a rispondere nel prossimo paragrafo.

Cessioni tutte necessarie? Forse no

A livello di cessioni la Roma si è data fin troppo da fare; non aver trattenuto due come Borja Mayoral e Villar, che avrebbero fatto comodo rispettivamente come 12° e 13° uomo in campo, è stata una mossa un po’ azzardata. Come accennato in precedenza, gli appuntamenti in calendario da qui a fine stagione sono tanti, dunque sarebbe stato meglio non ridurre troppo la rosa a livello numerico. Ovviamente il nostro è solo un giudizio da esterni, perché il solo Mou deve (o almeno dovrebbe) sapere cosa è meglio per la Lupa. Considerato che il treno Champions è ormai perso, ci auguriamo che gli innesti di Sergio Oliveira e di Ainsley Maitland-Niles possano far fronte a tutti questi addii, così da poter centrare l’obiettivo Europa League e nel frattempo disputare un’ottima Conference League, non dimenticando poi che ci sarebbe anche una Coppa Italia che andrebbe onorata al massimo! Dunque ci fidiamo di Mourinho, che chiedendo alla società di prendere il portoghese del Porto e l’inglese dell’Arsenal ha fatto la scelta giusta. Un’ottima notizia che per ora può lasciare in secondo piano la questione Zaniolo. Ma solo per ora.

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