Ciccio Graziani ricorda Liedholm: “Personaggio meraviglioso, tra scaramanzia e intuizioni tecniche”

“Nils era un personaggio meraviglioso. All’inizio ebbi delle difficoltà con lui, parlava pochissimo e ti faceva capire le cose con uno sguardo. La sua dote migliore era quella che i suoi calciatori non li faceva mai andare sotto la lente d’ingrandimento della critica, era straordinario nella capacità di spostare l’attenzione dei media e le pressioni su altri argomenti”. Così Ciccio Graziani, in esclusiva ai microfoni di Retesport nel pomeriggio di 1927. Il ricordo del Barone Liedholm, a 99 anni dalla nascita del più grande allenatore della storia giallorossa.

Particolare e curioso era il rapporto con il Mago Maggi che in base ai bioritmi dava delle indicazioni preziose al Barone, a volte alcune scelte di formazione nascevano dalle sue intuizioni. I collaboratori di Liedholm a volte venivano da me o da altri e ti facevano capire che saresti andato in panchina. Nils era molto scaramantico, una volta giocavamo col Milan e disse la formazione nello spogliatoio come di consueto, ma guai a toccare le maglie prima delle partite: Nela e Ancelotti spostarono le maglie che erano riposte in ordine dai magazzinieri. Liedholm se ne accorse e non li schierò dall’inizio

Era un allenatore che lasciava spazio ai calciatori – prosegue Graziani – gli interessavano solo gli aspetti di campo, era un fenomeno. Poi se tu esageravi, ti fulminava con due parole e gli sguardi, quando ciò accadeva non c’era replica con lui. Nello spogliatoio era affezionato soprattutto a due ragazzi: Pruzzo e Di Bartolomei. Su questa cosa ci giocavamo spesso tra compagni”.

Dopo la finale dell’84’, cosa accadde?C’era tristezza, rammarico e dispiacere, l’unica volta che vidi Donna Flora negli spogliatoi. Il Barone non ci disse nulla in quell’occasione e si mise seduto, tranquillo, parlammo il giorno dopo a Trigoria perchè da lì a pochi giorni dovevamo rigiocare col Milan in Coppa Italia, che poi vincemmo”