IL CORRIERE DELLO SPORT (R. MAIDA) – In ogni caso Friedkin ha già dato un’indicazione operativa. Le plusvalenze vanno sfruttate come una risorsa e come una premessa per rinforzarsi. Ma non devono diventare un imbuto nel quale infilarsi all’ultimo secondo per riequilibrare i conti.
La nuova gestione rispetterà gli obblighi di bilancio, che quest’anno soprattutto saranno stringenti, cercando una programmazione più razionale e lungimirante negli investimenti: evitando di svenarsi per Pastore (70 milioni tra cartellino e ingaggio) o di concedere rinnovi esagerati a giocatori non strategici la Roma riuscirà a difendere i suoi talenti più limpidi e giovani come Zaniolo e Pellegrini. Loro non andranno via per nessuna cifra. E a Pellegrini, che ha una clausola liberatoria da 30 milioni, verrà rifatto il contratto per evitare sorprese.
I tagli previsti potrebbero riguardare anche figure insospettabili, da Dzeko e Kolarov, ma soprattutto terranno conto di plusvalenze come Schick, Florenzi, forse Ünder e Kluivert. In più la Roma intende rinunciare a stipendi poco produttivi: Perotti, Jesus, Fazio, al limite Spinazzola, oltre ovviamente a Pastore.
L’idea è di accompagnare un ringiovanimento generale dell’organico a qualche calciatore esperto. Come Stephan El Shaarawy, che è disposto a rinunciare a molti soldi pur di tornare alla Roma dopo l’esperienza in Cina.
L’obiettivo numero uno è Gaetano Castrovilli. Non sarà facile prenderlo, ma la Roma, con o senza Friedkin, ci proverà.