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Esclusiva Retesport – Julio Sergio: ”Spero la Roma vinca il derby. Parlo con Pinto per portare calciatori importanti”

Julio Sergio, ex portiere della Roma e protagonista in 4 derby vinti dai giallorossi, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Come ci si avvicina a un derby e che atmosfera si vive nello spogliatoio?

Cambia l’atmosfera anche in città: si parla solo del derby durante la settimana. Si analizzano i precedenti e quello che potrebbe succedere. È bellissimo vivere questa sensazione.

Cosa ne pensi dei portieri della Roma?

Rui Patricio é un calciatore esperto che ha fatto grandi cose con il Portogallo negli ultimi anni. Con la Roma ha fatto bene nelle coppe. In questa stagione ancora non é al top della forma. Svilar giocato qualche partita ma c’è bisogno di altre gare per un giudizio più preciso e capire la sua situazione alla fine dell’anno.

Che idea ti sei fatto della Roma di Mourinho?

É stata una Roma vincente: ha alzato la Conference ed é arrivata in finale di Europa League. Il campionato è più difficile: bisogna mantenere costantemente un livello alto perché ci sono anche le piccole squadre che danno fastidio. I primi due anni di Mourinho sono stati positivi. In questa stagione la Roma sta facendo bene in Europa e in Serie A può lottare per la Champions.

L’ultima gara in Europa League non è andata bene…

Sono cose che succedono, la Roma supererà il turno con tranquillità. L’Europa League é un torneo che piace a Mourinho: le doppie sfide (andata e ritorno) le prepara in maniera speciale. Il tecnico portoghese punterà a vincere la competizione.

Chi potrebbe essere il calciatore decisivo nel derby: Lukaku, Dybala?

Lukaku é un calciatore che ha tanta qualità e fisicità. Dybala ha grande tecnica: può tirar fuori la giocata all’improvviso. È complicato per gli altri trovarseli contro insieme. Spero possano fare la differenza e che la Roma vinca il derby.

Hai mai segnalato qualche calciatore alla Roma?

Parlo spesso di calciatori brasiliani con la Roma ma non è semplice perché il mercato italiano é complesso: c’é bisogno della documentazione giusta, si deve analizzare il budget da poter investire.

Con la Roma ho parlato di 3-4 calciatori: spero che la rosa giallorossa possa avere più brasiliani perché é un qualcosa che ha sempre caratterizzato la società. Mi auguro di portare qualcuno che possa fare la differenza.

Ci puoi fare qualche nome, immagino siano calciatori giovani…

Sì anche giovani. Per la guerra non siamo riusciti a concludere la trattativa per un grande calciatore ma ancora c’è la possibilità di chiudere l’affare. Marcos Leonardo è un profilo che la Roma può trattare per il futuro. In Brasile ci sono dei portieri che possono fare bene in Italia. Bento (portiere Athletico Paranaense) è un calciatore che ha una prospettiva importante poi ci sono anche profili più giovani.

Quindi c’è una collaborazione con la Roma, state lavorando per portare dei portieri brasiliani per il futuro?

Stiamo provando a portare dei calciatori che la società ritiene all’altezza. Parlo spesso con Pinto e il suo scouting di attaccanti, portieri: in Brasile ci sono tanti calciatori importanti. La Roma ha una rosa forte soprattutto in attacco, quindi, va trovato il ruolo giusto e il profilo adatto per concludere un affare.

Tu ci hai messo del tempo per diventare titolare poi con Ranieri sei diventato determinante.

Sì per me questo è stato un bene. Anche Allison inizialmente giocava solo nelle coppe poi ha fatto il fenomeno. Avere il tempo per adattarsi è fondamentale per poter esprimere il proprio valore. Poi ci sono fenomeni come Marquinhos…

Cosa è successo nello spogliatoio durante il derby del 18 aprile 2010 quando Ranieri tolse Totti e De Rossi?

Eravamo arrabbiati perché sapevamo quanto era importante quella partita. Ranieri aveva una sensibilità enorme con certe cose e ha avuto tanto coraggio nel togliere Totti e De Rossi quando eravamo sotto 1-0: è stato un genio, ha capito la partita. Sono riuscito a contribuire alla vittoria parando il rigore a Floccari poi Vucinic ha segnato due gol. Eravamo una squadra forte con tanti calciatori che potevano fare la differenza: Totti, Borriello, Toni, Menez, De Rossi, Pizarro, Taddei, Mexes, Burdisso ecc… Meritavamo qualcosa in più.

Di seguito l’audio integrale

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Lazio-Roma, Mou aggredisci la gara per indirizzare il risultato: ecco perché

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Il derby non si gioca, si vince. La Roma non ha altri risultati a disposizione per eliminare parzialmente la disfatta di Praga e rimettersi in carreggiata dopo troppe sbandate ingiustificate. I giallorossi, al momento, si trovano a +1 sulla Lazio e a 4 punti dalla zona Champions occupata dal Napoli. Non c’è margine di errore, Mou non può sbagliare.

Il tecnico portoghese è reduce da 2 sconfitte consecutive nella stracittadina e ha l’obbligo di ristabilire le gerarchie che hanno caratterizzato la storia del derby di Roma. L’unico match vinto dallo Special One sulla panchina giallorossa contro la formazione di Sarri dovrà fungere da esempio: 1-0 dopo 55 secondi e 3-0 alla fine del primo tempo.

Roma aggredisci la gara: dalla scorsa stagione la Lazio in Serie A ha perso l’87% delle partite dopo lo svantaggio iniziale

Campionato di calcio serie A 2021/2022 Roma vs Lazio

Domenica alle ore 18:00, la Roma di Mourinho dovrà sfruttare i propri pregi ed esaltare i difetti della Lazio di Sarri. I biancocelesti non sono una squadra perfetta, infatti hanno già perso 5 gare in campionato e, con un’altra sconfitta, eguaglierebbero il loro peggior dato nell’era dei 3 punti a vittoria dopo le prime 12 giornate di Serie A (6 ko come nel 2015-16).

I giallorossi, quindi, non dovranno giocare con paura ma aggredire sin dall’inizio la partita. La Lazio dalla scorsa stagione in campionato è passata in svantaggio in 15 occasioni: una vittoria, un pareggio e ben 13 sconfitte (86,7%). I biancocelesti, una volta andati sotto nel punteggio, hanno mostrato dei limiti eloquenti. Gli uomini di Mourinho dovranno sfruttare tale difetto per esaltare anche la capacità di gestione che gli appartiene. La Roma, infatti, nello stesso arco temporale, in Serie A, è passata in vantaggio 29 volte: 23 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta.

Vietato, quindi, giocare con la paura che ha contraddistinto e limitato troppe volte la squadra giallorossa nel corso degli scontri diretti. Mourinho e i tifosi romanisti hanno bisogno di una vittoria Special. Non c’è margine di errore.

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Amarcord derby di Roma: fra i record, i gol e le esultanze iconiche di Totti

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Domenica 12 novembre alle ore 18:00, Lazio e Roma si affronteranno per la 185esima volta. L’uomo simbolo della gara resterà per sempre Francesco Totti. L’ex capitano giallorosso ha disputato il 24% dei derby della Capitale (44 su 184). In aggiunta, è il calciatore che ha vinto più stracittadine (15) e che ha realizzato più gol (11 corredati da 8 assist).

Esultanze storiche e maglie iconiche hanno corredato i match fra Roma e Lazio con Totti protagonista. L’ex numero 10 giallorosso, complessivamente, ha disputato 32 derby con la fascia da capitano (29 in Serie A e 3 in Coppa Italia, più di tutti) e nella prima occasione ha scaraventato il pallone in rete in una gara indimenticabile: Lazio-Roma 3-3 (29/11/1998).

Dal ”Vi ho purgato ancora” al selfie sotto la Curva Sud: gol ed esultanze di Totti nei derby di Roma

Il derby di Roma è sinonimo di goliardia, sfottò ed esultanze iconiche. Totti nelle gare in cui è stato protagonista ha sintetizzato le virtù di un match diverso dagli altri.

L’ex numero 10 giallorosso ha realizzato il primo gol in una stracittadina il 29 novembre 1998. Derby che i romanisti hanno vissuto sull’ottovolante delle emozioni. Dopo 26 minuti i giallorossi passarono in vantaggio con il consueto gol di Delvecchio ma l’euforia durò appena 120 secondi, il tempo che trascorse dal pareggio di Mancini. Nella ripresa (56′) il biancoceleste realizzò la seconda rete personale. Al 65esimo Petruzzi venne espulso e la Roma rimase in 10. Dopo appena 4 minuti, Salas su rigore (3-1) sembrò mettere la parola fine sulla partita. Ma finché l’arbitro non fischia la gara è aperta a ogni risultato ed ecco che, dopo una brusca discesa sull’ottovolante delle emozioni, iniziò una salita inaspettata. Minuto 78: Di Francesco accorcia le distanze. Dopo appena 3 minuti, Delvecchio, anticipando repentinamente Couto, servì Totti che non ci pensò 2 volte a scaraventare il pallone alle spalle di Marchegiani (3-3). Esplosione di gioia, primo gol in un derby con la fascia da capitano e corsa sotto la Curva Sud sfoggiando la maglia consegnata dagli ultras giallorossi: ”29/11/98 Carica ragazzi”.

Totti, nelle prime 4 stracittadine con la fascia al braccio, partecipò sempre ad almeno una rete. Dopo il primo gol nel derby, nella gara di ritorno preparò una maglia speciale. Partita ferma sul 2-1 per la formazione allenata da Zeman, quando al 90esimo un rimpallo nell’area di rigore biancoceleste favorì il numero 10 giallorosso che scagliò il pallone in rete (3-1). Apoteosi allo stadio Olimpico: ancora il figlio di Roma, ancora Francesco Totti che corse verso il centro del campo sfoggiando una maglia preparata appositamente per ricordare ai cugini una cosa importante: ”Vi ho purgato ancora”.

La stagione successiva allo scudetto giallorosso, la Roma vinse entrambi i derby: 2-0 e 1-5. In ambedue le occasioni Totti mise lo zampino: 2 reti e un assist a referto. Il primo gol fu segnato di testa al minuto 92: corsa sotto la Sud e abbraccio iconico alla sua gente.

L’11 marzo 2002, la Roma strapazzò la Lazio (1-5). Dopo il poker firmato da Montella, l’ex capitano giallorosso siglò una delle reti più belle della sua carriera: pallonetto (cucchiaio) da fuori area e Peruzzi battuto da un arcobaleno di venti metri. Boato dell’Olimpico, Totti corse verso il centro del campo mostrando una maglietta dedicata a Ilary Blasi, quella che ai tempi era una ragazza conosciuta da poco e che poi sarà la madre dei suoi figli: ”6 unica” recitava la maglia.

Un’altra esultanza iconica di Totti risale al 21 aprile 2004: Lazio-Roma 1-1. Il Capitano si presentò sul dischetto e insaccò il pallone alle spalle di Peruzzi con un destro potentissimo. Corsa verso un operatore di Sky, al quale si sostituì momentaneamente, per inquadrare con la camera i tifosi giallorossi festanti.

Nella stagione 2005-2006, l’ex numero 10 giallorosso diede vita ad un’altra esultanza inaspettata. Assist di Taddei ed esterno destro favoloso di Totti che portò in vantaggio i suoi. Dopo il gol, con la complicità dei compagni, raggiunse la pista rossa sotto la Tribuna Monte Mario e simulò un parto nascondendosi il pallone sotto la maglia. Messaggio rivolto ancora una volta alla sua compagna Ilary Blasi che sorrise imbarazzata.

Dopo 7 stracittadine in cui rimase a secco, Totti tornò protagonista. L’ex numero 10 giallorosso era una sentenza: quando gonfiava la rete biancoceleste, la Roma non perdeva mai un derby (4 vittorie e 5 pareggi). Il 13 marzo 2011 il leone ruggì nuovamente. Prima un calcio di punizione dal limite dell’area bucò le mani a Muslera, poi un tiro potente dal dischetto: 2-0 e corsa sotto la Curva Sud ad abbracciare la sua gente.

Nella stracittadina che si disputò l’8 aprile 2013, Totti si lasciò andare nuovamente a un esultanza goliardica. Al 56esimo firmò il gol dell’1-1 e andò verso una telecamera urlando: ”Questo è per voi, godo come un maiale”.

Il talento non conosce la parola fine. Totti lo sa bene. L’11 gennaio 2015, il Capitano, a 39 anni, diede spettacolo e siglò una doppietta che permise alla Roma di pareggiare un derby in cui era sotto di 2 reti dopo appena 29 minuti. Al 48esimo Strootman servì l’ex numero 10 giallorosso che sfuggì alle spalle di Radu e con un piattone spiazzò Marchetti (1-2).

La formazione allenata da Garcia era ancora sotto nel punteggio e alla ricerca disperata del pari. Al minuto 64, però, il tempo si fermò: cross di Holebas a cui Totti rispose con una mezza rovesciata. Il pallone gonfiò la rete di Marchetti, che crollò a terra stupito da così tanta bellezza. Apoteosi allo stadio Olimpico: la Roma pareggia con il suo Capitano che diventa il marcatore più prolifico nelle stracittadine (11 reti).

Corsa di Totti sotto la Curva Sud che per poco non si ritrova dentro il campo dalla gioia. L’ex numero 10 giallorosso mentre stava tornando sul rettangolo verde di gioco prese il suo cellulare e scattò un selfie che immortalò l’esultanza orgasmica dei suoi tifosi. Un’istantanea che rimarrà per sempre impressa nella mente dei romanisti: il talento non conosce la parola fine e quel giorno Totti decise di andare contro la fisica e i suoi 39 anni.

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José prepara la sorpresa. Pellegrini per la panchina

Una novità tattica. Mourinho sta preparando una sorpresa per il derby e si sta confrontando con lo staff per studiare strategia e formazione. Come riporta il Corriere dello Sport, la Roma potrebbe ripartire dal 3-5-2 ma anche alzare il ritmo con due trequartisti dietro a Lukaku: El Shaarawy e Dybala.

L’ipotesi prenderebbe corpo nel caso in cui Spinazzola desse garanzie sufficienti e la sensazione è che possa farcela perché si è allenato regolarmente negli ultimi 4 giorni. Discorso diverso per Pellegrini che ieri ha svolto una parte del lavoro con il gruppo. Mou potrebbe portarlo in panchina ma difficilmente potrà contare sul capitano in campo.

L’alternativa, più accorta, porterebbe alla conferma del centrocampo Paredes-Cristante-Bove. C’è anche Renato Sanches, che mou ha pensato di rilanciare, ma per quanto si è visto in partita, tra Lecce e Slavia, non sembra essere ancora pronto a giocare titolare.

Di sicuro le soluzioni per intervenire a gara in corso ci sono: Zalewski sta guarendo dall’influenza ed è un cambio utile, Azmoun è già stato decisivo. Da non dimenticare Belotti e Kristensen.

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Notte prima del derby a Trigoria. E l’Al-Ittihad piomba su Mou

La sconfitta di Praga e le dichiarazioni di Mourinho hanno lasciato il segno nello spogliatoio della Roma: l’umore è basso e la voglia di sorridere ancora meno. Come riportato da Repubblica, la squadra è in ritiro a Trigoria e si fermerà a dormire al centro sportivo dopo la rifinitura pomeridiana. Un modo per compattarsi in vista di un derby da non poter sbagliare. Mou ha portato a casa solamente un derby su 3 e un altro passo falso non sarebbe accettato. La sfida di domani con la Lazio, infatti, potrebbe essere lo spartiacque decisivo dell’intera stagione giallorossa. La vittoria in una stracittadina manca da 602 giorni.

Nel mentre lo Special One è entrato nel mirino dell’Al-Ittihad, anche se al momento si tratta solamente di una manifestazione di interesse e non ci sono offerte ufficiali.

In vista della gara contro la Lazio il tecnico schiererà Paredes-Cristante-Bove a centrocampo, sulle fasce Karsdorp e Spinazzola e in attacco l’inamovibile coppia Dybala-Lukaku. Per il resto, causa uomini contati, la difesa sarà la stessa con Mancini-Llorente-Ndicka. Da valutare nella rifinitura odierna Pellegrini, tornato ad allenarsi ieri in gruppo: il capitano effettuerà nella giornata odierna un provino decisivo per essere quantomeno della partita.

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La Roma per ritrovarsi. In 90 minuti si decide il futuro di Mou e dei big

All’Hotel nel centro di Praga, che ha ospitato i giallorossi, solo bocche cucite e sguardi appesi. Stesso mood anche a Fiumicino. Insomma c’è un’aria pesante. Come riporta Il Messaggero, la Roma in questo momento è a pezzi nel morale, bastonata dialetticamente dal suo allenatore. Il tecnico portoghese è stato duro sia con i giocatori della vecchia guardia sia con i nuovi: vuole una squadra al suo livello, non può essere lui ad abbassarsi alle qualità del gruppo.

E quelle viste con lo Slavia Praga sono bassissime. Mou in questi due anni non è riuscito ad alzare il livello, non tanto tecnico ma di mentalità della squadra. Forse è anche colpa del tecnico, ma spesso non ha avuto i mezzi. Domenica non sarà una semplice stracittadina e in ballo c’è il futuro di Mourinho e di molti. Soprattutto senza quarto posto si potrebbe avviare un progetto completamente nuovo e si ripartirebbe da capo. Mourinho, Pinto e Rui Patricio sono in scadenza e inoltre vanno risolte le situazioni di Lukaku, Dybala e Sanches. Insomma, senza i soldi della Champions difficilmente la società riuscirebbe a trattenere i big ed ecco perché il derby di domenica pesa come un macigno.

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Lazio-Roma, Sarri vs Mourinho: frecciate, mentalità diverse e un tabù da sfatare

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La sfida tra Lazio e Roma è già cominciata prima del fischio d’inizio dell’arbitro Massa. Sarri e Mourinho hanno avuto la possibilità di pungersi a vicenda prima del derby in programma domenica alle 18. Botta e risposta. Ha iniziato il tecnico dei biancocelesti dopo la vittoria contro il Feyenoord: ‘La Roma si può permettere una sorta di amichevole giovedì noi abbiamo affrontato una guerra. C’è una differenza abissale. Immediata la risposta dello Special One alla vigilia della gara in Repubblica Ceca: ‘Quello che fa la differenza tra un allenatore che ha vinto 26 titoli e uno che ne ha vinti pochi è esattamente questa mentalità in cui ogni partita è una gara seria da giocare e non ci sono amichevoli”.

I precedenti fra i due tecnici sono 5. Mourinho ha ottenuto una sola vittoria (Roma-Lazio 3-0) a fronte di 3 sconfitte e un pareggio. Quest’ultimo risale alla prima gara in cui si affrontarono su due panchine diverse: Chelsea-Manchester United 2-2. Rissa sfiorata a causa di un’esultanza irrispettosa di Marco Ianni (assistente di Sarri), che corse davanti al portoghese agitando i pugni al gol del pareggio in extremis di Ross Barkley. Mourinho si alzò cercando lo scontro che fu evitato dall’intervento di alcuni steward.

Sarri vs Mourinho: posizioni diverse prima di un derby dall’importanza capitale

26.9.2021 Lazio vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Sarri Mourinho (Foto Gino Mancini)

Mourinho ha il contratto in scadenza e per ora non è previsto alcun discorso legato al rinnovo. Dall’altra parte Sarri, alla vigilia del match europeo contro il Feyenoord, ha confermato di voler chiudere la carriera da allenatore alla Lazio. Altra differenza tra i due tecnici.

La divergenza è palese anche nel modo di pensare e fare calcio. I calciatori dello Special One sono più liberi di esprimere le proprie qualità, a differenza degli uomini di Sarri, che sono maggiormente ingabbiati in schemi offensivi rigorosi. Due modi diversi di arrivare alla vittoria.

Anche prima dell’ultimo derby, i due tecnici si sono lanciati delle frecciatine legate a ipotetiche differenze di trattamento. Sarri, infatti, commentando la sospensione della squalifica di Mou, disse:‘Sospensione della squalifica alla carriera”. Il tecnico toscano voleva sottolineare un differente trattamento rispetto a quello ricevuto da lui stesso un anno prima quando, dopo un diverbio con Saelemakers, fu squalificato 2 turni. La sanzione in realtà fu la stessa, poiché, lo Special One fu costretto a saltare la gara contro il Sassuolo e proprio il derby.

La risposta del portoghese non si fece attendere: ‘La Lazio non avrà una terza competizione da giocare” disse Mou dopo l’eliminazione dei biancocelesti dalla Conference una volta retrocessi dall’Europa League.

Al di là delle frecciate fuori dal campo, il derby di domenica, in virtù dei precedenti e della classifica, assume un’importanza notevole per lo Special One. Mourinho, infatti, in Serie A, ha perso il 75% degli scontri diretti con l’allenatore toscano (3 derby su 4) e tra i tecnici affrontati almeno due volte nella competizione, solo contro Simone Inzaghi (80%) ha una percentuale più alta di sconfitte nel massimo torneo italiano.

La Roma, reduce dalla disfatta di Praga, ha l’obbligo di dare una risposta di personalità in una partita nella quale atteggiamento e motivazioni, le grandi assenti ingiustificate della gara di Europa League, non possono mancare. Per Mourinho sarà obbligatorio invertire il trend negativo con Sarri e cancellare il malumore che attualmente pervade i romanisti.

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Roma, da Lukaku ad Azmoun attacco a 5 stelle: 802 gol con i club, nessuno meglio in Serie A

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Per la Roma è arrivato il momento di accelerare. La classifica dopo 3 giornate di campionato è impietosa: un solo punto in 3 partite come non accadeva dalla stagione 1995-1996. I giallorossi torneranno in campo il 17 settembre contro l’Empoli e inizieranno un tour de force (7 gare in 21 giorni) che terminerà a Cagliari (8 ottobre). Mourinho finalmente potrà affidarsi a un attacco da 5 stelle: Lukaku, Dybala, Belotti, Azmoun ed El Shaarawy (in attesa di Abraham).

Roma, attacco a 5 stelle: in Serie A, solo Mourinho potrà affidarsi a un reparto che ha partecipato a oltre 1100 gol con i club

La Roma ha terminato la scorsa stagione di Serie A con 50 gol fatti: quarto peggior risultato della storia giallorossa in un campionato a 20 squadre. Dopo un anno la situazione potrebbe cambiare radicalmente. Numeri alla mano, infatti, nessuna rosa della Serie A può vantare un reparto offensivo formato da calciatori che, con i rispettivi club, hanno segnato 802 gol. Lukaku, Dybala, Belotti, Azmoun ed El Shaarawy nelle loro carriere hanno dimostrato di saper scaraventare il pallone nelle porte avversarie.

Mourinho finalmente ha ottenuto il profilo di calciatori di cui parlava all’inizio della sua esperienza nella Capitale. ”Sono attaccanti che hanno sempre fatto gol e ora non segnano o attaccanti che hanno fatto sempre pochi gol e stanno continuando cosi? Non è che qui abbiamo Lewandowski che ora nella Roma non segna. Non è un problema di qualità, ma di profilo dei giocatori”. Parole sacrosante dello Special One quando in rosa c’erano: Shomurodov, Felix, Abraham, Zaniolo, Carles Perez ed El Shaarawy (242 gol e 108 assist)

Non sarà arrivato Lewandowski, ma la coppia Lukaku-Dybala, con Belotti, Azmoun ed El Shaarawy alle spalle, rappresenta la risposta ai problemi avuti nel biennio precedente. Nessuno, infatti, in Serie A può affidarsi a 5 attaccanti che hanno segnato almeno 100 reti con i club nei rispettivi campionati. Mourinho è pronto a forgiare nel corso di questa stagione un big Roma che possa tornare in Champions League. Ci sono due strade: campionato o Europa League, l’importante sarà raggiungere il traguardo.

Gol e assist con i club degli attaccanti delle big della Serie A

Lukaku – 590 presenze: 280 gol e 94 assist

Dybala – 444 presenze: 163 gol e 72 assist

Belotti – 403 presenze: 149 gol e 37 assist

Azmoun – 302 presenze: 109 gol e 48 assist

El Shaarawy – 412 presenze: 101 gol e 51 asssit

TOTALE ROMA: 802 gol e 302 assist

Immobile – 496 presenze: 275 gol e 72 assist

Pedro – 656 presenze:165 gol e 108 assist

Castellanos – 205 presenze: 78 gol e 28 assist

Felipe Anderson – 431 presenze: 72 gol e 85 assist

Isaksen – 142 presenze: 33 gol e 18 assist

Zaccagni – 288 presenze, 32 gol e 46 assist

TOTALE LAZIO: 655 Gol e 357 assist

Alexis Sanchez – 668 presenze: 198 gol e 144 assist

Lautaro Martinez – 303 presenze: 134 gol e 42 assist

Arnautovic – 474 presenze: 128 gol e 74 assist

Thuram – 252 presenze: 63 gol e 38 assist

TOTALE INTER: 523 gol e 298 assist

Giroud – 674 presenze: 273 gol e 93 assist

Jovic – 246 presenze: 69 gol e 24 assist

Leao – 197 presenze: 54 gol e 41 assist

Pulisic – 275 presenze: 47 gol e 47 assist

Okafor – 167 presenze: 41 gol e 28 assist

Chukwueze – 210 presenze: 37 gol e 31 assist

TOTALE MILAN: 521 gol e 264 assist

Osimhen – 194 presenze: 100 gol e 24 assist

Simeone – 328 presenze: 96 gol e 26 assist

Politano – 438 presenze: 76 gol e 49 assist

Kvaratskhelia – 162 presenze: 36 gol e 42 assist

Lindstrøm – 146 presenze: 29 gol e 29 assist

Raspadori – 118 presenze: 24 gol e 14 assist

TOTALE NAPOLI: 361 gol e 184 assist

Milik – 363 presenze: 148 gol e 37 assist

Vlahovic – 201 presenze: 77 gol e 16 assist

Chiesa – 250 presenze: 58 gol e 45 assist

Kean – 204 presenze: 47 gol e 6 assist

TOTALE JUVENTUS: 330 gol e 104 assist

Muriel – 447 presenze: 143 gol e 72 assist

Scamacca – 159 presenze: 52 gol e 4 assist

Lookman – 234 presenze: 48 gol e 26 assist

El Bilal Touré – 90 presenze:16 gol e 7 assist

TOTALE ATALANTA: 259 gol e 109 assist

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Lotito, frecciata alla Roma: ”La Conference League è una competizione che non interessa alla Lazio”

Claudio Lotito lancia una frecciata alla Roma. Il presidente della Lazio ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Serie A in cui delegittima la Conference League, competizione vinta dai giallorossi due anni fa. Di seguito le sue parole.

“Abbiamo allestito una squadra che ha, a livello di qualità e numerico, tutto per competere in entrambe le competizioni. La Lazio lo scorso anno aveva fatto una valutazione. Noi riteniamo che la Conference League è una competizione che non sia di interesse della Lazio. Diversa è la Champions, competizione che dà risorse straordinarie e grande visibilità”.

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Giudice sportivo, multa di 8mila euro alla Roma per i cori contro Stankovic. Curva Nord chiusa per un turno

Durante Roma-Sampdoria, dopo l’espulsione di Murillo, la Curva Sud ha intonato dei cori contro Dejan Stankovic. Come anticipato da Filippo Biafora de Il Tempo, il Giudice Sportivo ha deciso di multare la società giallorossa (8mila euro). La sanzione è stata attenuata per il fatto che il coro non è stato ripetuto dopo l’invito di Mourinho fermarsi.

La Curva Nord della Lazio, invece, è stata chiusa per un turno, con sospensiva di un anno, per i “cori beceri e offensivi, di matrice anche religiosa” intonati durante il derby contro la Roma.