Oumar Solet ha rilasciato un’intervista a GOAL, in cui ha parlato anche di Kristensen, suo ex compagno, e di Mourinho. Il difensore del Salisburgo è uno dei difensori accostati al club giallorosso. Di seguito le sue parole che sanno anche di apertura.
“Ho bisogno di fare uno scatto e crescere come calciatore. Con le qualità e le ambizioni che ho, penso che sia il momento giusto per il prossimo step, che vuol dire trasferirmi in uno dei maggiori campionati e iniziare a giocare grandi sfide ogni settimana. Sono più maturo, ho più esperienze, sia in campionato che in Champions League. Ogni giorno lavoro per essere un giocatore migliore e per questo ho deciso di affidarmi ad un nutrizionista, un personal trainer e un team di comunicazione digitale”.
Sul ruolo e il futuro
”Sono un giocatore utile, che può ricoprire vari ruolo. Posso giocare sia da numero 6 che da difensore centrale, in qualsiasi campionato. Non posso sbilanciarmi per ora, non so cosa mi aspetta. Sono concentrato sul Salisburgo. Passo dopo passo, crescerò”.
Dal rapporto con Kristensen alla Roma di Mourinho “Rasmus è un amico. È un buon terzino destro e sta facendo grandi cose. Gli auguro davvero il meglio. José Mourinho può essere davvero di grande aiuto per la crescita dei giovani. È uno per cui vuoi davvero combattere. Una grandissima sensazione. Con un allenatore così si può solo migliorare”
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Gianluca Mancini corre con in braccio Mourinho
(Foto Gino Mancini)
Gianluca Mancini, in una diretta Instagram con Sport Mediaset, ha rilasciato un’intervista in cui ha parlato della sua esperienza alla Roma e del suo rapporto con Mourinho.
La fascia di capitano “Qui a Roma è una cosa importante che ho imparato a capire stando qui, è un onore portarla anche se il nostro è un super capitano come Lorenzo Pellegrini”
Olimpico sempre tutto esaurito: il rapporto con i tifosi? “Ci regala ogni volta tantissima emozione, tantissima forza. Ci incitano quando vinciamo, anche quando siamo sotto a volte le ribaltiamo per merito loro. Sono uno che prova a dare sempre il massimo e finire la partita stremato per i miei compagni, lo staff e soprattutto per i tifosi”
L’allenatore che ha inciso di più? “Qualsiasi allenatore che ho avuto mi ha dato qualcosa, se devo citarne uno Gasperini mi ha dato tanto, facendomi crescere sotto ogni aspetto per stare in Serie A. Oggi ho il migliore e imparo da lui ogni giorno sotto ogni aspetto, sia tattico che psicologico”
Il giocatore che ha inciso di più? “Se devo fare un nome faccio quello del mio amico Leonardo Spinazzola, ci conosciamo da 8 anni, abbiamo vissuto insieme, litighiamo, ci sproniamo. Ricordo i primi mesi a Perugia in cui giocavo poco e lui mi parlava e mi aiutava a non mollare”
Capitolo Nazionale: come giudichi il girone per gli Europei? “È tosto, lo sapevamo. La più difficile? La Spagna, però siamo l’Italia e dobbiamo guardare in faccia tutti e giocare con orgoglio, senza paura”
L’avversario più difficile? “Higuain”
Il gol a cui sei più affezionato? “Quello che ho segnato alla Juve l’anno scorso, è stato un gol un po’ casuale, in cui ho tirato fuori. Poi abbiamo vinto…”
Il motivo del numero 23? “Due: il primo è perché mi sono fidanzato e poi sposato il 23 e l’altro è per Marco Materazzi, è anche in suo onore”
Il tuo sogno ancora non realizzato? “Vincere il prossimo trofeo…qualsiasi trofeo”
Com’è stare in squadra con Dybala e Lukaku “Prima di tutto sono due ragazzi eccezionali e poi giocatori fortissimi. È bello difendere contro di loro perché puoi imparare, sono due giocatori davvero forti”
9.5.2022 Fiorentina vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Italiano Mourinho
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma si prepara al tour de force per la Champions League. I giallorossi, domenica 10 dicembre alle 20:45, ospiteranno all’Olimpico la Fiorentina, reduce dalla vittoria ai rigori in Coppa Italia contro il Parma. Successivamente, in campionato, la formazione di Mourinho affronterà: Bologna (T), Napoli (C), Juventus (T), Atalanta (C) e Milan (T). Un mese infernale in cui la Roma incontrerà le squadre che hanno fatto più punti in Serie A (151), esclusa l’Inter di Inzaghi.
Nel massimo torneo italiano, i precedenti all’Olimpico con la Fiorentina sorridono: 41 vittorie, 28 pareggi e 15 sconfitte. Negli ultimi 24 incontri casalinghi, i giallorossi hanno trionfato in 20 occasioni (83,3%). L’ultimo ko risale alla stagione 2017-2018: 0-2 con le firme di Benassi e Simeone.
Fra Mourinho e Italiano, invece, regna l’equilibrio: 4 gare e 2 vittorie ciascuno, entrambe ottenute fra le rispettive mura amiche.
IL MATCH PROGRAM di RETESPORT su Roma-Fiorentina (Checco Oddo Casano)
Pressing, possesso palla e cooperativa del gol: ecco la Fiorentina di Italiano
Italiano ha riportato la Fiorentina a competere ad alti livelli. Reduce da un 13esimo posto, dalla stagione 2021-2022, la formazione toscana è tornata in Europa, ha disputato due finali (entrambe perse) e in questo campionato dista solo un punto dal quarto posto, occupato dalla Roma (24), che vale l’accesso alla prossima Champions League.
L’ex tecnico dello Spezia predilige il 4-3-3 ma, in questa stagione, in virtù dell’ottimo rendimento di Bonaventura più vicino alla porta (6 gol), è passato al 4-2-3-1. Il classe 89′ sta vivendo una nuova seconda giovinezza e, insieme a Nico Gonzalez (6 reti), è fra i pericoli maggiori della formazione toscana.
La Fiorentina è la seconda squadra in Serie A che concede meno passaggi all’avversario nella propria metà campo (10,81). Statistica che sottolinea un atteggiamento aggressivo senza palla e un pressing funzionale a recuperare velocemente il possesso. La Viola, infatti, è una formazione che predilige un calcio fatto di palleggio (3° in Serie A) con un baricentro piuttosto alto. La squadra di Italiano spesso concede la profondità, infatti, anche nell’ultimo precedente all’Olimpico, il gol del 2-0 di Dybala fu innescato da un’azione tutta in verticale: Cristante per Abraham e passaggio vincente per la Joya. Dinamica che si è presentata anche durante il primo confronto fra Mourinho e Italiano con la Roma che vinse 3-1.
La Fiorentina, (11) alle spalle dei giallorossi (12), è la seconda formazione del campionato per numero di calciatori diversi andati a segno. Solo in 3, però, hanno messo la firma almeno due volte: Bonaventura (6), Nico Gonzalez (6) e Martinez Quarta (2). Poi Biraghi, Sottil, Kouame, Duncan, Mandragora, Nzola, Brekalo e Beltran non sono andati oltre la singola rete. Insomma una cooperativa del gol. Nel 2023, in tutte le competizioni, infatti, la Fiorentina ne ha realizzati 102. Solo Manchester City (140), Real Madrid (121), Bayern Monaco (111) e Bayer Leverkusen (111) hanno fatto meglio.
La squadra di Italiano difficilmente si snaturerà allo stadio Olimpico, per cui, la Roma dovrà essere brava a leggere i momenti della partita e sfruttare gli spazi alle spalle della difesa toscana per passare in vantaggio e indirizzare la gara nella strada che ama di più. Anche perché l’ultima rimonta in Coppa Italia della Fiorentina potrebbe ingannare e nascondere uno dei suoi difetti. Dal 2021-2022, in Serie A, la Viola solo in 3 occasioni su 43 è riuscita a ribaltare un risultato, poi sono arrivati 9 pareggi e 31 sconfitte. Mourinho saprà cosa fare.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma per tornare in Champions League avrà bisogno di tutti i calciatori presenti in rosa. Mourinho, in diverse occasioni lo ha fatto presente: ”Oggi abbiamo fatto una bella chiacchierata nella quale abbiamo capito che siamo tutti importanti. Abbiamo bisogno di tutti in questo periodo. Domani farò dei cambi ma aspetto una risposta positiva anche da coloro che non sono abituati a partire dalla panchina”(Servette-Roma).
Al momento soprattutto in campionato il tecnico portoghese ha avuto le risposte che si aspettava. I subentrati giallorossi, infatti, sono quelli che hanno partecipato a più reti (14) nei top 5 campionati europei. Fra gol, assist e rigori procurati nessuno ha fatto meglio. Alle spalle della Roma: Bayer Monaco (13), Napoli (13) e Brighton (13).
Lo Special One, quindi, nelle prime 14 gare di Serie A, spesso, ha saputo leggere i momenti delle partite scegliendo i calciatori più funzionali per cambiarle. Numeri che fanno riflettere anche sul valore complessivo della rosa.
I subentrati, che hanno inciso in 14 occasioni, sono addirittura 9: Belotti (3), Bove (2), Kristensen (2), El Shaarawy (2), Spinazzola (1), Aouar (1), Azmoun (1), Paredes (1) e Zalewski (1).
Quando Mourinho ha quasi tutta la rosa a disposizione ha la possibilità di cambiare il volto delle partite. ”Oggi avevo una panchina in cui guardandomi a destra e a sinistra avevo giocatori che potevano cambiare la partita…Tante volte piango perché non ho soluzioni, oggi devo dire panchina ricca. Ho fatto dei cambi, la squadra ha risposto molto bene” ha dichiarato lo Special One dopo Roma-Udinese.
Considerando anche le passate stagioni, si nota come l’attuale contributo dei calciatori subentrati sia un valore aggiunto che spesso è mancato. Malgrado la Roma abbia disputato 14 gare su 38, infatti, dal 2000, solo in 8 occasioni su 23 (34,8%) chi è entrato dalla panchina ha fatto meglio. Bisogna anche tener conto che solo da maggio 2020 si possono effettuare 5 sostituzioni invece di 3.
PARTECIPAZIONI AI GOL DEI SUBENTRATI DAL 2000-2001 IN TUTTO IL CAMPIONATO
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Mourinho bacia Dan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Eppur si muove, direbbe Galileo Galilei. Il rapporto tra Mourinho e la Roma sembra cambiato e l’ultimo indizio che fa una prova eloquente è l’intervista di Pinto prima della gara vinta 1-2 contro il Sassuolo. Il gm portoghese, infatti, ha risposto così a chi gli chiedeva un parere sulle parole dello Special One sull’arbitro Marcenaro – ”La sensazione è che non abbia la stabilità sufficiente, a livello emotivo, per una partita di questo livello”-:
”Arriva il momento in cui magari abbiamo bisogno di dire basta. Quello che ha detto Mourinho ieri non è un’offesa a nessuno, non è un attacco alla dignità di nessuno. Se noi non veniamo qua a parlare ci danno la multa, se veniamo a parlare dobbiamo dire quello che vogliono loro. Io non capisco, ti dico la verità. Adesso, se un allenatore come Mourinho non può usare l’espressione “stabilità emozionale”, non so cosa possiamo dire più”.
Le parole di Pinto sono la prova che il rapporto tra Mourinho e la società sta cambiando. Prima delle dichiarazioni del gm portoghese, lo Special One ha seminato diversi indizi. Che sia il preludio verso un rinnovo del contratto? I prossimi mesi ci chiariranno le idee.
Mourinho-Friedkin: gli indizi di un rapporto in evoluzione
Al termine della scorsa stagione, Mourinho in più occasioni ha fatto capire di essere solo nelle sue battaglie calcistiche. Il tecnico portoghese, esasperato dall’assenza del club, il 6 maggio dopo Roma-Inter (0-2), commentò così alcuni episodi: ”Se la società vuole parlare bene sennò non fa niente io non lo faccio anche perché sono stato attaccato e distrutto nella mia etica e nella mia educazione”.
Lo Special One, al Corriere dello Sport, il 7 agosto, raccontò un aneddoto che lo deluse dopo la finale di Budapest persa contro il Siviglia a causa di un arbitraggio scandaloso a firma di Taylor. Dopo quella partita, Mourinho nel parcheggio dello stadio di fronte al quarto uomo, gli assistenti, Rosetti, il direttore tecnico degli arbitri di Premier, rispondendo all’ammissione di quest’ultimo sull’errore del direttore di gara inglese, si lasciò partire un ”Siete una fottuta disgrazia”.
Lo Special One, a quel punto chiese alla Roma un appoggio. ‘‘Chiesi alla società sostegno e una comunicazione forte. In due anni la cosa che mi ha fatto sentire più fragile e triste è stata non essere appoggiato dal club in una situazione del genere”.
Nelle ultime settimane gli indizi seminati da Mourinho ci delineano un rapporto diverso e la volontà dello stesso di rimanere a Roma. ”Con Dan Friedkin ho parlato al telefono alla fine della partita con la Lazio. Con Ryan ho parlato la settimana scorsa. Parliamo di oggi, del lavoro di oggi, non di rinnovo. Io amo questa gente e dico che la Roma è molto speciale per me, nella mia carriera”.
(intervista alla Rai del 21 novembre)
”Io sono pagato per non creare problemi alla proprietà e loro devono fidarsi di me. L’altro giorno mi hanno chiesto quando era l’ultima volta che avevo parlato con i Friedkin. So che era una trappolina, se me lo chiedi oggi ti dico che ci ho parlato ieri. Ma non ho parlato di contratto”.
(conferenza stampa alla vigilia di Roma-Udinese, 25 novembre)
”Siamo sottovalutati in tutto quello che abbiamo fatto. Come allenatore, staff tecnico, giocatori, Club, Proprietà: siamo sempre stati sottovalutati, perché siamo sempre riusciti a fare delle cose importanti, a stare lì a lottare, con gente che ha un altro tipo di potenziale”.
(conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo-Roma, 2 dicembre)
”Voglio ringraziare la Proprietà e Tiago Pinto che nelle ultime 24 ore mi hanno offerto sostegno e quindi stabilità emotiva, di cui si ha bisogno per svolgere bene questo lavoro. Mi hanno dato fiducia”.
(conferenza stampa dopo Sassuolo-Roma, 3 dicembre)
Mourinho nell’ultimo mese, a differenza dei due anni precedenti, ha fatto capire come ci siano contatti continui con i Friedkin, ha teso la mano allontanando le voci di mercato – ‘‘Un giorno andrò in Arabia Saudita. Ma quando dico ‘un giorno’ non intendo domani o dopodomani”– e non ha mancato occasione per dichiarare amore verso i romanisti. Tanti indizi che diventano una prova dopo le parole di Tiago Pinto che, a nome del club, difende il proprio allenatore e fa capire come, in questo momento, presidente, gm e allenatore stanno remando nella stessa direzione per raggiungere gli obiettivi prefissati a inizio stagione.
”Di solito la gente vicino a me sa tutto quello che io penso. Non risparmio le parole, le critiche e gli elogi. Nel lavoro sono un libro aperto, Tutti sanno quando sono felice e quando non lo sono”. Adesso è chiaro come Mourinho sia soddisfatto della Roma e attenda solamente la mossa definitiva dei Friedkin per continuare insieme un percorso iniziato il 4 maggio 2021. ”José a vita”recitava uno striscione fuori Trigoria a nome dei tifosi che, al termine del match contro l’Udinese, hanno intonato un coro per lo Special One che ha apprezzato la loro dimostrazione d’amore come ammesso dallo stesso su Instagram.
Tifosi, allenatore, general manager e presidente tutti uniti per tornare in Champions League.
Prosegue lo scontro fra Mourinho e gli arbitri. Come riporta l’ANSA, è stata notificata questo lunedì la contestazione formale con avviso di conclusione indagini del procedimento aperto per dichiarazioni lesive dalla Procura federale, sabato scorso, contro José Mourinho dopo le parole del tecnico giallorosso nei confronti dell’arbitro di Sassuolo-Roma, Matteo Marcenaro.
Il club e il tecnico portoghese dovranno stabilire una strategia per difendersi. La Roma, da oggi, avrà 5 giorni di tempo per presentare le memorie difensive o decidere di far interrogare dal procuratore federale, Giuseppe Chiné, il proprio allenatore prima di un possibile deferimento.
Era già successo, succederà ancora. Quando è caldo, quando è a caldo, José Mourinho fatica a pacificarsi con il concetto di indulgenza. Da Bodo a Ginevra passando per Milano e Praga, il tecnico portoghese attacca frontalmente i giocatori se si sente tradito nello spirito. Come riporta il Corriere dello Sport, perdona l’errore singolo, vedi il gol del Servette causato da uno strafalcione di Cristante, non il condensato di sciocchezze che ha visto giovedì sera.
Stavolta Mourinho ha usato addirittura un’iperbole dai toni macabri per descrivere la delusione: “C’è chi ha perso un’occasione. C’è chi bussa alla mia porta chiedendomi i motivi per i quali non gioca più spesso. Da adesso questa gente deve sapere che giocherà solo quando gli altri sono morti”.
Con chi ce l’aveva? Facile pensare ad Aouar, il nuovo arrivato, che in quattro mesi di Roma ha stabilito un record paradossale: pur segnando 2 gol in Serie A, che per un centrocampista non sono pochi, non ha mai convinto l’allenatore. Ma anche El Shaarawy una pepita da estrarre dalla panchina, ha deluso Mourinho nelle occasioni in cui è stato scelto come titolare.
L’accusa più seria è stata rivolta ad alcuni dei suoi fedelissimi. Quelli che “se vanno in panchina in Europa, poi magari entrano senza l’atteggiamento che serve per aiutare la squadra”. E qui è facile decriptare il messaggio: a Ginevra sono entrati in ordine cronologico Pellegrini, Spinazzola e Renato Sanches.
Il capitano giallorosso, che ha faticato tantissimo nei 40 minuti in cui è stato utilizzato, ha avuto anche un colloquio con il capo. L’attenuante sono i 52 giorni di inattività, resta da vedere se Mourinho potrà o vorrà aspettarlo. Per quanto riguarda Spinazzola, sino a oggi è stato investito del ruolo da titolare ma il suo rendimento è insufficiente. Renato Sanches è un caso a parte: come Smalling, ha fatto arrabbiare il tecnico portoghese perché è spaventato dal dolore e dagli infortuni.
Dopo il pareggio deludente contro il Servette (1-1), la Roma volerà al Mapei Stadium per affrontare il Sassuolo per la 14°esima giornata di Serie A. José Mourinho ha deciso di parlare in conferenza stampa domani alle 15 alla vigilia del match contro gli emiliani in programma domenica alle 18.
José Mourinho, alla vigilia della gara contro il Servette in programma stasera alle 21, ha parlato ai microfoni del club. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.
“Dobbiamo pensare a fare tutto il possibile per avere almeno la possibilità nell’ultima gara in casa di stare a una distanza di reti che possa permetterci di superarli. Per fare questo è necessario vincere questa partita, ricordo che il Servette dopo la sconfitta a Roma non ha più perso, facendo due pareggi e vincendo il resto delle partite, sfidando avversari anche importanti come lo Young Boys che fa la Champions”.
Sarà una squadra diversa rispetto a quella dell’Olimpico? “Diversa perché ha un’autostima migliore, sono in lotta per il campionato che può garantirgli la possibilità di fare la Champions il prossimo anno. Hanno anche una piccola porta aperta per qualificarsi nel girone di Europa League, possono comunque finire terzi e andare in Conference League: è una squadra che lotterà per vincere, sarà difficile”
Ci saranno condizioni “molto invernali” e probabilmente anche un campo pesante. Questo non spaventerà i tifosi della Roma che arriveranno anche domani (oggi, ndr) a Ginevra “Stadio bello, sempre pienissimo in Europa, atmosfera molto calda, l’abbiamo visto anche qui a Roma. Adesso siamo a casa loro però i nostri tifosi verranno con noi, ne ho parlato in conferenza e anche con la squadra del fatto che spesso fuori casa non arriviamo con l’atteggiamento giusto. Ovviamente questo non cambia con una chiacchierata, con qualche parola pubblica mia ma sono loro (i giocatori, ndr) che devono trovare questo atteggiamento che è necessario in trasferta”
9.5.2022 Fiorentina vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho
(Foto Gino Mancini)
José Mourinho, protagonista della serata dedicata agli abbonati Sky Extra, ha parlato con la giornalista Valentina Mariani dei calciatori fatti esordire nel corso della sua carriera. Di seguito le dichiarazioni del tecnico portoghese di fronte ai 40 fortunati che hanno avuto la possibilità di conoscere lo Special One.
“Il giocatore più forte che ho fatto esordire? Varane ha fatto tutto. Ha vinto 3-4 Champions, non lo so, è stato campione del Mondo con la Francia ed è stato capitano della Francia, è stato quello che è arrivato più in alto di tutti”.