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Empatia Roma, 11 gol in casa dopo il minuto 80: nessuno ha fatto meglio nei top 5 campionati

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma vince 3-1 contro l’Udinese, supera Fiorentina e Atalanta, e si proietta in quinta posizione. Lo stadio Olimpico si conferma un fattore decisivo nella scalata Champions (-3 dal Napoli): i giallorossi, infatti, hanno raccolto 16 punti su 21 tra le mura amiche (76%). In aggiunta, la squadra di Mourinho, in casa, è la formazione che ha segnato più gol in Serie A: 18 reti in 7 gare.

Nelle prossime 3 partite casalinghe la Roma affronterà: Fiorentina, Napoli e Atalanta, match determinati per la rincorsa alla zona Champions. Il tecnico portoghese si augura che il fattore Olimpico possa continuare a incidere come accade soprattutto negli ultimi minuti delle gare. Anche contro l’Udinese, infatti, la partita è stata decisa a pochi istanti dal termine con le reti di Dybala (81′) ed El Shaarawy (90′).

Stadio Olimpico e gol all’ultimo respiro: l’empatia che ha fatto guadagnare 8 punti alla Roma

14.5.2022 Roma vs Venezia (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mourinho cappello con tifoso (Foto Gino Mancini)

La Roma anche contro l’Udinese ha risolto la partita negli ultimi 10 minuti. I giallorossi, in questo arco temporale, hanno guadagnato 8 punti contro Salernitana (1), Monza (2), Lecce (3) e Udinese (2). Il minimo comun denominatore è il supporto dei tifosi allo stadio Olimpico.

Mourinho è consapevole di quanto siano determinati i sostenitori giallorossi per ottenere diversi punti in extremis: ”Sembra che ci piaccia attaccare verso la porta sotto la Sud e che vogliamo battere il record di gol negli ultimi minuti. Il coraggio, l’atteggiamento, la capacità di assumere rischi e di ribaltare tante partite come abbiamo fatto in questi due anni e mezzo è una qualità legata anche ai tifosi. Ho allenato 6-7 squadre e quando si è in difficoltà i tifosi vanno a casa o fischiano, mentre qui la gente ti sostiene. Questo crea un clima negli ultimi 10-15 minuti che aiuta la squadra a fare quello che fa spesso”.

La simbiosi tra i tifosi romanisti e la formazione di Mourinho è unica. L’empatia che lo Special One ha creato rappresenta un valore aggiunto che permette ai calciatori giallorossi di gettare il cuore oltre l’ostacolo e schiacciare negli ultimi minuti gli avversari. La Roma, infatti, nei top 5 campionati, è la formazione che ha segnato più gol in casa dopo l’80esimo (11). I giallorossi, allo stadio Olimpico, hanno realizzato 18 reti di cui 11 negli ultimi 10 minuti. Alle spalle degli uomini dello Special One c’è il Barcellona fermo a 9.

Questa gente ti fa avere una temperatura diversa nella tua pelle”. Allo stadio Olimpico, il clima cresce progressivamente sino a diventare infernale e, proprio quando l’atmosfera diventa tale, spesso gli avversari vengono condannati alla sconfitta grazie alla spinta propulsiva di tifosi e squadra, uniti da un rapporto Special.

Feeling certificato, al termine di Roma-Udinese, dai cori della Curva Sud nei confronti di Mourinho che ha risposto ai sostenitori giallorossi su Instagram: ”Voglio ringraziare i tifosi per aver cantato il mio nome, di solito non voglio prendere i riflettori perché credo che tutto il merito debba andare ai giocatori che combattono sul campo, ma ho apprezzato la vostra dimostrazione d’amore”.

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Mourinho: ”Smalling? Non so se tornerà prima del 2024. Sanches non sarà convocato. Ieri ho parlato con i Friedkin ma non di rinnovo”

Mourinho, alla vigilia di Roma-Udinese in programma domani alle 18:00, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le parole del tecnico portoghese.

L’Udinese viene da 6 risultati utili consecutivi. È difficile da affrontare per le sue caratteristiche di fisicità e intensità? A questo proposito, sarà importante il rientro di Lorenzo Pellegrini per il possesso palla?

“Importante è la qualità nel possesso palla nostro, collettivo. L’importante sarà stare attenti alle loro ripartenze, hanno gente molto veloce, che gioca ad un’intensità molto molto alta. Ovviamente, se perdiamo palla in zona pericolosa, siamo più aperti. La nostra squadra è migliorata sotto questo aspetto. Tiene più la palla rispetto a prima, Lorenzo è sempre un giocatore importante per noi. Però io guardo l’Udinese con tutte queste difficoltà di cui tu hai parlato. Hanno tutto.

Era una sorpresa a inizio campionato con quel tipo di classifica. Hanno potenzialità. Però, se giochiamo bassi, se regaliamo loro la palla, hanno altre qualità per farci male, sono forti da palla inattiva. Hanno gente che tira bene, Samardzic, Walace, gente che conclude da fuori. È un’ottima squadra. Non guardo la classifica per definire la difficoltà della partita. Per me sarà una partita veramente difficile

Quanto è cambiata l’Udinese rispetto allo scorso anno?

“Guarda, l’Udinese ha perso qualche giocatore importante che si può considerare per loro, ma conosciamo quello che è l’Udinese. Il gruppo, la gente che gestisce e che ha grandissima esperienza di calcio. Per loro non è difficile trovare soluzioni dopo una cessione di un giocatore, come è successo con Beto e Becao. È una squadra che ha questa potenzialità. Prende Kabasele, che ha avuto tanti anni di esperienza in Premier. Ha terzini veloci, aggressivi, che spingono, hanno gamba.

Non hanno lasciato Pereyra andar via, che per loro è più di un semplice giocatore. Sa giocare in tutte le posizioni, sono molto intelligenti, gente con tanta esperienza nella gestione di un club di calcio. E l’Udinese è sempre l’Udinese anche se gli piace fare sempre i suoi soldini durante l’estate”.

52 partite saltate in totale tra tutti gli infortunati, in questa stagione, in 16 match complessivi. Lei ha parlato spesso di storia clinica dei giocatori. Tra questi c’è anche Smalling, che ne ha saltate 13 su 16. A che punto è il recupero del difensore? E lei, cosa pensa al riguardo? L’infiammazione c’è, non si capisce come possa essere superata a questo punto. Si aspetta di più anche dal giocatore, che possa stringere i denti o che possa tornare prima del 2024?

“Tu hai questo numero, anche noi abbiamo questi numeri. Però questo numero, di 52 che hai detto, è un numero che si concentra su 2-3-4 giocatori massimo. Ci sono giocatori che non ho mai perso per una sola partita per infortunio. Che giocatori sono questi? Giocatori che hanno una storia clinica pulita. Che magari hanno un infortunio occasionale, che può capitare durante una stagione, però sono giocatori come Cristante, Mancini, Rui Patricio, Bove, questo tipo di giocatori non è nel gruppo delle 52 partite.

Nel gruppo di 52 ci sono Smalling, Renato Sanches, Pellegrini, ogni tanto, non tanto, Dybala e Spinazzola. E noi lo sappiamo. I giocatori sono professionisti, fanno di tutto per stare bene, anche nella vita privata.

Noi allenatori, recuperatori, preparatori, dipartimento medico, lavoriamo tanto insieme. Tante volte una persona può pensare, l’allenamento è di due ore, due ore e mezza, che fanno lì dentro 15 ore al giorno? Lavoriamo su tante cose variabili. E pensiamo tutti che stiamo facendo un ottimo lavoro per cercare di rendere la situazione migliore.

In questo caso specifico su Smalling, l’infortunio c’è. Ci sono anche persone normali, come noi, non atleti di alto rendimento, che abbiamo più capacità di sopportare il dolore. Magari, io con un problema al dente dormo, magari tu no. È un po’ così.

E Smalling non è un ragazzo che sa giocare soffrendo. Si tira un pochettino indietro. Però il suo infortunio è difficile, è veramente difficile. È una grande frustrazione per me, perché è esattamente nella posizione in cui noi abbiamo più necessità. Però, niente, dobbiamo avere pazienza. Io non devo massacrarmi, non posso nemmeno massacrare a lui. Vediamo quando arriva.

Nell’ultima settimana non ha fatto nemmeno un minuto fuori dal dipartimento medico. Non è in quella situazione in cui è a metà tra il dipartimento medico, staff tecnico, dentro o fuori. Lui non sa nemmeno se fa freddo o tira vento perché non esce da tanto tempo. Per questo è in ritardo. Però è la prima settimana in cui non c’è dolore.

La programmazione è che la prossima settimana possa finalmente andare in campo. Andare in campo con chi? Non con me. Potrà andare in campo con i recuperatori, con i preparatori. È in ritardo, non mi aspetto Smalling nelle prossime due o tre settimane”.

Prima del 2024 se lo aspetta in campo?

“Nì… Speriamo, vediamo”.

Volevo parlare di empatia, tu ne parli spesso, ne hai parlato anche nell’ultima intervista. Alla luce della tua esperienza in carriera, è necessario avere empatia con la proprietà? A questo proposito, tu hai empatia con i Friedkin? O è necessario avere empatia solo con la squadra?

“Dipende dal modo in cui tu la vedi. Con la squadra ci lavori ogni giorno, ogni minuto, ci viaggi insieme. È un po’ come la famiglia, se non c’è empatia con la famiglia che fai? Puoi stare in difficoltà, stando tanto tempo con la famiglia.

I giocatori sono quelli che sono più vicini all’allenatore e viceversa. Questo è quella che può essere chiamata empatia funzionale. Creare empatia lavorando, dare ritmo e qualità al lavoro, al rapporto diretto.

Con la proprietà è una situazione per me diversa perché io sono qui, la proprietà è là (Mourinho indica con le mani di trovarsi a un piano inferiore, ndr).

Io dico sempre che sono pagato per non creare problemi alla proprietà, significa che la proprietà si deve fidare del mio lavoro e avere il suo tempo per poter diversificare. Perché, come tu sai, non è soltanto il caso della famiglia e del gruppo Friedkin, come tante di proprietà di tanti club, la loro vita professionale è diversificata.

L’altro giorno mi hanno fatto una domanda, io ho capito la domanda che prendeva un pochino di trappolina, cioè qual era l’ultima volta che io avevo parlato con mister Friedkin e Ryan. Se tu mi fai la domanda oggi, l’ultima volta che io ho parlato con loro è stato ieri. Ad Aurelio Capaldi ho detto qualche giorno fa, a te dico ieri. Lavoriamo”.

E nemmeno ieri ha parlato di contratto? ”No”.

Crede che sia arrivato il momento che la squadra risponda ai 60mila sempre all’Olimpico e ai tifosi sempre presenti in trasferta? E come lei ha detto che i tifosi danno, danno sempre alla squadra, a me è sembrato che in questa la squadra abbia indietro meno rispetto a quanto può fare.

“Non sono sicuro che abbia dato di meno di quanto poteva dare, ma sono d’accordo che dobbiamo dare di più. Dobbiamo dare di più nel senso di capire e penso che loro capiscano. Io non mi stanco di parlare di questo. Con questo tipo di tifosi e di club, non devi mettere limiti a quello che puoi dare. Tu devi dare sempre di più. Risultati negativi sì, ne abbiamo avute. Qualche performance negativa sì, ne abbiamo avute. Mancanza di professionalità, però, mai. E mancanza di rispetto verso la gente, mai. Una cosa è questa che io ho finito di dirti, un’altra cosa è dare qualcosa di più. E dobbiamo dare qualcosa di più. Su questo sono assolutamente d’accordo con te, dobbiamo dare qualcosa di più.

Nelle partite in casa di solito riusciamo a farlo, anche nelle estreme difficoltà, all’ultimo minuto, riusciamo a farlo. Fuori casa ci manca un po’ di mentalità che mi è piaciuto tanto avere in carriera. Ovvero, godere dell’antagonismo di giocare fuori casa, squadra che ho avuto, mi piaceva più giocare fuori che in casa. Con qualche gang di banditi, andavo fuori casa e godevo dell’antagonismo di giocare fuori casa. Io penso che noi come squadra non godiamo molto a giocare fuori casa. C’è gente che gli piace più il conforto di casa. E quando esce, gli manca la mamma, gli manca il papà, gli manca la nonna che fa il dolce. E quando vai fuori casa, ti manca tanto e vuoi tornare a casa.

Abbiamo un pochettino questo qua, di andare fuori casa e non godere di quel sentimento là. Io ho avuto squadre di giocatori che dentro il pullman, provocavano la gente fuori. Prima di arrivare allo stadio, provocavano la gente fuori per esaltarsi di più.

Ho avuto questo tipo di squadra, con questo tipo di personalità. Dobbiamo anche migliorare a questo livello perché fuori casa possiamo fare un’ottima partita un ottimo risultato, ma capita di perdere fuori casa con lo Slavia, con il Ludogorets, con il Bodo, o anche in campionato, questa mentalità la dobbiamo trovare. Abbiamo bisogno di questo. I tifosi in casa sono oltre 60mila, fuori sono 1500 per stare lì e hanno fatto uno sforzo enorme per stare lì con te. Dobbiamo dare di più”.

Visto che tanti giocatori non ci sono stati, inevitabilmente, ci sono delle ripercussioni anche sulla qualità del gioco. Ora che Pellegrini è tornato, Renato non so come sta, Dybala si spera possa giocare di più, la qualità del gioco salirà? E volevo sapere se questa correlazione, tra chi gioca e chi manca, la avverti anche tu.

“Certo. Tu hai sempre un progetto di squadra e poi fai fatica quando non c’è continuità. Faccio fatica io, fanno fatica i giocatori. Faccio fatica io dal punto di vista della programmazione, della direzione in cui dobbiamo andare. E fanno fatica i giocatori quando si spostano di posizione. Quando Cristante gioca di qua, di là e di qui. Quando abbiamo bisogno che quello non gioca. Quando non c’è Smalling, non c’è un altro, non c’è Renato.

Tu parli di Paredes e Renato. Se metti da una parte la qualità di organizzazione di Paredes, se tu metti la qualità tecnica di Renato in progressione. Se metti l’intensità altissima di Renato e l’intensità più bassa di Paredes, insieme, le qualità si compensano e si pareggiano. Se sono insieme i due. Se c’è solo uno, è qui. E non c’è l’altro per equilibrare. Siamo più forti con Renato in transizione sia difensiva, sia offensiva.

Siamo più bravi con Paredes nell’organizzazione di gioco, nel possesso palla, nel controllo del gioco. Per esempio, contro la Lazio, che è stata l’ultima partita, la Lazio che è fatta su una filosofia di possesso e di controllo, io penso che ha avuto uguale o meno possesso di noi. Però mi è mancato il cambio di velocità, l’arrivare dentro, perché siamo arrivati in zone pericolose.

Abbiamo messi più piedi nell’area della Lazio che la Lazio ha messo i piedi nella nostra area. Ci è mancata quell’esplosione lì. E dobbiamo giocare con questa cosa. Però penso che tu hai capito dall’inizio della stagione, di voler andare in una direzione e vogliamo continuare ad andarci. Però sempre con questo tipo di limitazioni. Mi hai fatto la domanda su Renato. Renato domani non ci sarà. Se mi fai la domanda se Renato è infortunato oggi, io ti dico di no. Non è infortunato. Quello che è successo che in due settimane, in cui Pellegrini ha lavorato durissimo per arrivare alla fine delle due settimane in condizione ottimale o quasi, Renato ha interrotto questo processo con un piccolo problema che ha avuto la settimana scorsa.

Ed è tornato a disposizione con il gruppo solo ieri. Un ragazzo che ha bisogno di continuità sul lavoro, non ha avuto continuità sul lavoro. E quando farà questo lavoro? Oggi, domani, lunedì (che è il giorno libero della squadra), martedì cercare di arrivare a giovedì o domenica. Ed è questo tipo di gestione che dobbiamo cercare di fare. Renato quindi non è infortunato, ma domani non gioca”.

Ci sarà in panchina?

“No, perché se poi va in panchina, tu pensi che io sia scemo perché non lo faccio giocare. Renato è un giocatore potenzialmente molto bravo e sarebbe molto importante per noi”.

Alla luce del recente dialogo con la proprietà, avete parlato di una figura intermedia da inserire in società? O questo discorso non è stato più affrontato, continuando ad esporsi solo lei come aveva sottolineato in passato?

“Io ho qualche qualità e qualche difetto. Non lo so se questa è una qualità o un difetto, ma di solito la gente che è vicina a me sa tutto quello che penso io.

Sono così, non mi risparmio le parole, non mi risparmio le critiche, non mi risparmio gli elogi, nel lavoro sono un libro aperto. Tutti sanno quello che penso. Tutti sanno quando sono felice, quando non sono felice. È tutto molto semplice”.

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Mou extra time, Roma infinita per diventare Special: con 19 gol nei recuperi già a quota 18 punti

Frase più adatta non c’è per la Roma di Mourinho: ‘‘Non è finita finché non è finita” diceva ”Yogi” Berra. L’Udinese dovrà fare tesoro dell’antica massima dell’ex stella del baseball. Come riporta La Gazzetta dello Sport, da quando lo Special One siede sulla panchina giallorossa, la Roma ha segnato ben 19 gol dopo il novantesimo, ovvero, il 14,5% del totale delle reti realizzate in campionato a partire dalla stagione 2021-22, che hanno portato in dote ben 18 punti in 19 match, su 88 disputati finora in Serie A e 144 punti complessivi conquistati.

Nello stesso periodo, la formazione del tecnico portoghese ha incassato solo un gol cioè quello di Saelemaekers. Che l’attitudine sia da Special One lo dimostra anche il fatto che tutte le squadre da lui guidate hanno avuto questa caratteristica. Il saldo, infatti, è stato positivo anche nel periodo interista (26 gol fatti e appena 3 subiti) e nelle precedenti esperienze, seppur con dati meno significativi. In attesa dei big match, quindi, sarà l’Udinese a rischiare il ”Mou Time”.

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Rassegna stampa

Mou il trasformista si affida all’Olimpico

Non solo cambia. Ma lo fa sempre. Che sia per esigenza. infortuni o turnover, alla fine è solo la sostanza a non mutare. Come riporta Il Messaggero, la Roma, infatti, in campionato non è mai stata la stessa per 2 gare consecutive: 12 partite e altrettante formazioni diverse.

Contro l’Udinese, José potrebbe calare il tredici. Tutto dipende se impiegherà o meno Paredes, reduce dall’impegno con l’Argentina, regalando spazio a Bove. C’è da scommettere che lo Special ne avrebbe fatto volentieri a meno. Per risalire in classifica serve continuità. E questa passa anche per un undici che possa sì ruotare ma alternando al massimo 2/3 pedine a match per far rifiatare chi, in quel momento, appare più affaticato. E invece finora, tolta la difesa che ha tre uomini contati aspettando i rientri di Smalling e Kumbulla, gli altri due reparti non sono mai stati uguali a se stessi.

Lukaku, da quando è arrivato, non è mai uscito ma vicino a lui a turno si sono visti Dybala, Belotti ed El Shaarawy. Per non parlare in mezzo dove i due esterni difficilmente hanno giocato due gare di fila in coppia e in mediana Bove ha trovato sempre più spazio, approfittando a turno delle noie muscolari di Pellegrini e Sanches oltre al momento-no di Aouar.

Moutrinho però si affiderà certamente allo stadio Olimpico che non ho ma quasi mai tradito. Il rendimento in casa dei giallorossi, infatti, è da Champions: 4 successi, un pareggio e una sconfitta. Solo Juventus e Inter hanno fatto meglio.

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Mourinho: ”La squalifica in Europa mi ha fatto sentire l’uomo che ha rappresentato i romanisti”

Dopo i primi due estratti dell’intervista rilasciata da Mourinho alla RAI, è stata resa pubblica anche l’ultima parte delle stessa. Di seguito le parole del tecnico portoghese mostrate integralmente durante il programma Tv7.

“Prima dell’inizio di solito sto nel mio piccolo ufficio, lascio lo spazio ai giocatori; penso che per loro sia importante comunicare, senza sentire la presenza dell’allenatore. Poi torno qualche minuto prima della partita, e all’intervallo, sempre che non sia squalificato… Lì sì, è un momento molto importante, nel quale si può aiutare la squadra in accordo con quello che io e il mio staff – che mi supporta tantissimo – pensiamo si possa fare”. 

Sulla gestione dello spogliatoio: “Penso sia un gioco proporzionale… più empatia, meno problemi, meno empatia, più problemi. Io ho avuto in 23 anni tanti club diversi, ho vissuto tanti spogliatoi diversi e ho sentito questo. In questo caso l’empatia è altissima, il rispetto tra di noi, e non solo dei giocatori verso di me, è molto. Il rapporto è aperto; io non sono propriamente uno ‘sweet coach’, un allenatore ‘dolce’, sono un allenatore capace di essere dolce ma anche di essere critico, aggressivo, esigente, e quanta più empatia tu hai più possibilità hai di giocare con gli umori. Io con questa gente ho un rapporto veramente molto buono“.

Sulla squalifica in Europa: “Questa è stata una squalifica che mi ha fatto sentire bene dal punto di vista emozionale, come l’uomo che ha rappresentato il sentimento di tutti i romanisti. Cosa ha perso la squadra a causa della squalifica? Poco, perché abbiamo uno staff tecnico con cui si lavora benissimo. Ci capiamo benissimo, loro sono capaci di entrare nel mio cervello e sapere cosa penso io in un determinato momento. Le partite le hanno preparate, c’è stato un disastro a Praga, però i nove punti significano quasi qualificazione. Tornare significa gioia, la mia gioia, il mio habitat naturale: a me non piace andare in uno stadio per non essere in panchina, perché è qui che devo stare, è qui che mi sento felice, è qui che non sento la pressione, è qui che vivo. Stare fuori, là sopra, ti permette di avere una visione ottima durante e dopo la partita, di analizzare, ma non fa per me. Non mi piace neanche andare a guardare partite in cui non sono coinvolto direttamente, perché la mia vita è qua”. 

L’aneddoto sulla millesima gara della carriera e sulla gara contro il Venezia prima di Tirana: ”Questa tribuna è bella anche da vuota. Sono venuto qua due volte, una nella mia millesima partita, quando El Shaarawy ha segnato col Sassuolo. Io avevo una grande paura di perdere quella partita, perché se perdi la numero 300 o 400 te lo dimentichi dopo una settimana. Invece la partita numero mille te la ricordi per sempre, io ce l’avevo in testa, non la potevo perdere. La partita è andata in una direzione tale per cui si poteva vincere, perdere e pareggiare…una partita pazza, negli ultimi minuti. Quando abbiamo segnato ho perso un po’ la testa e sono venuto qua sotto (indica gli spalti, ndr)”.

E l’altra volta? “Prima della finale di Tirana, quando abbiamo giocato l’ultima in casa con il Venezia. Siamo venuti tutti qua, sono venuto con un’emozione diversa, avrei quasi voluto prendere un microfono per dire ‘andiamo a Tirana per voi’. Questa gente è fantastica, io quando mi chiedono quale sia la tifoseria più fantastica mai avuta, io posso dire di averne avute tante bellissime, dall’Inter al Real Madrid, al Chelsea. Ma quando qui al novantesimo perdi con il Lecce, la curva è piena e la gente continua a sostenere la squadra. La Roma perde a Praga giocando in modo orribile, in un altro club alla partita successiva la gente sarebbe venuta per fischiare, o non sarebbe venuta… qui ok che c’era il derby, ma eravamo in trasferta e non sembrava. Questa gente è incredibile”.

Sull’Udinese: “Sarà una gara molto dura. L’Udinese è una squadra che difende con molti giocatori e brava a ripartire velocemente in contropiede. Mi è piaciuto vedere la partita dei bianconeri contro l’Atalanta, hanno vinto una grande gara contro il Milan che nessuno si aspettava. Roma-Udinese sarà dura, dura, dura”.

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Trigoria, la dichiarazione d’amore dei tifosi: ”José a vita”

Il futuro di Mourinho rimane in bilico. Il contratto del tecnico portoghese scade a giugno e al momento non è stato aperto alcun discorso con i Friedkin per un eventuale rinnovo. I proprietari giallorossi ancora non hanno preso una decisione mentre i tifosi della Roma hanno già scelto. Fuori il Fulvio Bernardini, infatti, è stato affisso uno striscione eloquente: ”José a vita”.

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Interviste

Mourinho: “Roma troppo criticata. La gente romanista speciale per me. Real? Spero resti Ancelotti. Arabia? Andrò ma non domani”

Mourinho ha rilasciato un’intervista alla Rai. Di seguito le parole del tecnico portoghese.

I tifosi della Roma? Questa gente ti fa avere una temperatura diversa nelle vene, amo questa gente e non ho problemi a dire che la Roma per me è speciale nella mia carriera.

Abbiamo uno spogliatoio molto molto pulito, il profumo è buono, la gente è buona, tutti abbiamo difetti ma siamo un bel gruppo di lavoro. La Roma è troppo criticata, poco protetta, ha un profilo di comportamento interno che apre la porta a questo tipo di situazioni. La Roma e Mourinho sono troppo criticati. Un esempio? Il nostro tragitto per la finale di Europa League è stato facilissimo secondo qualcuno eh? Guarda quello che fanno oggi Salisburgo Real Sociedad Feyenoord e Bayer Leverkusen, che l’ultima partita l’ha persa qui. Se ci fosse un altro allenatore si giudicherebbe in un altro modo, ma per me non è un problema perché non lo era neanche 10 anni fa, ma è un problema per la Roma come club che merita di più, così come per i tifosi che meritano di più. È una gioia per gli pseudo tifosi e intellettuali del calcio.

I bambini lanciati? Mi emoziona anche questo, è successo nella mia storia anche con altri giocatori come Vadane, Santon, McTominay, qui a Roma come conseguenza della situazione e per l’importanza che ha per il club, per i paletti UEFA ma anche per il senso di appartenenza dei ragazzi qui, la loro gioia, sono 15 e il legame è enorme.

Una nuova chiamata del Real? Quando tu hai un super allenatore perché devi pensare ad un altro? Conoscendo Florentino è un uomo super intelligente che ha idee chiare, da madridista e da ancellottista spero abbiano una stagione fantastica e che Carlo resti lì perché è il tecnico perfetto per il Real, solo un pazzo come me può lasciare il Real senza che il club voglia. Andai via io nonostante volessero che restassi. Sono sicuro che al primo segnale di Don Florentino Ancelotti rimarrà.

Offerte Arabia? Un giorno andrò ma non dico domani o dopodomani.

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Mourinho torna a parlare: alle 20 intervista al Tg1

José Mourinho tornerà a parlare. Il tecnico portoghese, infatti, sosterrà un’intervista in esclusiva ai microfoni di RAI1. Uno stralcio delle dichiarazioni dello Special One andrà in onda questa sera nel corso del Tg1.

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Social Football Summit, Mourinho scherza con dei bambini: “Un abbraccio ai romanisti della 3D, no ai laziali!” (VIDEO)

José Mourinho, in occasione del Social Football Summit 2023 che si sta tenendo allo stadio Olimpico, è stato fermato da alcuni giovani studenti che gli hanno chiesto un rapido saluto a tutta la classe. Lo Special One si è apprestato e ha inviato un videomessaggio ironico: “Un abbraccio a tutti i romanisti della 3D, non ai laziali”.

???? Anche #Mourinho presente al Social Football Summit, eccolo nel video all’Olimpico a salutare i tifosi ????????️ pic.twitter.com/5nYy9xn1GW— TVPLAY (@tvplayofficial) November 21, 2023

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Interviste

Saad Al Lazeez (interim CEO Saudi Pro League): ”Mourinho? Non posso rispondere ma ci piacciono quelli bravi”

Il futuro di Mourinho rimane in bilico. Saad Al Lazeez, vice-chairman e interim Ceo della Saudi Pro League, è stato intercettato da TvPlay allo Stadio Olimpico in occasione del ‘Social Football Summit 2023’ e ha parlato della possibilità di vedere il tecnico portoghese in Arabia Saudita: “Non posso rispondere, ma ci piacciono quelli bravi. E ce ne sono tanti!”.

????????????Il vice-chairman e interim Ceo della Saudi Pro League, Saad al-Lazeez, a @tvplayofficial : “#Mourinho in #Arabia? Non posso rispondere, ma ci piacciono quelli bravi. E ce ne sono tanti!”‼️@calciomercatoit @SPL #SaudiProLeague pic.twitter.com/RoMZ8SyZ1J— Francesco Iucca (@francescoiucca) November 21, 2023