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Calciomercato

Calciomercato Roma: Mourinho aspetterà i Friedkin sino a inizio 2024

La Roma resta la priorità di José Mourinho. Come riporta Sky Sport, il tecnico portoghese aspetterà i giallorossi fino a gennaio/febbraio del nuovo anno. Successivamente lo Special One si sentirà libero di prendere in considerazione altre offerte come quelle arrivate dall’Arabia. Mourinho attende un segnale dai Friedkin.

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Interviste

Tahirovic: ”Ho imparato tanto da Mourinho e Matic. Ho lasciato la Roma per crescere”

Benjamin Tahirovic ha rilasciato un’intervista a GianlucaDiMarzio.com in cui ha parlato del suo passato alla Roma e delle differenze fra il calcio italiano e quello olandese. Di seguito le dichiarazioni dell’ex centrocampista giallorosso che, in estate, si è trasferito all’Ajax per 7,5 milioni.

Ho lasciato la Roma perché l’Ajax è un club leggendario con una grande storia. Avevo bisogno di cambiare aria per crescere sia come giocatore che come persona. Nella sua storia l’Ajax ha sempre sviluppato tanti giovani talenti, perciò sono venuto qui”.

Tahirovic prosegue ricordando la passata stagione con la maglia della Roma: “Ho imparato tanto da José Mourinho e se mi metto a raccontare tutto rimaniamo qui tutta la notte (ride n.d.r). Invece nella mia posizione ho appreso molto da Nemanja Matic che è un grande giocatore e una persona fantastica. In maniera generale però in Italia e Olanda vedono il calcio diversamente. Il vostro calcio è più difensivo, tattico e devi pensare molto quando non hai la palla. Mentre qui il calcio è veloce e devi riflettere molto in fase di possesso. Devi essere sempre un passo avanti rispetto all’avversario. E l’Ajax è una squadra che la palla ce l’ha sempre”.

Il classe 2003 conclude con una battuta su Lukaku: “Se mi sarebbe piaciuto giocare con Lukaku? Romelu è un ottimo giocatore e vedo che sta facendo bene. Sono contento che i giallorossi abbiano preso un calciatore come lui”.

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APPROFONDIMENTI

Déjà vu Roma

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Sono passati 925 giorni dal comunicato della Roma che ha annunciato José Mourinho come nuovo allenatore. Alti (vittoria Conference e finale di Europa League) e bassi (due sesti posti) hanno caratterizzato il percorso dello Special One nella Capitale. I giallorossi, al momento, sono a 3 lunghezze dal quarto posto che rappresenta l’obiettivo principale dei Friedkin: tornare in Champions League con i ricavi che ne conseguono.

Durante la terza sosta stagionale, arriva il momento di porsi domande e fare bilanci parziali. La squadra può fare meglio? L’allenatore ha una rosa per arrivare in Champions? La campagna acquisti estiva è stata sbagliata? Il tecnico è un problema perché non dà un’identità alla squadra? La Roma ha delle carenze strutturali che le impediscono di fare il salto di qualità soprattutto negli scontri diretti?

Fra carenze strutturali e un campionato in cui si punta alla sopravvivenza: ecco il Déjà vu della Roma di Mourinho

Dopo 16 gare stagionali si possono fare i primi bilanci (parziali). La Roma avrebbe potuto fare più di 18 punti in 12 gare? Sì perché, nonostante gli infortuni, il calendario ha messo di fronte alla formazione giallorossa solo 3 scontri diretti nei quali la squadra ha raccolto due sconfitte e un pareggio. Al momento si sopravvive a pochi punti dal quarto posto.

Mourinho ha la rosa per arrivare in Champions? Sulla carta sì, poi bisogna analizzare i calciatori realmente disponibili sui quali l’allenatore può fare affidamento nel corso di una stagione. Schierare un centrocampo con Cristante, Paredes, Bove è diverso dal reparto potenzialmente ricco di qualità composto dallo stesso numero 4 giallorosso, Pellegrini e Renato Sanches. Il discorso vale per tutte le zone del campo: dalla difesa all’attacco.

La campagna acquisti estiva è stata sbagliata? A fine mercato i giudizi sul lavoro svolto da Pinto erano quasi tutti positivi (come sempre accaduto dal suo arrivo). Il colpo Lukaku, arrivato in extremis, ha incisivo molto su una visione favorevole. Dopo 16 gare stagionali il pensiero è cambiato: i nuovi arrivati, al momento, non stanno convincendo e la squadra, dall’arrivo di Mourinho, sembra avere sempre gli stessi problemi strutturali.

Il tecnico portoghese rappresenta un problema perché non dà un’identità alla squadra? Il rinomato non gioco è lo stesso che ha portato la Roma a 11 metri dal poter vincere due coppe internazionali. I risultati, quindi, malgrado la presunta assenza di un’identità, sono arrivati, allo stesso tempo, all’allenatore si chiede un cambio di marcia in campionato perché i giallorossi sembrano costantemente in affanno: due sesti posti e attualmente una mediocre settima posizione.

La Roma ha delle carenze strutturali che le impediscono di fare il salto di qualità soprattutto negli scontri diretti? Indubbiamente i giallorossi all’interno della propria rosa hanno delle carenze. Dall’arrivo di Mourinho si discute dell’assenza di esterni incisivi, eppure, i titolari più affidabili sono sempre gli stessi (Karsdorp e Spinazzola). In aggiunta, anche nelle scorse annate, al centrocampo della Roma mancava un calciatore che avesse la forza di ribaltare le azioni in fase di transizione. Nella stagione 2021-2022, Mourinho riuscì a trovare la soluzione in Mkhitaryan, ma dopo l’addio dell’armeno, il nulla cosmico. Pinto, infatti, tra sfortuna (Wijnaldum) e ossessione (Renato Sanches) non è riuscito a consegnare un calciatore affidabile con le caratteristiche richieste dall’allenatore. Un’altra situazione che si ripete è la carenza di difensori centrali. Da quando il tecnico portoghese ha cambiato modulo (3-5-2), spesso, è stato costretto ad adattare Cristante in difesa.

Il Déjà vu è anche nel rendimento mediocre della Roma negli scontri diretti. I punti raccolti dai giallorossi sono inversamente proporzionali al valore degli avversari e, malgrado i problemi sopra citati, le performance della squadra sono modeste. La formazione di Mourinho fatica ad alzare il proprio livello contro le grandi della Serie A e al momento non c’è stata nessuna inversione di marcia. In troppe occasioni la Roma si è limitata a ridurre i danni rispetto a un’ipotetica o fattuale differenza tecnica frenando per lunghi tratti il coraggio che spesso l’ha portata a raggiungere i risultati sperati.

Problemi strutturali (esterni sterili, numero insufficiente di centrali difensivi e assenza di un centrocampista capace di ribaltare l’azione), presunto non gioco, mancanza di audacia e punti negli scontri diretti, rincorsa continua al quarto posto, cannibalizzano radio e social nei momenti in cui si ferma il campionato. Dopo 925 giorni è un Déjà vu preoccupante.

In attesa di recuperi preziosi che potrebbero cancellare la frustrazione di vedere una squadra dal potenziale inespresso. Altro DéJà Vu.

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Interviste

Fonseca: ”La Roma è sempre nel mio cuore. Mourinho? Non è giusto fare paragoni”

Paulo Fonseca, durante l’evento TransferRoom Summit di Lisbona in scena dal 13 al 15 novembre presso il Centro Congressi Estoril, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Tuttomercatoweb. L’ex tecnico della Roma è tornato a parlare della sua esperienza in giallorosso e della squadra attualmente allenata da Mourinho.

Che ne pensa della Roma di José Mourinho?
“Da quando sono andato via dalla Roma, non ne ho mai parlato. Ora non la seguo troppo, devo dire la verità, ma è sempre nel mio cuore. Non è giusto fare paragoni, fare valutazioni quando non si è lì. Quello che so è una cosa: Roma mi piace tantissimo, il mio cuore è a Roma e voglio che vinca sempre”.

Quale ricordo più bello la lega alla Roma?
“Tante cose. Sono stato veramente felice a Roma. Mi è piaciuto tutto, non solo il calcio, ma anche il paese, la città di Roma, in Italia sono stati due anni bellissimi”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Roma, Mou aggredisci la gara per indirizzare il risultato: ecco perché

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Il derby non si gioca, si vince. La Roma non ha altri risultati a disposizione per eliminare parzialmente la disfatta di Praga e rimettersi in carreggiata dopo troppe sbandate ingiustificate. I giallorossi, al momento, si trovano a +1 sulla Lazio e a 4 punti dalla zona Champions occupata dal Napoli. Non c’è margine di errore, Mou non può sbagliare.

Il tecnico portoghese è reduce da 2 sconfitte consecutive nella stracittadina e ha l’obbligo di ristabilire le gerarchie che hanno caratterizzato la storia del derby di Roma. L’unico match vinto dallo Special One sulla panchina giallorossa contro la formazione di Sarri dovrà fungere da esempio: 1-0 dopo 55 secondi e 3-0 alla fine del primo tempo.

Roma aggredisci la gara: dalla scorsa stagione la Lazio in Serie A ha perso l’87% delle partite dopo lo svantaggio iniziale

Campionato di calcio serie A 2021/2022 Roma vs Lazio

Domenica alle ore 18:00, la Roma di Mourinho dovrà sfruttare i propri pregi ed esaltare i difetti della Lazio di Sarri. I biancocelesti non sono una squadra perfetta, infatti hanno già perso 5 gare in campionato e, con un’altra sconfitta, eguaglierebbero il loro peggior dato nell’era dei 3 punti a vittoria dopo le prime 12 giornate di Serie A (6 ko come nel 2015-16).

I giallorossi, quindi, non dovranno giocare con paura ma aggredire sin dall’inizio la partita. La Lazio dalla scorsa stagione in campionato è passata in svantaggio in 15 occasioni: una vittoria, un pareggio e ben 13 sconfitte (86,7%). I biancocelesti, una volta andati sotto nel punteggio, hanno mostrato dei limiti eloquenti. Gli uomini di Mourinho dovranno sfruttare tale difetto per esaltare anche la capacità di gestione che gli appartiene. La Roma, infatti, nello stesso arco temporale, in Serie A, è passata in vantaggio 29 volte: 23 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta.

Vietato, quindi, giocare con la paura che ha contraddistinto e limitato troppe volte la squadra giallorossa nel corso degli scontri diretti. Mourinho e i tifosi romanisti hanno bisogno di una vittoria Special. Non c’è margine di errore.

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Rassegna stampa

Notte prima del derby a Trigoria. E l’Al-Ittihad piomba su Mou

La sconfitta di Praga e le dichiarazioni di Mourinho hanno lasciato il segno nello spogliatoio della Roma: l’umore è basso e la voglia di sorridere ancora meno. Come riportato da Repubblica, la squadra è in ritiro a Trigoria e si fermerà a dormire al centro sportivo dopo la rifinitura pomeridiana. Un modo per compattarsi in vista di un derby da non poter sbagliare. Mou ha portato a casa solamente un derby su 3 e un altro passo falso non sarebbe accettato. La sfida di domani con la Lazio, infatti, potrebbe essere lo spartiacque decisivo dell’intera stagione giallorossa. La vittoria in una stracittadina manca da 602 giorni.

Nel mentre lo Special One è entrato nel mirino dell’Al-Ittihad, anche se al momento si tratta solamente di una manifestazione di interesse e non ci sono offerte ufficiali.

In vista della gara contro la Lazio il tecnico schiererà Paredes-Cristante-Bove a centrocampo, sulle fasce Karsdorp e Spinazzola e in attacco l’inamovibile coppia Dybala-Lukaku. Per il resto, causa uomini contati, la difesa sarà la stessa con Mancini-Llorente-Ndicka. Da valutare nella rifinitura odierna Pellegrini, tornato ad allenarsi ieri in gruppo: il capitano effettuerà nella giornata odierna un provino decisivo per essere quantomeno della partita.

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Rassegna stampa

La Roma per ritrovarsi. In 90 minuti si decide il futuro di Mou e dei big

All’Hotel nel centro di Praga, che ha ospitato i giallorossi, solo bocche cucite e sguardi appesi. Stesso mood anche a Fiumicino. Insomma c’è un’aria pesante. Come riporta Il Messaggero, la Roma in questo momento è a pezzi nel morale, bastonata dialetticamente dal suo allenatore. Il tecnico portoghese è stato duro sia con i giocatori della vecchia guardia sia con i nuovi: vuole una squadra al suo livello, non può essere lui ad abbassarsi alle qualità del gruppo.

E quelle viste con lo Slavia Praga sono bassissime. Mou in questi due anni non è riuscito ad alzare il livello, non tanto tecnico ma di mentalità della squadra. Forse è anche colpa del tecnico, ma spesso non ha avuto i mezzi. Domenica non sarà una semplice stracittadina e in ballo c’è il futuro di Mourinho e di molti. Soprattutto senza quarto posto si potrebbe avviare un progetto completamente nuovo e si ripartirebbe da capo. Mourinho, Pinto e Rui Patricio sono in scadenza e inoltre vanno risolte le situazioni di Lukaku, Dybala e Sanches. Insomma, senza i soldi della Champions difficilmente la società riuscirebbe a trattenere i big ed ecco perché il derby di domenica pesa come un macigno.

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Roma, Sarri vs Mourinho: frecciate, mentalità diverse e un tabù da sfatare

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La sfida tra Lazio e Roma è già cominciata prima del fischio d’inizio dell’arbitro Massa. Sarri e Mourinho hanno avuto la possibilità di pungersi a vicenda prima del derby in programma domenica alle 18. Botta e risposta. Ha iniziato il tecnico dei biancocelesti dopo la vittoria contro il Feyenoord: ‘La Roma si può permettere una sorta di amichevole giovedì noi abbiamo affrontato una guerra. C’è una differenza abissale. Immediata la risposta dello Special One alla vigilia della gara in Repubblica Ceca: ‘Quello che fa la differenza tra un allenatore che ha vinto 26 titoli e uno che ne ha vinti pochi è esattamente questa mentalità in cui ogni partita è una gara seria da giocare e non ci sono amichevoli”.

I precedenti fra i due tecnici sono 5. Mourinho ha ottenuto una sola vittoria (Roma-Lazio 3-0) a fronte di 3 sconfitte e un pareggio. Quest’ultimo risale alla prima gara in cui si affrontarono su due panchine diverse: Chelsea-Manchester United 2-2. Rissa sfiorata a causa di un’esultanza irrispettosa di Marco Ianni (assistente di Sarri), che corse davanti al portoghese agitando i pugni al gol del pareggio in extremis di Ross Barkley. Mourinho si alzò cercando lo scontro che fu evitato dall’intervento di alcuni steward.

Sarri vs Mourinho: posizioni diverse prima di un derby dall’importanza capitale

26.9.2021 Lazio vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Sarri Mourinho (Foto Gino Mancini)

Mourinho ha il contratto in scadenza e per ora non è previsto alcun discorso legato al rinnovo. Dall’altra parte Sarri, alla vigilia del match europeo contro il Feyenoord, ha confermato di voler chiudere la carriera da allenatore alla Lazio. Altra differenza tra i due tecnici.

La divergenza è palese anche nel modo di pensare e fare calcio. I calciatori dello Special One sono più liberi di esprimere le proprie qualità, a differenza degli uomini di Sarri, che sono maggiormente ingabbiati in schemi offensivi rigorosi. Due modi diversi di arrivare alla vittoria.

Anche prima dell’ultimo derby, i due tecnici si sono lanciati delle frecciatine legate a ipotetiche differenze di trattamento. Sarri, infatti, commentando la sospensione della squalifica di Mou, disse:‘Sospensione della squalifica alla carriera”. Il tecnico toscano voleva sottolineare un differente trattamento rispetto a quello ricevuto da lui stesso un anno prima quando, dopo un diverbio con Saelemakers, fu squalificato 2 turni. La sanzione in realtà fu la stessa, poiché, lo Special One fu costretto a saltare la gara contro il Sassuolo e proprio il derby.

La risposta del portoghese non si fece attendere: ‘La Lazio non avrà una terza competizione da giocare” disse Mou dopo l’eliminazione dei biancocelesti dalla Conference una volta retrocessi dall’Europa League.

Al di là delle frecciate fuori dal campo, il derby di domenica, in virtù dei precedenti e della classifica, assume un’importanza notevole per lo Special One. Mourinho, infatti, in Serie A, ha perso il 75% degli scontri diretti con l’allenatore toscano (3 derby su 4) e tra i tecnici affrontati almeno due volte nella competizione, solo contro Simone Inzaghi (80%) ha una percentuale più alta di sconfitte nel massimo torneo italiano.

La Roma, reduce dalla disfatta di Praga, ha l’obbligo di dare una risposta di personalità in una partita nella quale atteggiamento e motivazioni, le grandi assenti ingiustificate della gara di Europa League, non possono mancare. Per Mourinho sarà obbligatorio invertire il trend negativo con Sarri e cancellare il malumore che attualmente pervade i romanisti.

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NEWS

Instagram, Mourinho: ”Sbarco nella bellissima Praga per la mia ultima gara sugli spalti”

La Roma è arrivata a Praga. Su Instagram, José Mourinho ci ha tenuto a ricordare come la gara di domani sera (18:45) sarà l’ultima lontano dalla panchina.

“Nella bellissima Praga per la mia ultima partita sugli spalti”. Il tecnico portoghese, infatti, domani sconterà l’ultimo turno di squalifica dopo i fatti di Budapest.

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Calciomercato

Calciomercato Roma, contatti fra Mourinho e Dier: affare possibile solamente a zero

Mourinho, a causa dell’infortunio di Smalling, ha l’esigenza di un altro difensore. Come riporta tuttomercatoweb, il tecnico portoghese avrebbe contattato Eric Dier. Il centrale del Tottenham ha il contratto in scadenza il 30 giugno del 2024. Da capire se c’è o meno una clausola per il rinnovo automatico.

Emergono due problemi. Il primo è che la Roma non farà operazioni se non a saldo positivo. I giallorossi, infatti, solo in caso di cessioni effettueranno delle operazioni in entrata che, comunque, non comprendano calciatori che sarebbero disponibili a parametro zero a giugno come Dier. L’idea è quella di prenderlo senza esborsare soldi o con un prestito per sei mesi ma con un contratto già pronto per il prossimo futuro.

Dier poi chiede tre anni e mezzo di contratto. Questo è un altro scoglio da superare. In ogni caso per Mourinho sarebbe un innesto molto interessante ed è per questo che si vuole spendere in prima persona. Resta da capire, poi, quando rientrerà Smalling.