Categorie
Rassegna stampa

Roma, il peso di una Joya

Non gliene importa nulla. Nemmeno se qualcuno, magari anche dentro Trigoria, può sentirsi tirato in ballo. Quando parla di Dybala, Mourinho ritrova il sorriso, il buon umore, la voglia di parlare di calcio. Così nessuno si stupisca se l’ultimo aneddoto tirato fuori su Paulo reciti che «con lui la palla resta sempre rotonda, con altri è quadrata». Difficile dargli torto. Sedici presenze stagionali e 10 gol, di cui 7 in campionato in appena 12 appari-zioni. C’è chi in serie A segna di più ma nella corsa alla Champions nessuno incide come la Joya.

Come scrive il Messaggero, in questa trasformazione da uomo-assist a bomber si porta dietro anche un’altra peculiarità. Quando trova il gol, non segna quasi mai reti banali. Del tipo: il 3-0 di una partita senza storia. Dybala, tolti i 2-0 siglati a Fiorentina e Monza, ha sempre fatto centro sbloccando le partite, recuperandole o segnando il gol decisivo. È accaduto proprio con i viola e i lombardi ma anche con l’Empoli, senza contare le coppe dove ha siglato l’1-0 sia nel match con l’Hjk che con il Betis all’Olimpico (poi perso) per poi garantire il passaggio del turno in coppa Italia con la rete al Genoa. A Milano, contro l’Inter, ha segnato invece il gol del pareggio poi bissato nella ripresa da Smalling mentre con il Lecce ha trasformato il rigore del 2-1 che lo ha costretto, suo malgrado, a rincorrere il mondiale in Qatar poi vinto trionfalmente. Come la giri o la rigiri, ad oggi non c’è Roma senza Dybala.

L’intesa con Abraham cresce. Ben 5 le reti costruite e realizzate in tandem (sempre senza Zaniolo), che hanno regalato 10 punti ai giallorossi. Contro la Juve (assist in semirovesciata) e l’Empoli è toccato a Paulo servire l’ex Chelsea che ha poi restituito il favore con il Monza e due volte domenica. Un 2023 nel quale Tammy dà finalmente segnali di risveglio: nelle tre gare di campionato sin qui disputate è sempre stato decisivo: con il Bologna salvando sulla linea al 94′, a Milano pareggiando in pieno recupero e contro la Fiorentina coni due assist. Dybala, invece, è fondamentale da inizio stagione. Tra tutti i numeri ce n’è uno che deve far riflettere: quando è partito titolare in campionato, la Roma ha vinto 8 volte, pareggiato 2 (in trasferta contro la Juve e il Milan) e perso a Udine.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Mou: “Grazie a Dybala 20 minuti di speranza”. I numeri della ‘Joya dipendenza’ (FOTO)

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – “Con l’ingresso di Paulo si è vista un’altra partita. Sono stati 20 minuti di speranza. Con Dybala avremmo avuto più punti”. Lapidario, diretto, quasi scientifico Josè Mourinho. Il tecnico giallorosso ha nuovamente tracciato il solco tra la Roma con e senza il suo miglior calciatore. Per il resto accuse, ancora pesanti, sull’atteggiamento di alcuni singoli (Abraham in primis) e l’affermazione sulla necessità di fare ‘profonde riflessioni’ in merito alla qualità complessiva del gruppo storico di una squadra, incapace evidentemente di fare il salto di qualità.

Dybala dipendenti

Ma quanto ha realmente inciso l’ingresso di Dybala sulla prestazione dei giallorossi, al di là di quanto è stato possibile già osservare ad occhio nudo? Inserendo l’argentino in una posizione ibrida sulla trequarti con la libertà di svariare, Mourinho ha cercato di dare una scossa ad un reparto offensivo arido di idee e giocate. Fino al 70′ – come ricostruito dagli amici di @asromadata – la Roma non aveva mai creato i presupposti per segnare: zero tiri nello specchio e due sole opportunità potenziali con Zaniolo e Mancini nel primo tempo, ma entrambe le conclusioni erano finite sul fondo.

Fino al 70′ la Roma aveva prodotto un dato eloquente in termini di XgA: 0,30. In pratica nulla per poter sbloccare il risultato. Dall’ingesso di Dybala questo dato è schizzato oltre l’1 (1.15 per la precisione), con 3 conclusioni dirette dell’argentino (8 in assoluto della squadra) tutte nello specchio, una traversa, un rigore procurato, una punizione a giro di poco sul fondo e una grande occasione creata. In più il possesso palla dal 57% a favore del Toro si è tramutato in un possesso nettamente ad appannaggio dei giallorossi (63% vs 37%), zero conclusioni dei granata e l’83% di precisione nei passaggi.

Dati sconfortanti per certi versi, perché una squadra che dipende da un solo calciatore è una formazione che ha problemi di identità, personalità e qualità oggettivi.