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Interviste

Osimhen: ”Mourinho è il tecnico migliore al mondo. Ricevere i suoi complimenti è stato un onore”

Victor Osimhen ha rilasciato un’intervista al portale nigeriano Soccernet in cui ha raccontato un aneddoto con Mourinho. Nel corso della gara contro la Roma al Maradona, infatti, il numero nove del Napoli ha ricevuto i complimenti dello Special One. Di seguito le sue parole.

“Dopo che qualcuno mi calpestò il polso e mi sbucciai, Mourinho venne da me e mi disse: ‘Bel gol, ma non farlo, non provare a tuffarti. Continua così, sei sulla strada giusta’. Gli risposi che non simulo, che ero stato spinto, mostrandogli la mano e lui mi disse: ‘Vai avanti’. Sentire questo tipo di complimento da Mourinho, proprio nel bel mezzo della partita, per me è una sensazione incredibile. Sentire queste parole arrivare da un uomo di questo tipo, il tecnico migliore al mondo se non sbaglio, per me è solo il carburante di cui ho bisogno per continuare. Penso che per ogni aspirante attaccante, soprattutto quando sei giovane, se hai l’opportunità di giocare con Mourinho, penso che sia un grande onore perché ha plasmato molti attaccanti di livello mondiale. Didier Drogba ha giocato con lui e sappiamo in che tipo di attaccante lo ha trasformato. Quindi, per me, è un grande privilegio che Mourinho mi abbia parlato nel bel mezzo della partita e mi abbia fatto questo complimento. È una cosa enorme per me”.

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Rassegna stampa

Abraham è il favorito per il dopo Osimhen

Il Napoli sta preparando un lista di attaccanti per un possibile dopo Osimhen. Se dovesse arrivare un’offerta da 120 milioni, la società, infatti, potrebbe pensare ad una cessione e quindi ci sarebbe bisogno di un sostituto all’altezza.

Come riporta il Corriere dello Sport, tra i centravanti, Tammy Abraham (25) ha un posto privilegiato, perché nei taccuini di Giuntoli l’inglese della Roma ci è sempre stato; ma dai radar non potrà certo sparire Rasmus Hojlund (20 appena) che appena arrivato in Italia ha dimostrato di avere qualità; e ora sui monitor di è finito anche Boniface (23) dell’Union Saint-Gilloise, una valanga di reti (20) con il club belga e un nome evocativo, Victor. Ci sono nature diverse di centravanti, tendenze per niente simili ad attaccare l’area e lo spazio, pure le fisicità rientrano in nature (chiaramente) differenti e subito dopo Abraham, Boniface ed Hojlund, rimane comunque Beto (25) dell’Udinese, un uomo che vede la porta, che la sente, che ha già conosciuto il campionato italiano, che non deve dunque ambientarsi e che sarebbe pronto immediatamente per l’uso.