“Eravamo increduli, distrutti. Nello spogliatoio non volava una mosca, mi ricordo molti ragazzi in lacrime e Mazzone era avvelenato, sentiva di aver perso una grande occasione”. Sono le prime immagini, i primi flash di Fabio Petruzzi che 27 anni fa, faceva parte della Roma che perse al fotofinish di una serata quasi miracolosa, l’opportunità di qualificarsi alle semifinali di Coppa UEFA. Vavra autore del gol dell’1-3 per i cechi al 115′ spense i sogni di gloria di un Olimpico fin lì indemoniato.
Petruzzi – protagonista ogni mattina in diretta sulle frequenze di Retesport – ha ricordato così quella serata: “Preparammo alla grande la rimonta contro lo Slavia Praga. All’andata giocammo su un campo veramente infame, impraticabile. Perdemmo 2-0, fui espulso anche a causa di quel terreno di gioco ma ricordo che Mister Mazzone ci rincuorò negli spogliatoi, spingendoci alla rimonta. In quella Roma lì c’erano tantissimi leader, ovviamente su tutti Peppe Giannini che giocò una gara di ritorno strepitosa”.
“Il 27 Marzo ero allo stadio, in tribuna, ma prima della partita andai negli spogliatoi a caricare i ragazzi. Ero convinto avremmo raccolto un grande risultato e i fatti mi diedero ragione perchè ribaltammo il match mandando in visibilio un Olimpico pieno di amore. Il giorno prima erano venuti in migliaia a Trigoria per caricarci. Poi quel maledetto gol di Vavra ci ammazzò, calcisticamente parlando. Dopo la partita sentivamo loro festeggiare. Legittimo, ci mancherebbe, ma stavano esagerando e Mazzone ad un certo punto si girò verso di noi, che eravamo seduti in silenzio, a testa bassa nello spogliatoio e ci urlò: “Annamo de là”. Il mister era così, aveva avuto a che ridire con l’allenatore dello Slavia, Cipro, lo fermammo in tre quattro, ma capimmo anche il suo enorme dispiacere. Carlo sapeva che quella sera, di fatto si chiudeva il suo ciclo alla Roma. Meritavamo la semifinale e ce la saremmo giocata con tutti”, ha concluso Petruzzi.