Si avvicina sempre di più la svolta arbitrale in Italia.
Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, accelera sulla riforma che introdurrà il professionismo arbitrale. Il progetto, ispirato alla Premier League e alla PGMOL, prevede la creazione di una società privata controllata al 100% dalla Figc, con membri indipendenti incaricati di nominare direttore tecnico e direttore generale.
Il professionismo riguarderà gli arbitri di Serie A e B, mentre dalla C in giù resteranno sotto l’AIA. Il budget iniziale sarà di circa 20 milioni di euro e l’obiettivo è partire dalla stagione 2026-27.
Durante l’incontro con gli arbitri — presenti Gianluca Rocchi e Massini, assente il presidente Aia Antonio Zappi perché inibito — è emerso un clima positivo, anche se restano nodi su gestione e controlli tecnici.
Gli arbitri avranno contratti a tempo determinato con stipendio fisso, diritti d’immagine inclusi e TFR finale. La riforma sarà discussa in Consiglio federale ad aprile.