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Roma-Salernitana, arbitra Colombo. Banti al Var

L’AIA ha comunicato le designazioni arbitrali in vista della 36° giornata di campionato. RomaSalernitana di lunedì 22 maggio (ore 18:30) sarà arbitrata da Colombo. Il direttore di gara sarà coadiuvato da Massa (IV uomo), Tegoni e Scarpa (assistenti). Al VAR ci sarà Banti, mentre l’AVAR sarà affidato a Guida. Un solo precedente con il fischietto di Como: Torino-Roma 0-1 con gol di Paulo Dybala.

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APPROFONDIMENTI

Mourinho si affida all’esperienza Wijnaldum: 3 gol nelle ultime 2 semifinali europee

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Mourinho domani contro il Leverkusen (ore 21) potrà affidarsi all’esperienza di Wijnaldum. Il tecnico portoghese è stato chiaro dopo il pareggio (0-0) di Bologna: ”Gini recuperato, oggi avevamo l’accordo di farlo giocare 60/65 minuti. L’ho tolto prima perché non volevo sprecare un cambio dopo l’infortunio di Celik”. Lo Special one, alla vigilia della gara contro la squadra di Xabi Alonso, alle 18:20 parlerà in conferenza stampa ma probabilmente non scioglierà i nodi legati alla formazione. Ci sono diversi dubbi anche se, nell’allenamento odierno, Dybala, Smalling, Celik ed El Shaarawy hanno lavorato con il gruppo.

Mourinho, però, potrà affidarsi ad una certezza: l’esperienza di Wijnaldum. Il centrocampista olandese, infatti, ha realizzato 3 gol nelle ultime 2 semifinali europee. Domani arriva la terza e chissà se si avvererà il detto: non c’è due senza tre.

Wijnaldum, futuro in dubbio ma certezza in campo internazionale: 18 reti, 6 assist e primo della Roma per gol in Europa League

Il futuro di Wijnaldum alla Roma rimane incerto. La società giallorossa, infatti, non verserà gli 8 milioni del diritto di riscatto al PSG. Pinto ha acquistato Aouar a parametro zero ma questo non preclude al centrocampista olandese di continuare la sua esperienza nella Capitale. Il tutto però ad un patto: si prosegue alle condizioni della Roma. La società giallorossa vorrebbe trovare un compromesso economico con il calciatore (dimezzare l’attuale ingaggio di circa 7 milioni) il quale non potrebbe continuare a giocare nella Capitale in prestito, a meno che il club parigino non gli prolunghi l’attuale contratto in scadenza nel 2024. Ipotesi peregrina, più probabile una rescissione consensuale con la possibilità per il calciatore di accordarsi con un’altra società. Il futuro di Gini rimane in dubbio.

Pensando al presente e quindi alla stagione corrente e alla gara di domani contro il Leverkusen, Mou si affiderà all’esperienza internazionale del centrocampista olandese. Wijnaldum, infatti, è stato decisivo nelle ultime 2 semifinali europee giocate con la maglia del Liverpool: gol del 1-2 all’Olimpico contro la Roma e doppietta (2-0, 3-0) nella rimonta ad Anfield (4-0) contro il Barcellona. Gini, quindi, sa come si disputano le semifinali di ritorno di una coppa internazionale. In aggiunta, il classe 90′ è il calciatore della rosa giallorossa che ha siglato più gol in carriera nelle varie edizioni dell’Europa League: 10 reti corredate da 2 assist. Seguono Pellegrini (8) ed El Shaarawy (7).

In carriera Wijnaldum ha disputato 93 gare nei tornei Uefa e ha realizzato 18 gol accompagnati da 6 passaggi vincenti. Con la maglia della Roma, però, in campo internazionale, è ancora a secco. Mou domani confiderà nelle sue qualità e anche ad un altro detto: c’è sempre una prima volta.

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Esclusiva Retesport – Boniek: ”La Roma è favorita può centrare la seconda finale. Belotti-Abraham? Meglio un centrocampista in più”

Zibi Boniek, ex calciatore giallorosso e vicepresidente esecutivo della UEFA ha parlato in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole nel corso di 1927.

La Roma a Leverkusen si gioca carte importanti. Hai un gol di vantaggio: puoi gestire il risultato, andare ai supplementari e perché no anche vincere. I tecnici spagnoli, come Xabi Alonso, hanno la mania di tenere il pallone senza creare molto come è accaduto all’andata. La Roma è favorita può gestire bene la gara.

Quanto è cresciuta la squadra di Mou?

Mourinho ha creato un clima straordinario dove l’Olimpico è sempre sold-out. Merito di una persona intelligente che ha creato un grande gruppo che sa gestire la rosa e comunicare con le folle. Poi non so se la Roma gioca bene.

Se la Juventus viene squalificata dalla UEFA e vince la finale di Europa League contro la Roma, chi va in Champions?

Non credo ci sia un regolamento chiaro in merito.

Contro il Leverkusen meglio giocare con 2 attaccanti o con un centrocampista in più? Non inizierei con le 2 punte perché Belotti, anche se si sacrifica, non fa l’attaccante: non tira, non è pericoloso non mi convince. Per cui, meglio Abraham con Pellegrini e gli altri centrocampisti alle sue spalle. Se Dybala sta bene, l’argentino sarebbe la soluzione migliore.

Il Leverkusen quindi non ti ha impressionato all’Olimpico? È una squadra retrocessa dalla Champions, però, non mi ha entusiasmato: è una formazione rapida, veloce, pericolosa ma la Roma è favorita. Le squadre tedesche giocano spesso in profondità ma con Alonso che, è un allenatore spagnolo, mi sembra che vadano più alla ricerca di un possesso palla che a volte può essere sterile. La Roma può puntare alla seconda finale consecutiva.

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Trigoria, Dybala si allena parzialmente con il gruppo: la Joya partirà dalla panchina

Da Trigoria arrivano buone notizie: Paulo Dybala ha lavorato parzialmente con il gruppo. Come riportato da Sky Sport, la Joya ha dato segnali positivi per cui partirà sicuramente per Leverkusen. La scelta di schierarlo o meno dall’inizio spetterà a Mourinho che probabilmente lo utilizzerà nella ripresa. Lo Special One gestirà l’argentino come fatto nella gara dell’Olimpico contro il Feyenoord.

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Interviste

Spinazzola: ”Mou ci dà qualcosa in più a livello caratteriale. I tifosi? Uno stimolo aggiuntivo”

Spinazzola, ospite di Q&A su StarCasinò Sport, ha rilasciato una lunga intervista. Di seguito le parole dell’esterno giallorosso.

Da poco hai compiuto 30 anni, è una bella cifra.
“È una bella cifra, mentalmente mi sento giovanissimo, però erano meglio i 18anni. Un bilancio? Stiamo bene, abbiamo figli stupendi, mogli stupendi, genitori e sorelle tutti bene. A livello di carriera ottimo”.

Gli infortuni, hai mai pensato di non farcela o sei sempre stato ottimista?
“Nono, ci sono stati parecchi mesi ma di non farcela nel senso che ritorno a giocare ma non come avrei voluto, quello è il non farcela, il non essere tornato me stesso. È il mio dono e il mio difetto che la pazienza è poca, io voglio risultati immediati e quindi è un dono e un difetto”.

Sei stato paziente, hai fatto la gavetta, cambiando diverse squadre?
“Si perché sono duro. Io do molte testate. Dopo c’è un momento che cado e quello mi da la scintilla per rialzarti e superare”.

Quanto hai capito di avercela fatta?
“A livelli alti da quando ho cambiato ruolo che prima facevo l’esterno alto, il quinto. Ai livelli alti quando ho giocato a quattro da terzino. Li ho detto posso arrivare in alto in questo ruolo”.

Segnavi da piccolo?
“Si però è la mia testa diceva sempre di fare assist, sempre, però segnavo perché ero uno dei più forti e segnavo molto. Poi dopo mi hanno spostato più esterni e già li ho segnato meno gol, facevo molte più corse, assist. Più salivo di livello e più mi dicevano vai indietro che è meglio”.

Di fatto, è lo stesso percorso che ha fatto Gianluca Zambrotta. È la tua figura di riferimento?
“Ce ne sono tanti. Anche Marcelo, Dani Alves e Maicon ad esempio, non li vedo come terzini, ma registi”.

L’equilibrio tra attacco e difesa l’hai trovato pian piano?
“Sì, sotto l’aspetto fisico superarmi è difficile perché posso riprendere l’avversario. Sulle diagonali e sui colpi di testa posso migliorare e ne sono consapevole”.

Qual è la partita che rigiocheresti?
“La mia prima partita in Champions, Juventus-Atletico Madrid, è stata la serata perfetta sia per la difficoltà che per il risultato. Peccato che dopo uscimmo”.

Com’è stato cambiare da Torino a Roma?
“Due ambienti diversi. A Torino non ti fermano molto; ad esempio vedevo Chiellini in monopattino in giro per la città. Poi è più piccola, a misura d’uomo, la giri in centro tranquillamente, mentre Roma è più caotica. Mi ricordo che all’inizio non sapevo gli orari del traffico e rimanevo imbottigliato. Io, abituato a piccoli centri, a fare 10km in un’ora e mezza diventavo pazzo. Roma è un altro mondo”.

Quanto ti danno i tifosi?
“Tanto. Quando entri e vedi tutto per te hai uno stimolo in più”.

Che effetto ti ha fatto il festeggiamento per la Conference League?
“Me lo immaginavo, qui sono matti completamente, in senso buono. E non abbiamo neanche fatto tutto il giro, pensa quanta gente non abbiamo visto”.

Ti hanno fatto più impressione i festeggiamenti per la Conference League o il trionfo agli Europei?
“I festeggiamenti per la Roma. L’Europeo è stato un trofeo nazionale, fu importantissimo e me lo ricorderò per tutta la vita”.

Perché è così “special” Mourinho?
“Perché sotto il livello caratteriale ci serviva e ci dà qualcosa in più, è diverso. Sotto la gestione spogliatoio, durante gli allenamenti si sente poco, poi quando c’è da farsi sentire con tutti, si fa sentire e ti fa capire dove sbagli e cosa fai bene”.

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APPROFONDIMENTI

Mou, anima e cuore per superare il ‘mal di trasferta’: solo 2 vittorie nel 2023 lontano dall’Olimpico

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Cresce l’attesa per LeverkusenRoma. Il 18 maggio alle ore 21:00 i tifosi giallorossi, in ogni dove, cercheranno di aiutare la squadra a raggiungere un traguardo storico: la seconda finale europea consecutiva (mai accaduto nella storia della Roma). In virtù del risultato dell’andata (1-0), la formazione dello Special One ha due risultati su tre a propria disposizione: pareggio o vittoria.

Mourinho è stato chiaro ai microfoni del club dopo il pareggio a reti inviolate (0-0) contro il Bologna: ”Non avremo lo stadio con noi ma abbiamo la nostra anima e il nostro cuore, porteremo con noi la forza della nostra gente”. Ebbene sì, a Leverkusen servirà portare con sé l’atmosfera dell’Olimpico, conservare l’amore e l’entusiasmo di un popolo intero che sogna ad occhi aperti. Mou, infatti, dovrà trovare una soluzione al ‘mal di trasferta’ che affligge i giallorossi: nel 2023 la Roma ha vinto solo 2 gare lontano dall’Olimpico.

La BayArena non è un fattore come l’Olimpico: 5 sconfitte in 17 gare per il Leverkusen di Alonso

La BayArena di Leverkusen non è neanche la metà dello stadio Olimpico. L’impianto che giovedì ospiterà la Roma, infatti, non potrà accogliere più di 30.210 persone. I tifosi giallorossi a seguito della squadra saranno circa 1800. La formazione di Xabi Alonso tra le mura amiche ha un rendimento pressoché identico a quello in trasferta. Il Leverkusen da quando è arrivato l’ex campione del mondo spagnolo ha disputato 17 gare casalinghe: 9 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Lontano dalla BayArena lo score non varia: in altrettante partite le aspirine hanno perso una gara in meno (4) e hanno ottenuto 8 trionfi accompagnati da 5 pari.

La Roma dal canto suo soffre i match in trasferta: in Europa League ha vinto solo a Helsinki (1-2). Nelle altre 5 gare sono arrivati 2 pareggi e 3 sconfitte. Anche in Serie A la situazione non cambia: nelle ultime 8 partite lontano dall’atmosfera dell’Olimpico (1v, 3p, 4s) i giallorossi hanno trionfato solo a Torino (0-1). Complessivamente nel 2023, in 13 trasferte, la Roma ha ottenuto: 2 vittorie (a Torino e a La Spezia), 5 pareggi e 6 sconfitte.

I giallorossi dal 1927, lontani dalle mura amiche, non hanno mai vinto in una semifinale di un torneo riconosciuto dalla UEFA. Allo stesso tempo la Roma non ha mai raggiunto 2 finali consecutive in campo internazionale. Come disse Thomas Jefferson (3° Presidente degli Stati Uniti): ”Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto. A Mou l’arduo lavoro.

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Totti: ”Ho chiamato Mou, spero resti. Per vincere servono i numeri uno come lui”

Francesco Totti durante la presentazione della sua statua di Lego al centro commerciale Wow Side di Fiumicino ha ribadito la fiducia allo Special One: ”Spero resti. È il numero 1 e per vincere servono i numeri 1″.

Mourinho?‘L’ho chiamato (sorride, ndr). Speriamo resti, sarebbe importante continuare con lui”, aggiunge l’ex capitano della Roma nelle parole riportate da ‘Adnkronos’.

Totti infine ha parlato delle altre italiane in Europa: ‘In questo finale di stagione devono dare tutto. Stasera sarò davanti la tv per il derby Champions. Giovedì speriamo bene, mi auguro la finale tra Roma e Juventus, sarebbe bel messaggio per il calcio italiano. Spero bene anche per la Fiorentina e, ovviamente, per l’italiana che andrà in finale di Champions League”.

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Totti: ”Mou? Se dipendesse da me sarebbe tutto più semplice, vediamo che succederà”

Totti agli Internazionali d’Italia è stato protagonista di una esibizione di Padel con il tennista azzurro Jannik Sinner. L’ex capitano della Roma ha parlato di Mourinho, Dybala e della possibilità di arrivare in finale di Europa League. Di seguito le sue parole riportate dal Corriere dello Sport.

Se dipendesse da me sarebbe tutto più semplice, vediamo che succederà” è stata la risposta di Totti a chi lo invitava a convincere lo ‘Special One’ a restare nella Capitale.

L’ex capitano giallorosso si è espresso anche su Dybala: “Non so cosa si sono detti con la società e non so cosa succederà. Deciderà lui la soluzione migliore. La cena? Aspetto e poi vedremo a fine stagione”.

Prima bisogna concentrarsi sul ritorno della semifinale di Europa League in casa del Bayer Leverkusen: “Mancano 90 minuti ancora importanti per raggiungere l’obiettivo che tutti vogliamo e cioè la finale”.

Infine un pensiero per il tennista spagnolo Alcaraz, che insieme alla sua Noemi ha visto giocare dagli spalti del Foro Italico nel match poi perduto a sorpresa contro l’ungherese Marozsan: “Ha scritto forza Roma e ha perso, purtroppo”.

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Frattesi: ”Premier? Prima serve fare un altro step. Il direttore si divertirà questa estate”

Davide Frattesi, obiettivo di mercato della Roma, è stato premiato miglior mezzala della Serie A durante l’evento svoltosi a Bologna per assegnare il Premio Bulgarelli per la stagione 2022/2023. Il centrocampista del Sassuolo ha parlato del suo futuro. Di seguito le dichiarazioni riportate da Tuttomercatoweb.

Un bilancio personale della stagione?
“Penso positivo. Sono partito che ero un po’ indietro, soprattutto mentalmente. Tutti sappiamo le vicende estive, ma sono contento di essere tornato sui binari giusti e di aver fatto questa stagione. Il ringraziamento va al mister, anche quando mi allenavo meno bene e non c’ero con la testa lui è rimasto sempre lì ad incoraggiarmi invece che farmi fuori”.

Dove vede il suo futuro?
“Adesso voglio finire bene al Sassuolo poi vedremo. Ho promesso al direttore di non parlare di mercato e voglio mantenere la parola”.

Lei si sente pronto per il salto?
“Nella mia vita ho sempre fatto tutto per step, partendo dalla B per poi salire in A. Ora sono ad un buon livello, poi in estate si vedrà. Gli interessamenti fanno super piacere, sarei bugiardo a dire il contrario. Fa capire che bisogna continuare a lavorare in questo modo”.

Nel caso meglio Serie A o Premier League?
“Sinceramente non ci ho pensato, la Premier è un campionato di livello importante e bisogna arrivare lì al 100%. Bisogna arrivare preparati, credo sia giusto fare un altro passaggio prima di andare lì ma nella vita come nel calciomercato non si sa mai”.

Ha parlato con Scamacca?
“Sì, mi affascina la Premier. Per l’intensità ed il grande lavoro, come vedo io il calcio. Quest’anno non è stato fortunatissimo per lui ma sono convinto che il prossimo anno farà bene come al Sassuolo”.

[…]

Che effetto fa sapere di essere un pezzo pregiato sul mercato?
“Non pressioni, è solo un piacere. Col direttore c’è stima, quando dice certe cose è un bene. Fa piacere sapere di valere tanto, sicuramente il direttore si divertirà questa estate”.

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Abraham: ”Sarebbe bellissimo vincere ancora qualcosa con la Roma. Chissà cosa riserverà il futuro”

Tammy Abraham ha posato per uno shooting fotografico di SMW e al termine del servizio ha rilasciato un’intervista. Di seguito le parole dell’attaccante inglese sull’esperienza a Roma e sul futuro.

Sul trasferimento in Italia?
“È stata un’esperienza interessante, certamente diversa dalla vita a casa. Ovviamente ho dovuto adattarmi velocemente e a volte mi manca ascoltare la lingua inglese. È bello imparare una cultura differente, godersi un nuovo stile di vita e imparare la lingua. Probabilmente dovrei sapere più di quello che so ma sta andando bene. I tifosi e le persone nel club mi hanno fatto sentire a casa dal primo giorno che sono arrivato. Il benvenuto doveva essere in un aeroporto privato, ma lì c’erano troppi tifosi loro cantavano il mio nome ed erano molto felici di vedermi. Da quel momento ho capito che quello era il posto giusto per me. Loro sono molto appassionati e vogliono che la squadra faccia bene e ti supportano anche se non fai bene a volte, ma penso che loro abbiano potuto vedere quanto io sia appassionato sul campo e penso che è per questo che mi apprezzano, per la mia fame e il mio desiderio di vincere. Non sono qui da molto, ma penso che trasferirmi a Roma sia qualcosa per cui guarderò indietro e dirò che ho avuto un gran momento nella mia vita nel vivere in una parte differente del mondo e scoprire nuove cose. È stato incredibile, a volte tosto, ma fino adesso divertente”.

Su Roma?
“Ho sempre amato la storia anche a scuola. conoscevo il Colosseo e vederlo dal vivo è stato pazzesco. Probabilmente potresti vederlo dalla mia faccia di quando ero lì, non potevo smettere di sorridere. Adoro imparare la storia della città e di culture diverse e Roma è uno dei posti migliori del mondo per questo. A essere onesti lo stile di vita mi ha sorpreso. Sapevo che gli italiani amassero il loro cibo e quanto fossero appassionati, ma quando sei qui realizzi che sono a un livello differente. Puoi andare in qualsiasi ristorante in città e ti daranno il miglior cibo che tu abbia mai mangiato. Loro si prendono cura e tempo in tutto quello che fanno, che è una cosa che ho imparato ad amare di Roma e delle persone di qui”.

Sulla vittoria della Conference League?
“Vincere un trofeo europeo al primo anno alla Roma è stato incredibile, a essere onesti non credo che nessuno se lo aspettasse. Dal momento in cui sono arrivato, ho detto che volevo vincere un trofeo con la Roma, la Roma non vinceva da tanti anni e a quel punto molte persone non credevano che fosse possibile, ma penso che arrivare qui ha dato forza ai ragazzi e loro hanno visto quanto fossi affamato e appassionato. Anche in allenamento voglio sempre vincere, voglio sempre il meglio per la mia squadra e per me stesso”.

Sull’addio al Chelsea?
“Poco prima di lasciare il Chelsea Tomori è andato al Milan e dunque abbiamo parlato molto. Mi ricordo quando gli parlavo al telefono e nessuno di noi riusciva a credere a quello che stava accadendo. Siamo stati al Chelsea per le nostre vite intere in un momento stavamo andando via. Tutto quello che conoscevo riguardava il Chelsea a parte qualche trasferimento in prestito, ma penso che quello fosse il momento giusto per andare via, ero pronto a fare un passo avanti nella mia carriera. Non volevo essere considerato un giovane o un calciatore arrivato dalla Academy, per me era il momento di aprire le ali. Parlo ancora con tanti giocatori del Chelsea, James mi dice sempre di tornare. Siamo cresciuti insieme come gruppo e ci conosciamo da anni. Giocatori come Mount, Rice e Nketiah sono cresciuti insieme a me nello stesso ambiente. Abbiamo trascorso una gran parte delle nostre vite al Chelsea giocando tornei, viaggiando insieme e quindi è speciale vederli crescere e vedere quanto lontano siamo arrivati. Abbiamo preso strade differenti, ma condividiamo ancora questi ricordi”.

Sul futuro?
“Aspetto un bambino e questa è la cosa più importante, poi penserò a dove andare quest’estate: l’America è sempre nella mia testa ma probabilmente sceglieremo più un posto adatto alla famiglia per il bambino che sta per arrivare. Questo potrebbe essere il più bell’anno della mia vita fino adesso e voglio rendere questa cosa realtà. Sarebbe bellissimo vincere ancora qualcosa con la Roma e quando sarà nato mio figlio chissà cosa riserverà il futuro”.