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Rassegna stampa

Sotto con l’Ascoli, Dybala a secco all’esordio

Dopo giorni di allenamento, ieri pomeriggio è arrivato l’esordio di Paulo Dybalacon la maglia della Roma. Il calciatore argentino, scrive La Repubblica,  è sceso in campo da titolare al fianco di El Shaarawy e Volpato nel blindatissimo match di Trigoria contro l’Ascoli. La Joya è stata sostituita dopo 45 minuti e la sfida è terminata con il punteggio di 0-1 in favore dei marchigiani, in gol con Botteghin. Diversi big sono stati tenuti a riposi, infatti non hanno giocato Pellegrini, Zaniolo, Karsdorp, Abraham e Smalling.

Intanto Wijnaldum freme: Roma e PSG continuano a trattare a oltranza, con il club francese che ha aperto al prestito ma continua a chiedere il pagamento di tutto lo stipendio. La società giallorossa, invece, vuole che i parigini paghino il 50% dell’ingaggio. Intanto il calciatore ha dato totale disponibilità e i giallorossi puntano a chiudere l’affare entro il weekend. Molti club inglesi sono interessati a lui, ma la sua priorità è il trasferimento alla corte di Mourinho.

Per quanto riguarda il mercato in uscita, Carles Perez vuole solo il Celta Vigo, che lo acquisterebbe con la formula del prestito secco con un contributo sull’ingaggio, mentre la Roma vorrebbe cederlo a titolo definitivo.

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Rassegna stampa

Un capitano tifoso. Tripi, nella folla per amore di Paulo

Essere tifosi della squadra in cui si gioca. È un privilegio che appartiene a pochi, è un sentimento che spesso è difficile da nascondere, scrive La Gazzetta dello Sport. Anzi si ha la voglia di esternarlo, anche in momenti che non ti vedono protagonista. Nella Roma, da sempre, sono in molti i “giocatori tifosi” che hanno vestito la maglia giallorossa.

Nel lungo elenco figura pure Filippo Tripi, ex capitano della Primavera fino allo scorso anno. Nato e cresciuto in quella Casal Palocco che ospita da anni tanti campioni della Roma. L’altra Sera (e la s non è maiuscola a caso) Filippo era un tifoso come tanti. Con gli occhi lucidi e la pelle d’oca. Era ai piedi del Colosseo Quadrato, tra la folla, a gustarsi la presentazione di Paulo Dybala. Uno che fino a qualche mese fa sognava di marcare in Serie A. Qualcuno lo ha riconosciuto: “Filippo ma sei tu? Sei un grande“, hanno urlato. Tripi è arrossito e ha ammesso la debolezza.

Dai pulcini alla Roma dei grandi, una vita in giallorosso dopo aver brillato col Palocco e aver attirato gli occhi di Bruno Conti. Quel momento se lo voleva gustare a pieno. D’altro canto, Mourinho lo aveva battezzato già un anno fa: “Ha un cuore super romanista“.

Filippo, vent’anni, fa parte della rosa della prima squadra e spera, ovviamente, di restarci e di ripercorrere le orme di Zalewski. Piaceva a Fonseca e piace a Mourinho. In ritiro ha mostrato segnali di crescita, per Mou è un giocatore “poco esperto, ovviamente, ma molto intelligente” e i compagni ne apprezzano discrezione e umiltà.

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Rassegna stampa

Ultimo nodo Wijnaldum

Il più del lavoro è fatto. Adesso manca lo sprint finale, scrive Il Tempo. Perché se la trattativa tra la Roma e il Paris Saint-Germain fosse paragonabile ad una tappa di montagna del Tour de France, allora le salite più ripide sarebbero da considerare già alle spalle. Dopo aver superato la “tortuosa cima” rappresentata dalla volontà del giocatore di vestire la maglia giallorossa, adesso l’affare è avviato verso la conclusione nonostante un’intesa totale con i parigini non sia ancora stata trovata.

Se Wijnaldum ha espresso ormai da quattro giorni la volontà di vestire la maglia della Roma, manca ancora l’accordo tra i club sulla formula del trasferimento e sulle modalità di pagamento dell’ingaggio da 7 milioni di euro netti percepiti dall’olandese.

Il PSG – ovviamente – vorrebbe che l’intero stipendio del giocatore venisse pagato dai Friedkin mentre non ci sarebbero problemi a lasciarlo partire in prestito con diritto di riscatto. La Roma invece, che non può sostenere un ingaggio simile, insiste affinché i francesi paghino parte dello stipendio del trentunenne. La sensazioni di tutte le parti in causa è che una soluzione possa essere trovata a metà strada nel giro di poco.

Ma da risolvere c’è anche un altro nodo. Sull’attuale contratto di Wijnalduminfatti è presente una clausola che garantisce al giocatore un guadagno di 3 milioni di euro (oltre ai 7 di ingaggio) nel caso in cui dovesse rimanere a Parigi oltre il 31 luglio. È chiaro che, arrivati al 28 del mese, Wijnaldum conta di incassare il bonus previsto dal suo contratto e – proprio su questo- vertono i dialoghi ancora in corso tra le due società.

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RETESPORT

Roma, Dybala in campo contro l’Ascoli

Primi assaggi di Roma per Paulo Dybala. Dopo l’entusiasmante presentazione di ieri all’EUR, l’argentino oggi – al contrario delle indiscrezioni emerse qualche ora fa – è sceso in campo dall’inizio contro l’Ascoli nell’amichevole in corso oggi a Trigoria a porte chiuse.

Come riferito da Checco Oddo Casano nel corso di 1927 su Retesport, la Joya è stato schierato da Mourinho nel 3-4-1-2 da seconda punta al fianco di El Shaarawy, con Volpato trequartista.

Ecco la formazione del primo tempo: Svilar; Mancini, Kumbulla, Vina; Celik, Matic, Bove, Spinazzola; Volpato, El Shaarawy; Dybala

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Le Voci di Retesport

Scarnecchia a Retesport: “La Roma vuole costruire una rosa da titolo. Belotti può completare l’attacco”

“L’obiettivo della Roma è di costruire una rosa competitiva su tutti e tre i fronti, titolo nazionale compreso”. Così Roberto Scarnecchia, ex giocatore giallorosso, ai microfoni di Retesport. “Straordinario l’evento di presentazione di Dybala, solo i tifosi giallorossi possono realizzare eventi di questa portata”.

Poi una nuova indiscrezione di mercato: “Se dovessero arrivare Wijnaldum e Bailly la Roma sarebbe completa per lottare in tutte le competizioni e da quanto mi risulta, da fonti certe, il completamento in attacco potrebbe essere Andrea Belotti”.

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Rassegna stampa

Perché può essere il Dybala più forte

Sarà la Juve la forza di Paulo Dybala. Detta così va spiegata. Restare in Serie A era quello che voleva. Perché? Per dimostrare. A chi? Alla dirigenza bianconera. Che cosa? Di averlo mollato con troppa facilità, probabilmente troppo in fretta. Mentre il popolo (bianconero) pensava e trasmetteva altro, scrive Splendore sul Corriere dello Sport.

Il Dybala che ti aspetti (e che non ti aspetteresti) in questa stagione alle porte è quello con dentro la cattiveria che forse gli è mancata rispetto al talento che è da sempre il suo pane. La Juve (la dirigenza) lo ha per certi versi “incattivito”, quel sentirsi spinto fuori dalla porta per girarsi e, dopo quasi quattro pesi passati ad arrovellarsi il verso, trovare chi ti apre un portone per farti abbracciare da sessantamila cuori impazziti per te. Perché questa roba qui, abbinata al talento, può regalare alla Roma un Dybala come non lo si è visto mai. Vuole essere il miglior Dybala di sempre. Può diventarlo davvero.

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“Sei già la nostra Joya”: tifosi in estasi per Paulo

 La festa giallorossa per il numero 21 argentino, fortemente candidato ad ereditare la corona di ottavo Re di Roma, è andata in scena ieri sera all’Eur con 10mila “invitati”. Tanti – scrive Il Messaggero – sono stati i tifosi che hanno accolto Paulo Dybala nella Capitale.  L’entusiasmo con cui ieri tutti hanno assistito all’allunaggio del marziano argentino, che quando segna indossa la Dybala Mask già adottata da tutti i tifosi romanisti, non ha eguali nella storia del club.

Ci fu la presentazione del Re Leone Gabriel Batistuta e della sua “mitragli””, il 6 giugno di 22 anni fa, con 13mila tifosi all’Olimpico per il bomber (guarda caso anche lui argentino) acquistato da Franco Sensi per strappare lo scudetto allaLazio.

Ma mai nessun giocatore era stato accolto così. Un red (and yellow) carpet steso per quello che per molti è già il nuovo re. Una star che per un paio d’ore ha assorbito tutta la luce di Roma e della gente romanista. “È la nostra Joya” urlano in coro le migliaia di persone che dal primo pomeriggio hanno invaso l’Eur. Bandiere, fumogeni e sciarpe al vento. Eh già perché i romanisti vedono lo scudetto non più come una chimera ma come un qualcosa di concreto. “Dybala e Mourinho coppia tricolore. Ciao lazià” urla Simone che ha già la nuova maglia dell’argentino.

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E ieri sera ha vinto anche Totti

A questo punto possiamo venire a patti con l’idea che non ce ne libereremo mai. E forse è meglio così. Francesco Totti – scrive Il Corriere dello Sport – è stato un compagno di viaggio inossidabile, paziente, operoso e, di quando in quando, importuno. Pensavamo. Poi quando si è fatto da parte – o lo hanno messo da parte – se n’è avvertita la mancanza. 

Totti non riesce a fare a meno della sua Roma. Origliava, guardava di sottecchi. Casomai qualcuno avesse bisogno di lui o comunque ne chiedesse l’aiuto. Ed è successo. Non hanno neppure avuto bisogno di parlarsi, Totti e José Mourinho, per stabilire un’alleanza morbida, sottile. 

Quando Totti ha scoperto che Mourinho assediava la società e Paulo Dybala non era soltanto una fata morgana da calciomercato, non si è messo di lato ad aspettare gli eventi. Ne è diventato protagonista. Senza che nessuno lo chiamasse in soccorso. Parlo io con Dybala, ha promesso. E lo ha fatto, come ha confermato la stessa Joya.

Non solo. Totti ha giocato la partita con la raffinatezza dello scacchista, fintando, affondando la mossa, ritirandosi, chiamando l’avversario a un attacco imprudente. Ieri sera ha vinto anche lui.

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Così forte e così fragile: paradossi e ossimori, a partire da Dybala

E quindi mo che famo? Annamo a vedè la conferenza stampa di presentazione di Paulo Dybala a Trigoria. Scusa – scrive Repubblica – con tutti i problemi che ci stanno tu vai a vedere la conferenza di presentazione di Dybala? Bravo, esattamente, vado a vedere Dybala. Anzi, a sentirlo. E che dirà Dybala? Sono venuto per vincere. E grazie ar cavolo, noi pensavamo che eri venuto pe facce perde. Vedi npò te che devi fa.

Ma è forte sto Dybala? Entro e lo vedo. Di lato. Come probabilmente lo guardano i giocatori quando lo affrontano. Parla bene, è più a suo agio con il pallone, ma anche al microfono convince parecchio. La sala è buia con le tapparelle abbassate e abbastanza fresca. La società sorveglia. I giornalisti educati e tranquilli, si recano a uno dei due microfoni per porgere le domande, chiamati dall’addetto che legge i loro nomi su un elenco. Finché ad un certo punto l’incontro finisce. Senza polemiche, senza tensioni.

Mi chiedo, ma davvero siamo a Roma? Qualcosa sta cambiando qui, o è cambiato già e non ce ne siamo resi conto? L’incontro si è svolto nella più assoluta tranquillità. Vago nei parcheggi di Trigoria, sotto al sole brutale, e mi sembra di vedere tutto più chiaramente: abbiamo preso un mostro.

Dybala è fragile. Ma anche forte. Certo forte e fragile è un ossimoro. Vabbè ma che male c’è in questa contraddizione. Anche in conferenza era pieno di giornalisti professionisti che erano pure tifosi. O sei equidistante o sei tifoso, le due cose insieme sono un ossimoro. Anche Roma è una piazza molto bella e per altre cose un po’ meno. E anche questa è un’antitesi. Siamo una piazza che non ha vinto. Però veniamo da una vittoria di una coppa Europea. E anche qui ci sono dei contrari. L’estate è bella però fa un caldo incredibile, oppure oggi eravamo pochi e stasera invece ci sarà il delirio. E anche questi sono termini in forte contrasto fra loro.

La vita è piena di contraddizioni, di cose che sono positive e negative insieme. tutto è così, ovunque ti giri vedi occasioni per cortocircuiti e malfunzionamenti vari. Invece il mondo va avanti lo stesso, ogni giorno, nonostante i conflitti che lo percorrono da cima a fondo. Nel parcheggio una vecchietta mi chiede quando fanno la festa per il giocatore appena arrivato. Stasera (ieri sera, ndr), le rispondo, alle 21. E poi mi chiede dove la fanno. Al Colosseo Quadrato, le dico. E poi lei va via, sotto i pini di Trigoria. E penso che pure il concetto di Colosseo Quadrato è un paradosso in fondo.

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Ecco Wijnaldum: Friedkin a Parigi

Dritti alla meta. Perché con il passare delle ore l’obiettivo numero uno – che a Trigoria in questo momento si chiama Georginio Wijnaldum – sembra avvicinarsi sempre più. E non solo perché i contatti tra Tiago Pinto, il responsabile del mercato del Paris Saint-Germain Luis Campos e l’entourage del giocatore si fanno sempre più serrati, scrive Il Tempo.

Adesso alla lunga lista di indizi (social e non) che sembrano caratterizzare sempre più una trattativa che sarebbe dovuta rimanere top secret il più a lungo possibile, si aggiunge anche la “pista presidenziale”. Ieri infatti l’aereo privato di Dan Friedkin è decollato da Nizza: nulla di strano fino a qui, se non fosse che l’itinerario del volo che ha subito un improvviso cambio di programma.

Il numero uno giallorosso, sarebbe dovuto atterrare a Napoli, ma si è diretto invece a Parigi. Potrebbe trattarsi di un caso fortuito, ma il fatto che presidente della Roma si trovi nella città del club che detiene il cartellino del nuovo sogno di mercato giallorosso risulta difficile da considerare come una mera coincidenza.

Soprattutto perché la trattativa procede spedita e l’obiettivo di tutte le parti è quello di arrivare il prima possibile alla fumata bianca, che consentirebbe a José Mourinho di accogliere finalmente quel centrocampista in grado di alzare definitivamente il livello della mediana giallorossa.

L’incontro andato in scena lunedì a Trigoria tra Tiago Pinto e l’agente di Wijnaldum ha dato esito positivo e, adesso, il general manager – che ieri ha risposto con un sorriso ad una domanda sull’olandese mentre lasciava la conferenza stampa – vuole dare l’accelerata definitiva e mandare in porto l’affare.