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Stadio Roma, l’Assessorato all’Urbanistica: “Stop per ritrovamenti archeologici? Notizia priva di fondamento”

In una nota ufficiale, l’Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, ha smentito i contenuti dell’articolo odierno del Fatto Quotidiano che faceva riferimento ad un possibile stop all’iter del nuovo stadio a Pietralata, a causa dei rischi archeologici:

In relazione alla notizia relativa ad un presunto blocco del progetto dello Stadio dell’As Roma a causa di ritrovamenti archeologici, si precisa che tale notizia è priva di fondamento. La questione non riguarda affatto uno stop da parte della Soprintendenza ma semplicemente una richiesta di approfondimento delle indagini archeologiche a due siti già indagati: si tratta dunque di siti noti, riportati in tutte le cartografie iniziali e anche nella proposta progettuale.

L’estensione delle indagini, già concordata con la Soprintendenza, consentirà di acquisire maggiori informazioni in termini di quote, dimensioni e posizione e permetterà una maggiore precisione nella realizzazione del progetto esecutivo.

Per quanto riguarda la cisterna, uno dei due siti, si precisa che il reperto archeologico sarà inglobato all’interno della struttura dello stadio essendo già stato inserito nel progetto consegnato. L’altro sito, la villa romana, non è invece interessato dai lavori, se non in maniera molto marginale: l’estensione delle indagini concordata offrirà alla soprintendenza l’opportunità di avere dettagli maggiori sul reperto. Il procedimento sullo stadio va quindi avanti così come nei termini annunciati”.

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Pietralata, riprendono gli scavi archeologici: ultimo atto prima del progetto definitivo

Si riparte. Tra poco gli archeologi riprenderanno a scavare nell’area di Pietralata dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. Radio Campidoglio indica che la prossima settimana è la data in cui il cantiere di Pietralata tornerà operativo. Questo sarà l’ultimo tassello prima del progetto definitivo.

Come scrive il Messaggero, il completamento degli scavi archeologici è un obbligo, essendo stato impartito dalla Soprintendenza come prescrizione. Al netto di cosa potrebbe emergere da questi scavi, il progetto non potrebbe essere presentato non essendo state completate le procedure previste in questa fase.

La previsione per completare gli scavi, è di meno di un mese. In tutto ci sono a fare circa 16 scavi. Insomma, il lavoro c’è ed è per questo che la previsione è che serva tempo per completare tutto. Nel frattempo, è stata pubblicata una relazione dell’agronomo della Roma che dopo aver analizzato i tipi di essenze arboree scrive che la vegetazione può essere stata compromessa ed esclude la presenza di un bosco.

(…) Terminati gli scavi e analizzati i suoi risultati, la Roma avrebbe completato tutte le prescrizioni imposte e potrebbe dunque procedere con il deposito del progetto definitivo.

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Stadio a Pietralata, il piano mobilità e il nodo scavi archeologici

Un pezzetto alla volta, si vanno precisando sempre meglio i confini del progetto del nuovo stadio della As Roma a Pietralata. In un documento, pubblicato sul sito istituzionale del Campidoglio emergono le questioni archeologiche, con gli scavi che dureranno almeno fino a fine aprile, e aggiornamenti sulla mobilità. Una tempistica che, quindi, conferma che il progetto definitivo dell’opera non potrà arrivare se non dopo la conclusione delle indagini archeologiche e quindi, molto difficilmente prima di giugno prossimo. Questione viabilità.

Come riferisce il Messaggero, la società giallorossa ha presentato alla Soprintendenza un progetto per condurre gli scavi di archeologia preventiva. La Roma ha chiesto, e le Belle Arti hanno accettato, di dividere in due parti questi scavi.

La Roma ha proposto di realizzare scavi da quattro metri di larghezza e un metro e mezzo di profondità. La Soprintendenza ha accettato questa “griglia” di lavoro ma ha chiesto che gli scavi raggiungano la profondità massima, cioè il cosiddetto “strato geologico” dove c’è la certezza che non ci sia traccia di presenze umane. Inoltre, le Belle Arti hanno chiesto di evitare possibili interferenze fra lo stadio e alcune preesistenze archeologiche di cui già si conosce la localizzazione, come l’antico “castellum aquae” del II secolo dopo Cristo.