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Interviste

Zaniolo: “Pensiamo a battere il Bologna, poi prepareremo il ritorno contro il Leicester”

“Il Bologna è un’ottima squadra, in salute, ha fatto grandi cose recentemente, ma noi vogliamo vincere e poi penseremo a giovedì. Stiamo bene fisicamente, ci siamo allenati bene e stasera pensiamo solo a vincere, poi vedremo cosa accadrà contro il Leicester”. Così Nicolò Zaniolo ai microfoni di DAZN prima di Roma-Bologna.

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Rassegna stampa

Operazione rinnovi: Mkhitaryan e Cristante restano, Zaniolo ancora in bilico

Rinnovi e adeguamenti salariali: è questo il primo ostacolo che dovrà superare Tiago Pinto a fine stagione, prima di tuffarsi nel mercato estivo. Il rinnovo di Mancini è l’ultimo ad esser stato annunciato dalla società (nella semestrale), un contratto fino al 2026 a cui, però, non è seguito l’adeguamento salariale. Come scrive Il Messaggero, per definire i contorni economici bisognerà attendere ancora qualche settimana.

In attesa anche Zaniolo, che nelle ultime due uscite pubbliche non ha dato certezze sul suo futuro in giallorosso. Le squadre pronte a ingaggiarlo sono numerose, soprattutto all’estero (in Premier) dove il potere economico è maggiore rispetto all’Italia. Nicolò vorrebbe essere equiparato ai top player della rosa con uno stipendio da circa 6 milioni.

Restando in attacco, a breve verrà definito anche il rinnovo di Mkhitaryan: l’armeno ha il contratto in scadenza, la sua volontà è di restare. Pinto per spalmare i costi è pronto ad offrire un biennale.

Da definire la questione Cristante, corteggiato da SivigliaJuventus e MilanMourinho vuole tenerlo a tutti i costi e per questo è disposto a rinunciare al riscatto di Oliveira. Chi di certo andrà via in estate è Veretout, perché dopo il “no” dei Friedkin alla richiesta di un adeguamento da top player, i rapporti si sono definitivamente rotti.

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Rassegna stampa

I sogni di Zaniolo: “Numero 10 azzurro e Pallone d’oro. Ma prima un trofeo”

Nicolò Zaniolo dall’infanzia al futuro, in una lunga intervista a The Athletic. Se le radici sono storia nota, incuriosisce quello che l’attaccante sogna fra Nazionale Roma. “L’Italia ha sempre avuto grandi campioni, quindi le aspettative sono alte. Se le persone decideranno che io sarò il nuovo ipotetico numero 10 della Nazionale, ben venga.

Come scrive la Gazzetta, superato il doppio infortunio (“Io avevo una predisposizione che poi con l’operazione sono riuscito a risolvere“), racconta la sua stagione così: “Sarebbe stato da pazzi pensare che dopo due operazioni avessi potuto segnare 25 gol, non è umano. Ora mi sento al 100%“. E poi c’è Mourinho. “È un vincente, un motivatore. Ci sta insegnando l’unione, la mentalità. Speriamo di vincere la Conference, visto che a Roma un trofeo manca da tanto“.

Possibile, se c’è Abraham. “È forte, ha fisico, tecnica, tiro, velocità. È completo“. Per questo il futuro sembra dolce. “Vorrei vincere trofei e diventare ancora più forte“. Magari da Pallone d’Oro. “Si gioca per quello. È il sogno di ogni giocatore. È durissima, ma perché no?“. Titoli di coda sul mercato. Io all’estero? Non si sa mai, la vita è imprevedibile. Di certo è un’esperienza che ti fa crescere. Non si può sapere“.

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Rassegna stampa

Zaniolo tra sogni e tentazioni: “Io all’estero? Perché no?”

L’attesa è da togliere il fiato. Oggi si gioca la semifinale d’andata contro il Leicester Zaniolo fiuta l’aria della Premier, un campionato che prima o poi potrebbe vederlo protagonista. Magari più poi che prima ma Nicolò è ormai maturo per non cadere in quelle frasi smielate che inevitabilmente si portano dietro un conto da pagare: “Futuro all’estero? – gli viene chiesto dal sito web The Athletic.com – Non si sa mai, la vita è imprevedibile. Di certo è un’esperienza che ti forma, che ti fa crescere, entri a contatto con culture diverse. Non si può sapere“.

Si lascia una porta aperta. Del resto il suo futuro, con un contratto ancora in stand-by, è ancora da scrivere. Nella Roma ma non solo. Il calciatore Nicolò infatti è in ritardo sulla tabella di marcia. I due infortuni alle ginocchia lo hanno inevitabilmente rallentato in una carriera che quasi tutti pronosticano ai massimi livelli: “Il primo ko è arrivato in un buon periodo per me, stavo giocando bene – racconta – Ma la vera batosta è arrivata con il secondo infortunio. Stavo giocando bene di nuovo, titolare in nazionale e dopo due mesi mi sono ritrovato al punto di partenza. Dover ripartire è stato difficile. Ho preso la decisione di operarmi da un altro chirurgo, non perché la prima volta fosse andata male, anzi, era andata benissimo. Ma non volevo ripetere le stesse cose. I primi giorni sono stato male, non riuscivo a parlare, ero depresso. Grazie alla mia famiglia sono riuscito a voltare a pagina“.

E a rilanciarsi. Magari tra alti e bassi con un rapporto con Mourinho anch’esso caratterizzato da slanci di entusiasmo e rumorosi silenzi: “José è un uomo vincente, un grande tecnico e motivatore. È venuto qui e dal primo giorno del ritiro, ci sta insegnando l’unione del gruppo, la mentalità. A livello personale poi, consigli me ne dà tanti, mi chiede di migliorare la fase difensiva. Lo so anche io, è giusto così e ne ho bisogno. Siamo comunque contenti di averlo e speriamo di vincere qualcosa quest’anno e coronare un sogno che a Roma manca da tanto“.

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Allenamenti

Roma, la gallery della rifinitura alla vigilia del Leicester – FOTO

Questa mattina la Roma è scesa in campo per la rifinitura a Trigoria. Grande caldo e grandi sorrisi nel gruppo giallorosso, che ha lavorato agli ordini di Mourinho e del suo staff.

Prima della seduta un breve colloquio tra lo Special One e Tiago Pinto.

Allenamenti Roma

Poi dopo una lunga sessione video, la squadra è scesa in campo e ha lavorato sul piano atletico, per poi dedicarsi alle consuete prove di formazione. Ok Zaniolo e Cristante regolarmente in gruppo.

Allenamenti Roma

Salvo clamorose sorprese, Mourinho ripresenterà la formazione che ha stravinto in casa contro il Bodo/Glimt.

3-4-2-1Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Mkhitaryan, Zalewski; Zaniolo, Pellegrini, Abraham

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Rassegna stampa

Zaniolo dietro Abraham: la mossa per mettere in difficoltà il Leicester

Meno uno. Oggi il trasferimento a Leicester, domani sera la prima semifinale di Conference League. Mourinho non ha lasciato nulla al caso. Ieri ha provato la squadra che scenderà in campo al King Power Stadium. Zaniolo e Cristante hanno recuperato e saranno in campo. 

Lo Special One, scrive Il Corriere dello Sport, ha provato la squadra con il 3-4-2-1, con Zaniolo alle spalle di Abraham – come Pellegrini – e non al fianco del centravanti. L’obiettivo è quello di far partire Nicolò qualche metro più dietro per non dare riferimenti ai difensori inglesi e sfruttare al massimo le sue accelerazioni.

In questi giorni Mourinho ha lavorato molto sui calci piazzati per mettere in difficoltà il Leicester. La Roma è specializzata nei gol sugli sviluppi delle palle inattive, un’arma che potrà tornare utile anche in Inghilterra.

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Rassegna stampa

Roma con un solo dubbio: usare le due punte con Zaniolo o no?

La Roma volerà oggi a Leicester, subito dopo l’allenamento che la squadra svolgerà a Trigoria in mattinata, alle ore 11. Poi, nel tardo pomeriggio, conferenza stampa di José Mourinho e Tammy Abraham al King Power Stadium, in programma alle ore 19.30 italiane (per le Foxes, invece, Brendan Rodgers parlerà alle nostre 13.30). Mourinho, scrive La Gazzetta dello Sport.  ha un solo grande dubbio da sciogliere in vista della semifinale di domani. E, cioè, se giocare con le due punte (e quindi con Zaniolo a ballare tra la posizione di trequartista e quella di seconda punta), con il conseguente scivolamento di Mkhitaryan in mediana o provare a irrobustire il centrocampo, mettendo dentro Oliveira al fianco di Cristante.  Per il resto la formazione sembra praticamente fatta, con il terzetto di difensori centrali che dovrebbe essere quello classico (Mancini-Smalling-Ibanez) e i due quinti di centrocampo che dovrebbero essere Karsdorp a destra e Zalewski a sinistra. A meno che qui Mou non gli preferisca El Shaarawy.

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Rassegna stampa

Voeller: “Abraham, vuoi la finale? Fai come me. La Roma può vincere la Conference”

Rudi Voeller , intervistato da Il Messaggero, ha parlato dell’andata della semifinale di giovedì di Conference League tra Leicester e Roma e della semifinale di Coppa Uefa col Broendby, decisa da una sua rete.

Voeller, cosa ricorda di quella sera?

Tutto. Il finale drammatico, noi che attaccavamo e Schmeichel che parava tutto. Poi è arrivato il mio gol, l’esplosione dell’Olimpico. Non ho mai sentito in carriera un boato del genere. Meraviglioso. Ricordo che dopo la rete ho dovuto chiedere la sostituzione perché non riuscivo più a camminare. Molti di noi giocavano con i crampi, io avevo problemi muscolari.

Mourinho si affida ad Abraham, capocannoniere della competizione, come lei nella Coppa Uefa del 91.

Mi piace molto, prima di acquistare Schick lo avevamo seguito. Sapevo che trovava poco spazio nel Chelsea e ho provato a portarlo a Leverkusen. Alla fine lo ha preso la Roma e sono contento. Abraham è un centravanti veloce, tecnicamente bravo.

A proposito di Schick: anonimo a Roma, devastante in Germania. Come è possibile?

In giallorosso aveva Dzeko davanti, era giovane e ogni volta che giocava si trasformava in un esame. Quando c’è stata la possibilità di acquistarlo, mi sono subito accordato con Fienga. Lui è un 9, questo è stato l’equivoco di fondo.

Rimanendo in tema-centravanti: Vardy è il pericolo numero uno?

Sicuramente, è un attaccante velocissimo che va sempre in verticale. Rientra da un lungo infortunio ma attenzione.

Nella Roma ci sono anche Zaniolo e Pellegrini.

Due calciatori importanti. Nicolò viene da due infortuni gravi, ha un gran fisico, tiro, può fare una grande carriera. Lorenzo sono contento abbia continuato la tradizione dei capitani romanisti. E poi è ancora più bello quando si tratta di un giocatore forte come lui.

Mourinho è il tecnico ideale per questa piazza?

Sì, ha riportato grande entusiasmo. Ho letto che l’Olimpico è sempre pieno, nonostante la Roma non lotti per le posizioni di vertice. Il motivo è che c’è una voglia incredibile di tornare a vincere qualcosa. Quanto accade mi ricorda quello che succede in Germania con l’Eintracht. Prima dell’esodo a Barcellona, il loro presidente mi disse che al Camp Nou avrebbero avuto il supporto di trentamila persone. Io mi sono messo a ridere. E invece aveva ragione lui.

La Roma può vincere la Conference League?

Come no, certamente. Ci deve credere e fare meglio di noi.

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Allenamenti

Roma, Zaniolo recuperato: in gruppo nell’allenamento pomeridiano

Nicolò Zaniolo torna ufficialmente a disposizione. Il 22 giallorosso oggi si è allenato nella seduta pomeridiana a Trigoria, ripresa con alcune foto dal club sui social. Anche Bryan Cristante verso il recupero e domani dovrebbe tornare al 100% a disposizione.

 
 
 
 
 
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Interviste

Zaniolo: “Vincere la Conference sarebbe un punto di partenza. E su Mourinho…”

Nicolò Zaniolo ha parlato ai microfoni di UEFA.com. Ecco le dichiarazioni del numero 22 giallorosso:

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alla partita contro il Bodø, raccontaci i tuoi gol. Iniziamo con il primo.
“È stata la partita perfetta. Abbiamo fatto la fase difensiva e la fase offensiva in maniera eccezionale. Per quanto riguarda la tripletta sono molto felice perché ho aiutato la squadra a vincere la partita e passare il turno. Sul primo gol, nello specifico, quando vedi Lorenzo che ti guarda devi soltanto partire perché poi la palla ti arriva…”.

Sei partito anche qualche minuto dopo sul grande assist che ti ha servito Zalewski.
“Anche lì ‘Zale’ ha fatto una grandissima cosa, ha fatto la transizione offensiva perfetta: poi ho visto lo spazio alle spalle del difensore e mi ci sono buttato, devo dire che è stato bravissimo lui a dare la palla e bravo io a concludere”.

Bella la conclusione anche in occasione del 4-0, il tuo terzo gol personale.
“Sì, sapevamo che il Bodo sarebbe venuto con la linea difensiva alta e quindi ci lasciava molto spazio alle spalle. Quindi avevamo preparato durante l’allenamento ‘palla al terzino, poi scarico al centrocampista e lancio di prima in profondità’. Ed è venuta perfettamente!”

Era dal 23 gennaio che non segnavi, dalla partita contro l’Empoli: qual è la prima cosa che ti è passata per la mente quando hai segnato il primo gol?
“Non è mai stato la mia ossessione il gol, anche perché preferisco fare una grandissima prestazione e vincere la partita anche non segnando. Per fortuna sono riuscito a fare tre gol e ad aiutare la squadra, quindi sono ancora di più felice. Però non è mai stata una mia ossessione”.

È stata la tua prima tripletta nella Roma e anche la tua prima in carriera: l’avevi immaginata così?
“L’avevo sognata così! Non l’avevo immaginata. Stadio pieno, 65mila persone e quarti di finale di una coppa europea, partita decisiva dell’anno. Sì, l’avevo sognata così. Dico la verità, a inizio partita era difficile pensarlo, che potesse succedere, però alla fine ci sono riuscito e sono felicissimo”.

Calcisticamente parlando si può definire quella contro il Bodo la notte più bella della tua carriera ?
“Sì, direi che è stata una delle notti più belle della mia carriera. A partire dall’esordio al Bérnabeu, la doppietta contro il Porto e questa tripletta contro il Bodo sì, sono le tre notti più significative della mia breve carriera, fino ad ora. Anche perché si tratta di tre notti europee”.

José Mourinho: come è lavorare con lui, com’è il vostro il vostro rapporto e quali consigli ti dà?
“Mourinho è uno dei più forti allenatori al mondo! Ha inculcato a tutti l’arte del non mollare mai, dell’essere sempre sul pezzo, dell’unirci l’uno per l’altro per portare a casa i risultati. E speriamo di vincere qualcosa con lui. Dal primo giorno che ci siamo riuniti a Trigoria, abbiamo subito lavorato giorno dopo giorno e tassello dopo tassello per provare a fare qualcosa di importante quest’anno. Con il mister che sa come fare a vincere, penso che abbiamo più possibilità”.

La semifinale contro il Leicester: che tipo di impegno ti aspetti?
“È una semifinale europea. Il Leicester è una squadra forte. Corrono tanto, sono una squadra fisica, la classica squadra inglese. Noi però siamo forti, siamo la Roma, abbiamo dimostrato quest’anno di potercela giocare con tutte: non abbiamo paura, andiamo a giocarci la partita con le nostre carte e con i nostri mezzi”.

Che cosa significherebbe per te vincere un trofeo europeo?
“Sarebbe motivo di grande orgoglio, sarebbe un punto di partenza e non un punto d’arrivo. Per i tifosi significherebbe tantissimo, come per noi! 14 anni di attesa per un titolo sono un po’ troppo tempo. Quindi noi quest’anno ci proveremo a portarlo a casa. Per quanto riguarda il mio rapporto con i tifosi è sempre stato perfetto, eccezionale: sono sempre stati al mio fianco, anche nei momenti brutti degli infortuni. Forse lì ho ricevuto ancora più affetto rispetto a quando gioco: io i tifosi devo soltanto ringraziarli. Saranno sempre nel mio cuore”.