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Cassano: “Spero la Roma possa vincere la Champions. Totti voleva continuare”

"La Roma? Incrocio le dita e spero possa vincere la Champions ma la vedo dura". Queste le parole di Antonio Cassano a poche ore dalla supersfida di Anfield tra Liverpool e Roma, per l'andata delle semifinali della Coppa dalle grandi orecchio. Ecco il messaggio d'incoraggiamento dell'ex giallorosso ai microfoni di Sky: "Sono andato per la partita con il Barcellona ma mi sono stressato, tutti mi cercavano perché mi vogliono bene, non ci torno anche se tutti mi dicono di tornare perché porto bene. Totti cosa mi ha detto? Che Eusebio è un grande allenatore, cosa gli piacerebbe fare in futuro anche se noi ci sentiamo sempre calciatori. Me l’ha detto che gli sarebbe piaciuto continuare".

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Liverpool-Roma, Manolas: “L’amore della gente rende questa squadra speciale, non avevo mai visto nulla del genere. Niente è impossibile se ci crediamo”

A poche ore da Liverpool-Roma, Kostas Manolas ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’UEFA. Queste le sue parole:

Partiamo dalla semifinale di ritorno contro il Barcellona. Molti hanno paragonato il tuo urlo dopo il gol a quello di Marco Tardelli in finale di Coppa del Mondo nel 1982. Che sensazioni hai provato dopo aver segnato il gol-qualificazione? 
Ovviamente è stata una grande gioia, ma la cosa più importante resta la qualificazione in semifinale. In quest’ultimo mese dovremo dare il massimo per arrivare fra le prime quattro in campionato e in finale.

Quanto è stato importante il sostegno dello Stadio Olimpico? Quanto ti hanno ispirato i tifosi? 
Lo stadio era pieno, i nostri tifosi ci hanno caricato e ci hanno incoraggiato. Come ho già detto, se i tifosi incoraggiano la squadra tutto diventa più facile. Spero che rimangano sempre al nostro fianco.

Perché la Roma è speciale e qual è il tuo rapporto con i tifosi? 
La cosa che la rende speciale e che mi piace molto è l’amore della gente per la squadra. Non avevo mai visto niente del genere. I tifosi hanno una grande passione. Sono molto contento di essere qui e continuerò a dare tutto quello che ho.

Che cosa pensi del Liverpool? 
Con l’arrivo Jürgen Klopp è diventato una delle squadre più forti d’Europa. Il Liverpool è una grande squadra che gioca un calcio offensivo e ha giocatori veloci che lottano dal primo all’ultimo minuto. Come ho detto sarà una partita molto difficile, ma lo è stata anche contro il Barcellona. Niente è impossibile se ci crediamo.

Conosci molto bene Salah… 
In Inghilterra forse ha trovato la concretezza che gli mancava a Roma.

Sarà lui il pericolo numero uno? 
Un ottimo giocatore e un buon amico, ci sentiamo spesso al telefono. Mi congratulo per quello che ha fatto in questa stagione, ma io e i miei compagni daremo il massimo per fermare lui e il resto dei giocatori del Liverpool. Non capita tutti i giorni di essere in semifinale, per cui dovremo dare il massimo.

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Liverpool-Roma, l’entusiasmo dei tifosi giallorossi in compagnia di Rete Sport a poche ore dal match! (FOTO e VIDEO)

Fabrizio Aspri e Marco Madeddu vi aspettano presso Villa Romana, dalle ore 16 alle 18 (dalle 3 alle 5 pm) nel pre gara di Liverpool-Roma! Al numero 6 di Wood Street Rete Sport vi accompagna fino al match di questa sera. Vi aspettiamo!!!

Ecco Daniele ed Emanuel, vicepresidente e tesoriere del Roma Club Mosca!

Lui invece è Andrea del Roma Club Amsterdam:

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Roma-Liverpool. 34 years Ago, io non c’ero

34 years Ago, io non c'ero.

Dal 13 aprile, giorno del sorteggio che ha sancito Roma-Liverpool come semifinale di Champions League, è un continuo. Sempre, ovunque: per strada, al mercato, al bar, a casa persino. Sui social, ovviamente.

"Io c'ero" riferito a Roma Liverpool dell'84 è stata la frase forse più pronunciata, più scritta, più spammata. Tutti si affrettano a dire che c'erano, che hanno vissuto, ed indubbiamente è così, è vero, c'erano. C'erano i miei colleghi del giornale e della radio, c'era qualche amico più grande di me e c'era mio padre. Insomma c'erano tutti. Ma 34 anni fa c'erano pure quelli che non c'erano.

La generazione figlia di quella finale era presente, ha sofferto, ha pianto nel momento stesso in cui è venuta al mondo urlando Forza Roma. Una generazione figlia di un peccato originale, quella Coppa Campioni volata via senza un perché, contro ogni cornice storica e temporale, contro ogni logica possibile e immaginabile.

Quella generazione che non ha vissuto Agostino, ma l'ha avuto come modello, come simbolo e come guida assoluta, consegnato anche lui a un amaro destino incomprensibile a detta di tutti, per chi "non c'era". La generazione che non ha visto o vissuto Falcao, Cerezo, Ancelotti, Nela, Conti, Maldera e Pruzzo e che ugualmente porta in gola quell'urlo strozzato, quei 55 secondi in cui siamo nati Campioni d'Europa.

Oggi quei ragazzi che non c'erano sono i ragazzi che ci sono, ci sono sempre stati e ci saranno sempre, rincorrendo il sogno della rivincita sulla storia. Sono quelli che sanno a memoria chi era Falcao perché lo hanno chiesto e rivissuto nei racconti vostri, di chi c’era e sanno quanto fu decisivo per la storia della Roma.

Conoscono Dibba e tutti i protagonisti della fantastica cavalcata '82-'83, hanno gli incubi notturni pensando a Grobbelaar e non riescono a fermare le lacrime sul rigore sbagliato da Conti. Sono, siamo quelli che hanno ereditato tutto questo senza chiederlo, credendoci sempre.

Credendo che ogni anno potesse essere quello buono per prendersi quella rivincita che ai nostri padri e ai nostri amici più grandi è sempre sfuggita, pensando con convinzione che stavolta, la nostra voce, unita alla loro, possa generare un urlo ancora più assordante.

Sperando che la nostra voce possa in qualche riportare quella di chi c’era e non c’è più, o di chi c’era davvero e oggi non potrà o non potrà esserci, magari perché il suo posto sarà preso da qualche mainagiosta di moda. Ma la Roma è e sempre sarà una gioia, anche se non vincerà nulla. Perché non c’è sentimento più gioioso dell’amore. Della Roma. Dell’essere Romanista, sempre e per sempre.

E se dovesse andar male? C'è e ci sarà sempre un'altra partita, un'altra stagione, come direbbe qualcuno. Noi siamo quelli che dicono che ci sarà qualcuno che non è ancora nato e che sarà pronto, nel caso, tra qualche anno, a mischiare la propria voce alla nostra e, finalmente, vincere. Gridando sempre e comunque, Forza Roma!

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CHAMPIONS LEAGUE

Liverpool-Roma, Totti: “È un momento importante sia per la società sia per la città, la nostra forza è il gruppo” (VIDEO)

A poche ore dal fischio d'inizio di Liverpool-Roma, Francesco Totti ha rilasciato alcune dichiarazioni attraverso i canali social del club giallorosso, come anticipazione di una intervista che sarà lanciata in seguito. Ecco le sue parole:

"Arrivare tra le prime 4 squadre della Champions non è mai facile, anche perché noi dopo l'84 siamo arrivati massimo ai quarti di finale. Credo che sia un momento importante sia per la società sia per la città, perciò cerchiamo di onorarlo il più possibile. Il punto di forza della Roma penso sia il gruppo, tutto lo staff tecnico, il mister che ha inculcato la mentalità, il modo di porsi davanti ad un avversario. Parlando di giocatori non ce n'è uno in particolare, perché poi quando arrivi in un momento così delicato della stagione penso che il merito sia di tutta la squadra, di un gruppo unito e compatto, che ha voglia di dimostrare non solo in Italia ma anche in Europa".

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CHAMPIONS LEAGUE

Liverpool-Roma, terminato il pranzo tra dirigenti. Gandini: “La squadra sta bene” (VIDEO)

Come consuetudine, si è tenuto a Liverpool il pranzo tra i dirigenti della Roma e quelli del club inglese. Al The Venue Royal Liver Building, ristorante in zona Docks, Umberto Gandini, Mauro Baldissoni, Alex Zecca, Guido Fienga e Antonio Tempestilli hanno incontrato la rappresentanza 'reds', tra cui l'ex calciatore Kenny Dalglish, al centro delle polemiche per la dura intervista rilasciata ieri sul ricordo della finale dell'84. All'arrivo, proprio Gandini ha commentato con un "la squadra sta bene" la marcia d'avvicinamento al match delle 20.45.

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Pallotta: “In cinque anni stadio, Scudetto, Champions League e Coppa Italia”

A poche ore dal match contro il Liverpool, andata delle semifinali di Champions League,il presidente della Roma, James Pallotta, ha parlato ai microfoni di Espn. Queste le sue parole:

Sono state due settimane intense per lei e per la squadra. C’è nervosismo o eccitazione in questo momento?
Credo nessuna delle due cose. Credo di non essere mai stato così calmo da cinque anni a questa parte. Quando abbiamo affrontato il Barcellona, all’Olimpico, ero tranquillo perché pensavo che se avessimo giocato bene avremmo potuto avere qualche possibilità. Poi abbiamo vinto 3-0. Devo dire che sono più agitato quando vedo le partite di campionato, mi metto a camminare su e giù per tutta casa.

Perché questa sera non sarà allo stadio?
Ho le mie superstizioni. A Barcellona non sono andato, mentre ho visto il ritorno all’Olimpico. Penso di dover fare la stessa cosa. Mi ritorna in mente una cosa che facevo quando giocavo a basket a scuola: mettevo prima il calzino di sinistra, poi quello di destra. Indossavo prima la scarpa sinistra e poi l’altra. E facevo il nodo prima a quella di sinistra e poi a quella di destra e se questa non si allacciava bene, ricominciavo tutto da capo. Insomma, ho queste piccole manie.

Dove vedrà la partita?
Non voglio dirlo pubblicamente, ma c’è un ristorante italiano a Londra dove con Franco Baldini e altri abbiamo già visto in passato delle partita.

Probabilmente nemmeno John Henry, il proprietario del Liverpool, vedrà la partita allo stadio. Non vorrebbe vederla con lui?
Credo che John sia a Boston, ma che verrà a Roma per il ritorno.

È un derby tra bostoniani.
Si, è un cosa piuttosto interessante.

In passato sareste potuti essere soci in affari.
Ma non credo. A meno che tu non ti riferisca ai Red Sox.

Si, proprio ai Red Sox.
Se avessi investito nei Red Sox, sarei stato un socio di minoranza. Era un discorso fatto con altre persone e alla fine John con altri hanno preso il controllo della squadra. Se ci penso credo che non sarebbe stato possibile fare un lavoro migliore di quello fatto da John e gli altri con la squadra.

Nel giugno scorso, a Boston, in un pranzo con John Henry avete chiuso per Salah. È stato un affare per loro prenderlo a 42 milioni?
Se lo guardi adesso, è stato un affare incredibile. Il problema è che in quel periodo Salah aveva detto a Monchi di voler andare via e aveva ancora un solo anno di contratto. Voleva tornare in Premier per mettersi alla prova, cosa che ha fatto. Ci sono stati diversi club che ci hanno mostrato interesse per Momo, anche a cifre vicine a quelle del Liverpool.

È rimasto sorpreso dal rendimento di Salah in questa stagione?
Onestamente? Sì. Probabilmente perché qui a Roma era utilizzato in un ruolo diverso. A Liverpool hanno trovato il modo migliore per metterlo in campo, da noi era schierato da ala sinistra con Dzeko al centro dell’attacco. Ed Edin ha segnato 39 gol la scorsa stagione. Quello che mi stupisce di più sono le sue doti di finalizzazione, a Roma non aveva la stessa capacità. Forse in Premier ci sono delle porte più grandi? È fantastico vederlo giocare e ogni volta che segna mi dico: “Santo Dio!”.

Molti giocatori non esultano quando segnano alle loro ex squadre, ha avuto modo di parlarne con lui?
No, ma so che molti dei nostri giocatori lo hanno fatto. È rimasto in contatto con molti ex compagni e ci sono stati scambi di tweet. Ci sono ottimi rapporti e spero ci sia un grande saluto per lui all’Olimpico. Non vedo perché non dovrebbe essere così, almeno a inizio partita.

Klopp ha chiesto ai tifosi del Liverpool di portare rispetto alla Roma e al suo autobus dopo quello che è successo al Manchester City (assaltato dai tifosi dei Reds ndr).
La storia tra City e Liverpool è differente da quella con la Roma. Credo sia ridicolo quello che è successo e non penso ci saranno problemi. I tifosi inglesi e quelli giallorossi dovrebbero pensare: “Siamo in semifinale, è grandioso, pensiamo a festeggiare piuttosto che fare pazzie.

Come sono cambiati i suoi rapporti con i tifosi della Roma?
All’inizio c’era un po’ di scetticismo: “Da dove vengono questi americani?”. Abbiamo dovuto dimostrare che non eravamo venuti per fare soldi facili in un breve periodo, piuttosto che avevamo intenzione di investire nella Roma e costruire qualcosa. Siamo ancora all’inizio, nonostante le presenze costanti in Champions e le semifinali. Credo che questa sia una prova. A volte la mia frustrazione deriva da un piccolo gruppo di tifosi che non capisce che stiamo provando a fare le cose nel modo giusto. Ma credo che le cose vadano un po’ meglio ultimamente. E comunque datemi un’altra settimana (ride ndr).

La Roma è tra le migliori quattro della Champions, ci sono squadre come il Psg e il City che hanno probabilmente una maggiore potenza economica ma questa sera guarderanno le semifinali alla tv.
Ci sono squadre che dovrebbero esserci ma in realtà sono fuori. Il Manchetser United ha più soldi di noi, così come il Chelsea. Per essere sempre nella top 5 o nella top 10 servono diverse cose, una di queste è un flusso costante di entrate, proprio come lo hanno loro. Qundo avremo il nostro stadio, il nostro parco e diversi sponsor come quello con Qatar Airways, credo che potremo essere sempre tra le otto finaliste. Ma comunque non è solo una questione di soldi. Ecco perché abbiamo voluto fortemente Monchi, per le sue capacità di lavorare con budget bassi e trovare giocatori giovani o sconosciuti per creare un’ottima squadra. E ha fatto un buon lavoro.

Come si intrecciano i flussi costanti di entrate e il mercato?
Ogni squadra ha giocatori che vanno e che vengono. Guarda la Juventus con Pogba. Nel caso di Salah, voleva tornare in Premier per dimostrare il suo valore, mentre Pjanic aveva una clausola rescissoria. Vorremmo lavorare sempre meno con le clausole rescissorie ma a volte non puoi fare nulla e non hai scelta.

Completi questa frase: in cinque anni vorrei che la Roma…
Avesse uno stadio, vincesse una Champions, uno scudetto e una coppa Italia. E che mi lasciasse i pochi capelli che mi restano (ride ndr).

Come pensa finisca il campionato? La Roma ha ancora da fare…
Dobbiamo entrare in Champions in un modo o nell’altro. Abbiamo delle gare delicate da giocare, per esempio contro la Juventus, ma tutte sono molto importanti. Il campionato italiano è molto, molto difficile a livello tattico. Non possiamo pensare alla Juventus quando ci mancano delle partite che possono sembrare più facili ma che in realtà non lo sono affatto.

È mai stato a Kiev?
No. So dove si trova ma non ci sono mai stato. È una bella città, un amico che viene da là me ne ha parlato. Mi piacerebbe andarci.

Ma ha le sue superstizioni, va a vedere la Roma solo nelle partite in casa…
Non è una partita in casa per chiunque avrà la fortuna di giocarla….

Niente la impedirebbe di guardarla?
No, credo proprio di no.

Se la Roma dovesse battere il Liverpool all’Olimpico, farebbe il tuffo nella stessa fontana pagando la multa?
La multa non è niente ma credo di aver finito con i tuffi nella fontana. Ci sono un sacco di altre cose da fare.

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Allenamenti

Liverpool, la Roma torna in hotel dopo la rifinitura (FOTO e VIDEO)

Mancano poche ore all’inizio di Liverpool-Roma. I giallorossi questa mattina hanno lasciato intorno alle 10.00 l’Hotel Titanic, sede del ritiro inglese, per una breve seduta di rifinitura sotto una leggera ma fitta pioggia. Il rientro è avvenuto intorno le 12.43. Ora spazio per la siesta poi la riunione tecnica prima della grande sfida di Anfield. 

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Calciomercato

Roma, gli occhi Monchi su Bremer dell’Atletico Mineiro

La testa è alla Champions e al finale di campionato, ma Monchi non smette certo di ragionare sulla Roma che verrà. I colpi in prospettiva sono un marchio di fabbrica del d.s. e l’ultimo calciatore finisco nella sua lista è Bremer dell’Atletico Mineiro. Secondo quanto fa sapere il giornalista Andersinho Marques tramite il proprio profilo Twitter, il direttore sportivo sarebbe vicino all’acquisto del difensore appena ventenne.

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Liverpool, Karius: “I nostri tifosi saranno l’uomo in più”

Poche ore alla sfida tra Liverpool e Roma, valida per l’accesso alla finale di Champions League. Il portiere dei Reds, Loris Karius ha rilasciato un’intervista al quotidiano Liverpool Echo sulla partita. Queste le sue parole:

Siete nervosi per il match?
È la partita più importante per me e per molti miei compagni. È normale essere un po’ nervosi, credo aiuti a dare il meglio di sé. La Roma è veramente forte, lo ha dimostrato nell’arco di tutta la competizione. Per nessuno di noi è stato un sollievo il sorteggio. Batterla non sarà un compito facile, ma in due gare può succedere di tutto. Dovremo essere concentrati dall’inizio alla fine”.

I tifosi vi daranno una mano
Naturalmente il pubblico ci darà una mano, ma spetterà a noi sul campo fare la partita. Loro saranno il nostro dodicesimo uomo, avranno un grande impatto su di noi e sulla squadra che ci affronta. La Roma sa a cosa va incontro.

Sulla gestione della doppia sfida:
Cercheremo di tenere la rete inviolata e di difenderci bene, questo dovrebbe aiutarci a passare il turno.