Categorie
NEWS

Barcellona, la Roma arriva in hotel. Alle 17.30 la conferenza stampa di Di Francesco (FOTO e VIDEO)

La Roma è arrivata a Barcellona presso l’hotel che ospiterà i giallorossi fino alla partita di domani valevole per i quarti di finale di Champions League. A guidare il gruppo c’erano i dirigenti Francesco Totti e Morgan De Sanctis. I calciatori sono scesi alla spicciolata e si sono diretti verso l’albergo. Ha chiuso il gruppo Radja Nainggolan, il grande dubbio di formazione di questa vigilia. Il belga porta ancora addosso i segni dell’infortunio e camminando trascinava leggermente la gamba ma dovrebbe farcela per il match di domani. Qualche minuto dopo è arrivato lo staff e altri membri della Roma Bruno Conti, Stefano Desideri e Vito Scala accompagnato da Christian Totti. Il figlio dell’ex capitano si trova a seguito della squadra e avrà l’opportunità di incontrare Leo Messi nel post partita. Presenti circa una decina di tifosi venuti ad acclamare i loro beniamini. Alle 17.30 è prevista la conferenza stampa di mister Di Francesco e alle 18.15 la rifinitura al Camp Nou. 

Categorie
NEWS

Monchi: “Non ci sono squadre invincibili, siamo soddisfatti di Di Francesco”

Il direttore sportivo giallorosso, Monchi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media spagnoli El Periodico e L’Esportiu. Ecco le sue parole:

A L'Esportiu

In un quarto di finale di Champions League contro il Barcellona, per una squadra come la Roma è impossibile schivare le pallottole?
Ovviamente è più facile per le big. Quando si arriva ai quarti, non ci sono avversari facili. E, attenzione, questo vale anche per il Barcellona. Però non possiamo chiudere gli occhi davanti all’evidenza, ci sono squadre più favorite di altre: Barcellona, Real Madrid, Manchester City e Bayern Monaco per citarne 4.

Perché vede il Barcellona così favorito?
Per gli stessi motivi che vedono tutti, no? Per il calcio che fanno, per la loro storia, per le vittorie, la tradizione, l’esperienza, l’obiettivo e la necessità che hanno, perché sono stati costruiti per vincere la Champions ogni anno.

A questa domanda molti, tra cui Guardiola, rispondono sempre: “Perché hanno Messi, che è il migliore”.
Magari il Barcellona fosse soltanto Messi! Magari tutte le nostre preoccupazioni arrivassero soltanto da lui! Guarda, Messi è certamente il migliore. Come ha fatto l’altro giorno a Siviglia, è in grado di risolvere una gara in appena 60 secondi, ma per me è soltanto una parte molto importante dei successi del Barcellona. Il Barcellona è sempre stato un club immenso, che gioca un calcio fantastico con giocatori che, con o senza Messi, formano un blocco impressionante.

È evidente che lei abbia analizzato il gioco del Barcellona per anni. Oltre a Messi, chi le piace?
Oltre a Messi, che è meraviglioso, adoro il nuovo equilibrio che fa vedere il Barcellona sul campo. È migliorato tantissimo nella transizione difesa-attacco. Mi piace, e molto, come si sono adattati al nuovo sistema, un tradizionale 4-4-2. E a livello individuale mi piacciono tutti, o quasi tutti. Mi piacciono i due centrali, mi piace la capacità di recupero di Umtiti, l’uscita del pallone di Piqué, l’abilità di Rakitic, l’equilibrio che dà Busquets e la sua saggezza, il lavoro di Suarez e i suoi gol. Non c’è bisogno che parli ancora di Messi, vero?

Crede che Ernesto Valverde abbia portato al Barcellona qualità che prima non aveva?
Non ha dato nulla che non aveva, ma ha dato qualcosa di diverso. Né migliore, né peggiore, ma diverso. E i risultati dimostrano che questo qualcosa funziona. E molto bene.

È evidente che lei, il tecnico e i calciatori della Roma credete di poter eliminare il Barcellona.
Tutti gli sportivi pensano di poter superare qualsiasi sfida, si preparano per questo. E molto. Non ci sono squadre invincibili e questo lo sanno tutti, anche il Barcellona, anche se in questa stagione hanno perso soltanto 3 partite delle 48 che hanno giocato. Ma io, quando gioco questa partita nei miei sogni, vedo spazi, difetti, opportunità di gol. Vedo tutto questo guidato dalla speranza ma, ovviamente, quando mi sveglio, so che non sarà facile.

Che Barcellona si aspetta mercoledì? Crede che andrà subito all’attacco per chiudere il discorso qualificazione nella prima gara al Camp Nou?
No, non credo. Penso che all’inizio saranno cauti. Non vorranno farci segnare un gol o due, perché sarebbe dura. Vedo ovviamente un Barcellona dominante e una Roma che proverà a mettere pressione ai blaugrana, provando a verticalizzare quando recupereremo il pallone.

Crede che Di Francesco abbia preparato una marcatura speciale su Messi?
Non ne ho davvero idea. Parlerò con il mister durante il viaggio di domani (oggi, ndr). Non credo che faremo qualcosa di speciale su Messi, però ripeto: non so ancora nulla.

Vedremo qualcosa della Roma del futuro, della sua Roma, al Camp Nou?
Vedremo una squadra che ha molta voglia di essere protagonista, di competere, di piacere, di lottare, di non mollare, di fare il suo calcio, ma queste non sono caratteristiche della Roma di Monchi, ma della Roma di sempre. La Roma che vogliamo per il futuro non sarà facile da costruire e mantenere. È un club, una squadra, un’idea che ci permette di stare sempre vicino al successo in alcune occasioni e/o competizioni, di andare all’assalto. Al momento questo mi rende orgoglioso, ho il supporto della società e la fiducia dello staff tecnico e dei giocatori per poterlo fare o, almeno, provare a farlo.

Non ha la sensazione che il calcio sia diventato pazzo?
Beh, io direi più che lo è diventato il mercato, non il calcio.

Sì, è vero, mi perdoni, che il mercato sia impazzito.
Sì, sì, dopo Neymar il mercato è impazzito e non ha più senso.

Si riferisce a quando l’ha comprato il Barcellona o quando l’ha acquistato il PSG?
Mi riferisco ai 222 milioni pagati dal PSG al Barcellona. A partire da quel giorno, il mercato è impazzito e si chiedono vere e proprie fortune per calciatori minori.

È chiaro che questo sia un problema serio per chi, come lei, sta provando a ricostruire la rosa della Roma per portarla più in alto.
Beh, sì, chiaramente questo ci colpisce, ma la follia colpisce anche i club milionari, anche se in misura minore. Ma credo che tutto questo prima poi passerà e tutto tornerà alla normalità. O almeno mi piace pensarla così, spero di non sbagliarmi.

A El Periodico

Come vede la doppia sfida contro il Barcellona?
Molto complicata. Il Barcellona è chiaramente favorito, per il suo calcio e la sua storia, ma la Roma ha il potenziale per poter competere con qualsiasi squadra, Barcellona incluso. Se sfrutteremo le occasioni che avremo e seguiremo i dettami di Di Francesco, avremo la possibilità di andare in semifinale.

Crede che la Roma sia sottovalutata?
È impossibile conoscere l’opinione di tutti, quindi trarre questa conclusione vorrebbe dire generalizzare. Il tecnico e i calciatori del Barcellona ci rispettano.

Come dovrebbe giocare la Roma per creare problemi al Barcellona?
La chiave sarà quella di giocare senza perdere la nostra essenza. La Roma è una squadra che pressa molto alta, con una difesa avanzata e delle linee molto strette. Conosciamo le qualità del Barcellona e proveremo ovviamente a contrastarle, ma soprattutto dobbiamo essere noi stessi, dobbiamo seguire la nostra filosofia.

Cosa ne pensa del Barcellona di Valverde?
Ha uno stile diverso, che non considero né migliore né peggiore. Il livello di eccellenza è rimasto intatto con Valverde, e in questo lui ha molto merito. In campionato non ha perso una sola gara, nella Coppa del Re è arrivato alla fine ed è ai quarti di Champions. È il massimo che ci si potesse aspettare a questo punto della stagione.

Pensa che il Barça abbia guadagnato forza in difesa diventando però meno vistoso?
Forse sì. Ora il Barcellona ha più equilibrio tra attacco e difesa, è più solido.

Ha vissuto tutta l’evoluzione di Messi. Crede che l’argentino sia al suo meglio?
Sembra incredibile, ma sì, penso sia così. A parte la sua grande capacità di giocare a calcio, è maturato molto, e questo gli permette di scegliere cosa fare in ogni momento della gara. È in un bel momento. È un piacere vederlo giocare, e siamo fortunati a vivere la sua epoca.

Neymar è passato al PSG per 222 milioni: cosa ha pensato quel giorno?
In quel momento non ho analizzato molto cosa potesse significare quel trasferimento, ma è chiaro che nel mondo del calcio ci sia un prima e un dopo. Ci sono state cessioni molto alte da allora, come quelle di Dembélé, Coutinho, Van Dick… Il Barcellona è stato bravo a contrastare la partenza di un giocatore importantissimo, uno dei tre migliori al mondo, senza farlo notare nei risultati.

Conosce bene il calcio francese. Pensa che Dembélé possa far bene a Barcellona?
Penso di sì, ci sono tutte le condizioni per far bene. Ora ha solo bisogno di tempo. È un giocatore giovane arrivato al Barcellona dopo un trasferimento molto costoso, poi si è fatto male al suo esordio. Questo lo penalizza molto, ma se saranno pazienti con lui, potrà esplodere in qualsiasi momento.

Un buon esempio può essere Under.
Sì, è un caso simile. Lo conoscevamo molto bene ed eravamo convinti che fosse un calciatore in grado di fare grandi cose nel calcio importante. L’unico dubbio era sul suo adattamento, visto che è un giocatore giovane che non aveva mai lasciato la Turchia. Di Francesco l’ha capito e gli ha dato tempo, ecco perché ha giocato poco nella prima parte di stagione. Alla fine sono venute fuori le sue qualità. È un peccato che, per un piccolo infortunio, Under non possa giocare al Camp Nou.

Quando ha deciso di lasciare Siviglia, credevo che potesse firmare per qualsiasi club al mondo. Perché ha scelto la Roma?
È stata una decisione matura e pensata. Ero contento di poter fare un’esperienza in Italia, un calcio che non conoscevo molto, e volevo lavorare in un club dove potessi avere la stessa libertà che avevo a Siviglia. Me lo hanno promesso e lo stanno facendo, quindi sono felice.

Il calcio italiano sta rispettando le aspettative che si era fatto quando è arrivato a Roma?
Sì. Il campionato italiano è molto competitivo. Ora sta acquistando anche diverse qualità individuali e ci sono buoni allenatori. Si sta rinforzando.

Ha dovuto adattarsi?
Sì, più di quanto mi aspettassi, visto che è stato tutto molto veloce. Dopo aver lavorato tutta la mia vita a Siviglia, anche io sono dovuto cambiare, c’erano cose del Monchi di Siviglia che non servono a Roma e viceversa. Ho dovuto conoscermi meglio. Ho deciso di lasciare la mia comfort zone e crescere professionalmente, ed è per questo che sono contento di come le cose stanno andando in questa nuova esperienza.

C’è mai stata la possibilità di diventare il ds del Barcellona?
È una canzone che mi accompagnerà per sempre, ma la verità è che non ho mai avuto contatti con il Barcellona. Solo voci e indiscrezioni.

È più difficile acquistare giocatori da ds della Roma o del Siviglia?
Acquistare giocatori è sempre complicato, ma la verità è che a Roma c’è una pressione maggiore rispetto a Siviglia. È un club molto grande che ha tradizione in Italia, perciò tutto quello che succede a Roma ha una grande ripercussione mediatica. In più, non vince nulla da anni. Arrivare dove vogliamo, comunque, ha bisogno di tempo, e il club lo capisce.

Una delle prime decisioni che ha preso è stato scegliere Di Francesco come allenatore. Non sarebbe stato più facile prendere un veterano per iniziare?
Non ci abbiamo pensato molto, era il profilo che stavamo cercando. È un tecnico calmo, che prende decisioni con tutta la naturalezza del mondo. Inoltre conosce il club perfettamente, avendo giocato qui per 4 anni in cui ha anche vinto uno scudetto. Sta soddisfacendo le nostre aspettative iniziali.

Categorie
SERIE A TIM

Giudice sportivo, Roma multata per lancio di fumogeni

Multa per lancio di fumogeni dal settore ospiti e sesto cartellino giallo per Daniele De Rossi: questi i provvedimenti notificati dal giudice sportivo nei confronti della Roma dopo la partita di Bologna. Ecco quanto si legge in una nota della Lega di Serie A:

"Il Giudice Sportivo dott. Gerardo Mastrandrea, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 2 aprile 2018, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:

Ammenda di € 5.000,00 : alla Soc. ROMA per avere suoi sostenitori, al 30° del primo tempo, lanciato sul terreno di giuoco, un fumogeno che costringeva l’Arbitro ad interrompere la gara; sanzione applicata ai sensi degli artt.4 comma 3 CGS e 62 comma 2 NOIF (cfr C.S.A. del 13 gennaio 2017 – C.U. n. 129/CSA).

SESTA SANZIONE 
DE ROSSI Daniele (Roma)"

Categorie
NEWS

Nainggolan: “Sto alla grande, altrimenti non sarei partito”

"Mi sento bene, alla grande, o altrimenti non sarei partito". Ci pensa Nainggolan a dipanare i dubbi circa il suo stato di forma alla vigilia del match contro il Barcellona al Camp Nou. La Roma, in partenza dall'aeroporto di Fiumicino alle 10.45 per raggiungere la città iberica, sarà impegnata domani alle 20.45 nell'andata dei quarti di finale di Champions League: il 'Ninja' ha voluto rilasciare qualche battuta ai cronisti presenti per tranquillizzare i tifosi. Eusebio Di Francesco ha inserito il belga nella lista dei convocati, insieme a Lorenzo Pellegrini. Escluso, invece, Cengiz Ünder che resta nella Capitale. In attesa dell'imbarco per il volo anche Francesco : lo storico capitano, neo dirigente giallorosso, viaggia al seguito della squadra come ormai consuetudine.

 

 

Categorie
CHAMPIONS LEAGUE

Bojan: “Barcellona-Roma? Per i giallorossi importante segnare, in casa e col supporto del pubblico tutto può succedere”

Doppio ex della sfida di domani fra Barcellona e Roma, Bojan si è raccontato ai microfoni di Marca. Ecco le sue parole:

Se la sente di dare un pronostico?
Il Barcellona è avanti. Ma non perché ha di fronte la Roma, per l'attuale stato di forma. Ha un potenziale più elevato rispetto alla rivale. Il Barcellona è favorito per prestiggio, squadra, giocatori e per l'attuale stato di forma. Inoltre, lo è anche perché per me è un chiaro candidato a vincere la competizione. 

Conosci bene la squadra romana, come si preparerà per la partita?
L'obiettivo sarà giocarsi la qualificazione a Roma ottenendo un buon risultato domani. Cercheranno di segnare, hanno calciatori rapidi in avanti e altri con esperienza. Cercheranno in tutti i modi di evitare di lasciarsi sfuggire le chance di qualificazione già nella prima gara. Non credo ci saranno molti gol. Non sarà facile per il Barcellona segnare.

Si aspetta un catencaccio?
Non credo. Non vedo un catenaccio, ma una squadra tosta. Lo spirito romano e la loro mentalità li spingerà a dare tutto. Se il Barcellona non chiuderà la contesa, questo spirito poi crescerà. I romani sono molto passionali e combattivi. Il grande obiettivo della Roma è segnare al Camp Nou, mentre quello del Barcellona dovrà essere non subirne. Se i blaugrana vinceranno la prima partita riuscendo a mantenere la porta inviolata, sarà molto complicato per la Roma perché poi è difficile che il Barcellona non sarà nelle condizione di segnare al ritorno. La chiave, quindi, è che la Roma non segni al Camp Nou. Se si arriverà alla seconda partita con opzioni con la Roma, questa squadra in casa e con i tifosi alle spalle è davvero pericolosa. Sono un gruppo che nelle ultime stagioni è cresciuto, arrivare ai quarti di finale non gli succedeva da tanti anni.

Qual è il contributo di Di Francesco come tecnico?
Non si caratterizza per avere uno stile di calcio propriamente italiano, per questo sostengo che non vedremo un catenaccio al Camp Nou. Ovviamente è scontato che il Barcellona ti condiziona molto con il suo gioco. Di Francesco ha una squadra portata a giocare aperta e non gli resta invece che chiudersi ed essere difensivo contro il Barcellona. Inoltre, è una gara ad eliminazione della Champions League. Ho visto in questa stagione i giallorossi e hanno un gruppo di giocatori di altissimo livello, alcuni molto creativi. La mentalità dell'allenatore è che la sua squadra giochi un calcio attraente.

Ora che non è più in campo, la figura di Totti influenza la squadra?
Per i giocatori avere Totti vicino è un privilegio. Con il suo nuovo incarico non so se scende nello spogliatoio, ma è presente in ogni viaggio o allenamento. Solo questo basta per essere una motivazione in più per i giocatori. Quando ero lì, sapere che nella squadra c'era Totti era un plus. Giocare nella sua stessa squadra garantiva ogni volta motivazioni extra per la sua importanza. Conosciamo la Roma perché è un grande club, però la si identifica molto con Totti perché ha disputato tutta la propria carriera lì con successi e meriti incredibili. Ha contribuito a far rispettare la Roma in Europa. Per questo ha tutta questa importanza come giocatore e come persona, anche se ora ricopre un altro incarico.

De Rossi è l'estensione di Totti?
Daniele ha un altro profilo e non si può comparare. È il capitano, un romano cresciuto in questo club con spirito da guerriero e grande qualità.

A questa Roma non manca qualche figura?
Le squadre italiane si caratterizzano sempre per l'essere un gruppo unito. In un'era in cui il Calcio italiano è governato dalla Juventus, comunque quest'anno ci sono Napoli e Roma che stanno lavorando bene, lottando magari per lo Scudetto, ed è una chiara prova che stanno facendo le cose per bene. La Roma è una squadra con giocatori interessanti. Dzeko fa la differenza. Elk Shaarawy anche dà il suo contributo. Al centro c'è De Rossi. E hanno un giovane calciatore turco, Cengiz Under, che sta attraversando un buon momento.

Prima parlava della forza della Roma in casa, è tanto impressionante l'Olimpico?
I giocatori del Barcellona sono abituati a giocare in campi con un grande ambiente. L'Olimpico ha una tifoseria molto buona che sta sognando partite di questo tipo. Le attendono per tutto l'anno e sono incontri storici alla ricerca di una notte magica. Sognano di contribuire a riportare la Roma dove merita come club e come tifoseria, al pari delle migliori squadre d'Europa. Ora stanno lavorando per costruire una base solida che dia risultati. Sanno che il Barcellona è la rivale più difficile che potesse uscire dal sorteggio perché gioca il miglior calcio del mondo, però in due partite può succedere di tutto. E sicuramente la Roma avrà le sue occasioni.

Che ricordi  le restano del periodo nella capitale italiana?
Ho molti buoni ricordi. È stato il primo club ad accogliermi dopo una vita passata al Barcellona. Mi hanno accolto come fossi a casa mia, mi sono sentito molto bene. È stato un anno buono ed intenso. La Roma sempre occuperà un posto speciale nel mio cuore.

Categorie
Rassegna stampa

Plusvalenza Edin. Dal girone agli ottavi, i suoi gol valgono oro

Corriere dello Sport (R.Maida) – Servirebbero almeno due o tre Dzeko alla Roma per sperare di infastidire i mostri, o meglio i gladiatori del Camp Nou come i canali social del Barcellona hanno identi ficato i 100.000 spettatori che domani spingeranno la squadra a superare l’ostacolo italiano. Se Di Francesco può spaventare i sacerdoti del tempio, deve sperare che il suo centravanti si confermi decisivo in Champions League come è già successo in tre partite molto importanti.

SOLDI – I suoi 4 gol europei, tra Qarabag, Chelsea e Shakhtar hanno tutti cambiato il senso di un risultato e quindi della qualificazione. Nel girone hanno fruttato 3 punti preziosi, negli ottavi la promozione ai quarti e al master di Barcellona. Se fosse stato venduto proprio al Chelsea a gennaio, avrebbe portato nelle casse della società oltre 30 milioni. Ma con il contributo alla quali cazione agli ottavi Dzeko si è quasi pagato da solo il ri fiuto al trasferimento. Sperando, o meglio sognando, che non sia finita. «Sono rimasto alla Roma per poter giocare partite come questa» ha detto più volte, realizzando che mai era andato così lontano in Europa: sarà uno degli esordienti romanisti in una top eight di Champions.

ESSENZIALE – Intanto ha confermato il suo stato di grazia in campionato, segnando nella mezz’ora giocata a Bologna il suo gol numero 14. Non sono tanti come l’anno scorso ma non sono neppure pochi, se ricordiamo che Dzeko non calcia più i rigori. Se escludessimo il plusvalore del tiro libero, nella classi fica capo cannonieri della Serie A sarebbe allo stesso livello di Higuain e un gol avanti a Mertens (13 reti senza rigori). E il gap con i migliori sarebbe ancora colmabile: Immobile e Icardi sarebbero a 19 e Dybala a 17, con Quagliarella addirittura staccato a 11. Numeri che raccontano una verità: a Trigoria adesso nessuno si pente che Dzeko sia rimasto.

Categorie
Rassegna stampa

Tremila tifosi presenti al Camp Nou

La Gazzetta dello Sport – Barcellona come Madrid, che se qualcuno in Catalogna dovesse leggere magari sarebbe pure un problema. Ma tant’è, l’esodo c’è ma comunque nei limiti dell’immaginabile. Domani a Barcellona saranno circa tremila i tifosi della Roma presenti, più o meno la stessa quota che accompagnò la squadra di Di Francesco a novembre al Wanda Metropolitano contro l’Atletico, per una sconfitta comunque ininfluente ai fini della classifica del girone.

L’ESODO – Il conto è presto fatto: dei 4.500 biglietti che il club catalano aveva messo a disposizione di Trigoria, da Roma ne sono tornati indietro 1.700, poco meno del 40 per 100. Ai 2.800 tifosi che hanno acquistato il tagliando e domanisera saranno nel settore ospiti del Camp Nou, vanno infatti aggiunti altri supporter giallorossi che hanno deciso di gustarsi lo spettacolo in altri settori dello stadio. Quella quota è difficilmente calcolabile, ma certamente c’è chi ha deciso di allungare le vacanze pasquali decidendo di trascorrere a Barcellona più di qualche giorno. Sui motivi dei molti biglietti rimasti invenduti la discussione è aperta, ma resta difficile credere che la causa scatenante possano essere stati gli 89 euro del prezzo del biglietto: chi aveva infatti deciso di sostenere i costi per la trasferta, è improbabile si possa essere fermato davanti a un rialzo del costo del solo tagliando. Più facile che a scoraggiare altri tifosi sia stato l’aumento repentino del prezzo dei biglietti aerei, schizzati all’insù non appena materializzatosi l’accoppiamento del quarto di finale. I tremila di domani, tra l’altro, sono più o meno lo stesso numero di tifosi che optarono per la trasferta nel novembre 2015, quando il biglietto costava 53 euro.

Categorie
Rassegna stampa

Barça, non solo Messi: la difesa è da leggenda

Il Messaggero – A Barcellona hanno fatto di tutto per recuperarlo in tempo per la sfida contro la Roma e a quanto pare l’obiettivo è stato centrato: ieri Sergio Busquets si allenato in gruppo e potrebbe scendere in campo titolare domani al Camp Nou. Il centrocampista si era fratturato la falange del quinto dito del piede destro il 14 marzo nella gara di Champions contro il Chelsea e ha saltato le partite contro Atletico e Siviglia. Un recupero che consentirà a Valverde di riproporlo nella formazione che in Liga è l’unica ancora imbattuta (23 vittorie e 7 pareggi). Striscia positiva costruita sulla solidità della difesa che è la migliore della Champions (2 reti incassate in 9 partite) e del campionato spagnolo (15 in 30 gare). E che tiene soprattutto in casa (solo 7 gol presi, 6 nella Liga e 1 nella fase a gironi). Ma anche i giganti hanno un punto debole, quello del Barcellona si chiama Lionel Messi. Senza di lui – scrivono in Spagna – la vita sarebbe un orrore: nell’ultimo pari con il Siviglia (2-2), l’attaccante è partito dalla panchina e il Barça al 6′ della ripresa era sotto di due gol. Un vero incubo, terminato grazie alla Pulce che a un minuto dallo scadere ha agguantato il pari dopo una rete di Suarez.

NUMERI DA RECORD – Tanto è bastato per scatenare le critiche di media e tifosi che si sono chiesti che cosa ne sarà del Barcellona quando Messi andrà in pensione. Nelle amichevoli in nazionale contro Italia e Spagna, l’argentino è rimasto in panchina per via di un problema muscolare all’adduttore della coscia destra, Valverde gli aveva sconsigliato scatti e cambi di direzione troppo rapidi per evitare una ricaduta, lui ha seguito il consiglio, ma di certo la Roma non lo troverà al 100%. A confutare l’importanza di Messi nel sistema di gioco del tecnico spagnolo ci sono i numeri: nelle 14 partite che i blaugrana non hanno vinto in stagione (3 sconfitte e 11 pareggi), in quattro di queste (Juventus in Champions, Espanyol e Siviglia in Liga e Celta Vigo in Copa del Rey) non è partito titolare (in Coppa non è stato nemmeno convocato). I numeri della stagione sono spaventosi: Messi ha segnato nove gol nelle ultime sette partite del Barcellona; con la doppietta al Chelsea dello scorso 14 marzo è arrivato a quota 100 reti in Champions League; il 4 marzo contro l’Atlético Madrid ha segnato il suo 600° centro in carriera (tra club e nazionale).

100 MILA GLADIATORI – Non solo Messi, però, a mettere paura alla Roma ci sarà anche Suarez, a secco nella massima competizione europea nonostante le sue otto presenze da titolare (ha servito tre assist) e i 22 gol realizzati in Liga. Valverde utilizzerà il 4-4-2: a difendere i pali ter Stegen; la linea difensiva sarà composta da Roberto, Piqué, Umtiti, Alba; a centrocampo Dembélé (ballottaggio con Paulinho), Rakitic, Busquets e Iniesta, davanti Messi e Suarez.

Categorie
Rassegna stampa

Ünder non ce la fa. Contro il Barça l’idea El Shaarawy

La Repubblica (F.Ferrazza) – Passano per Barcellona i sogni dei romanisti, sospesi tra la delusione per il pareggio di Bologna e la speranza di trovare in Champions quella sarebbe una storica soddisfazione, all’interno di una stagione divisa tra luci (europee) e ombre (italiane). La buona notizia è che sull’aereo che questa mattina porterà la squadra in Spagna, salirà anche Nainggolan. Di Francesco deciderà a ridosso della partita di domani sera se schierare il centrocampista, ma i segnali che ha ricevuto nell’allenamento di ieri sono positivi. Radja sta facendo di tutto per farcela, nonostante il risentimento al flessore della coscia destra, intenzionato a non perdersi la sfida più attesa. Convocato anche Pellegrini, che era tornato con un fastidio dalla nazionale, mentre la notizia negativa arriva in attacco: niente da fare per Ünder. Una tegola pesante l’assenza dell’attaccante turco – che intanto rivela di aver rifiutato la scorsa estate il City per la Roma – fermato da una piccola lesione al retto femorale della coscia sinistra.

Non si demoralizza Di Francesco, emozionato per essere riuscito ad arrivare ai quarti di finale, avendo la possibilità di vivere un palcoscenico per cuori forti come il Camp Nou. «La paura non aiuta – ammette il tecnico giallorosso su RomaTv – ma guardiamo a noi stessi e affrontiamo le squadre con lo spirito giusto. Non dobbiamo accontentarci, perché è una grande soddisfazione essere arrivati fino a qui, sono felice per la Roma e per i ragazzi. Abbiamo sicuramente perso qualcosa in campionato, potevamo fare di più, ma non guardiamoci dietro». Senza Ünder toccherà molto probabilmente ad El Shaarawy giocare domani sera, insieme a Dzeko e Perotti. «Non abbiamo nulla da perdere – ammette il Faraone al sito dell’Uefa – dobbiamo cercare di mostrare il nostro spirito, sfruttando tutte le possibilità che avremo. Cerchiamo di ottenere un buon risultato a Barcellona per poi giocarcela nel ritorno, quando l’ Olimpico sarà pieno dell’entusiasmo dei nostri tifosi».

Categorie
Rassegna stampa

Il Ninja è d’acciaio e la Roma spera. Con Nainggolan è meno dura

La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese – D.Stoppini) – Dei poteri sovrumani dei ninja sono piene le biblioteche giapponesi. Si dice pure fossero in grado di controllare gli elementi naturali e cambiare forma al proprio corpo. Se il Ninja per eccellenza che vaga per Trigoria abbia deciso di utilizzare uno dei suoi superpoteri, non è dato sapere con certezza. Ma dovendo scommettere anche solo un euro, propenderemmo per il sì. Radja Nainggolan è calciatore che ha abituato tutti – alla Roma, ma era così anche nelle sue precedenti squadre – a recuperi lampo, a stiramenti che spariscono e dolori che si sciolgono come la neve di questi giorni sulle montagne. Figuriamoci, poi, se gli esami clinici di rito escludono qualsiasi tipo di lesione muscolare, come accaduto ieri mattina. La ginocchiata di sabato non ha fatto danni irreparabili, la conseguenza è semplice semplice: il Ninja, quello con la N maiuscola, è tra i 21 convocati di Eusebio Di Francesco per il Camp Nou. E le probabilità che domani possa essere tra i protagonisti che iniziano la partita sono a questo punto buone, diciamo anche alte.

ARMA – Per carità, il dubbio resisterà fino al pomeriggio di domani, se è vero che ieri Nainggolan ha svolto comunque una seduta atletica personalizzata e con ogni probabilità lo stesso farà oggi, al posto della consueta rifinitura. Ma che ci fosse spazio per un recupero si era in qualche modo intuito anche nella serata di sabato. Pasqua e Pasquetta sotto le cure dello staff medico hanno fatto il resto, Di Francesco può dunque tirare un sospiro di sollievo perché è passato da un forfait probabilissimo alla (quasi) disponibilità di un’arma tattica, oltre che tecnica, fondamentale in una serata di Champions. Nainggolan è il calciatore indispensabile per garantire dinamismo a un centrocampo monocorde, è uomo a cui Di Francesco può affidare la doppia fase, distruzione e costruzione del gioco. Bologna in questo senso è stata sinistramente illuminante, perché le prestazioni di De Rossi, Strootman e lo stesso Gerson si sono rivelate molto al di sotto di standard accettabili per la Serie A. Figurarsi se l’avversario si chiama Barcellona e se i dirimpettai sono Iniesta, Rakitic, Paulinho e Busquets, recuperato per l’occasione.

LORENZO C’E’ – Se poi, a questo punto sorprendentemente, il Ninja dovesse all’ultimo arrendersi, Di Francesco s’è almeno garantito la carta di riserva. Lorenzo Pellegrini è recuperato senza se e senza ma, l’allenamento di ieri ha dato le risposte attese e sperate, il guaio muscolare al polpaccio destro riportato in Nazionale è smaltito. Difficile pensare che, in ogni caso, Di Francesco arrivi a schierare titolari sia Pellegrini sia Nainggolan, ovvero due giocatori reduci da problemi fisici. Ma, allo stesso tempo, nella peggiore delle ipotesi (per lui) il romano sarà il 12° uomo a cui affidarsi, altro step di una crescita che la Roma non vuole far proseguire altrove. La difficoltà è tutta qui. È nella irrefrenabile voglia di Pellegrini di essere subito protagonista in partite così, e dall’altra un allenatore (Di Francesco) che ha scelto di affidarsi alla vecchia guardia a centrocampo.

PALLOTTA ATTESO – Vecchia guardia che in attacco Cengiz Under è riuscito a bypassare. Tutto bello, pure le parole del giovane turco che al mensile Spor Arena Plus ha raccontato di aver «rifiutato un’offerta del Manchester City per sposare il progetto della Roma, poi con la vendita di Salah la squadra è diventata perfetta per le mie caratteristiche». Caratteristiche che sarebbero servite domani sera al Camp Nou. Ma qualcosa è andato storto nella gestione fisica dell’attaccante. Con la Turchia aveva riportato un problema al ginocchio, poi ha comunque giocato (segnando) la seconda partita. Sta di fatto che a Trigoria è tornato un giocatore in difficoltà, con un problema muscolare al flessore che gli è costata la mancata convocazione. Non c’è lesione muscolare, ma Under resta in dubbio anche per la gara di sabato con la Fiorentina. È un piatto che esce dal menu di Di Francesco. È il giocatore che James Pallotta non riuscirà ad ammirare dal vivo: il presidente dovrebbe sbarcare a Barcellona direttamente domani, per gustarsi la sfida che nei suoi sogni dovrebbe giocarsi un giorno al Colosseo. Chissà, forse è pure per questo che ieri il profilo twitter del Barça ha lanciato il messaggio: «Benvenuti romani, 100 mila gladiatori vi aspettano».