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Allenamenti

Trigoria, giorno 12: seduta sullo sviluppo dei movimenti offensivi

Ecco il resoconto della dodicesima giornata di lavoro a Trigoria, in cui Eusebio Di Francesco ha insistito molto su alcuni aspetti dello sviluppo di gioco in fase offensiva

Ore 11.05 – Ultima parte dell'allenamento dedicata ai calci piazzti. Sul finire, chi sbaglia i rigori, effettua i piegamenti. 

Ore 10.45 – Di Francesco spiega al gruppo l'esercitazione ai calciatori. Dopo la fase offensiva sviluppata a tutto campo ora ci si esercita sullo spazio di una metà campo con i centrocampisti e gli esterni che scambiano i ruoli. L'allenatore si sofferma sull'importanza della velocità nella circolazione del pallone per far sì che si creino spazi, poiché quando la palla scorre lentamente gli avevrsari hanno modo di posizionarsi meglio in difesa. Di Francesco ha spiegato in modo minuzioso i dettagli dei movimenti. 

Ore 10.35 – Squadra divisa per reparti, ci si esercita sullo sviluppo delle fasi di gioco.

Ore 10.30 – Si inizia con torello e risveglio muscolare.

Ore 10.10 – Assenti Alessando Florenzi e Lorenzo Pellegrini

Ore 10.05 – Scendono in campo i calciatori.

Ore 10.00 – Arriva sul campo lo staff

Ore 9.30 – I preparatori atletici iniziano a mettere sul campo B i cinesini, creando un percorso.

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Calciomercato

Malcom, arriva il “mi piace” alla foto di Fuzato in giallorosso

Arriva il "like" di Malcom al post di Fuzato su Instagram, in cui il portiere brasiliano, nel giorno del suo sbarco a Roma, posava con la sciarpa giallorossa all'aeroporto di Fiumicino. Che sia un indizio sul prossimo acquisto di Monchi?

Per Kluivert è stato così: l'esterno olandese, infatti, aveva messo vari mi piace ad alcuni post della società e dei giocatori, poi divenuti sui compagni di squadra. Se la Roma riuscirà a superare l'offerta dell'Everton lo sapremo solo nelle prossime ore, per ora il tentativo giallorosso è di 35 milioni di euro più bonus per ottenere le prestazioni sportive dell'asso brasiliano. 

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NEWS

Monchi: “L’applauso dei tifosi? Mi fa piacere, voglio renderli felici”

Il Direttore Sportivo della Roma Ramon Rodriguez Verdejo, al secolo Monchi, è intervenuto ai canali ufficiali giallorossi per fare un resoconto dle ritiro di Trigoria, parlare dei nuovi arrivati e dei possibili obiettivi di mercato per rendere la squadra allenata da Eusebio Di Francesco sempre più competitiva. 

Un ritiro molto positivo. Che bilancio può fare di questa preparazione svolta qui, all'interno di Trigoria?
"Prima di tutto rispetto quello che ho detto ieri. Era una scelta un po' difficile quando abbiamo deciso di rimanere qui a Trigoria, ma credo che alla fine abbiamo trovato la strada giusta, tutti sono stati felici: i calciatori, lo staff tecnico e i dipendenti. Anche il livello del lavoro è stato buonissimo. Per questo credo che il bilancio finale di questo ritiro sia estremamente positivo".

Giudizio sui nuovi?
"Questi primi giorni sono sempre gli stessi: bisogna capire se sono pronti a livello di atteggiamento, per il cambio di squadra, per il cambio di compagni. Davvero, sono rimasto sorpreso dall'applicazione di tutti e credo che questo sia importante. E' stata una delle mie prime idee: avere qui al ritiro tutti i giocatori il più presto possibile, così da rendere più facile l'adattamento dei nuovi. A volte dimentichiamo che i calciatori sono anche persone, che hanno bisogno anche di tempo. Credo che il mister sia molto contento e io sono molto contento. Ancora manca tanto a livello fisico e a livello tecnico, a livello tattico, ma come prima impressione sono molto contento per l'applicazione verso il lavoro che hanno avuto tutti".

Abbiamo presentato molti giocatori nuovi, quasi uno al giorno.
"Non era una cosa senza pensare, era una cosa pensata. Perché sappiamo che purtroppo non ci sono stati molti giocatori della Roma e sappiamo anche che tatticamente la rosa sarebbe al completo con i giocatori dell'anno scorso. Per questo, se fossimo stati bravi a portare il più presto possibile altri giocatori, il mister avrebbe allenato il 90% della squadra fin da subito".

Felice della chiusura anticipata del mercato in questa stagione?
"Se finisse domani sarei ancora più contento. Non perché voglio andare in vacanza, ma perché ho sempre difeso l'idea che il mercato si chiuda prima dell'inizio del campionato. Così va bene per l'Italia, mi dispiace che chiuda solamente il mercato italiano. Perché a quel punto se dovessero mancare delle cessioni, saremmo un po' in difficoltà, perché non avremmo la forza. Ma è un primo step per migliorare in futuro. Il mercato non dura 2-3 mesi. Il mercato inizia quando finisce la sessione precedente. E' tanto, ma non solo per la stanchezza del direttore sportivo, che c'è comunque (ride, ndr). E' troppo, non c'è bisogno di così tanto tempo. Penso si possa fare anche in un mese, un mese e mezzo".

La tournée americana.
"Penso sia importante per due motivi. Il livello sportivo prima di tutto perché abbiamo la possibilità di misurarci con squadre di alto livello, come Tottenham, Barcellona, Madrid, e continuare la preparazione. Poi anche per il brand, perché se noi giochiamo un torneo dove giocano Real Madrid, Barcellona, Chelsea…vuol dire che siamo ad alti livelli, che stiamo lavorando bene. Questo è importante perché la crescita del brand, la crescita del nome Roma, per tutti noi che lavoriamo qui è fondamentale. E vedere la Roma con questi nomi a me piace tanto".

Non c'è una squadra che ha acquistato tanto come la Roma. Ma non è una rivoluzione.
"Stiamo provando a costruire qualcosa per il presente e per il futuro. Manca ancora qualcosina, come ho detto. La mia idea è di fare meno acquisti in futuro, ma penso che adesso abbiamo bisogno di questa piccola rivoluzione per cambiare qualcosa. Ma io penso che questo messaggio sia importante. Perché sempre si parla sempre della Roma che vende i giocatore, ma la Roma compra anche i giocatori (ride, ndr). Anche per questo bisogna inviare un messaggio positivo. Perché la Roma ha ambizione per costruire qualcosa di importante, ma non solo per un anno, per tanti anni".

Lei ieri ha fatto l'esempio del palazzo di 10 piani. A che piano è la Roma?
"Io credo che siamo vicini al piano più alto, all'attico. Ancora manca un po', non possiamo dire bugie. Ma credo che con il lavoro, con la fiducia, con il collettivo, stiamo piano piano andando più su. Credo veramente che stiamo andando avanti e che stiamo sulla strada giusta. Sono convinto che la strada che abbiamo intrapreso porti alla fine all'obiettivo che vogliamo":

Conoscere un ragazzo nel momento in cui viene acquistato… Quanto è fondamentale per un ds conoscere il ragazzo?
"E' molto importante. Perché il giocatore potrebbe essere pronto per una squadra e non per un'altra. Perché gli obiettivi sono diversi, l'entourage è diverso, anche l'ambiente è diverso. Un ds deve capire che questo giocatore ha posto fiducia in questa filosofia di gioco e di vita, che ha capito che questa è la scelta migliore per lui. A volte sono convinto che se ci pensiamo escono molti nomi di giocatori che hanno fatto molto bene da una parte e male dall'altra. E ti chiedi "Ma ci è arrivato il cugino?". No, semplicemente non trova il suo posto a livello personale e umano. Noi, come ho detto, non possiamo dimenticare che i calciatori hanno un lato umano, sono persone. E noi, noi tutti, abbiamo bisogno di trovare la tranquillità, la fiducia… Perché siamo persone. E loro sono persone. E il calciatore non dimentica mai come si gioca, ma è la persona che necessita del giusto ambiente, per sviluppare il proprio percorso da calciatore".

C'è qualche giocatore che lei ha preso che nel tempo ha fatto una carriera superiore rispetto alle sue aspettative?
"Per fortuna ho avuto giocatori che sono diventati importanti. Io posso parlare e dire che a livello sportivo parlo sempre di Daniel Alves. Perché ha avuto un percorso perfetto. E' arrivato senza nome, ha giocato nella nostra squadra che lottava per non retrocedere. Poi ha cominciato a lottare per andare in Europa. Poi ha vinto il campionato. Poi è stato venduto per tanti soldi e dopo ha vinto tanto. A livello personale, per me, un giocatore che anche ha fatto un percorso straordinario è Ivan Rakitic, perché a livello personale è difficile andare a trovare un altro così. 20 giocatori con le stesse doti tecniche, vincono tutti. Ma la mentalità sua è incredibile. Ma sono tanti e ne potrei dire tanti".

Ci ha impressionato Coric, anche per la sua personalità.
"Lui ha un vantaggio importante: è intelligente. Fuori dal campo è un ragazzo sveglio. Un ragazzo che dopo due mesi parla perfettamente italiano. E con questa qualità è tutto più facile. Ovvio, il cambio da Zagabria a Roma è importante, anche per gli obiettivi, ma lui ha le qualità per diventare un giocatore importante".

Quanto è stato importante l'applauso di ieri al Tre Fontane?
"Sì, importante. Non per il lavoro che facciamo, perché quello continua comunque. Lo stesso giorno che abbiamo venduto uno dei giocatori più importanti della squadra, arrivi all'allenamento e duemila tifosi ti fanno un applauso così. Ti fa piacere perché continui a lavorare e soprattutto ti fa avere più positività per trovare questa strada che tutti vogliamo. Perché, per loro, noi vogliamo tornare a renderli felici. Uno spettacolo. Ieri mi aspattavo sicuramente qualcosa di diverso, tipo "Vendine di più!" magari".

Il tifoso sa apprezzare.
"E' bello. Mi conoscete, sono diverso. A me piace avere un contatto diverso con i tifosi, attraverso Twitter, Instagram… Io sono fatto così, è il mio modo di lavorare, perché sono più tifoso che direttore sportivo. Mi piacerebbe essere più nella curva che nel palco. Questo è un bel segno. Che piace, che motiva, per fare una Roma più grande".

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Florenzi abbandona l’allenamento, sospetta rottura del setto nasale. Problemi al ginocchio destro per Lo. Pellegrini

"Mi sono rotto il naso". L'allarme lo lancia Alessandro Florenzi, uscendo anzitempo dal campo del Tre Fontane, dove oggi è andato in scena l'allenamento aperto al pubblico. Dopo uno scontro con Perotti, durante un'esercitazione tattica, il terzino giallorosso è stato costretto a fermarsi. Si teme la rottura del setto nasale

Problemi anche per Lorenzo Pellegrini, costretto a rientrare negli spogliatoi per un problema al ginocchio destro. 

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Allenamenti

[FOTO e VIDEO] – Ritiro, allenamento al Tre Fontane. Oltre duemila tifosi sugli spalti, problemi per Florenzi e Pellegrini

È il giorno del secondo allenamento a porte aperte per la Roma di Eusebio Di Francesco, che nel penultimo giorno di ritiro si ritrova di nuovo al Tre Fontane. Pienone per i ragazzi di mister Di Francesco che domenica partiranno per la tournée negli USA. I 2800 posti messi a disposizione dalla società sono andati esauriti in pochissimi minuti, folta la rappresentanza sugli spalti. Da registrare un problema al setto nasale per Alessandro Florenzi, costretto a lasciare il terreno di gioco dopo uno scontro con Diego Perotti. Appluasi per il ds Monchi, presente in campo prima e tra gli spalti poi con Federico Balzaretti e Ricky Massara.

Dal Tre Fontane
Giorgio De Angelis

IL RESOCONTO DELL'ALLENAMENTO

18.28 – Termina l'allenamento, applausi per Di Francesco.

18.24 – La partitella riprende a porte invertite. De Rossi torna a a fare il jolly.

18.16 – I gol di Luca Pellegrini e Perotti portano i rossi in vantaggio per 4-2, intanto viene applicata una fasciatura di Lorenzo Pellegrini, costretto a lasciare la seduta d’allenamento per un trauma contusivo al ginocchio destro. 

18.13 – Lorenzo Pellegrini subisce una botta al polpaccio e si mette a bordo campo per ricevere le cure dello staff.

18.12 – Esce El Shaarawy ed entra Cengiz Under. Poco dopo lo stesso El Shaarawy diventa jolly e De Rossi passa con la squadra rossa.

18.06 – Grandissimo gol di Dzeko che suscita l’entusiasmo dei tifosi: “Dzeko gol, Dzeko gol“ e gran bel gol anche di Schick su assist di Riccardi. Poi altre due reti in rapida successione: autogol del giovane Bianda e altra realizzazione di Dzeko.

18.04 – Nel frattempo, assistito dal preparatore Pierini, Justin Kluivert ha effettuato un lavoro specifico sui movimenti dell’attaccante esterno.

18.03 – Mentre riprende la partitella, stavolta con i portieri (Mirante per i verdi, Greco per i rossi), Alessandro Florenzi abbandona in macchina il centro sportivo, diretto ad effettuare dei controlli.

18.01 – Finisce la partitella finalizzata ad esercitare il pressing. Pausa per i giocatori che si rinfrescano.

17.54 – Justin Kluivert esce per eseguire un lavoro individuale. Entra Defrel al posto dell’olandese.

17.53 – Gol Pastore, 2-1 verdi dopo il pareggio di Perotti, cori per “El Flaco”.

17.51 – Florenzi non ce la fa ed esce dal campo con del ghiaccio sul naso. Al suo posto entra Riccardi.

17.45 – Duro scontro tra Juan Jesus e Luca Pellegrini, ma nulla di grave per i due. Anche Florenzi a terra, problema al naso per lui.

17.44 – Le squadre sono divise, De Rossi farà il jolly.

ROSSI – Karsdorp, Bianda, Juan Jesus, Luca Pellegrini, Strootman, Coric, Pellegrini, Perotti, Dzeko, Kluivert.

VERDI – Florenzi, Manolas, Marcano, Santon, Cristante, Gonalons, Pastore, Under, Schick, El Shaarawy.

17.42 – Inizia la partitella, a campo ridotto e senza portieri. Intanto dagli spalti arrivano cori per Alessandro Florenzi  e per i portieri che si apprestano ad eseguire un lavoro specifico con il preparatore Savorani.

17.35 – Termina l’esercitazione sull’uno-due e inizia una fase aerobica con skip alti, seguiti da scatti e slalom. 

17.32 – Il ds Monchi si è spostato in tribuna e assiste all’allenamento dagli spalti insieme a Balzaretti e Massara.

17.31 – Dopo una breve interruzione del lavoro col pallone per eseguire degli esercizi atletici, riprende il lavoro sulla trasmissione e  sull’uno-due.

17.25 – Finisce il torello e inizia un’esercitazione con il pallone sulla trasmissione e lo spostamento su posizione in cui si è scaricato. Dagli spalti piovono cori per Daniele De Rossi. 

17.18 – Monchi entra in campo e si siede in panchina. Applausi del pubblico per il ds.

17.16 – Inizia la fase di attivazione con il solito torello.

17.15 – Il numero di sostenitori sulle tribune del Tre Fontane è salito circa a 2000.

17.12 – I giocatori sono scesi in campo, dirigendosi al centro del campo con una corsetta, salutando i tifosi presenti che hanno risposto con cori d’incitamento.

16.58 – La squadra è arrivata al centro sportivo.

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Pastore: “Qui per ritrovare gli stimoli, sto lavorando per interpretare il ruolo di mezzala come chiede Di Francesco”

Javier Pastore, neo acquisto estivo della Roma, è stato intervistato ai microfoni della tv del club. Queste le sue parole:

Le tue prime sensazioni di Roma…
Bene, molto bene perché i ragazzi sono stati gentili e sono molto bravi. Sto passando dei bellissimi giorni. Ci stiamo allenando bene per cominciare al meglio.

Che cosa ti ha convinto a venire a Roma?
Ho scelto Roma perché ho avuto la possibilità di venire qua, tutti sanno che cos’è la Roma e che squadra è. Avere una possibilità di arrivare in una squadra forte come questa che ha un mister importante è stato uno dei motivi. Poi ho parlato con Balzaretti che mi parla tanto di questo progetto. Poi la città è magnifica con dei grandi tifosi. Speriamo di fare bene.

Quello che ha fatto la Roma in Champions ti ha aiutato nello scegliere i giallorossi?
Si, lavora bene insieme, ha fatto un percorso bellissimo. E’ una cosa importantissima e speriamo di arrivarci anche quest’anno.

Con che spirito sei arrivato?
Volevo cambiare e avere stimoli diversi. Al PSG sono stato molto bene, 7 anni con grandi campioni ma non avevo più lo stimolo di giocarmi il posto con qualcuno. Dovevo stare dietro e volevo questa sfida.

Sei stato l’acquisto più caro della Ligue 1 quando sei arrivato là…
Non è stato facile restare là. Cambia i giocatori e ho avuto la fortuna di stare lì e giocare le mie partite. Ho vinto tanti trofei, sono contento delle scelte che ho fatto nella mia carriera. Questa sarà un’altra.

Come ti stai trovando con Di Francesco?
E’ diverso da quello che facevo a Parigi. La mezzala è diversa, ma mi trovo bene. Mi sto allenando tanto per arrivare a fare quello che lui mi chiede. Poi è abitudine e spero di stare bene fisicamente come adesso.

Il PSG ha comprato anno dopo anno tanti campioni senza vincere la Champions. Che cosa ci vuole?
A noi è mancata la fortuna anche, abbiamo sbagliato le partite importanti. Siamo usciti con Barcellona e Real, molto difficile batterle ma non impossibile. Arrivare con tutti i giocatori al 100% è fondamentale e per vincere hai bisogno di una squadra lunga e con ricambil. Alla Roma ci sono, ci sono tanti giovani che vogliono fare bene.

L’anno scorso sono mancati i gol a centrocampo…
La mezzala del mister deve arrivare quasi sempre in zona gol per fare assist o gol. Speriamo di arrivarci tanto e di segnare anche. L’ importante è avere gli attaccanti contenti, se loro sono in fiducia anche la squadra lo è.

Il derby qua è importante, tu hai fatto 3 gol al Catania…
Il primo di testa su assist di Balzaretti (ride, ndr). A Palermo si sente tantissimo ed è stato molto bello, perché non riprovarci?

In Argentina ti ha lanciato la partita contro il River. Hai vinto 18 trofei ma ti manca quello con l’Huracan…
Abbiamo perso il campionato all’ultima partita, una partita molto strana. Abbiamo preso gol con fallo sul portiere. E’ stato brutto perché potevamo dargli quella coppa dopo tanti anni che non vincevano niente. A me ha lanciato per stare in Europa e sono molto felice del percorso che ho fatto lì.

Stanno tornando campioni in Serie A. Che idea ti sei fatto su Ronaldo?
Contro la Juve ho vinto le 4 partite giocate a Palermo. Con il suo arrivo cambierà tantissimo, ma già abbiamo grandi squadre come l’Inter che ha preso giocatori di grande livello, la Juve e poi la Roma. Il campionato crescerà sempre di più.

Quale allenatore ti ha dato di più?
Non riuscivo a giocare in prima squadra ma Angel Cappa mi ha dato fiducia. A Palermo anche Rossi mi ha dato consiglio tattici, movimenti che mai avevo allenato prima che mi hanno dato la forza per giocare a questo livello.

Quel Palermo era fortissimo…
Si, abbiamo avuto il secondo anno una squadra forte. Giocavamo bene insieme. C’era Miccoli, Nocerino, Hernandez. Siamo arrivati in finale di Coppa Italia contro l’Inter. Ho passato due anni magnifici.

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[VIDEO] – Monchi: “La Roma è ambiziosa, sono sicuro al 100% che questo è un progetto vincente. Se non vinco in 1 o 2 anni vado via”

Monchi, direttore sportivo della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la conferenza stampa di presentazione di Justin Kluivert. Queste le sue parole:

“Buongiorno a tutti, siamo qui per la presentazione di Justin, un acquisto importante per la società. Abbiamo preso un giocatore forte per il presente ma fortissimo per il futuro, ha un’immensa qualità e tutti lo conoscete. Sono convinto che diventerà un giocatore importante per il futuro della Roma”.

Quanto è stato difficile arrivare a un giocatore giovane ma ambito come Kluivert? 
Non tanto facile, non so dire quanto ma è stata una trattativa complicata perché un giocatore così, del ’99 e con questa prospettiva di futuro è un giocatore voluto da tutti. Ma dico sempre la stessa cosa, quando c’è la volontà del giocatore tutto diventa facile. La prima volta che ci siamo visti è stata importante per fargli capire che nel suo percorso la Roma sarebbe stata un posto ideale.

Soddisfatto del lavoro della squadra nel ritiro?
Tantissimo. Credo che la scelta di lavorare a Trigoria è stata buona, abbiamo lavorato benissimo. Per me è stato un bel ritiro, credo che abbiamo fatto quello che il mister aveva nella sua testa.

L’offerta del Liverpool per Alisson rientra nelle offerte irrinunciabili? Olsen è il favorito adesso?
Prima di tutto vorrei dire che fino ad adesso non abbiamo chiuso niente. L’affare si chiude quando tutto è pronto, è vero che Alisson è a Liverpool, è vero che siamo in fase avanzata e per questo è là, ma ancora non è chiuso. Se tutto fila normale penso che chiuderemo presto. L’ho spiegato tante volte, il lavoro di un d.s. non è solo un lavoro di comprare i giocatori, ma anche quello di capire in ogni momento qual è la cosa migliore per la società. In società è importante anche il profilo economico, non solo quello sportivo. È arrivata un’offerta fuori mercato, siamo tutti d’accordo. Abbiamo valutato i pro e i contro e alla fine abbiamo fatto una scelta di parlare con Liverpool per trovare l’accordo. È un messaggio di mancanza di ambizione? Per me no, la Roma continua allo stesso livello e forse di più. Abbiamo venduto due giocatori rispetto l’anno scorso, seppur importanti, e ne abbiamo presi 10, più di tutti. E stiamo continuando a lavorare per trovare calciatori che ci facciano diventare una squadra importante. La parola ambizione è una parola che a volte non si capisce bene, cos’è? Fare le cose con la testa, senza testa esplode tutto. Io non voglio fare cose che mettano in difficoltà la società e abbiamo purtroppo, ad esempio, squadre importanti di questo paese che stanno fallendo. C’è l’esempio di una squadra storicamente fortissima dell’Italia che in questo momento non può giocare in Europa. Ci sono squadre in Italia che hanno difficoltà a fare la rosa per le decisioni della Uefa. Sono arrivato qui per provare a fare una squadra forte non per un anno, ma per tanti anni, sono convinto al cento percento che ci riesco. Ma prima di arrivare al decimo piano bisogna salire i primi nove. Io dico una cosa: l’anno scorso in questo momento dicevamo lo stesso su Salah, Rudiger, Paredes. Penso che la squadra abbia fatto la migliore stagione degli ultimi 10 anni. È vero parlare di ambizione, ma con la testa. Alisson è fortissimo, non so se il miglior portiere del mondo, ma anche lui ha dovuto fare un percorso. L’anno scorso adesso si parlava che dopo l’uscita di Szczesny fosse finito il mondo e dopo abbiamo visto un portiere che aveva bisogno di tempo. So che spesso il tempo per i tifosi non esiste, ma a volte le società ne hanno bisogno.

Olsen le piace? 
Avevo fatto finta di non ascoltare. Vero che Robin è una possibilità ma non l’unica, stiamo lavorando senza fretta e con tranquillità. Abbiamo Mirante, Fuzato e i ragazzi per oggi, è meglio essere convinti e trovare condizioni economiche migliori per la società che fare qualcosa sotto pressione. Voi mi conoscete, la pressione è il mio nemico peggiore da sopportare, non c’è nessuno che mi mette più pressione di me stesso.

Il fermento dei tifosi mette pressione sul mercato? Olsen e Malcom possono essere opzioni per rendere la Roma competitiva?
Non credo che troverete un direttore sportivo più vicino al pensiero dei tifosi di me. A volte divento troppo tifoso, troppo. Io devo prendere decisioni in base a quello che mi sembra meglio per la società. Oggi una parte di tifosi è arrabbiata, magari un altra no, ma sappiamo che quando vince la Roma sono tutti contenti. Non c’è nessuno che protesta in quel caso, lo sono tutti. Questo è il mio lavoro, trovare questa strada per conseguire una squadra più forte possibile, così i tifosi sono contenti. Mi metto nella loro testa, sono stanchi delle parole, Roma non è stata costruita in un giorno. Sono arrivato da 14 mesi. Ritorno a quello che ho detto prima, stiamo presentando Justin Kluivert e 3 mesi fa sarebbe stato impossibile. Tutti mi dicevate, ma come lo prendi? Lo vogliono tutti, e invece adesso è qui. Pastore, alcuni di voi e a volte troppi, è un messaggio subliminale. mi dicevate che è impossibile, e anche lui è stato qui con me. Questo è quello giusto da dire, oggi qualcuno di voi m’ha chiesto di Malcom parlandone come una follia, tu invece mi hai detto che è una possibilità. Questo è giusto da dire, non solo della vendita di Alisson e Nainggolan, ma degli acquisti che si stanno facendo. Questo è il mio telefono (alza il cellulare, ndr), e oggi sto ricevendo tanti complimenti. Non solo per la vendita, a me non mi piace farla, ma penso sia giusto farlo, ma li ricevo per la squadra che stiamo facendo. È bello forse che oggi per i tifosi sia un giorno così, qualcuno potrebbe capire l’operazione per la società e altri no, ma avere la possibilità di parlare di giocatori importante è giusto da dire.

I giocatori che cerchi possono mantenere alto il livello di competitività? 
È andato via Radja che è fortissimo, Alisson che è forte. Ma sono rimasti qui giocatori che hanno fatto l’anno scorso una stagione transitoria e che credo possano fare meglio quest’anno e sono arrivati giocatori forti, e ne arriveranno. Stiamo lavorando per fare la rosa più competitiva possibile, manca ancora un mese e nella mia testa ci sono cose che mi fanno ben sperare.

Quanto è stata importante la volontà di Alisson? Ha pensato anche di tenerlo? 
Io posso dire parole di ringraziamento per Alisson, non ho sentito mai la pressione del ragazzo di voler andare, ma alla fine ha accettato perché gli è piaciuta la possibilità di andare. Il suo comportamento con me è stato da 10, ma è vero che la sua volontà è importante. Se lui mi dice di non voler andare via, può arrivare un’offerta di 200 milioni e non lo lascio andare. Non ho mai sofferto la sua pressione. Il lavoro di un d.s. è di capire il prima possibile quello che succede. Se io penso di prendere Kluivert, lo chiamo una volta, poi gli scrivo una seconda volta, la terza volta anche e non mi dice niente, forse inizio a capire che della Roma non gliene frega niente. Se io sento del Real, del Chelsea, inizio a capire che qualcosa può succedere. O faccio finta di non capire e andare avanti, o capire che qualcosa può succedere e trovare la soluzione migliore per la società. L’altra volta ho detto che se Alisson fosse andato via avrei fatto io il portiere. La gente può dirlo, ma che cazzo va a dire questo? Penso che sia il meglio per la società, l’ho fatto per questo. A volte devo fare cose che i tifosi e voi non capite, ma devo farlo. Negli ultimi mesi ho capito che qualcosa sarebbe successa, quando arrivano club forti economicamente uno deve iniziare a capire che qualcosa potrebbe succedere.

Il mercato della Roma è stato tale perché pensava già ad una cessione di Alisson? 
La mia forma di lavorare è sempre uguale, a volte si trovano occasioni giuste altre no. Ma il mio obiettivo è avere la rosa il prima possibile perché così l’allenatore può lavorare con più tempo e conoscendo il modo di lavorare di Eusebio era un suo obiettivo quello di avere i giocatori il prima possibile. Non cambia niente, io sono un direttore che lavora con gli scout, quando faccio le cose sono prima pensate.

N’Zonzi può essere un obiettivo? Seguendo il mercato delle altre squadre, reputa la Roma come la seconda forza? 
Su N’Zonzi faccio prima i complimenti per il Mondiale. Più di questo non posso dire, l’ho portato a Siviglia e tutti sanno che mi piace tanto ma credo che non è un obiettivo reale per noi. Sulla lavagna e sul tavolo tutti siamo forti, ma dopo bisogne competere. L’anno scorso si parlava di una squadra che faceva un bellissimo mercato e dopo non ha reso, anche io pensavo al loro mercato l’anno scorso. A volte manca qualcosa per diventare una squadra forte. Non cambia nulla dire a che livello è la squadra, il mio obiettivo è di fare la squadra forte. Abbiamo un vantaggio, quello di avere un allenatore tra i più forti dell’Italia se non il più forte, abbiamo uno spogliatoio con ambizione e testa, questo è importante. Come ho detto c’è uno spirito collettivo di tutta la società. Sembra filosofia ma è importante, quando tutti vanno nella stessa direzione è più facile arrivare all’obiettivo. I miracoli non si possono fare, la mia faccia è questa, brutta.

Qual è il piano per Kluivert nella squadra? 
Abbiamo tutti grande fiducia sul suo percorso, ma come ha detto lui prima bisogna ancora lavorare tanto, viene da un calcio diverso. Abbiamo tanta fiducia in lui, veramente tanta.

Come si combatte il rischio che i giovani possano non avere tempo per raggiungere gli obiettivi col club? 
Io capisco che la parola tempo è difficile da usare in questa sala conferenze, perché arriva questo direttore sportivo dalla Spagna e chiede tempo ai tifosi della Roma, gli rispondono di tornare a Siviglia di nuovo. Io non posso fare niente se la Roma non ha vinto nel 2011, nel 2012. Ho fatto questa predizione di tempo ma so che non esiste, ma è un po’ necessario. Siamo arrivati terzi in campionato e in semifinale di Champions, una piccola parte di fiducia la merito. So che sono tutti stanchi, loro vogliono vincere ma io metto la faccia sempre. Sono convinto al massimo, se dopo due o tre anni non vinco niente prendo l’aereo e vado, è l’unica cosa che posso dire. Capisco tutti i tifosi, non dimentichino che io ho fatto il direttore sportivo per caso, prima di tutto sono un tifoso.

Monchi a fine conferenza scherza sulla partita tra staff e giornalisti:Un’ultima cosa se mi permettete. So che non siete tutti responsabili, ma non ho avuto nessuna domanda riguardo la sconfitta subita ieri da voi per mano della società, mi aspettavo un commento ma non l’ho avuto. Ho anche parato un rigore, qualche domanda la meritava (ride, ndr)”.

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[VIDEO] – Kluivert: “Voglio mostrare le mie qualità e andare oltre a quello che ho fatto in Olanda. Ci prenderemo le nostre responsabilità, Totti è un esempio”

 A Trigoria è il giorno della conferenza stampa di presentazione di Justin Kluivert. Ecco le parole dell'olandese classe 1999:

Quali sono le tue caratteristiche e in cosa pensi di poter migliorare? 
Penso che le mie qualità principali siano la velocità, l’uno contro uno e la concentrazione in campo e penso sempre al gol. Devo migliorare tutto perché sono ancora molto giovane, ma sopratutto la fase difensiva.

Quali sono le differenze che hai trovato negli allenamenti? Come ti stai trovando con le richieste di Di Francesco?
In Olanda non dormiamo nel centro sportivo ogni notte, questa è la differenza nel ritiro, ma credo sia una cosa positiva per fare gruppo, conoscere i compagni di squadra ed entrare presto in forma. Inoltre qui il centro sportivo è di primo ordine, così come il cibo, le infrastrutture, le persone. C’è tutto per migliorare.

Qual è il tuo obiettivo principale per la stagione? 
È quello di mostrare le mie qualità, andare oltre quello che ho fatto in Olanda e mettermi in mostra nel mondo. Sono ancora giovane e devo migliorare tanto, io non vedo l’ora di iniziare la stagione. Con la squadra che abbiamo penso che si possano fare cose importanti.

L’esperienza di tuo padre in Italia ti sarà preziosa per conoscere questo calcio? 
Sì, ho parlato ovviamente con lui. Mio padre è stato qua e conosce bene l’Italia, ma non abbiamo parlato solo della Serie A ma l’abbiamo fatto ad ampio raggio su quello che un calciatore ha bisogno di fare per raggiungere i massimi livelli, è un percorso che lui ha seguito e conosciuto e voglio seguire le sue orme e i suoi consigli.

Vedi la Roma come un punto d’arrivo o come un punto di partenza? 
Penso che per me sia un grande passo quello di essere venuto alla Roma dall’Olanda per la mia carriera, arrivo in un grande campionato. La Roma è ambiziosa nel crescere per il futuro, quello che farò non lo posso sapere, magari resterò per sempre o magari cambierò squadra, non si può mai dire.

Voi giovani vi sentite di caricarvi di responsabilità? 
Questa è una buona domanda, dovremo dimostrarlo sul campo. Io farò del mio meglio, non ci sono solo io ma tutto il gruppo di calciatori e penso sia possibile. Poi dobbiamo dimostrarlo, a parole possiamo dire quello che vogliamo ma si dovrà vedere sul campo ed è la volontà mia e dei miei compagni.

Che impressione si ha del campionato italiano visto dall’estero?
Non credo che sia inferiore rispetto alla Liga o alla Premier, il calcio italiano è fatto di grandi club e grandi calciatori, l’ultimo esempio è l’arrivo di Ronaldo alla Juve, è positivo per il movimento italiano. Forse ha attraversato un momento difficile ma sta recuperando rapidamente terreno e sta tornando ad altissimi livelli.

Come vivrai questa esperienza alla Roma?
È un passo importante per la mia carriera ed è una bella sfida, non soltanto calcisticamente ma anche nella crescita come persona. Sto trascorrendo questo primo periodo da solo nelle infrastrutture del club. Non vedo l’ora di iniziare e spero possa essere un’esperienza formativa sia calcisticamente che non.

Cosa vuol dire per te avere un esempio come Totti? Sembra abbia sentito tuo padre per convincerti… 
Francesco è un grande esempio e una leggenda, è normale guardare a lui e avere l’ambizione di raggiungere un giorno i suoi livelli, per guadagnarsi il rispetto della gente. Quello lo puoi fare solo sul campo, devi far parlare le gambe sul campo. Ho parlato con lui ma solo dopo essere arrivato, non ha avuto un ruolo nel mio arrivo qua al club ma è certamente un punto di riferimento.

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Mercato Roma, Monchi punta N’Zonzi

Secondo quanto riferito alla nostra emittente dalla giornalista e conduttrice Francesca Ferrazza, la Roma starebbe preparando il colpo a centrocampo: Steven N'Zonzi del Siviglia, neocampione del mondo con la Francia, nel Mondiale di Russia. Il calciatore, gra fisico coi suoi 196 cm di altezza, sarebbe il regista ideale per Eusebio Di Francesco da piazzare davanti alla difesa per difendere e creare gioco. Il classe '98 è valutato circa 25-30 milioni e vanta 23 esperienze in Champions League (2 di qualificazione) e 7 in Europa League

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Allenamenti

Trigoria, giorno 11: squadra al lavoro tra palestra e piscina

Niente campo oggi per gli uomini per Di Francesco. L'undicesimo giorno di ritiro si apre con la seduta mattutina, svolta interamente tra la zona acque e le palestre. Con la squadra che divisa in gruppi ha svolto principalmente lavoro atletico e idroterapia. Solo i portieri hanno lavorato sul campo con Marco Savorani.