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Torino-Roma: dubbio Strootman-Cristante, ma occhio a Kluivert

Alle 18.00 si giocherà Torino-Roma, esordio stagionale per i giallorossi di Di Francesco che dovrà decidere chi tra Strootman e Cristante affiancherà De Rossi e Pastore a centrocampo.

La difesa è certa, il portiere anche, ma in attacco potrebbe arrivare una sorpresa: l'esordio di Justin Kluivert dal primo minuto come ala sinstra. Di seguito le probabili formazioni dei quotidiani. 

IL MESSAGGERO: Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Strootman, De Rossi, Pastore; Under, Dzeko, El Shaarawy.

LA GAZZETTA DELLO SPORT: Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pastore, De Rossi, Cristane; Under, Dzeko, El Shaarawy.

CORRIERE DELLA SERA: Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pastore, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, El Shaarawy.

CORRIERE DELLO SPORT: Olsen; Florenzi, Fazio, Manolas, Kolarov; Cristante, De Rossi, Pastore; Under, Dzeko, El Shaarawy.

IL TEMPO: Olsen; Florenzi, Fazio, Manolas, Kolarov; Strootman, De Rossi, Pastore; Under, Dzeko, El Shaarawy.

LA REPUBBLICA: Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Strootman, De Rossi, Pastore; Under, Dzeko, Kluivert.

IL ROMANISTA: Olsen; Florenzi, Fazio, Manolas, Kolarov; Pastore, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, El Shaarawy.

 

 

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[VIDEO] – Torino-Roma, Di Francesco: “Abbiamo preso calciatori e uomini forti”

Torino-Roma sarà la gara d'esordio dei giallorossi, in programma domani alle ore 18.00 allo stadio Grande Torino. La partita sarà diretta dall'arbitro Di Bello della sezione di Brindisi, coadiuvato dagli assistenti Posado e De Meo; quarto uomo Abbatista; var Massa; avar Tonolini.

Ecco le parole dell'allenatore della Roma Eusebio Di Francesco alla vigilia della partita d'esordio della stagione 2018-2019:  

Sta per iniziare il suo secondo campionato alla Roma. Differenza rispetto allo scorso anno?
"Sicuramente sì. Sono cambiate tante cose, è cresciuta la consapevolezza, è cresciuta un'idea e per quello sono molto contento di aver confermato quest'anno e nello steso tempo vogliamo partire benissimo per la prima trasferta insidiosa con il Torino".

Tanti nuovi acquisti e tante conferme. Quanto è difficile scegliere l'11 titolare per Torino-Roma?
"
È normale che io sia in difficoltà, significa che abbiamo messo dentro giocatori con qualità importanti che hanno inoltre avuto la possibilità di allenarsi con continuità in questo periodo. Per quello sono contento e vi assicuro che ho delle difficoltà nel mettere giù la prima formazione, ma ben vengano. A me piace preparare le partite avendo qualche dubbio, non mi piace avere troppe certezze".

Chi è più in condizione tra Pastore e Cristante?
"Secondo me sono tutti e due in ottima forma con caratteristiche differenti. Dipende da quale io vorrò, potrebbero essere entrambi nella partita, quello non lo svelerò oggi sicuro. Dico solo che sono due giocatori che potrebbero partire dall'inizio per il loro percorso in pre-campionato, per la loro crescita e per le caratteristiche diverse che hanno. Perché ho sentito spesso parlare di due trequartisti, ma io credo che uno si, l'altro può farlo ma è più un centrocampista come caratteristiche tecniche, parliamo di Cristante, Pastore è più rifinitore".

Sfida intrigante tra due grandi centravanti. Cos'ha in più Dzeko di Belotti e viceversa?
"Tanta esperienza in più per Edin. Dal mio punto di vista hanno caratteristiche tecniche del tutto differenti magari Belotti sta più nella partita a livello di determinazione, di cattiveria, di attacco della porta e della profondità, di continuità di corsa. Mentre Dzeko è più di qualità dal punto di vista del gioco e di quello che esprime durante la gara. Non credo che siano paragonabili anche se Belotti mi piace tantissimo per come si muove, per quello che fa anche per la squadra".

Al netto di possibili cessioni, ora ci sono 9 centrocampisti. Vuole sempre partire con il 4-3-3 oppure pensa ad altre soluzioni con questo ampio ventaglio di scelte?
"Il fatto che io abbia 9 centrocampisti non cambia il sistema di gioco, sennò torniamo a parlare di numeri o di sistemi che poi diventano dinamici. Però credo che ci saranno delle possibilità che qualcuno possa uscire, come ci sono altri giocatori giovani come Coric che sto utilizzando da esterno alto. Per quello anche visto che non ci sarà Perotti che ha avuto un problema alla caviglia durante l'allenamento di ieri e non è convocato, sicuramente mi darà una possibilità in più come esterno alto, ha le caratteristiche per poterlo fare. Per quanto riguarda Zaniolo, penso che abbia realmente delle grandissime potenzialità però dietro c'è anche un percorso di crescita. Calcolando che è un giocatore che non ha mai giocato in Serie A ma ha fatto una presenza, nel complesso si è cercato di mettere giocatori dentro con caratteristiche importanti e così quando li cambio non vi lamentate che magari non sono all'altezza. Allora vi dico solo che per poter essere competitivi su tutti i fronti dobbiamo avere giocatori tutti pronti ad essere titolari".

Come vede Nzonzi, che nella conferenza stampa di presentazione auspicava di poter giocare anche con De Rossi. Quale potrebbe essere la soluzione per vederli insieme?
"Andate sempre molto avanti, mi piace perché mi volete aiutare. Si è allenato una volta con la squadra, non sarà convocato per questa gara, ha bisogno di rimettersi in condizione perché ha fatto pochissimi allenamenti a Siviglia, è un campione del Mondo e per quello ha festeggiato giustamente una grande vittoria per la Francia. Il fatto di giocare vicino a De Rossi, perché no? Non sono più integralista, non mi chiudo in partenza e si può pensare a tante soluzioni. Detto questo non significa che mai lo farò, poi  se lo dovessi fare sono due giocatori che sì potrebbe dar vita a un dualismo, ma hanno le caratteristiche anche per coesistere".

Se fosse dipeso da lei, domani avrebbe fatto giocare il campionato dopo i fatti di Genova o avrebbe preferito che nessuno giocasse?
"Colgo l'occasione per esprimere la mia vicinanza ai familiari per quello che è accaduto alla città di Genova, è stato come vivere un film, un paradosso. Ritengo che sia giusta la richiesta di rinvio di Samp e Genoa, come è giusto che noi giochiamo anche per onorare, dare un segnale di continuità, sport, serietà e modo di fare. Per quello credo che siano importanti gli atteggiamenti, magari se uno non avesse giocato sarebbe andato al mare o a teatro, o a farsi un giro. Se tutti fossimo rimasti a pregare per due tre ore in casa avrei anche potuto accettare un discorso del genere però io credo sia giusto continuare a giocare, con grande rispetto per quello che è accaduto a Genova".

Alla luce della fine del mercato, sei soddisfatto o manca ancora qualcosa? L'eredità di Alisson è ben riposta in Olsen?
"Io credo siano state fatte tante scelte legate a tante altre situazioni come le cessioni. Abbiamo messo dentro tanti giocatori e più che parlare di quantità, parlerei di qualità di quelli che abbiamo inserito. Penso ci sia tanta prospettiva e tanti giocatori pronti. Poi, non è facile sostituire Alisson, uno dei migliori se non il miglior portiere al mondo. Robin è un portiere che si è messo subito a disposizione, ha delle qualità importanti al Mondiale e spero che le riporti anche con la Roma, a partire da domani perché sarà titolare".

Che effetto leggere che le squadre arrivate dietro la Roma, con bilanci ancora monitorati dall'Uefa, cercassero gente come Modric, Vidal, Milinkovic, ovviamente mai accostati alla Roma?
"Penso che pure noi abbiam parlato di Messi (ndr). Si è parlato tanto ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Credo che queste squadre si siano rinforzate, ma anche la stessa Lazio che ha mantenuto giocatori importanti e ha inserito elementi interessanti, la Fiorentina stessa, il Torino che affrontiamo domani. Guardiamo anche a quelli che sono stati sotto di noi che magari non sono tra le grandi ma hanno messo giocatori di qualità. Ma un po' tutta la Serie A è migliorata, anche nelle zone di bassa classifica. Il calcio italiano, a partire da CR7, ha aumentato la sua qualità in campo. Sarà ancora un campionato più difficile e sono convinto che lo sarà anche la partita di domani, anche se se ne sta parlando poco, sia per storia sia per qualità dei giocatori del Toro. Anche l'allenatore prepara le partite con straordinaria meticolosità".

Ieri Monchi ha nominato Florenzi tra quelli che possono ricoprire il ruolo di esterno destro offensivo. Considerando il ritorno di Kardsorp, c'è la possibilità di vederlo lì o lo considera solo come un terzino?
"In base alle partite che andremo a fare deciderò. Un volta con il Barcellona mi sono messo col 3-4-3. Dipende sempre da quello che vuoi fare. Rick è rientrato bene, ha avuto un piccolo infortunio durante il suo percorso di rientro, non è ancora al top ma è in crescita, mentre Florenzi, a me che piace lavorare su determinati ruoli e concetti, lo ritengo ancora un terzino. Sapendo però che può ricoprire anche il ruolo di esterno alto con caratteristiche diverse da quelle che posso cercare di solito".

Ritiene di avere un organico migliore rispetto allo scorso anno?
"Lo vedremo con il campo e la crescita dei risultati. Dirlo adesso sarebbe inopportuno. Sono partiti giocatori importanti, magari è saltato qualcuno che avremmo voluto, ma nel complesso sono soddisfatto di quello che abbiamo messo dentro. Calciatori e anche uomini veramente interessanti sotto molti punti di vista. Poi in questa rosa visto che il mercato è ancora aperto in altre nazioni potrebbe uscire qualche giocatore, più che arrivare. Abbiamo veramente tanti uomini e magari potremmo sfoltire ancora".

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Rassegna stampa

[RASSEGNA STAMPA] – Eusebio l’equilibrista

IL MESSAGGERO (S.Carina) –  Il mercato in entrata s'è chiuso senza sorprese. Non poteva essere altrimenti. Senza la partenza di Perotti, Monchi non se l'è sentita di accontentare Di Francesco esaudendo la richiesta dell'esterno destro di piede mancino. Under rimane quindi l'unico calciatore con le caratteristiche che chiede il tecnico sulla fascia offensiva destra. Perché se è vero, come ha ricordato il ds, che in quel ruolo ci possono giocare Kluivert, Perotti, El Shaarawy, Schick e Florenzi, nessuno dei citati ha le caratteristiche tecniche per convergere al centro come chiede l'allenatore. Un neo in una campagna acquisti che regala comunque a Eusebio una rosa competitiva per confermarsi in zona Champions ed esser pronto, eventualmente, ad approfittare di un passo falso della Juventus.

IL COMPITO – Il compito del tecnico sarà quello di regalare equilibrio alla squadra, garantito nella passata stagione dal trio Nainggolan (ceduto)-De Rossi-Strootman. Nella costruzione estiva targata Monchi, è nata infatti una Roma fortemente a trazione anteriore. Due terzini che spingono, due intermedi più propensi alla fase offensiva che a quella difensiva e tre attaccanti. E anche se le amichevoli sono fatte proprio per sperimentare nuove situazioni di gioco, non è passato inosservato come in ogni gara (ad eccezione dei dilettanti del Latina) la Roma abbia subito almeno una rete (per un totale di 9 in 4 match). A livello difensivo, sembra difficile poter ripetere l'exploit della passata stagione (secondo reparto del torneo) anche se l'arrivo di Nzonzi regala maggior solidità. Il francese, alternandosi con De Rossi, è un calciatore capace di garantire gli equilibri in mediana, dove Pastore e Cristante sono chiamati a regalare quei gol che spesso lo scorso anno sono mancati ai centrocampisti. Ma guai a far fuori in partenza un talento puro come Pellegrini che ha le caratteristiche per essere uno dei due interni capaci di garantire le due fasi che chiede il tecnico. Per non parlare di Strootman che già a Torino ha prenotato una maglia da titolare. In avanti Schick, con una preparazione alle spalle, si candida a qualcosa in più che essere il vice Dzeko. Per ora il totem bosniaco non si smuove e al suo fianco potrà contare sulla vivacità di Under e sulla qualità di Kluivert, da molti ritenuto la possibile sorpresa del campionato. Perotti e El Shaarawy rappresentano l'usato sicuro, vogliosi di non farsi sorpassare nelle gerarchie dall'olandese. A partire da domani.

GIOCA OLSEN – Si riparte da Torino, in trasferta (lontano dall'Olimpico nella passata stagione Di Francesco in campionato ha perso solo con la Juventus), dove lo scorso anno la Roma vinse con un gol di Kolarov. Proprio la difesa, è il reparto chiamato a ripetersi con gli innesti di Marcano, del redivivo Karsdorp e la freschezza di Bianda e Luca Pellegrini che si aggiungono ad una base solida, priva però di Alisson. La cessione del brasiliano è pesante (18 gare senza subire reti e 8 successi di misura per 1-0 in campionato, più 5 clean sheet in Champions) anche se Olsen, almeno a parole, dice di non temere nemmeno Cristiano Ronaldo: «Pronto a fermarlo». Di Francesco ripartirà proprio dallo svedese, spazzando via le perplessità su una possibile alternanza con Mirante in avvio. Belotti, il primo esame.

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Rassegna stampa

[RASSEGNA STAMPA] – Pallotta risponde a De Laurentiis: “Ma cosa ti fumi?”

La scorsa stagione c’era stata la polemica a distanza con Elliott, Fassone e il Milan, questa volta tocca invece a De Laurentiis e il Napoli. Anche se, in verità, questa volta è stato proprio Pallotta a essere trascinato nella polemica direttamente da Aurelio De Laurentiis, il suo collega del Napoli, come ricorda La Gazzetta dello Sport. «Ho sempre il dubbio che il vero proprietario della Roma sia anche quello del Liverpool – le parole del numero uno azzurro –. Un uccellino me lo ha detto qualche mese fa. Ma se così fosse queste due squadre non potrebbero nemmeno fare la Champions…». Il tempo di metabolizzare che non fosse uno scherzo ed è arrivata subito la prima replica, quella del d.g. Mauro Baldissoni, affidata ai microfoni di Roma Radio: «De Laurentiis dice che glielo ha detto un uccellino, ma francamente non so chi, mi viene da pensare che forse frequenta gli uccellini sbagliati. Forse dovrebbe parlare con gli usignoli, che cinguettano melodie e non sciocchezze. Mandiamo un saluto affettuoso a De Laurentiis, ad Ancelotti, che è sempre nel cuore di tutti noi romanisti, e a tutto il Napoli. A cui facciamo un in bocca al lupo per il campionato, a lui come a tutte le altre squadre». Poi, nel pomeriggio, è arrivata anche la replica di James Pallotta. Stavolta affidata all’account ufficiale Twitter della Roma, quello in inglese: «Cosa pensi stia fumando De Laurentiis laggiù a Napoli? Se trova ancora quel piccolo uccellino, magari scoprirà anche che siamo i proprietari di Bayern o Barcellona», il tutto con tanto di tag all’account di De Laurentiis. Tanto per far sì che non ci fosse il rischio che il presidente del Napoli non lo leggesse. Tra l’altro, Pallotta ha utilizzato la stessa frase che usò John Henry, proprio il proprietario del Liverpool, in un tweet del 23 luglio 2013, quando l’Arsenal provò ad acquistare Luis Suarez per un prezzo ritenuto da Henry troppo basso. E non è un caso che Pallotta, per rispondere a De Laurentiis, abbia utilizzato una frase proprio di Henry, quasi ad assecondare in modo sarcastico la tesi del numero uno del Napoli. Del resto, Pallotta ed Henry (proprietario anche dei Red Sox di baseball) sono amici da anni e per alcune cose sono anche soci in affari. Una comunanza che nasce da Boston, la città in cui sono nati e cresciuti entrambi.

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Calciomercato

Leon Bailey, l’ultima tentazione di Monchi

Monchi è tentato da Leon Bailey. L'ala destra di piede mancino tanto agognata dal ds e da Eusebio Di Francesco potrebbe corrispondere al profilo del calciatore giamaicano del Bayer Leverkusen. 

Il costo del cartellino sembra proibitivo: 50 milioni. Troppo. Secondo il giornalista di Sportmediaset Giammarco Menga, intervenuto ai nostri microfoni, la Roma potrà spingersi fino ad un'offerta di 40 milioni, la stessa presentata per Malcom. Non resta che aspettare le 20. 

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Baldissoni: “De Laurentiis frequenta uccelli sbagliati”

Secondo il dg della Roma Mauro Baldissoni "De Laurentiis frequenta uccelli sbagliati" . Così la società giallorossa replica alle parole che il presidente del Napoli ha rilasciato in un'intervista fiume al Corriere dello Sport. 

Il numero uno degli azzuri aveva infatti parlato della Roma al quotidiano sportivo, prima riferendosi alla cessione di Alisson e poi all'asse di mercato Roma-Liverpool, che secondo il vulcanico patron del Napoli avrebbe un inquietante retroscena: "Io Alisson non lo avrei dato via neanche per 100 milioni. Per lui ne avevo offerti 60, ma i giallorossi non hanno voluto cedermelo. Ho sempre il dubbio che il vero proprietario della Roma sia anche quello del Liverpool, un uccellino me lo ha detto nell’orecchio qualche anno fa ma se così fosse queste due squadre non potrebbero nemmeno fare la Champions".

Vista l'eco delle dichiarazioni, Baldissoni ha tenuto a rispondere tra il serio e il faceto attraverso la radio ufficiale del club: "Alla fine del calciomercato ci si concentra sul campionato. Che Serie A sarà? Le sensazioni sono sempre buone. Sapete che è il campo a dare le risposte, siamo fiduciosi. Speriamo di dare delle gioie alla gente. L'anno scorso abbiamo avuto bei momenti e contiamo di poterli rivivere. Aurelio De Laurentiis forse frequenta gli uccellini sbagliati, forse dovrebbe parlare con gli usignoli, che cinguettano melodie e non sciocchezze. Facciamo un in bocca al lupo al Napoli, ad Ancelotti e a tutte le squadre". Questione chiusa, con buona pace di tutti i dietrologi. 

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Nzonzi: “Posso ricoprire tutti i ruoli del centrocampo, l’obiettivo deve essere vincere. Monchi sa farlo, lo ha già fatto, ora occorre lavorare”

A Trigoria è il giorno di Steven Nzonzi. Il francese, neo campione del Mondo in Russia con la sua Francia, si presenta ai microfoni dei cronisti presenti. Ecco le sue parole:

Che giocatore sei? Che tipo di contributo puoi portare?
Sono un centrocampista centrale. Il mio compito è di recuperare palloni e di far giocare la squadra. È difficile dire che tipo di centrocampista io sia. L’obiettivo è dare il massimo.

Fra quanto pensi di essere al top?
Spero il più rapidamente possibile. Le vacanze sono terminate e ora sono felice di essere qui. Ho lavorato per essere al top fisicamente ma spero veramente presto, perché voglio aiutare la squadra.

Qual è la concorrenza più difficile? Con Kantè in nazionale o con De Rossi?
Sono tutti e due grandi giocatori. Non si possono paragonare, sono diversi. Sono in concorrenza con loro ma penso di poterci coesistere. Per esempio contro la Danimarca ho giocato insieme a Kantè. Nella mia carriera ho ricoperto tutti i ruoli del centrocampo, posso giocare anche con il doppio mediano.

Hai esordito a novembre con la nazionale e da qualche settimana sei campione del mondo. Il ds del Siviglia non ha mai nascosto la tua volontà di voler andare via. E' stato il titolo che ti ha spinto a cambiare la tua situazione?
No, non è la vittoria della Coppa del Mondo che mi ha spinto a cambiare. A Siviglia ho trascorso tre anni bellissimi, ma sentivo la necessità di una nuova sfida e per questo sono qui in un grande club che mi farà crescere e voglio abbracciare questa nuova sfida in un grande club.

L'obiettivo è fare meglio della scorsa stagione. Dove si può spingere questa Roma?
La Roma ha fatto una grande stagione ma l'obiettivo è migliorarsi sempre. L'obiettivo di un grande club come la Roma è vincere e spero di raggiungere traguardi importanti, certo è facile a dirsi ma più difficile a realizzarsi perché bisogna lavorare tanto ed a fondo, ma ci proveremo fino in fondo.

Ci spieghi la storia dell'apostrofo? Sai che la Roma ha sempre giocato con il 4-3-3?
Il mio nome è senza apostrofo, anche se qualcuno lo scrive con l'apostrofo normalmente è senza. Sul piano tattico io sono a disposizione della squadra e dell'allenatore, il compito del calciatore è di adattarsi alle necessità della squadra e dell'allenatore. Al di là dei moduli quello che conta è la disposizione tattica, dobbiamo adattarci è importante che ci sia una buona comunicazione tra i calciatori che scenderanno in campo, capire i dettami dell'allenatore ed avere un buon risultato in campo.

Sei un centrocampista abituato ad aiutare la difesa o ti piace anche inserirti tra le linee? Come ti vedi nel centrocampo di Di Francesco?
Sì, come ho detto sono pronto alle necessità della squadra. E' vero, mi sento a mio agio davanti alla difesa, ma ho giocato in altri ruoli del centrocampo ed anche in posizioni più avanzate. E' questioni di adattamenti, mi piace coprire tutti i ruoli del centrocampo, ma dipenderà anche dalle caratteristiche dei miei compagni di centrocampo. Sul tipo di giocatore che sono può parlare meglio di me chi mi ha visto giocare.

Monchi ti ha già voluto al Siviglia. Con lui hai vinto.Quale qualità del Monchi di Siviglia speri di ritrovare qui a Roma?
E' vero, Monchi mi ha aiutato molto a Siviglia e come succede ovunque ci sono momenti straordinari e difficili. Monchi sa vincere, ha già vinto, arrivo in un nuovo club che spero di conoscere meglio al più presto. La cosa più importante è lavorare duro sul piano personale e collettivo e dimosrare con quello che si fa in campo.

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Monchi: “La società è pronta sempre per investire e per fare una squadra più forte. Prendere qualcuno più forte di Malcom? Nzonzi lo è”

Il direttore sportivo giallorosso ha risposto alle domande dei cronisti presenti durante la conferenza stampa di presentazione di Steven Nzonzi. Ecco tutte le parole di Monchi:

“Buongiorno a tutti. Siamo qui per presentare un campione del mondo e anche un gran giocatore. Sono contento di averlo portato qui. Credo che abbiamo un centrocampo forte e per questo sono contento”.

Si ritiene soddisfatto del mercato?
Il mercato finisce domani. Per il mercato in entrata manca un giorno e quello in uscita resta aperto. Possiamo fare una valutazione. Sono contento di quello che si è fatto ma sono convinto che sempre si può fare meglio. Ma quello che abbiamo fatto, prendendo la maggior parte dei giocatori subito, credo che sia buono. Dopo ciò abbiamo fatto quello che avevamo pensato, continuare a guardarci intorno per vedere opportunità di mercato. Quando uno fa quello che ha nella testa deve essere contento e io lo sono.

Cos’è che l’ha spinta a scegliere NZonzi per due volte?
Ho fiducia in lui, penso sia un giocatore forte. Lo conosco bene e so dove può arrivare. Insieme a quello che abbiamo in squadra diventerà forse anche più forte. Giocare e allenarsi insieme a De Rossi, essere compagno di Cristante, Pastore e Dzeko, può farlo diventare più forte. Dopo la prima parte del mercato abbiamo cercato di migliorare una squadra già forte e penso che lui dia un qualcosa in più.

C'è possibilità di un prestito per Zaniolo e Coric?
Siamo rimasti sorpresi del livello di Coric e Zaniolo, perché il nostro lavoro è guardare il calciatore nel posto, ma poi resta il dubbio se quando vengono qui restano sullo stesso livello. E' vero che siamo tanti in questo ruolo, quindi dobbiamo pensare, soprattutto Nicolò, se hanno la possibilità di trovare una squadra in Serie A per fare uno step seguente potrebbe essere una possibilità, perché mi ha sorpreso il livello e siamo contenti e pensiamo sia pronto a giocare in Serie A e avanzare più veloce di quello che abbiamo nella nostra testa.

Avete costruito un grande centrocampo. In attacco c'è soltanto solamente un attaccante mancino. Ritenete che lì potrete ovviare con altri giocatori?
Ti ringrazio per i complimenti sul centrocampo, siamo almeno in due felici. Penso che nel ruolo di esterno alto a destra abbiamo tanti giocatori che possono giocare lì. Possono giocarci tutti: Florenzi, Schick, El Shaarawy, Perotti. Non so se abbiamo altri ruoli dove possono giocare in così tanti. Credo sia così.

Nzonzi e Pastore sono due acquisti differenti rispetto agli altri. E' un cambio di strategia, per provare a fare qualcosa in più?
Ho preso dei giocatori giovani e poi ho preso Nzonzi e Pastore. Ho sempre la stessa forma di lavorare, non credo che la strategia di una squadra come la Roma può essere solo sui giovani che hanno bisogno di tutto. E alla Roma c'è tutto meno che tempo. Prendo dei giovani e giocatori già fatti, lo scorso anno come quest'anno, è sempre il mio modo di lavorare. Abbiamo bisogno di risultati subito e quindi abbiamo preso giocatori pronti. Su 10 solitamente ne prendo 6-2-2, sei giovani, due così e così e due già fatti, questo è il mio modo solitamente di lavorare, anche negli anni passati. Il giocatore bravo e forte costa tanto, il mercato è diventato così e quando uno vuole un giocatore forte deve spendere soldi.

Su Gonalons dobbiamo aspettarci aggiornamenti?
Maxime è un giocatore della Roma, giocatore del quale posso solo parlare bene. E' vero che con l'arrivo di Steven c'è più competizione nel suo ruolo e dobbiamo parlare anche con lui, ma non dobbiamo prendere una decisione in due giorni, il mercato in uscita chiude più tardi. Si parlerà e decideremo insieme.

Sono passati parecchi giorni tra l'affare Malcom e l'acquisto di Nzonzi. Lei disse che avrebbe preso uno più forte del brasiliano, poi ha cambiato strategia. Perchè?
Non ti sembra più forte di Malcom un campione del Mondo? Steven per me è più forte di Malcom, non avevo detto nello stesso ruolo. L'ho detto, dopo la prima parte della pianificazione abbiamo iniziato a pensare a migliorare la squadra senza un ruolo esatto e definito. Malcom era una possibilità, mi sembrava un giocatore forte, con un'operazione economica vantaggiosa e per questo siamo andati avanti, cercando giocatori dello stesso ruolo ed altri giocatori ed alla fine è arrivato Steven. Fino a dieci giorni fa la trattativa era impossibile a livello economico, ma grazie alla sua voglia di venire qui, anche del papà, e grazie allo sforzo della Serie A, lui ora è qui.

La Roma è sul podio tra le squadra che hanno speso di più in Europa. Che messaggio vuole essere al calcio nazionale ed internazionale?
Noi abbiamo fatto quello che pensiamo era giusto per continuare a costruire una squadra più forte possibile. Abbiamo anche preso soldi, non solo speso, quindi la valenza più o meno è la stessa. A volte sembra che la Roma è solo una squadra che vende giocatori: mi piace questa domanda. Posso spiegare che siamo la terza che ha speso di più, non siamo una squadra che vuole solo prendere soldi, ma che ha l'ambizione di costruire un piano per andare avanti e portare più in alto possibile la società. Io posso dire la verità, questo è il mio secondo mercato, è vero che il primo così, così, ma non ho avuto mai un 'no' della società. A volte ho dovuto prendermi un minuto per convincere Pallotta, a volte un'ora o un giorno, ma ho sempre avuto la disponibilità e questo per un direttore sportivo è importante. Mi piacerebbe che questo messaggio esca fuori di qui, che la Roma non vende solo giocatori ma che ha comprato anche tanto. Sono usciti Alisson, Radja, Skorupski, Gerson, Defrel, ma abbiamo preso tanti giocatori. Dopo il campionato dirà se abbiamo sbagliato o no, questo è un altro discorso, ma la società è pronta per investire e fare una squadra più forte.

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Nzonzi a Villa Stuart: “Forza Roma!”

Steven Nzonzi è già arrivato a Villa Stuart per le visite mediche. Dopo il bagno di folla all'aeroporto di Ciampino, alcuni tifosi hanno accolto il centrocampista all'ingresso della clinica su via trionfale. Il francese si è concesso alcuni scatti e ha esclamato: "Forza Roma!". Ben detto Steven. 

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[VIDEO] – Roma, Nzonzi atterrato a Ciampino. Nel pomeriggio le visite mediche

Steven Nzonzi è sbarcato a Roma, con un volo privato atterrato alle 14.00 all'aeroporto di Ciampino, con mezz'ora di ritardo rispetto all'orari previsto a causa della bufera che si è abbattuta sulla Capitale.

Ad accoglierlo un centinaio di tifosi, entusiasti per l'arrivo del neo cmpione del mondo, che avrà il compito di prendere in mano il centrocampo giallorosso. L'accordo col Siviglia è stato trovato sulla base di 30 miioni di euro più 5 di bonus. Il calciatore avrà un contratto quadriennale e guadagnerà 3 milioni a stagione.