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Calciomercato

Machin: “Conto su N’Zonzi, per me resta importante”

Mentre la Roma si ritrova a Trigoria per la prima seduta dopo il ritorno dagli Stati Uniti d'America, il mercato di Monchi non si ferma. Il direttore sportivo giallorosso continua a lavorare su Steven N'Zonzi, anche se dall'interno del Siviglia arrivano voci discordanti. L'ultimo a parlare in ordine di tempo è stato Pablo Machin: "Conto su di lui finché non mi diranno che non potrò più farlo – le parole del tecnico degli andalusi -. Una cosa è volersene andare, un'altra è potersene andare. La società ha parlato con lui. Per me resta un giocatore importante, le sue qualità sono indiscusse ma nessuno andrà via gratis. Va trovato un accordo con il club, che insiste che venga pagata la clausola rescissoria o che si tratti per una cifra vicina. Che io sappia, al momento nessuno ha pagato la clausola rescissoria. Sinceramente ho parlato con N'Zonzi, è un professionista, riconosce che il Siviglia gli ha dato tanto e se non ricordo male ha ancora 2 anni di contratto. Dovrà convincere chi lo vuole a fare un passo avanti e deve dimostrare di valere tutti quei soldi. Ha l'opportunità di farlo qui al Siviglia, si allena bene e non avrei alcun dubbio a schierarlo in campo".

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Rassegna stampa

[RASSEGNA STAMPA] – Sfuma Suso, tutto su N’Zonzi

IL TEMPO – Osservato speciale da due anni, Suso nemmeno stavolta vestirà la maglia giallorossa. Non è un mistero che a Monchi piaccia, ce l’ha in testa da quando è arrivato nella capitale, ma non ha mai affondato il colpo. Dopo l’incontro tra il diesse e l’agente Lucci, che a sua volta ha fatto visita a Casa Milan ieri con il giocatore per una chiacchierata con la neo dirigenza rossonera, le parti si sono allontanate, sembra una volta per tutte. L’esterno spagnolo viene ritenuto un punto fisso della squadra di Gattuso: «Non si è mai parlato – ha chiarito Leonardo durante la presentazione di Strinic e Reina – di offerte, abbiamo semplicemente avuto un colloquio con il calciatore. Non abbiamo mai ipotizzato una sua partenza, non c’è niente che ci faccia pensare il contrario. Per noi lui è importantissimo». La Roma un sondaggio l’aveva fatto, ma l’idea non ha mai preso veramente corpo, anche per via del costo elevato del cartellino dello spagnolo, valutato almeno 40 milioni di euro. Sfuma Suso e una settimana dal gong del calciomercato italiano Monchi è volato a Cadice, a casa sua, alimentando più di un sospetto: N’Zonzi è territorialmente vicinissimo, ma dalla Spagna alla Serie A la strada non è così spianata. Il centrocampista del Siviglia ha visto chiudersi le porte della Premier e adesso sta rivedendo i suoi piani per il futuro con il papà-agente: «La Roma è un’opzione. Monchi è un grande professionista, sa quello che fa e sa quello che sta facendo…». Un’apertura, sicuramente. Il diesse è tornato dalle sue parti per stare con la famiglia, ma il weekend potrebbe rivelarsi decisivo anche sul fronte mercato. Il tempo stringe e vuole regalare almeno un ultimo colpo ai tifosi romanisti, che hanno già fatto un grande «acquisto» per la prossima stagione: sono stati montati i palchetti lancia cori all’Olimpico, due strutture nella parte bassa delle curve che dovrebbero bastare ad evitare multe salate a chi coordina il tifo. Il momento delle riflessioni è finito, preso atto del nodo Gonalons, che è rimasto senza opzioni sul tavolo e a questo punto potrebbe restare, non ci sono molti margini di manovra, ma un tentativo per N’Zonzi sarà comunque fatto. Magari non salirà sull’aereo di ritorno con Monchi, come si sono augurati i tifosi sui socia], ma le prossime ore saranno determinanti. Il francese dovrebbe abbassare le richieste economiche, i giallorossi uno sforzo l’hanno già fatto, alzando l’offerta per l’ingaggio fino a 3 milioni a stagione. Intanto, la Roma si ritrova per pranzo a Trigoria e si allena nel pomeriggio: da valutare Under, in netta ripresa dopo la botta alla spalla, e Luca Pellegrini, alle prese con guai muscolari. Alleggeriti i carichi di lavoro per Karsdorp dopo l’indurimento alla coscia sinistra.

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Torino-Roma, da lunedì in vendita i biglietti per il settore ospiti: tutte le info

Si avvicina sempre di più il fishio d'inizio della nuova Serie A 2018/19. La Roma farà il suo esordio sul campo del Torino il prossimo 19 agosto alle ore 18: la società granata ha diramato le modalità d'acquisto dei biglietti per i tifosi giallorossi che volessero seguire la squadra in questa prima uscita stagionale. Ecco il comunicato:

Il Torino Football Club comunica che saranno in vendita da lunedì 13 agosto alle ore 10 tramite i consueti canali (ricevitorie abilitate del circuito Vivaticket, online e Biglietteria Stadio) i tagliandi per la gara contro la Roma, prima sfida casalinga del campionato Serie A Tim 2018-2019. Il match è in calendario per domenica 19 agosto alle ore 18.00. I tagliandi del settore ospiti saranno in vendita al prezzo di 25 euro (10 euro per gli Under 16). I residenti nella regione Lazio potranno acquistare (in qualsiasi settore) unicamente se in possesso di tessera del tifoso. Per la partita in oggetto è attiva l'incedibilità dei titoli di accesso cartacei.

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Calciomercato

Mercato Roma, Nzonzi e Suso gli obiettivi per accontentare Di Francesco

Il mercato della Roma, arenatosi dopo il voltafaccia di Malcom, riprende a muoversi improvvisamente. Complice anche la chiusura del mercato inglese. La Premier League non è più una sirena di richiamo per Steven Nzonzi e la pista per Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre, al secolo Suso, è tornata improvvisamente di moda.

Nzonzi

Il ds della Roma Monchi è volato a Siviglia, ufficialmente per prendersi qualche giorno di riposo. Il riposo però, per l'uomo che dorme poco o niente a detta di Di Francesco, sembrerebbe inappropriato in un momento così cruciale del mercato, in chiusura il 17 agosto alle 20.00. Più facile immaginare che dopo la delusione Malcom il "Re Mida del calcio mondiale" voglia tornare a Roma portando con sé Nzonzi, o almeno il suo contratto firmato. La proposta della società giallorossa al francese è di un triennale a 3 milioni più 0,5 di bonus facilmente raggiungibili. L'accordo col Siviglia sfiorerà invece i 30 milioni di euro, quindi un prezzo più basso della clausola rescissoria, fissata a 35 milioni.

Suso

Ieri Alessandro Lucci, procuratore di Suso, era a Trigoria per parlare con Monchi. Ufficialmente per sistemare delle questioni legate al contratto di Florenzi. Anche qui però sembra difficile non immaginare che siano stati presi accordi per un aventuale trasferimento dell'attaccante rossonero il giallorosso. In queste ore, tra l'altro, Lucci è a Milano e sta parlando con la dirigenza rossonera, in particolar modo con Leonardo, che giorni fa aveva dichiarato l'esterno incedibile. Lo spagnolo è il profilo ideale per Di francesco e Monchi: attaccante destro, di piede mancino, età giusta e giusta conoscenza del campionato italiano. Inoltre, la capacità di fornire assist e gol assicurerebbe alla Roma quelle caratteristiche che fino ad oggi mancavano.

Nulla è ancora ufficiale, ma la strada sembra tracciata: Monchi dovrebbe concludere così il mercato estivo, a meno di clamorose sorprese o di occasioni last minute. 

 

Giorgio De Angelis

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Calciomercato

Nzonzi, Samassekou,Bailey, Berardi e gli altri: ecco il punto sul mercato della Roma

Oggi chiude il mercato inglese, scadenza fondamentale per tante trattative che in questo momento interessano la Roma. In entrata e in uscita. I ruoli da coprire, come risaputo, sono due: il centrocampista centrale, forte e prestante fisicamente, e l'attaccante destro di piede mancino, capace di inserirsi nei dettami tattici offensivi di Eusebio Di Francesco. Bisogna però considerare il timer della Premier League anche per le uscite: Perotti, Gonalons e Juan Jesus.

CENTROCAMPO

Nzonzi ha posto come preferenza una destinazione inglese, non per motivi economici, o almeno non esclusivamente e in via prioritaria, ma per motivi familiari. Il giocatore vorrebbe tornare vicino al proprio figlio, che vive a Londra con la sua ex compagna. L'accordo economico col Siviglia non sarebbe difficile da trovare per Monchi, così come quello col giocatore.

Samassekou, classe 1996, è la valida alternativa nel caso in cui dall'Arsenal arrivasse l'offerta giusta per il gigante francese. Il centrocampista del Salisburgo, ieri autore del suo primo gol da professionista, è un centrocampista che rispecchia le caratteristiche chieste dall'allenatore della Roma, anche se per il suo inserimento sarebbe necessario un tempo maggiore rispetto al più esperto Nzonzi. 

A far spazio ad uno dei due sarebbe Maxime Gonalons, il cui agente oggi incontrerà la dirigenza di Trigoria, che gli comunicherà le strategie di mercato e l'intenzione di cedere il centrocampista. Facile pensare che le parti non vogliano arrivare a un muro contro muro che risulterebbe infruttuoso e sconveniente per tutti. Per lui o la Premier o il Torino, a cui sembra destinato anche Juan Jesus. 

ATTACCO

Il reparto pù intricato è quello offensivo. I centravanti saranno Dzeko e Schick; a sinistra ci sono Kluivert, El Shaarawy e Perotti; a destra il solo nder. Tradotto: Diego Perotti è l'indiziato numero uno per un addio che sembra annunciato. I nomi in entrata sono vari, ma tutto resta legato anche all'affare che riguarderà il centrocampista. Bailey, Neres, Depay, Pavon, Suso, Berardi, Traoré, Pépé sono i nomi in ordine sparso che sono stati accostati alla Roma per coprire il ruolo lasciato vacante dallo scippo di Malcom, finito al Barcellona.

 

Giorgio De Angelis

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Di Francesco: “Serve un mancino a destra”

La tournée si conclude con la sconfitta per 2-1 contro il Real Madrid, queste le parole di Di Francesco, che traccia il bilancio del periodo americano. 

Solo due tiri in porta, è preoccupato per la fase difensiva o offensiva o per nulla?
"Sono partite che ti fanno capire dove devi lavorare. Due tiri in porta mi sembra riduttivo per quello che abbiamo creato, in alcune occasioni non abbiamo calciato o siamo stati rimpallati alla fine. Potevamo sfruttare meglio le palle recuperate. L’anno scorso facevamo 2mila tiri e non facevamo gol, mi sembra riduttivo parlare di numeri. Sicuramente alcune cose le dobbiamo migliorare, abbiamo giocato con squadre di livello altissimo, si può sbagliare. Non mi è piaciuta la fase difensiva iniziale, hanno lavorato in maniera disordinata e avrei preferito non succedesse, specialmente sul primo gol che ha poi determinato la dinamica della gara".

Fisicamente come ha visto la squadra?
"Fortunatamente ancora non bene. Quando si fa un percorso di lavoro ci sono squadre che hanno lavorato meno e inizialmente è un vantaggio. Il concetto è sempre che si è lavorato per arrivare al campionato in una buona condizione. Questo è un momento in cui la squadra ha messo tanto lavoro dentro, pensate che Coric che è entrato gli ultimi 20 minuti mi ha detto che sentiva le gambe pesanti. Vuol dire che abbiamo spinto abbastanza, come è giusto che sia. Abbiamo fatto tanti trasferimenti, una tournée lunga, ma io sono dell’idea che queste partite lasciano il tempo che trovano. Le mie scelte non sono fatte in base all’11 migliore, ma cerco di portare tutti in condizione. Ovviamente su tante cose si può fare meglio, ma non scordiamo con chi abbiamo giocato, questo fa la differenza".

La squadra ha finito le partite sempre in crescendo. Come se lo spiega?
"Penso che siamo partiti bene in ogni partita, anche oggi perché abbiamo fatto un errore grossolano sul primo gol legato alla linea difensiva che ha permesso il vantaggio del Real Madrid e li ha portati a giocare quasi di rimessa paradossalmente, mentre noi attaccavamo. Abbiamo avuto tante situazioni fatte bene, anche nel primo tempo di recupero palla nella metà campo avversaria, forse 7-8 importanti dove siamo stati poco qualitativi. Nella preparazione quando metti lavoro dentro inizialmente non sarai mai brillante, ma alla lunga nella partita la condizione migliora con i giocatori che iniziano ad avere più gamba perché hanno più condizione a tempo lungo che sul breve. Ora dobbiamo ripulirli nel lavoro per portarli ad avere maggiore brillantezza per la prima di campionato".

Karsdorp a che punto è? Sarà utile a inizio campionato?
"Certo, è a disposizione. Nel ritiro ha alternato un po’ e non ha fatto tutto e obiettivamente non ha 90 minuti nelle gambe, la dimostrazione è la mezz’ora giocata oggi. Non ha avuto grande continuità negli allenamenti. Mi è piaciuto come è entrato, con ottima personalità e ottima spinta. Va ancora un po’ in giro per il campo, ma è il desiderio di voler fare più del dovuto che ti porta ad andare oltre. Mi è piaciuto come determinazione, quella che in alcuni momenti della gara non mi è piaciuta. Nel primo tempo dovevamo essere più determinati in alcune aggressioni".

In porta ci sono gerarchie?
"Olsen è arrivato in ritardo e anche lui ha lavorato tantissimo e per quello ho ritenuto opportuno dare la possibilità a entrambi di far vedere le proprie capacità. Li conosco meno, Mirante un po’ di più. Io so bene o male quale può essere la squadra titolare, ma posso giocare una stagione intera facendo sentire titolari solo 11 giocatori? Se non capite ancora cosa intendo io per titolari o no, ribadiamo sempre le stesse cose. Ci sono dei giocatori che devono crescere, altri che sono giovani come Kluivert che deve capire ancora come muoversi in certi momenti della gara e altri che sono già in condizione buona. E’ un percorso nel quale faccio delle valutazioni, alla fine spero di avere 22-23 giocatori che siano di buon livello".

C'erano alcuni giocatori con un atteggiamento forse svogliato, che non hanno esercitato pressione, che cosa è successo in avanti?
"Abbiamo alternato buone pressioni ad altre dove mancava ferocia e determinazione. Questa è una delle cose che non mi piaciuta. Il primo gol non ha nulla a che fare con la pressione di centrocampisti e attaccanti, è un concetto di linea difensiva dove, con una palla del genere, si scappa via tutti insieme. Lì invece abbiamo fatto uno avanti e uno dietro, cose sulle quali lavoriamo tanto. Posso pensare che ci sia stanchezza, non solo fisica ma anche mentale, per il solo fatto di stare tanto fuori. E’ un mese di ritiro che facciamo, a parte qualche piccola pausa e forse c’è bisogno di staccare. Credo sia importante sia lavorare che riposare, penso sia solo quello. Quando però non si è aggressivi e si scopre una palla a Ramos che può andare sia a destra che sinistra, tanto vale non appiattirsi troppo e rimanere sulla palla successiva. Su questo abbiamo fatto letture non buone e le analizzeremo con più calma".

Schick ha giocato anche esterno a destra, è un esperimento o necessità?
"Ho voluto rivederlo in quella zona dove aveva giocato in passato e non avendo in questo momento a disposizione dei mancini ho voluto mettere lui per vedere come si muoveva ancora. Può succedere sia dall’inizio che a partita in corso, ha caratteristiche differenti dai soliti esterni, era un’idea che avevo già prima della partita, alcuni cambi erano preventivati come quello con El Shaarawy. Poi volevo far giocare di più Dzeko, avevo Under fuori e ho scelto così".

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Allenamenti

Trigoria, Zaniolo inizia ad allenarsi in attesa dei compagni

Come riporta Roma Tv, dopo le meritate vacanze seguite alla sfortunata avventura degli Europei con la Nazionale under 19, conclusasi con la sconfitta in finale contro il Portogallo, Nicolò Zaniolo è a lavoro a Trigoria in attesa che la Roma torni dalla tourneé americana.

Il centrocampista, arrrivato alla corte di Eusebio Di Francesco nell'ambito dell'operazione Nainggolan, non vede l'ora di conoscere i suoi nuvi compagni ed iniziare così questa importante avventura. proprio per questo da oggi ha cominciato a lavorare in solitaria a Trigoria, per farsi trovare pronto quando il resto della squadra rientrerà nella Capitale e por così giocarsi le sue possibilità.

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NEWS

[VIDEO] – Manolas: “Ora è il momento di vincere qualcosa”

Kostas Manolas, difensore greco alla sua quinta stagione in giallorosso, ha rilasciato un'intervista a ESPN, in cui ha parlato della prossima stagione e dell'imminente sfida col Real Madrid. Il calciatore ha anche parlato dell'arrivo di Ronaldo in Serie A. Ecco le sue parole: 

Come sta la squadra?
E’ una grande sfida misurarsi con squadre come Barcellona e Tottenham. Contro il Tottenham non abbiamo giocato benissimo. Nella seconda partita col Barça abbiamo giocato molto meglio. Abbiamo segnato 4 gol, ma dobbiamo provare a giocare meglio. Penso che alla fine della preparazione saremo nella condizione desiderata.

Queste partite sono un buon parametro per vedere come sarà la squadra durante la stagione?
Certo, ogni amichevole è utile a preparare la squadra.

La prossima sarà con il Real Madrid. Cosa ti viene in mente se pensi a loro?
Il Real Madrid è il più grande club al mondo. Ogni partita contro di loro è difficile. Dobbiamo fare il nostro lavoro, è un’amichevole ma dobbiamo fare del nostro meglio.

I viaggi quanto incidono sulle prestazioni?
Quando viaggi 3 o 4 ore, il giorno dopo le gambe non sono nella migliore condizione. Dobbiamo accettarlo e andare avanti.

Sono arrivati tanti giocatori. Pensate di poter guardare alla Serie A come squadra migliore e di aver accorciato il gap con la Juventus?
Abbiamo preso un sacco di giocatori quest’anno. Prima di tutto devono abituarsi alle idee del mister. La Juventus è davvero forte ed è la favorita per lo scudetto, noi proveremo a fare il massimo e migliorare rispetto all’anno scorso.

Pensi che la Serie A abbia fatto un passo avanti grazie all’arrivo di Ronaldo? Pensi che sarà seguita da più persone?
Certo, quando uno dei migliori giocatori arriva in Serie A è sempre un buona cosa. Per noi Ronaldo può essere uno stimolo extra perché quando giochi contro questi giocatori devi dare il tuo meglio. 

Vorresti vedere più giocatori così in Serie A?
Mi piacerebbe. Preferirei avere giocatori così nella nostra squadra. Ne sarei felice.

Sull’addio di Alisson?
Alisson è stato molto importante per noi la scorsa stagione, ma 75 milioni sono un’offerta che non si può rifiutare. Dobbiamo accettare la sua scelta di andare al Liverpool e augurargli il meglio.

Pensate di poter ripetere il cammino in Champions?
Faremo il nostro meglio, non si sa mai. Abbiamo una nuova squadra, ora deve parlare il campo.

Di cosa ha bisogno la Roma per spodestare la Juventus?
Non sono la persona giusta per parlarne. Abbiamo un direttore sportivo, io posso solo fare il mio massimo in campo.

I tuoi obiettivi con la Grecia?
Dobbiamo partire bene nelle qualificazioni per l’Europeo. Nelle ultime due competizioni non abbiamo partecipato, in questi due anni dovremo essere pronti a lottare.

Ti vedi a Euro 2020?
Lo spero, ci dobbiamo provare con tutte le nostre forze. Non siamo il Brasile, ma la Grecia. Dobbiamo dare il massimo e sperare che andrà bene.

Sei alla Roma da 4 anni, il futuro?
Farò il quinto. Il futuro è il quinto anno a Roma. Se non stessi bene non resterei qua. Mi piace la mia vita a Roma, la mia famiglia sta bene. Resto qua.

Di cosa hai bisogno per migliorare?
Voglio vincere qualcosa. Mi piace vincere e proverò a vincere un titolo. Non è facile, ma ci proverò al massimo.

Ci racconti il quarto di finale con il Barcellona?
All’andata abbiamo perso 4-1, ma se hai visto la partita puoi dire che se l’avessimo rigiocata 10 volte non sarebbe finita così. Hanno avuto 4 occasioni e io e De Rossi abbiamo fatto 2 autogol. Al ritorno ci abbiamo creduto anche se era difficile. Con lo spirito dei tifosi e dei giocatori ci abbiamo creduto dal primo minuto. Dopo il primo e il secondo gol abbiamo creduto che potesse accadere qualsiasi cosa. Dopo il secondo gol di De Rossi ero sicuro che saremmo passati.

Avete le stesse speranze per la prossima stagione?
Dobbiamo averle. Spero che la squadra e i giocatori ci credano tutti.

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Olsen: “Alisson? So cosa ha fatto qui, ma ho fiducia in me stesso. Sono onorato di rappresentare la Roma”

Robin Olsen, portiere della Roma, questa mattina ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della tv di casa. Queste le sue parole:

La Roma come viene vista in Svezia?
In Svezia la Roma è vista come un grande club, agli svedesi piace vedere il campionato italiano e c’è un forte interesse nel mio paese.

La Nazionale?
E’ sempre un effetto eccezionale giocare con la Nazionale, soprattutto contro l’Italia, una grande Nazionale, è stato un grande momento per me. Ora sono qui e sono onorato di rappresentare la Roma.

Ti ricordi il primo momento quando ti hanno detto dell’interesse della Roma? 
Avevo sentito dell’interesse tramite il mio agente, ma ero concentrato sul Mondiale, per me era importante fare bene durante il torneo iridato, poi dopo il Mondiale il mio agente mi ha informato della trattativa e non c’è stato nessun problema per venire qui.

L’eredità di Alisson?
Ho grande fiducia in me stesso, ma so bene cosa ha fatto Alisson per la Roma, è normale che la gente si chieda chi arriverà adesso e come sarà, ma io sono ottimista al 100% e sono convinto delle mie possibilità. So che devo far bene.

Ci sono molte differenze con l’allenamento in Svezia, qui c’è Savorani che lavora duramente, ti sei pentito di fare il portiere? 
Non mi sono mai pentito, sono contento di lavorare con Savorani e dei suoi metodi, sono convinto che crescerà. I metodi tra Italia e Svezia sono diversi. Fare il portiere per qualcuno può sembrare una scelta folle e strana, il mio lavoro è prendere palloni e a volte anche pallonate ma sono contento. In campo mi trasformo, fuori sono calmo e sereno, ma in campo lo faccio per aiutare la squadra. Do sempre tutto, in allenamento e in partita.

Ci sono ottimi giocatori alla Roma, ma si dice che il portiere ha una visione totale del gioco stando dietro, che feeling ti dà la Roma in questo momento? 
Mi dà ottime sensazioni fin dalla prima partitella, ci sono ottimi giocatori in tutte le posizioni, è un piacere come questi campioni si muovono e trattano la palla. E’ un piacere giocare con loro.

Vista l’ultima stagione in Champions della Roma, sei più ansioso di disputare la Champions o la Serie A? 
Ho già giocato la Champions, non vedo l’ora di misurarmi con il campionato italiano.

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Calciomercato

[VIDEO] Dennis Man, Becali: “La Roma ha offerto 11 milioni”

Dennis Man è un prospetto molto interessante, seguito da tempo dal ds della Roma Monchi, ma attualmente non ci sono possibilità di prelevarlo dalla Steaua Bucarest. Il presidente George Becali ha deciso di resistere alle offerte arrivate per l'esterno destro di piede mancino (caratteristiche ideali per Eusebio Di Francesco) per poterlo vendere tra due anni ad una cifra più importante: “Ho rifiutato 14 milioni per Man, non solo gli 11 offerti dalla Roma – ha detto Becali a Prox – non parlo di offerte ufficiali, ne abbiamo discusso e ho fatto sapere che per 14 milioni non lo avrei fatto muovere. Ho chiesto 30 milioni, devo resistere due anni e dopo valuterò le offerte” Chissà che, con un rilancio in extremis, il rinforzo a destra non possa essere il romeno classe '98