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Calciomercato

Monchi: “Il tifoso giallorosso è tremendamente emotivo, ma devo prendere anche decisioni impopolari”

Monchi presenta la gara con il Real Madrid. Al quotidiano spagnolo El Mundo, il ds giallorosso parla anche della differenza trovata a Roma rispetto alla sua precedente esperienza professionale. Queste le sue parole: 

Il Real Madrid è meno forte senza Cristiano Ronaldo?
Se il Real non ha comprato nessun big dopo la cessione di Cristiano Ronaldo è perché in rosa hanno già il meglio: Isco, Bale, Benzema, Modric, Kross, Sergio Ramos, Marcelo.

A Roma sta mettendo in pratica quanto imparato a Siviglia?
In pochi mesi mi sono reso conto che il Monchi di Siviglia non funzionava per la Roma. Dovevo trovare un nuovo Monchi dentro di me. Sono soddisfatto dei risultati ottenuti nella prima stagione in giallorosso. Il tifoso della Roma è tremendamente emotivo, paragonabile in questo a quello del Siviglia. Devi tenerlo a mente quando fai la tua politica, ma senza evitare decisioni impopolari.

Appena arrivato a Roma ha dovuto affrontare la questione legata al futuro di Totti e Salah
Il ritiro di Totti era un qualcosa che andava affrontato e oggi Francesco ha un grande ruolo nel club. La cessione di Salah invece è stata inevitabile per rientrare nei parametri del Financial Fair Play.

Justin Kuivert?
Penso che sarà un calciatore importante nel palcoscenico europeo: è un investimento della società.

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GIOVANILI

Cristian Totti stupisce a Madrid per sportività e classe (VIDEO)

Cristian Totti strappa applausi al torneo di Madrid. Non solo per le giocate di classe, ma anche per il fair play dimostrato. Alla Football Cup, torneo riservato alle migliori squadre Under 14 d’Europa, il figlio dell'ex capitano giallorosso ha scelto di fermare l'azione d'attacco per sincerarsi delle condizioni del portiere avversario, con il quale si era scontrato poco prima. “Gli ho chiesto scusa – ha raccontato il giorno dopo a una cronista locale – Per me l’importante era che lui stesse bene, non il gol che dovevo segnare“. Cristian Totti, in perfetto inglese, ha raccontato anche la reazione del proprio allenatore: “Lui mi ha risposto che non importava, era felice che fossi andato da luiIl mister è stato orgoglioso di me, mi ha detto che ho fatto un buon lavoro“.

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Allenamenti

Trigoria: esercitazioni tattiche e partitella. A parte Pastore

Dopo le parole di Totti e Benzema, a Trigoria la Roma riprende ad allenarsi per preparare al meglio la sfida del Santiago Bernabeu di mercoledì. Lavoro di scarico in palestra per chi oha giocato ieri contro il Chievo, lavoro sul campo per il resto del gruppo, che ha svolto lavoro tattico e partitella. Javier Pastore ha invece svolto lavoro individuale per smaltire i fastidi al polpaccio. La ripresa è fissata domani alle 11.00, quando verrà svolto un allenamentoa perto alla stampa. 

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CHAMPIONS LEAGUE

Benzema: “La Roma? Una buona squadra con giocatori molto bravi”

A poco più di 48 ore dalla sfida di Champions League al Santiago Bernabeu contro la Roma, il centravanti del Real Madrid Karim Benzema ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Codere:

"La Champions League è una competizione di un altro livello. Tutte le partite sono importante e nessuna è facile e questo mi piace. Il Real Madrid è il miglior club al mondo, ogni anno deve puntare alla vittoria, la Champions League è molto importante per noi. Sappiamo che ci sono avversari forti, ma per me i favoriti siamo sempre noi, in questo club l’obiettivo è sempre quello di vincere tutto e giocare bene. La Roma? La prima partita in casa è molto importante, dobbiamo tenere il possesso palla e avere più ritmo rispetto all’avversario. La Roma è una buona squadra con giocatori molto bravi". 

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NEWS

Totti: “Real fortissimo, ma possiamo fare bella figura”

Francesco Totti ha parlato ai microfoni di Roma Tv della sfida di mercoledì contro il Real Madrid al Santiago Bernabeu, che darà il via alla cavalcata dei giallorossi in Champions League:

"Affrontiamo la squadra campione d'Europa, a Madrid. Sappiamo tutti che è uno stadio particolare, differente dagli altri. Però affrontandoli alla prima può darsi che riusciremo a fare una grande partita, anzi sicuramente faremo una grande partita. Abbiamo un organico per fare bella figura anche se loro sono dei marziani.

Dobbiamo affrontarli con tranquillità, con lo spirito giusto e la serenità di essere una squadra competitiva – aggiunge Totti – affrontiamo la squadra top della competizione, ma ogni volta che ci incontrano li mettiamo sempre in difficoltà. Io non sto qui a parlare di modulo, ma dobbiamo avere la serenità di essere una squadra forte".

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NEWS

[FOTO] – L’ultimo saluto a Maria Sensi. Termina la funzione, Rosella: “E’ vicina al suo amato Franco, questa è l’unica consolazione che abbiamo oggi”

FUNERALI MARIA SENSI – Tra stadio e camera ardente, i tifosi della Roma già ieri hanno ricordato a lungo Maria Sensi. In molti si sono presentati al Gemelli: con loro anche il c.t. dell’Under 21 Di Biagio e l'ex Luciano Spalletti. Oggi il funerale: appuntamento alle 11 nella basilica di San Lorenzo fuori le mura, al Verano, la stessa dell'addio al marito Franco. Prevista la presenza di molti calciatori, tra cui Totti e De Rossi, oltre a Di Francesco e Bruno Conti, il d.g. Baldissoni e altri dipendenti storici del club. Rete Sport è presente per renderle l'ultimo omaggio.

Dalla basilica di San Lorenzo al Verano
Luca Logh
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Ore 12.20 – Applausi per Francesco Totti quando ha lasciato la chiesa di San Lorenzo al Verano dove si sono appena conclusi i funerali di Maria Sensi, moglie dello storico presidente giallorosso Franco. Quasi in contemporanea, hanno lasciato la chiesa del Verano anche Bruno Conti e l’ex allenatore giallorosso di Testaccio, Claudio Ranieri.

Ore 12.15 – All’uscita dalla basilica prende la parola Rosella Sensi: “Ci ha insegnato grandi valori, amava la famiglia, amava la Roma. Scusate ma ho un dolore cieco dentro, non riesco a parlare. Porteremo avanti quello che ci ha insegnato. E’ vicina al suo amato Franco, questa è l’unica consolazione che abbiamo oggi”.

Ore 12.00 – Termina la funzione, si attende l'uscita del feretro dalla basilica.

Ore 11.50 – “Parlare quando si perde una mamma è difficile – ha detto la figlia di Maria, Rosella Sensi, prima della celebrazione – Era una grande donna, una moglie ed una madre meravigliosa. Oggi mi mancano le parole, scusatemi. Era fiera di essere romana, romanista e rappresentare quei valori che appartengono ad una grande donna. Non mi mancano mai le parole, ma oggi no. Era l’equilibrio di papà, di tutti. Anche in ospedale seguiva la Roma, ci teneva. Porteremo avanti il suo ricordo, ci teneva molto alla donazione del sangue. Oggi non ce la faccio proprio, grazie per essere presenti e per esserci stati vicino”.

Ore 11.05 – Arriva il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, contrariato per l'assenza di una folta rappresentanza di tifosi nella piazza antestante la basilica: "La Sora Maria era la Roma. Sono deluso dai tifosi romanisti, mi aspettavo una piazza piena ed invece qui ci sono i tifosi per caso. Sono molto arrabbiato, i tifosi dovevano essere qui per rispetto ai Sensi che hanno regalato uno scudetto a questa città".

Ore 11.00 – Inizia la messa.

Ore 10.50 – Arriva anche Daniele De Rossi.

Ore 10.40 – Già molti i tifosi raccolti all'esterno della basilica. Presente anche Di Francesco, oltre a Francesco Totti a rappresentanza della società. Presente anche un commosso Zeman.

Ore 10.00 – Poco meno di un'ora all'inizio della funzione per l'ultimo addio a Maria Sensi. Ieri, durante Roma-Chievo, sugli spalti tante le manifestazioni d'affetto tra i tifosi, come lo striscione apparso in Curva Sud: "Vessilli al vento per chi ha amato la Roma. Ciao signora Maria".

 

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Pagelle

Roma-Chievo 2-2, le pagelle dei quotidiani. Si salvano solo Olsen, El Shaa e Florenzi

Lunedì di post gara, tempo di pagelle. Lo spettacolo offerto allo stadio Olimpico dalla Roma di Di Francesco contro il Chievo ha lasciato interdetti molti. Ecco come i principali quotidiani odierni analizzano il 2-2 maturato in questa quarta giornata di campionato.

IL TEMPO (Austini)

Olsen 6,5; Florenzi 6,5, Manolas 6, Juan Jesus 5, Kolarov 4,5; Nzonzi 6, Cristante 6, Pellegrini 5; Under 5,5, Dzeko 5, El Shaarawy 6,5. Subentrati: Karsdorp 5,5, De Rossi 5,5, Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 5.

LA REPUBBLICA (Pinci) 

Olsen 6,5; Florenzi 6,5, Manolas 5,5, Juan Jesus 5, Kolarov 4,5; Nzonzi 5,5, Cristante 6, Pellegrini 5; Under 6, Dzeko 5,5, El Shaarawy 6,5. Subentrati: Karsdorp 4,5, De Rossi 5, Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco.

LEGGO (Balzani)

Olsen 6; Florenzi 6,5, Manolas 6, Juan Jesus 6, Kolarov 5; Nzonzi 5,5, Cristante 6,5, Pellegrini 5; Under 5,5, Dzeko 5,5, El Shaarawy 6,5. Subentrati: Karsdorp 5, De Rossi 6, Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 4.

CORRIERE DELLA SERA (Valdiserri)

Olsen 7; Florenzi 7, Manolas 6, Juan Jesus 5, Kolarov 4,5; Nzonzi 5, Cristante 6, Pellegrini 5,5; Under 5, Dzeko 5, El Shaarawy 6,5. Subentrati: Karsdorp 4,5, De Rossi 5, Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 4.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (Cecchini)

Olsen 6; Florenzi 6,5, Manolas 6, Juan Jesus 4.5, Kolarov 4.5; Pellegrini 5.5, Nzonzi 6, Cristante 6.5; Under 6, Dzeko 5.5, El Shaarawy 6,5. Subentrati: Karsdorp 5, De Rossi 5.5, Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 5.

LA STAMPA (De Santis)

Olsen 6,5; Florenzi 6,5, Manolas 6, Juan Jesus 5, Kolarov 4,5; Nzonzi 6, Cristante 6, Pellegrini 5; Under 5,5, Dzeko 5, El Shaarawy 6,5. Subentrati: Karsdorp 5, De Rossi 5,5, Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 5.

CORRIERE DELLO SPORT (Polverosi)

Olsen 7; Florenzi 7, Manolas 6, Juan Jesus 4,5, Kolarov 5,5; Nzonzi 6, Cristante 6,5, Pellegrini 5,5; Under 5,5, Dzeko 6, El Shaarawy 7. Subentrati: Karsdorp 5,5, De Rossi 5,5, Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 5.

RETE SPORT (De Angelis)

Olsen 6,5; Florenzi 6,5, Manolas 6, Juan Jesus 5,5, Kolarov 5; Nzonzi 6, Cristante 6,5, Pellegrini 5,5; Under 6, Dzeko 6, El Shaarawy 6,5. Subentrati: Karsdorp 5,5, De Rossi 5,5, Kluivert sv. Allenatore: Di Francesco 5.

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Rassegna stampa

Il male oscuro della Roma aspettando Bale e Benzema

LA REPUBBLICA (F.Bocca) – Sette punti dalla Juve, quattro dal Napoli, e uno sull’Inter. Le storie hanno sempre doppia faccia, e se abbiamo capito che la Roma oggi se la passa discretamente male, può consolare Di Francesco e soci il fatto che ci sia chi se la passa pure peggio. Se non fosse per quel punticino di differenza le due anti Juve dell’estate potrebbero perfino andare a braccetto, e i due allenatori – Di Francesco e Spalletti – sostenersi addirittura a vicenda. Dopo che il Chievo – ultimo in classifica e addirittura sotto zero per quel – 3 inflittogli per i sotterfugi di mercato – l’ha rimontata e costretta al pareggio (2-2) con i gol di Birsa che ha bruciato il povero Olsen, indegno successore di Alisson, e Stepinski che addirittura si è preso gioco dell’intera difesa, Di Francesco ha dovuto arrendersi alla constatazione di tanta pochezza. E cercato almeno di dimostrare che lui stesso e la Roma sono in grado di reagire caratterialmente, soprattutto ora che siamo alla vigilia della partenza per Madrid e la Champions incombe terrifica. Visto che Ramos, Benzema e Bale possono essere ben più spietati di Birsa e Stepinski.

«Questa partita era fondamentale per competere in campionato, ma anche per andare al Bernabeu con entusiasmo. Sono il primo a essere incazzato veramente» ha detto l’allenatore della Roma che stavolta non ha preso a cazzotti la panchina, ma il cui livello di stress resta altissimo. Purtroppo per lui, non bisogna nasconderlo, molti già ne chiedono la testa. I tifosi che lo scorso anno lo esaltavano per la sua mitezza vincente che lo ha portato addirittura a sfiorare la finale di Champions, adesso farebbero volentieri a cambio con Antonio Conte, corvo svolazzante sul campionato italiano. O al limite pure un Capello "che quello sì agitava pugni e tuonava negli spogliatoi se mai avesse visto una Roma così", dicono.

«Abbiamo la fortuna di poter giocare subito una gara importante, ma servono foga, rabbia e determinazione. Per livello tecnico potremmo anche restare a casa, di determinazione ne serve parecchia» dice Di Francesco che cerca di minimizzare il malessere giallorosso ma è certamente preoccupato. E soprattutto impotente dopo aver più volte ribaltato la squadra tra nomi e i moduli più svariati. Dopo il brutto ko di Milano e una fuga disperata quanto inutile nel 3- 5- 2, la pausa della nazionale sembrava venire a puntino per ricucire una Roma slabbrata dal mercato del guru dei ds Monchi addirittura in odore di Barcellona e i tentativi al buio di DiFra di cavarne una squadra all’altezza dello scorso anno. Dopo i gol in azione brillante di El Shaarawy e persino del nuovo Cristante imbeccato da un agilissimo Dzeko, la luce si è spenta e la Roma si è consegnata al Chievo. Purtroppo per Di Francesco le sostituzioni (dentro De Rossi), un altro cambio di modulo (da 4-3-3 a 4-2-3-1) e un tentativo di provare e sollecitare presumibilmente la squadra che avrebbe voluto schierare a Madrid, hanno provocato un nuovo tracollo. La Roma si è avvitata su se stessa, il Chievo ha pareggiato e rischiato persino di vincere se l’incerto Olsen almeno all’ultimo istante non avesse tolto di porta la palla della vittoria del Chievo. Quattro partite, 5 miseri punti, 7 gol presi e una difesa colabrodo. Nuvole tempestose s’addensano sul povero DiFra.

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Pallotta comincia a perdere la pazienza: è furioso per il rendimento del gruppo

IL MESSAGGERO (G.Lengua) – Eusebio Di Francesco è sotto stretta osservazione della proprietà americana: il presidente Pallotta, infuriato per la prestazione dei calciatori, non può assolutamente rischiare di perdere il treno per la prossima Champions. Così, se i risultati dovessero seguire il trend delle ultime 3 partite, sarebbe costretto a intervenire in prima persona, prendendo di petto la questione allenatore. Proprio il tecnico sapeva che una vittoria contro il Chievo avrebbe ridato carica a un pubblico tradito dal mercato estivo e dai risultati di inizio stagione. Ecco perché si è aggrappato alle poche certezze rimaste dopo la ristrutturazione di Monchi: Florenzi terzino (visibilmente nervoso a fine gara), Under esterno e Dzeko centravanti. Di Francesco, però, ha pagato i suoi cambi (Karsdorp per Florenzi e De Rossi per Pellegrini) e gli errori della difesa: «Sono arrabbiato perché quest'anno non difendiamo come una squadra. Bisogna leggere meglio le situazioni, prendiamo gol con troppa facilità. La nostra identità è stata a tratti discontinua. Mi aspettavo un approccio differente. Ma è una questione solo mentale, quando i risultati non arrivano si prendono gol ingenui ed è una cosa che va analizzata».

QUESTIONE FISICA – Vietato criticare la preparazione atletica pianificata da Di Francesco e il suo staff (a giugno sono stai licenziati Norman e Lippie, i due preparatori voluti da Pallotta): «Voi (rivolto ai giornalisti ndc) analizzate le partite a occhio, ma noi abbiamo dati veri e se volete li leggiamo insieme perché non bisogna trovare quello che non esiste». Mercoledì la Roma affronterà il Real Madrid per la prima di Champions: «Era fondamentale vincere per competere in campionato e per andare al Bernabeu con entusiasmo. Sarà una partita che andrà affrontata con foga e rabbia. Per livello tecnico potremmo anche restare a casa, ma per determinazione dobbiamo dare qualcosa in più».

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Rassegna stampa

La Roma si regala la crisi

IL MESSAGGERO (U.Trani) – Il mercato e l'allenatore, mai così distanti durante l'estate, non fanno squadra. Così la Roma è in crisi. Perché non riesce a battere nemmeno il Chievo penalizzato e, dopo il deprimente 2-2 all'Olimpico, ha solo 5 punti in classifica e vede la Juve, a prescindere dalla prima doppietta italiana di Cristiano Ronaldo, già in fuga a +7. Nessun giudizio definitivo, però, dopo appena 4 turni. L'unica sentenza, per ora, viene direttamente dal pubblico. Non dei social, ma dei 40 mila. La Sud e lo stadio fischiano i giocatori. La curva insulta anche Pallotta: i tifosi accusano il presidente per la tripla cessione dei leader Alisson, Nainggolan e Strootman. Di Francesco, intanto, persevera: la confusione tattica incide sul rendimento di vecchi e nuovi. E, come accade in ogni angolo del pianeta, finisce sotto osservazione.

DIGIUNO PREOCCUPANTE – Il paragone sbagliato è quello con la Juve. Bisogna pensare solo alla Roma di oggi che è meno forte di quella di ieri. Costruita male e schierata peggio. La società e il tecnico, dunque. Colpe da dividere. Senza dover, però, scegliere chi ha inciso di più. Insieme sul banco dei responsabili. Ma l'unione, in questo caso, non fa la forza. Basta rileggere la performance contro il Chievo che, rimontando le reti di El Shaarawy e Cristante, ancora non azzera la penalizzazione (-3 per le plusvalenze fittizie), ma ci va vicinissimo: Olsen devia il tiro di Giaccherini a fine recupero. D'Anna resta a -1. Si prende però il 2° punto, nonostante gli 11 gol incassati in 4 gare. I giallorossi, dunque, fanno di nuovo cilecca all'Olimpico, dove non vincono dal 28 aprile. Coincidenza: contro il Chievo. Il lunch match, insomma, è da ricordare solo per il lungo e commovente applauso nel minuto di silenzio per Maria Sensi.

SENZA LOGICA – La Roma, decente per più di un'ora, riscopre la sua fragilità a metà ripresa. Quando Di Francesco fa uscire Florenzi, lucido e pratico, e Pellegrini: dentro Karsdorp, fiacco e svagato, e De Rossi, lento e scontato. Il 4-3-3, riproposto dopo la sbandata di San Siro contro il Milan e senza l'infortunato Pastore, scompare e non si sa perché: ecco il 4-2-3-1, con Cristante trequartista. Fin lì il sistema di gioco, equilibrato e ordinato, non lascia chance al Chievo. Anzì, è efficace.

CENTROCAMPO PENALIZZATO – Nzonzi, in regia, gioca semplice nel fraseggio e di potenza nell'interdizione. Pellegrini è un po' frenetico. Più continuo Cristante. Gli scudieri del play, comunque, sanno come comportarsi. El Shaarawy, gol a parte, è il migliore del tridente. Lui a sinistra in alto, come Florenzi a destra in basso. Assist e vantaggio. Non casuale. Dzeko va meglio da rifinitore: suo l'appoggio, dopo controllo acrobatico su invito di Under, per il raddoppio di Cristante. La rete di Birsa, conclusione a giro da fuori. non rovina il piano di Di Francesco: la Roma non sbanda. Almeno fino a quelle sostituzioni. Efficaci, invece, quelle di D'Anna: dal 4-3-2-1 al 4-3-3 per arrivare al 2-2 e il 5-3-2 per difenderlo. Di Francesco giustifica la modifica. Obiettivo: pressing più alto. C'è chi sostiene che abbia provato la formazione per Madrid. Meglio augurarsi che non sia vero. Vulnerabile in mezzo al campo, 2 giocatori sono meno di 3, e sulla fascia destra, dove Karsdorp perde sempre la posizione. Sul pari di Stepinski, lasciando la fascia a Leris, costringe all'uscita laterale Manolas. Così come il buco di Jesus sbilancia Kolarov. I giallorossi difendono male dall'inizio del torneo, già prese 7 reti: gaffe non solo dei singoli. Le gambe di qualche titolare non girano come dovrebbero. Quando Nzonzi cala, la personalità sparisce. I giovani non sono pronti, i senatori sembrano in ritardo: da Fazio in panchina a Kolarov in campo, entra Kluivert, il campioncino più atteso, per Under. La staffetta fa cilecca. Il passo indietro è evidente: ultima rimonta subita, partendo dal doppio vantaggio, il 28 agosto 2016, 2-2 a Cagliari e 77 partite fa. Al Chievo riesce dopo 99 gare: 3-3 al Bentegodi proprio contro la Roma, il 6 gennaio 2016.