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Manolas: “Il mio numero preferito è il 4, ma era occupato”

Sul profilo Instagram della Roma, il difensore greco Kostas Manolas ha risposto alle domande dei tifosi. Eccone alcune: 

Chi era il tuo idolo?
"Il mio da bambino era il miglior difensore centrale greco, mio zio Stelios Manolas. Lo è stato per 20 anni".

Il tuo hobby preferito?
"Pescare e cacciare".

Perché hai scelto il numero 44?
"
Perché mi è sempre piaciuto il numero 4. All’Olimpyakos non l’ho trovato e ho preso il 24, poi mi piaceva anche il 24, ma quando sono venuto qui ce lo aveva Florenzi, mentre il 4 lo aveva Nainggolan. Così ho preso il 44".

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Spalletti: “Leggerò il libro di Totti, mi spiace non essere invitato”

In conferenza stampa prima dell'impegno contro il Parma, Luciano Spalletti ha parlato del mancato invito da parte di Totti alla presentazione del suo libro. Questa la risposta del tecnico nerazzurro:

"Non sono invitato? Gli farò una sorpresa. Sicuramente lo leggerò il libro. Li ho letti tutti quelli dei miei ex giocatori. Figuratevi di un campione come lui. Se è vero che non mi ha inviato mi dispiace".

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Ünder: “Il mio cuore è per la Roma, ho voglia di gol”

A due giorni da Roma-Chievo, l'ala destra Cengiz Ünder ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport. Queste le sue parole:

"Il mio primo gol in Serie A contro l'Hellas Verona è stato importante per farmi conoscere e per aiutare la Roma a uscire da un periodo difficile. Ora cerco il primo gol quest'anno per ripartire, sono tornato più carico dalla Nazionale, con la quale ho giocato due volte titolare, ma ora il mio cuore è tutto per la Roma".

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NEWS

Fifa19: svelati i punteggi dei giocatori della Roma

Sull'account Twitter del club giallorosso sono stati svelati alcuni dei "ratings" dei giocatori romanisti nel nuovo videogioco calcistico FIFA19: c'è Olsen con 75, Fazio con 82, come Pastore, e Manolas salito fino a 85. Sotto gli 80 anche Cristante e Coric: per l'ex atalantino punteggio di 78, due punti in più rispetto al croato. El Shaarawy totalizza 81, Dzeko 85 e Kluivert 75. 

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Tifosi

Tar, accolta la sospensiva di Daspo per un lanciacori

L'avvocato Lorenzo Contucci, spesso chiamato in causa per difendere i tifosi, ha comunicato attraverso il proprio profilo di Facebook che il TAR del Lazio ha accolto la sospensiva di un Daspo comminato dalla Questura di Roma contro un ragazzo ‘lanciacori’. Questa la nota su Facebook dell'avvocato: 

“Sono lieto di comunicare che il TAR Lazio ha accolto la sospensiva di un daspo comminato dalla Questura di Roma per “doppia multa” contro un ragazzo “lanciacori” Daniele M., che era salito sulla balaustra per coordinare il tifo. Il TAR ha ritenuto fondati i due motivi di ricorso con cui si sosteneva: a) la mancanza della sanzione del Prefetto, visto che le multe erano state pagate; b) l’assenza di pericolosità del gesto. Credo sia una vittoria storica”.

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Allenamenti

Trigoria: video, palestra e parte tattica

Seduta di allenamento mattutina della Roma, per preparare la gara contro il Chievo Verona. I calciatori hanno studiato l'aversario in sala video per poi allenarsi in palestra. Si è pooi passati alla fase di attivazione sul campo con un torello, per poi passare alla parte tattica e concludere la seduta con la partitella. Javier Pastore è stato l'unico a svolgere allenamento individuale. 

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Esclusive

Ilaria Cucchi: “Non abbiamo alcun ritorno economico sul film, è importante per Stefano”

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, è intervenuta ai microfoni di Rete Sort in occasione dell'uscita del film "Sulla mia pelle". Queste le sue parole:

In questi momenti quali sono le sensazioni tue e della tua famiglia?

"Emozioni fortissime innanzitutto perchè questo film è tremendamente vero. Lo voglio dire, non è un film per Ilaria Cucchi o per la famiglia Cucchi, è un film per Stefano. Questo film è drammaticamente vero, racconta in tutta la sua semplicità gli ultimi Sei giorni di vita di mio fratello: il suo calvario, il suo dolore, la sua sofferenza e la maniera in cui è morto.  Questo film racconta Stefano oltre il caso Cucchi; Stefano, la persona, l'essere umano che in quei Sei giorni in stato di detenzione è morto lentamente e letteralmente di dolore. E soprattutto da solo come un cane. Questo film racconta la verità che io, la mia famiglia ed il nostro avvocato avevamo ben chiara fin dai primissimi istanti, fin da quando vedemmo Stefano, morto sul tavolo dell'obitorio. Questa verità è stata negata per anni in tutte le maniere, anche le più bizzarre in un processo, il primo, che era di fatto un processo a Stefano stesso, nel quale si voleva dire di fatto non era successo nulla, che Stefano tutto sommato era morto di suo. Oggi in questo nuovo processo, vero, nel quale ci sono i veri e giusti imputati, i giusti capi di imputazione, nel quale possiamo parlare finalmente di violentissimo pestaggio, guardo quel film e mi chiedo per quale motivo alla nostra famiglia, una famiglia normale, come tante altre, è stato chiesto questo sacrificio: quello di rimboccarsi le maniche, mettere da parte quel dolore, e di non avere nemmeno il tempo di rielaborare quel lutto perché c'era una cosa più importante da fare. Intraprendere quella che di fatto è diventata una vera e propria battaglia contro tutto e tutti, per arrivare finalmente a far riconoscere quelle verità anche nelle aule di giustizia"

Vi sentite finalmente rispettati?

"E' un film vero proprio perchè si basa direttamente sugli atti. E' un film che non risparmia nulla a Stefano, gli restituisce l'umanità che a Stefano, come a tutti gli altri "Stefano", viene tolta un istante dopo la morte. Ed è un film anche spietato con Stefano, non gli risparmia nulla, ci fa vedere Stefano per quello che era: un ragazzo con tutti i suoi aspetti meravigliosi ed anche con tutte le sue fragilità. E ci fa vedere in quale maniera quel ragazzo è dovuto morire, nella negazione totale di tutti i diritti fondamentali della persona, questo film è estrememente vero, ed ahimè, estrememente attuale"

A voi della famiglia non è stato risparmiato nulla, ma non vi siete fermati fino all'arrivo di questo film…

"Abbiamo le spalle larghe, di critiche ne abbiamo ricevute, ne riceviamo e ne riceveremo ancora. In questo film non abbiamo alcun ruolo, nessuna voce in capitolo e tantomeno alcun ritorno economico. Però questo film è importante per me perché consente non solo di raccontare Stefano e la sua storia ma attraverso questa storia tante altre storie che si consumano nel disinteresse generale. Questo film è da guardare, invito quelli che criticano questo film a guardarlo bene ed a riflettere a lungo. I diritti fondamentali dell'essere umano, la dignità delle persone non è mai, per nessun motivo, sacrificabile. Mai"

Purtroppo ci sono stati tanti casi  simili a quello di Stefano…

"Posso dire a tutti che la cosa che ci ha consentito di andare avanti nonostante tutto in tutti questi anni è il calore delle persone e la consapevolezza che tante persone che ci sono vicine si rivedono in noi: nelle nostre sconfitte, nelle nostre piccole vittorie, in ogni passo avanti per noi che dà speranza a tanti altri, che quotidianamente in vari ambiti sono costretti a subire in silenzio dei soprusi. Voglio aggiungere un'ultima cosa riguardo alla vicenda processuale in corso: recentemente il ministro Salvini ha detto che se i reponsabili di soprusi indossano una divisa devono pagare il doppio: bene, io sono convinta che per quanto riguarda la morte di mio fratello non finirà ancora con delle assoluzioni. Io credo che i reponsabili della morte di Stefano saranno finalmente chiamati a rispondere delle loro responsabilità"

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Bartelt: “Zeman? Se avessi trovato più sintonia con lui…”

Gustavo Bartelt, ex attaccante della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni per l'As Roma Match Program, in occasione di Roma-Chievo. Per l'argentino solo 15 presenze e 1 gol con la Roma, proprio contro il Chievo

Ricorda quella serata al Bentegodi in coppa?
"Come no, indimenticabile. Segnai, presi una traversa e creai qualche altra occasione. I giornali elogiarono la mia prestazione. Tutti parlarono bene di me, tranne uno".

Chi?
"Zeman, il mio allenatore. Mi prese da parte e mi disse che non era contento della prova, nonostante avessi fatto gol. Mi invitò a partecipare di più al gioco di squadra e ad entrare maggiormente nei suoi schemi offensivi. Io ero un attaccante di movimento, dribblavo, non davo punti di riferimento. Il sistema, invece, prevedeva meno tocchi e più profondità. Avessi trovato maggior sintonia con lui …".

Con Capello come andò l'anno dopo?
"Non fui convocato per il ritiro a Kapfenberg, alcuni dirigenti della società mi fecero sapere che non rientravo nei piani del mister. Io rimasi perplesso, per un motivo: Capello non mi aveva mai visto giocare. Poteva valutarmi. Successe qualche giorno dopo, a Trigoria. Facevo parte della rosa e fu costretto a vedermi in allenamento. E come notò i miei movimenti in campo, cambiò subito idea. Mi chiese: "Ma perché non ti sei allenato con noi finora?". Io replicai e gli riportai la versione a me nota: "Perché non mi vuole lei, mister, così mi hanno detto". Lui rispose che non era vero e che mi avrebbe tenuto in considerazione. Mi impiegò sei volte, tre in Serie A e tre in Coppa Italia. Con lui ci fu solo un problema tattico, mi vedeva come centrocampista".

Tra i suoi compagni c'era anche Di Francesco, l'attuale allenatore della Roma.
"Un grande "Difra", mi aiutò tantissimo ad inserirmi nei primi giorni. Parliamo di venti anni fa, ormai, ma ricordo benissimo lui e i miei compagni di squadra come il capitano Totti, Montella, Cafu, Emerson, Candela. Ragazzi straordinari".

I suoi figli giocano a calcio?
"Ho due maschi, Santino e Vincenzo, e una femmina, Valentina. Santino – 15 anni – è bravo ed è tesserato con l'Argentinos Junior. Chissà che un domani non giochi a Roma dove ha giocato il papà. Io lo spero tanto e proverò ad aiutarlo perché sarò sempre un sostenitore giallorosso".

Lo sa che qualche tifoso dopo quel Roma-Fiorentina andò a comprarsi la sua maglia?
"Ascoltare queste parole mi fa piangere, lo dico con il cuore. Roma e i romanisti mi hanno sempre trattato bene. Avrei voluto regalargli qualche gioia in più, ma quel poco che ho fatto se lo ricordano bene. E mi basta così".

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Florenzi: “Puntiamo sul gruppo, è questa la nostra forza”

Come ogni settimana l'As Roma Match Program propone ai suoi lettori un'intervista con un calciatore della Roma. Questa settimana è il turno di Alessandro Florenzi

Wikipedia tra le curiosità legate alla data del 16 settembre scrive: “Giorno con la più alta percentuale di persone al mondo che festeggiano il compleanno”. Che sia vero o no, non importa. Non è neppure questo il motivo.

Roma-ChievoVerona si gioca il 16 settembre e per Alessandro Florenzi non è una data qualunque… e non solo dal punto di vista professionale “una data che ricorderò per sempre”.

Ripercorrendo la sua carriera… partiamo dal principio: il 16 settembre 2012 Roma-Bologna, primo gol in giallorosso all’Olimpico… cosa ricorda?
“Una data speciale, che ha tanti ricordi… molti episodi felici per me”.

2013: Parma-Roma 1-3, gol di Florenzi nella terza delle dieci vittorie consecutive con Garcia in panchina. Era una Roma che ripartiva dopo un momento complicato.
“Quello con il Parma è stato un gol importante che ha aiutato la squadra, una grande vittoria, dovevamo partire forti e ci siamo riusciti fino ad arrivare al record di vittorie”.

Due anni dopo, 2015… era il 16 settembre il giorno del gol al Barcellona. Cosa ha cambiato in lei quella rete?
“Nel mio percorso generale quel gol mi ha segnato solo in parte, è infatti l’insieme di tutte le partite che segna la propria crescita. Però quella rete ha portato il mio nome in ambito internazionale, sicuramente”.

2017, Roma-Verona: il giorno del suo rientro in campo dal primo minuto dopo l’infortunio. È passato un anno esatto, quanto è cambiato Alessandro Florenzi?
“Sono cambiate tante cose, è cambiato Alessandro come uomo. L’infortunio mi ha toccato, mi ha fatto crescere, pensare e vedere la vita sotto tanti aspetti. Ho sempre avuto la convinzione che ci sia una via di uscita per tutto e che ci sia sempre chi sta peggio di te. Io sono riuscito a tornare a fare quello che amo; ci sono bambini, ragazzi, che non hanno avuto la stessa fortuna, giovani che magari sono stati fermati da problemi al cuore o da altre situazioni”.

2018: domenica arriva il Chievo, che gara sarà?
“Sarà una partita difficile, loro tenteranno di racimolare punti. Sono una buona squadra, si conoscono da tempo, verranno agguerriti”.

Nelle prime tre giornate hanno fatto solo un punto…
“Abbiamo già cominciato a studiarlo e abbiamo visto le gare che hanno giocato. Hanno raccolto un punto, ma hanno giocato tre buone partite, sono una squadra che gioca insieme da tanto”.

Riparte il campionato dopo la pausa, è vero che molti giocatori sono stati impegnati con le nazionali, ma forse una sosta può essere anche l’occasione per allontanare le pressioni e ripartire. La pausa è arrivata al momento giusto?
“La pausa è arrivata nel momento migliore, ci siamo riposati quando dovevamo. Poi abbiamo messo lavoro dentro di noi, servirà l’apporto di tutti nel prossimo mese dove abbiamo tante partite ravvicinate”.

E inizierà anche la Champions League, con una grande sfida al Bernabeu tra qualche giorno.
“Il giusto approccio ad una gara così importante è prima pensare al Chievo. Affrontare partita dopo partita. Dobbiamo fare una bella vittoria e poi mettere tutti noi stessi nella sfida con il Real. Non sarà facile ripetere il percorso dello scorso anno, ma dobbiamo fare meglio possibile”.

Come si affrontano tanti impegni ravvicinati?
“Con il gruppo. Siamo tanti giocatori in rosa, un gruppo forte, ognuno di noi potrà dare il suo contributo, vogliamo accumulare vittore”.

Che avvio di stagione è stato a suo parere?
“I risultati non ci hanno dato quello che volevamo, abbiamo capito su cosa lavorare e ora sappiamo dove attaccare le nostre forze. Come dicevo, il nostro punto di forza è il gruppo, sempre insieme quando si vince e quando si perde. Sappiamo dove lavorare per superare una partenza non brillantissima”.

Una stagione importante, iniziata con la firma del rinnovo di contratto…
“Il rinnovo è stato un passo importante della mia carriera; era quello che volevo io, quello che voleva la Roma. Tutti sanno che ho avuto offerte che ho declinato, mi ha fatto piacere riceverle perché significa che ho fatto bene il mio lavoro”.

Ma prima di salutarci, la domanda più importante quella che le farebbero tutti i tifosi. Come sta?
“Sto meglio, stiamo proseguendo le cure del caso, proveremo a essere disponibili il prima possibile, magari già dal Chievo”.

Cosa ha pensato quando ha sentito dolore al ginocchio?
“Ho pensato a tutto il percorso fatto durante la riabilitazione, al post operatorio. Il pensiero è andato anche ai miei cari, alla moglie che inevitabilmente non ho potuto aiutare con i bambini… Sono stati brutti pensieri, sono stato fortunato a non essermi fatto male sul serio”.

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“Un Capitano”: Totti restaura il Colosseo

Francesco Totti presenterà il suo libro "Un Capitano", scritto insieme al giornalista di Sky Paolo Condò, la sera del suo 42esimo compleanno in un evento organizzato al Colosseo. Come si apprende da una nota della Rizzoli, il 27 settembre è la data scelta in coincidenza con il giorno di pubblicazione del libro e sulla base della disponibilità del Colosseo stesso. 

Per la realizzazione della serata la casa editrice si è impegnata a contribuire al restauro di 12 statue marmoree degli Orti Farnesiani all'interno del Parco Archeologico del Colosseo. Alla serata parteciperà anche l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, istituzione a cui Totti e la Rizzoli destineranno una donazione per l'attività di assistenza e ricerca.