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Nainggolan ritrova gli ex compagni a Roma

Radja Nainggolan, si sa, è rimasto legato alla città di Roma. E proprio oggi il centrocampista è tornato in città per presenziare all'inaugurazione di un negozio. L'ex giallorosso  ha approfittato dell'occasione per rivedere alcuni suoi ex compagni che ha subito immortalati nelle foto e le storie poi pubblicate su Instagram. Assieme a lui c'eran gli amici d ex compagni El Shaarawy, Daniele De Rossi ed Edin Dzeko

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Roma Store, Under presenta la terza maglia

Cengiz Under presenta la terza maglia da gioco della Roma. Nello Store ufficiale di via del Corso, l'attaccante turco ha fatto da testimonial alla divisa gialla, quella indossata dalla squadra a San Siro contro il Milan venerdì 31 agosto. Un centinaio i tifosi presenti, che hanno riservato applausi e cori a lui e al direttore generale Mauro Baldissoni. 

 

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Allenamenti

Trigoria: differenziato per Manolas, Pastore e Schick

Il campionato finalmente riprenderà dopo la pausa per le Nazionali, e la Roma continua a preparare il match con il Chievo Verona in programma domenica alle 12.30. Di Francesco ha iniziato l'allenamento svolgendo lavoro in palestra, poi la seduta è proseguita con un lavoro tattico per chiudersi con una partitella. Manolas, che preoccupava per gli acciacchi post Nazionale, potrà giocare e con Pastore e Schick ha svolto lavoro differenziato, come Florenzi e Mirante che poi si sono aggregati al gruppo. A Dzeko è stato concesso il riposo, essendo rientrato nella Capitale e reduce da 90' in campo con la Bosnia. Under e Cristante svolgono lavoro personalizzato per recuperare dagli impegni internazionali. La squadra tornerà ad allenarsi domani mattina. Programmate al mattino anche le sedute di venerdì e sabato, quando il tecnico parlerà in conferenza stampa alle 14.

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Totti rivela la copertina del suo nuovo libro

C’è molta curiosità per l’uscita, prevista in autunno, dell’autobiografia di Francesco Totti, edita intitolata “Un Capitano”. Il libro sarà edito da Rizzoli ed uscirà il giorno del compleanno dell'ex capitano giallorosso. Lo stesso Totti rivela in un video alcuni particolari della sua ultima fatica letteraria, che come sempre i tifosi romanisti aspettano con grande ansia sperando di scoprire qualche inedito sulla vita di Totti. 

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Tifosi

L’Olimpico resta per pochi

IL TEMPO (A.Austini) – Scomodo, non adatto al calcio e di conseguenza mezzo vuoto, la fotografia dell'Olimpico non cambia. Dopo quella della Lazio, si chiude venerdì la campagna abbonamenti romanista, con un dato per nulla esaltante: sono 23.500 i tifosi che hanno sottoscritto l'abbonamento per il campionato e non si attendono impennate di vendita negli ultimi due giorni della campagna. Appena quattromila in più dei "tesserati" laziali, numeri in crescita rispetto alla scorsa stagione ma ancora lontani dai tempi d'oro, quando ad esempio la Roma – nel triennio 2000-2003 – poteva contare su 47mila abbonati e riempiva sempre lo stadio. Un ricordo ormai sbiadito, nella Capitale sembra impossibile riportare la gente all'Olimpico con costanza: al di là dei grandi eventi, come le gare di Champions dell'anno scorso con Barcellona e Liverpool oppure la sfida finale della Lazio contro l'Inter, il sold out è una parola dimenticata da queste parti. Una tendenza che si scontra con quanto accade invece a Milano. Quest'anno l'Inter ha toccato quota 38mila tessere, i rossoneri inseguono intorno ai 35mila. Non c'entra più il livello delle squadre – i risultati degli ultimi anni parlano chiaramente a favore delle romane – ma il nodo sta tutto nell'impianto. Non è affatto un caso che San Siro sia tornato a riempirsi con una certa continuità da un paio di stagioni, ovvero da quando la linea lilla della metropolitana meneghina porta i tifosi direttamente sotto lo stadio. Un'eccezione per l'Italia, routine nelle citta europee, comunque la dimostrazione di quanto incida il fattore mobilità.

L'Olimpico, invece, resta difficile da raggiungere nonostante la sua posizione non lontana dal centro, le restrizioni degli ultimi anni su parcheggi e chiusure delle strade hanno scoraggiato ancor di più tifosi già esausti, sfiduciati, infastiditi. Tanto che Roma e Lazio considerano quasi degli «eroi» quelli che decidono ancora di abbonarsi e affrontare ogni due settimane una vera e propria avventura per andare a seguire allo stadio le partite. Vedendole anche male, a causa di quella pista d' atletica che aggiunge metri e metri di spazio fra gli spalti e il campo. Problemi noti, vecchi e irrisolvibili fino a quando non verranno costruiti gli impianti di proprietà. La Roma ci sta provando da anni e continua ad attendere spazientita il via libera per iniziare i lavori mentre il progetto dello Stadio delle Aquile di Lotito rimasto un'idea su carta. Intanto i due club della Capitale ci rimettono soldi e perdono terreno dalla concorrenza: nella nuova legge sulla distribuzione dei diritti tv, il 12% della quota spettante a ogni società viene determinata sulla base del numero di spettatori presenti durante le gare degli anni passati. La Roma può almeno bilanciare con la Champions. Sono oltre trentamila i mini-abbonamenti venduti per le tre gare del girone, che garantiscono prelazioni su trasferte e partite successive. A Madrid, pero, non sarà invasione giallorossa: a ieri staccati circa mille tagliandi per la gara del Bernabeu. Mentre domenica col Chievo gli spettatori attesi sono circa 30mila. Sara un'ordinaria giornata con lo stadio mezzo vuoto che qui non fa più notizia.

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Rassegna stampa

Il nuovo stadio resta senza “tutor”

IL TEMPO (F.M.Magliaro) – Sono trascorsi già 62 giorni da quando il sindaco di Roma, Virginia Raggi, annunciò la volontà dell'Amministrazione comunale di trovare un "soggetto terzo" cui affidare il controllo sugli studi sui flussi di traffico prodotti dal costruttore Luca Parnasi – patron della Eurnova, partner della Roma di James Pallotta nel progetto di costruzione del nuovo Stadio della società giallorossa a Tor di Valle. Studi sul traffico finiti fra le carte delle intercettazioni della Procura gettando più di qualche ombra sulla loro reale validità. In questi 62 giorni, però, annunci a parte, non risulta agli atti alcun pezzo di carta che autorizzi il Sindaco, un Assessore, un funzionario o anche un usciere a trattare in nome e per conto del Campidoglio con questo "soggetto terzo". II sito istituzionale del Comune, aggiornato a ieri, non riporta traccia né di una memoria o di una delibera di Giunta, né di una qualsiasi determinazione dirigenziale. E i funzionari confermano: non ci sono atti. Solo chiacchiere e annunci.

Più elementi concorrono a rendere preoccupante questa inerzia del Comune. Il primo: la mancanza di un atto autorizzativo rende qualunque interlocuzione con qualsiasi soggetto – il Politecnico di Torino era stato individuato come possibile "soggetto terzo" – una semplice chiacchierata. Che, al momento, dura da oltre due mesi senza approdare a nulla. Secondo: l'assenza di una memoria o di una delibera rende indefiniti, e quindi ben più che oscuri, i confini di questa analisi che dovrebbe essere effettuata dal "soggetto terzo". Cosa dovrà analizzare? Quanto già prodotto da Parnasi su indicazione del Campidoglio? Tralasciando i ripetuti allarmi sollevati dalla stampa (in primo luogo da Il Tempo) sul rischio congestione traffico per il taglio delle opere pubbliche deciso dalla Raggi su indicazione di Berdini, prendendo per buone le intercettazioni telefoniche in cui Parnasi si raccomandava con i suoi di non parlare a terzi del traffico e del Ponte di Traiano, verrà commissionata un'analisi che, oltre quanto già protocollato da Eurnova, inserisca nuove variabili? Le conseguenze di questa decisione possono essere molto delicate. Su indicazione del Comune, che fornì anche software e matrici di calcolo, Eurnova aveva prodotto uno studio che prevedeva due scenari temporali (mattina feriale, 7.30-8.30 per vedere l'effetto del Business Park; sera infrasettimanale 19.45-20.45, per verificare l'afflusso per una partita serale). E per ciascuno scenario temporale, aveva analizzato tre ipotesi: costruito il solo Ponte di Traiano oppure il solo Ponte dei Congressi o, ancora, nessuno dei due ponti edificato. II tutto esaminando sempre e solo l'ingresso allo Stadio o Business Park. Manca un quarto scenario, tutti e due i Ponti realizzati. E mancano praticamente tutti gli altri orari di ingresso allo Stadio per le partite e tutti quelli di uscita. Commissionare un'analisi che completi questi studi parziali potrebbe dimostrare la necessità di costruire (anche) il Ponte di Traiano. E la Raggi sa che questo potrebbe comportare il rifacimento (di nuovo) della delibera di pubblico interesse, stando alle sue dichiarazioni. Ultima annotazione: il Sindaco ha affermato che la parcella di questa analisi al "soggetto terzo" la pagherà il Comune. Al di là della sua non correttezza amministrativa e contabile, manca sempre l'atto autorizzativo per l'impegno dei fondi. Cioè una memoria o una delibera. Insomma, l'inchiesta penale non ha investito l'iter Stadio: è ora di decidere, senza perdere ancora tempo.

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Del Piero: “La Roma punta in alto in Champions, può esaltarsi nelle notti europee. Di Francesco potrà sorprendere”

Intervistato tra le colonne de La Gazzetta dello Sport, l'ex capitano juventino Alex Del Piero ha parlato dei temi riguardanti l'inizio della Champions League, analizzando la situazione delle italiane partecipanti. Ecco un estratto delle sue parole:

Quali sono gli obiettivi plausibili di Juve, Napoli, Roma e Inter?
«La Juve gioca per vincere la coppa, non ci sono mezze misure. La Roma punta in alto perché ha dimostrato di avere la mentalità giusta per diventare una sorta di Liverpool italiano, ovvero una squadra che sa esaltarsi nelle notti europee. Napoli e Inter giocano per mettersi alla prova: vediamo a che livello siamo».

Il laboratorio di Di Francesco è sempre aperto, ma forse a volte c’è confusione. Dopo la cessione di Alisson, la Roma le sembra meno competitiva?
«Credo che la cessione che potrebbe pesare maggiormente sia quella di Nainggolan: è uno spaccapartite. Però credo che il lavoro di Monchi sia stato molto interessante, sono curioso. Di Francesco lotta contro il tempo, ma anche quest’anno ci potrà sorprendere. Sinceramente se la Roma facesse bene sarei molto contento soprattutto per Daniele De Rossi, uno dei grandi “vecchietti” che sono rimasti in campo… Lo stimo molto e gli auguro il meglio».

Per quale partita della prima fase pagherebbe il biglietto?
«Scelgo sempre i grandi stadi, dunque dico Bernabeu per Real-Roma, Anfield per Liverpool-Napoli e Old Trafford per Manchester United-Juventus. Old Trafford è uno degli stadi che amo di più, un tempio. Che meraviglia».

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Via libera al nuovo torneo Uefa Agnelli, Super Lega più vicina

IL MESSAGGERO (E.Bernardini) –  Lo strapotere in Italia della Juventus si allarga anche in Europa. No, non parliamo di campo ma di politica. E' notizia di ieri che l'Eca ha dato il via alla creazione di un terzo torneo per club organizzato dall'Uefa. E sapete chi presiede tale organismo? Il numero uno della Juve, Andrea Agnelli. Una competizione che dalla stagione 2021/2022 si aggiungerà alla Champions e all'Europa League. La sensazione è che questo sia il primo mattone propedeutico alla nascita della Super Lega. Un pensiero fisso ormai. L'acquisto di Cristiano Ronaldo era stato il passo definitivo per rompere definitivamente gli argini in Italia: dimensione che ai bianconeri va stretta da tempo. Lo dimostrano i sette scudetti di fila vinti senza rivali o quasi. Già, il portoghese è arrivato per conquistare quella Champions che da anni manca nella bacheca della Vecchia Signora. Una visione piatta che non appartiene ad Agnelli (visionario?) proiettato in un futuro dove le squadre si trasformano in brand. Immaginate un campionato fatto solo dalle prime 4 dei 5 maggiori campionati europei. Pensate a quanti soldi possono arrivare da sponsor e tv. Un sistema che si autoalimenta come il mercato del lusso. Un pianeta distante anni luce dall'attuale serie A. Il seme è stato piantato ora bisognerà capire come crescerà: chi decide le squadre? Ci saranno retrocessioni? E i campionati attuali? Agnelli una sua idea ce l'ha, la esporrà a tempo debito. La sua voce in Europa è molto ascoltata e nel tempo il suo peso specifico è aumentato parecchio: non è un caso che si vociferi che dietro le dimissioni di Pierluigi Collina ci sia proprio lui (il rigore in Real Madrid-Juve ha lasciato segni evidenti). L'Andrea bianconero ha pensieri anche per l'Italia: il progetto vede Beppe Marotta a capo della Figc, ma non subito. Bisognerà attendere il prossimo biennio.

LEGA DI SERIE A E FIGC – Ore intense a Spalato dove si è tenuto il vertice Eca. Juve, Roma, Napoli e Inter hanno colto l'occasione per definire le strategie da attuare nell'assemblea di Lega odierna. Bisognerà nominare un nuovo consigliere di Lega che prenda il posto di Marco Fassone, decaduto dopo l'addio al Milan. In pole c'è il dg della Roma, Mauro Baldissoni. Ma Claudio Lotito, sfumato il blitz in serie B, (si discuterà anche della sua poltrona di consigliere federale, la legge 8 del 2018 sui limiti a 3 mandati), ha in pugno circa 7 squadre e c'è bisogno dei suoi voti per far eleggere il rivale. Più facile che il presidente laziale percorra un'altra via: essere eletto lui in Lega in cambio dell'appoggio necessario per mandare in consiglio il neo patron del Milan, Paolo Scaroni. Si parlerà anche della Federcalcio e della possibilità di far eleggere uno tra Gravina (Lega Pro) o Sibilia (Lnd). Un reggente (resterà in carico 2 anni) che spiani la strada a Marotta. Tramontata l'idea Abodi (autocandidatosi) che non vuole perdere il Credito Sportivo. Si affronterà poi la vicenda tappetini-Juve: sembra ancora lontano l'accordo. I club rischiano di perdere i 46 mln raccolti. Altro tema, la restituzione dell'anticipo di Mediapro (Oltre 50 milioni ancora fermi nelle casse della Lega). Capitolo fascia di capitano: alla Fiorentina sarà concesso di mettere quella di Astori sotto quella omologata per tutti i club.

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Psico-Roma sul lettino: Pellegrini e Cristante sono da rigenerare

Domanda: quante volte avete sentito dire che gli allenatori devono essere un po’ psicologi? Ebbene a Di Francesco attende un lavoro non banale per ricostruire psicologicamente un tris di giocatori che questo inizio di stagione ha messo in crisi, come sottolinea La Gazzetta dello Sport. L’allenatore si dovrà occupare di Lorenzo Pellegrini, Bryan Cristante e Robin Olsen, usciti un po’ destabilizzati dall’inizio di stagione, compresa la parentesi delle nazionali.

I due centrocampisti azzurri, tornati ieri, stanno infatti facendo fatica a mettere in mostra quelle qualità che hanno nel loro bagaglio. Pellegrini ad esempio, su 5 partite stagionali, ha giocato solo i primi tempi contro l’Atalanta e la Polonia, venendo sostituito in entrambi i casi nell’intervallo dopo due prove deludenti. Pellegrini aveva una clausola che gli consentiva di liberarsi per una trentina di milioni ma, complice anche il fresco matrimonio, nonostante il corteggiamento di club importanti (Juve e Milan su tutti), ha scelto di restare a Roma per ereditare virtualmente un ruolo alla Totti, alla De Rossi, alla Florenzi. Per farlo ha chiesto anche garanzie tecniche, che sono parse arrivare con la partenza di Strootman. A quel punto, però, qualcosa è sembrato non andare per il verso giusto. Morale: a questo punto non è un mistero che a gennaio valuterà il suo minutaggio e, nel caso fosse modesto, potrebbe pensare anche al divorzio. Discorso diverso per Cristante, acquistato dall’Atalanta per 20 milioni (più 10 di bonus). Anche lui, delle 5 partite stagionali finora disputate, è partito titolare solo due volte (Atalanta e Portogallo), non brillando in nessuno dei due casi e finendo sostituito. Morale: uno come lui è da rigenerare in fretta pena polemiche, perché la Roma deve senz’altro evitare investimenti non convincenti.

Chi è sempre stato titolare e non sempre criticato è stato Olsen. Il portiere svedese, però, a Roma paga di non sembrare all’altezza di quella specie di superman di nome Alisson. Anche i media svedesi lo hanno crocifisso. Morale: urge che riacquisti fiducia in se stessi per poterne dare alla squadra. La Roma non aspetta altro. Toccherà a «Sigmund» Di Francesco liberare lui e gli altri dalle ansie.

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FIFA 19, nella demo presente anche la Roma

Presentata tramite un tweet dall'account ufficiale della EA Sport la demo di Fifa 2019, che uscirà il 13 settembre e sarà disponibile su Xbox, Playstation e Pc.

Come si evince dal cinguettio saranno 10 le squadre selezionabili in questa versione di prova del gioco di calcio più amato del mondo: Juventus, Real Madrid, Manchester United, Manchester City, Bayern Monaco, Paris Saint Germain Atletico Madrid, Borussia Dortmund, Tottenham… e Roma. 

Sulla demo di FIFA 19 sarà possibile testare in anteprima la modalità The Journey Champions e delle partite della UEFA Champions League autorizzate.