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Vucinic: “Dzeko al Bernabeu ha tutto per ripetere la mia notte magica”

Raggiunto dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l'ex giallorosso Mirko Vucinic torna a parlare di quando a 24 anni «matò» il Real Madrid di Bernd Schuster come se fosse un toro un po’ imbolsito. Era il 5 marzo 2008 e la Roma di Luciano Spalletti, dopo aver vinto l’andata 2-1, grazie ad un gol sui titoli di coda del montenegrino espugnò anche «la casa blanca». Ecco un estratto delle sue parole:

Che cosa ricorda di quel match di dieci anni fa?
«Mi è rimasta una sensazione bellissima. Fu una partita perfetta giocata in uno stadio che ha fatto la storia. Non potevo chiedere di meglio. Ovviamente, al momento del sorteggio ci davano tutti per sfavoriti, però eravamo forti anche noi. E per me fu una cosa straordinaria fare gol proprio sotto la curva dei nostri tifosi. Spero che la Roma riviva anche stavolta una notte così».

Tanti tifosi pensano che il gruppo si sia indebolito rispetto alla scorsa stagione. Lei che ne pensa?
«Sono partiti giocatori importanti come Alisson, Nainggolan e Strootman, ma ho fiducia negli acquisti di Monchi. Lui è uno che sa fare il suo lavoro. Prendete Olsen: sono certo che è uno che presto potrà fare molto bene».

Ma secondo lei quella Roma del 2008 era più forte di questa?
«Non lo so. Dico solo che avevamo davanti solo soltanto un’Inter fortissima, che di lì a poco vinse tutto. Alla Juventus auguro di vincere la Champions, ma finora non ce l’ha fatta neppure lei».

A proposito di passato, che ricordo ha lei di Maria Sensi?
«Bellissimo. Era una persona speciale. Aveva tanta personalità e dei modi gentili».

Lasciamoci con una cosa che i calciatori non vogliono mai fare: un pronostico sulla partita. Come finisce Real Madrid-Roma?
«Vince la Roma: 0-1 con gol di Dzeko».

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Assalto all’Everest, la fiducia di De Rossi: “Roma, gare come questa possono rigenerarti”

A che punto è la notte? Daniele De Rossi lo chiede al cielo di Madrid, sapendo che per lui questa non sarà una partita come tutte le altre. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport (M.Cecchini), troppe le cose che si agitano nella testa di uno che è romano e romanista, e che proprio per questo vede con maggior sofferenza appassire i sogni di un’estate stravagante e piena di speranze. "Siamo i primi a chiedere di più – spiega il capitano giallorosso – ma non è facile paragonare la Roma che ha battuto il Barcellona dopo un percorso di conoscenza di mesi e questa, che è all’inizio di una nuova stagione. Dobbiamo voler fare di più, ma anche un anno fa eravamo la stessa squadra che prima era stata criticata. Se poi la stagione è finita in maniera soddisfacente, posso essere solo fiducioso. Portare via punti da qui potrebbe darci questo slancio, farci trovare fiducia per dire: 'Ricordatevi di quanto siamo stati forti pochi mesi fa e torniamo ad esserlo'. Le stagioni da sempre e per sempre saranno figlie del mercato. Il calcio funziona così, non solo con questa proprietà. Si sono sempre venduti i migliori giocatori per poi comprarne altri che dopo qualche anno sarebbero diventati forti come quelli che c’erano prima. La Roma si è sempre rigenerata nonostante le cessioni fisiologiche, sono nel destino di questa società". La cosa certa è che De Rossi scenderà in campo con la fascia al braccio. Quella personalizzata che gli è costata ieri mille euro di multa (come Florenzi) e che in campionato accantonerà. "Ne avevo già parlato con l’allenatore. La cosa che mi dà fastidio è che sono rimasto solo io insieme a quelli della Fiorentina, e per rispetto verso di loro – che hanno motivazioni più importanti – metterò la fascia della Lega. Però non c’era bisogno di uniformare; il nostro calcio ha problemi più importanti. Ho sentito dire da gente che stimo come Costacurta e Tommasi che cercheranno di togliere questa regola".

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Roma, 11 volte contro il Real: la strana Classica del 2000

LA REPUBBLICA (M.Pinci) – Dalla prima volta Totti ha cambiato ruolo, e magari nel pranzo di oggi con Florentino Perez ne parleranno sorridendone, come vecchi amici. Non sarà la prima occasione, perché da quell’11 settembre del 2001 in cui il mondo piangeva e la Uefa faceva finta di nulla, le loro squadre continuano a incontrarsi a cadenza regolarissima. Italia-Spagna, da 18 anni, non è Juventus-Real e nemmeno Barcellona-Milan. Ma Real Madrid- Roma. Chi l’avrebbe detto? Dal 2001, da quando Capello accompagnò per mano la capitale pigra nella coppa che non aveva giocato mai (nel 1984, quando arrivò in finale contro il Liverpool, si chiamava ancora Coppa dei Campioni) i confronti tra il Madrid e la Roma sono tanti quanti quelli dei Campioni d’Europa contro il Bayern, roba che mette sul piatto qualcosa come 15 Champions. E solo Chelsea e Barcellona si sono incontrate più spesso, tra le grandi d’Europa: il segno di una geografia liquida. Nel XXI secolo nessuna italiana si è scontrata così spesso con un avversario: stasera il Bernabeu ospiterà l’11° confronto, tanti quanti quelli tra i blancos e la Juventus. Ma il 27 novembre, all’Olimpico, il sorpasso inevitabile di una sfida diventata ormai una classica a sorpresa, di quelle che non ti aspetti e in cui la Roma è anche uscita vincente. E che certo non ne ha i "gradi": se il Real festeggia gli 843 giorni consecutivi da Campione d’Europa, la Roma aggiorna il conto di quelli senza un trofeo a 3770. Ciò nonostante per Lopetegui, capofila del movimento spagnolo, quello capace di assicurarsi 22 degli ultimi 30 titoli europei, «la Roma è più forte e più ambiziosa dello scorso anno». Anche senza scudetti, senza finali e senza coppe, il club di Trigoria ha iniziato a ritagliarsi una dimensione meno legata al GRA. Certo, difficile dirlo oggi: è solo la prima di una Champions che la Roma ha salutato in semifinale e col rimpianto di aver perso un’occasione, più che con l’orgoglio di aver fatto qualcosa di unico. « Lo è stato, e sarà dura ripetersi, ma quello che cerchiamo non è l’ordinario, quanto lo straordinario » , è il mantra che decide di recitare Di Francesco. Ora alle corde per critiche che ne inchiodano le responsabilità di fronte alla partenza senza gioie o quasi: l’unica vittoria della nuova stagione compie oggi un mese, in mezzo due mezze figuracce in casa e il ko di Milano. Colpa soprattutto di una preoccupante inclinazione a esporsi: Olsen è dovuto intervenire quanto i colleghi di Frosinone e Parma, due neopromosse. E ogni tre tiri e mezzo prende gol: così è se gli avversari si chiamano Cutrone, Rigoni, Stepinski, figurarsi l’armata Real. Che senza Ronaldo è cambiato, basta leggere i numeri di Benzema: cinque gol in tutta la scorsa Liga, altrettanti in questa stagione, come gli avessero tolto un tappo. La Roma deve trovare il modo di rimetterglielo: «È su questo che stiamo parlando con i ragazzi, dobbiamo ritrovare qualità difensiva» dice Di Francesco. Che rimetterà De Rossi e Nzonzi e minaccia una tribuna punitiva (Pellegrini? Kluivert?). Forse sa che serve una scossa: se la Roma è un paziente in difficoltà cui spesso manca il fiato (13 squadre, in Italia, hanno corso di più), un risultato a Madrid, oggi, potrebbe avere l’effetto di defibrillarlo.

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Roma, voglia di notti Real

IL MESSAGGERO (U.Trani) – Manolas, uomo copertina della sfida di questa sera al Bernabeu, è il simbolo della Roma in Europa. Sicuramente in Spagna. L'urlo alla Tardelli, e qui sanno bene come è stato nell'82, fece il giro del continente e anche del pianeta. Il tempio del Madrid lo incorona eroe per lo sgarbo ai blaugreana di Messi. Eccolo, dunque, il testimonial della squadra di Di Francesco. Della Champions di ieri, però, cioè della remuntada storica con il Barcellona all'Olimpico nell'ultima edizione. Non di quella di oggi, appena cominciata. Sembra passata una vita e invece solo l'estate. Adesso i giallorossi sono alla ricerca dell'identità smarrita e magari, nella notte contro i campioni in carica, sperano di ritrovarla. Il Real, invece, è senza Cristiano Ronaldo dopo 9 stagioni di trionfi e nessuno ormai può restituirglielo: qui provano a far finta di niente, dal presidente Perez al nuovo tecnico Lopetegui, dai giocatori ai tifosi. Non è possibile. Il suo 7 è sulle spalle di Mariano Diaz, 26 anni e ancora nessuna presenza (e ovviamente nessun gol). Cr7 ha più segnato che giocato con i Blancos: 450 reti in 438 match, 105 in 101 gare di questa coppa di cui è il capocannoniere di sempre con 121 in 159 sfide, contando pure quelle con lo United.

ZANIOLO VERSO IL DEBUTTO – Di Francesco, da debuttante, ha lasciato subito la sua traccia in Champions (semifinale e 13mo nel ranking che è la miglior posizione di sempre). Dove l'anno scorso ha fatto meglio che in serie A: finì davanti al Chelsea di Conte e spedì l'Atletico Madrid in Europa League. Adesso è come se ripartisse da zero: Monchi gli ha ribaltato la rosa. Più giovani e meno senatori. In Europa, nell'edizione passata, Alisson, Nainggolan e Strootman fecero la differenza insieme ad altri big come Manolas e Dzeko che comunque sono rimasti. Il passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova generazione non può essere istantaneo. Almeno nel calcio. Di qui le difficoltà. Da superare in fretta. Con scelte chiare e mirate. Con quel 4-3-3 che è lo spartito meglio conosciuto dal tecnico e dal gruppo, a prescindere dalle caratteristiche dei nuovi arrivati che prima o poi completeranno il processo di adattamento e integrazione. L'allenatore, nell'esame di Madrid, non si affiderà solo all'esperienza. E' vero che a centrocampo si prepara a spostare Nzonzi nel ruolo di mezzala per farlo convivere con De Rossi. Spazio a chi sta meglio, mentalmente e fisicamente. Così conferma per Under che, escluso Dzeko, ha più minuti dei compagni d'attacco, avendo giocato pure i 2 match con la Turchia ed essendo stato titolare domenica scorsa per un tempo e mezzo. Rientrano Fazio e De Rossi: in partenza, quindi, solo 2 novità. E la solita tentazione: Zaniolo rischia di cominciare il suo percorso dalla Champions, sfidando Pellegrini e piazzandosi davanti di Cristante.

STRAPOTERE – La Roma è alla sua partecipazione numero 12 nell'unica coppa che conta. Il Real ne ha 49. Pesano il fatturato e la storia. Ramos, nel maggio scorso a Kiev dopo la finale contro il Liverpool, ha nuovamente alzato il trofeo più prestigioso: il 13° madridista. Il Real ha vinto 4 delle ultime 5 Champions e, da 8 stagioni, arriva almeno in semifinale. Stasera gli assenti sono CR7 e anche Zidane capace del tris (di fila) prima di dire addio. Ma chi è ancora qui resta comunque galactico. Non c'è da ricordarlo a Di Francesco. Che è presente. A se stesso.

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Verso Real Madrid-Roma, guida alla squadra di Lopetegui: dai gol subiti alla rinascita di Benzema

Tre vittorie, un pareggio ed una sconfitta: sono i numeri dell'inizio di stagione del nuovo Real Madrid, di Lopetegui. Gli addii di Zidane e Ronaldo hanno modificato il volto di una squadra capace di essere detentrice da 843 giorni del trofeo per club più ambito. L'ex allenatore del Porto e della nazionale spagnola ha restituito un'identità di gruppo alla 'casa blanca', meno dipendente dai gol di Cristiano (105 soltanto in CL, il 50% della produzione madridista nella competizione da quando questa esiste nella sua formula moderna) e più incentrata sul collettivo.

COSA NON VA – Se nelle intenzioni sembra tutto avere una logica, anche un mercato che ha portato soltanto Mariano DìazOdriozola oltre a Courtois e al già opzionato Vinicius Junior – a parte il portiere ex Chelsea, fin qui 0 minuti per i nuovi -, dal confronto con il recente passato emerge una certa difficoltà, soprattutto difensiva, che pone Lopetegui già sotto i riflettori dell'esigente pubblico madridista: le prime 5 gare della vecchia stagione portarono infatti in bacheca 2 trofei, la Supercoppa di Spagna contro il Barcellona e quella Europea contro il Manchester United, e una vittoria ed un pareggio – contro il Valencia – in campionato. La sconfitta nel derby contro l'Atletico Madrid ha fatto sfumare invece la prima coppa di quest'annata, mentre il pareggio contro il Bilbao – unico avversio di livello fin qui affrontato – non è piaciuto alla critica. A preoccupare sono però soprattutto i 7 gol subiti (a fronte dei 4 della passata stagione) con un solo clean sheet all'attivo, 4 dei quali arrivati nei primi 30' di gioco – per ben 3 volte le merengues sono già state costrette alla rimonta -.

COSA VA – L'undici di Lopetegui fin qui ha preso chiaramente i connotati di una squadra maggiormente associativa, dotata di ottimi palleggiatori e di tanto movimento nel reparto offensivo. Il post-Ronaldo lo si sta costruendo sulla posizione di attaccante centrale di Benzema: chiaro esempio dello slittamento di peso specifico nello spagliatoio è proprio il francese, a segno per 5 volte in queste prime 5 partite, a fronte di altrettante reti in tutta la scorsa Liga. Queste si uniscono alle 3 di Bale e alle 3 del capitano Sergio Ramos, oltre alle marcature di Isco e Carvajal. Proprio Bale e Asensio sono i compagni di reparto dell'ex Lione, eletti dallo spagnolo a cardini della squadra: 5 partite, 5 volte lo stesso tridente, con Lucas Vázquez prima alternativa – lo spagnolo è subentrato in tutti e 5 i match fin qui -. Più mobile il centrocampo, dove nelle prime 3 gare è mancato dal 1'  il vicecampione del Mondo Modric – comunque sempre subentrato -: oltre al sempre titolare Kroos, Isco e Casemiro sono i due che si giocano la terza maglia da titolare, con Ceballos pronto a dare freschezza. Pochi dubbi anche in difesa, dove il quartetto composto da Carvajal, Ramos, Varane e Marcelo ha pochi rivali nella testa del tecnico. La spinta del terzino spagnolo, sulla destra, ha già portato in dote una rete ed un assist, sfruttando la capacità di accentrarsi di Bale – 3 reti e 3 assist -.

Luca Loghi

Alcune statistiche sul match del Santiago Bernabeu (ore 21.00, diretta Rai e Sky):

  • Sono 10 i precedenti tra Roma e Real Madrid in Champions League, con un bilancio di 6 successi per i blancos, tre per i giallorossi e un pareggio. La Roma ha vinto due volte al Bernabéu: nel 2002 – nella fase a gironi – con un 1-0 targato Francesco Totti e nel 2008 – nel ritorno degli ottavi di finale – con il 2-1 griffato Rodrigo Taddei e Vucinic; nel mezzo il gol di Raul. Nel 2016 l'ultimo raffronto tra le due squadre, con il Real Madrid che ha vinto entrambe le volte per 2-0 agli ottavi di finale della stagione 2015-2016. Le due gare contro la Roma, sono state le prime di Zinédine Zidane da tecnico del Real Madrid in Champions League.
  • Il Real Madrid ha vinto 22 delle ultime 25 partite disputate in casa nella fase a gironi di Campions League (22 vittorie e 3 pareggi il parziale). L'ultima sconfitta in casa è quella dell'ottobre 2009 quando il Milan si impose per 3-2 al Bernabéu con una storica rimonta guidata da Pirlo e Pato (doppietta).
  • Il Real Madrid ha vinto tutte le gare d'esordio in Champions League fin dalla stagione 2006/07, dove perse 2-0 sul campo del Lione. Se si limita la statistica alle partite d'esordio giocate in casa, da quando sono stati modificati i criteri di qualificazione alla competizione, la stagione 1997/08, i blancos hanno sempre vinto se impegnati al Bernabeu (11 occasioni, 33 reti siglate e 8 subite).
  • La Roma ha vinto solo una delle ultime 15 trasferte giocate in Champions League, perdendo le ultime 4 gare consecutive con tanto di 13 gol subiti. L'ultima affermazione fuori dall'Olimpico è quella del settembre scorso con il successo per 2-1 in Azerbaigian sul Qarabag. Occhio a Dzeko, il bosniaco va a segno da 5 gare consecutive in Champions League. Prima della scorsa stagione, non aveva mai segnato per tre gare consecutive nella massima competizione europea.
  • Il Real Madrid ha vinto la Champions League per il terzo anno consecutivo, dopo il successo in finale contro il Liverpool a Kiev. Non capitava dal Bayern Monaco degli anni '70 (1974, 1975 e 1976), ma si chiamava Coppa dei Campioni e aveva un formato completamente differente. Il Real proverà a vincere la quarta Champions di fila? L'ultimo a farcela, è stato proprio il Real Madrid negli anni '50.
  • Il Real Madrid disputa la sua 22esima stagione consecutiva in Champions League, la striscia più lunga nella storia della competizione. I blancos hanno sempre superato la fase a gironi e da 8 anni arrivano almeno ai Quarti. Per la Roma, invece, è la 11a partecipazione in Champions League. I giallorossi sono quarti tra gli italiani nella classifica di partecipazione, dopo Juventus (19), Milan (17) e Inter (12).
  • Per il Real Madrid è la prima Champions League senza Cristiano Ronaldo, arrivato nella stagione 2009-2010. Il portoghese ha firmato esattamente il 50% dei gol prodotti dal Real Madrid nella competizione, dal 2009 al 2017: 105 gol e 27 assist.
  • Sono 863 i giorni da campioni in carica per le merengues, mentre per la Roma sono passati 3770 giorni dall'ultimo trofeo conquistato.

(Fonte dati: Opta)

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Real-Roma, De Rossi: “Anche l’anno scorso erano stati venduti giocatori importanti e poi abbiamo raggiunto grandi obiettivi”

Daniele De Rossi ha presenziato la conferanza stampa prima di Roma-Real Madrid al fianco di Eusebio Di Francesco, queste le sue dichairazioni: 

Questa squadra ha battuto il Barcellona ma stenta con squadre come Chievo e Atalanta. Bisogna chiedervi di più o accettarvi per come siete?
"Noi siamo i primi a chiedere di più a noi stessi. Non è facile paragonare la squadra che ha battuto il Barcellona, dopo mesi di lavoro e conoscenza tra di noi, e questa che anche se non ha iniziato bene sta intraprendendo una stagione nuova. Dobbiamo fare di più, ma anche la Roma del 3-0 al Barcellona è stata duramente criticata. Se la stagione è finita in maniera soddisfacente, seppur senza trofei, allora sono più che fiducioso".

Questa incertezza è figlia delle cessioni sulmercato?
"Le stagioni sono e saranno sempre figlie del mercato. Da quando ci sono io è sempre così, anche quando ho iniziato si vendevano i migliori e se ne prendevano altri, e poi dopo qualche mese quelli diventavano i più forti. E' una cosa un po' fisiologica. Anche l'anno scorso erano stati venduti giocatori importanti e poi abbiamo raggiunto obiettivi che non erano mai stati raggiunti". 

A Ramos hanno chiesto di Cristiano Ronaldo e lui ha risposto che vuole vincere senza di lui per dimostrare il valore del gruppo. 
"Il mercato lo fanno tutti, tutti comprano e cedono. Non so cosa si prova a vendere uno che ha vinto così tanto, ma a volte i cicli così vincenti hanno bisogno di uno scossone. Non posso commentare ciò che non conosco e mi interessa il giusto. Da capitano bisogna fare questo, sostenere i compagni dal primo all'ultimo giorno e lavorare bene". 

Hai avuto una multa di mille euro per la fascia di capitano. Volevo chiederti se continuerai a indossarla. Nel calcio italiano che ha tanti problemi, cosa ne pensi di questo?
"Ho parlato già col mister e con Florenzi, che mi ha chiesto perché non sapeva come comportarsi. Ciò che mi dà fastidio è che sono rimasto solo io con quelli della Fiorentina. Si è perso molto tempo a parlare di questa cosa. Non c'era bisogno di questo provvedimento, non c'era bisogno di adottare una fascia unica. Ho sentito tante persone nel mondo del calcio a cui non piace la regola, come Costacurta e Tommasi, che tenteranno di cambiarla. Non mi leva il sonno mettermi una fascia o l'altra, ma assolutamente devo rispettare i miei colleghi della Fiorentina che hanno una motivazione diversa dalla mia. Quindi dalla prossima partita metterò quella della Serie A per rispetto di una società come la Fiorentina che ha subito qualcosa di tremendo. Non mi sembra giusto mettermi sullo stesso piano". 

È la partita giusta per rilanciare la squadra?
"Non mi sembra la miglior partita per ripartire, ma visto che partite semplici ci hanno portato risultati come quello di domenica, questa potrebbe darci uno slancio di fiducia. Potrebbe ricordarci quanto siamo stati forti qualche mese fa e aiutarci a tornare ad esserlo". 

Qualcuno dice che nella Roma i giocatori nella Roma si sentono di passaggio. Ci dici la verità di cosa si sente nello spogliatoio?
"Lo chiedi alla persona sbagliata se ci si sente di passaggio. Io ci ho messo le radici. Ma i calciatori sono lavoratori di passaggio dappertutto. La Roma anzi è uno di quegli esempi che vanta giocatori che restano tanti anni. E' vero che sono nati e cresciuti qui e c'è qualcosa che li spinge, ma è possibile. E' possibile restare come ha fatto Sergio Ramos e andare via come ha fatto Ronaldo. Il dispiacere di non vedere più un compagno di squadra è molto forte, può durare uno, due giorni, una settimana, ma poi deve finire. Ho visto Radja due giorni fa, ho sentito Kevin pochi giorni fa, ma il calcio è questo". 

Hai detto che Di Francesco è stato molto importante per voi. Ora la sua leadership sembra in discussione. Il pensiero del capitano su questo?
"Non cambio ciò che ho sempre detto. Ti sei anche un po' risposto da solo, non è il primo che viene toccato dalle critiche, capita anche a noi e alla società. A Roma è normale perché vogliamo tutto subito, ma succede anche qui a Madrid. Al primo anno di calcio veramente importante ha portato la Roma dove non era mai stata, ha una filosofia di gioco ben precisa che ci ha portato dove siamo arrivati. Adesso non è felice dei risultati come non lo siamo noi. Mettere in discussione l'allenatore è una cosa che succede ovunque, ad esempio Spalletti all'Inter che non sta facendo risultati. Anche l'anno scorso ci era successo eppure è stata una stagione entusiasmante".

Rappresenti molto nella storia del calcio italiano. Potrebbe essere una delle tue ultime Champions, forse l'ultima partita al Bernabeu. Come la vivi?
"È diverso giocare qui dagli altri stadi. Credo lo sarà per tutti. Potrebbe essere la mia ultima Champions, sì, c'è un po' di emozione, ma c'è da giocare una partita molto importante. Portare a casa il risultato in questo tempio sarebbe importante ed emozionante".

L'ultima volta che sei venuto qua è stata la partita che ha distrutto il calcio italiano, ti porti rabbia per quello Spagna-Italia?
"Al bagno degli spogliatoi ho subito avuto una ventata di negatività che voglio cacciare. Quella partita ha contribuito all'eliminazione. Ma in campo non mi porto nulla. Penso a quando abbiamo passato gli ottavi di finale con Francesco. Quella serata è stata negativa e non ci penso". 

Hai già giocato qui contro Ronaldo, domani non ci sarà, questo ti solleva?
"Sarà pieno di giocatori fortissimi, non avrò una sensazione di sollievo e liberazione. Se ne avessero venduti altri otto-nove allora sì. Rappresenta una fonte di gol in meno, visto che ci ha quasi sempre segnato, ma nella squadra non saprei trovare un punto debole. Li guardo con grande rispetto, non c'è sollievo per l'assenza di Ronaldo".

La Roma può ripetere il cammino dell'anno scorso in Champions? La Roma è forte come l'anno scorso?
"L'anno scorso c'era meno fiducia al girone per via di Chelsea e Atletico. Dobbiamo essere fiduciosi. Ci vorrà grande impegno, qualità ed entusiasmo. Questo viene vincendo e vivendo belle serate come quelle del girone del'anno scorso".

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Real-Roma, Di Francesco: “Voglio una squadra con rabbia e desiderio di fare male agli avversari e di vincere”

Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa insieme a Daniele De Rossi prima dell'esordio in Champions League contro il Real Madrid al Santiago Bernabeu domani alle 21.00.

Ha la percezione che l'entusiasmo si stia dilapidando? Quali sono le soluzioni?
"Parlare di entusiasmo dilapidato è decisamente prematuro con la Champions che non è ancora iniziata. Mi sembra di stare a Roma. Sta a noi riportarlo dando più continuità a quello che facciamo e dobbiamo avere più spensieratezza.  Voglio una squadra con rabbia e desiderio di fare male agli avversari e di vincere la partita".

Cosa ha chieso ai suoi? Quali sono
"Presto per cedere differenze, senza Ronaldo mi sembrano più aggressivi e più continui. Non hanno perso le loro qualità e variano dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Dico solo che dobbiamo saper migliorare i nostri errori, con il Chievo ho visto una fase difensiva di maggior qualità ma mancava di cattiveria e determinazione. Dobbiamo difendere molto meglio da quel punto di vista".

Come può cambiare una squadra dopo aver perso Cristiano Ronaldo?
"Siete tutti molto frettolosi nel volere giudizi. Questo Real mi piace, soprattutto Asensio, credo sia il futuro della squadra, non è Ronaldo ma lavora sia benissimo per la squadra sia per i compagni. Io penso però che il Real nella sua storia si sia fatto riconoscere come squadra, non Real Ronaldo".

La solidità difensiva sembra perduta. Cosa ti preoccupa di più?
"Sono convinto che Dzeko abbia le caratteristiche per aiutarci. Mi preoccupa di più il fatto della fase difensiva. Dobbiamo lavorare tutti meglio ed è giusto ora dare maggiore solidità alla fase difensiva qualitativa e poi ne gioverà anche quella offensiva. Dobbiamo lavorare meglio di squadra, tutti insieme".

Se dovesse prendere un giocatore al Real domani chi sarebbe?
"Prenderei Sergio Ramos perché sa fare tutto con grande qualità".

Pensa sia una serata in cui ci può sorprendere con le sue scelte?
"Potrei anche sorprendere ma non lo dico qui. Ho tanti pensieri ma alla fine devo fare scelte ponderate. Partita insidiosissima ma bellissima da vivere, da giocare. Voglio che si riaccenda l'anima della Roma, al di là dei sistemi di gioco, si pensi agli atteggiamenti e alla presenza durante la gara".

Vedendo insieme Nzonzi e De Rossi questo le impone di cambiare l'assetto visto nel finale con il Chievo?
"Tatticamente sono due giocatori che possono coesistere, il fatto che Nzonzi possa fare la mezzala può avvenire già domani. Domenica è stata una scelta legata al fatto che la squadra subiva le imbucate tra le linee e di fatto l'aveva risolto. Avevamo avuto le difficoltà già con il 4-3-3. Può accadere di vederli insieme ma non deve spostare gli equilibri di questa squadra che deve essere corta e aggressiva per quanto ce lo permetterà il Real".

Domani in panchina servono 7 giocatori che comporta ulteriori scelte. A proposito, come sta Perotti?
"Perotti va in panchina. Io sono qui per fare delle scelte, anche importanti e alcuni andranno in tribuna. Tante volte una tribuna aiuta i giocatori a farli crescere".

Monchi ha detto che Kluivert può essere il giocatore del futuro. Questo futuro può iniziare già domani?
"Per Kluivert faccio un discorso di crescita, parlare di domani è riduttivo. Lui deve lavorare e migliorare nei movimenti. Ha grandissimi mezzi e farà bene in questa Roma, dirvi ora che farà un campionato e una Champions importante è prematuro, ma vi assicuro che ha grandissimi mezzi ed è soltanto un '99".

Per lei immagino si possa trattare di un argomento delicato. Commenta in qualche modo quanto successo tra suo figlio e Douglas Costa?
"Sono indignato per delle accuse per delle presunte frasi dette da mio figlio a Douglas Costa. Federico è stato l'unico a subire uno sputo, è stato un grande uomo. Sono orgoglioso come padre ed è assurdo che sia stato l'unico a non ricevere scuse e lo dico da padre. In questo momento è giù, passato da vittima a colpevole, questo sono i social. Non dico altro".

Pensi che la Roma possa ripetere il cammino dello scorso anno in Champions? 
"C'è un percorso di crescita da fare, ovviamente quando si ottiene quanto abbiamo fatto l'anno scorso si creano grandi aspettative. Dobbiamo essere i primi a crederci, abbiamo fatto qualcosa di straordinario: è giusto crederci e provare a ripetersi, viviamo per le cose straordinarie".

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Roma, il magazine Bleacher Report: “Quello dei giallorossi è lo stemma più bello della Champions”

Lo stemma della Roma è il più bello d'Europa. Questo quanto stabilito dalla celebre rivista statunitense, Bleacher Report, che ha stilato una speciale classifica degli stemmi più belli di questa edizione della Champions Legaue. Dai voti degli utenti è emerso che il migliore appartiene proprio alla Roma, capace prima di superare la fase a gruppi e poi di imporsi, nell'ordine, su quelli di Juventus, Manchester City e Liverpool. Successo nella particolare finale contro il Bayern Monaco.

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[VIDEO e FOTO] – Real-Roma, squadra partita da Fiumicino

La Roma ha preso il volo per Madrid. Allenatore, dirigenti e calciatori sono partiti alle 15.30 dall'aeroporto di Fiumicino dopo aver svolto l'allenamento del mattino. Stasera alle 19.00 Eusebio Di Francesco e Daniele De Rossi si presenteranno ai cronisti per la consueta conferenza stampa.

 

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[VIDEO] – Campo Testaccio, Frongia: “Bonifica e poi bando di assegnazione”

Oggi è una data storica per Roma, per i Romani e per i Romanisti: è iniziata la bonifica di "Campo Testaccio", storico impianto appartenuto alla A. S. Roma dal 1929 al 1940 e che ha ispirato il celebre inno giallorosso che porta proprio il nome dello storico campo. Presente l'Assessore Daniele Frongia, intercettato dai microfoni della "gemella" di Retesport, Radio Roma Capitale:

"Ora verrà effettuata la bonifica, poi cis arà un bando di gara per assegnare l'impianto alle società interessate alla riqualificazione dell'area e dell'impianto. Vista la vicinanza di una scuola e di una biblioteca, l'idea è quella di ri-creare un polo di interesse per la cittadinanza". L'assessore ha poi aggiunto: "Presto partiranno i lavori di bonifica anche allo Stadio Flaminio, che seguirà lo stesso iter di Campo testaccio, nell'obbiettivo di recuperare impianti un tempo preziosi e oggi in stato di abbandono"