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[FOTO] – Burdisso e l’addio al calcio: “Ho realizzato i miei sogni di bambino”

Sono 101 le gare e 6 le reti di Nicolás Burdisso con la maglia della Roma tra il 2009 e il 2014. Oggi, attraverso un post su Instagram, l'ex giallorosso annuncia ufficialmente l'addio al cialcio giocato. "Oggi a 19 anni dal mio esordio è il momento di chiudere la mia avventura come calciatore. Grazie a tutti quelli che mi hanno accompagnato in questo percorso, a Dio e alla mia famiglia, ai compagni e le squadre, allenatori e sopratutto tifosi. Il calcio è il mio strumento per essere felice e migliorare ogni giorno come persona e continuerà ad esserlo. Sono orgoglioso e soddisfatto, ho fatto tutto quello che sognavo da bambino" le parole dell'argentino.

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SERIE A TIM

[FOTO] – Ufficiale, Ventura è il nuovo allenatore del Chievo

Dopo le voci degli ultimi giorni e l'esonero arrivato ieri di Lorenzo D'Anna, adesso c'è l'ufficialità: Gian Piero Ventura è il nuovo allenatore del Chievo. L'ex ct era senza panchina proprio dall'ultima partita diretta in azzurro, quella 'maledetta' di San Siro contro la Svezia che nello scorso novembre costò all'Italia la partecipazione al Mondiale di Russia 2018. Contratto biennale firmato con il presidente Campedelli.

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Deschamps: “Nzonzi? Ora ha la visibilità che si merita. Roma competitiva in Europa”

In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, l’allenatore della Francia Didier Deschamps torna a parlare del centrocampista della Roma Steven Nzonzi e non solo. Questo un estratto delle sue parole:

Il progetto Juventus può servire a tutto il movimento italiano?
«La Serie A è un campionato comunque importante, anche se la Premier è davanti per via dei mezzi economici superiori. In Italia però alcuni club stanno tornando competitivi anche a livello europeo, come Roma e Napoli. Sono tornati investitori di peso anche al Milan e all’Inter. L’arrivo di Ronaldo ha garantito una maggiore esposizione all’estero a tutto il campionato. Un po’ come Neymar per il Psg e la Ligue 1. Certo, della Juve si parlava pure prima, ma è chiaro che l’effetto marketing di un fuoriclasse come il portoghese ti permette di raggiungere ogni angolo del pianeta».

A Roma è arrivato Nzonzi, un altro campione del Mondo.
«Il Mondiale gli ha dato quella visibilità che si merita. E’ un ottimo giocatore. Nonostante sia altissimo, è molto tecnico, a suo agio palla al piede. Quando si cambia squadra c’è sempre un tempo di adattamento, per abituarsi al nuovo Paese, al nuovo calcio, ma ho visto che Steven ha iniziato anche a fare gol, sono contento per lui».

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[PODCAST] – Cubero, Mundo Deportivo: “Malcom? Per il Barcellona è un piano B. Monchi è l’uomo dei miracoli”

Continua a far discutere, in Spagna come nella Capitale, la vicenda Malcom. Dopo lo 'scippo' estivo del Barcellona ai danni dell'operazione praticamente già conclusa da Monchi, il calciatore ha disputato appena 25' fin qui in stagione. L'acquisto, chiuso a 41 milioni di euro dagli spagnoli, non ha ovviamente lasciato indifferente la critica. Noi di Rete Sport abbiamo contattato la giornalista Cristina Cubero, del Mundo Deportivo – quotidiano molto vicino alle cose di casa blaugrana -, per approfondire la vicenda del brasiliano e l'apprezzamento per il ds giallorosso registrato proprio in Catalogna. Ecco un estratto delle sue parole in diretta durante la trasmissione condotta da Massimiliano Magni ed Alessandro Cristofori – in calce il podcast completo -:

MALCOM – "Problema caratteriale? No, per Malcom è un problema di tempo. Soprattutto di gusti di Valverde. È l'allenatore a decidere chi gioca e chi no. Il Barcellona ha iniziato con difficoltà il campionato e Valverde non reputa ancora il brasiliano pronto per essere decisivo in Spagna. Non c'è un problema di adattamento, ci sono anche tanti suoi connazionali nello spogliatoio, ma dovrà avere pazienza. Difficile trovare spazio, l'esempio è Dembélé: costato tantissimo, anche a causa di alcuni problemi lo scorso anno è stato a lungo fuori. Le grandi squadre hanno un piano A ed un piano B: Malcom è arrivato a Barcellona non per essere titolare inamovibile, ma per essere di aiuto nelle tante competizioni. Lo stesso discorso vale per Vidal. Al momento è questa la situazione, in futuro potrebbe poi diventare un calciatore importante della prima squadra".

MONCHI – "Il Barcellona lo ha corteggiato a lungo, c'è stato un contatto vero un anno e mezzo fa. I blaugrana lo volevano a capo del settore sportivo, ma lui ha voluto rispettare l'impegno con la Roma. Quest'estate non c'è stata invece nessuna discussione, ma Monchi è molto amato qua in Spagna. Viene considerato l'uomo dei miracoli, magari alla fine tutto questo lo porterà in Catalagna. Al momento però lui è dentro al progetto Roma, è una figura che vuole firmare il futuro del club. Posso dirvi che si è arrabbiato moltissimo per la vicenda Malcom, sono sicura che non succederà una seconda volta una situazione così. La sua bravura non sta soltanto nel portare calciatori nuovi e bravi dal mercato, lui dà stabilità alla squadra: il suo potere sta in quello che trasmette al gruppo".

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La nostra storia: il 10 ottobre 1998 l’esordio di Totti in Nazionale

Torna ad avere grande eco la Nazionale azzurra durante le soste del campionato italiano. Al netto delle convocazioni del ct Mancini e dell'amichevole contro l'Ucraina organizzata allo stadio Ferraris in memoria delle vittime della tragedia di Ponte Morandi a Genova, il 10 ottobre sarà ricordato per un altro motivo: in questa data nel 1998 esordiva con la maglia dell'Italia un ventiduenne Francesco Totti. Lo storico capitano giallorosso subentra al 70', con la maglia numero 17, al 10 dell'epoca, Alessandro Del Piero, mattatore di quella sfida contro la Svizzera con una doppietta. Nel centrocampo di quella squadra, allenata da Dino Zoff, un altro romanista di caratura: quell'Eusebio Di Francesco oggi tecnico del club. A Buffon, Cannavaro ed Inzaghi, oltre proprio allo juventino, al Fiuli di Udine, si univa così un'altra delle colonne portanti del gruppo che 8 anni dopo avrebbe alzato al cielo di Berlino la Coppa del Mondo.

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Kluivert: “Mi alleno duramente, ora basta tribune. Sono pronto a dimostrare di poter emergere”

Convocato con l'Olanda Under21, torna a parlare della sua esperienza alla Roma il neacquisto Justin Kluivert. Ecco le sue parole a Fox Sports:

“Roma è una città bellissima, vivo qui da solo ma a volte vengono i miei genitori, i miei amici e i miei fratelli. Però ogni tanto non è male stare un po’ da soli”.

Non sei ancora titolare nella Roma…
"Sto crescendo tanto, non posso lamentarmi. C’è chi dice che non ce la farò ad emergere, ma io ho fiducia in me stesso e sono pronto a dimostrare tutto. Prima di tutto devo assicurarmi di non finire più in tribuna. Sono sicuro che non accadrà più. Ho ben chiaro di come voler proseguire il mio percorso. È facile passare da “grande talento” a giocatore che non può farcela, ma non c’è problema. Sta a me dimostrare il contrario. Spero che il mio momento arrivi presto. Mi alleno duramente. Onestamente preferisco giocare dall’inizio e magari partite intere, ma con il Viktoria Plzen ho fatto bene e non vedo l’ora di farlo più spesso".

Però hai perso la convocazione nell’Olanda…
"Questo è un po’ un problema, ma anche giocare nell’Under 21 è bello".

Contro l’Empoli è rimasto in panchina, ma ha giocato tre giorni prima titolare contro il Viktoria Plzen, segnando e dedicando il gol al suo amico Nouri…
"Era da tempo che volevo farlo, ci pensavo da un po’. Sono molto legato a lui, e volevo dimostrarlo. Mi è venuta la pelle d’oca quando tutto lo stadio ha applaudito, dopo aver mostrato la maglia".

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Roma, un Pastore di nome Eusebio

IL MESSAGGERO (S.Carina) – «Ho scelto la Roma perché voglio tornare a sentirmi importante». Sono state le prime parole pronunciate da Pastore al suo arrivo nella capitale. C'è ancora tutto il tempo per adempiere a questa volontà ma l'avvio, inutile negarlo, non è stato dei migliori. Prima le difficoltà tattiche nel ruolo di mezzala nel 4-3-3, poi i due infortuni ai polpacci. Il primo in amichevole a Benevento, il 6 settembre. L'altro nel derby, proprio quando la virata tattica sul 4-2-3-1 sembrava il trampolino di lancio per l'argentino. E siccome quando il fato vuole, sa essere alquanto perfido, ora nel ruolo di trequartista è esploso Pellegrini. Un gol, un assist contro la Lazio (più si è procurato la punizione, poi realizzata da Kolarov), un assist a Under più un'altra partita di altissima qualità con il Plzen e ancora la palla per l'1-0 di Nzonzi a Empoli. Senza contare che con il nazionale azzurro la Roma appare più equilibrata, avendo un centrocampista capace di regalare dinamicità ad un reparto che ne difetta. Ora, con il rientro dell'argentino (tornerà con la Spal), cosa accadrà? Perché Pastore non è un giocatore qualsiasi e il sacrificio economico estivo per acquistarlo a 29 anni non è stato indifferente. L'impressione – al netto dell'abbondanza che ogni allenatore va cercando, a parole, ma che si trasforma a volte in un boomerang – è che gestirlo non sarà semplice. Il motivo non può essere tecnico. La qualità di Pastore, se non bastano i due gol di tacco ad Atalanta e Frosinone, è riassunta nelle parole di Maradona: «Javier (all'epoca 20enne, ndc) è un maleducato del calcio, uno che tocca la palla come se avesse giocato 4-5 mondiali». La questione è dunque meramente tattica, dovuta alla costruzione estiva della Roma. Se nel 4-3-3 le perplessità sull'adattamento del Flaco nel ruolo di mezzala sono state poi confermate dal campo, il 4-2-3-1 dovrebbe essere il modulo cucitogli addosso. Il condizionale è però d'obbligo, almeno in questa Roma.

DIFFICOLTÀ TATTICHE – I due mediani sono infatti De Rossi e Nzonzi che forti di mille qualità (interdizione, esperienza, capacità di leggere l'azione, fisicità) difettano in velocità. Dote che non possiede nemmeno Pastore. Immaginare quindi un 4-2-3-1 con il trio già citato, più tre attaccanti (Under-Dzeko-El Shaarawy) è tanto affascinante quanto pericoloso. La Roma può permetterselo con il Frosinone o con altre squadre di bassa classifica ma difficilmente lo può riproporre nei big match. Perché finché la palla è dei giallorossi è una gioia per gli occhi, ma quando finisce tra i piedi degli avversari chi corre? Chi recupera il pallone alto visto che Nzonzi e De Rossi tendono entrambi ad abbassarsi? Anche nel derby, l'avanzamento di Florenzi nel tridente offensivo non è bastato. Pastore, finché è rimasto in campo, ha rappresentato un punto di riferimento per Leiva che invece è andato in tilt quando è subentrato Pellegrini, capace anche di sacrificarsi in copertura con la squadra, in fase di non possesso, schierata con il 4-4-2. Ora tocca a Di Francesco. L'ennesima sfida in una stagione già di per sé complicata.

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Un tesoretto da 120 milioni per la Roma

IL TEMPO (A.Austini) – C'è una Roma sfruttata poco o nulla che vale 122 milioni di euro. La somma dei cartellini di Schick, Karsdorp, Pastore, Cristante e Coric fa capire il potenziale inesplorato dei giallorossi. Cinque uomini acquistati da Monchi in due estati, storie diverse, in alcuni casi opposte se paragoniamo Coric a Pastore, in ogni caso risorse per Di Francesco. Perché di loro si può dire tutto, sottolineare problemi e difetti, ma non che siano giocatori scarsi. L'emblema del vorrei ma (ancora) non posso sempre Schick. "Questa stagione non può essere importante per me. Deve esserlo" giurava il ceco ad agosto, ma l'avvio lo ha portato alla dura realtà: Dzeko, anche quando non segna, resta in campo e a lui rimangono le briciole perché di Francesco – difficile dargli torto – preferisce schierare a destra nel tridente degli esterni di ruolo.

Due sole gare da titolare finora, l'esperimento di un attacco a due con la coppia Dzeko-Schick naufragato amaramente a San Siro e subito accantonato, zero gol segnati, poche occasion per sbloccarsi e un paio di esecuzioni orribili al tiro (vedi Madrid) che lo hanno fano ripiombare nela depressione calcistica. L'unica rete stagionale l'ha firmata con la Repubblica Ceca e Di Francesco spera di ritrovarlo più sereno al rientro dal nuovo round in nazionale. D'altronde puntare su Schick è una sorta di obbligo: vista la formula intricata del suo acquisto, la Roma non può immaginare di cederlo prima di gennaio 2020 e nella peggiore delle ipotesi al momento neppure vagliata, dovrebbe girarlo in prestito.

Discorso simile per Karsdorp, uno dei pochi rimasti ad allenarsi in questi giorni a Trigoria. Pagato 19 milioni inclusi i bonus, dopo uno stop lungo più di un anno a causa di due ginocchia finite sotto i ferri, l'olandese fatica a ritrovare la sua completa forza fisica, caratteristica che lo aveva reso uno dei talenti più ambiti nel ruolo. E se a Karsdorp togli l'esuberanza atletica, diventa un giocatore normale, peraltro poco abituato a difendere. Ecco perché Di Francesco lo ha utilizzato finora solo 98 minuti, preferendo il più rodato Santon come alternativa a Florenzi. In più lo screzio tra l'allenatore e l'olandese dopo RomaChievo, con tribuna punitiva a Madrid, non ha certo favorito la crescita di Rick. A gennaio si traccerà una linea, per lui e per Coric, unico della rosa insieme ai portieri di risetva a non aver giocato neppure un minuto in stagione. Il tecnico lo ritiene un trequartista e gli ha chiesto di irrobustirsi in palestra. Altrimenti sarà dura sorpassare lo stesso Zaniolo, meno esperto ma dotato di quei centimetri decisivi per giocare nella nuova Roma di giganti. Li ha tutti Cristante, che ha accumulato 8 presenze su 10 gare. Solo 4, però da titolare, con un gol all'attivo, un'ottima prova in Champions col Plzen ma pure diverse prestazioni al di sotto della aspettative. Mancini l'ha lasciato a casa e ora Bryan deve sfruttare la sosta per studiare i compiti da mediano nel centrocampo a due. La svolta verso il 4-2-3-1 è stata pensata per esaltare le caratteristiche di Pastore, che si è fermato sul più bello. Gol di tacco e infortunio, un altro gol di tacco e un altro infortunio, l'avventura dell'argentino è iniziata a singhiozzo ma alla ripresa con la Spal dovrebbe essere guarito, pronto a farsi restituire il posto da titolare a Pellegrini.

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STADIO

Corsa a quattro per lo stadio

IL TEMPO (F. M.Magliaro) – Oltre al presidente giallorosso James Pallotta, sono in quattro a voler subentrare a Eurnova per realizzare lo Stadio della Roma di Tor di Valle. L'accelerazione – anche se in Campidoglio non amano questa parola – impressa al dossier Stadio nelle ultime due settimane ha portato cinque investitori a bussare alla porta di Eurnova per capire quali sono i margini di manovra. Pallotta, Gavio, Girondi più un investitore dell'Estremo Oriente e uno australiano che hanno notato come, nelle ultime due settimane, i tecnici del Comune e quelli dei proponenti si sono riuniti già sei volte per discutere il testo della Convenzione urbanistica (il contratto vero e proprio) che dovrà essere votato dal Consiglio comunale più o meno contestualmente con la variante urbanistica. Iniziando a far vedere la luce sulla fine di questo travagliato iter. Dal 13 giugno – data della deflagrazione dell'inchiesta Rinascimento con l'arresto di Luca Parnasi, patron della società Eurnova, partner della Roma nel progetto Stadio; di Luca Lanzalone, l'avvocato factotum della Raggi e dei 5Stelle chiamato a sciogliere i nodi amministrativi del dossier; di Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio; e di Michele Civita, ex assessore all'Urbanistica della Giunta Zingaretti – a inizio ottobre le agende avevano riportato solo un incontro, formale e di cortesia, fra il nuovo management di Eurnova e il direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti, e l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori. Quindi, sei incontri in una decina di giorni, se non un'accelerazione, sono una nuova normalizzazione dei rapporti fra Comune e proponenti. Una normalizzazione che stuzzica gli investitori, rimasti alla finestra nel trimestre successivo gli arresti. Eurnova non costruirà lo Stadio: non è una società di grandi costruzioni di ingegneria edile.

Eurnova è una società che sviluppa progetti e la sua partecipazione, come già era chiaro sin dall'inizio dell'iter, terminerà piu o meno totalmente, subito dopo l'approvazione finale del progetto. Quelli in corso questi giorni sono ancora contatti preliminari, non ancora formalizzati ma i nomi che circolano sono di tutto rilievo: James Pallotta e il suo Fondo Raptor che mantengono una ovvia corsia preferenziale. Per gli altri nomi, si tratterebbe di quattro grandi investitori, due italiani e due stranieri. Per gli italiani, uno dei due nomi è quello di Giorgio Girondi del gruppo Ufi Filters che realizza filtri per l'industria automobilistica. L'altro è quello del Gruppo Gavio, uno dei principali gruppi industriali del Paese, attivo nelle costruzioni, ingegneria, concessioni autostradali, trasporti, nautica, tecnologia. Per i fondi esteri, Pallotta e Raptor a parte, si tratterebbe di fondi di investimento riconducibili uno all'Oceania e l'altro all'Estremo Oriente, entrambi con uffici in Italia. Nomi top secret, ovviamente, ma l'identildt è di fondi di investimento e non di potenziali costruttori di grandi opere edili. Insomma, finanziatori pronti a rilevare il 100% della quota di Eurnova del pacchetto una volta che il ruolo di sviluppatore della società già di Parnasi sia esaurito con l'approvazione finale del progetto. Ecco, dunque, che il riallacciarsi dei rapporti fra uffici tecnici comunali e proponenti in vista della redazione della Convenzione urbanistica che andrà sottoposta, con la variante, al voto dell'Assemblea Capitolina viene visto da questi investitori come un riavvio dell'iter, giunto comunque alle ultime curve. Ultime curve, ovviamente, se della Procura di Roma – al di là della posizione processuale dei singoli – non interverranno nuovi provvedimenti che investano l'iter del progetto fino ad oggi escluso da qualunque sospetto di manipolazione illecita.ù

Non a caso – secondo Radio Campidoglio  – pochi giorni fa militari dell'Arma dei Carabinieri sarebbero andati dal direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti, per approfondire la questione del doppio voto proprio sulla variante. L'obiezione – sollevata in due diversi esposti – mossa agli uffici comunali è che, prima di procedere alla pubblicazione delle carte sulla variante urbanistica, fosse necessario un voto preliminare di adozione in Consiglio Comunale "nella prima seduta utile". La mancanza di questo voto, secondo le denunce, costituirebbe un vantaggio economico per Parnasi. L'argomentazione usata dal Comune per rispondere è articolata su due elementi. Da una parte, viene specfficato che per "prima seduta utile" non va intesa la prima semplicemente in termini di tempo ma quella prevista dalle norme urbanistiche legate alle procedure di adozione della variante, quindi la "prima" seduta utile è quella successiva alla cosiddetta "fase pubblicistica", cioè pubblicazione della variante, osservazioni e controdeduzioni. Inoltre, adottare in via preliminare le carte così come uscite dalla Conferenza di Servizi regionale, avrebbe comportato la necessità di convocare una seconda Conferenza di Servizi, non prevista dalle norme, per controllare i diversi adeguamenti al progetto determinati dall'esito delle votazioni sulle osservazioni alla variante. Infine, sul presunto "vantaggio economico" per i proponenti, il Comune ritiene che sia difficile trovare un vantaggio economico a favore di un solo privato, senza altri concorrenti, che ha presentato un progetto di così ragguardevole entità da non risentire della necessità di dover adeguare numerose volte le tavole progettuali. Intanto, dal Campidoglio – sul cui sito ancora non risulta pubblicato – filtra la notizia che la determinazione per l'affidamento al Politecnico di Torino della procedura di verifica sugli studi sulla Mobilità è stata firmata alla fine della scorsa settimana dal direttore del Dipartimento Mobilità, Gianmario Nardi.

Nello specifico, trova conferma la notizia, anticipata da Il Tempo a inizio agosto, che l'ateneo torinese non dovrà effettuare veri e propri nuovi studi sul traffico inserendo ulteriori variabili (più orari e più scenari rispetto agli attuali due) ma si dovrà limitare a verificare la congruità di quanto prodotto da Eurnova – e già vagliato sia dal Dipartimento Mobilità che da Roma Servizi per la Mobilità che, tra l'altro, aveva fornito a Eurnova software e dati di calcolo nonché l'indicazione di quali simulazioni effettuare – e allegato al progetto. Insomma, praticamente il Campidoglio vuole appurare se i calcoli sono corretti e l'area dello Stadio si svuoterà effettivamente entro un'ora e mezza dal fischio finale delle partite. E anche se dal Comune non amano la definizione, si tratta solo di ottenere un bollino blu che rassicuri i consiglieri di maggioranza quando – difficilmente prima del nuovo anno – dovranno votare la variante e la convenzione urbanistica.

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Calciomercato

Attenzione Roma: Under piace tanto e non solo al Bayern

Domani a Rize, nell’amichevole Turchia-Bosnia, Cengiz Under per un volta affronterà da avversario Edin Dzeko, punti fermi dell'attacco giallorosso. E del giovane turco negli ultimi tempi in giro per l’Europa se ne parla eccome, scrive La Gazzetta dello Sport. C'è l'interesse del Bayern Monaco, che è stato confermato anche dall’agente del giocatore, Omer Uzun, alla stampa tedesca e ripreso nei giorni scorsi anche da quella turca: i tedeschi sarebbero pronti a spendere tra i 50 e i 60 milioni di euro. La Roma però su Cengiz Under ci conta eccome e presto potrebbe anche affrontare il discorso del rinnovo contrattuale. Anche in Inghilterra sono certi che su di lui ci stiano mettendo gli occhi anche alcuni dei top club della Premier, tra cui anche Arsenal e Tottenham.

Il Corriere dello Sport sul giocatore aggiunge ulteriori dettagli. A Trigoria si parla di rinnovo contrattuale. Monchi avrebbe già incontrato il nuovo procuratore del turco, Fali Ramadani, ponendo le basi per un accordo. Il nodo sarebbe la clausola rescissoria, che chiede l'entourage del classe 1997 per tutelare la sua libertà di scelta. Nodo che non riguarda solo la clausola (i media turchi parlano di 40-50 milioni di euro) ma anche le modalità di pagamento, evitando la formula stile Lorenzo Pellegrini (30 milioni pagabili in due annualità da 15, valida entro il 31 luglio di ogni estate). Al momento Under guadagna un milione netto di euro a stagione, con il rinnovo potrebbe raggiungere i 2 milioni compresi i bonus.