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Chievo-Roma, i convocati di Di Francesco: out Manolas e Olsen, torna Juan Jesus

A margine della conferenza stampa odierna Eusebio di Francesco ha reso noti i nomi dei convocati per la partita di domani a Verona, che andrà in scena alle 20.30 al Marcantonio Bentegodi.  Nell'immagine l'elenco completo pubblicato tramite l'account twitter ufficiale dell Roma

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Di Francesco: “Kolarov? È dispiaciuto, ma ha dato molto e va sostenuto. Col Chievo senza Manolas e Olsen”

Alla vigilia di Chievo-Roma, Eusebio Di Francesco è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match. Queste le sue parole:

L’impegno col Porto influirà sulle scelte per il Chievo?
Ci sono dei calciatori che non saranno nemmeno convocati, tra cui Olsen per un problema al polpaccio, con la speranza di poterlo recuperare martedì. Manolas ha un problema al pube, ha provato ad esserci, ma non ce la fa. Rimarranno a casa. Da valutare c’è solamente Daniele De Rossi, ha fatto dei buoni allenamenti, non è ancora nelle condizioni ottimali per sostenere più impegni ravvicinati, ma sono contento di come ha risposto. Abbiamo recuperato Jesus, ha accorciato i tempi di recupero, Jesus è convocato, ha fatto il primo allenamento, ma le sensazioni sono positive.

Quali sono le insidie di domani? 
Di punti ne abbiamo persi da tante parti, è capitato a noi ma anche a tante altre squadra, visto che siamo tutti ravvicinati. Le piccole sono squadre agguerrite, noi siamo stati con poca continuità in queste partite, dobbiamo essere più cinici e dobbiamo fare una fase difensiva come quella col Milan.

La corsia di destra con Karsdorp e Schick è riproponibile domani?
Può essere riproposta sì. Rick rispetto al passato ha avuto maggiore continuità nella gare in fase difensiva, dove lui può peccare un po’. Ha lavorato veramente bene, ha letto le situazioni nel modo giusto. Patrik ha messo dentro quella verve e quella cattiveria che deve far parte di ogni calciatori. Potrebbero essere riproposti non solo col Chievo ma anche in altre.

La soluzione del 4-3-3 è attuabile anche con Nzonzi e senza De Rossi? 
Sono due giocatori con caratteristiche sicuramente differenti, sono un po’ gli equilibratori del centrocampo. Può giocarci, ma con caratteristiche differenti. Abbiamo giocato oltre 20 partite col 4231 e alcune sono state ottime. Ma gli atteggiamenti sono più importanti dei sistemi di gioco, il 433 mi piace a priori come catene e come soluzioni. Ci sta che col Chievo riproporremo lo stesso sistema di gioco, ma potremmo partire anche col 4231 o cambiare in corsa i due moduli.

Zaniolo può giocare domani o ha bisogno di riposare? 
Giocherà di nuovo, ritengo che sia un giocatore che a livello mentale è libero, sfruttiamo questa sua gioventù e la voglia di essere aggressivo e determinato. Deve migliorare nelle scelte in partita, a volte è troppo generoso. Come Lorenzo Pellegrini, a volte vogliono far troppo. Ma ben venga questa esuberanza dei ragazzi.

Dzeko e Schick possono rigiocare insieme domani?
Sì, se Schick sta a destra il centravanti è Edin. Una squadra non può avere una risposta dopo quattro giorni, parlando di Firenze, dove siamo stati disastrosi. Ci sono altri aspetti. La condizione arriva più dagli allenamenti che dalle partite e questa squadra si è allenata in un certo modo e sono contento. Ma non basta, bisogna stare in partita per 90 minuti.

Jesus può giocare già dall’inizio o gioca Marcano? 
E’ difficile che possa partire dall’inizio, già che sia a disposizione è tanto. Partire dall’inizio non è proprio il caso. Oggi ha ritrovato sicurezza, sembrava che si dovesse operare. Già è una vittoria la sua convocazione.

Come hai fatto a far capire a Schick le cose che vuoi da lui? 
Domenica si era creata una situazione un po’ particolare domenica. Lui è cresciuto sotto questo punto di vista, ha vinto tanti duelli ed è cresciuto tanto in autostima. Non dipende solo dall’allenatore, ma da tutto quello che c’è intorno. Bisogna capire che ad un certo punto della carriera bisogna sporcarsi per giocare a calcio e non basta la classe, questo messaggio è passato. Serve continuità, non possiamo accontentarci di un 1-1 col Milan.

Florenzi come sta? Non sta vivendo un buon momento…
Sono convinto che la crescita di Karsdorp sia uno stimolo, all’interno di una squadra la competitività in tutti i ruoli fa bene. Florenzi arrivava da un periodo in cui è stato fermo, ha subito questo. Lui si mette sempre a disposizione, per come si sta allenando sono convinto che tornerà a brillare. Le partite, le prestazioni e i risultati riporteranno questi giocatori importanti ad un certo livello. 

Dopo l’episodio di Termini Kolarov è stato beccato dal pubblico. C’era stato modo per lei di parlare di quell’episodio? Le era già capitato da giocatore? 
"Siamo tutti uomini, anche sbagliando. Si possono dire cose sbagliate. E poi diventano più grandi di quello che sono e a Roma si enfatizzano. Lui è il primo dispiaciuto. Non so bene cosa sia accaduto esattamente e per sentito dire non mi piace parlare. Kolarov è stato difeso perché ha sempre difeso questa maglia. Ha giocato un mese e mezzo col piede fratturato, usciva con le ciabatte e non camminava. Ha fatto più infiltrazioni di quello che può essere lecito, per giocare. Senza quasi mai allenarsi, per mettersi a disposizione della Roma. Poi accadono delle cose su cui ci si può mettere una pietra sopra. Puoi chiedere anche scusa. Spesso capita anche a me che persone si rivolgano senza portare rispetto: io faccio finta di non sentire. A volte bisogna mettere nei loro panni e capire quando si reagisce. Lui è molto importante della Roma, lo dobbiamo sostenere perché ha sempre dato il massimo".

Come sta Mirante? Che tipo di giocatore è Fuzato? 
Fuzato grazie al grande lavoro di Savorani è cresciuto tantissimo, è giovane, ha tante potenzialità, è giovane, ma gli manca la partita. Col Chievo giocherà Mirante, ha superato questo problema al polpaccio. Vi assicuro che Fuzato è un portiere di ottima prospettiva, sta lavorando veramente bene, cresce ogni giorno.

Zaniolo ha scalato posizioni ai danni di Pastore. Qual è il problema dell'argentino, scarsa condizione o non si adatta ai suoi schemi?
"Nessuna delle due. Quando giochiamo il 4231 il trequartista è facilitato. Sono tante le componenti che non lo fanno rendere al meglio. E' normale che gli manca continuità. Anche per colpa mia non gioca con continuità e non trova la condizione adeguata. Ci sono però situazioni che non lo avvantaggiano. Javier deve allenarsi al meglio, sapendo che davanti ha Zaniolo che sta facendo benissimo. Mi auguro che duri alla lunga, ma abbiamo bisogno di Pastore. C'è bisogno che torni ad essere il giocatore che conosciamo".

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Dzeko: “Sento il City ancora come fosse la mia squadra, la Premier è il miglior campionato al mondo”

L'attaccante della Roma Edin Dzeko ha rilasciato un’intervista a Four Four Two della quale sono state pubblicate alcune anticipazioni. Queste le sue parole riguardo al suo periodo al Manchester City e ai trofei vinti in Inghilterra:

“La Premier? Anche se abbiamo giocato un buon campionato per tutta la stagione, vincere il torneo in quel modo ha reso tutto ancora più folle, ed ero felice di farne parte. Sono stato al City per quattro stagioni e mezza e ho vinto alcuni trofei vivendo dei grandi momenti, è stato un periodo speciale nella mia carriera. Seguo ancora il City quando posso, la sento ancora come fosse la mia squadra ed è stato un piacere giocare nel miglior campionato al mondo. Vuoi sempre giocare e competere con i migliori. E’ fantastico vedere quanto i citizens siano cresciuti come club da allora”.

Sulla vittoria per 6-1 sul Manchester United…
Batterli 6-1 sul loro campo è stata un’umiliazione per loro, specialmente perché era un derby. E’ successo tutto in fretta: abbiamo fatto tre gol negli ultimi 5 minuti, o qualcosa del genere. Forse quel match ci ha dato più forze ed energia per pensare che avremmo potuto farcela alla fine. Eravamo la squadra che doveva vincere quell’anno. Battere lo United con Alex Ferguson, uno dei più grandi manager della storia, è stato un momento speciale per noi e per i tifosi, che da quel momento ci hanno amato di più. Lo United ha sempre avuto quella bandiera che contava gli anni in cui il City non aveva vinto un titolo, prendendo in giro i nostri tifosi. Dopo quel 6-1 si sono zittiti”.

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Chievo-Roma, arbitra Abisso: vittorioso l’unico precedente giallorosso

La Lega di Serie A ha reso noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R. che dirigeranno le gare valide per la quarta giornata di ritorno del Campionato 2018/19. Chievo-Roma, in programma venerdì 8 febbraio alle 20.30, è stata affidata a Rosario Abisso della sezione di Palermo. Solo uno il precedente con i giallorossi, nella scorsa stagione: la vittoria all'Olimpico contro la Spal grazie alle reti di Dzeko, Strootman e Lorenzo Pellegrini. Ben 7 invece gli incroci con i 'pandorini', con un bilancio non proprio positivo: sola una vittoria, poi 2 pareggi e ben 4 sconfitte, di cui tre negli ultimi tre precedenti. In questo campionato Abisso ha diretto Fiorentina-Chievo della seconda giornata, terminata 6-1 per i viola. Assistenti per l'incontro saranno Bottegoni e Prenna, mentre il Var sarà affidato a Pairetto con l'ausilio di Tolfo. Quarto uomo Piscopo.

CHIEVO – ROMA Venerdì 08/02 h. 20.30
ABISSO
BOTTEGONI – PRENNA 
IV: PISCOPO 
VAR: PAIRETTO 
AVAR: TOLFO
 

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La Roma insegue la svolta. Ci pensa El Shaarawy…

Fosse per lui giocherebbe di fatto sempre contro il Chievo, scrive La Gazzetta dello Sport. Perché gli porta fortuna, perché alcune delle sue giornate più belle le ha vissute proprio contro la squadra veneta e perché la formazione di Mimmo Di Carlo è la sua vittima preferita: fino ad oggi 6 gol (e due assist) in 12 sfide personali. Tra l’altro, senza mai una sconfitta, con dieci vittorie e due pareggi in cascina. La prima volta che i destini di El Shaarawy e del Chievo si sono incrociati risale addirittura ad oltre dieci anni fa, esattamente il 21 dicembre 2008. El Shaarawy era un ragazzino che si stava affacciando in prima squadra con il Genoa e quel giorno entrò a sette minuti dalla fine, sostituendo il serbo Bosko Jankovic. Poi il Chievo lo ha affrontato anche con il Milan, quando gli ha segnato il primo gol in carriera (3 novembre 2012, 5-1 per i rossoneri a San Siro). Ma è con la Roma che in realtà Stephan ha spiccato il volo contro i gialloblù, segnando altre 5 reti (in sei partite). El Shaarawy, dunque, domani tornerà a giostrare da titolare a sinistra, lui che finora è anche il capocannoniere stagionale della Roma in campionato con 7 reti (in 14 partite, con una media di 0,5 a partita). Ne dovesse arrivare un’altra, magari proprio a Verona, Stephan eguaglierebbe in largo anticipo il suo record di reti in campionato con la Roma: 8, segnate nei primi sei mesi in giallorosso (quelli dal gennaio al giugno 2016) e nella stagione successiva, la 2016/17.Insomma, la Roma ha bisogno di El Shaarawy in questo momento. Perché tra gli attaccanti è l’unico che sembra avere una certa confidenza con il gol e perché tra gli esterni è quello che garantisce maggiori coperture difensive.

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Rassegna stampa

Quante cose fa De Rossi! Giocatore, allenatore e «scudo» dei compagni

Per Kolarov la forza delle parole, col messaggio su Instagram: «Fratello mio». Per Florenzi quella delle immagini. Capitano, allenatore in campo (parole di Di Francesco) e scudo per i compagni in difficoltà: Daniele De Rossi ce la sta mettendo tutta per fare uscire la Roma dalla crisi, scrive il Corriere della Sera. DDR – dopo il sostegno al compagno serbo – durante l’allenamento di ieri ha abbracciato il vice capitano, ridendo e scherzando. Al contrario del serbo, bersagliato con scritte sotto casa dagli ultrà ma sostanzialmente apprezzato dal resto della tifoseria, Florenzi sta vivendo un momento particolare: la parte più calda lo attacca, il resto della gente non è più compatta intorno a lui come in passato. Basta ascoltare le radio o leggere i social per accorgersene. Ecco perché il sostegno del leader dello spogliatoio è fondamentale. Oggi la squadra partirà per Verona, dove domani affronterà il Chievo, prima di tuffarsi nella Champions League, visto che martedì arriva il Porto. De Rossi, con ogni probabilità, riposerà in campionato per essere pronto in Coppa. A Verona mancherà Pellegrini, squalificato, ma rientreranno Nzonzi e Cristante. In difesa conferme per Fazio e Manolas, che però soffre per un leggero affaticamento. Per martedì proverà a recuperare Cengiz, ma al massimo andrà in panchina.

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STADIO

La Roma compra i terreni dello stadio: affare da 100 milioni

IL TEMPO (F. M.Magliaro) – Manca solo la carta regalo e il fiocco rosso, poi James Pallotta, presidente della Roma, sarà proprietario anche dei terreni di Tor di Valle e subentrerà a Eurnova nelle quote sul progetto Stadio. Per Radio Trigoria la cifra oscillerebbe attorno ai 100 milioni e la firma sarebbe attesa entro pochissimi giorni, difficilmente oltre fine mese. L'acquisto da parte di Pallotta delle quote di Eurnova del progetto e dei terreni, di fatto, chiude uno dei buchi ancora aperti nella complessa trattativa con il Campidoglio che ha fatto chiaramente intendere di non voler sottoscrivere la convenzione urbanistica (il contratto) in presenza di pendenze economiche.

IN ATTESA DEL POLITECNICO – La notizia del passaggio da Eurnova a Pallotta gira oramai da qualche settimana e il "closing", atteso già da dicembre, è slittato fino a febbraio per attendere l'esito politico della relazione del Politecnico di Torino. Relazione che rimane comunque il grande tema politico che anima i corridoi del Campidoglio. Più di qualche consigliere comunale 5Stelle è tutt'altro che soddisfatto del testo e di come la Raggi e il suo entourage hanno gestito la pratica.

ROMA-TORINO – Per sostanziare l'idea che la relazione preliminare dell'Ateneo – quella che descriveva come «catastrofico» il traffico in occasione di una partita serale infrasettimanale – fosse basata su dati incompleti, dal Campidoglio hanno spedito in tutta fretta all'Ateneo piemontese un lungo documento, 44 pagine che riepiloga la visione del futuro della mobilità cittadina in salsa 5Stelle.

LA MOBILITÀ DEL FUTURO – Le 44 pagine di Roma Servizi per la Mobilità sono, di fatto, la base del Piano Urbano per la Mobilità sostenibile (Pums), vale a dire il "piano strategico" della Raggi «che orienta la mobilità in senso sostenibile» sul «breve/medio periodo (5/10 anni)» e che «punta sul trasporto pubblico e sulla mobilità muscolare». Nel futuro "Pums" vengono elencati una serie di interventi selezionati in base alla «priorità» e alle «risorse disponibili».

GLI INTERVENTI PRINCIPALI – La lista della spesa si apre con l'adeguamento delle due metro, A e B, unica opera effettivamente finanziata dal Governo (Gentiloni) con 425 milioni di euro. A seguire, trova spazio il prolungamento della metro B da Rebibbia a Casal Monastero, punto numero 2 nell'elenco, il cui estensore evidentemente non ha parlato con l'asse-sore alla Mobilità Linda Meleo, la quale, appena due giorni fa, ha etichettato come «irrecuperabile» il progetto a seguito dei contenziosi nati con il consorzio che la gara se l'era già aggiudicata. Medaglia di bronzo per la metro C che deve arrivare fino a Colosseo e, nel frattempo, si fa la rivisitazione del progetto della tratta successiva fino a piazzale Clodio. A seguire c'è l'ammodernamento della Roma-Giardinetti poi la connessione fra la metro A ad Anagnina, la C, il Policlinico e l'Università di Tor Vergata: un progetto dell'era Veltroni, rivisitato da Alemanno e, dall'epoca, rimasto chiuso nel cassetto. Ben 6 linee di tram, poi, occupano le posizioni successive: Verano-Stazione Tiburtina; quello sulla Togliatti da Ponte Mammolo a Subaugusta; poi quello da Subaugusta a Stazione Trastevere passante per viale Marconi; quindi Parco della Musica-Risorgimento; Risorgimento-Termini; Esquilino-Fori Imperiali. Seguono i filobus: Ponte Mammolo-Policlinico Sant'Andrea, Eur Fermi/Tor de' Cenci prolungato a Ostia; Tor Pagnotta 2 fino al Campus Biomedico; Rebibbia-Polo tecnologico; elettrificazione del tratto del 90 Express da Porta Pia a Termini. Quasi in coda, posizioni 17, 18 e 19, troviamo il gran cavallo di battaglia dei grillini romani: le tre funivie, quella che deve sostituire la metro B1 da Jonio a Bufalotta, poi da Mattia Battistini a Casalotti e, infine, quella della Magliana. Ultimo un generico «aumento dell'intermodalità». C'è spazio anche per le opere di altri Enti: spiccano le fermate sulla Roma Lido e il capolinea di Piazzale Flaminio, cantieri finanziati dalla Regione e fermi per il caso interno all'Atac, stazione appaltante.

MA I SOLDI CI SONO? – Il vero nodo di tutto questo piano, al netto delle sue imprecisioni e sviste, è però l'assoluta mancanza di certezze sui tempi e sui fondi. Il Campidoglio deve ancora finire di scriverlo, poi va approvato, predispone le schede sui singoli interventi, portato al Ministero delle Infrastrutture (entro agosto) che poi dovrà decidere se e cosa finanziare, quanto e come. Una incertezza che pesa come un macigno e fa di questo Piano, al massimo, un bel libro dei sogni.

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Monchi-DiFra: un asse di fiducia

IL MESSAGGERO (U.Trani) –  Il patto tra Monchi e Di Francesco è visibile in campo. In partita, ad essere più precisi. Ultimamente le scelte dell'allenatore sono state inequivocabili: spazio agli investimenti del ds, ai giocatori che, per completare la rosa, sono arrivati a Trigoria dall'estate 2017. Spesso alcuni di loro sono stati ai margini, altri sono andati via e altri bocciati, sia nella stagione scorsa che in questa. Da domenica sera, la virata. Questione di riconoscenza e fedeltà. Basta guardare la formazione di partenza schierata contro il Milan che, per sei-undicesimi, ha utilizzato calciatori acquistati nell'ultimo biennio: il portiere Olsen, i terzini Karsdorp e Kolarov, i centrocampisti Pellegrini e Zaniolo, l'attaccante Schick. E paradossalmente pure in quella di Firenze, spingendosi fino a sette. Il tecnico, proprio nella notte della verità, ha quindi chiamato in causa gli interpreti ritenuti al momento più affidabili e al tempo stesso ha dato forza al ruolo del suo principale interlocutore (e difensore). La svolta, insomma, è autentica. Domani a Verona contro il Chievo, con Cristante e Nzonzi che tornano a disposizione, insisterà sul nuovo progetto.

TIMBRO ANDALUSO – Il mercato di Monchi, dunque, c'è e finalmente si vede. In campo, non ancora in classifica. Le operazioni del ds devono permettere alla Roma di chiudere il campionato al 4° posto e di giocare quindi anche la prossima edizione della Champions. L'obiettivo principale della proprietà Usa inciderà proprio sul futuro di Di Francesco e ovviamente di Monchi. Se non sarà centrato, l'allenatore e il ds non saranno confermati. Pallotta, ormai da tempo, tiene sotto osservazione la gestione tecnica. E, pur non avendo limitato il potere di Monchi, ritiene insoddisfacente il rendimento stagionale della squadra e di alcuni acquisti. In questo senso il nuovo percorso di Di Francesco è seguito con interesse da Boston. Il coinvolgimento dei giovani, da titolari e non solo come ricambi, è stato un passaggio obbligato per l'emergenza delle ultime settimane in ogni reparto. La risposta è stata positiva ma non dovrà essere fine a se stessa. Gli emergenti dovranno rendere il gruppo più competitivo.

RICAMBIO GENERAZIONALE – Non basta, comunque, la valorizzazione o, meglio ancora, la rivalutazione della rosa. La priorità resta il piazzamento della Roma a fine campionato: solo in caso di obiettivo raggiunto, Di Francesco incasserà il gradimento della proprietà Usa per l'iniziativa. Di sicuro l'allenatore, in quest'annata, è stato meno conservatore, cercando di dare un senso alle operazioni di Monchi. Proprio il contrario di quanto accadde nella stagione scorsa, quando i titolari sono spesso stati esclusivamente giocatori presi in precedenza da Sabatini. Eppure in estate andarono via Szczesny, Ruediger, Paredes e Salah e in inverno Emerson, cioè 5 punti di riferimento della squadra che con Spalletti fece il record di punti. Di Francesco, ignorando il mercato del nuovo ds, andò avanti con il gruppo storico. Strategia che pagò soprattutto in Europa. Nelle partite più esaltanti dell'avventura giallorossa nella Champions 2018, i nuovi sono rimasti a guardare. Il 31 ottobre 2017, nella vittoria contro il Chelsea all'Olimpico (3-0) che certificò il 1° posto nel gruppo C, solo Kolarov trovò spazio nella formazione iniziale. Il 10 aprile del 2018, nel successo casalingo contro il Barcellona (3-0), ancora il fluidificante mancino e Schick, usato sulla fascia destra proprio come contro il Milan: appena 2 novità dall'inizio, per eliminare Messi e festeggiare l'ingresso in semifinale dopo 34 anni dall'unica volta nella storia del club.

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Roma Primavera, sollievo Bianda: tornerà tra 6-8 settimane

Nessuna lesione al legamento crociato per William Bianda. Dopo l’infortunio di sabato pomeriggio contro il Milan, oggi il difensore francese della Roma Primavera ha effettuato un intervento in artroscopia per valutare con precisione le condizioni del ginocchio destro.

Fortunatmente i chirurghi sono intervenuti sul "solo" sul legamento collaterale e su un microframmento in sede del menisco esterno. La prognosi tra le 6 e le 8 settimane.

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Roma, carica Fazio: “Dobbiamo giocare tutte le partite come fossero finali, in campionato e in Champions”

Dopo l'allenamento mattutino il difensore della Roma Federico Fazio ha rilasciato un'intervista a Sky Sport. Queste le sue parole:

Può essere l'inizio di una svolta col Milan?
"Tutta la squadra ha fatto una grande prestazione. Mancano sedici giornate in campionato che dobbiamo giocare come contro il Milan. Sono tutte finali. Col Chievo sarà difficile".

Avete preso più gol quest'anno pur essendo gli stessi interpreti in difesa…
"E' cambiato il modo di giocare, dobbiamo guardare avanti, ripartendo dal Milan. Dobbiamo giocare tutte le partite come fossero finali, in campionato e in Champions. Adesso dobbiamo giocare a Verona, che sarà difficile".

Tu, Manolas, Kolarov avete segnato molto. Provate schemi?
"Sì siamo forti. Siamo ben strutturati e alti. Ben per noi che stiamo segnando e facciamo queste cose".

Siete stati rimontati dal Chievo nella partita di andata…
"Sì, all'andata ci hanno rimontato due reti. Bisogna giocare la palla, essendo compatti in difesa. Sarà una gara difficile come tutte quelle che mancano. Soprattutto con squadre come il Chievo che si giocano la salvezza".

La sfida col Porto?
"La Champions è molto importante per noi. Vogliamo andare avanti nei quarti, ma sappiamo che è anche bello poterla giocare il prossimo anno. E' importante arrivare tra le prime quattro".

Zaniolo?
"Zaniolo è fortissimo, è forte. Sta iniziando ora. Si allena bene, forte, è un ragazzo tranquillo. Ha una grande carriera davanti".

La Roma arriverà tra le prime quattro?
"Questo è il nostro obiettivo principale dall'inizio della stagione. Dobbiamo arrivare tra i primi quattro, sappiamo bene quanto è bello giocare la Champions, al di là di andare più avanti possibile nella competizione. Il nostro obiettivo è arrivare tra i primi quattro".