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Trigoria. Seduta tattica verso Chievo-Roma, domani DiFra in conferenza

Settimana corta in casa Roma. Venerdì alle 20.30 i giallorossi saranno ospiti del Chievo per il 23esimo turno della Serie A. Mattinata quindi di lavoro nel centro sportivo Fulvio Bernardini. Seduta che è iniziata con l'analisi video degli avversari, per proseguire poi con il lavoro in palestra e quello tattico in campo. Domani, oltre alla rifinitura prima della partenza per Verona, è prevista la conferenza stampa di Eusebio Di Fracesco: appuntamento alle 13.30 in sala stampa.

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Operazione Rinascimento, la Procura chiede il processo per Parnasi

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 15 persone nell’ambito dell’Operazione Rinascimento. Il processo, chiesto dai pm capitolini coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, riguarda tra gli altri l’imprenditore Luca Parnasi, l ‘ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio di Forza Italia, Adriano Palozzi, l’ex assessore regionale e attuale consigliere, Michele Civita, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Davide Bordoni e il soprintendente ai beni culturali di Roma, Francesco Prosperetti.  La Procura gli contesta reati che vanno, a seconda delle posizioni, dall’associazione a delinquere, corruzione e finanziamento illecito. Lo riporta l’Agi.

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[FOTO e VIDEO] – Calcio Femminile, Baldissoni: “Disponibili ad investire, ma serve chiarezza dalle Istituzioni”

Alle 10.30 presso la sede dell'Istituto per il Credito Sportivo in Via Giambattista Vico 5 si svolge la presentazione di "Donne di calcio", ebook curato da Il Sole 24 Ore dedicato al calcio femminile. La prefazione del libro è a cura di Michele Uva, vicepresidente Uefa ed ex direttore generale della Figc. Intervengono nel corso della mattinata Andrea Abodi, presidente ICS, Mauro Baldissoni, vicepresidente esecutivo della AS Roma, Milena Bertolini, ct della Nazionale di calcio femminile, Stefano Braghin, responsabile del progetto Juventus Women, Evelina Christillin, membro europeo del consiglio Fifa, Josefa Idem, area psicologica settore giovanile Figc, Sandro Mencucci, presidente Fiorentina Women's, Patrizia Panico, Tecnico Federale Nazionale under 15 maschile, Francesca Sanzone, Responsabile Divisione calcio femminile, Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan ed Elisabetta Vignotto, presidente Sassuolo calcio femminile.

È il presidente del Credito Sportivo Andrea Abodi a rompere il ghiaccio facendo gli onori di casa: "Questa testimonianza può accelerare il processo di sviluppo del calcio femminile, non solo sportivo, ma anche, essendo il 2019 l'anno dei Mondiali a cui parteciperà l'Italia. La gioia della qualificazione è la migliore testimonianza di tutte le potenzialità che ci sono e che in parte sono espressa. Il Credito Sportivo è un potenziale, abbiamo il dovere di tirarlo fuori: speriamo che la collaborazione con il calcio femminile possa portare a un'agenda che aiuti a tirare fuori tutte le potenzialità del calcio femminile. Il consenso cresce in campo e fuori, i pregiudizi devono sparire e si deve affermare la parità col calcio maschile".

L'INTERVENTO DI BALDISSONI – Queste le parole di Mauro Baldissoni, vicepresidente della Roma: "Abbiamo incominciato a occuparci di calcio femminile con le bambine Under 12, sulla spinta di Uefa e Fifa. Le cose o si fanno o non si fanno: noi abbiamo scelto di farlo seguendo l'eccellenza. Volevamo arrivare alla creazione della prima squadra in maniera organica. Volevamo raccogliere il frutto del lavoro e delle nostre esperienze. Michele Uva ci ha chiamato dicendo che voleva accelerare lo sviluppo del calcio femminile e aveva bisogno dello sviluppo di squadre professionistiche. Quindi abbiamo preso in considerazione l'idea di creare la prima squadra in poco tempo, ma in cambio abbiamo chiesto un sostegno il sostegno della Federazione. Abbiamo affrontato questo sforzo economico e amministrativo, associandoci a squadre come Fiorentina, Juventus e Sassuolo, facendolo in maniera netta e chiara. Abbiamo fatto una presentazione simbolica e mediatica molto scenografica. In quell'occasione abbiamo dichiarato che avremmo garantito la stessa copertura che diamo alla Primavera, in cui tutti i ragazzi prendono un rimborso spese ma non hanno contratti professionistici. Il primo dubbio è stato il nome: alcuni hanno scelto "women" o "ladies". Noi abbiamo preferito di chiamarci "femminile" e di indicare la categoria di età. Siamo contenti che Sky trasmetta le partite e siamo contenti di trasmettere quelle della Roma che non vanno lì su Roma Tv. Abbiamo aperto anche un account sui canali social che segue la squadra delle ragazze e facciamo dirette su Twitter delle partite quando è consentito, arrivando a picchi di 160mila visualizzazioni". 

"Abbiamo detto che c'è bisogno di crescita e infrastrutture", ha proseguito Baldissoni. "Noi abbiamo fatto lo sforzo di recuperare il Tre Fontane. Ma siamo un po' in difficoltà perché sentiamo incertezza per il futuro. Non abbiamo capito in Federazione dove va ad atterrare il calcio femminile, come continuerà ad occuparsene. Non abbiamo capito come queste ragazze verranno inquadrate: professionismo o no forse è una semplificazione, ma bisogna mettere le ragazze in condizione di lavorare come atlete di eccellenza. Noi dobbiamo chiedere alle ragazze uno sforzo di alto livello, ma dobbiamo avere gli strumenti per poterglielo chiedere. E' difficile coinvolgere una giocatrice che viene da un campionato estero, perché non siamo in condizione e non ci sono gli strumenti. Non cerchiamo risposte oggi, ma c'è bisogno di sapere queste cose. Vogliamo continuare a investire, ma serve chiarezza. Serve una struttura tecnico-organizzativa alla pari".

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Rassegna stampa

Karsdorp ora chiede strada

IL TEMPO (E.Menghi) – Uno sale, l’altro scende. Uno strappa i primi applausi a scena aperta, l’altro esce tra i fischi. Karsdorp e Florenzi si sono scambiati i ruoli, in tutti i sensi. L'olandese nel 2019 è rimasto in panchina solo a Firenze, mentre la squadra crollava sotto i 7 colpi viola uscendo a testa bassa dalla Coppa Italia, ma nelle altre 4 partite – 2 vittorie e 2 pareggi – era a fare (buona) guardia sul lato destro della difesa. Novanta minuti li ha fatti solo all’inizio di questa serie positiva, ma dopo un anno e mezzo trascorso a combattere con le ginocchia rotte è normale che debba ritrovare la migliore condizione e che la vera sfida sia sulla continuità. Ora, finalmente, la sta trovando e Di Francesco, seppure in ritardo, si sta godendo il terzino che Monchi aveva comprato due estati fa per fargli fare il titolare.

L'Olimpico sta imparando a conoscerlo e ad apprezzarlo, contro il Milan l’ha anche omaggiato dopo aver vinto un duello, in bello sti le, sotto la Monte Mario: è stato uno dei pochi a ricevere applausi, oro colato in questi tempi di contestazione. Qualche difettuccio da correggere c'è, ma sta migliorando anche in fase difensiva e grazie a fisico e personalità non ha paura di farsi tuttala fascia e crossare dal fondo, come in occasione del gol di Zaniolo ai rossoneri. Non a caso Monchi aveva investito su di lui 14 milioni di euro (più 5 di bonus) per portarlo da Rotterdam a Trigoria: dopo un eterno calvario che aveva fatto temere il «flop» di mercato, si vedono le qualità su cui la Roma aveva scommesso con uno sguardo al futuro. «Sono un combattente, ho sempre lottato per il mio posto e ora sto avendo l'opportunità di mettere in mostra quello che so fare», ha sottolineato Karsdorp dopo l’1-1 di domenica.

E la sua esplosione, attesissima, sta inevitabilmente mettendo in ombra Florenzi, che non si aiuta nemmeno da solo e «paga» coi fischi dei suoi tifosi lo scotto più grande. Il vicecapitano romanista sta attraversando un momento difficile, nel 2019 l’unica apparizione da terzino è stata nell’imbarazzante sconfitta per 7-1 contro la Fiorentina ed è stato uno dei protagonisti in negativo di quel pomeriggio da dimenticare, poi, da jolly ha dato una mano per 25 minuti a Bergamo e per 65 col Milan, apparendo sempre fuori forma e fuori partita. Lui come Karsdorp è reduce da un doppio infortunio al ginocchio e sembra esserne ancora un po’ condizionato, forse frenato. E la tanto apprezzata duttilità gli si sta ritorcendo contro adesso che c’è un esterno difensivo in palla e davanti, pure nell’emergenza (Under e Perotti continuano il lavoro individuale), sia Zaniolo sia Schick hanno fatto belle figure. Trovare un posto a Florenzi non è più così semplice, i tanti impegni ravvicinati (4 partite in 3 settimane tra campionato e Champions) dovrebbero comunque permettergli di entrare nelle rotazioni, mentre Santon dopo il buon avvio in giallorosso si deve accontentare di fare la riserva, ma su due fronti: con la partenza di Luca Pellegrini a gennaio, è il primo candidato a sostituire Kolarov.

Di Francesco un minimo di turnover potrebbe farlo già a Verona, in vista della sfida col Porto martedì, e sta riflettendo su chi far rifiatare: De Rossi, per esempio, dopo i 90 minuti col Milan potrebbe lasciare la regia a Nzonzi, anche sela Roma ha bisogno di vittorie in campionato e col suo mister in campo sembra tutto più semplice.

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STADIO

Stadio, alla partita senza prendere la macchina

IL TEMPO (F. M.Magliaro) – Romanisti, dimenticate la macchina. Al futuro stadio di Tor di Valle dovremo fare l'abitudine ad andarci in metropolitana, a piedi o in bici. Almeno, stando a quanto scrive il professor Bruno Dalla Chiara, del Politecnico di Torino, nella sua relazione definitiva sulla mobilità del progetto dello Stadio della Roma. Una relazione che, va ricordato, giuridicamente ha meno valore della carta su cui è stampata ma che, politicamente, per la Raggi, ha un enorme valore tanto da spingerla, ieri, a fare una conferenza stampa ben oltre il limite del surreale: la relazione, tutt'altro che positiva, è stata presentata come un'’assoluzione piena.

ERRORI DELLA RELAZIONE – Il primo e più importante è quello di aver proposto il "modello Olimpico" anche per Tor di Valle senza riflettere sulla notevole differenza di filosofia che è alla base dei due impianti. Il tifoso va all'Olimpico più o meno nell'ora antecedente l’inizio della gara e, al termine della stessa, torna a casa. Tor di Valle è pensata come un’area temporalmente più ampia: parco, zone ristoro e area commerciale, museo sono tutte attrattive che hanno lo scopo di far "girare" i tifosi  a Tor di Valle sia prima che dopo la gara. Questo, quindi, può alterare sia gli orari d'arrivo che di rientro a casa dallo Stadio. Tutto questo, nella relazione, manca.

CRITICITA' – Ovviamente le criticità già emerse nella relazione preliminare – fino al famoso «catastrofico» riferito all'esito del traffico in occasione delle gare serali infrasettimanali – sono rimaste. Né avrebbe potuto essere diversamente anche per una forma di coerenza accademica dell’équipe del Politecnico che non può certo smentire se stessa in pochi giorni. Quindi, in sintesi, per l’Ateneo piemontese: le simulazioni sono anche fatte bene ma sono troppo centrate e limitate solo sull'area stessa di Tor di Valle. Come si arriva al Raccordo o a Marconi, il traffico sarà congestionato  o paralizzato. Inoltre, le stesse simulazioni sono sostanzialmente ottimistiche. Ancora: l’attuale situazione del trasporto pubblico locale, specie quello su ferro, è al di sotto di qualunque standard accettabile. La Roma-Lido e la linea di Trenitalia Orte-Fiumicino Aeroporto non sono in grado di assicurare che almeno il 50% dei tifosi si muova su ferro. Altro punto: gli sviluppi immobiliari previsti in zona (Valle Luparetta, Valle Lupara, Magliana) aumentano la domanda di mobilità privata che si sovrappone a quella generata dagli addetti alle aree commerciali dello Stadio stesso e che, secondo il Politecnico, non sono state adeguatamente valutate. Tutto questo scenario, per riassumere lo studio di Torino, porterebbe il traffico, da un’attuale situazione di enorme difficoltà, sostanzialmente al collasso nel caso in cui venisse realizzato l'impianto di Tor di Valle. Questo, almeno, stando ad oggi, come se la futura casa giallorossa semplicemente venisse "calata dall'alto" dentro il quadrante.

LE SOLUZIONI – Questo scenario – la "diagnosi", come l’ha definita in conferenza stampa il professor Dalla Chiara – già dipinto a fosche tinte nella relazione preliminare e rimasto invariato nella definitiva, ha delle soluzioni, stando al Politecnico. Soluzioni che devono andare, tra l’altro, in linea con le previsioni europee, verso una mobilità privata meno utilizzata, anzi, scoraggiata del tutto. E, allo stesso tempo, per un forte potenziamento del trasporto pubblico. La Roma-Lido di Ostia va adeguata a standard da metropolitana con l'aumento delle frequenze. Alla Roma-Lido va aggiunto il treno Orte-Fiumicino aeroporto con la creazione di due nuovi binari di attestamento alla stazione Magliana (quella fronte Stadio ad esso collegata con il ponte ciclo-pedonale) e con l’arrivo di nuovi 65 treni con una capienza superiore del 42% rispetto a quelli attuali. Tutte iniziative – stando alle carte del Piano Urbano della Mobilità sostenibile fornite dal Comune al Politecnico – che sono già in previsione. A questo grande incremento del trasporto pubblico su ferro, che deve tradursi in un servizio «efficiente ed efficace» (virgolette del Politecnico), è necessario aggiungere nuove corsie preferenziali per gli autobus, semafori intelligenti e interventi di dissuasione dall'uso delle macchine per andare allo Stadio, come parcheggi molto cari. Questo mix fra trasporto pubblico e privato è l'unica soluzione per evitare il collasso.

REGIONE E COMUNE SVEGLIA – Se i romanisti devono pensare all’addio alla macchina, Regione e Comune ora devono smettere di rimpallarsi le colpe e mettersi a lavorare. Seriamente.

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Rassegna stampa

La Roma in Porto con il capitano

IL MESSAGGERO (A.Angeloni) –  Ricominciano gli impegni ravvicinati, ricomincia – per quanto possibile – un po' di rotazione. La trasferta di Verona (venerdì) rimbalza addosso all'andata di Champions contro il Porto (martedì): Di Francesco non vuole toccare certi equilibri appena riconquistati (4-3-3/4-1-4-1) e soprattutto non vuole stressare troppo l'elemento che per questo tipo di gioco diventa indispensabile, ovvero Daniele De Rossi. Che con il Milan ha dovuto fare uno sforzo grande così: non giocava da tre mesi e l'altra sera è stato in campo per novanta minuti. Come sostiene Eusebio, è la terza partita di fila – dopo la lunga inattività – quella in cui si paga la stanchezza. E visto che la terza è con il Porto diventa difficile pensare che la salti proprio lui, per giocare con il Chievo, anche perché al Bentegodi, Eusebio avrà a disposizione sia Nzonzi sia Cristante, i due squalificati con il Milan. Il francese prenderà il posto di De Rossi, Cristante di Pellegrini (squalificato). Vedremo, dunque, come Steven interpreterà il ruolo di centrale, l'alter ego di De Rossi. Il francese era stato preso proprio per questo, ma alla fine si è trovato a giocare con Daniele, o senza ma mai come unico centrale. Nzonzi è diverso da De Rossi: il primo è più abile nel palleggio e nei contrasti (vista anche la fisicità), mentre De Rossi dà quel tanto in più in personalità e ha più genio nella giocata, nella verticalizzazione. Di Francesco in questo lungo periodo in cui è stato assente De Rossi ha schierato pure Cristante come centrale. Sempre nel 4-2-3-1 e mai nel 4-3-3.

BALLOTTAGGI – Verona, l'ex atalantino dovrà fare la mezz'ala per l'assenza di Pellegrini ma non è escluso che in futuro possa ricoprire il ruolo di mediano davanti alla difesa in un 4-3-3. De Rossi il ruolo di capitano lo svolge a pieno, anche non giocando, vedi l'intervento di ieri su Instagram, con cui si è schierato con Kolarov dopo le pesanti scritte da parte di alcuni tifosi nei confronti del serbo. «Fratello mio», il post del capitano. Come a dire: io/noi siamo con te. Venerdì vedremo altri cambi rispetto al Milan e quindi in funzione di Roma-Porto. Karsdorp è uno di quelli che potrebbe riposare; El Shaarawy torna titolare dopo aver giocato il finale della sfida contro il Milan. Dovranno fare gli straordinari sia Dzeko sia Kolarov. Sta per cominciare la parte viva della stagione e non solo per l'intrigante impegno di Champions. Sia Edin sia Aleksandar, per motivi diversi, quest'anno – per ora – non sono riusciti a ripetere la scorsa brillante annata. Specie il serbo oggi, come detto, ha anche qualche problema con una parte della tifoseria dopo l'episodio della stazione Termini (lite con un tifoso). Per questo è stato fischiato sonoramente (non solo lui) domenica scorsa contro il Milan. Dzeko invece non ha conti in sospeso con nessuno, ha solo bisogno di ritrovare continuità sotto porta. I due gol di Bergamo sembrano risalire a una vita fa, perché tutto è stato offuscato dal bagno di Firenze. Edin sente odore di Champions, dove ha segnato cinque reti. Ma prima c'è il Chievo, e i gol contano lo stesso. Per certi versi anche di più.

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CHAMPIONS LEAGUE

Lista Champions, entra Fuzato, escono Luca Pellegrini e Celar

La Roma ha inviato la sua lista ufficiale alla Uefa in vista del doppio impegno contro il Porto negli ottavi di finale di Champions League. Sono tre i cambi rispetto alla lista presentata a fine agosto. Spariscono i nomi di Zan Celar, attaccante della Primavera, e Luca Pellegrini, in prestito al Cagliari. Entra invece il terzo portiere Daniel Fuzato.

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Roma Cares, De Rossi fa visita ai pazienti del Bambin Gesù

“A tutti i ragazzi dell’ospedale Bambino Gesù”. Questa la dedica sulla maglia numero 16 della Roma che Daniele De Rossi ha donato all’ospedale pediatrico. Il capitano giallorosso questa mattina ha fatto visita a bambini e ragazzi (di età compresa dai 2 ai 20 anni) del reparto onco-ematologico, donando maglie e gadget, firmando autografi e concedendo selfie nell’ambito dell’iniziativa di Roma Cares “Toys Day”. 

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Stadio della Roma, pubblicata la relazione del Politecnico di Torino: “Scenario Catastrofico. Carenze gravi riguardano il servizio ferroviario”

Il Comune di Roma, tramite il proprio sito ufficiale, ha reso disponibile copia dello studio eseguito dal Politecnico di Torino riguardo il flusso di traffico relativo allo stadio della Roma. A pagina 11 del documento emergono le criticità relative al G.R.A. e, soprattutto, alla tratta Roma-Lido. Questo uno dei passaggi più rilevanti: 

La nostra analisi ha portato a ritenere che: 1. le analisi effettuate siano state condotte in modo professionale dalle società esterne incaricate […]. Le carenze sostanziali e di maggior peso riguardano prevalentemente […] le aree esterne a quella oggetto della proposta; 5. carenze gravi riguardano il servizio ferroviario supposto, interno ed esterno all’area, riscontrando insufficienza sia di un servizio affidabile allo stato delle cose sia di rilevanti investimenti preliminari ad ogni intervento sull’area per portare il servizio ferroviario ai livelli di quota modale, in condizioni di affidabilità e stabilità del servizio stesso, previsti dal progetto. La nostra analisi ha portato più nel dettaglio a ritenere che le previsioni effettuate siano troppo ottimistiche – perché viziate dal modo in cui la proposta è stata posta dal proponente – rispetto alla realtà che si andrà ad affrontare, senza considerare il già forte stato di congestione delle primarie arterie di adduzione e dei nodi di raccordo tra queste ultime e la viabilità finale di servizio al lotto oggetto di intervento, forte stato di congestione ampiamente confermato da un’analisi visiva ed analitica delle simulazioni condotte a carico dello stato attuale. 

In primo luogo, la ricorrente motivazione che recita che il GRA sia già sovente in condizioni di saturazione e che quindi non si vada a peggiorare più di tanto una situazione compromessa è ritenuta ben poco giustificabile, dal momento che le problematiche connesse ad un intervento di tale portata come quello di un nuovo stadio non possono essere sottovalutate, anche in considerazione del fatto che si è ipotizzato un utilizzo estremamente spinto del TPL; in particolare si ipotizzano quote modali a favore di una linea ferroviaria, la Roma-Lido, che presenta già da tempo una serie di problematiche non indifferenti e che richiederà quindi uno sforzo economico notevole preliminare per realizzare tutti gli adeguamenti – infrastrutturali, di dotazioni di impianti e di materiale rotabile – necessari per garantire il servizio ipotizzato, nella speranza ovviamente che poi tale servizio venga effettivamente usufruito da parte degli utenti a cui si rivolge così come ipotizzato. Si ricorda al merito che la domanda di mobilità è sovente influenzata da un’offerta di trasporto competitiva. Ci pare inoltre molto ottimistico supporre che la mattina il 30% dell’indotto utilizzi il mezzo pubblico alle condizioni attuali dell’offerta: ciò di fatto presuppone che il potenziamento della linea Roma-Lido debba essere ultimato e realmente fruibile, nonché affidabile, prima che le diverse attività vengano ad essere operative.

CATASTROFICO – 

Lo scenario derivante dalle simulazioni in presenza di evento sportivo, nonostante le assunzioni prodotte, già a partire dall’intervallo orario considerato, da noi considerato eccessivamente favorevole, fino ad arrivare ad un utilizzo del mezzo pubblico pari al 50%, restituisce un quadro “catastrofico”, con punte di oltre 8.500 veicoli orari per singola direzione sul GRA, laddove già solamente 6.000 veicoli possono rappresentare in taluni casi un limite di saturazione; dai dati consultati, sul GRA tale traffico (6000 veicoli/ora per direzione) risulta essere ancora retto con velocità medie di 70-80 km/h. Spiegazione sull’uso del termine “catastrofico”. Gli scriventi ritengono che, in presenza di soluzioni basate sostanzialmente su “infrastrutture stradali” e carenti d’interventi importanti sulle alternative modali (pur auspicate dall’inizio dello studio a cura del proponente), la già pesante situazione preesistente sul tessuto viario urbano di Roma possa aggravarsi. Pertanto gli scriventi sostengono che tale scenario sia da non perseguire, sia perché ritenuto poco professionale, sia perché non congruente con gli obiettivi europei di cui al § 1. Gli scriventi sono consapevoli che l’utente usuale della viabilità stradale romana possa essere presumibilmente abituato a situazioni di traffico intenso ed alla congestione, all’occasione, forse in media con un approccio molto più paziente d’un utente stradale di altre città meno affette da condizioni di traffico intense ricorrenti, tuttavia non si ritiene che questa sia una situazione da accettare passivamente; questo atteggiamento di accettazione passiva non è stato peraltro affatto riscontrato tra i responsabili tecnici in materia in Roma, che si adoperano con soluzioni anche innovative in fieri per alleviare il traffico stradale; si sostiene questa posizione tanto più perché con un traffico veicolare intenso non solo si può intaccare la produttività personale quotidiana di chi ha necessità di usare l’auto, ma anche perché si va ad incidere sui consumi energetici e l’impatto atmosferico delle autovetture, aspetti dei quali si è già avuto modo di trattare nel § 1. L’uso del termine catastrofico posto tra virgolette denuncia quindi un quadro che si consiglia fortemente di evitare, consapevoli che si tratta pur sempre di problemi di traffico (non di strutture civili né di incidentalità, ecc.), ma con impatti possibilmente su inquinamento e salute.

 

 

 

Per consultare la relazione completa clicca QUI

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Var in Champions, Rosetti: “La tecnologia sarà di aiuto a club, arbitri, giocatori e tifosi”

Sul sito ufficiale della Roma viene reso noto il contenuto del meeting tra arbitri e allenatori tenuto dalla Uefa a Francoforte, acui ha preso parte in questi giorni l'allenatore giallorosso Eusebio Di Francesco:

Rosetti ha spiegato che la squadra VAR controllerà costantemente errori chiari ed evidenti legati alle quattro seguenti decisive situazioni di gioco: gol, rigori, cartellini rossi diretti e scambi di persona. 

“È fondamentale che tutti capiscano quando il VAR può intervenire e quando invece no” ha spiegato Rosetti. “Ci sono state discussioni proficue nel corso della giornata e il feedback che abbiamo ricevuto è stato davvero positivo. Siamo convinti che il VAR sarà salutare poiché fornirà agli arbitri un importante aiuto permettendo loro di ridurre le decisioni chiaramente sbagliate, il che è positivo per i club, i giocatori, gli allenatori, i tifosi, gli arbitri e la competizione intera”.

Oltre che nella Champions League, il VAR verrà usato nella finale di Europa League di Baku di quest’anno, nelle Finals di Nations League di giugno in Portogallo, nei Campionati Europei Under 21 che si giocheranno in Italia nello stesso mese e nella Supercoppa Europea 2019.

L’UEFA prevede inoltre di estendere l'uso del VAR nella fase finale di UEFA EURO 2020 e, a partire dal 2020-21, anche alla fase a gironi di UEFA Europa League.