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Calciomercato

TuttoSport – Zaniolo, Juve in prima fila

La Juventus è sempre più in pressing su Nicolò Zaniolo, secondo quanto scrive TuttoSport. Il classe '99 sarebbe tra gli obiettivi principali del ds bianconero Fabio Paratici, convinto che il talento giallorosso possa già ritagliarsi uno spazio da protagonista nel club. In caso di mancata qualificazione alla prossima Champions League da parte della Roma, la società sarebbe costretta a lasciar partire un big. I dirigenti capitolini lavorano comunque al rinnovo del giovane talento, per poi ascoltare eventuali proposte, anche se i bianconeri sembrano avanti rispetto alla concorrenza: Milan, Real Madrid e Manchester City, con una valutazione di circa 60 milioni di euro.

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Rassegna stampa

La rivoluzione di Uefa e Eca: Champions League di sabato

IL MESSAGGERO – Appuntamento fissato per oggi nella sede della Uefa a Nyon. Un incontro “riservato” ma programmato da tempo tra l’ECA, che rappresenta i club più potenti del calcio europeo, e l’organismo che organizza la competizione. Una sorta di tappa d’avvicinamento al 24 maggio quando il massimo organismo Europeo farà una mozione per quella che si preannuncia come una vera e propria rivoluzione. Dal 2021 o con maggiori probabilità dal 2024 alcune gare, quelle con maggior potenziale di attrattività dovrebbero passare da metà settimana al weekend. E possibilmente in prima serata in modo da attrarre più sponsor e diritti tv e quindi maggiori introiti. Ma non solo perché sarebbe pronto anche un piano che cambierebbe il format della competizione con l’inserimento di retrocessioni e promozioni, sulla falsariga di quanto avvenuto nella Uefa Nations League. Oggi verrà trovata una prima quadra. Anche perché questa non è che una battaglia della guerra più grande che da qualche tempo stanno combattendo Uefa e Fifa. Una contro l’altra. Dalla parte opposta della barricata la Federazione Internazionale del presidente Infantino, spalleggiata dal board dell’European Leagues di cui è membro Javier Tebas che spinge per la riforma del Mondiale per club.

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Rassegna stampa

Dzeko e la Roma mai così lontani. E l’Inter aspetta alla finestra

A Milano, il futuro è di Lautaro e l’Inter si lustra gli occhi per la promozione del Toro nel derby. Ma il suo talento non basta per accompagnare i progetti di un club che ora si sente con un piede in Champions, scrive oggi La Gazzetta dello Sport. Ricorrenti cominciano ad essere i ragionamenti intorno a Dzeko. Il bosniaco, proprio in virtù dell’addio di Icardi e al netto del possibile affare Dybala, è valutato ad Appiano il profilo ideale per affiancare Lautaro. È considerato un giocatore pronto, esperto, con tutte le caratteristiche tecniche per guidare l’attacco nerazzurro, anche al netto dei 33 anni appena compiuti. Compleanno, tra l’altro, festeggiato a Sarajevo con tanto di testimonianze social e che ha provocato le ire di alcuni tifosi della Roma, a poche ore dalla sconfitta con la Spal. Qui siamo più avanti rispetto all’affare Dybala. L’Inter si sarebbe già informata della disponibilità del giocatore. Il nodo è però la valutazione del cartellino. La Roma non vuole scendere troppo dai 30 milioni che 13 mesi fa avevano portato l’attaccante a un passo dal Chelsea. Ed è evidente che la partita si giocherà sulla quantità di cash in ballo. Dodici mesi dopo, comunque, Inter e Roma potrebbero trovarsi di nuovo al tavolo della trattativa dopo l’affare Nainggolan.

Come aggiunge il Corriere dello Sport, sulle tracce di Dzeko anche le solite sirene inglesi, tornate a farsi prepotenti in questo momento complicato dei rapporti tra l'attaccante e la Roma. Mai così lontani, con West Ham ed Everton molto interessate al giocatore.

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

FERRAZZA: “Stagione surreale, la sconfitta di Ferrara è solo un altro passaggio dell’agonia”

ZUCCHELLI: “Monchi è andato via da 10 giorni, a me sembrano 10 anni”

CENTO: “Con la Spal un disastro annunciato”

CATALANI: “Rocchi con la Roma sbaglia da anni, da quel 3-2 a Torino con la Juventus”

CRISTOFORI: “Monchi ci ha detto che è venuto a Roma per un Erasmus”

TRANI: “Monchi? Di cattivo gusto iniziare una nuova avventura a stagione in corso”

MAIDA: "Ingeneroso dare colpe a Ranieri, ma con la Spal c'ha messo del suo"

VALDISERRI: “Lo sfogo di Ranieri? Non si fa altro che svalutare il parco giocatori”

DI CARO: “Ranieri ha sbagliato formazione in campo e dichiarazioni nel post-partita”

PIERI: “Il fallo di Juan Jesus è da rigore, ma Cionek andava espulso”

INFASCELLI: “Prima di Ferrara per me la Roma aveva il 5% di possibilità di rientrare in corsa per la UCL. Ora lo 0,5%. Ci attende una nuova rivoluzione e un nuovo cambio di rotta. Speriamo bene”

MADEDDU: “Monchi è arrivato dicendo che qui avrebbe potuto essere sé stesso e se ne va dicendo il contrario. Come Sabatini, come Spalletti, come quasi tutti gli altri…”

CERVONE: “L’errore di Olsen sul primo gol è sul cross, non sul tiro. Doveva uscire e allontanare il pallone”

ZAMPA: "Vista la situazione, sarebbe un miracolo arrivare in Europa League"

ASPRI: "Qual è il progetto? Qualcuno può spiegarci perché ciclicamente si ripresenta lo stesso problema"

DE ANGELIS: “Resteranno dubbi, resteranno domande. Resteranno i ‘perché’ dei romanisti. Mi tengo quei dubbi, e la certezza di una stagione da incubo”

CECCHINI: “Sono un po’ sorpreso dalla replica di Pallotta a Monchi, ma evidentemente deve avere il dente avvelenato. Avevo intuito che il rapporto tra i due si fosse guastato, ma non pensavo fino a questo punto. Oggi si è tolto un sassolino dalla scarpa, anzi, un macigno”

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Pallotta replica Monchi: “Lo abbiamo lasciato libero di fare tutto. Ora abbiamo più infortuni degli anni scorsi e rischiamo per la prima volta di non salire sul podio”

Il presidente della Roma Jim Pallotta, ha espresso tutto il suo stupore per le parole di Monchi, ex direttore sportivo del Club, durante la sua conferenza stampa a Siviglia.

“Il Presidente voleva andare a destra, io a sinistra”, ha dichiarato il dirigente spagnolo ai cronisti (vedi l'intervista esclusiva)

“Sono rimasto un po’ sorpreso nel leggere le dichiarazioni di Monchi in conferenza stampa, dove ha dichiarato che volevamo intraprendere strade diverse”, le parole del Presidente giallorosso.

“Mi fa piacere sapere che Monchi non avrebbe mai voluto fallire a Roma, ma voglio fare chiarezza su alcune cose. Fin dal primo momento, sono stato molto chiaro sulla direzione che dovevamo intraprendere ed è questo il motivo per cui abbiamo speso tanti soldi per portare Monchi da noi”.

“Ho da subito detto che avrei voluto allenatori di primo livello, preparatori di primo livello, staff medico di primo livello, addetti allo scouting di primo livello, assieme a un’organizzazione calcistica di primo livello.

“Ho consegnato a Monchi le chiavi per dar vita a tutto questo. Gli ho dato il pieno controllo per ingaggiare l'allenatore che voleva, per assumere i collaboratori tecnici e i preparatori, per gestire lo scouting e per acquistare i giocatori che preferiva. Guardando i risultati e le nostre prestazioni, è chiaro che questo non abbia funzionato”.

"A novembre, quando la nostra stagione stava andando di male in peggio e tutti notavano come l'allenatore stesse faticando a ottenere una reazione dai calciatori, chiesi a Monchi un piano B da attuare nel caso in cui le cose fossero ulteriormente peggiorate. Pur essendo lui l’unico responsabile della parte sportiva alla Roma, non aveva un piano B. Questo accadeva a novembre: mi spiegò che il suo piano B era continuare con la stessa strategia, quella del piano A”.

"Quindi, quando leggo o ascolto certe interviste radiofoniche, in cui sostiene che la proprietà stesse intraprendendo una direzione diversa dalla sua e che questo è il motivo per cui se n’è andato, mi chiedo: cosa avrebbe voluto fare Monchi di differente? Mi ha chiesto di fidarsi di lui e di lasciarlo fare a modo suo. Gli abbiamo dato il pieno controllo e ora abbiamo più infortuni di quanti ne abbiamo mai avuti e rischiamo di non riuscire a finire tra le prime tre per la prima volta dal 2014".

 

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[VIDEO] – Monchi a ReteSport: “Totti sarà un grande dirigente. Pastore può ancora riprendersi, io e Pallotta la pensiamo in maniera diversa”

"Totti sta crescendo tanto come dirigente, la Roma con lui ha basi solide. Nonostante gli infortuni, Pastore penso possa dare ancora quello che ha dentro di sé. Con Pallotta abbiamo capito di pensarla in maniera diversa ed abbiamo convenuto fosse meglio fermarsi".

In esclusiva ai microfoni di ReteSport, l'ex direttore sportivo della Roma Monchi torna a chiarire alcuni aspetti legati al suo addio alla società capitolina. Ecco le parole dell'andaluso sulla decisione di lasciare il club giallorosso: "Io ho lavorato sempre a Roma con la fiducia del presidente e le scelte che ho fatto in ogni momento rispecchiavano quello che pensavo che fosse necessario per la Roma, condividendo tutto con il presidente stesso. Sapendo però che forse per i tifosi e per i media erano decisioni difficili da comprendere. Ma la Roma in quel momento ne aveva bisogno. Non credo che dobbiamo parlare ancora del perché io sia andato via, ad un certo punto abbiamo capito che le cose non stavano andando bene e abbiamo pensato fosse meglio fermarsi per il bene della Roma. Abbiamo capito piano piano che la pensiamo in maniera diversa".

"Spero che i frutti del mio lavoro si vedano anche in futuro" continua Monchi. "Sono convinto che qualcosa si debba cambiare, ma è lo stesso che ho dovuto affrontare io. Pensate che abbia venduto Salah perché fossi contento di farlo? Ho dovuto vendere Salah perché in quel momento la Roma ne aveva bisogno, aveva bisogno di vendere qualche giocatore per i problemi col Fair Play Finanziario. Sono convinto che quelli che arriveranno a ricoprire il mio ruolo in futuro prenderanno delle decisioni buone per il futuro della Roma, che è una società con delle basi sufficientemente forti per andare avanti. Ha dei professionisti a livello dirigenziale come Fienga, Baldissoni, Calvo, Massara, Totti e Balzaretti. Persone capaci. La Roma ha anche una tifoseria e un peso che fanno sì sia difficile fermarsi".

L'ex ds spiega anche perché prima e dopo Porto-Roma, ultima gara ufficiale della sua gestione sportiva, non si è presentato dinanzi ai microfoni come di consueto: "Penso che in quel momento la persona che ha parlato, Totti, potesse inviare un messaggio ancora più potente. Francesco sta crescendo tantissimo come dirigente, abbiamo pensato che fosse il momento giusto per lui". ReteSport ha cercato anche di sapere di più circa alcune questioni di mercato, come quella legata a Pastore o a Gonalons, proprio in prestito al Siviglia dalla Roma: "Credo che Pastore ancora possa fare quello che ha dentro di sé, è stata una stagione particolare è vero, con tanti infortuni, ma sono convinto che possa ancora fare la differenza. Per quanto riguarda Gonalons, qui a Siviglia sono contentissimo con lui. Ha avuto due infortuni brutti, ma ogni volta che scende in campo fa prestazioni di alto livello. Non è il momento però di parlare di questo, fino al 30 giugno è un giocatore del Siviglia e poi si vedrà". 

In chiusura, un saluto ai tifosi della Roma: "Mi dispiace che le cose siano finite così, posso dire solo che fino all'ultimo momento ho sempre sentito il sostegno dei tifosi al di là del fatto che non tutti potevano essere contenti di me. Quella della Roma è una tifoseria grande, di un club importante".

Dal nostro inviato

Giorgio De Angelis

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Esclusive

[FOTO e VIDEO] – Monchi: “Le mie idee diverse da quelle di Pallotta, per questo via dalla Roma”

A Siviglia è il giorno di Monchi. Alle 13, l'ex ds giallorosso sarà presentato come nuovo direttore sportivo del club andaluso, di ritorno dopo i due anni alla RomaReteSport non poteva mancare alla conferenza stampa di presentazione: con l'inviato sul posto Giorgio De Angelis, la radio dei tifosi della Roma cercherà di porre le proprie domande e le perplessità di tutti i giallorossi all'ex dirigente. Stay tuned!

L'8 marzo Monchi ha rescisso consensualmente il suo contratto con la società capitolina, immediatamente dopo l'esonero di Eusebio Di Francesco, con due anni d'anticipo rispetto al contratto firmato nell'aprile del 2017. Da ieri, lo spagnolo è tornato ufficialmente in quella che è stata la sua casa prima da calciatore e poi da dirigente.

Ore 13.00 – Questa la risposta alla domanda del nostro inviato Giorgio De Angelis: "Quella del Circo Massimo mi sembra assurdo considerarla una dichiarazione perché sappiamo come è uscita. Non è giusto dire che avrei aspettato i tifosi al Circo Massimo. Sono andato via dalla Roma prima della scadenza del mio contratto per un motivo. Ad un certo punto ho capito che l'idea della proprietà era diversa dalla mia. Il presidente pensava che era meglio andare a destra, io pensavo che era meglio andare a sinistra. Continuare così non era giusto. Ma senza pensare che io avessi ragione o la avesse lui. Lui è la proprietà, io posso solo parlare bene di Pallotta e di tutti quelli che hanno avuto un motivo per portarmi alla Roma. Mai ascolterete una parola mia contro la società o contro la Roma. Nel momento in cui abbiamo capito che la strada era diversa abbiamo pensato fosse il momento di fermarsi".

Ad inizi0 conferenza, prende la parola il presidente Castro: "Siamo qui per presentare il nostro nuovo direttore generale sportivo, ma le presentazioni non servono. Torna a casa sua dopo che se n’è andato ed è una grande notizia. Non se s’è mai andato, sarà sempre parte del club. Torna con lo stesso incarico che aveva, avrà molto da dire in tutti gli ambiti della gestione della squadra. Gli abbiamo presentato un progetto di lavoro".

Queste le prime parole di Monchi: "E’ un giorno difficile da immaginare ed è complicato poter spiegare. E’ un giorno che ho sperato arrivasse il prima possibile e si sta compiendo. voglio ringraziare il presidente e l’amministrazione e a tutti quelli che hanno contribuito che sia qui. Il presidente l’ha detto perfettamente: non perché sono sevillista, anche se lo sono, ma non sono qui per questo. E’ una realtà invidiata nel mondo. Io sono qui oggi perché in questi ultimi giorni con il presidente e i direttori generali mi hanno trasmesso un’idea del futuro del Siviglia che coincide con quello che ho nella mente che possa essere il Siviglia del futuro. Credo che dopo essere stato due anni fuori dal Siviglia, in un club importante che sarà sempre nel mio cuore come la Roma, sono cresciuto professionalmente e ho il diritto e il dovere di continuare questa crescita personale nel club che amo. Vengo convinto che ci sono molti lavori da fare, molte cose buone che sono state fatte e credo di poter apportare delle cose buone qui. L’ultima volta che sono stato ds sono rimasto 18 anni. Vengo per rimanere qui il massimo tempo possibile”.

Prosegue l'ex ds giallorosso, tornando sui motivi del suo addio al Siviglia due anni fa: "Voglio aiutare l’allenatore giorno dopo giorno. In quanto alle leggende urbane, io non me ne sono andato dal Siviglia perché ho litigato con qualcuno. Me ne sono andato perché credevo che era il momento di andare perché dovevo trovare motivazioni esterne. Credi che il centro del mondo è questo e devo andare via per poter crescere. Avevo bisogno d’aria. Cercavo un posto difficile, scelsi un progetto che mi aiutasse a crescere. Ho scelto il progetto che mi aiutasse a crescere. Ora voglio tornare perché questa crescita posso reinvestirla qui. Ero sevillista alla Roma lavorando 24 ore al giorno per un altro progetto, ora posso essere sevillista al Sevilla lavorando 24 ore su 24 per questo progetto sportivo".

Si parla anche di cessioni e acquisti: "Il modello qui a Siviglia è quello vincente. Non voglio ripetere gli errori. Alcune volte si vendono giocatori per necessità o per crescere. Oggi che le necessità sono minori non credo che dobbiate avere paura nel vendere giocatori perché è il modello che ha sempre utilizzato il Siviglia. E’ anche il modello delle squadre di tutto il mondo. La fortuna che abbiamo in questo momento è che la tradizione del club ha continuato in questi ultimi anni".

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Roma, richiamato Lippie. Pallotta la rivuole a Trigoria

Prosegue la rivoluzione nel quartier generale di Trigoria. Dopo le tante critiche per i metodi di lavoro e gli infortuni che in passato hanno colpito la Roma, insieme al preparatore Norman, a distanza di quasi un anno torna al Fulvio Bernardini Ed Lippie. Come riporta il Corriere dello Sport, il capo dei fisioterapisti riprende il proprio posto dopo l'allontanamento di Damiano Stefanini, individuato insieme al medico sociale Del Vescovo come responsabile della disastrosa situazione legata ai tanti infortuni muscolari che hanno colpito lo spogliatoglio in questa stagione. È lo stesso presidente Pallotta a rivolerlo nello staff.

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[VIDEO] – Dzeko, che festa per i 33 anni! Torta della Roma e ballerine, presente Pjanic

Ha festeggiato, sorridente, con la moglie Amra e gli amici più cari – compresi i compagni di nazionale Pjanic e Zukanovic – in un locale di Sarajevo e basta aprire Instagram o qualsiasi sito bosniaco per vedere le immagini del party, tra musica, cantanti, dolci e una ballerina di danza del ventre. In realtà l’umore di Edin Dzeko, scrive La Gazzetta dello Sport, nonostante la festa di ieri notte per i 33 anni, è tutto tranne che sereno. Basti pensare a quanto accaduto a Ferrara con la Spal: in campo discussioni con arbitro e tifosi avversari, nello spogliatoio liti con tutto e tutti, compreso un compagno come El Shaarawy, che nella Roma è una delle persone a cui è più legato. E difficilmente lo avrà addolcito la torta a quattro piani (uno per ogni club importante in cui ha giocato) preparata per la sua festa.

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Ahi, i terzini. Da Florenzi a Karsdorp: ora le due fasce sono un problema

A destra Florenzi, a sinistra Kolarov. Sulla carta anche una buona coppia, ben assortita, seppur quest’anno abbiano funzionato solo ad intermittenza. Il problema, però, è che Kolarov va oramai verso i 34 anni (li compirà il 10 novembre prossimo) e inevitabilmente vedrà ridursi parametri fisici come la resistenza e la forza. Florenzi, invece, da terzino destro non ha mai convinto fino in fondo, palesando le tante difficoltà legate ai concetti difensivi ed a un prestanza fisica che non lo aiuta nei duelli personali. Il prossimo anno, se si dovesse continuare davvero con loro due, ci sarebbe più di un punto interrogativo da sciogliere. Il vero problema, però, è che le alternative non si sono dimostrate all’altezza. La Roma aspettava da quasi due anni Rick Karsdorp, per cercare anche di dare un’anima diversa in campo allo stesso Florenzi. L’olandese, però, prima è rimasto ai margini per un anno e mezzo per problemi fisici, poi quando ha trovato spazio ha dimostrato quello che si intuiva: buona gamba, corsa fluida, anche un buon piede (del resto al Feyenoord era partito come esterno a tutto campo, quasi da ala), ma tante, tantissime difficoltà in fase difensiva. A Ferrara sono riemerse nella loro pienezza, con Karsdorp in difficoltà perpetua su Fares. Ci sarebbe Davide Santon, ma anche l’ex interista dopo aver iniziato bene la stagione si è andato un po’ perdendo strada facendo.