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Roma, quel poco di buono

IL MESSAGGERO (A.Angeloni) –  Claudio Ranieri, parlando quasi da dirigente, fa ampiamente capire come l'anno prossimo non ce n'è (sarà) per nessuno. Specie se si continua così male. Il problema sarà sbarazzarsi di chi non serve e trattenere chi invece ha ancora un senso. Due imprese toste, difficili entrambe: trattenere Zaniolo, ad esempio, è complicato quasi come piazzare Pastore. Perché dopo certe stagioni, ci sono i calciatori sviliti e invendibili e quelli bravi che sono tentati da qualche altra avventura e che allo stesso tempo la società vorrebbe/dovrebbe tenere. Se chiudiamo gli occhi e pensiamo su chi puntare l'anno prossimo, ci accorgiamo che basta una mano. Zaniolo, ovviamente, è uno di questi, al quale però va rinnovato il contratto, specie dopo l'accordo raggiunto con il giovane della Primavera, Riccardi, che gioca con Alberto De Rossi e già si prepara a guadagnare più di Nicolò. E' giovane, vive di alti e bassi, ma si capisce chiaramente che il ragazzo di Massa sia uno vero, uno da non lasciarsi scappare (almeno per ora). Bisognerà capire se lui, in sede di rinnovo, avrà voglia di credere ancora nel progetto Roma o di lasciarsi trasportare verso qualche altra avventura. Il dovere di un club, specie se si trova in queste difficoltà, è di trattenerlo, di costruirci attorno la squadra. Zaniolo sarebbe anche in discreta compagnia. Pellegrini è un altro che merita attenzione, seppur vivendo con una clausola di trenta milioni addosso. Che lo connota quasi come un assegno circolare. Pellegrini ha il prezzo fissato, se uno vuole lo prende a quella cifra, medio bassa. A meno che, anche lui, non decida di cambiare marcia e fare un passo indietro: rinnovo con clausola più alta o senza. I giovani, specie quelli romani, hanno il piacere di vestire la maglia giallorossa ma il professionismo non è una malattia, è un dovere, che spesso ti fa prendere decisioni poco romantiche, ma più razionali.

DUBBI E DOVERI – Vale per Zaniolo, per Pellegrini e varrà per uno come Cristante, che è arrivato a Roma con ben altre aspettative. E dopo quasi un anno anche lui si trova a ragionare su se stesso: resto, non resto, meglio scappare, meglio crederci etc etc. Bryan è stato pagato 20 milioni di euro (più dieci di bonus), dei nuovi alla fine è quello che, seppur a sprazzi, ha convinto di più (Zaniolo è un discorso a parte: è arrivato a Roma quasi come quelle caramelle che si danno al cliente per completare il resto).

LE ALI – Ce n'è uno a destra e uno a sinistra da tenersi stretti, questo sempre in teoria, sia chiaro. Under ed El Shaarawy dovranno far parte della Roma dell'immediato futuro. Under perché è giovane e deve esplodere definitivamente, ha cominciato male il 2019, in pratica non lo abbiamo mai visto. Ma è una risorsa, una perlina lasciata da Monchi (anche se la paternità spetta a Massara). Under, si sa, è sotto osservazione da tempo, il suo umore è cambiato da quando Kluivert lo ha scavalcato nello stipendio. Va ridiscusso il suo futuro romanista, partendo proprio dal contratto. Anche lui, per forza, dovrà resuscitare, perché è un po' sparito dai radar. El Shaarawy è il classico giocatore affidabile, serio. Ma pure su di lui incombe una scadenza contrattuale tutta da ridefinire. Uno dice, e Manolas? Kostas è un calciatore già ben strutturato, e con clausola non altissima, 30 milioni. Trattenerlo si deve, ma forse non si può.

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Ferrara amara: le urla di Ranieri ai suoi senatori

LA REPUBBLICA (F.Ferrazza) – Il giorno dopo il disastro di Ferrara, è un imbarazzato silenzio a farla da padrone nel sempre più caotico mondo Roma. Mentre Monchi, a dieci giorni dal suo prematuro addio alla Capitale, si presenterà oggi all’ora di pranzo davanti alla stampa per il suo clamoroso ritorno a Siviglia, i giallorossi si interrogano su una stagione che rischia concretamente di terminare senza l’ingresso in zona Champions. I tifosi, sui social, si accaniscono contro l’ex ds spagnolo, reo di essere scappato a stagione in corso, dopo aver fatto acquisti costosi che non stanno rendendo come si immaginava (Schick, Pastore, Nzonzi, Santon, Marcano, Karsdorp, Coric, giusto per nominarne alcuni). A Siviglia parlano del “Ritorno del Leone”. E nella capitale i social rinfacciano a Ramon di “essere fuggito più come un coniglio”, dopo “aver illuso la gente non riuscendo a mantenere la promessa di portare tutti al Circo Massimo”, come da sua frase pronunciata due estati fa nel ritiro di Pinzolo.

Ma dentro Trigoria i problemi adesso sono altri, non certo il ritorno a Siviglia di Monchi, visto che non partecipare alla Champions la prossima stagione, farebbe rima con ridimensionamento. Ulteriore. «Ho detto ai giocatori che in molti dovranno cambiare aria se non si impegnano e non entriamo tra i primi quattro», l’ammissione di un Ranieri infuriato, che si aspettava molto di più sul campo da giocatori pagati tanto e con una grande esperienza. Vedi Dzeko (che ieri ha festeggiato i suoi 33 anni a Sarajevo con gli amici), apparso molto nervoso contro la Spal, uno di quelli che avrebbe dovuto fare la differenza, evitando una sconfitta (2-1) che pesa come un macigno sul cammino giallorosso. Ranieri si è scagliato contro i suoi nello spogliatoio di Ferrara, urlando a tal punto a far addrizzare le orecchie a chi si aggirava nei corridoi dello stadio Mazza. Il tecnico romano alza la voce contro i suoi, contro i big che lo hanno subito tradito con una prestazione imbarazzante, anche se è consapevole che le condizioni fisiche del gruppo sono un fattore che incide tantissimo su questo finale di stagione.

Adesso arriva la sosta del campionato. Da una parte, è un bene perché permette di far riposare testa e muscoli della squadra; dall’altra, un male, perché per due settimane si lavorerà col peso della sconfitta di Ferrara addosso. I giocatori sono attesi a Trigoria mercoledì, senza i vari nazionali. E Ranieri farà la conta degli acciaccati. Alla ripresa, la Roma troverà il Napoli, all’Olimpico: impegno complicato, sicuramente il meno indicato per un gruppo sfaldato, disperso e nel pieno di una crisi di nervi. E con la testa già nel futuro. Continuano i contatti per trovare l’allenatore del futuro – in pole sembra esserci al momento Giampaolo – e il direttore sportivo dal quale ripartire. Tantissimi i sondaggi, con l’ipotesi anche di un clamoroso ritorno di Sabatini che riaffiancherebbe Massara, cresciuto proprio all’ombra del dirigente attualmente alla Sampdoria.

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Monchi, ufficiale il ritorno al Siviglia

Adesso è anche ufficiale. Dopo le insistenti voci degli ultimi giorni, il Siviglia ha annunciato in questa domenica il ritorno di Monchi al ruolo di direttore sportivo del club. L’esperienza di Monchi a Roma è durata solamente due anni: niente Arsenal e niente Emery per l'andaluso, che ha preferito il ritorno in quella che per anni è stata la sua casa. Questo lunedì attesa la conferenza stampa di presentazione, alle ore 13, con il ruolo che diventerà effettivo a partire dal prossimo 1 aprile.

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Monchi se ne torna a Siviglia e lascia una squadra da rifare

IL TEMPO (A.Austini) – Di Francesco non c'è più. Monchi ha confermato sui social che, incredibile ma vero, sta per tornare al Siviglia dopo neppure due anni dalla commovente cerimonia d'addio allo stadio. Il medico è stato cacciato insieme al responsabile dei fisioterapisti. Il presidente Pallotta sempre a Boston sta. E allora, adesso, ai romanisti hanno tolto anche la possibilità di prendersela con qualcuno. Un senso di rassegnazione accompagna questa trasferta della Roma a Ferrara. L'undicesima sconfitta di una stagione dai contorni fallimentari ridimensiona tutto: ambizioni, prospettive, entusiasmo, speranze. Questa squadra non esiste e va rifatta per l'ennesima volta, i segnali sono troppi e la sentenza non è più rinviabile. Dopo cinque anni di fila sul podio, la Roma si avvia a salutare la Champions e perdere quel mucchio di denaro che neppure le bastava a mantenersi senza dover pareggiare le spese con le plusvalenze. Un "giochino" riuscito molto bene a Sabatini per mantenersi ad alti livelli pur senza vincere e decisamente meno a Monchi.

Così, a nemmeno un anno di distanza, la semifinale di Champions conquistata grazie all'impresa contro il Barcellona assume le chiare sembianze dell'inizio della fine. E' innegabile che nella caccia al colpevole finisca in primissima fila Monchi. Più di chi lo ha scelto, ovvero il "solito" Baldini che lo ha consigliato a Pallotta, perché il curriculum era di tutto rispetto. Ma lo spagnolo, allontanandosi per la prima volta da casa, si è dimostrato un uomo molto più fragile di quanto sembrasse, incapace di sopportare le tensioni e di mantenere la lucidità fondamentale nelle scelte di mercato. Schick, Karsdorp, Pastore, Nzonzi, Kluivert, Cristante, degli acquisti più costosi non ce n'è uno che stia funzionando. Se alla lista aggiungiamo Moreno, Defrel, Marcano, Coric il quadro diventa un disastro, solo parzialmente compensato dal colpo Zaniolo e dalle buone operazioni fatte con Kolarov e Under. Accollargli anche le cessioni sarebbe troppo, perché rientrano nella strategia del club.

Pallotta si è stancato di lui in fretta, come gli accade per quasi tutti i dirigenti che ingaggia. Monchi, infastidito dai rimproveri del presidente, dalle ingerenze di Baldini e spaventato da un ambiente in rivolta, ha deciso di tornare a casa, accontendando la moglie che non lo ha mai seguito a Roma. Ma qui lascia una squadra da rifondare. E una società nel pieno di un nuovo assestamento. La situazione a Trigoria e dintorni non è serena. Per niente. Il vuoto di potere l-sciato dal diesse ha riacceso vecchie lotte intestine (il licenziamento di medico e fisioterapista sono lì a dimostrarlo), lasciato spazio a figure che rivendicano maggiore considerazione, aperto la possibilità a chiunque di proporsi. Chi deciderà? In teoria Pallotta, certo, ma fidandosi di chi? Gil ultimi due uomini suggeritigli da Baldini sono Gandini e Monchi, entrambi bocciati. Fienga e Baldissoni sono i riferimenti attuali, entrambi convinti che sia giusto dare fiducia a Massara. Ma tutti, compresi loro due, sanno che dal Sudafrica, o da Londra a seconda del periodo dell'anno, può sempre arrivare un consiglio diverso. E decisivo.

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Ranieri: «Senza Champions si cambia aria in parecchi»

IL MESSAGGERO (A.Angeloni) – «Se si va in Champions c'è un programma, se non si va si cambia aria in parecchi». Claudio Ranieri chiarissimo? Sia più chiaro, mister. «Questi giocatori devono dimostrare di essere da Roma, gliel'ho detto dal primo giorno, devono dimostrare di meritarsi ciò che guadagnano. Abbiamo perso contro una squadra più umile, più determinata, aveva l'acqua alla gola e lo ha fatto vedere». Il futuro passa da qui, dal presente, che torna a essere nero. L'occasione è buttata, chissà il treno quando ripassa. Non approfittare di una squadra che non vinceva in casa da undici partite, significa che i mali di questa Roma sono davvero seri. E Ranieri ne ha preso coscienza. E non c'è aggiustatore che tenga, lui è l'ultimo dei responsabili, ovvio. Ranieri è stato chiaro perché sa che non è facile, Massara, il ds in pectore, prima della partita aveva addirittura detto che nessuno «prende in considerazione l'ipotesi di non andare in Champions». Insomma.

LO SVOLGIMENTO (IM)PREVISTO – Ranieri aveva preparato la partita in un modo, è andata in un altro, ha influito la direzione di Rocchi, ma il tecnico non fa polemica («gli arbitri possono sbagliare»). «Ad esempio, il primo gol della Spal lo avevamo pensato e sono state provate le controindicazioni contro quel tipo di palla lunga a tagliare l'area. E invece ci siamo fatti fregare». La Roma non perde per un episodio, ma per tutto. «Abbiamo giocato contro una squadra e noi non siamo stati squadra. Abbiamo messo buona volontà, ma senza organizzazione non si va da nessuna parte. Si vedeva che la Spal era disperata, nel secondo tempo stavano vincendo e hanno perso tanto tempo, giustamente perché mi metto nei loro panni». La squadra giallorossa è a terra fisicamente e non ha risolto i problemi di testa. «C'è un po' tutto in questa sconfitta. Ci sono alcuni giocatori che non ce l'hanno nelle corde, altri che non hanno fiducia e non riescono a essere determinati. Loro lo erano di più. La testa è uno dei problemi, poi dobbiamo anche migliorare sotto l'aspetto fisico, perché corriamo ma corriamo male e questo non va bene». Due esperimenti da rivedere: Schick-Dzeko e Jesus terzino. Sulla coppia d'attacco. «Mi aspettavo di più da loro. Nel primo tempo li dovevamo cercare con i palloni alti, nella ripresa con la palla a terra. Non ci siamo riusciti». Jesus? «Era l'unico velocista da poter inserire per contrastare Lazzari. Pensavo fosse idoneo per quel compito». E invece…

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Roma “fantozziana”: si salva solo Zaniolo

Una Roma brutta che nessun tifoso merita riesce nell’impresa di far vincere la Spal in casa, evento rarissimo come il passaggio della Cometa di Halley, visto che l’ultima volta era accaduto il 17 settembre. 

OLSEN 5,5: Senza infamia e senza lode, come spesso glie è capitato in stagione. Miracoli mai, anzi a volte sembra in ritardo.

KARSDORP 4,5: Fa saltare Fares in serenità consentendogli di segnare il primo gol della gara. Della sua partita ricordiamo poco altro. Dall’80’ SANTON SV: in ogni caso impossibile far peggio dell’olandese. 

FAZIO 5: Continua una stagione senza certezze, nonostante la linea difensiva più bloccata. 

MARCANO 5: Fuori posizione nell’azione che fa scaturire il rigore della Spal. Dice di voler giocare di più, ma se le premesse sono queste…

JUAN JESUS 4,5: Due gare dall’inizio, in posizioni diverse. Un autogol clamoroso e un rigore contro. What else?

KLUIVERT 5: L’insostenibile leggerezza dell’essere. Dal 46’ ZANIOLO 6: Cambia faccia alla gara con prepotenza, pescando Dzeko in area nell’occasione che porta al rigore del pareggio. Ci prova sempre, di tigna, di lotta, di classe. Solo. 

CRISTANTE 5,5: Soffre senza mai trovare un guizzo o una linea di passaggio degna di nota. 

NZONZI 5: Osserviamo Monchi come Fantozzi al mattino osservava la moglie Pina e ci chiediamo “cosa mai lo spinse un giorno ad acquistare quella specie di curioso animale calcistico” (semicit.)

EL SHAARAWY 5: Da Faraone a Mummia è un attimo. 

SCHICK 5,5: Ci prova ed è volenteroso, ma le coppie d’attacco, come i grandi amori, non sempre nascono da un colpo di fulmine. Ci vorrà tempo e pazienza, ed entrambi scarseggiano. 

DZEKO 5: Si procura il rigore e al 74’ fa compiere un miracolo a Viviano capitalizzando un lancio lungo e addomesticando il pallone con maestria. Il pubblico lo becca, lui risponde nervoso, sfiorando il parapiglia nell’intervallo. 

RANIERI 5,5: La lista degli assenti è più lunga di quella dei presenti, la squadra è a pezzi e lui non può fare miracoli. Prova a tirare fuori il sangue dalle rape e a tramutare tremuli gattini in tigri. Ma le rape restano rape e i gattini, gattini.

Giorgio De Angelis

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SERIE A TIM

[FOTO e VIDEO] – Spal-Roma 2-1. Agonia giallorossa: così la Champions è un miraggio

IL TABELLINO DEL MATCH

SPAL (3-5-2): 2 Viviano; 4 Cionek, 14 Bonifazi, 23 Vicari; 29 Lazzari (76' Regini), 11 Murgia (84' Simic), 6 Missiroli, 19 Kurtic (79' Schiattarella), 93 Fares; 7 Antenucci 37 Petagna.
A disp.: 1 Gomis, 12 Fulignati, 27 Felipe, 24 Dickman, 33 Costa, 16 Valdifiori, 96 Jankovic, 10 Floccari, 43 Paloschi.
Allenatore: Leonardo Semplici

Indisponibili: –
Squalificati:
Valoti (1)
Diffidati: –

ROMA (4-4-2): 1 Olsen; 2 Karsdorp (78' Santon), 20 Fazio, 15 Marcano, 5 Jesus; 34 Kluivert (46' Zaniolo), 42 Nzonzi, 4 Cristante, 92 El Shaarawy (46' Perotti); 9 Dzeko, 14 Schick.
A disp.: 83 Mirante, 63 Fuzato, 19 Coric, 53 Riccardi, 60 Celar, 58 Cargnelutti.
Allenatore: Claudio Ranieri

Indisponibili: 17 Under (infortunio al retto femorale della coscia sinistra), 44 Manolas (lesione soleo polpaccio destro), 16 De Rossi (lesione soleo polpaccio destro), 7 Pellegrini (lesione bicipite femorale destro), Pastore (infortunio muscolare al polpaccio), Kolarov (fastidio ad una cicatrice)
Squalificati: Florenzi (1)
Diffidati: Zaniolo, Manolas, Florenzi

Arbitro: Gianluca Rocchi di Firenze
Assistenti: Di Liberatore – Tolfo 
IV uomo: Nasca 
Var: Giacomelli 
Avar: Ranghetti

Ammoniti: Vicari (S), Nzonzi (R), Dzeko (R), Cionek (S), Fares (S), Jesus (R), Perotti (R), Missiroli (S), Cristante (R).
Espulsi: –
Marcatori:
22' Fares (S), 53' Perotti rig (R), 59' Petagna rig (S).

LA CRONACA DEL MATCH

90' – Termina senza più emozioni questa gara.

90' – Partono 6 minuti di recupero.

73' – Miracolo di Viviano su Dzeko, che lavora bene un pallone alto in area liberandosi al tiro col destro. Chiude con grande reattività il portiere alla sua destra.

59' – Petagna porta di nuovo avanti la Spal. Stavolta ad andare sul dischetto è l'attaccante ex Atalanta, che calcia potente alle spalle di Olsen. Massima punizione assegnata dopo un contatto molto dubbio tra lo stesso giocatore e Juan Jesus. Rocchi non si reca al Var dopo un silent check con Giacomelli.

53' – PEROTTI! PAREGGIA LA ROMA! Seconda rete per l'argentino, sempre dal dischetto dopo quello al Sassuolo. Spiazzato Viviano con la solita rincorsa lenta.

52' – Grande strappo centrale di Zaniolo che serve in area Dzeko. Cionek lo trattiene, netto e corretto il calcio di rigore. Ammonito il difensore della Spal.

46' – Subito dentro Zaniolo e Perotti, vuole un cambio di marcia Ranieri. Fuori El Shaarawy e Kluivert. Cambiano i due esterni del primo tempo.

45' – Termina il primo tempo con un Dzeko molto nervoso, beccato dai tifosi avversari e ammonito dal direttore di gara.

39' – Ammonito Nzonzi, fallo di frustrazione su Murgia per il francese.

36' – El Shaarawy su lancio lungo di Olsen, aggancia un buon pallone si libera per il destro che però esce di poco al lato della porta difesa da Viviano.

33' – Dzeko imbeccato molto bene da Cristante, si libera all’interno dell’area di rigore ma il suo tiro viene respinto sul primo palo dal portiere Viviano.

25' – Ancora pericolosa la Spal! Kurtic dalla distanza per poco non beffa Olsen sul secondo palo.

22' – FARES! La Spal sblocca il risultato, cross dalla destra con Fares che stacca sulla testa di Karsdorp.

13' – Ottima iniziativa di Kluivert, che prende palla a centrocampo si accentra fino al limite dell’area di rigore per poi tentare un colpo sotto per Dzeko. Nulla di fatto interviene Vicari in copertura

3' – Errore di Missiroli a centrocampo, parte El Shaarawy con una bella serpentina si libera di due uomini ma sul più bello viene fermato da Vicari al limite dell’area di rigore.

0' – Fischio d'inizio al Mazza di Ferrara. Roma in completo giallo che attacca da Curva Sud a Curva Nord in questo primo tempo.

IL PREPARTITA

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Lazio, Inzaghi: “Giocare all’Olimpico dopo il rugby? Due squadre a Roma, magari può capitare anche all’altra”

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida casalinga contro il Parma. Il tecnico ha affrontato la situazione Stadio Olimpico, impegnato oggi dall'Italrugby nel 6 Nazioni: i biancocelesti si ritroveranno per la seconda volta in stagione a giocare dopo gli impegni della Nazionale italiana di rugby, con la possibilità che il manto erboso non sia in perfette condizioni. Le sue parole:

“Giocare dopo le gare dell'Italrugby? Spero che questo problema possa essere risolto il prossimo anno e magari spero anche in un calendario più clemente. C’è anche un’altra squadra a Roma, magari può capitare anche a loro, e non solo alla Lazio, di giocare dopo il rugby“.

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Inter, Nainggolan: “Monchi scorretto con me, fossi rimasto alla Roma si sarebbe scatenata una guerra”

L'ex giallorosso Radja Nainggolan è tornato a parlare della sua cessione dalla Roma all'Inter. Queste le parole del centrocampista belga, rilasciate al portale hln.be:

Fossi rimasto alla Roma, si sarebbe potuta scatenare una guerra mondiale. Ho avuto un battibecco con il direttore sportivo Monchi, non si è comportato in modo professionale nei miei confronti. Se in estate mi avesse detto “ti vogliamo cedere io l’avrei accettato”. Invece non ha fatto così, e nel frattempo ha mandato alcuni intermediari in Turchia per cedermi a mia insaputa. A quel punto ho capito che il mio tempo a Roma era finito, era o lui o me. Perché io sono un tipo schietto e sincero e se fossi rimasto a Roma dopo quello che mi ha fatto avrei potuto scatenare ogni giorno una guerra mondiale“.

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

FERRAZZA: “Bellissima la maglia per Taccola, sarà un’emozione vedere i giocatori indossarla per un calciatore che tutti conosciamo, anche chi non lo ha vissuto”

ZUCCHELLI: “Domani mi aspetto una vittoria e poi domenica sera pizza e partita. La Roma deve fare la corsa sull’Inter”

MALAGO’: “Ranieri è una scelta indovinata, anche se poi è tutto da dimostrare che sarà soltanto un traghettatore"

CENTO: "In questo momento la Roma non può rinunciare ad El Shaarawy, meglio non forzare Zaniolo"

CATALANI: “Domani la Roma si gioca molto, c’è in palio una bella percentuale del quarto posto”

CRISTOFORI: "Zaniolo ha tutto per fae bene da esterno destro di centrocampo in un 4-4-2"

TRANI: “Mi fido poco della Roma. Zaniolo a destra è fuori ruolo”

MAGLIARO: “Stadio? Per aprire i cantieri entro l'anno, alla data delle prossime elezioni europee, la Raggi deve aver approvato la variante e la convenzione in aula"

MAIDA: "La Roma ha cambiato pelle, nella stanza dei bottoni ora c'è altra gente. Fienga e Totti sono figure centrali"

VALDISERRI: "Per la Roma è meglio che il derby di Milano lo vinca il Milan. La corsa va fatta sul cavallo più spompato, perciò sull'Inter"

ANGELONI: "La colpa vera di Di Francesco è aver accettato qualsiasi scelta di mercato, ma non è un allenatore scarso. Poi magari ce ne sono 100 meglio di lui al momento”

FRANCI: "La Roma fin qui ha avuto il vantaggio di competere con rivali mediocri, per cui la classifica non è troppo grave"

INFASCELLI: “La curiosità più forte è vedere come si comporterà la coppia Dzeko-Schick, ma anche sapere se Marcano e Fazio, in una difesa più equilibrata, possano andar meglio mi interessa parecchio”

MADEDDU: “Non vedremo una Roma scriteriata. Il gol lo farà, ma baderà soprattutto a non concederlo”

CERVONE: "La Roma per vincere deve fare la partita; la Spal aspetterà e non concederà troppi spazi"

ZAMPA: “Domani è una partita cruciale. Non c’è altro risultato che la vittoria, poi il resto si vedrà”

ASPRI:  "L'assenza più grave, tra le tante, è quella di Manolas. Domani vorrei che Zaniolo tornasse ad essere decisivo"

DE ANGELIS: “Conoscere e ricordare il passato è il miglior modo per costruire il presente e progettare il futuro. Speriamo che questa società ci riesca”

CECCHINI: "Non me la prendo con i tifosi, me la prendo con i violenti, perché non mi sta bene che il calcio italiano sia infangato da queste persone. Esistono le regole e vanno rispettate, esattamente come al cinema o a teatro. Non ne posso più delle violenze da stadio".