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Trigoria, rientra in gruppo Zaniolo. Ancora differenziato per Pellegrini

Al termine della conferenza stampa di Claudio Ranieri, per la Roma è stato il momento di tornarsi ad allenare in vista del match con il Sassuolo. Il gruppo svolge un classico riscaldamento prima di dedicarsi ad un lavoro tecnico-tattico. Con i compagni presente Zaniolo, ieri ai box per un indurimento del polpaccio, mentre lavora ancora a parte Lorenzo Pellegrini. Appuntamento sabato alle 20.30 al Mapei Stadium di Reggio Emilia per la gara trasmessa da Dazn.

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Ranieri: “De Rossi? Decide il presidente e chi sta in Inghilterra”

Nell'antivigilia di Sassuolo-Roma, dopo il terremoto scatenato dall'addio forzato di De Rossi, torna a parlare in conferenza Claudio Ranieri. Queste le parole del tecnico romano:

E’ stata una settimana diversa dalle altre. E’ finita in secondo piano la partita col Sassuolo. Una settimana come questa potrebbe avere una conseguenza negativa o positiva sulla squadra, è più preoccupato o spera che possa essere uno stimolo per le prossime due partite?
Io credo che debba essere uno stimolo positivo e propositivo. Ormai i giocatori sono abituati a tutto. Poteva essere uno stimolo negativo anche il fatto di tutte quelle le voci sull’allenatore del futuro, i ragazzi non hanno mai mollato. Mi auguro invece che questo fatto sproni a fare bene, ci sono due partite da completare, c’è ancora una piccola possibilità però dobbiamo avere la coscienza a posto di aver fatto il massimo che potevamo fare.

Ha parlato dell’aspetto mentale, le chiedo dell’aspetto fisico. Come stanno i giocatori, in particolare Zaniolo e Pellegrini? 
L’aspetto fisico di tutti: stanno bene. Zaniolo riprende oggi, aveva il solito polpaccio indurito, oggi farà lavoro differenziato, mentre gli altri faranno lavoro di scarico. Pellegrini non è grave, è la solita vecchia cosa che gli si acuisce, credo di averlo a disposizione per sabato e se non lo sarà per sabato ce lo avrò sicuramente per la prossima settimana.

Ieri gli sono state attribuite alcune frasi. Quando gli si è chiesto chi decide lei avrebbe risposto “testa grigia a Londra e quello di Boston”. Volevamo verificarle… 
Non mi sembra di aver utilizzato queste parole. Quando i nostri tifosi chiedevano spiegazioni sulle decisioni della fine del rapporto di Daniele (De Rossi, ndr) con la Roma io ho detto sicuramente a Londra e in America. Chi decide è il presidente e la persona che gli è più vicino sta in Inghilterra.

Questo malessere generale è giustificato? O si sente di rassicurare i tifosi della Roma per i progetti dell’immediato futuro di Pallotta? 
Non so i progetti del futuro di Pallotta, non possono aver parlato con me sapendo che io tra due partite finisco il rapporto con la Roma. Non so che programmi ci saranno. Io credo che in ogni società di calcio ci sono dei ricambi, per cui ci sta. Lo abbiamo visto anche in Italia: squadre che hanno perso punti di riferimento, solo che a Daniele (De Rossi, ndr) essendo il capitano e una persona storica qui forse andava detto in un’altra maniera e dargli il modo di pensare bene, invece questo modo non è stato dato. E’ il calcio, è la legge del calcio: la società vuole cambiare, vuole altri giocatori, per cui come come i giocatori scelgono un’altra società, così sono le società che a volte scelgono allenatori, direttori sportivi, giocatori. Certo che per una figura così importante come il capitano della Roma – avendo i tifosi della Roma un amore sviscerato per la squadra – una considerazione più attenta avrebbe consigliato un altro comportamento.

De Rossi ha detto che da dirigente si sarebbe confermato. Se le fosse stato offerto il ruolo da dirigente che cosa avrebbe fatto?
Io non parlo se mi fosse stato offerto un ruolo da dirigente, io sono allenatore e se mi fosse stato chiesto “resterai tu, cosa ne pensi di Daniele?” io avrei detto: “Lo voglio perché so che giocatore è, che uomo è, che capitano è”.

Già diversi anni fa Sabatini parlò di centri di potere. De Rossi ha parlato di società divisa in più parti. Come viene vissuta questa figura di Baldini all’interno di Trigoria? 
Quanto incide Baldini sul lavoro quotidiano? Con me non incide affatto. Non incide nel lavoro quotidiano. Non so che rapporti abbia con il presidente, qua – nel mio lavoro – non incide. In generale non lo so, non conoscendo quello che fa.

L’importanza di De Rossi, al di là di quello che si vede in campo, dentro allo spogliatoio fino a dove arriva?
Si parla sempre di leader. Ci sono vari leader: c’è il leader per la società, il leader per i giornalisti, c’è il leader per i tifosi o per i social. Ci sono anche i leader per l’allenatore. Daniele (De Rossi, ndr) è un allenatore in campo, è l’uomo a cui puoi parlare e lui ragiona con una mentalità non di ego fine a se stessa ma per il bene della squadra. Questi tipi di leader sono i leader che vogliono gli allenatori.

E’ venuto qua con un compito molto difficile: raggiungere il quarto posto. Ha parlato di legge del calcio prima, però a Roma questa legge fino a ieri era diversa: i giocatori romani e romanisti erano il tramite tra i vecchi tifosi, i nuovi tifosi e i bambini che andavano allo stadio. Si aspettava di trovare difficoltà ad allenare qua? 
Ma soprattutto di trovare una situazione così cambiata e diversa? Quando ho accettato questo incarico sapevo di trovare una squadra giù mentalmente, non fisicamente, ma mentalmente sì. E le mie forze sono state rivolte proprio a quello. Le mie forze sono state incentrare a farli credere in loro stessi, a farli ricredere nel senso della squadra. E’ logico che tutte queste cose non mi aiutano nel mio lavoro. Quanto possono aver inciso tutte le chiacchiere nella partita di Genova? Non lo so, non si può quantizzare una cosa del genere. Certo è che avevo chiesto aiuto ai tifosi e l’aiuto dei tifosi è stato magnifico: ci sono stati dietro, ci hanno aiutato a vincere alcune partite difficilissime, per questo io li devo solamente ringraziare.

Nella conferenza stampa De Rossi ha parlato anche di Totti, ha detto: “Spero che Totti prenda più poteri in società”. Molti tifosi dicono che Totti dovrebbe lasciare la Roma. Lei da tifoso della Roma che cosa dice a Totti in questo caso? 
Credo che ogni persona intelligente capisca che sono decisioni che deve prendere Francesco (Totti, ndr), non so quanto potere abbia. Io so che Francesco mi ha chiamato, quindi per me era uno che conta, uno che decide. Io non so quanto all’interno di questa crescita – perché uno non è che appena smette di giocare diventa subito dirigente o se vuol fare l’allenatore diventa subito allenatore, c’è una fase di crescita – Francesco sia felice o non sia felice o quanto sia soddisfatto o non soddisfatto. Sono domande che vanno rivolte a lui e non a me.

Ieri con l’incontro coi tifosi sotto la pioggia hai toccato con mano quanta sia la delusione. Sono ormai 11 anni che non si vince un trofeo alla Roma. Puoi dare un consiglio dall’alto della tua esperienza e della tua grande passione giallorossa su come questa società e questo gruppo possa dare soddisfazione ai tifosi?
Io non sapendo i programmi mi è difficile rispondere a questa domanda. Io credo che un fatto importante sia la costruzione dello stadio. Fare uno stadio per poi cominciare a programmare una Roma grande. E’ una mia considerazione che tiro fuori leggendo quello che scrivete voi perché da quando sono venuto sto pensando solamente alla squadra, a ogni singolo giocatore, a come farlo rendere al meglio, a cercare di tirare fuori il massimo ad ogni partita. Mi sono messo l’elmetto per aiutare la squadra, per aiutare la società e per cercare di fare il meglio.

Si è sentito supportato dalla società? A cosa possono riferirsi i tifosi? Perché quando anche le bandiere come De Rossi vengono meno i tifosi si sentono spaesati. Cosa direbbe ai tifosi della Roma, cosa rimane?
Avevo detto prima che la piazza di Roma è una piazza particolare. Il tifoso romanista si sente partecipe in tutto e per tutto. Per questo quando si gioca all’Olimpico, quando l’Olimpico è pieno, ti soffia dietro e ti permette cose che magari in altri stadi sono impossibili. Detto questo devo dire che capisco il tifoso che dice spesso che il Presidente è in America, è distante, ma io nella mia carriera ho trovato poche volte il presidente vicino, o perlomeno tutti i giorni con la squadra. Al Leicester il vecchio presidente l’ho visto più volte adesso che quando era il mio presidente. Abramovich forse tra tutti gli allenatori quello che lo ha incontrato di più sono stato io, credo che Ancelotti lo abbia visto poche volte, Sarri forse non l’ha mai visto. Sono situazioni, ti danno una squadra, tu lavori sul campo e quello che succede fuori a te non interessa, l’importante è che la squadra vada bene, l’importante è che quando hai bisogno di qualcosa ci sia qualcuno che te la risolve, questa è la cosa più importante per un allenatore di calcio, tutto il resto non conta. Non è importante la presenza di un presidente, ma che tutto vada come deve andare.

Come ha visto De Rossi in questi giorni? Ci ha parlato dopo la conferenza?
Sembra strano, ma ancora ci devo parlare (ride, ndr). Ancora non abbiamo avuto cinque minuti per noi. L’ho visto bello, motivato, determinato, come sempre. L’ho visto come sempre. Dentro di sé sarà squassato, immagino che non dormirà la notte, ma è normale. Chi ha dato tutto ed ha giocato anche non al 100% lo ha fatto per l’attaccamento che ha alla maglia, ai tifosi, alla squadra. Una notizia del genere ti sconquassa, è normale, ma ancora ci devo parlare.

Sarà una Roma col 4-3-3 o il 4-2-3-1? 
Sto studiando. Il Sassuolo è una squadra ben organizzata, ho visto la partita d’andata. Mi sto facendo un’idea, ma vediamo i prossimi due allenamenti e deciderò.

De Rossi giocherà contro il Sassuolo?
Parlerò con lui e vedremo.

Che cosa consiglierebbe a De Rossi per la prossima avventura?
Vuole continuare a giocare ed è giusto che sia così. Ha già la mentalità da allenatore, il padre lo è. E’ un leader positivo, non pensa al suo ego ma al bene di tutti. C’è una visione d’insieme e non da singolo giocatore.

Chiude la conferenza Ranieri:Mi auguro che l’ultima partita all’Olimpico sia una festa, ci sarà tempo per le contestazioni. L’ultima partita sarà una dimostrazione d’amore per Daniele che è la cosa più importante“.

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[FOTO] – De Rossi, prosegue la contestazione: a Londra striscione per Baldini

Non si placa la protesta dei tifosi della Roma per l’addio forzato di Daniele De Rossi dopo la decisione della società di non rinnovargli il contratto in scadenza a giugno. Dopo la contestazione di ieri a Trigoria, ecco spuntare un nuovo striscione di contestazione rivolto a Franco Baldini. “Prima Totti poi DDR, Baldini verme” si legge nel messaggio esposto da alcuni tifosi giallorossi proprio nella 'sua' Londra.

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Rassegna stampa

Totti lo sposo dimesso

IL MESSAGGERO (A.Angeloni) – Le parole di De Rossi lo invitano all’esame di coscienza e, magari, a prendere decisioni forti. Ci ha pensato, certo che ci ha pensato, Francesco. Perché il suo fratello sportivo, Daniele De Rossi, lo ha avvisato, tipo grillo parlante, con delicatezza, con classe. Il messaggio di Daniele a Checco è stato chiaro: «Fai il dirigente senza potere, io questa fine non la voglio fare, per questo me ne vado». La verità, quando viene sparata col fucile, fa male, eccome. Boom, colpito. Non affondato. E Totti che fa? Mica vorrà lasciare il tutto così. Ed ecco, appunto, ci ha pensato, eccome, anche in queste ore in cui si trova in Kuwait (per partecipare al Al-Round Tournament, un torneo di futsal). Sarebbe un eroe se si dimettesse subito, questo pensano tanti tifosi della Roma. Che ora non vogliono che si mischi la passione (De Rossi e Totti) con l’azienda, quindi via i romani da Trigoria ma per scelta propria, non per volontà altrui. Chi sta con loro è complice, questo è in sintesi il messaggio di tanta gente. Francesco ha scritto a De Rossi: «Un giorno torneremo grandi insieme». Vuol dire che ora il Capitano (ex), grande, non si sente. Non ci si sente in questo contesto, perché poco utilizzato, poco ascoltato. Il suo essere determinante da calciatore è inversamente proporzionale a quanto lo sia oggi con giacca e cravatta. Totti sa perfettamente di avere dei nemici all’interno del club, non è mistero che uno di questi sia Franco Baldini, presenza ufficializzata da De Rossi nell’ultima conferenza stampa. Il paradosso nella Roma è che chi c’è davvero, Totti, non viene considerato, mentre chi non c’è, Baldini, è il primo consigliere del presidente, con poteri decisionali. Dici, Totti si dimetta. Comprensibile.

DA GRANDE – Poi pensi: ma perché dovrebbe darla vinta a chi non vede l’ora di liberarsi di lui? Ciò che dispiace a Totti – tra le altre – è il non aver potuto fare nulla per il suo amico De Rossi, defenestrato perché «non c’erano le condizioni tecniche». Ma è anche vero che lì, adesso, Totti, ha poco senso e dovrà decidere cosa fare da grande. Accettare o scappare, piegarsi per amore della Roma o l’abbandono, ma sempre per amore della Roma, oltre che di se stesso, del suo amor proprio, del rispetto per quel che è stato e per quel che significa per tanta gente. Totti non può essere usato come uomo sulla poltrona, come quello da esibire per qualche selfie, per qualche autografo o come testimonial di un torneo o di una qualsiasi manifestazione, o per denunciare i problemi con gli arbitri (con l’Inter, ad esempio) o per paventare l’arrivo di un grande allenatore (Conte), quando poi «le condizioni» non c’erano e, stando a quanto racconta De Rossi stesso, ce ne sono meno di quanto si pensasse. Due anni fa si diceva che Totti avesse bisogno della Roma, e che la Roma avesse bisogno di Totti. A distanza di tempo, rigiriamo la questione: ma siamo sicuri che questa Roma sia compatibile con Totti, o viceversa? Il dubbio c’è.

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Rassegna stampa

Nebbia a Trigoria: pure i big sotto shock

Molti giocatori della Roma oggi si trovano sempre più smarriti, pieni di dubbi. E con pochissimo entusiasmo in vista della nuova stagione, come scrive oggi La Gazzetta dello Sport. Non sanno chi sarà il prossimo direttore sportivo e quali margini avrà; non sanno che ruolo avrà Totti, sempre che lo abbia; non sanno quale allenatore sarà in panchina; non sanno chi prende davvero le decisioni chiave; non sanno quali progetti avrà la Roma per il prossimo anno e non sanno neppure se giocherà in Europa. Ma questo, almeno, dipenderà da loro. La squadra sa che la Roma come società è cresciuta tantissimo in questi ultimi anni, ma all’enorme miglioramento di tutti i settori come marketing, media o altro, non è stata affiancata una crescita sportiva di pari livello. Ecco perché Dzeko e Manolas andranno via salvo sorprese: pur essendo entrambi legatissimi alla città, dove sono nati i loro quattro figli, vogliono provare a vincere altrove.

Dovranno, e vorranno, provarci i due romani. Florenzi e Pellegrini dovranno raccogliere la pesantissima eredità di Totti e De Rossi. Se siano pronti o meno non si sa, ma certo anche loro sono rimasti colpiti (per usare un eufemismo) da tutto quello che è accaduto nelle ultime settimane a Trigoria. Temono, viste le difficoltà avute dai loro predecessori, di non essere valorizzati, a fronte di una carriera nella squadra che amano ma in cui è difficile vincere qualcosa. Stesso discorso per quanto riguarda Zaniolo, anche lui con tanti pensieri in testa. Probabilmente rinnoverà, sa che la Roma è per lui la soluzione migliore per giocare con continuità in vista dell’Europeo e crescere con calma, ma il timore di tanti tifosi è che sia un rinnovo momentaneo, per adeguargli lo stipendio e farlo stare tranquillo, non per costruire un progetto. Non ha aiutato neppure la trattativa per il rinnovo di El Shaarawy: per restare farebbe di tutto, a Roma sta bene, ma dopo tre anni è uno dei pochi a non aver mai ricevuto una proposta concreta di prolungamento. E questo non aiuta il suo umore.

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

FERRAZZA: “La situazione gli è sfuggita di mano. Credo che non abbiano messo in preventivo quanto questa situazione legata a De Rossi sia un punto di non ritorno”

ZUCCHELLI: “Non pensavo mai e dico mai che riuscissero a fare peggio che con Totti”

CENTO: "De Rossi? Oggi resta solo tanta rabbia, non si possono distruggere i simboli e la tradizione della Roma"

CATALANI:  "Si continua a non considerare il senso d'appartenenza dei tifosi romanisti"

CRISTOFORI: “Totti deve andare via dalla Roma. Non ha più senso la sua permanenza in una struttura dove non ha un ruolo chiaro e non può decidere niente. Non c'entra nulla con questa Roma”

TRANI: “De Rossi è la certificazione del fallimento americano”

ANGELONI: “Oggi è peggio di ieri, è il giorno in cui riesci a razionalizzare ciò che è accaduto ieri: hanno schiacciato un sentimento”

FRANCI: “Fienga ha il dovere di saper comunicare e ieri non ha fatto altro che parlare della Roma come di un’azienda” 

MAIDA: “Si tratta di uno sfregio, sia nei modi che nella sostanza”

VALDISERRI: “Un grande male, ma finalmente una scelta chiara. In tempi non biblici capiremo molto”

MADEDDU: “L’hanno ammazzato! Perché di omicidio sportivo si tratta”

CERVONE: "Scelta che non ha alcun senso e che De Rossi non merita"

DELVECCHIO: "La Roma degli ultimi 20 anni ha sempre avuto personaggi come De Rossi. Perché farne a meno ora? 

ZAMPA: "Dopo il prossimo Roma-Parma la Roma non sarà più la stessa, almeno per diversi anni"

ASPRI: "Ora si capisce meglio anche la decisione di Ranieri di non voler rimanere"

DE ANGELIS: “Oggi i romanisti hanno dato prova di essere i tifosi più belli del mondo , con fermezza, passione ed educazione, hanno fatto emergere la verità effettiva delle cose” 

BIOTTI: “I nodi vengono al pettine, ancora una volta. Siamo calpestati come tifosi e insoddisfatti come clienti. Siamo insoddisfatti su tutti i fronti”

CECCHINI: “Sulla scelta del mancato rinnovo potrebbe aver inciso la volontà del prossimo allenatore”

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Esclusive

[FOTO] – De Rossi: “Se ci ripensano loro, non ci ripenso io, ho un orgoglio e una dignità”. Ranieri: “Decide testa grigia”

Daniele De Rossi è pronto a chiudere la carriera da calciatore: “Se ci ripensano loro, non ci ripenso io, ho un orgoglio e una dignità" , ha detto oggi ai tifosi dei gruppi organizzati che hanno manifestato fuori Trigoria contro la decisione del presidente James Pallotta di non rinnovargli il contratto.

Al colloquio con i tifosi hanno partecipato anche Massara e Ranieri. Entrambi hanno preso le distanze dalla scelta della società, attribuendo la responsabilità interamente a James Pallotta e a Franco Baldini. 

“La decisione non è nostra, ma della società a Boston”, ha spiegato il direttore sportivo. Tesi confermata dal tecnico, che ha ribadito la decisione di lasciare la Roma a fine stagione: “Io qui non resto, è inutile che ve la prendete con chi sta qui, tanto decide testa grigia (Baldini, ndr)”.

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APPROFONDIMENTI

L’Ultimo Cesare

L’hanno ammazzato! Perché di omicidio sportivo si tratta. La carriera da calciatore della Roma, per Daniele De Rossi, non finisce per ragioni naturali, anagrafiche, fisiche, ambientali, ma per un atto intenzionale! Ce l’hanno ammazzato come calciatore, e in parte come uomo, ma la cosa peggiore è che hanno vestito da sicario l’ultimo dei dirigenti salito sul trono di Trigoria. Neppure la dignità di guardarlo negli occhi hanno avuto Pallotta e Baldini…l’hanno accoltellato alle spalle come Giulio Cesare!

Hanno individuato il nuovo Bruto, Guido Fienga, e hanno fatto in modo che fosse lui ad annientarlo, indicandogli il cancello, e imponendogli di togliersi la maglia e di svuotare l’armadietto. Roba dell’altro mondo, roba di un’altra Roma, parecchio americana e certamente poco romana, per niente romanista

Ci avevano detto che sarebbero stati “non i padroni, ma i custodi di un sentimento”, invece prima hanno cancellato il logo, con tanto di acronimo storico ASR, poi hanno scelto il boia che doveva decapitare Totti e adesso, per completare il lavoro, dopo 8 anni di insuccessi, dopo averci propinato il campionato del possesso palla, delle plusvalenze, del trading, dopo averci convinto e chiesto di tifare più per lo stadio che per la squadra, ci tolgono pure l’ultimo vessillo, Daniele De Rossi! Maledetto il giorno…! 

 

Marco Madeddu

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De Rossi-Roma, ‘The Independent’: “Decisione vergognosa, meritava di meglio”

La scelta della Roma di non rinnovare il contratto del suo capitano e bandiera Daniele De Rossi ha fatto il giro del mondo. Tra le molte aperture di quotidiani cartacei e online, significativa è quella del londinese The Independent’, che punta il dito dritto contro la società giallorossa: “De Rossi si meritava di meglio rispetto a questa vergognosa decisione di mettere improvvisamente fine ad una storia d’amore lunga 18 anni” si legge in uno dei titoli d'apertura. "De Rossi contro Pallotta: 'Spero che Totti abbia più potere il prima possibile'" si legge invece nel sito web del Mundo Deportivo in Spagna. 

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Il piano: via tutti i senatori. Totti non ha potuto evitarlo

LA REPUBBLICA (M.Pinci) – La conferenza stampa l’ha voluta lui, subito, anche se gli consigliavano di posticiparla di 7 giorni: forse per sfogare ciò che gli frullava nello stomaco. Per capire bisogna tornare alle 17 di lunedì: appuntamento tra il Ceo della Roma, Guido Fienga, e Daniele De Rossi. Tre ore insieme a parlare, ma il cuore del messaggio il capitano della Roma l’aveva annusato da tempo: «Non mi rinnoveranno il contratto». Lunedì quel sospetto rafforzato da mesi di dialoghi è diventato una certezza: finisce qui, Daniele. Il motivo gli è stato esposto: la parola chiave a Trigoria è ripartire. Da zero. La squadra quest’anno ha fallito, il club ha scelto Gasperini a cui chiederebbe di ricominciare da un gruppo “vergine”. E che possa sostenere ritmi elevati per ricostruire un’ossessione del lavoro. Chiaro il contrasto con la figura di De Rossi, totem ingombrante dai muscoli ormai fragili. «Ma posso giocarle, 15/20 partite», la replica caduta nel vuoto. C’è poi un altro punto che pesa nelle valutazioni della Roma. Ed è quello del gruppo. Da settembre, la squadra ha accusato il club per il depauperamento tecnico: in particolare si sono esposti i suoi leader, “offesi” dalle cessioni di colleghi che stimavano come Strootman e Nainggolan. Rinunciare ai “polemici” serve ad azzerare gli alibi della squadra che troppo presto, e troppo spesso, ha tirato i remi in barca in questa stagione. De Rossi si è convinto che dietro il suo addio ci fossero regie occulte: da qui il riferimento velato al presidente Pallotta e all’ex dg, oggi consigliere ombra, Franco Baldini, estraneo però alla scelta. In realtà la decisione ha certificato altro: la marginalità del Totti dirigente, ferito da questo addio che troppo deve avergli ricordato il proprio. E del tutto escluso dalla decisione: lo ha detto tra le righe proprio De Rossi («I dirigenti qui non possono incidere, spero che Francesco possa contar di più») quasi ventilandone un possibile addio («Spero di ritrovarlo, se tornerò»). Polemico col club pure Florenzi: «Se vuoi rispetto devi dare rispetto». Non ha potuto prendere la decisone di restare, De Rossi, potrà scegliere dove andare. Senza preclusioni: «In Italia? Vediamo». Voci ricorrenti dicono che Conte sarebbe felicissimo di averlo all’Inter. Uno dei soci di Pallotta ha detto a De Rossi che lo proporrà alle squadre di Mls, il campionato americano: lui accetterebbe solo New York o Los Angeles.