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Italia Under20, Luca Pellegrini convocato per il Mondiale in Polonia

E' stata ufficializzata la lista dei 21 calciatori convocati per il Mondiale Under 20 che si disputerà dal 23 maggio al 15 giugno in Polonia. Tra gli azzurrini scelti dal tecnico Paolo Nicolato, anche il terzino della Roma, ora in prestito al CagliariLuca Pellegrini. Questo l'elenco completo:

Portieri: Alessandro Plizzari (Milan), Marco Carnesecchi (Atalanta), Leonardo Loria (Juventus);

Difensori: Luca Pellegrini (Cagliari), Alessandro Buongiorno (Carpi), Alessandro Tripaldelli (Crotone), Luca Ranieri (Foggia), Matteo Gabbia (Lucchese), Raoul Bellanova (Milan), Davide Bettella (Pescara), Antonio Candela (Genoa), Enrico Del Prato (Atalanta);

Centrocampisti: Salvatore Esposito (Ravenna), Davide Frattesi (Ascoli), Domenico Roberto Alberico (Hoffenheim), Andrea Colpani (Atalanta);

Attaccanti: Gabriele Gori (Livorno), Marco Olivieri (Juventus), Gianluca Scamacca (Sassuolo), Andrea Pinamonti (Frosinone), Christian Capone (Pescara).

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De Rossi, l’addio di Mastandrea: “E’ il nostro scudetto perenne”

“Come 18 anni fa, una festa per lui in ogni quartiere. È il nostro scudetto perenne e va sventolato per un mese in ogni parte di Roma”. Con queste toccanti parole l’attore Valerio Mastandrea saluta Daniele De Rossi nel giorno dell'annuncio del suo addio. Alle 12.45 il capitano giallorosso chiarirà in conferenza stampa i motivi dietro il divorzio dalla maglia di una vita.

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La Roma annuncia l’addio di De Rossi: non si ritirerà dal calcio giocato

L’AS Roma rende noto che la carriera in giallorosso di Daniele De Rossi giungerà a conclusione al termine di questa stagione. De Rossi non si ritirerà dal calcio giocato. All’età di 35 anni, ha intenzione di intraprendere una nuova avventura lontano dalla Roma.

“Per 18 anni, Daniele è stato il cuore pulsante dell’AS Roma”, ha dichiarato il presidente del Club Jim Pallotta. “Ha sempre incarnato il tifoso romanista sul campo con orgoglio, affermandosi come uno dei migliori centrocampisti d’Europa, a partire dal suo debutto nel 2001 fino a quando ha assunto la responsabilità della fascia da capitano. Ci commuoveremo tutti quando, contro il Parma, indosserà per l’ultima volta la maglia giallorossa e rispettiamo la decisione di proseguire la sua carriera da calciatore, anche se, a quasi 36 anni, sarà lontano da Roma. A nome di tutta la Società voglio ringraziare Daniele per lo straordinario impegno profuso per il Club. Le porte della Roma per lui rimarranno sempre aperte con un nuovo ruolo in qualsiasi momento deciderà di tornare”.

Oggi, alle 12:45, Daniele De Rossi terrà una conferenza stampa al centro sportivo di Trigoria.

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Roma, un piano di rivalutazione

IL MESSAGGERO (U.Trani) – In scia di Conte, si piazza Gasperini. La Roma guarda ormai da tempo alla prossima stagione, ma è consapevole di dover aspettare la fine del campionato per ufficializzare l'erede di Ranieri. Pallotta e il suo management, con la benedizione di Petrachi (il ds in arrivo dal Torino), sono pronti a convincere l'allenatore dell'Atalanta. Che avrebbe già dato il suo gradimento dopo l'uscita di scena dell'ex tecnico del Chelsea. Che non è mai stato legato allo sbarco dell'emiro Al Thani nella Capitale, anche se bisogna però registrare altri rumors sull'interesse di un ente privato qatariota e non del Qatar Sports Investment (iniziativa smentita dalla proprietà Usa).

FUMO DI LONDRA – La priorità è, insomma, in panchina: individuato il professionista per voltare pagina dopo quest'annata deludente, c'è da chiudere con lui senza farsi distrarre da altre possibili negoziazioni, andando dietro a candidati vecchi e nuovi che siano. È vero che Baldini, in prima persona, resta in pressing su Sarri che comincia ad avere qualche dubbio sulla sua conferma, probabilmente per lo scarso affetto mostratogli dal pubblico di Stamford Bridge nelle ultime partite, a prescindere dai risultati (3° posto e finale di Europa League): «Credo di restare al Chelsea, ma non sono sicuro. Ricordo solo che il club mi ha chiesto di arrivare in Champions e abbiamo centrato l'obiettivo. Lo sapete bene: amo il calcio inglese e la Premier». Non può andare oltre. Così come non intende farlo la società giallorossa, dopo essersi scottata nella trattativa con Conte.

A SENSO UNICO – La Roma, già costretta ad attendere il finale di stagione per definire con Gasperini, non si può permettere di sprecare energie e anche settimane dietro a chi non ha ancora garanzie dal proprio club (e chissà quando le avrà). L'indecisione, a metà maggio, spesso risulta fatale. Meglio non rischiare per non ritrovarsi con la quarta-quinta scelta. È successo pure di recente. Con Di Francesco (primavera 2017). Avanti tutta, dunque, sull'allenatore dell'Atalanta. Il profilo, almeno per il management di Pallotta, è simile a quello di Conte. Nel metodo di lavoro e nella proposta calcistica. La preparazione atletica e l'addestramento tattico timbrano ogni sua annata. Ma ha bisogno di tempo per imporre la sua idea nello spogliatoio e in allenamento. E di interpreti su misura per trasferirla in partita.

IDENTIKIT PRECISO – Alcuni giocatori della Roma, in questo senso, è come se avessero giocato già per lui nella gara di domenica sera contro la Juventus. L'esempio è Florenzi a tutta fascia, ma anche Under passato in pochi secondi dallo sprint all'assist. Piccoletti, dunque, alla ribalta. In controtendenza con il calciatore tipo di Gasperini. Meglio alto, sempre che non abbia il talento di Gomez. Nella sua rosa, chiare le caratteristiche dei protagonisti: fisicità, rapidità, potenza, resistenza, corsa e duttilità. Nel suo 3-4-2-1 c'è chi potrebbe avere spazio e quindi considerazione. Dietro, oltre a Manolas (sempre se resterà), ha chance Fazio. Sui lati Florenzi, pure con pochi centimetri, è ok. Se sta bene, pure Karsdorp. Non Kolarov a sinistra, solo da centrale nella linea a 3. Il mercato si farà in corsia. In mezzo il play deve essere rapido. Nzonzi non lo è, ma è centrocampista di forza e sostanza. Pellegrini va bene in mediana, Zaniolo e ovviamente Cristante avanzano per l'abbondanza nel gruppo delle mezze punte da sistemare dietro al centravanti: El Shaarawy e Under (pure lui possibile partente) i più adatti, Perotti, Kluivert e in teoria Schick. Se Dzeko, come sembra, saluta, va cercato il sosia di Zapata. Petrachi, insomma, deve preparare l'ennesima rifondazione. Sempre puntando sui giovani e abbassando il monte ingaggi.

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

FERRAZZA: “Dopo la vittoria sulla Juve mi è rimasta tanta malinconia”

CENTO: “La Roma non ha bisogno di aspettare le ultime due gare per preparare il futuro, spero ci siano programmi a prescindere dalla Champions”

CATALANI: “Lascio sempre aperto uno spiraglio alla speranza Champions"

DI CARO: “A prescindere da come finirà il campionato, bisogna ringraziare Ranieri per come ha svolto un lavoro complicatissimo”

CRISTOFORI: “Non mi scandalizza quello che ha detto Cristiano Ronaldo a Florenzi. Mi dispiace che come in altre occasioni non siano intervenuti i compagni”

MAGNI: “Nel dubbio che Allegri stesse scherzando o meno, una telefonata gliela farei”

TRANI: “Florenzi e Under due giocatori da valorizzare per il futuro, soprattutto se con Gasperini in panchina”

ANGELONI: "La Roma sta puntando Gasperini"

FRANCI: “Fossi Gasperini andrei subito al Milan per riscattare il flop dell’Inter”

MAIDA: "Dzeko ha detto ai compagni che al 90% andrà all'Inter"

VALDISERRI: “Anche Allegri ha fatto capire che di Roma lo intriga l’ambiente. Ce ne fosse uno attratto dal progetto…”

INFASCELLI: “Il romanista 2.0, quello da televisione, non capisce cosa vuol dire per un vecchio tifoso di Curva vedere la palla entrare in quella partita lì. Deluso da questo. Per il resto, non ti sei aiutato a Genova e ora il quarto posto è impossibile, o quasi. Ma lo spiraglio potrebbe regalarlo solo l’Inter”

MADEDDU: “La partita di ieri, al di là del risultato, ci ha mostrato la differenza delle due realtà a confronto. Il timore è che ci vorrà ben più di una stagione per colmare il gap con la Juventus”

CERVONE: “Mirante ha compiuto almeno un paio di grandi parate. E’ un portiere molto migliore di quello che molti credevano”

ZAMPA: “Sempre bello battere la Juventus, ma è una vittoria che aumenta il rammarico”

ASPRI: "Sfumato Conte, ora l'ideale è Sarri. Benitez proprio no"

DE ANGELIS: “Ronaldo-Florenzi? L’arroganza del potere mi ha sempre messo grande tristezza”

BIOTTI: “L’osservatore del Tottenham arrivato all’Olimpico per guardare Zaniolo, può portarsi via Nzonzi?”

CECCHINI: "Le società di calcio sono dei presidenti e, che piaccia o no, i tifosi devono arrendersi a questa realtà"

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Roma, Cafu: “Grande serata ieri sera all’Olimpico”

Ospite della Roma nella serata di ieri, Marcos Cafu torna sull'emozione vissuta a ridosso della gara contro la Juventus, quando ha potuto riabbracciare la Curva Sud. Il pendolino giallorosso, postando le immagini del prepartita, scrive: "Grande evento!"

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Serie B, Palermo retrocesso in Serie C per illecito amministrativo

Palermo retrocesso in Serie C per "illecito amministrativo". È la sentenza del Tribunale Federale Nazionale, che colpisce duramente il club di Zamparini con effetto immediato. Cambia così anche la classifica della Serie B: il Perugia accede ai playoff al posto dei rosanero; il Venezia si salva e ai playout vanno Salernitana e Foggia.

Tutto questo in attesa dei ricorsi che il Palermo presenterà per veder ridotta la pena. Questa la nota della FIGC:

“Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare presieduto da Cesare Mastrocola ha retrocesso il Palermo all’ultimo posto del campionato di Serie B della stagione sportiva in corso. La società è stata sanzionata per una serie di irregolarità gestionali da parte di alcuni ex dirigenti.

Il TFN ha dichiarato inammissibile il deferimento nei confronti di Maurizio Zamparini, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio di Amministrazione del Palermo, mentre ha inflitto 5 anni di inibizione con preclusione ad Anastasio Morosi e 2 anni di inibizione a Giovanni Giammarva, rispettivamente presidente del Collegio sindacale e presidente del Consiglio di Amministrazione della società. 

Il Collegio ritiene che il quadro emerso dalle vicende sopra descritte appare in tutta la sua gravità, idoneo a porre in evidenza il compimento di una sistematica attività volta ad eludere i principi di sana gestione finanziaria e volta a rappresentare in maniera non fedele alla realtà lo stato di salute della società deferita. 

A fronte di tali circostanze, è derivato il compimento di attività chiaramente elusive, idonee a non fotografare la reale situazione della società, proseguite ininterrottamente dal 2015 al 2018 e aventi il loro apice relativamente al bilancio al 30 giugno 2016 le cui alterazioni, per quanto risulta dagli atti oggetto del giudizio, hanno consentito di conseguire l’iscrizione al campionato di calcio 2017/2018”, è quanto si apprende dai documenti ufficiali. 

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Serie A, De Siervo: “Pronti a scioperare contro la SuperChampions”

Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, è tornato a parlare, dai microfoni di Radio anch'io Sport su Rai Radio 1, della riforma della Champions League e del futuro delle coppe europee dal 2024. "Nessuno è contrario ai cambiamenti ma la riforma pensata non consente di vedere un futuro sereno dei grandi campionati europei, i cui ricavi sarebbero dimezzati, e destinerebbe all'irrilevanza i nostri campionati, che non farebbero accedere alle coppe europee e diventerebbero poco più importanti di una coppa nazionale. Spero che la riforma possa essere emendata, altrimenti si arriverebbe a uno scontro che farebbe male a tutto il calcio". E poi: "È una battaglia per i soldi, per l'accesso ai grandi ricavi televisivi – spiega De Siervo – Oggi la Champions ha un fatturato attorno ai tre miliardi di euro, le tre leghe più importanti ne fatturano sei: non è pensabile che la torta cresca, il tentativo dell'Uefa è prendere ricavi dalle leghe che hanno i fatturati più alti. Di fatto, nascerebbe la serie A, B e C europea, che coinvolgerebbe non solo i club super ricchi ma anche a le federazioni più piccole che votano in Uefa. Confido ancora nella ragionevolezza di Ceferin e Agnelli, di chi gestisce il nostro mondo, altrimenti saremo pronti a prendere iniziative, anche lo sciopero".

SULLA CONTEMPORANEITA' DELLE GARE – "Stiamo valutando la richiesta del Milan, però le regole sono ferree e ci sono degli impegni contrattuali". Commenta così De Siervo, che si dice contrario allo slittamento di Milan-Frosinone alle ore 20.30, richiesta avanzata dai rossoneri dopo l'ok invece allo slittamento di Juventus-Atalanta per i festeggiamenti dello scudetto bianconero. "Comprendiamo le esigenze dei presidenti che chiedono la massima correttezza – spiega l'ad -. L'orario di Juve-Atalanta è stato cambiato per motivi non sportivi, ma per la richiesta del club bianconero di poter festeggiare assieme lo scudetto degli uomini e delle donne. Decideremo oggi, ma dobbiamo mantenere le finestre che abbiamo venduto ai broadcaster, su cui programmano i palinsesti: faremmo un danno a pensare di cambiare una partita a due o tre giorni di distanza".

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Grana rinnovi, partono le trattative

IL TEMPO (F.Biafora) – Il mercato estivo si avvicina e una delle questioni da affrontare in casa Roma è quella dei rinnovi contrattuali. La situazione più urgente riguarda De Rossi, unico giocatore che a partire dal 30 giugno sarà eventualmente svincolato. Il nodo legato al capitano andrà sbrogliato entro pochi giorni, poiché il 26 maggio è in programma l’ultima di campionato con il Parma e l’intenzione del centrocampista di Ostia è di arrivarci avendo una risposta definitiva dal club. In un senso o nell’altro. Le parti non si sono mai incontrate durante tutto l’anno per parlare di futuro e De Rossi vuole sapere se quella con i ducali sarà la gara d’addio alla maglia del suo cuore, in modo da poter salutare i tifosi, che sin dall’esordio datato 30 ottobre 2001 gli sono sempre stati accanto. La dirigenza di Trigoria non ha fissato alcun appuntamento col numero 16, che si sente ancora calciatore e non ha quindi voglia di appendere gli scarpini al chiodo.

Massara e Fienga hanno invece convocato in settimana Manuel El Shaarawy, fratello ed agente di Stephan, probabilmente il miglior giocatore della stagione della Roma per numeri e costanza di rendimento. Il Faraone, arrivato nella Capitale dal Milan nel gennaio del 2016, guadagna circa 4,5 milioni di euro lordi all’anno ed ha un contratto che scade nell’estate del 2020, rendendo quindi necessarie le trattative per un prolungamento per evitare di perderlo a parametro zero. El Shaarawy ha collezionato 11 gol e 5 assist (con oltre 30 occasioni create in Serie A) in un totale di 2191 minuti nei quali è sceso in campo, dimostrando di aver trovato forse la decisiva consacrazione e la giusta continuità nelle prestazioni. L’intenzione del esterno ligure, apprezzato da mister Ranieri per la grande abnegazione in fase difensiva, è chiara e l’ha ripetuta in molteplici occasioni: “Di certo c’è che vorrei restare a Roma, qui mi hanno accolto in modo fantastico e mi trovo molto bene”. La volontà della società è quella di riconoscere il giusto adeguamento al classe 1992 ed appare molto probabile una fumata bianca dopo i prossimi colloqui.

Le altre due priorità sull’agenda giallorossa sono Under e Zaniolo. Il turco, che nel 2017 aveva firmato un contratto quinquennale da poco meno di un milione netto annuo, è uno dei maggiori indiziati a partire nell’imminente calciomercato, ma le parti si parleranno a breve per capire i reciproci desideri. Il proposito della Roma su Zaniolo è stato ribadito più e più volte negli ultimi mesi ed è quello di blindare il classe 1999. L’ex Inter percepisce un ingaggio da 270mila euro più bonus a stagione e l’auspicio del suo entourage, fermo ai colloqui di inizio febbraio con Monchi, sarebbe quello di portare il salario a due milioni netti. A fine campionato tutte le componenti si siederanno intorno ad un tavolo per trovare la quadra di un’intesa voluta da tutti. Toccherà a Petrachi, pressato per l’ennesima volta da Cairo (“Ha un contratto con noi fino al 2020, non si è parlato di altro, quindi per il momento io lo considero a bordo”), affrontare i dialoghi con gli agenti di Dzeko, Kolarov, Jesus, Fazio e quello del giovane Cangiano, tutti con un accordo in scadenza nel 2020. Il direttore sportivo in pectore avrà il giusto tempo per valutare ogni singola situazione.

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Roma, due gol per sperare

IL MESSAGGERO (U.Trani) – Il successo piace all'Olimpico, colorato di giallorosso: battere la Juve, e 2-0, non capita spesso, anche se è qui già campione e per l'8° anno di fila. Non si può sapere, invece, se questa vittoria porterà in dote il 4° posto alla Roma che, con gli stessi punti del Milan in vantaggio per gli scontri diretti, è ancora al 6°. Mancano 2 match al traguardo: obiettivo complicato, ma ancora possibile. Ronaldo non segna. È, però, lo stesso decisivo. Dopo un'ora fa arrabbiare Florenzi. Labiale di CR7: «Sei troppo piccolo per parlare». Il terzino-capitano, coinvolgendo i compagni fin lì impauriti, si scatena e decide la sfida. Splendido il gol e festa con la Sud, già prima del raddoppio di Dzeko.

ASSETTO RIVISITATO – Ranieri, insomma, resta in corsa per la Champions proprio nella notte in cui imita Allegri e, specchiandosi nel collega, passa al 4-3-3. Il sistema di gioco, in questa sua nuova avventura a Trigoria, è inedito: mai usato nelle precedenti 9 partite. Al 10° match la virata, anche per vedere Zaniolo nel ruolo di mezzala sinistra e quindi più coinvolto. Eccolo di nuovo a centrocampo e non più defilato in corsia, nella linea con Nzonzi play, preferito a De Rossi appena recuperato e quindi non al top, e Pellegrini intermedio a destra. La formula è offensiva negli interpreti: il tridente accoglie contemporaneamente Kluivert, Dzeko ed El Shaarawy. Dietro, pronti ad inserirsi, proprio Pellegrini e Zaniolo, spesso utilizzati da trequartisti. L'atteggiamento, invece, è prudente. La Juve, con la nuova maglia metà bianca e metà nera, fa la partita e spaventa i giallorossi. I 7 assenti non indeboliscono i campioni d'Italia che si presentano senza lo squalificato Bernardeschi e gli indisponibili Bonucci, Douglas Costa, Khedira, Mandzukic, Perin, Rugani. Bastano in partenza Ronaldo a sinistra e Dybala centravanti mascherato. Anche perché Cuadrado è vivace a destra, Emre Can e Matuidi conquistano campo e Spinazzola vola a sinistra prendendo la rincorsa.

GAP ASSODATO – La Roma entra in campo con 30 punti di distacco dalla capolista e quindi non scopre certo nella notte dell'Olimpico l'attuale divario tecnico-tattico con la Juve. Che invade la metà campo giallorossa. Ranieri si difende con il 4-1-4-1, basso e arroccato. Si sacrificano Kluivert ed El Shaarawy per aiutare rispettivamente Florenzi e Kolarov. È, dunque, assalto alla porta di Mirante, subito bravissimo a deviare il destro di Cuadrado, liberato in area da Emre Can, e volare sul sinistro a giro di Dybala, al tiro su appoggio di Ronaldo che in slalom semina il panico. El Shaarawy è il più intraprendente quando c'è da ribaltare l'azione. E, rinunciando alla conclusione, imbuca a destra per Pellegrini che, calciando in corsa, scheggia la traversa (20° legno stagionale). Più pericoloso Dybala: Mirante è sulla traiettoria, ma lo salva il palo. Ancora Pellegrini: sinistro largo. El Shaarawy continua a ripartire, per interrompere l'assedio.

BARICENTRO AVANZATO – Il coraggio riappare ad inizio ripresa: la Roma, dopo l'intervallo, si accende, alzando il ritmo e diventando più intraprendente. Nzonzi spinge i compagni verso Szczesny. Pellegrini avanza, El Shaarawy accelera. Ronaldo discute con Florenzi prima di segnare in contropiede. Ma partendo in fuorigioco: rete annullata. Ranieri interviene a metà tempo: Cristante per Pellegrini (possibile stiramento). Allegri risponde con Bentancur per Pjanic, fischiatissimo dagli ex tifosi. Entra anche Under per Kluivert. Dzeko appare sul più bello. L'azione è di Florenzi, partecipa pure Under, ma il terzino scambia con il centravanti. Carezza in area per il vantaggio: scavetto di Florenzi che corre sotto la Sud imitando Spiderman. La fuga di Under, invece, è in pieno recupero: assist per Dzeko che chiude la sua serata da protagonista. Ronaldo scappa dal campo: solo 1 vittoria per la Juve in 7 partite. Come nel 2010 con Zaccheroni.