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[FOTO] Paddle, Francesco Totti dà spettacolo sui campi della Longarina

Grande appassionato di paddle, Francesco Totti dà spettacolo sui campi della Longarina. Come testimoniano le foto e i video pubblicati sul profilo ufficiale della Totti Soccer School, l'ex capitano della Roma ha saputo deliziare la platea anche questa volta. 

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Calciomercato

Dalla Francia: “Il Psg pensa ad Edin Dzeko”

Nonostante una stagione al di sotto delle aspettative, Edin Dzeko continua ad avere diversi estimatori. Non solo l'Inter, ma anche il Psg pare abbia messo gli occhi sull'attaccante bosniaco. Secondo quanto riportato da France Football, il direttore sportivo del club parigino, Antero Henrique, avrebbe già contattato l'entourage del calciatore per sondare la disponibilità al trasferimento. 

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Calciomercato

Dalla Francia: “Il Psg pensa ad Edin Dzeko”

Nonostante una stagione al di sotto delle aspettative, Edin Dzeko continua ad avere diversi estimatori. Non solo l'Inter, ma anche il Psg pare abbia messo gli occhi sull'attaccante bosniaco. Secondo quanto riportato da France Football, il direttore sportivo del club parigino, Antero Henrique, avrebbe già contattato l'entourage del calciatore per sondare la disponibilità al trasferimento. 

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Ranieri: “Senza lo Stadio difficile la rincorsa alla Juventus. Finita la stagione finirà anche il mio lavoro qui”

Nell'antivigilia di Roma-Juventus, l'appuntamento è con la conferenza stampa di Claudio Ranieri pre match. Queste le parole del tecnico giallorosso: 

Come si batte la Juventus? 
È un bel quesito. Innanzitutto bisogna essere determinati e concentrati, sappiamo benissimo che abbiamo perso una buona chance a Genova. Importante far vedere la reazione di orgoglio che dobbiamo avere. Sono arrivato che era difficile entrare in Champions, però siamo lì e non dobbiamo lasciare nulla di intentato. Ci sono tre partite a disposizione, la cosa importante è non avere rammarichi. Diamo il massimo e poi tiriamo le somme.

Come mai tutti i tifosi italiani sembrano scontenti? 
Non lo so, forse perché le aspettative erano diverse. A un certo punto si vuole vincere tutti quanti ma alla fine vince solo uno, e complimenti alla Juventus.

Un suo giudizio su Dzeko? Lo vede in flessione o nel pieno della carriera?
Lo vedo come giocatore forte e determinato, si allena sempre bene. Ci sta, l’ho detto all’inizio, un anno dove non riesce magari a far gol che in altre annate faceva. La sua voglia mi ha sempre fatto scegliere lui perché è un giocatore importante per la Roma, e anche se non sta facendo i gol che tutti si aspettavano sta facendo un gioco importante per i compagni.

Quale pensiero ha avuto a caldo sulle quattro squadre inglesi nelle finali europee? 
Un pochino mi ha sorpreso, anni fa feci proprio questo discorso, il fatto che loro non abbiano mai una pausa invernale. Facevo notare che non si arriva in fondo al campionato con tutte le energie proprio perché non c’è la pausa per far recuperare, e questo va a discapito della fase finale delle coppe e anche della nazionale. Evidentemente gli allenatori hanno cambiato qualcosa e c’è stato quel quid bellissimo che è il calcio.

Il momento di Zaniolo? Con la Juve può essere importante Kluivert? 
Di Zaniolo l’abbiamo detto, lui è una mezzala a tutto campo. In questo momento per me è stato importante sia come trequartista che come esterno alto, che non sono i suoi ruoli. Ma ha una prestanza fisica così alta e grandi strappi, che può ricoprire questi ruoli. Logico che non possa essere un ragazzo che debutta al primo anno di Serie A, ed è al centro dell’attenzione, e non possa stare al massimo. Negli ultimi allenamenti lo sto vedendo rinfrancato, determinato e voglioso e per me è importante.

Aveva detto che sarebbe andato a prendere Conte a Fiumicino. Ora magari a Fiumicino non ci andrà proprio?
Ora andrò a prendere qualcun altro (ride, ndr). Sono venuto qui a Roma perché Roma mi ha chiamato, ed essendo tifoso della Roma sono venuto con tutto l’entusiasmo e la buona volontà. Finito questo, finisce il mio lavoro.

Il rientro di De Rossi può favorire un cambio di modulo? 
Potrebbe, ho ancora questi due giorni per decidere la formazione da opporre alla Juventus, e vedremo. Deciderò per il meglio della squadra, per quello che mi può dare nei 90 minuti tutta la rosa che ho a disposizione.

In questa sua gestione abbiamo visto poco Under. In che cosa le piace e dove deve crescere? 
Questo ragazzo vede la porta come pochi, ha un gran tiro. L’infortunio gli ha fatto perdere determinate qualità e caratteristiche. Durante gli allenamenti vedo che tirando in porta si avvicina sempre di più alla porta, quello che deve migliorare per me è quando giochiamo col 4-2-3-1, gli esterni devono rientrare. Non può restare lì davanti ma deve chiudere la squadra. So che non è un recuperatore di pallone, ma un finalizzatore, però se non copre quella zona il terzino dietro è sempre preso in un due contro uno. Deve migliorare l’aspetto di perdita di palla, su quello che deve fare.

Si parla tantissimo dell'allenatore dell'anno prossimo, le parole di Pallotta hanno spostato poi l'attenzione sullo Stadio. Si è perso di vista il campionato? La partita di Genoa si può spiegare anche così? Da fuori sembra così.
Sì, anche da dentro. Il bailamme c’è in ogni squadra, fa parte del calcio in generale. Noi dovevamo essere più pratici e concentrati e non permettere di subire il gol su calcio piazzato. Le chiacchiere sono chiacchiere, ma quando si va in campo dobbiamo essere concentrati. Spero che il punto guadagnato ci possa essere utile. Credo che questa sia la cosa più importante: restare concentrati nel nostro. E’ giusto parlare di tutto, ma noi addetti ai lavori dobbiamo essere concentrati sulla partita che andiamo a giocare.

Lei esclude di poter rimanere alla Roma quindi? 
Io già sapevo che sarei venuto qui nel momento del bisogno della mia squadra. Finisce il campionato e finisce il mio lavoro.

Lei si sente di promuovere la Roma? Ci sono le condizioni per un progetto vincente qui a Roma?
Ci sono le condizioni per un progetto vincente? La Roma è un bene inestimabile. E’ logico che mi sento di proporla.

A che punto è questa società rispetto al livello Juventus? 
Nelle top squadre la Juventus è un punto di riferimento. Io credo che per la Roma sia vitale avere lo stadio. Dopo di che potrà pensare ad una rincorsa alla Juventus, altrimenti ci sono grandi difficoltà.

Alla squadra è mancata un po’ di cattiveria in questa stagione. Questo dipende dall’allenatore soltanto o anche dai dirigenti? Quando lei sfiorò lo Scudetto c'era un dirigente come Montali che diede il suo contributo.
La determinazione e le caratteristiche di una squadra vengono marcate dai giocatori. L’allenatore può non dare grande carattere, ma con giocatori di personalità, ma tira fuori il meglio. E’ bello quando si costruisce una squadra a somiglianza dell’allenatore. Klopp è riuscito a prendere dei giocatori che sposano al meglio la sua filosofia. Sono contento che sia riuscito a far vedere quello che c’era all’inizio. A Liverpool ho riscontrato alti e bassi, riusciva a farlo in casa ma non fuori casa, ma oggi c’è una grande unione tra società, allenatore e giocatori.

Come ha visto Javier Pastore in settimana? E’ possibile vederlo sulla trequarti?
L’ho visto bene, non ha accusato il colpo dell’esclusione. Ci sono giocatori sensibili e pensano che l’allenatore non abbiano fiducia in loro. Si è allenato bene ed ha la possibilità di essere scelto.

Florenzi può giocare più alto? 
E’ un jolly che può giocare alto o basso, per cui abbiamo sempre la possibilità di poterlo utilizzare nei due ruoli.

Come stanno Karsdorp e Santon? 
Si sono allenati, stanno bene, ma non hanno i 90 minuti.

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SOCIAL ROMA

[VIDEO] – Roma, Daniele sfida le fiamme per salvare i feriti. Totti: “Sei formidabile”

Poteva essere una strage l’incendio di tre giorni fa nel quartiere di Centocelle, a Roma, in via Panaroli. Quattro persone, tra cui un anziano, sono rimaste ferite in modo serio, oltre ad altri intossicati vari. Se non ci sono state vittime gran parte del merito va a Daniele (e al suo amico Davide), 25 anni, tifoso della Roma, sempre presente in casa e in trasferta, tanto che la settimana scorsa era a Marassi per la partita contro il Genoa. Sfidando le fiamme, Daniele si è adoperato, ancora prima dell’arrivo dei soccorsi, per aiutare le persone rimaste intrappolate e le ha salvate mettendo a rischio la sua stessa vita. La sua storia è arrivata anche all’orecchio di Francesco Totti, che ha voluto mandare un messaggio a Daniele tramite un video: "Complimenti per quello che hai fatto, sei stato formidabile", le parole dello storico capitano della Roma.

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Rassegna stampa

Roma, l’effetto domino amplia la scelta di Pallotta

IL MESSAGGERO (U.Trani) – Sarri e Gasperini, i candidati eccellenti di Pallotta e Fienga, sono al momento intoccabili (e tra l’altro è anche difficile che poi non lo risultino più), in quanto vincolati ai loro rispettivi club, il Chelsea e l’Atalanta. Così, dopo il flop nella negoziazione con Conte, la Roma è costretta ad aspettare la fine del mese per sapere se riuscirà a portare uno dei due a Trigoria.

ORIZZONTE DA SCRUTARE – La situazione attuale, chiaramente di stallo, può però essere letta anche positivamente: il club giallorosso ha più tempo a disposizione per valutare meglio altri profili, con caratteristiche simili o differenti da quelle di Conte, Sarri e Gasperini, sistemati sul podio da Pallotta e Baldini dopo l’esonero di Di Francesco. La Roma che torna, insomma, bambina. E che, fermandosi davanti alla giostra ultimamente sempre accesa, vede salire e scendere diversi allenatori dei maggiori campionati d’Europa. L’elenco, non ancora ufficiale, sarà sicuramente più lungo a fine stagione. Scelta abbondante e di lusso: da Allegri a Valverde, passando per De Zerbi, Gattuso, Giampaolo, Mihajlovic, ten Haag e Tuchel. Teoricamente lo stesso Spalletti e addirittura il neo finalista di Champions Pochettino. Già liberi Blanc (da 3 anni), Wenger e Mourinho, accostati proprio alla società giallorossa e al tempo stesso mai cercati con convinzione.

IDENTIKIT GIÀ TRACCIATO – L’ideale per la Roma, anche su input di Petrachi, sarebbe trovare il sosia di Conte. E Gasperini è quello che somiglia di più all’ex allenatore delChelsea. A Trigoria, privilegiando l’italiano allo straniero, cercano chi è in grado di costruire e non di gestire. Anche Sarri va bene. Esempio: meglio lui di Allegri che, abituato a lavorare con i campioni (qui scarseggiano), diventerebbe per Pallotta quello che è stato Ancelotti per De Laurentiis. L’ombrello, aperto anche quando c’è il sole. Sulla Capitale come a Napoli.

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Petrachi c’è, l’allenatore no

IL TEMPO (A.Austini) – Conte no, Petrachi sì. Alla fine la Roma prenderà solo uno dei due uomini di calcio leccesi che ha messo nel mirino. Quello che, senza nulla togliere alla sua carriera da direttore sportivo, accende decisamente meno le fantasie dei tifosi.

Ha vinto la linea imposta da Pallotta su suggerimento di Baldini, il timone dell’area tecnica – a detta del presidente – va cambiato dopo il fallimento dell'esperienza con Monchi. E se da Trigoria sono riusciti a «stoppare» l'ipotesi Campos, che avrebbe lavorato a distanza da Montecarlo rallentando ancor di più i processi decisionali della società, non sono riusciti a convincere Pallotta che l’attuale diesse Massara meriterebbe una chance da «primo violino». Lo pensano tutti i dirigenti italiani della Roma, ma Massara sarà costretto a farsi da parte dopo aver gestito l’ordinaria amministrazione e le cessioni di giugno: poi le dimissioni appaiono scontate.

Sarà quindi Petrachi a guidare l’ennesima rivoluzione giallorossa, formalmente dal 1° luglio, ma in realtà ha già iniziato a lavorarci prendendo contatti con i vari operatori di mercato. È di vera rivoluzione si tratterà fra esigenze di bilancio da onorare al 30 giugno e un budget ormai quasi certamente  ristretto per la prossima stagione a causa della probabile esclusione dalla Champions:  in uscita ci sono Dzeko, Manolas, Under, si proverà a piazzare altrove i vari Perotti, Pastore, Fazio e Olsen, a resistere a tutte le offerte in arrivo per Zaniolo rinnovando il suo contratto come quello di El Shaarawy, mentre i nuovi innesti saranno calciatori in media più giovani e di prospettiva. 

E se Petrachi è prossimo dal dimettersi dal Torino, ma dovrà poi trovare un accordo con Cairo per liberarsi dall’ultimo anno di contratto – la Roma non vuole intromettersi e per questo non gli ha ancora fatto firmare nulla – la questione allenatore, dopo il no di Conte, è tornata in stand by. Gli unici nomi che mettono d’accordo (quasi) tutti sono Sarri e Gasperini, ma al momento è impensabile avvicinare entrambi. Le altre opzioni disponibili adesso non entusiasmano, per questo Ranieri mantiene chance di conferma. L'intenzione è quella di cambiarlo solo se ne varrà la pena.

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

ZUCCHELLI: “Domenica c’è roma Juve. Fuori Trigoria non ci pensa nessuno, dentro?”

FERRAZZA: “Le parole di Pallotta sono contraddittorie, come sempre. Dove dovrebbero farsi sentire i tifosi se non attraverso le radio a cui augura la chiusura?”

CENTO:  "I tifosi della Roma dovrebbero essere chiamati a raccolta per pretendere una squadra forte, non per la Stadio"

CATALANI: "Ormai il solco tra questa società e i tifosi della Roma è troppo profondo"

CRISTOFORI: "Pallotta chiama i tifosi a protestare per lo stadio, ma dopo uno scippo allo Juventus Stadium lasciava che il solo Totti si prendesse un deferimento. È il presidente della Roma, ma non dei romanisti”

TRANI: "Wijnaldum, Lucas e Ziyech: quanto rammarico per le scelte errate della Roma sul mercato"

ANGELONI: “Allegri sarebbe il nome giusto se dovesse lasciare la Juventus”

FRANCI: "Dov'è l'indizio che la Roma possa cambiare registro in futuro? Non c'è"

MAIDA: "Occhio al Tottenham su El Shaarawy"

VALDISERRI: “Pallotta sta dando l’impressione di poco attaccamento”

INFASCELLI: “Se la Roma era pronta a presentare un progetto importante a Conte, non capisco perché con un altro allenatore dovrebbe cambiare il piano d’investimento”

MADEDDU: “Meglio una brutta verità che una splendida bugia. Questa Roma non è pronta a programmare una stagione da vertice. Si cercherà di  costruire una squadra capace di arrivare almeno al quarto posto. E qui sta il rifiuto di Conte”

CERVONE: “Con questa società è impossibile sognare in grande”

ZAMPA: "Bisogna scegliere un allenatore in cui si crede e supportarlo davvero, con i fatti"

ASPRI: "La Roma non ha ancora abbandonato l'idea di prendere un grande allenatore"

DE ANGELIS: “Mi auguro che dopo tanta confusione la Roma riesca a tracciare una rotta definitiva”

BIOTTI: “Si parla di giocatori che la Roma sta seguendo per la prossima stagione, ma chi sta operando? Un ds pro tempore che non conosce il nome del prossimo allenatore? Non si rischia di replicare gli errori dello scorso anno”

CECCHINI: “A Roma è difficile poter costruire un profilo di un allenatore fatto in casa, perché nessuno può godere di una stima infinita”

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Dzeko: “Qui ho fatto la Storia ma non ho vinto, è strano. Sono il primo ad essere deluso”

Edin Dzeko ha rilasciato un'intervista all'AS Roma Match Program in vista della gara di domenica contro la Juventus. Queste le sue parole:

Veniamo ad oggi e partiamo da quel pareggio del Genoa arrivato al 91esimo, che ha rallentato la Roma nella corsa Champions.
“Sicuramente quel gol ha complicato tutto. Siamo delusi perché abbiamo sofferto per fare il gol e prendere l’uno a uno all’ultimo, su calcio d’angolo, non può succedere perché abbiamo perso due punti importantissimi”.

In realtà, non era tutto, poi c’è stato anche il rigore parato da Mirante. Alla fine un punto che speriamo possa fare la differenza.
“Sicuramente non era lo stesso perdere o pareggiare. Dobbiamo ringraziare Antonio e speriamo che il punto possa davvero fare la differenza alla fine, ma per me sono due punti persi”.

Ancora una volta punti persi nei minuti finali, troppi in questa stagione. Non tenendo conto dei minuti di recupero, la Roma sarebbe terza in classifica. A cosa sono dovuti questi cali di attenzione?
“Però non siamo terzi. Si giocano sempre più minuti oltre al novantesimo e bisogna essere concentrati fino alla fine, fino a quando l’arbitro fischia”.

Domenica, all’Olimpico arriverà la Juventus che, da quando si è laureata campione d’Italia, non ha più vinto: 2 pareggi, con Inter e Torino. Che partita si aspetta?
“È sempre una sfida importante Roma-Juventus, anche per loro, con molti stimoli. Ronaldo punta a vincere la classifica marcatori. Nel campionato italiano nessuno ti regala niente, ma noi da qui alla fine dobbiamo fare 9 punti e poi vediamo”.

Domenica scenderete in campo conoscendo il risultato delle altre squadre impegnate nella corsa alla Champions League: un vantaggio o uno svantaggio?
“Non lo so, cambia poco. Noi dobbiamo vincere e basta”.

La Roma è costretta a fare 9 punti per continuare a sperare, l’Atalanta è la squadra con più punti, il Milan quella forse con il calendario migliore. Qual è la favorita?
“Sicuramente l’Atalanta che sta tre punti avanti. Anche se l’Atalanta dovesse perdere in casa noi dobbiamo vincere altrimenti serve a poco”.

Qualche rimpianto per questa stagione c’è: delle 45 partite disputate quest’anno, quale vorrebbe rigiocare? 
“Ci sono tante partite che vorrei rigiocare in questa stagione… forse in Champions League quella a Porto più di ogni altra. In campionato invece giocherei di nuovo il secondo tempo a Bergamo: se avessimo portato a casa la vittoria ora avremmo una classifica diversa”.

L’arrivo di Ranieri ha segnato comunque un cambio di passo. Su cosa ha lavorato? Cosa ha aggiunto alla squadra?
“Sicuramente in questa stagione abbiamo preso troppi gol. Ranieri ha voluto lavorare su questo aspetto e in difesa siamo andati meglio. Io penso che non dipenda dall’allenatore, ma siamo noi che dobbiamo sempre attaccare e difendere tutti insieme”.

37 presenze, 13 gol, 10 assist: questi chiaramente sono solo i numeri, che non bastano per descrivere un giocatore.  È soddisfatto della sua stagione fin qui?
“No non sono contento. Doveva andare meglio sia per me che per la squadra. Purtroppo non si può cambiare il passato. Dobbiamo dare tutto per arrivare in Champions, ma non sarà facile perché abbiamo lasciato troppi punti per strada”.

È alla quarta stagione in giallororosso: con 86 gol è all’ottavo posto nella classifica marcatori della storia giallorossa. Un pezzo di storia della Roma…
“Sì però non ho vinto niente. È un po’ strano quando fai la storia e non vinci. Avremmo dovuto fare meglio e in quattro anni vincere qualcosa. Quest’anno avremmo dovuto fare di più in Coppa Italia visto che la Juve è stata più forte in campionato. Non ci siamo riusciti e io sono il primo ad essere deluso”.

Quanto ha influito anche il suo rapporto con la città di Roma?
“Ho sempre detto che sono contento qui e a Roma la mia famiglia si trova bene. Roma rimarrà sempre importante per me anche quando finirò con il calcio”. 

Qual è il suo momento più bello vissuto a Roma? Il ricordo che conserva con più affetto?
“Sicuramente la gara contro il Barcellona, non posso dire niente altro. Una serata incredibile e meravigliosa”.

È difficile, ma ci crediamo alla Champions?
“Dobbiamo crederci, se non ci crediamo noi è dura. Dobbiamo provare a fare 9 punti altrimenti non ci sono speranze. Nel calcio può succede tutto, lo abbiamo visto ancora una volta con quello che ha fatto il Liverpool in Champions. Nel calcio non si deve mai dire non può succedere".

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Trigoria, torna in gruppo Florenzi

La Roma recupera Alessandro Florenzi in vista della gara di domenica contro la Juventus. Nella mattinata di oggi, nel centro sportivo Bernardini, il terzino si è riunito al gruppo per preparare il match dell'Olimpico. Allo stesso modo, anche capitan De Rossi ha ripreso a lavorare con i compagni. Resta impegnato nel proprio percorso di recupero, invece, Diego Perotti. Allenamento, quello di oggi, incentrato sul lavoro tattico ed atletico. Domani alle 10.30 la conferenza stampa di mister Ranieri.