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SERIE A TIM

Roma-Juventus, arbitra Massa e i giallorossi tremano

Sarà Davide Massa a dirigere Roma-Juventus, posticipo domenicale alle 20.30 della 17esima giornata di Serie A. Il fischietto di Imperia è stato direttore di gara anche del match dell'andata, giocato all'Allianz Stadium lo scorso 22 dicembre e terminato 1-0 per i bianconeri. Massa è legato inoltre ad un altro ricordo spiacevole di questa stagione: il 2-0 di Bologna alla 5^ giornata. Nell'annata in corso, non è mai riuscita a vincere la Roma nei 4 precedenti con Massa: oltre ai due già citati, ci sono anche i pareggi contro Napoli e Fiorentina.

ROMA – JUVENTUS h. 20.30 
MASSA
MELI – PRETI 
IV: GUIDA 
VAR: MAZZOLENI 
AVAR: CARBONE 

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[FOTO] – Trigoria, striscione contro Pallotta: “Mille illusioni e un rifiuto netto la sintesi del tuo progetto”

Nella notte è apparso un nuovo striscione di protesta di alcuni tifosi della Roma nei confronti del presidente Pallotta. "Mille illusioni e un rifiuto netto la sintesi del tuo progetto… Vattene" la scritta fuori dai cancelli del centro sportivo giallorosso affissa dal gruppo ultras della Curva Sud Ultimo Baluardo. Chiaro nel testo il riferimento alla vicenda Conte e al suo rifiuto ad allenare la squadra nella prossima stagione.

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De Rossi, l’omaggio dei tifosi: “Vanto di Ostia, simbolo di Roma”

Tra le mille incertezze sul futuro e un contratto in scadenza tra poco più di un mese, per Daniele De Rossi c'è un motivo per sorridere: un gruppo di tifosi romanisti, nella notte tra mercoledì e giovedì, ha deciso di rendere onore al capitano giallorosso a Ostia, a casa sua, con un murale. L’immagine a via delle Baleniere ritrae il numero 16 con la divisa di questa stagione e con la fascia di capitano al braccio. In basso, una dedica che recita: “Vanto di Ostia, simbolo di Roma“. La testa della bandiera giallorossa ora è tutta sul recupero dall'ennesimo infortunio di una stagione complicata per lui e per la Roma tutta, per guidare la squadra in campo negli ultimi tre appuntamenti di campionato. La sensazione è che, se dipendesse dai tifosi, quella firma sul nuovo contratto sarebbe stata da tempo apposta.

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Rassegna stampa

Pallotta: «Ora basta, dateci lo stadio»

IL TEMPO (F. M.Magliaro) – Lunedì era stata la battuta sul ColosseoNon so quanto ci hanno messo a costruire il Colosseo, ma siamo vicini a quella tempistica»), ieri, James Pallotta, presidente della Roma, è andato giù duro sul Comune. E non con una chiacchierata a una testata giornalistica ma tramite un tweet dall’account ufficiale della Roma: «Ho inviato da Boston importanti membri di Stadio della Roma (dello staff, ndr) sperando in un progresso, ma al Comune erano troppo occupati per incontrarli. Forse un grande investimento e tanti nuovi posti di lavoro non sono così importanti. Se i tifosi vogliono lo stadio, devono sollecitare un intervento». In prima lettura, queste affermazioni sembrano indicare un netto cambio di strategia comunicativa. Basta attese e rinvii, basta incontri infruttuosi in cui sembra sempre che si ricominci da zero.

Nell’ottica della comunicazione giallorossa queste frasi di Pallotta potrebbero segnare una nuova stagione: si vedrà a breve se è l’inizio di una campagna di pressione mediatica sul Campidoglio. Dopo silenzi e attese infruttuose, queste parole di Pallotta devono comunque suonare come un campanello d’allarme per il Sindaco e i suoi. In tutto questo tempo – 2655 giorni dall'inizio dell’iter – la Roma ha sempre tenuto un atteggiamento fin troppo tranquillo: tre Sindaci (Alemanno, Marino, Raggi) e un Commissario straordinario (Tronca), 4 assessori all'Urbanistica, trattative infinite per due versioni diverse del progetto, tre Conferenze di Servizi, le fibrillazioni politiche sulla  «pelle» dello stadio fra grillini e Pd, fra Zingaretti e la Raggi, la Regione e il Comune. Solo una volta – a inizio 2017 – la Roma alzò la voce. Spalletti e Totti con il «famo sto stadio» dettero una sferzata fondamentale all’Amministrazione grillina che, di lì a poco, chiuse l'accordo per la versione del progetto senza Torri e senza opere pubbliche di mobilità.

Dopo di che un quieto silenzio. Silenzio dopo l'arresto di Lanzalone, chiamato dai 5Stelle nazionali e romani a sciogliere tutti i nodi creatisi per l'incapacità di trovare una strada unica sul progetto. Silenzio dopo la comica della due diligence interna e, ancor di più, dopo la farsa del Politecnico di Torino, con le relazioni secretate (e violate). Silenzio di fronte alle nuove fibrillazioni della maggioranza penstastellata che sembra ancora incapace di assumere una posizione unitaria e univoca e portarla fino in fondo.

Ora, si avvicina il momento della verità. Lunedì prossimo ripartono i colloqui diretti fra la Roma e il Campidoglio. Praticamente tutti i documenti sono pronti: tavole urbanistiche, controdeduzioni alle osservazioni sulla variante. Ma sul tavolo ci sono ancora da sciogliere i 4 nodi fondamentali della Convenzione urbanistica: modalità di versamento dei 45 milioni di euro di contributo costo di costruzione, le modifiche chieste dal Campidoglio al progetto per unificare la via del Mare/Ostiense, il rifacimento della Roma-Lido e, da ultimo, le tribune posticce dell’ippodromo da ricostruire nel parco. Il confronto Roma/Campidoglio va avanti da un anno, con oltre 100 incontri senza che si intraveda una soluzione. Qui c’è la «ciccia» vera dell'accordo: per la Roma la volontà di non ritrovarsi con l’apertura dello stadio legata ad appalti gestiti da Regione e Comune.

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Rassegna stampa

Sarri lontano, è caccia a mister X

IL TEMPO (F.Biafora) – Chiuso il capitolo Conte, riparte la caccia della Roma ad un nuovo allenatore. La dirigenza giallorossa ha iniziato già da qualche giorno le manovre per individuare il profilo più adatto per la panchina del club e ora si chiede quale sia la migliore opzione possibile per il prossimo anno. Scartata la pista Giampaolo, ad oggi sono molto basse le chance di arrivare ad uno tra Sarri e Gasperini. L'intenzione, in quel di Trigoria, è quella di evitare un Conte-bis. Sia il Chelsea, sia l'Atalanta, sono ancora in corsa per i rispettivi obiettivi e risulta quindi difficile che uno dei due possa impegnarsi prima della fine di maggio. Oltre alle tempistiche e alle esigenze della Roma, sono da registrare le parole dello stesso Sarri: «Voglio restare qui, mi piace molto il calcio inglese il mio obiettivo è rimanere al Chelsea». La situazione attuale, nella quale non è stato individuato un identikit preciso per il futuro, è molto simile a quella del maggio 2013, quando i giallorossi avevano in pugno Allegri, con Mazzarri in alternativa, e poi Garcia spuntò fuori dal cilindro di Sabatini. Non è da escludere una figura alla Fonseca o alla Blanc.

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Rassegna stampa

Roma, mistero di fine maggio

IL MESSAGGERO (U.Trani) –  All'Eur, nella nuova sede di via Tolstoj, più che a Trigoria si raccolgono i cocci della negoziazione con Conte andata in frantumi. Al lavoro c'è il management di Pallotta che prova a riorganizzare le idee, vecchie o inedite che siano, per trovare il sostituto di Ranieri. Voltare pagina in fretta: l'input è del presidente, presente nella Capitale solo nella conference call quotidiana. Da lontano, però, perde spesso la pazienza, anche con i collaboratori: non gli è piaciuta la gestione della trattativa per il top coach che ha poi rifiutato la panchina giallorossa. Adesso vorrebbe subito il nuovo tecnico. Ma anche il suo suggeritore Baldini gli ha chiarito che non potrà essere accontentato a breve termine: dovrà attendere la fine del campionato. I principali candidati, Sarri e Gasperini, sono sotto contratto rispettivamente con il Chelsea e l'Atalanta. Bisogna aspettare, dunque. Senza avere la certezza del sì. La loro stagione, tra l'altro, non è finita: Maurizio, conquistata la partecipazione alla Champions, stasera ha la chance di andare in finale di Europa League; Gian Piero, pronto a sfidare il 15 maggio la Lazio per alzare la Coppa Italia, si gioca il 4° posto nelle ultime 3 gare di serie A.

CONFERMA DA LONDRA – «L'ho già detto la settimana scorsa: voglio rimanere qui». Sarri, durante la conferenza stampa alla vigilia della semifinale di ritorno contro l'Eintracht, ha ribadito quanto spiegato dopo la gara d'andata. «Mi piace il calcio inglese e l'atmosfera che si respira, voglio restare in Premier League. Se è possibile con il Chelsea. Oppure posso provarci con un altro club, ma sempre in Inghilterra». La sua posizione è inequivocabile. La Roma, contando sul pressing del suo amico Baldini, punta sul ripensamento e gli offre 6 milioni. Alla sua conferma è contrario il pubblico di Stamford Bridge. Chissà se la tifoseria dei Blues influenzerà Abramovich. Il club giallorosso può dunque andare a dama solo in caso di esonero. Sarri guadagna 9 milioni: se chiedesse di liberarsi in anticipo, dovrebbe versarli al Chelsea. Lui o direttamente Pallotta che, al momento, ha sotto contratto pure Di Francesco: altri 3 milioni, tanto per gradire, da spendere a vuoto. Proprio ieri la commissione d'appello della Fifa ha bocciato il ricorso del Chelsea, confermando lo stop nelle prossime due sessioni di mercato. Adesso Abramovic andrà pure davanti al Tas, ma l'allenatore rischia di perdere giocatori di riferimento senza poterli sostituire.

CANDIDATO INGOMBRANTE – «Parla di futuro chi non ha obiettivi. Io, in questa stagione, ancora ne ho». Gasperini, anche se allertato, non tratta ancora con la Roma che, rivale per il 4° posto, aspetterà la finale di Coppa Italia. Agli amici, intanto, ripete che non intende rinunciare, se centrerà l'obiettivo, all'esperienza in Champions con l'Atalanta. Che lo sostituirebbe con Giampaolo, sedotto e abbandonato dalla società giallorossa. Perché a Bergamo sanno che la tentazione per il grande club, comunque, rimane. L'allenatore nerazzurro, però, detta le sue condizioni: contratto triennale e rosa competitiva. A Trigoria il messaggio è arrivato. Come quello della tifoseria che vota per capitan De Rossi. Suggestione che ci sta. Baldini, però, pedala come sempre contro vento. E incrocia lo stesso qualche amico: Blanc, pure se non allena da 3 anni, o Wenger, ormai quasi settantenne.

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

ZUCCHELLI: “Il giorno del no di Conte avrei annunciato i rinnovi di De Rossi e Zaniolo. Solo così potevi uscirne”

FERRAZZA: “Voglio pensare che su Zaniolo si costruisca il futuro, seppur tra tante difficoltà, perché una sua partenza questa estate sarebbe un segnale pessimo”

CENTO: “Il problema non è Conte, ma piuttosto è capire se in questa società c’è la possibilità o la voglia di costruire qualcosa di importante”

CATALANI: “La mancata presa di posizione della Roma dopo l’intervista di Conte è la dimostrazione di quanto sia debole questa società”

CRISTOFORI: “Mi sto convincendo che forse, a questo punto, ci vorrebbe un’idea folle: Daniele De  Rossi allenatore mi sembra folle abbastanza”

MAGNI: “Parlare di radio da mandare in bancarotta nei giorni in cui Conte ti ha rimandato a casa con la coda fra le gambe farebbe quasi ridere se non fosse tanto grave”

TRANI: “Non bisogna più illudere. Spero che la lezione possa servire. La Roma su Conte doveva intervenire prima e comunicare lo stop alla trattativa”

ANGELONI: “A Liverpool e più in generale in Inghilterra non c’è chi tifa le proprietà. La squadra viene adorata, esiste la maglia e non si conosce neppure chi sia il direttore sportivo”

FRANCI: “Non esiste nulla di insanabile nel calcio. Immaginate se Spalletti chiamasse Totti e se i due si chiarissero…”

MAIDA: “Il Liverpool ha depotenziato Roma-Barcellona, quindi è ora che tutti noi, fuori, e soprattutto dentro Trigoria, o negli uffici dell’Eur, cominciamo ad andare oltre quella meravigliosa serata, perché nel calcio si può sempre far meglio e la serata di ieri sta lì a dimostrarlo”

VALDISERRI: “A questo punto della stagione Alisson è già un acquisto ammortizzato dal Liverpool. A volte si guadagna più a comprare che a vendere”

INFASCELLI: "Ormai anche se dovesse arrivare Sarri non basterebbe. E' stato compeltamente disperso il serbatoio riempito dopo Roma-Barcellona"

MADEDDU: “Pallotta dovrebbe sapere che a 4 giorni da Roma-Juventus eravamo abituati a pensare alla partita, con i presidenti delle 2 società che se ne dicevano di tutti i colori. Oggi alcuni di quelli che hanno comprato il biglietto per domenica si sono quasi pentiti”

CERVONE: “Pallotta ha salvato la Roma? Sarebbe stato meglio morire per poi rinascere”

ZAMPA: “Che peccato essere arrivati ad un appuntamento come Roma-Juventus senza avere neppure un obiettivo da inseguire”

ASPRI: "La Roma sta provando ad ingaggiare Sarri, ma è molto difficile"

DE ANGELIS: "Tutto avrei potuto immaginare tranne che il presidente della Roma augurasse il fallimento di aziende in cui lavorano tante persone, che tra l'altro hanno a cuore la squadra"

BIOTTI: “Dopo le motivazioni del ‘no’ di Conte e a 4 giorni da Roma-Juventus, importante in sé e per il futuro Champions, non cadremo nel gioco distraente di Pallotta che attacca le radio. Continueremo a parlare della Roma, non di noi stessi”

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Calciomercato

Mourinho: “Non rivelerò chi mostra interesse per me, ho molto rispetto per i club che mi cercano”

Josè Mourinho, ex tecnico del Manchester United, non svela le proprie carte in merito al prossimo incarico, ma precisa il modo con cui si porrà di fronte ad ogni trattativa che lo riguarda. Queste le parole del tecnico portoghese a  bein SPORTS: 

Ho molto rispetto per i club e di ogni club che mostra interesse per me e cerca di contattarmi credendo che possa essere la persona giusta per stare con loro. Questo mi rende molto orgoglioso e rispettoso. Alla fine ne sceglierò uno, ma non sono il tipo di persona che ne parlerà, perché ho rispetto per tutti. Aspettiamo e vediamo”.

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NEWS

Sarri: “Mi piace il calcio inglese e se posso resto al Chelsea anche l’anno prossimo”

Maurizio Sarri, allenatore del Chelsea e al centro degli interessi di mercato della Roma dopo il no di Antonio Conte, ha risposto in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Europa League tra i Blues e l'Eintracht Francoforte smentendo le voci di un suo possbile approdo in giallorosso.

"Mi piace il calcio inglese e se posso resto al Chelsea anche l'anno prossimo. Se dovessero mandarmi via, mi piacerebbe allenare ancora in Inghilterra" ha detto il tecnico toscano.

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NEWS

Pallotta: “Ho creato una radio ufficiale per far chiudere le radio romane che sparano m**da ogni giorno”

Il presidente della Roma James Pallotta ha parlato dal palco dello "Sports Decision Makers Summit", tenutosi a Miami spiegando l'impatto del reparto digital della società: "Produciamo sette ore di contenuti video originali. Abbiamo anche un nostro canale TV che ha 6 milioni di abbonati, quindi la TV è stata fantastica".

Pallotta si è poi soffermato sul mondo delle radio: "Abbiamo anche acquistato una licenza radio terrestre perché ci sono nove stazioni radio a Roma che parlano solo di calcio e sparerebbero merda tutto il giorno. Per questo mi sono stancato, ho comprato una stazione radio e ora tre di queste nove sono in bancarotta, ne rimangono 6".

Poi è toccato al web e ai social: "Se vai su molti siti web di squadre, la prima cosa che vedi è il 50% di sconto sulla merce. Cose del genere indeboliscono il tuo marchio, per questo non lo facciamo. Prendiamo molti spunti dai tifosi più talentuosi che realizzano cose come mandare i propri disegni per loghi o prodotti. Abbiamo in programma di curare quei progetti e chiedere se i tifosi vorranno comprare una felpa o una maglietta con il design realizzato da loro".

Infine una battuta sullo stadio: "È una grande area e sarà lo stadio più utilizzato in tutta l'Europa meridionale". La speranza è di avere le approvazioni definitive entro giugno e poi di inaugurare lo stadio a metà del 2022, creando non solo un nuovo posto dove giocherà la squadra, ma un luogo nel quale il partner AEG terrà festival musicali e altro ancora.