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Il ds Petrachi vedrà Pallotta a Parigi

IL TEMPO (F.Biafora) – Dopo nove anni e mezzo alla guida della direzione sportiva del Torino volge al termine l’esperienza di Petrachi all'ombra della Mole. Mercoledì sera il dirigente leccese ha consegnato la lettera di dimissioni al presidente Cairo ed è pronto ad iniziare la sua esperienza alla Roma (la prossima settimana è atteso l'addio di Massara). Dai granata non è arrivato nessun comunicato sulla vicenda, perciò Petrachi prima di essere annunciato ufficialmente dalla società giallorossa dovrà aspettare di definire tutte le questioni in ballo con il Toro, che come parziale risarcimento per l'interruzione anticipata del rapporto di lavoro vorrebbero il giovane Pezzella, uno dei pezzi più pregiati della Primavera di Alberto De Rossi. Nella Capitale porterà con sé Antonio Cavallo, che in Piemonte ricopriva il ruolo di capo scout. Nei primi giorni di giugno Petrachi dovrebbe incontrare Pallotta, che sarà a Parigi per una riunione dell’Eca, organizzata nella città francese negli stessi giorni del Congresso Fifa. L'imprenditore di Boston non passerà però per Roma, da cui manca da oltre un anno.

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L’addio di De Rossi: tensione capitale

IL MESSAGGERO (U.Trani) – Festa fa rima con protesta, nel match program di domenica sera. Meteo scontato: la notte sarà buia, per lo strappo inconcepibile e, come se non bastasse, anche tempestosa e non solo per la pioggia già annunciata. Mai come stavolta il pubblico dell'Olimpico si farà sentire, prendendo posizione e quindi usando la voce per centrare contemporaneamente il doppio obiettivo: salutare De Rossi e contestare Pallotta.

MIRINO SPOSTATO – Sono passati 2 anni esatti dall'addio di Totti, 28 maggio 2017, alla Roma e anche al calcio (giocato). Quel pomeriggio, caldo e lunghissimo, non ha niente a che vedere con la notte del 26 maggio 2019. Lacrime più che insulti, incassati comunque da Spalletti, quando fu inquadrato sui maxischermi, nonostante la qualificazione diretta in Champions e il record di punti in A del club giallorosso. In campo si presentò, udite udite, addirittura Pallotta per premiare Francesco e commuoversi come qualsiasi altro spettatore dell'interminabile abbraccio al fuoriclasse che ha vestito per 25 campionati la stessa maglia. Il presidente prese poi qualche offesa, perché la gente fece blocco nel saluto e nel pianto per l'uscita di scena che, pure se diluita in un anno e mezzo, era stata messa ampiamente in preventivo. Fu soprattutto amore. E disperazione, anche conoscendo il finale da tempo. Non sarà così, invece, tra tre giorni.

PAGINA SCURA – Il fine corsa di Totti fu, dunque, metabolizzato. Questo, no. Nessuno ha avuto il tempo di elaborare il lutto. De Rossi e, con lui, i tifosi hanno avuto l'ufficializzazione del divorzio pronunciato quasi sotto traccia e a bassa voce (anzi, nemmeno: solo qualche riga formale), a meno di 2 settimane da quella che è subito diventata l'ultima partita del capitano, trattato come fosse uno solo di passaggio. Il timbro che Pallotta piazza con ferocia e arroganza sulla stagione iniziata male e finita peggio. Stravolto Daniele, perché ancora convinto di poter fare il giocatore e quindi costretto contro la sua volontà a sfilarsi la maglia giallorossa. L'alba del 14 maggio è diventata la coltellata al cuore della città. Il tweet asettico, quasi anonimo, del club per staccare improvvisamente la spina e interrompere qualsiasi battito. Pochi caratteri per chiudere la favola che è stata raccontata per 15 anni. Dichiarazione di guerra per sfidare i tifosi. E mettere ansia alle forze dell'ordine. Che vigilano sui siti, dove c'è chi già boicotta la campagna abbonamenti, e che controllano le firme sui muri, dove c'è invece chi va oltre l'insulto da stadio.

POPOLO IN RIVOLTA – Monta la rabbia e non c'è da stuprisi. Quella del giocatore, scaricato e umiliato. E della gente. Di strada in strada, nella Capitale. E di nazione in nazione. Coinvolto il pianeta: i giallorossi nel mondo si sono schierati contro la proprietà Usa. Striscioni e murales. Anche a Boston, dove risiede Pallotta. Lontano e assente. Sono passati quasi 13 mesi dalla sua ultima presenza all'Olimpico: la notte del 2 maggio del 2018, semifinale di ritorno di Champions contro il Liverpool. L'unica partita in cui, negli ultimi 2 anni, ci sono stati più spettatori (61.889) che per il giorno dedicato a Totti (59.713). In questa stagione il pienone solo con il Real, il 27 novembre, nella fase a gironi di Champions. Non l'esaurito (59.124 ), non come per Francesco. Ma per De Rossi è stato subito sold out. Attesi circa 63.000. E con loro i compagni dell'83, l'anno di nascita di Daniele. Che rifiuta l'esagerazione. Giro di campo con la moglie Sarah, la primogenita Gaia, la piccola Olivia e il pupetto Noah. Musiche e immagini. La targa che, assente il presidente (a Trigoria non ipotizzano lo sbarco a sorpresa), gli potrebbe consegnare Totti. Cerimonia breve e intensa. Se Daniele non ce la farà a parlare , pronta la lettera sul sito della Roma. La coreografia della Sud e lo stadio per lui. Come in ogni quartiere. Il manifesto di Testaccio, opera dello street artist Laika, è inequivocabile per il doppio messaggio sopra e sotto la foto del capitano: Yankee go home da spedire oltre oceano, In hoc signo vinces per chi si alimenta di romanità.

ECCE DS – Petrachi, intanto, si è dimesso da direttore sportivo del Torino per la nuova avventura in giallorosso. Non gli tocca il compito peggiore, quello capitato al suo precedessore: Monchi che arrivò e accompagnò alla porta Totti. Qui l'ex granata non troverà più De Rossi.

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[VIDEO] De Rossi lascia il ristorante a tarda sera

Al termine della cena offerta ai compagni per poterli salutare, Daniele De Rossi ha lasciato il ristorante nel centro di Roma che aveva scelto per tornare a casa. Ad attenderlo cronisti e tifosi che hanno approfittato per fare qualche foto col capitano giallorosso, che visibilmente provato, si è allontanato dicendo "Basta basta, buonanotte a tutti" –

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[FOTO E VIDEO] – De Rossi a cena con la squadra. Il capitano saluta così i suoi compagni

Daniele De Rossi  ci teneva a salutare  suoi compagni prima del rompete le righe di domenica. 

Il capitano della Roma ha invitato a cena squadra e staff presso il prestigioso ristorante “Zuma”, in pieno centro di Roma. 

I calciatori sono arrivati intorno alle 22.00, primo tra tutti Zaniolo, accompagnato dal papà Igor; poi gli altri con Nzonzi a chiudere il gruppo. 

 

Giorgio De Angelis

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

FERRAZZA: “Barella sarebbe un grande acquisto. Con Pellegrini e Zaniolo sarebbe un terzetto dal quale ripartire”

ZUCCHELLI: “Belotti mi piace, ma un altro giocatore umorale mi spaventa”

CENTO: "Speriamo la società capisca che è il momento di condividere con i tifosi l'enorme passione di questa città"

MAGNI: “Guardiola alla Juventus sarebbe come Garibaldi a capo dell’esercito di Pinochet”

CRISTOFORI: “La fotografia della società è che il presidente dell’AS Roma mostrerebbe più rispetto a disertare l’ultima partita piuttosto che il contrario”

TRANI: "Le cessioni in estate saranno molto complicate e peseranno sugli investimenti futuri"

ANGELONI: “La Juve che lascia andare via Allegri è un club che cerca qualcosa di diverso rispetto al passato”

FRANCI: "Sarri resterebbe in Inghilterra, se dovesse vincere l'Europa League i risultati sarebbero dalla sua parte"

MAIDA: "Baldini è molto vigile su ciò che riguarda Sarri"

VALDISERRI: “L’importante è che chi arrivi non si stenta un ripiego, ma una prima scelta”

MADEDDU: “Non basterà un’estate per risalire. Prepariamoci ad una nuova stagione di transizione”

CERVONE: "I romanisti non hanno mai pretesto le vittorie a tutti i costi. Dovevano informarsi"

DELVECCHIO: "Gasperini può far bene, anche se allenare a Bergamo è differente. Vale anche per i calciatori. Attenzione a credere di poter avere la stessa resa da chi ha fatto bene quest'anno con Gasperini"

ZAMPA: “Sarà Totti a celebrare De Rossi a fine partita, ed è giustissimo, ma Francesco non può avere soltanto questo ruolo”

ASPRI: “Sarà allestita una bella Roma”

DE ANGELIS: “Non esiste persona che ritenga logica la gestione della vicenda De Rossi”

BIOTTI: “Capisco che Gasperini stia valutando anche l’ipotesi Milan. Lì, in caso di problemi, alzando lo sguardo troverebbe Maldini e Leonardo, dirigenti e uomini di calcio”

 

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Verdone: “Squadra demolita in maniera subdola. Se continuano così scendo in piazza anch’io” [AUDIO]

La vicenda relativa a De Rossi ha scosso gli animi di tutti i tifosi romanisti. Tra questi anche uno dei più noti, Carlo Verdone, che in esclusiva a Retesport commenta: "I tifosi hanno già descritto molto bene la situazione. Il problema è che la società non è chiara, non ha gestito bene questa vicenda. Daniele è mio amico, quindi mi dispiace particolarmente. Lui era rimasto l’unico e l’ultimo simbolo di giocatore romano e romanista. Dopo tutto quello che abbiamo venduto o abbiamo perso non c’era da aspettarselo. Molti dei giocatori dati via nelle stagioni scorse hanno vinto dei campionati o stanno per disputare delle finali europee. Erano molto validi e li abbiamo dati via con grande sufficienza. E’ chiaro che in questo momento c’è una depressione notevole tra il pubblico romanista. Anch’io l’ultima partita l’ho vista con un certo distacco, non avevo più il cuore che mi batteva. Perché? Perché anno dopo anno la squadra è stata demolita, anche in maniera un po’ subdola. Basti pensare a Benatia, Lamela, per non parlare di Salah e Alisson. Abbiamo dato via tutti. Io capisco le esigenze di bialncio, ma non ci si può privare sempre dei migliori. A tutto questo dei aggiunge anche la vicenda Daniele De Rssi. E’ stata l’ultima mazzata che ci hanno dato. Non si gestisce così la sua storia. Non mi sembra un giocatore da scartare in questo modo così frettoloso". 

Verdone cuce poi un parallelo con i presidenti del passato: 

"E’ un fatto di stile e di educazione. Un grande presidente come Dino Viola non lo avrebbe mai fatto e neppure Sensi. Il secondo si è quasi rovinato per la Roma, ha comprato calciatori che costavano tanto. Il primo aveva uno stile speciale, andava a parlare con tutti i calciatori. Pallotta si trova dall’altra parte dell’oceano, non si capisce chi siano i riferimenti della società. Baldini, sì, ma la cosa non è chiara. Della società non parla nessuno, stanno tutti zitti. Non si fa così. De Rossi è l’ultimo baluardo. Il modo è stato sicuramente offensivo nei confronti di De Rossi e anche un po’ nei confronti nostri. Ci hanno venduto tutti e continuiamo ad andare allo stadio e a stare davanti alla televisione, ma che ne sarà della Roma il prossimo anno? Questo è il problema di avere presidenti così distanti. Si fanno i comunicati su Tweeter. Ma che una cosa così importante si comunica con un tweet? Si chiamano le agenzie, si rilasciano delle dichiarazioni formali".

Proprio oggi sono inizuiate le riprese del docufilm su Francesco Totti, ma Verdone avrebbe agito in maniera differente: 

"Bisogna fare un bel documentario sulla vita di Francesco Totti con le sue interviste, con i luoghi, con le persone cresciute con lui. Fare una fiction con un attore non lo so se è giusto. Chi lo interpreta probabilmente non saprà neppure giocare a calcio. C’è qualcosa di falso. Bisogna fare un bel documentario, ma con lui che fa da Cicerone, che fa da Virgilio e racconta la sua ascesa. Si può fare un bellissimo documentario e si può anche raccontare una certa Roma"

Poi rivela il suo prossimo impegno: 

"Parto tra due giorni, vado in Puglia, ci resterò parecchio tempo perché lì girerò il mio prossimo film, ma non posso dire di più. Dovrebbe uscire nel 2020. Sarà un film molto complesso, perché è corale, ma accanto avrò bravissimi attori come Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Max Tortora, più qualche esordiente. Cercherò di farvi felici, ce la metterò tutta. Sarà prodotto da Aurelio De Laurentis, parlo con lui tutti i giorni, ma di cinema, non di calcio. Però, conoscendolo, sicuramente se avesse avuto un De Rossi a disposizione non credo che lo avrebbe liquidato con un tweet. Lui è una persona fumantina, però è educato e molto rispettoso dei giocatori e della loro storia. Bisogna avere rispetto". La chiusura è sulla Roma che verrà: "Se il prossimo anno non preparano una squadra all’altezza scendo in piazza pure io. E’ arrivato il momento di tornare a vincere qualcosa. Persino la Lazio è riuscita a prendersi quelche soddisfazione. Proviamo a ripare tutto quello che è stato disfatto"

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Julio Baptista lascia il calcio: “Inizia una nuova vita, grazie a tutti”

Julio Baptista dice addio al calcio annunciandolo sul proprio profilo Twitter ufficiale. L’attacante brasiliano giocato nella Roma dal 2008 al 2011: "Dopo oltre 20 anni nell’élite del calcio, è tempo di fare un passo in più e annunciare che ho deciso di porre fine alla mia carriera da giocatore. Inizio una nuova vita e voglio mostrare la mia gratitudine a tutti coloro che mi hanno reso possibile realizzare il mio sogno. Grazie a tutti".

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Zaniolo, la mamma minacciata e rapinata in zona Eur da due uomini in scooter. In corso le indagini

Non bastava il furto dell’auto, poi restituita, stavolta Francesca Costa, mamma di Nicolò Zaniolo, è stata rapinata in mattinata in zona Eur da due persone in scooter. Dopo esser stata minacciata, ha consegnato la borsa per poi correre a sporgere denuncia ai carabinieri.

Pronto lo sfogo del giovane Nicolò sui social: "Mia mamma per la seconda volta ringrazia chi si è permesso di rubare qualcosa che non gli appartiene. Troppo facile vedere una donna sola e minacciarla e di conseguenza derubarla delle sue cose…poi non lamentatevi".

 

 

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Roma-Parma, all’Olimpico arbitra Mazzoleni

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R. che dirigeranno le gare valide per la diciannovesima giornata di ritorno del Campionato di Serie A 2018/19. Roma-Parma di domenica alle 20.30 è stata affidata a Paolo Silvio Mazzoleni. Il fischietto di Bergamo incrocia il percorso dei giallorossi per la settima volta in stagione: nei sei precedenti sono arrivate due vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta, anche se cocente perché arrivata nel derby di ritorno. Finora soltanto una gara diretta all'Olimpico in questa stagione: Roma-Chievo 2-2. L'ultimo precedente, invece, è il pareggio per 1-1 a Marassi contro il Genoa. In totale sono 16 i successi giallorossi con Mazzoleni in campo, oltre a 10 pareggi e 4 sconfitte.

ROMA – PARMA 
MAZZOLENI 
MARRAZZO – POSADO 
IV: PAIRETTO 
VAR: MARESCA 
AVAR: PAGANESSI 

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Torino, Petrachi si dimette: la Roma lo aspetta

Gianluca Petrachi non sarà più il direttore sportivo del Torino. Come scrive sul proprio sito Gianluca Di Marzio, giornalista esperto di calciomercato di Sky Sport, il dirigente dei piemontesi nella serata di ieri ha infatti deciso di rassegnare e consegnare le sue dimissioni al presidente del Toro Urbano Cairo. Petrachi, ora, aspetta di poter passare alla Roma. Prima dovrà avere però la delibera federale in seguito alle dimissioni. Con lui, in giallorosso si sposteranno anche due suoi uomini di fiducia.