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Rassegna stampa

Pellegrini, arriva un altro stop: salta (almeno) Bologna e Inter

La smorfia per il dolore, accompagnata dalla rassegnazione, scrive Il Messaggero. È il 14′ minuto del primo tempo. Pellegrini compie una torsione anomala, per lanciare un compagno. Poggia il peso del corpo sulla gamba destra e accusa una fitta. Un altro passo e si siede a terra. Sconsolato, fa segno di no con la testa. Mou capisce subito che la partita di Lorenzo è finita. Perez che non ha nemmeno il tempo di riscaldarsi. José infatti ha visto giusto. Non passa un minuto che Lorenzo è costretto a uscire dal campo. Lo fa sulle sue gambe ma appena si siede in panchina fa il gesto, a chi gli chiede come sta, dello strappo allontanando i due pugni. La sentenza, pur dovendo ancora aspettare gli esami strumentali previsti nei prossimi giorni, arriva nel post-gara da Mourinho: “Purtroppo Pellegrini sarà fuori per qualche settimana ma il gruppo è forte“. Calendario alla mano, il rischio che perda diverse gare (almeno 4-5) è alto. Una maledizione. Prima il ginocchio sinistro infiammato, ora il quadricipite destro quasi certamente lesionato. L’emergenza quindi continua. Con il rientro di Veretout dopo la squalifica, fondamentale adesso diventa il rientro di Cristanteche tra oggi e domani mattina, si sottoporrà con Villar ad una nuova prova-tampone. Altrimenti, almeno con il Bologna, spazio ancora a Diawara.

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Roma-Torino – LA GALLERY

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Mourinho esalta Abraham: “Segna e sa soffrire, dà tutto per la squadra”

Quando José Mourinho alla fine dice: “Nello spogliatoio ho spiegato ai ragazzi che mi fa più piacere una vittoria del genere che un successo per 5-0“, si capisce come Tammy Abraham stavolta vada santificato, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Ormai per il centravanti – giunto all’8° gol stagionale e al quarto in questo mese e col nuovo modulo – i segnali d’indispensabilitàlievitano. E non solo in fase offensiva, come chiarisce anche lo stesso Special One. “Nel finale aveva i crampi, ma gli ho chiesto uno sforzo in più perché mi serviva la sua fisicità soprattutto sulle palle inattive. Mi dispiace solo che aspettava di calciare quel rigore, ma non gli è stata data l’opportunità perché c’era un fuorigioco dieci minuti prima…“, graffia ironico. “Come ho sempre detto amo questo club – dice Abraham a fine partita – perché fin dal primo giorno mi sono sentito subito a casa. Non c’è niente di più bello che segnare davanti a questo pubblico. Prima del rigore stavo palleggiando, visto che era un momento delicato e tutto stava andando per le lunghe. Sono rimasto concentrato e ho giocato col pallone per dimostrare che non ero nervoso“.

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José è ancora… Special

La Roma di Mourinho ha mostrato ieri tanta intensità. Incerottata, con tanti giocatori fuori ruolo, dopo pochi minuti priva pure del suo capitano, sopravvivere al Torino poteva rivelarsi una montagna troppo alta da scalare, e invece… “E’ la vittoria di tutti – ha detto José -, anche, anzi soprattutto di chi non ha giocato“. La partita di ieri dovrebbe convincere definitivamente tutti noi, scrive Alessandro Catapano su Il Messaggero,  delle capacità gestionali di Mourinho. Imprudentemente, lo avevamo criticato per come aveva trattato le riserve. Ieri, abbiamo constatato che pure quelle si getterebbero nel fuoco per lui. La giornata passerà alla storia anche per il primo fuorigioco di rientro e di tallone. Non si era mai visto, e ovviamente è toccato alla Roma. Ma ci vuole ben altro che un Chiffi qualunque per scoraggiare le truppe di Mou.

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Abra CadAbraham. Roma, terza vittoria consecutiva

Una lezione Special con un forte accento inglese, scrive Leggo. La Roma di Mourinho abbatte il combattivo Torino di Juric di fronte a 50 mila spettatori e si prende la terza vittoria di fila uscendo ufficialmente dalla crisi e tenendo a un colpo di frusta il quarto posto. A risolvere il match è stato un bel gol di Abraham dopo uno scambio da applausi tra Ibanez e Mkhitaryan. Tammy ha infilato Milinkovic e rotto il ritmo di una gara che vedeva i granata in dominio di palla soprattutto dopo l’uscita per infortunio di Pellegrini (problema muscolare al flessore destro, oggi gli esami). Un gol di qualità e la partita che cambia. Da quel momento la Roma si è caricata d’entusiasmo e poteva raddoppiare sempre con Abraham due volte. Nel primo caso, dopo un check di quasi 6 minuti, è stato Chiffi a togliere il pallone all’attaccante dal dischetto. Motivo? Prima del rigore netto su El Shaarawy, una parte dello scarpino di Tammy era in fuorigioco. Poco dopo è stato Milinkovic con un colpo di reni prodigioso a respingere l’incornata dell’ex Chelsea. Lezione di inglese dicevamo, non solo per il gol di Abraham.

Sontuosa pure la prova di Smalling che ha guidato la difesa in un finale decisamente ostico ma senza pericoli importanti. La stanchezza per la gara di Conference, infatti, si è fatta sentire ma la Roma ha giocato di squadra creando di rimessa anche un paio di occasioni pericolose. Un atteggiamento che fa godere i tifosi romanisti e inorgoglisce Mourinho: Mi aspettavo di segnare di più, sapevo che con il potere fisico di Abraham e Zaniolo potevamo fare un gol in più e respirare. Mi piace vincere così, a me questa vittoria fa più piacere di un 5-0 perché è di sofferenza e di gruppo. Cristante aveva il Covid, Veretout squalificato e Pellegrini out. Era dura Ma Diawara ha fatto una partita equilibrata, Mkhitaryan è stato incredibile, Perez ha fatto un lavoro incredibile e poi Smalling che è un giocatore top. In crescita anche l’intesa tra Zaniolo e Abraham. E’ un feeling iniziato fuori dal campo, siamo un gruppo incredibile. Speriamo Nicolò impari un po’ di inglese, scherza Josè. Finalmente sorridente e atteso ora prima dal Bologna e poi dalla sua Inter. Pardon, oggi di suo c’è solo la Roma.

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Roma-Torino 1-0: le pagelle del Prof. Moroni

Premessa: Non do mai voti ai tifosi, perché può sembrare un contentino ruffiano, ma stasera lo faccio: sono stati grandiosi dal prepartita al termine dell’incontro: voto 10.

Rui Patricio 7: C’è. C’è come presenza, c’è come personalità, c’è per trasmettere sicurezza a tutto un reparto.

Mancini 7: Mou deve insistere con questo terzetto, perché migliora di partita in partita e Mancini è un punto fisso della formazione di partenza.

Smalling 7,5: Se sta bene non ce n’è per nessuno: guadagna palla di piede e di testa, anticipa, appoggia e comanda la difesa.

Ibanez 7: Somiglia sempre di più al Lucio di Mourinho: forte sicuro e cattivo come il sale nelle ricette di cucina, quanto basta.

Karsdorp 7,5: Tu, avversario, ti impegni; ma lui non ti lascia mai: viene a marcarti pure a casa. Inesauribile per grinta e dinamismo.

Diawara 6,5: Sono stato l’unico a chiedere il suo impiego. Muo l’ha recuperato e Amadou si è resto utile. Ha fatto il suo, senza complessi e senza risentire della pseudo-bocciatura.

Mkhitaryan 8: L’uomo squadra: pronto a recuperar palla, a smistarla, a fare assist per i gol. Immenso.

El Shaarawy 7: Grande, nel nuovo ruolo e in zona gol. Si guadagna un rigore che ha messo in crisi la tecnologia nazionale.

Abraham 8: Adesso ci siamo; non solo perché ha segnato 3 gol in 4 giorni, ma perché ha protetto palla, ha vinto quasi tutti i duelli aerei, sfiorando anche una seconda rete. Cresce l’affiatamento con Niccolò.

Zaniolo 8,5: Tremate, tremate, le forze son tornate. Combatte di tecica e di sportello, contrasta in attacco e in difesa ( 2 volte verso il calcio d’angolo opposto ), è in posseso di uno strapotere tecnico, fisico e mentale.

Pellegrini Sv: Eroismo romanista.

Perez 7: Incredibile il sacrificio di un calciatore che ha caratteristiche da punta e si applica a fare la mezzala.

Mourinho 8: Quella di stasera è la partita che gli somiglia di più; loro giocano e noi segniamo, prendiamo un rigore, sfioriamo la rete in altre 2/3 occasioni e non rischiamo nulla. Josè non fa mai la stessa partita: a volte comanda il gioco, a volte ti fa creder che lo puoi comandare tu, cambia modulo e interpreti forse per necessità… anche se io mi auguro che prosegua così. Però lo Special One è lui.

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Infermeria

Pellegrini, stop muscolare alla coscia destra. Il timore di Mou: “Out qualche settimana”

Lorenzo Pellegrini è stato costretto ad abbandonare il campo dopo quindici minuti dall’inizio di Roma-Torino, per un problema muscolare. Il capitano giallorosso dopo un’apertura in profondità per Abraham, ha sentito tirare all’altezza del quadricipite della coscia destra. L’infortunio – confermato anche dalla società – sarà valutato nei prossimi giorni. Mourinho però ha parlato a più riprese dopo il match di “stop che lo terrà fuori per qualche settimana”.

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Pagelle

Roma-Torino 1-0, le pagelle di Retesport

La Roma strappa altri tre punti decisivi per la sua corsa Europea al Toro di Juric, grazie alla rete di Tammy Abraham siglata alla mezz’ora del primo tempo. Giallorossi straordinari poi nell’applicazione difensiva, con uno Smalling tornato ai livelli del suo primo anno nella capitale.

Le pagelle di Retesport:

Rui Patricio 6 –  Un paio di interventi importanti, per dare ulteriore solidità ad un reparto che questa sera grazie al rientro di Smalling sfodera la compattezza di stampo ‘Mourinhiano’

Mancini 6,5 – Battaglia contro tutti, soprattutto nei mischioni che il Toro crea all’interno dell’area di rigore su calcio piazzato. Incisivo

Smalling 7,5 – Dominus assoluto della fase difensiva giallorossa, consegna a Belotti le chiavi della sua autovettura accompagnandolo di fatto all’uscita del match prima del fischio d’inizio. Prestazione straordinaria per concentrazione, qualità delle letture e fisicità

Ibanez 6,5 – E’ il re degli anticipi nella retroguardia romanista, ogni tanto troppo falloso, ma comunque efficace. Da una sua lettura verticale, parte l’azione del gol vittoria di Abraham. Prezioso

Karsdorp 7 – Su e giù, senza sosta, come se sotto i piedi avesse delle rotelle su degli immaginifici binari, l’olandese volante sfreccia facendo il vento sulla fascia e incassando gli ennesimi elogi di Mou. Esterno totale

Pellegrini sv – Infortunato al 15′, mancherà per qualche settimana. E’ l’unica nota dolente di serata

Diawara 5,5 – Non gioca mai e si nota per la pesantezza del passo, non offre spunti di qualità, preoccupandosi solo di togliere spazi nella zona centrale della mediana. Un paio di svarioni potevano costare cari

Mkhitaryan 7 – Terza gara consecutiva nel ruolo di mezzala, dove trova tempi, spazi e coordinate giuste per far ripartire l’azione giallorossa. Da un suo splendido assist nasce la rete di Tammy. Cosa chiedergli di più?

El Shaarawy 6 – Tanta corsa, poca qualità se non nell’episodio del rigore conquistato e poi negato dal VAR. Non trova i giusti guizzi, anche a causa della velocità di Singo

Zaniolo 7 – Da seconda punta si esalta, sbattendo in faccia ai difensori del Toro il suo strapotere fisico. In un paio di situazioni eccessivamente egoista, ma ha tanta voglia di segnare in campionato, prima o poi ci riuscirà

Abraham 7 – Dopo la doppietta di giovedì, replica stasera con la freddezza del bomber. Prima e dopo regala a i suoi un inesauribile patrimonio di rincorse difensive. Poco servito, ma una palla basta per portare a casa i tre punti

Mourinho 7 – In emergenza a centrocampo capisce che contro il Toro avrebbe dovuto azzerare la profondità, annullando così gli spazi da far aggredire a Belotti e sfruttare le ripartenze. Con il rigore del 2-0 poi rimosso la missione poteva esser conclusa nel primo tempo, sull’1-0 soffre con i suoi, strappando tre punti fondamentali grazie alla forza del gruppo

Sost.
Perez 6,5
Kumbulla sv

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Mourinho entusiasta: “Vittoria strepitosa, grande sacrificio: è meglio di un 5-0”

Al termine della gara Roma-Torino, ha parlato José Mourinho.

José Mourinho a DAZN

“Intanto saluto Borja Valero che è stato un grande giocatore, me ne ha parlato moltissimo Paulo Sousa”.

Era programmato vedere una Roma così bassa?
“Non molto, però l’idea era quella. I due difensori centrali si allargavano tanto e non è facile per noi pressarli, dovevamo aspettare l’uscita di Mkhitaryan, di Perez e fare un blocco più basso. Sappiamo che loro sono forti fisicamente e in difesa, ma noi abbiamo il fisico di Zaniolo e Abraham, poi Mkhitaryan ed El Shaarawy. Mi piace tanto vincere così, mi fa più piacere di un 5-0 perché ho visto lo sforzo del gruppo. Cristante è out, Veretout squalificato, Pellegrini si è fatto male ma Diawara ha fatto una partita equilibrata, Mkhitaryan è stato assurdo, Perez ha fatto un lavoro incredibile in una posizione non sua. Sono contento”.

La chiave tattica?
“Quando giochi contro una squadra che difende a uomo, se non hai mobilità è più facile per loro. Per noi è stato importante abbassare Zaniolo, Mkhitaryan che cambiava di lato con Perez, delle volte andava sulla fascia per creare una scelta in più. Se hai un uomo che ti pressa, puoi sbagliare. Era importante difendere bene perché il gol sarebbe arrivato. Abbiamo marcato bene, mi piace questo tipo di vittoria, abbiamo dominato contro il Genoa, contro lo Zorya mentre oggi è stata una partita diversa”.

Il feeling tra Zaniolo e Abraham?
“Alcuni giovani stanno sempre insieme e si crea feeling. Il gruppo è fantastico, poi c’è un gruppo più piccolo fantastico anche quello. Zaniolo ha potenza fisica e tecnica, però sarebbe sbagliato non parlare di Borja Mayoral e di Felix che sono fantastici. Davanti abbiamo soluzioni, mentre ora abbiamo poche soluzioni a centrocampo, Pellegrini purtroppo starà fuori qualche settimana”.

Il ritorno di Smalling?
“È un giocatore top con tanta esperienza, ma dobbiamo gestirlo per la sua storia degli infortuni. Siamo stati solidi, però posso dire che Karsdorp ha giocato bene come non mai, El Shaarawy pensavo fosse solo un giocatore offensivo, invece è un fantastico giocatore di panchina che può entrare e fare bene, ora trovo un giocatore che fa questo lavoro. Abbiamo avuto tante sconfitte, ma non ho mai avuto feeling negativo con loro, questa è la vittoria della squadra, di Diawara che non gioca mai, di Perez che gioca poco, di Mkhitaryan che è stato ammazzato dai giornali, è la vittoria della gente. Ci sono squadre top avanti e dietro a noi, però mercoledì abbraccerò il mio amico Sinisa Mihajlovic e sarà una partita difficile”.

Tra sei giorni c’è Roma-Inter.
“Preferisco non pensarci, ora c’è il Bologna poi mi preparerò emozionalmente alla sfida contro l’Inter, in quella squadra c’è la mia storia”.

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Abraham: “Amo la Roma, non c’è niente di meglio che segnare davanti a questi tifosi”

Al termine della gara Roma-Torino, ha parlato Tammy Abraham

Tammy Abraham a DAZN

Quanto è stato importante segnare all’Olimpico?
“Amo questo club dal primo giorno, non c’è niente di più bello che segnare davanti a questo pubblico”.

Cosa hai fatto mentre aspettavi il rigore?
“Era un momento delicato, sono rimasto concentrato e ho fatto qualche palleggio”.

Sai dire qualcosa in italiano?
“Dammi 3 mesi e parlerò in italiano”.