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Roma-Torino 1-0 (32′ Abraham) – BASTA TAMMY, VINCE LA ROMA

La Roma all’Olimpico affronta il Torino con la voglia di strappare altri tre punti utili nella corsa al quarto posto.

LE FORMAZIONI:

ROMA 3-5-2: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibañez; Karsdorp, Pellegrini, Diawara, Mkhitaryan, El Shaarawy; Zaniolo, Abraham.
A disp.: Fuzato, Kumbulla, Reynolds, Viña, Calafiori, Darboe, Carles Perez, Bove, Zalewski, Shomurodov, Mayoral, Felix.
All.: Mourinho.

TORINO 3-4-2-1: Milinkovic-Savic; Djidji, Bremer, Buongiorno; Aina, Lukic, Pobega, Vojvoda; Linetty, Brekalo; Belotti.
A disp.: Berisha, Gemello, Izzo, Zima, Singo, Baselli, Praet, Kone, Rincon, Zaza, Pjaca, Sanabria.
All.: Juric.

Arbitro: Chiffi. Assistenti: Mastrodonato – Pagnotta. IV uomo: Camplone. VAR: Banti. AVAR: Tolfo.

RETI: 32′ Abraham

CARTELLINI


87′ Dentro Vina per El Shaarawy

84′ – Grande filtrante di El Shaarawy per Zaniolo che calcia di prima intenzione dall’interno dell’area, pallone a lato

77′ – Infortunio per Belotti entra Sanabria

76′ – Nel Toro dentro Baselli, Zaza e Pjaca al posto di Praet, Buongiorno e Vojvoda

68′ – Ripartenza Roma con Mkhitaryan che taglia centralmente, pallone per El Shaarawy dentro l’area di rigore ma il Faraone calcia malamente sul fondo

55′ – Punizione centrale da trequarti di Mkhitaryan, che trova la sponda di Mancini per Zaniolo che prova a calciare al volo ma liscia la conclusione

51′ – Grande salvataggio con il corpo di Smalling che si immola e mura una conclusione a botta sicura di Belotti dal centro dell’area di rigore

Inizia la ripresa. Zima per Djidji nel Toro

CRONACA SECONDO TEMPO:

51′ – Frustata di testa di Belotti, pallone sul fondo. Si chiude qui il primo tempo

45′ – Concessi sei minuti di recupero

44′ – Ripartenza Roma con Perez e El Shaarawy che si scambiano il pallone correndo in verticale, lo spagnolo calcia di potenza, pallone deviato ad un passo dal raddoppio. Angolo battuto da Perez e grande intervento di Milinkovic sul colpo di testa di Abraham

37′ – Calcio di rigore per la Roma conquistato da El Shaarawy, dopo una triangolazione con Mkhitaryan. Dal dischetto va Tammy Abraham. Il VAR verifica per oltre tre minuti un presunto fuorigioco sull’azione e viene rimosso il rigore

32′ – GOOOOOOOOOOOOLLLLLl dell’1-0 della Roma realizzato da Abraham che riceve in verticale da Mkhitaryan, velo di Zaniolo che lascia all’inglese la sfera, stop e conclusione alle spalle di Milinkovic

27′ – Angolo granata, mischia in area e poi spunta Belotti che calcia in girata, salva Abraham davanti a Rui

24′ – Occasione Toro con Pobega che riceve la sponda di Brekalo, conclusione dal limite dell’area alta col mancino

20′ – Manovra Toro con Vojvoda che crossa per Praet, di testa, Rui Patricio c’è e blocca

15′ Infortunio per Pellegrini alla coscia destra, al suo posto Perez

10′ – Ci prova il Toro con Praet dalla distanza, conclusione bloccata da Rui Patricio

3′ – Punizione Roma dalla lunga distanza, pallone in area respinto dalla difesa granata, arriva Ibanez che calcia al volo sul fondo

Inizia il match dell’Olimpico

CRONACA PRIMO TEMPO:

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Mourinho: “Difesa a tre, Vina e Calafiori non sono pronti”

Nel pre partita di Roma-Torino ha parlato José Mourinho.

José Mourinho DAZN

Come si gioca contro queste squadre che pressano altissimo?
“Sì deve cercare di giocare in un modo in cui giochiamo noi, non dobbiamo portare il gioco in un’area dove sono confortanti”.

La difesa a 3 che ha confermato?
“Calafiori non è pronto e nemmeno Vina. Smalling ha fatto bene a Genoa, per Vina è troppo presto”.

La scelta di Diawara?
“Perché Diawara? Perché no? La questione è sempre questa. Cristante e Veretout sono i due giocatori che hanno giocato sempre praticamente, per due motivi diversi oggi non sono disponibili. Mancini è un difensore che può giocare lì, però è un difensore, quindi gioca Diawara o Darboe”.

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Caso plusvalenze, che cosa rischia adesso la Juventus: ipotesi esclusione?

Che cosa rischia la Juve nel caso l’inchiesta “Prisma” della procura della Repubblica di Torino accertasse la responsabilità dei sei dirigenti indagati e del club in tema di plusvalenze fittizie? Alla domanda si deve rispondere naturalmente su due corsie. Come scrive La Gazzetta dello Sport, la prima riguarda i reati di falso in bilancio, illustrati negli articoli 2621 e 2622 del Codice Civile, e del decreto legislativo 74/2000. Il fronte dunque delle presunte “false comunicazioni di società quotate in borsa” e “false fatturazioni”, naturalmente declinando le pene a seconda della gravità della violazione. Nella seconda si entra nell’ambito della giustizia sportiva. È sempre stato difficile stabilire con criteri oggettivi inattaccabili il valore economico di un calciatore e la conseguente iscrizione a bilancio.

Su questo discorso delle plusvalenze, e del loro ruolo funzionale a “guarire” i bilanci in rosso per poter dribblare i vincoli di correttezza gestionale e mantenere i requisiti per l’iscrizione ai campionati, la giustizia sportiva ha detto quasi sempre “vorrei ma non posso”. C’e stata però una vicenda che partì dallo stesso tipo di approfondimenti: nel 2018 la Corte d’Appello federale condannò il Chievo (sul Cesena, altro club nell’inchiesta, non si arrivò a una sanzione perché nel frattempo la società era fallita) a tre punti di penalizzazione per “reiterata violazione ed elusione delle norme di prudenza e correttezza contabile”, decisione che fu confermata anche in sede di Collegio di garanzia. In quel caso fu respinto al mittente però una parte importante dell’impianto accusatorio della procura federale che chiedeva 15 punti di penalizzazione.

È l’articolo 31 del Codice di giustizia della FIGC a regolare la materia. Ma, come succede spesso, nelle pieghe delle leggi sportive, viene affidata ai giudici una grande discrezionalità. Se restiamo sul piano del “fornire informazioni mendaci, reticenti o parziali” o mettere in atto “comportamenti comunque diretti a eludere la normativa federale in materia gestionale ed economica”, con l’eccezione di eventuali altre norme speciali e di violazioni in termini di licenza UEFA, ci si ferma alla ammenda con diffida nel comma 1. Ben più grave è la punizione prevista dal comma 2, che riguarda i comportamenti di “chi tenta di ottenere l’iscrizione a una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa”: qui andiamo dai punti di penalizzazione fino all’esclusione dal campionato. Ma è chiaro che si tratta di situazioni di estrema gravità e i contenuti dell’inchiesta “Prisma” sono ancora tutti da decifrare.

Proprio per la difficoltà di definire le circostanze degli eventuali illeciti, ma al tempo stesso per impedire che le plusvalenze possano essere il cavallo di Troia di un doping amministrativo capace di sistemare i bilanci producendo altra precarietà e incertezza sul sistema, la Federcalcio sta studiando una norma ad hoc. Si tratterebbe di una sorta di scorporo degli incassi da plusvalenza, che non faccia pesare questa voce nell’analisi sugli equilibri dei bilanci. Una strada però molto complicata dal punto di vista normativo.

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Josè può entrare nella nostra storia

In una settimana particolare Josè Mourinho ha rialzato le bandiere giallorosse con tre ragazzi e un combattente di mille battaglie: Felix, Thammy, Nicolò e Micki. I critici e gli increduli diranno ancora che il Genova e gli ucraini dello Zorya non hanno fatto testo ma non hanno ragione perché il calcio dipende anche dall’ avversario ma non solo e non sempre molto si vede dal modo di interpretare il proprio gioco, scrive Paolo Liguori su Il Messaggero nella sua rubrica ‘Curva Sud’. Questo fa la differenza. E se pensiamo ai Pellegrini,Mancini e Cristanteche al netto degli Infortuni ci sono sempre e ci saranno ancora, allora si può dire che si comincia a vedere e a far amare la Roma di Mourinho col suo carattere irriducibile di comportamenti di determinazione in attesa di qualche rinforzo ma senza sprecare nulla di quello che abbiamo trovato in maglia giallorossa.

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Non solo Juve, la Figc indaga anche sul Napoli

Dallo shock a caldo, alle possibili conseguenze sull’indagine che ha coinvolto i vertici della Juventus: ora cosa rischia il club bianconero? Come riporta Il Messaggero Intanto bisogna distinguere i due binari delle indagini, perché come sempre giustizia ordinaria e sportiva viaggiano in parallelo ma su due tracce ben distinte. Nel primo caso in riferimento al reato di falso in bilancio (false comunicazioni di società quotate in borsa e false fatturazioni) – disciplinato dagli articoli 2621 e 2622 del CodiceCivile e del decreto legislativo 74/2000 – le eventuali pene saranno commisurate alla gravità delle violazioni, una volta accertate. Mentre è decisamente più complesso l’altro filone, ossia il caso plusvalenze. Nel Codice di giustizia sportiva Figc la questione è regolata dall’articolo 31: nel comma 1 si prefigurano multe o una diffida in caso di “informazioni mendaci, reticenti o parziali” o “comportamenti diretti a eludere la normativa federale in materia gestionale ed economica”, mentre nel comma 2 responsabilità e sanzioni aumentano. “Chi tenta di ottenere l’iscrizione a una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa” può essere punito con una penalizzazione in classifica, fino all’esclusione dal campionato, in casi estremi. Al momento non è questa la situazione della Juventus, ed è difficile che si ricorra a sanzioni relative al comma 2, anche se le indagini sono ancora alle fasi iniziali. In più ci sono alcuni precedenti con diversi punti di contatto. Nel 2018 il Chievo fu penalizzato con 3 punti in classifica dalla Corte d’Appello federale per reiterata violazione ed elusione delle norme di prudenza e correttezza contabile, a fronte di una richiesta ben più pesante di 15 punti, da parte della procura federale. E nel 2008 Milan e Inter, indagate per i bilanci del 2004, assolte entrambe. I fari sulle plusvalenze fittizie della Juventus, e non solo, sono stati accesi un anno e mezzo fa dalla Covisoc, un mese fa la verifica ispettiva della Consob e l’apertura di un fascicolo da parte della Procura della Federcalcio per 62 operazioni sospette, 42 delle quali coinvolgono direttamente la Juventus. Dall’ipervalutazione dello scambio Arthur-Pjanic, a quello Cancelo-Danilo, fino alle operazioni minori con cifre a specchio in Under 23.  Oltre a quella di Torino, infatti, potrebbe scendere in campo la procura di Napoli per Osimhen, valutato 70 milioni di euro con 4 giocatori inseriti nell’affare con il Lille: il portiere Karnezis e i tre Primavera Manzi, Palmieri e Liguori, quotati una ventina di milioni. Peccato che uno non abbia mai giocato e gli altri siano tornati in Italia, a vivacchiare tra C e D.

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Mancini, ipotesi centrocampo. E Vina scalpita

Con il centrocampo da inventare, Mourinho ieri a Trigoria ha provato tante soluzioni tattiche, scrive La Gazzetta dello Sport. Oggi, infatti, in mezzo sarà senza Cristante e Villar (ancora out causa Covid) e Veretout (squalificato). L’ipotesi più accreditata è quella di confermare il 3-5-2 con cui la squadra ha battuto Genoa e Zorya, spostando Pellegrini al centro della mediana, con Perez e Mkhitaryan a giostrare da mezzale. A tutta fascia a destra Karsdorp e a sinistra El Shaarawy, anche se qui c’è un ballottaggio forte con Viña. L’uruguaiano, infatti, garantirebbe a Mou di potersi mettere anche a cinque, in una partita in cui in mezzo ha poca gente di battaglia. L’altra soluzione, in tal senso, è quella di alzare Mancini tra i centrocampisti, soluzione provata ieri in allenamento. L’ex Atalanta quel ruolo lo ha già fatto con Fonseca e potrebbe farlo anche in corsa. Con Viña dentro, infatti, si può passare dalla difesa a 3 a quella a 4 in corsa, in caso di necessità.

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Mourinho: “Così è più bello”

La spinta dei 46 mila per rimanere in scia Champions. La Roma ci crede, forte dell’amore incondizionato della sua gente che anche questa sera farà registrare l’ennesimo sold-out in regime di capienza limitata al 75%, scrive Il Messaggero. Un’onda emotiva che insieme all’undici scelto da Mourinhodovrà travolgere il Torino di Juric, seconda difesa del campionato (13 gol subiti). Squadra, quella granata, che nelle ultime 5 gare ha il quarto rendimento della serie A (9 punti) ma che in trasferta arriva da tre ko consecutivi per 1-0 (Napoli, Milan e Spezia). José, solleticato sull’argomento-tifo, si lascia andare: “Questo amore lo conoscevo, me l’aspettavo e l’ho sentito da subito. I nostri tifosi non hanno visto solo vittorie, abbiamo perso o giocato male ma loro vengono comunque. Perché? Semplice, vedono una squadra che gioca per loro. Questo al tifoso fa sentire empatia e connessione. Così è più bello. Ed è per questa ragione che anche in Conference sono stati tanti nonostante la pioggia. Sentiamo la responsabilità di questa euforia e la cosa ci piace”. In effetti riempire lo stadio con oltre 30mila persone, di giovedì, con temporale annesso, contro il modestissimo Zorya, non è da tutti. La Roma viaggia in stagione ad una media di 36mila presenze (36.100, per la precisione) – dietro Milan (37.870) e Inter (43.409) che hanno però un impianto più grande – con 5 sold-out stagionali già alle spalle: al 75% con Milan e Napoli, al 50% con Cska Sofia, Empoli e Udinese. Il sesto arriverà oggi, il settimo è già prenotato per sabato prossimo contro l’Inter.

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Abraham-Zaniolo, la coppia è magica. Ma il centrocampo preoccupa Mou

Talmente gli sono piaciuti, che potrebbe riproporli anche oggi contro il Torino. La coppia Abraham–Zaniolo ha prodotto tre gol in due in Conference League, e Mourinho sembra intenzionato a proseguire sulla strada del nuovo assetto tattico, scrive La Repubblica. Discutono, fanno pace, si abbracciano e poi si rimandano a quel paese: caratteri complicati e tanta personalità a confronto, per i due ragazzi e la voglia di rubare la scena, rischiando a volte giocate un po’ troppo egoiste. Parlano un misto di parole tra inglese e italiano per capirsi, trovandosi con i piedi e cercando di prendere le giuste misure. D’altra parte bisogna fare di necessità virtù, camuffando con qualcosa di produttivo una situazione d’emergenza. Perché il centrocampo sarà completamente stravolto dalle assenze dello squalificato Veretout e di Cristante, positivo al Covid insieme a Villar. Toccherà quindi al difensore Mancini sacrificarsi in mezzo al campo, accanto a Pellegrini, soluzione adottata per la prima volta da Fonseca. “Mancini, insieme a Cristante e Mkhitaryan, fa parte di questi giocatori multifunzionali per noi – ammette Mou – è molto importante la sua disponibilità a spostarsi a centrocampo, se dovrà farlo“. Anche perché in difesa, con il rientro di Smalling, ha più scelte il portoghese. La corsa al quarto posto passerà per la sfida col Torino di oggi, il turno infrasettimanale di mercoledì a Bologna e poi l’Inter, sabato prossimo, in casa. Tre gare in sette giorni per non perdere il treno velocissimo della zona Champions, che non attende e regala poche possibilità di commettere passi falsi.

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Roma-Torino, le probabili formazioni dei quotidiani

IL MESSAGGERO (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Pellegrini, Mkhitaryan, Perez, El Shaarawy; Zaniolo, Abraham

LA GAZZETTA DELLO SPORT (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Pellegrini, Mkhitaryan, El Shaarawy; Zaniolo, Perez; Abraham

IL CORRIERE DELLO SPORT (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Perez, Mkhitaryan, Pellegrini, El Shaarawy; Zaniolo, Abraham

CORRIERE DELLA SERA (3-5-2) Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Perez, Pellegrini, Mkhitaryan, El Shaarawy; Zaniolo, Abraham

IL TEMPO (3-5-2) Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Pellegrini, Darboe Mkhitaryan, El Shaarawy; Zaniolo, Abraham

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Interviste

Mourinho: “Mancini a centrocampo è una possibilità. Straordinaria la passione dei tifosi romanisti”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di mister Mourinho alla vigilia di Roma-Torino:

Domani arriva una squadra ostica e fastidiosa come il Toro. Che partita si aspetta?
“Difficile, non bisogna nascondere ciò che hai detto nella tua domanda, è facile per tutti capire che è una squadra che difende molto e bene, con uno stile proprio, non dico con un modo unico perchè ce ne sono altre che lo fanno, ma sono un esempio di questo stile di gioco difensivo. Il Toro è una squadra che non concede tanti gol e tante opportunità, sarà veramente difficile, servirà una partita di qualità offensiva per fare gol”

Difesa a tre o a quattro domani?
“E’ una buona domanda, di calcio, ma non posso rispondere (ride ndr). La situazione sicuramente migliora rispetto alle opzioni che abbiamo, con il Covid Cristante e Villar non ci saranno, non ci sarà Veretout e il problema ora si è trasferito a centrocampo, dove ovviamente mancano tre giocatori, di cui due titolari assoluti e Villar un’opzione di qualità, ma sugli esterni e dietro abbiamo tante opzioni per giocare o a quattro o a cinque”

Domani l’Olimpico sarà di nuovo pieno, lo sarà anche con l’Inter. Si aspettava così i tifosi della Roma? E’ più difficile affrontare uno stadio così da avversari o è più la carica che trasferisce a voi?
“La passione per la Roma la conoscevo, mi aspettavo questo amore per la squadra e l’ho sentita dal primo giorno. Chiaramente la mia visione nasce dalla conoscenza del calcio italiano, non c’è paragone con il calcio inglese dove gli stadi sono tutti esauriti, mi fa piacere di vedere un’evoluzione positiva così anche in Italia. I nostri tifosi hanno sempre avuto vittorie all’Olimpico? No abbiamo anche perso e pareggiato, abbiamo già giocato bene o così così, ma loro ci sono sempre e trovano una squadra che va sempre, che gioca per se stessa e per loro e penso che questo aspetto dal punto di vista del tifoso fa sentire connessione, empatia, orgoglio. Questa è la ragione per cui anche in Conference league, che di partenza non è una competizione che ti fa innamorare all’inizio, c’è sempre tanta gente. Adesso con Torino e Inter mi fa piacere che sia pieno, è più bello per noi giocare, non dico più facile e penso sia più bello anche per gli avversari. Se noi abbiamo qualche merito in questo ottimismo della gente, mi fa piacere tanto”

In queste prime giornate di Serie A la Roma ha segnato complessivamente 14 gol nell’ultimo quarto d’ora di primo e secondo tempo. Come mai?
“Non c’ho mai riflettuto onestamente, è difficile da capire il motivo, tante volte nel calcio si dice che le squadre aspettano il momento giusto per segnare, in realtà il momento giusto è ogni minuto. Penso che la nostra squadra gioca sempre forte fino alla fine, soprattutto sul piano emozionale, non ho mai sentito la Roma quest’anno mollare anche sul risultato di svantaggio, quando perdevamo col Milan o col Venezia, oppure pareggiavamo col Napoli, ho sempre avvertito che la squadra ha cercato di fare gol, lo abbiamo visto anche a Genova. E’ una nostra caratteristica”

Mancini può essere un’opzione come mediano?
“Certo che può, principalmente perché in questo momento abbiamo i 4 difensori centrali disponibili, se tocca a qualcuno di loro a fare il sacrificio devono farlo, Ibanez ha fatto il terzino sinistro nella difesa a quattro, se Mancini deve giocare a centrocampo in maniera più difensiva lo farà. Ovviamente ci sono cose impossibile, come Vina che fa il Centravanti o Zaniolo il terzino sinistro, ma altri sono multifunzionali e per la nostra rosa è molto importante, penso a Bryan, a Mkhitaryan o Mancini, certamente non il suo ruolo preferito, lui lo ha già fatto lì e può rifarlo”