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Cristante e Villar ancora positivi al Covid: out contro il Toro

Bryan Cristante e Gonzalo Villar sono ancora positivi al Covid. I due centrocampisti al contrario di quanto emerso in mattinata, non hanno ancora svolto il tampone di controllo che verrà effettuato probabilmente nelle prossime 48 ore. I due calciatori saranno assenti nel match di domani contro il Torino.

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GIOVANILI

Primavera, parità tra Juventus e Roma a Torino. La cronaca del match

E’ terminata in parità la sfida tra Juventus-Roma del campionato Primavera. A Torino i giallorossi con una doppia rimonta hanno strappato un punto ai bianconeri, mantenendo un +5 in classifica sul Napoli secondo. Bianconeri avanti già dopo 2 minuti col gol di Turco, pareggiato però al 34′ dal calcio di rigore di Volpato. Ad inizio ripresa torna avanti la Juve con Cerri, ma anche in questo caso è immediato il pareggio giallorosso con Voelkerling . Alla fine termina così, con la Roma che rimane a +5 sul Napoli secondo.

IL TABELLINO

JUVENTUS: Senkó; Savona, Fiumanò, Nzouango, Turicchia; Iling-Junior, Bonetti, Omic, Chibozo; Turco (62′ Galante), Cerri (88′ Mbangula=.
A disp.: Scaglia, Ratti, Rouhi, Solberg, Ledonne, Dellavalle, Sekularac, Maressa.
All.: Bonatti.

ROMA: Mastrantonio; Ndiaye, Tripi, Keramitsis; Missori, Faticanti (82′ Di Bartolo), Tahirovic, Rocchetti (50′ Oliveras); Volpato (82′ Pagano); Voelkerling Persson, Cherubini (72′ Padula)..
A disp.: Berti, Baldi, Dicorato, Ngingi, Louakima, Bianchino, Verrengia, Pellegrini.
All.: A. De Rossi.

Arbitro: Carrione di Castellammare di Stabia. Assistenti: Niedda e Bahri.

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UTR, inaugurata la mostra sulle maglie storiche della Roma. Presente il CEO Berardi: “Vogliamo entrare con forza nel panorama internazionale”

In mostra le maglie della Roma. A Palazzo Brancaccio, da oggi fino all’11 dicembre si svolge la mostra “La storia della Roma attraverso le maglie. Dalla prefondazione ad oggi” organizzata dall’Unione Tifosi Romanisti”. All’inaugurazione avvenuta stamattina anche una rappresentanza della dirigenza giallorossa. Presenti il CEO Pietro Berardi e Francesco Pastorella, direttore del Roma Department.

Di seguito le date e gli orari della mostra, allestita a Palazzo Brancaccio (ingresso in Via Merulana 248)

29/11 dalle 16-19
30/11 dalle 16-19
6/12 dalle 16-19
7/12 dalle 16-19
9/12 dalle 10-13
10/12 dalle 10-13 e 16-19
11/12 dalle 16-18

E Pietro Berardi, CEO del club, ha rilasciato alcune dichiarazioni:

“Da parte nostra siamo al lavoro per rafforzare l’area business nel miglior modo possibile: il progetto che stiamo portando avanti non può non avere un respiro internazionale, il nostro obiettivo è essere presenti con forza nel panorama internazionale, oltre che italiano. Non può che essere così considerando che rappresentiamo la città di Roma. C’è tanto lavoro da fare ma la stessa passione che vedo sugli spalti la sento ogni giorno nelle persone che lavorano con noi. In piu stiamo inserendo delle nuove figure professionali di alto profilo: ci sarà un nuovo responsabile dell’area commerciale che viene dagli USA, Ryan Norys. Ryan ha lavorato nel Manchester City, nei Miami Dolphins e nei Los Angeles Dodgers. La scelta è fatta perché l’area business non può che seguire la strada che l’America ha intrapreso nel mondo dello sport. E allo stesso tempo dobbiamo tenere conto di quanto, nell’ambito commerciale calcistico, sia radicata e profonda la cultura italiana: quindi a gennaio arriveranno altre professionalità che stiamo selezionando nel mondo dello sport e del calcio italiano, sempre per rafforzare l’area revenues del Club Stiamo impostando tutto questo con umiltà ma, allo stesso tempo, determinazione e ambizione: come ci indica la proprietà, poche parole e tanti fatti”. E ancora: “Sono davvero molto contento che la mia prima uscita pubblica da amministratore delegato avvenga qui, in questa giornata che celebra i nuovi Cavalieri della Roma e nella quale viene inaugurata una mostra dedicata alle maglie giallorosse: ci tenevo molto, considerando che anche qui oggi si respira quella passione che sto toccando con mano ogni giorno da quando sono arrivato alla Roma”.

Il Ceo giallorosso è tornato anche sulla gara contro lo Zorya sottolineando la grande partecipazione di pubblico: “Giovedì sera, nonostante il maltempo, in una partita infrasettimanale, c’erano quasi 40.000 tifosi a sostenerci. Tra loro i miei figli, che ho portato per la prima volta a vedere la partita della Roma: il calcio è sempre stata la mia grande passione, abbiamo visto partite in molti stadi nel mondo. A fine partita, mentre tornavamo a casa, ho chiesto alla più piccola che cosa le fosse piaciuto di più della partita. Lei mi ha risposto: “I tifosi! Hai sentito come hanno cantato per tutta la partita?. E devo dire che sentire la sua risposta mi ha fatto venire la pelle d’oca, la stessa pelle d’oca che sento ogni volta che entro allo stadio. Per questo è difficile non innamorarsi di questa avventura ed è impossibile non fare il massimo per questo Club”.

Fonte: ANSA

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Tammy e Nick: è nata una coppia

Nata per caso. Nell’emergenza, contro un avversario modesto, in una gara di poco appeal, con un modulo che sembra pronto – con il ritorno degli infortunati – a lasciar nuovamente spazio al 4-2-3-1. Tutto vero. Ma la sensazione che ha regalato la coppia AbrahamZaniolo contro lo Zorya è la scintilla che mancava da tempo. Estro e forza fisica, assist e gol, velocità e tecnica.

L’abbraccio, scrive il Messaggero, tra i due alla prima rete dell’inglese (assist di Nicolò, tap-in vincente di Tammy) è così diventato la copertina del 4-0 contro gli ucraini. Ma non solo. Può trasformarsi infatti nel trampolino di lancio per la rincorsa al quarto posto. Perché nel momento di necessità, Mourinho ha forse trovato la formula giusta.

E poco importa che la rosa – come ricorda giustamente il tecnico – non sia stata costruita per giocare con il 3-5-2. La coppia è troppo affascinante per non meritare una verifica più seria, domani all’Olimpico (verso un nuovo sold-out) contro il Torino.

Con il lavoro si può tutto“, ama ripetere José. Difficile dargli torto. Mkhitaryan si riscopre così a quasi 33 anni mezzala di qualità, Nicolò si diverte nel ruolo di seconda punta, Pellegrini è pronto a giocare più basso. E attenzione all’esperimento finale dell’altra sera, quando Mancini è stato alzato in mediana: contro i granata, senza Veretout e Cristante (atteso oggi alla prova-tampone), è un’opzione da tenere in considerazione.

Equilibrio in primis, sia chiaro, anche se l’occhio vuole sempre la sua parte. E in tal senso la coppia AbrahamZaniolo è veramente un bel vedere. È chiaro che siamo ancora agli albori di quello che potrebbe diventare un tandem esplosivo.

Tammy ha bisogno di essere più cinico sotto porta, Nicolò di completare un percorso che Totti iniziò alla soglia dei 30 anni. Ma la richiesta silente di non essere più confinato all’ala, sulla fascia, costretto a inseguimenti che non gli appartengono con raddoppi sul terzino che poi ne affievoliscono le capacità di ripartenza, è forse arrivata a destinazione.

Servirà tempo, abnegazione, sacrificio ma il feeling registrato con Abraham è già un ottimo punto di partenza. Zaniolo e Tammy sono due istintivi: il mix di gioventù, freschezza, qualità tecniche e strapotere fisico, è la base sulla quale lavorare. Per una notte l’ex Chelsea si è sentito meno solo.

Era accaduto in realtà anche a Venezia ma in quel caso, era stato lui a mettersi a disposizione della squadra. Contro lo Zorya, invece, è stato Zaniolo a giocare per lui. Una bella differenza. Per questo motivo – al di là della doppietta con tanto di rovesciata strappa applausi – gli errori grossolani sotto porta devono lasciar spazio ad un killer instinct “da mostro” (cit. Mourinho).

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Fonseca: “Alla Roma ero solo”

Avevo sperato che sia l’Italia che il Portogallo andassero ai Mondiali…”. Invece, Paulo Fonseca, allenatore portoghese fino a giugno alla Roma, dovrà scegliere. Questa l’intervista di Repubblica all’ex tecnico della Roma.

Fonseca, che Portogallo sarà?

Difficile dirlo. Fernando Santos ha fatto un grande lavoro, tutti noi gli siamo grati per aver vinto Euro 2016. Ma il Portogallo in alcuni momenti non è stato squadra, non ha lottato unito. Quello che ci è mancato è il collettivo, ciò che ha fatto dell’Italia la squadra più forte d’Europa.

Pensa davvero che sia stata la più forte, all’Europeo?

Nettamente. Quello che ho visto lavorando in Italia è la mentalità dei calciatori italiani. È quella con cui ha vinto l’Europeo: si vedeva dalle qualificazioni, ai miei amici avevo detto che l’Italia era tra le favorite. E dalle primissime partite ero convinto che avrebbe vinto.

Crede che la mentalità conti più della qualità?

L’Italia ha anche un livello tecnico molto elevato. Prendete Barella: lo avrei voluto alla Roma, ci ho anche parlato un paio di volte al telefono, per provare a convincerlo. Mancini ha saputo costruire su questa qualità un grande collettivo, una cosa che non riesce facilmente, altre hanno grandi talenti ma non sono squadra.

 A proposito di talenti: il Portogallo dipende da Ronaldo?

Non possiamo dimenticare che Cristiano ha 36 anni. È il miglior marcatore della storia, ha fatto crescere i giovani con cui ha giocato. Ma oggi il Portogallo non è solo Ronaldo: lui è un grandissimo finalizzatore, ma non ha più la stessa esplosività, la stessa forza nell’uno contro uno. È grande, ma ora c’è una generazione di giocatori forti, che giocano nei migliori club d’Europa.

Lei allenerebbe una nazionale?

Voglio abbracciare un progetto, una squadra che creda nelle mie idee. Sono libero, ma non per questo devo accettare qualunque offerta, anzi. Si è parlato di alcune squadre, alcune erano vere, altre solo voci. A freddo mi piace più l’idea di un club, ma se il progetto è serio, non escludo nulla.

Parla di progetto: gli allenatori incidono ancora sul mercato?

Stiamo perdendo influenza nella scelta dei giocatori. Ovviamente ci sono club più aperti a assecondare, ma ne conosco molti in cui sono solo le società a decidere, spesso per motivi non tecnici.

Che idea ha della Serie A?

È al livello di Premier o Liga. In Inghilterra il ritmo è più alto, ma non è questione fisica: lì le partite sono più aperte e si corre di più. Quello italiano non è un campionato difensivo, ma è quello in cui si difende meglio. Ogni partita è diversa, ti obbliga a lavorare moltissimo sulla strategia.

Chi sono gli allenatori che l’hanno colpita di più?

Guardiola è un’ispirazione, mi piace molto anche Tuchel. In Italia ho sempre ammirato Sarri, oltre a Gasperini, incredibilmente bravo ma molto diverso da me, e Italiano, ma chi mi ha colpito di più è De Zerbi: avrebbe meritato più attenzione dalle squadre italiane.

Lei alla Roma si è sentito solo?

Prima Petrachi e poi Pinto sono stati miei alleati. Ma ho vissuto il momento forse più difficile degli ultimi 15 anni della Roma, con la transizione societaria e sì, ero solo.

E di Roma cosa le resta?

A mia figlia, che mi ha intervistato per la scuola, ho detto che è il posto più bello del mondo. Amavo girarla a piedi, vivere vicino al centro, vederne ogni angolo, respirarne l’atmosfera.

A Roma la prima cosa che si dice di lei è che è elegante.

È vero, mi piace essere elegante, mi piace la moda, soprattutto quella italiana, e le scarpe di classe.

Mettendo la classe da parte: Italia-Portogallo, per chi tiferebbe?

All’Italia sono legatissimo. Ma io sono portoghese…

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La nuova Roma intriga Mourinho

Quando la svolta arriva grazie all’emergenza. Una situazione tipica del calcio si apre nelle mani di Mourinho, che sprovvisto di terzini sinistri si è inventato una Roma con El Shaarawy esterno, tre centrali difensivi e due punte ottenendo prestazioni migliori e risultati: dopo il suicidio di Venezia, le due vittorie convincenti contro Genoa e Zorya fanno pensare che i giallorossi, almeno in questo momento, si ritrovino meglio in campo col nuovo assetto. Ecco perché i sussurri trigoriani raccontano come lo Special One non abbia la minima intenzione di cambiare domani sera contro il Torino.

Come scrive il Tempo, e se il 3-5-2, che in fase di possesso diventa 3-4-1-2, diventasse addirittura lo schema fisso? A sentire Mourinho l’ipotesi è remota, ma il portoghese è un uomo pragmatico e deciderà strada facendo. La Romaridisegnata sta funzionando soprattutto grazie al sacrificio di El Shaarawy, l’equilibratore in grado di garantire la corsa necessaria per coprire tanti metri di campo e di fornire la qualità necessaria negli ultimi metri.

Certo, un conto è difendere contro il Genoa e lo Zorya e un altro sarà farlo con avversari più attrezzati, ma il Faraone può diventare la pedina giusta da confermare in quel ruolo aspettando il rientro di Spinazzola.

A beneficiare dell’assetto modificato da Mourinho sono senz’altro i centrali difensivi, che si sentono più coperti, Mkhitaryan si esprime meglio da mezzala piuttosto che da esterno puro nel 4-2-3-1 ma sono soprattutto gli attaccanti a sembrare rigenerati. Giovedì Abraham ha trovato l’intesa ideale con Zaniolo: un tandem offensivo giovane e intrigante che merita la conferma. Tutto lascia pensare che, acciacchi di Zaniolo permettendo (ha accusato un lieve fastidio al polpaccio con gli ucraini), contro il Torino toccherà di nuovo a loro, mentre Shomurodov e Felix possono diventare due carte da giocarsi nel corso del match.

Il vero dubbio riguarda la mediana, dove mancherà un uomo fondamentale come Veretout (è squalificato) e Cristante non potrà sostituirlo, dovendo ancora negativizzarsi dal Covid come Villar. Darboe è favorito su Diawara, più difficile pensare all’avanzamento di Mancini a centrocampo.

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Cristante ora spera: stamattina c’è il test

La sorpresa può essere Bryan Cristante. Nell’emergenza centrocampisti – scrive il Corriere dello Sport -, Mourinho potrebbe ricevere stamattina una buona notizia: se il tampone sarà negativo, Cristante potrà tornare subito a disposizione per giocare un pezzo di partita contro il Torino. Non è una rincorsa semplice ma un’ipotesi di cui tenere conto.

Oggi è il giorno-chiave, per Cristante e ovviamente anche per l’altro contagiato Villar. La quarantena dei dieci giorni rispetto al primo tampone positivo scade. Dunque i due giocatori della Roma, se negativi, verranno sottoposti a una visita medica che potrebbe restituire loro immediatamente l’idoneità agonistica.

A quel punto resterebbe un solo allenamento, dopo tanti giorni di lavoro individuale a casa, per strappare la convocazione. Cristante, vista la squalifica di Veretout, potrebbe almeno andare in panchinaPoi chissà quando si tratta dei calciatori più importanti, Mourinho è ben disposto a prendere il rischio di schierarli. 

Lo ha fatto con Lorenzo Pellegrini, che nelle ultime settimane non è mai allenato al massimo a causa dei problemi al ginocchio, lo ha fatto con Abraham che ha giocato titolare contro la Fiorentina poche ore dopo essere entrato a Trigoria. Magari può capitare la stessa cosa con Cristante. Le sensazioni sono buone perché, essendo vaccinato, Cristante ha avuto solo sintomi lievi di Covid. Nel giro di poche ore si sentiva già bene e ha potuto lavorare con una discreta intensità da solo.

L’altra soluzione prevede il lancio di Darboe, più di Diawara, in una linea mediata completata dalla qualità di Pellegrini e Mkhitaryan. Difficile invece immaginare che Mourinho voglia avanzare Mancini a centrocampo: stravolgerebbe un assetto difensivo che nelle ultime due partite non ha concesso neppure un gol agli avversari.

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Esclusiva Retesport – Roma-Torino, Ciccio Graziani e la sfida del cuore: “I giallorossi ci arrivano meglio ma tra Abraham e Belotti scelgo il Gallo”

“Sarà una sfida affascinante, penso che i giallorossi ci arrivino meglio rispetto ai granata. Juric ha trovato l’equilibrio difensivo, ma davanti sprecano tanto. Mourinho con questo nuovo sistema sta forse trovando la quadratura del cerchio”. Ciccio Graziani, grande doppio ex di Roma e Torino, ha raccontato in esclusiva ai microfoni di Retesport, le sue sensazioni in vista del match di domenica pomeriggio tra i giallorossi e i granata: “Zaniolo-Abraham? Se sono in condizione, possono offrire un grande spettacolo. Penso che sulla carta sia la miglior coppia offensiva a disposizione di Mourinho, che ora sta piano piano valutando di restare con questo sistema, che gli sta dando una grande risposta. La capacità di adattamento e il sacrificio di El Shaarawy a sinistra, la rinascita di Mkhitaryan, sono due ottime notizie per Mou”


Tra Abraham e Belotti, sceglierei ancora Belotti se rigeneratoconclude Graziani – Il Gallo è un centravanti serio, cattivo, che sta attraversando un periodo di appannamento dovuto anche alla delicata situazione contrattuale. Abraham deve ancora capire alcune dinamiche del nostro calcio e deve essere più cattivo dentro l’area di rigore”

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Roma-Torino, attesi circa 46 mila spettatori. Retesport trasmetterà la radiocronaca integrale del match

Dopo la vittoria europea contro lo Zorya, la Roma tornerà in campo domenica pomeriggio (h.18.00) contro il Torino di Juric. Sono attesi circa 46 mila spettatori, poichè da ultimo aggiornamento dalla biglietteria del club sono ancora disponibili circa 2 mila biglietti.

Retesport è lieta di annunciare che trasmetterà in diretta la radiocronaca integrale del match. In voce Dario Bersani e Marco Juric dall’Olimpico, in studio Gianluigi d’Orsi. Tanti gli opinionisti che come sempre interverranno prima, durante e dopo il match, a cominciare dal ritorno sui 104.2 FM di capitan Giuseppe Giannini.

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Italia-Macedonia del Nord, lo spareggio per Qatar 2022. Poi l’eventuale finale col Portogallo

Sorteggiati gli spareggi Mondiali in vista di Qatar 2022. L’Italia ha pescato la Macedonia del Nord di Elmas – calciatore del Napoli. In caso di vittoria, gli azzurri sfideranno una tra Portogallo e Turchia.