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Roma-Torino, arbitra Chiffi. Al Var Banti

L’AIA ha reso note le designazioni arbitrali inerenti alla 14a giornata di Serie A. Di seguito l’elenco delle designazioni, con particolare riferimento a Roma-Torino (che si giocherà all’Olimpico domenica alle 18).

ROMA – TORINO h. 18.00
CHIFFI
MASTRODONATO – PAGNOTTA
IV: CAMPLONE
VAR: BANTI
AVAR: TOLFO

CAGLIARI – SALERNITANA Venerdì 26/11 h. 20.45
DOVERI
ROCCA – TRINCHIERI
IV: MARCENARO
VAR: FABBRI
AVAR: PERETTI

EMPOLI – FIORENTINA Sabato 27/11 h. 15.00
SACCHI
MARGANI – AFFATATO
IV: MIELE G.
VAR: GIACOMELLI
AVAR: PRETI

SAMPDORIA – H. VERONA Sabato 27/11 h. 15.00
MAGGIONI
DE MEO – GROSSI
IV: PICCININI
VAR: BANTI
AVAR: BACCINI

JUVENTUS – ATALANTA Sabato 27/11 h. 18.00
AYROLDI
PRENNA – IMPERIALE
IV: MARCHETTI
VAR: DI BELLO
AVAR: TEGONI

VENEZIA – INTER Sabato 27/11 h. 20.45
MARINELLI
DI VUOLO – GALETTO
IV: GARIGLIO
VAR: IRRATI
AVAR: CARBONE

UDINESE – GENOA h. 12.30
MERAVIGLIA
SCATRAGLI – MUTO
IV: MINELLI
VAR: MAZZOLENI
AVAR: CARBONE

MILAN – SASSUOLO h. 15.00
MANGANIELLO
FIORE – RASPOLLINI
IV: MIELE G.
VAR: GHERSINI
AVAR: PAGANESSI

SPEZIA – BOLOGNA h. 15.00
MASSIMI
DI IORIO – DEI GIUDICI
IV: SANTORO
VAR: GUIDA
AVAR: LO CICERO

NAPOLI – LAZIO h. 20.45
ORSATO
MONDIN – RANGHETTI
IV: COSSO
VAR: DI PAOLO
AVAR: VIVENZI

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Roma, Viña e Calafiori si allenano col gruppo – VIDEO

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Allenamenti

Roma, Mourinho sorride: Viña e Calafiori di nuovo in gruppo. Mkhitaryan, che spavento con Boer

Buone notizie per la Roma. José Mourinho torna ad avere a disposizione Matias Viña e Riccardo Calafiori che questa mattina hanno ripreso ad allenarsi con il gruppo e saranno convocabili per la sfida di domani sera contro lo Zorya. I due partiranno dalla panchina, l’uruguaiano poi avrà chance di entrare per poi essere titolare contro il Torino. Nell’allenamento di rifinitura un po’ di paura per Mkhitaryan: durante il torello il giovane portiere Boer ha provato una scivolata con la quale ha colpito l’armeno che ha rischiato di farsi male. Tutto sotto controllo però, non ci saranno problemi per domani.

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Il caso delle banane è chiuso. Ma i Friedkin chiedono disciplina

Ora non parliamone più. Il caso del video-gaffe, con la frase sulle banane pronunciata da Vito Scala, è stato già archiviato dalla Roma. Come scrive il Corriere dello Sport, nel file delle brutte figure, ma assolutamente non dell’incidente razzista. I Friedkin sono stati allertati già lunedì sera da Tiago Pinto, che ha spiegato la situazione e il contesto: Scala, storico preparatore di Totti, è l’addetto agli arbitri ma anche una figura molto popolare nello spogliatoio; in tanti anni ha coltivato amicizie e raccolto confidenze grazie alle quali possono scappare (anche se non dovrebbero) espressioni infelici.

Non sono dunque previsti provvedimenti disciplinari nei confronti del responsabile. Scala è stato aiutato dallo stesso Felix, che ha pubblicato un posto per sollecitazione della società per contenere le interpretazioni più drammatica al video, e continuerà a occuparsi del suo lavoro.

Friedkin ovviamente non sono stati contenti della vicenda, perché il tema del razzismo negli Stati Uniti è trattato con estrema sensibilità. Ma il loro disappunto non è soltanto derivato dall’espressione sulle banane, di per sé abbastanza sgradevole. I Friedkin non hanno compreso la ragione per cui una piccola cerimonia privata, la consegna di un paio di scarpe da Mourinho a Felix, sia diventata un evento mediatico. 

In questo senso sono pronti a dare nuove indicazioni a tutti i dipendenti: se lo spogliatoio è un luogo sacro nel quale si confrontano solo giocatori e tecnici, anche gli uffici della Roma non possono diventare un luogo nel quale tutto diventa di dominio pubblico.

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Vittorie e sconfitte in un campionato pazzo, ma Special è One

È un campionato scriteriato, senza un filo logico, scrive La Repubblica. Il bene e il male, il pro e il contro, il bianco e il nero si alternano con una puntualità ai limiti della perfezione, generando così un panorama indefinito.Un campionato pazzo, né bello né brutto. Pazzo. E all’interno di questa follia, la Roma ci si trova a meraviglia. Imperfetta come poche, ci sguazza. Un giorno tosta, un altro molle. Una volta serena e un’altra cupa. Una Roma indefinibile, a tratti. Perché non è ancora chiaro, ad esempio, se sia una squadra modesta che sta facendo benino oppure una squadra forte che sta facendo maluccio. Il confine tra qui e là lo segnano i risultati. I numeri. Anche se quando c’è di mezzoMourinho spesso e volentieri i commenti non sono in linea con i numeri. Forse perché José è più vistoso della Roma, forse perché lo Special è One e, quindi, va trattato da primo. Forse perché Mou logora chi non ce l’ha. Dopo tredici giornate di un campionato anomalo, la Roma si è sistemata al quinto posto della classifica nonostante cinque sconfitte sul groppone. Cinque stop pesanti, la somma dei ko subìti delle prime quattro della classe. Il gruppo di Mou, però, non conosce mezzi termini: o perde o vince, non pareggia (quasi) mai. Se la gioca sempre, vada come vada. Per dirne una: ha perso più di Juventus e Lazio (5 contro 4), ma ha vinto più di entrambe (7 contro 6). Questo rendimento bislacco l’ha condotta a tre punti dalla zona Champions, con Mou davanti a Sarri e Allegri. Eppure tutto ciò, analizzando le critiche e i commenti al campionato, si percepisce a fatica.

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Roma, Mou studia tutte le mosse per la partita doppia

In un calendario che da domani fino alla sosta natalizia costringerà la Roma a giocare 8 partite (6 in campionato e 2 in Conference League), José Mourinho si trova a gestire una vera e propria emergenza, soprattutto in vista del doppio confronto all’Olimpico contro lo Zorya Luhansk (domani, ore 21) e contro il Torino(domenica, ore 18), scrive il Corriere della Sera. Due partitein cui il tecnico portoghese non potrà concedersi il lusso di alternare i pochi uomini a disposizione. In Conference, infatti, c’è bisogno di una vittoria contro la formazione ucraina per mantenere una speranza di qualificarsi primi nel girone – o almeno di blindare il secondo posto che porta però agli spareggi di febbraio contro le formazioni retrocesse dall’Europa League – e per questo motivo non sarà possibile fare troppo turnover e preservare molti titolari per il match contro il Torino, importante per mantenere il contatto con il quarto posto che vuole dire qualificazione alla prossima Champions League. Ancora senza terzini sinistri di ruolo – Spinazzola, Vina e Calafiori lavorano a parte -, Mourinho è praticamente costretto ad andare avanti con il 3-5-2 che contro il Genoa ha dato delle buone indicazioni. Gli unici intoccabili (e insostituibili) sono Karsdorp ed El Shaarawy, la bella notizia per il tecnico portoghese è il rientro di Chris Smalling: entrato a Genova nel finale al posto di Kumbulla in preda ai crampi: potrebbe ritrovare una maglia da titolare in Conference o magari entrare a partita in corso e partire dall’inizio contro il Torino. Anche averlo a disposizione per una sola delle due partite consentirebbe a Mourinho di far riposare uno tra Ibanez (ieri ha compiuto 23 anni), Mancini e Kumbulla. In coppa, probabilmente in attacco al fianco di Abraham o Shomurodov, troverà spazio Zaniolo, che proverà a conquistarsi una maglia anche per domenica.

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Zaniolo, il momento di invertire la rotta

La rincorsa di Nicolò è iniziata, scrive  Il Messaggero.Due panchine consecutive in campionato, la seconda – domenica scorsa – senza nemmeno subentrare. Eccezioni che non vanno trasformate in regola. Ma per questo c’è bisogno di un’inversione di rotta. Del ragazzo in primis. Mourinhoglielo ha fatto presente. Inizialmente in privato, dopo Venezia, in un colloquio a quattr’occhi. Poi, nella seduta immediatamente successiva, lo ha spronato a dare di più. Ne è nato un botta e risposta, confinato alle dinamiche di campo che sono sempre le stesse, dalla serie A alla terza categoria. Un concetto, però, quello “di dare di più”, reiterato indirettamente nel post-gara di Marassi quando, rispondendo ad una domanda sulla possibile collocazione come mezzala nel 3-5-2 di Zaniolo, è comparsa la parola chiave: “Con il lavoro si può tutto”. Il lavoro, appunto. Al di là delle diplomazie pubbliche, in questo momento José pretende di più. In partita e durante la settimana a Trigoria. Una volontà che si va a scontrare con il momento delicato vissuto dal ragazzo. Dopo essersi sentito al centro del progetto, coccolato, atteso, lusingato da attenzioni che sono iniziate prima dell’approdo dello Special One a Roma (con sms e telefonate da parte del tecnico), seguite poi da elogi pubblici e privati, nelle ultime 2 settimane Nicolò ha avvertito un cambiamento. Come se quel pallone non passato ad Abraham nella gara interna contro il Bodo/Glimt abbia alterato gli equilibri. Il passo successivo, il cambio di modulo, ha acuito questa sensazione e in parte ha incrinato le certezze di un 22enne che ha visto la propria centralità, di colpo, venire meno. Mou, per ora, lo considera soltanto seconda punta nel 3-5-2, lo spazio si restringe. E non è questione di Zorya o non Zorya, contro il quale partirà titolare. In ballo c’è una stagione in corso che per lui deve essere quella del rilancio. Non solo nella Roma ma anche in chiave azzurra.

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La scalata di Felix, Roma è pazza di lui

In mezzo alla terra battuta africana, spiccava la sagoma di un ragazzo dall’aria sempre concentrata. Era veloce come un fulmine e con i piedi riusciva ad ammansire un pallone dalle traiettorie imprevedibili per via delle irregolarità del campo. Felix Afena-Gyan si è presentato così alla Roma, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello SportDiciotto anni da compiere e l’aspetto di un soldato in missione. Che poi le sue evoluzioni calcistiche attraversassero il Mediterraneo solo virtualmente, sembrava solo un dettaglio. A Trigoria però, dove soldi da buttare non ce n’erano più da un pezzo, nell’estate del 2020 volevano fare le cose per bene. Nei video paiono tutti campioni, pensavano il vice d.s. Morgan De Sanctis e il coordinatore del settore giovanile, Simone Lo Schiavo.Perciò la telefonata con destinazione Sunyani, in Ghana, per Oliver Arthur, l’agente di Felix, era stata chiara: “Se non venite a sostenere un provino a Trigoria, non se ne può fare nulla. Sono lo nostre regole“. Bene così, perché la stima di Arthur (che lo aveva scovato nell’Inter School) era enorme, ma mai come quello di mamma Juliet, che fin da adolescente aveva provato a farlo ingaggiare dall’Asante Kotoko, uno dei club più famosi del Ghana, solo per scoprire che non aveva un settore giovanile. Ma il calcio era già entrato da tempo nella vita di Felix, visto che suo zio era stato calciatore di modeste speranze. Quanto basta per incollarlo davanti alla tv se le partite europee arrivavano a quella latitudine. Per uno scherzo del destino, a folgorare Felix, quindicenne, era stata la rimonta della Roma ai danni del Barcellona. Era il 2018, e trenta mesi più tardi l’attaccante conquistava i giallorossi con un provino. Tutto fatto? Non proprio. In quell’ottobre la transizione fra Pallotta e i Friedkin era ancora in corso, e la Roma non aveva ancora un responsabile di mercato. Così il ragazzo – come racconta Arthur – continuò il suo tour di provini in cui tanti, ma Sassuolo e Atalanta su tutti, gli misero gli occhi addosso. Ma la Roma non lo perdeva di vista, finché a gennaio – quando Felix compiva 18 anni – a 4 giorni dalla fine del mercato il neo arrivato Pinto dette il via libera perché il ragazzo occupasse uno slot da extracomunitario. Il resto è passato prossimo. Felix è stato prelevato dall’EurAfrica Academy di Accra per 250 mila euro e ha firmato un contratto fino al 2025. “Tecnicamente può migliorare – ha detto Mourinho – però è umile, una dote ormai non facile da trovare fra i ragazzi“.

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Esclusive

ESCLUSIVA – Klaus Berggren a Retesport: “Roma-Toro? Mi auguro la vittoria dei giallorossi. La Sud mi è rimasta nel cuore” (AUDIO)

Klaus Berggren, ex calciatore di Roma e Torino, è intervenuto ai microfoni di Retesport, nello spazio pomeridiano di 1927: “I miei ricordi di Roma si legano in primis ai tifosi, quando giocavamo all’Olimpico, la Curva ci sosteneva in maniera straordinaria, il tifo mi è rimasto veramente nel cuore. Seguo da lontano i giallorossi, stanno facendo bene, con l’arrivo di Mourinho mi aspetto che la Roma possa fare grandi risultati, ma in Italia non è mai facile vincere. Roma-Torino? Mi auguro che vincano i giallorossi. Non mi ha sorpreso il suo arrivo nella capitale, penso possa fare grandissimi risultati, auguro ai giallorossi di arrivare in Champions. Abraham? E’ un grande attaccante, per uno straniero fare bene a Roma e in Italia non è facile, serve grande maturità, sono convinto che supererà queste difficoltà e si affermerà”

Poi una battuta anche sulla Danimarca: “E’ la miglior nazionale che abbiamo avuto negli ultimi anni, è una squadra forte, che segna tantissimo e sono convinto che potrà fare molto bene ai Mondiali. Mi dispiace per l’Italia, spero si qualifichi per Qatar 2022”

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Esclusive Sito

Oliver Arthur (Ag. Felix) a Retesport.it: “Mourinho sarà fondamentale per la sua crescita. Il video? Nessun razzismo”

La vita di Felix Afena Ghyan, nel giro di 11 mesi si è praticamente ribaltata. Acquistato nella sessione di mercato invernale per circa 300 mila euro, il giovane attaccante giallorosso ha fatto il triplo salto dall’Under18, alla Primavera, infine alla prima squadra, incrociando Josè Mourinho che gli ha dato fiducia dopo poche settimane. A Genova la prima doppietta in Serie A ed evidentemente le prime pagine e i titoli di tutti i quotidiani nazionali e non solo, perché la prestazione di Felix e i video dei suoi gol hanno fatto il giro del mondo, grazie al riverbero dei social.

Oliver Arthur – agente dell’attaccante africano – è intervenuto ai microfoni di retesport.it, rispondendo anche alle polemiche sorte ieri dopo il video ‘celebrativo’ postato e poi rimosso da Felix, a causa di una sgradevole battuta di un tesserato del club. Queste le sue dichiarazioni:

Quando e come ha scoperto Felix?
“Tutto è accaduto nel 2019. Il mio capo scout in Ghana, Gideon Attoh, ha scovato diversi giocatori nelle partite dell’Inter School a Sunyani, in Ghana. Lo abbiamo portato all’EurAfrica ad Accra e successivamente in Italia”

A quando risalgono invece i primi contatti con la Roma per Felix?

Dicembre 2020. Ho avuto un contatto diretto con Morgan De Sanctis per un provino a Trigoria. Lo hanno visionato e hanno mostrato interesse ma non hanno fatto nessuna mossa nell’immediato. Qualche giorno dopo ho portato il giocatore anche al Sassuolo, dove anche Francesco Palmieri si è mostrato interessato e ha voluto subito fare l’affare, ma la loro offerta è stata al di sotto della richiesta dell’EurAfrica Football Academy e finalmente è arrivata la Roma per il giocatore, che ha chiuso l’operazione”

Le ricorda qualche attaccante africano in particolare?
“La sua velocità e potenza mi ricordano Samuel Eto’o”

Quanto sarà importante a suo giudizio, Josè Mourinho, per la crescita di Felix?
“Mourinho è un top manager e un grande motivatore, la sua energia permette a qualsiasi giovane di crescere, riesce a tirar fuori il meglio dai suoi calciatori. Con l’esperienza di Mourinho credo che Felix crescerà tantissimo a Roma”

Cosa pensa del presunto ‘caso di razzismo’ relativo al video postato da Felix, dopo il regalo ricevuto da Mou?
Non credo sia importante dibattere ancora su questo tema. Il giocatore non ha avvertito o visto nulla di sbagliato in quella affermazione, quindi non è necessario farne un problema”