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Tuttosport: Zaniolo, appuntamento in vista: continuano contatti e ragionamenti tra Cherubini e Pinto

In settimana è previsto un incontro tra i dirigenti della Juve e quelli della Roma per trattare il trasferimento di Zaniolo. Come scrive Tuttosport, se le esigenze relative a Zaniolo di Juventus e Roma combaciano perfettamente, non è affatto così per le valutazioni sul prezzo e sulle modalità di pagamento. Se la società ha preso la decisione di mettere sul mercato l’azzurro adesso è per avere abbastanza forza contrattuale da poter incassare una cifra importante: 60 milioniper la precisione, la risposta data a chi ha chiesto il prezzo.

Prezzo che finora nessuno ha pagato e nessuno sembra orientato a pagare. Non la Juventus, che giudica più congrui 40 milioni più bonus. Distanza non banale, ma tutt’altro che incolmabile. Già i bonus ridurrebbero e la Roma è consapevole che il primo prezzo fatto difficilmente sarà quello a cui si chiude.

Altro nodo da sciogliere è la modalità di pagamento. La Juventus ad oggi non può pagare quella cifra in questa sessione di mercato. Eventuali uscite potrebbero cambiare la situazione, ma di sicuro non cambierebbero la preferenza bianconera per una soluzione creativa. Ovvero l’inserimento di una contropartita tecnica, ma la Roma al momento è freddina sia su Arthur che su McKennie. È su questi due nodi che il ds bianconero Federico Cherubini e il general manager giallorosso Tiago Pinto si concentreranno nel prossimo incontro.

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Lenglet o Ndicka, Mourinho aspetta il centrale mancino

La Roma è alla ricerca di un difensore centrale di piede mancino, un profilo che manca – ManciniSmallingIbanez Kumbulla sono tutti destri – e per questo José Mourinho ha chiesto a Tiago Pinto di completare il reparto.

Il rinforzo potrebbe arrivare dalla Spagna: secondo quanto riportato dai giornali sportivi catalani, Sporte Mundo Deportivo, il general manager giallorosso starebbe seguendo gli sviluppi del divorzio imminente tra il Barcellona e Clément Lenglet, calciatore francese con il contratto in scadenza nel 2026 ma in uscita dai blaugrana.

Ventisette anni appena compiuti, alto 1.86, Lenglet è stato pagato 38 milioni di euro nel 2018 dopo che si era messo in mostra con la maglia del Siviglia. Ma nelle ultime stagioni non ha convinto: in ogni caso, c’è da superare anche la concorrenza degli inglesi del Tottenham di Antonio Conte.

Altro profilo gradito a Trigoria è quello del Evan Ndicka, franco-camerunense classe ’99 dell’Eintracht Francoforte con il contratto in scadenza nel 2023. Tra i protagonisti della vittoria in Europa League, nell’ultima stagione Ndicka ha giocato 44 partite segnando 4 reti: per età, ingaggio (2 milioni netti circa) e costo del cartellino (15 milioni) risponde a tutti i parametri che cercano a Trigoria.

Rimane sempre in piedi, poi, la pista che porta al centrale del Feyenoord, Marcos Senesi. Venticinque anni, passaporto argentino ed italiano, il club olandese lo valuta circa 20 milioni e soprattutto vuole misurarsi col campionato italiano e per questo ha rifiutato offerte dalla Francia. In Italia piace anche alla Fiorentina. In attesa che si sblocchi l’operazione Celik con i francesi del Lille, la Roma tiene d’occhio Veltman, terzino destro olandese del Brighton che può fare anche il centrale.

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Stallo Zaniolo. Assalto a Celik

Uno stallo destinato a durare ancora a lungo. Perché – scrive Il Tempo – nonostante un polverone che giorno dopo giorno assume dimensioni sempre maggiori, la situazione di Nicolò Zaniolo sul mercato è sempre la stessa: all’orizzonte infatti non ci sono offerte soddisfacenti e la Roma non ha intenzione di proporre il rinnovo di contratto prima della fine del mercato, visto che l’attualeaccordo scadrà nel 2024.

In più Tiago Pinto ha fissato il prezzo del cartellino del ragazzo ad una cifra superiore ai 60 milioni di euro, rendendolo di fatto inavvicinabile per qualsiasi club costretto a fare i conti con i nuovi paletti del Fair Play Finanziario imposto dalla Uefa. Le elevate richieste del portoghese però non sono bastate a fermare voci e indiscrezioni di mercato che, ormai da fine stagione, vedono quotidianamente protagonista il classe ’99. Un clima che ha irrigidito i vertici di Trigoria, convinti a non abbassare le richieste piuttosto che vendere il giocatore ad un prezzo considerato “di saldo”.

In ogni caso, per il momento, al Fulvio Bernardini non sono arrivate offerte all’altezza per Zaniolo: dunque lo scenario più quotato sembra quello della permanenza nella Capitale. Se le cose non dovessero cambiare infatti qualsiasi ipotesi che contempli una separazione dal numero 22 appare improbabile. Alla chiusura della sessione estiva però mancano più di due mesi e, se c’è una cosa che il calciomercato insegna, è che le cose possono cambiare anche nel giro di poche ore. In questo senso molto dipenderà anche dal mercato dei club che da settimane sono in contatto con l’entourage del giocatore: Milan e Juventus su tutti.

I bianconeri in particolare hanno iscritto da tempo il nome di Zaniolo sulla lista dei possibili rinforzi ma, al momento, non si sono fatti avanti con la Roma. Se nelleprossime settimane però a Torino decidessero di effettuare una cessione eccellente le cose potrebbero cambiare rapidamente. Meno probabile invece l’inserimento di contropartite tecniche nella trattativa: se la Roma si priverà di Zaniolo vorrebbe farlo per un’offerta cash.

A condizione che si presenti un club di prima fascia pronto a metterlo al centro del progetto. Capitolo Celik: ieri sono proseguiti i colloqui tra Tiago Pinto e il Lille per cercare di chiudere il trasferimento del terzino. Tra le parti balla circa un milione di euro ma il gm giallorosso spera di chiudere l’operazione nelle prossime ore.

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Con Zaniolo è grande freddo: i Friedkin non hanno gradito le aperture a Milan e Juventus

Strappo tra la Roma e Nicolò Zaniolo. Alcuni atteggiamenti hanno seccato il management della società che rivendica il diritto a proporre il rinnovo nel momento che reputa più opportuno. Una storia – scrive Il Messaggero – che potrebbe concludersi in maniera infelice, perché nel giocatore sta nascendo rancore e il club è stanco di dedicare tempo (e anche energie) alla gestione del caso.

Nicolò avrebbe dovuto firmare il nuovo contratto lo scorso dicembre a 3,5 milioni a stagione, ma i risultati sportivi della squadra hanno indotto Friedkin a bloccare tutto. Gli è stato detto, informando l’entourage e la famiglia, che i discorsi si sarebbero riaperti a fine campionato e con prestazioni convincenti la strada per l’adeguamento sarebbe stata in discesa.

Lui ha ascoltato e segnando il gol partita contro il Feyenoord ha portato la Conference League nella Capitale. Ma il giorno del rinnovo non è mai arrivato. Non se ne è nemmeno parlato perché, legittimamente, la Roma ha scelto di aspettare. Per due motivi: il primo è che la scadenza è 2024 e mancano ancora due anni; il secondo perché è l’unico giocatore cedibile che può garantire una plusvalenza totale.

Valutazioni che il calciatore ha accettato in relativo silenzio. Nella recente intervista rilasciata a Sportweek, Zaniolo si è detto felice degli accostamenti a Milan Juventus. Nulla di strano, sono due top club che giocano la Champions, ma quello che non è piaciuto è l’assenza di qualsiasi riferimento a un futuro in giallorosso.

Inoltre, alcune interviste come quella del suo amico Gaspare Galasso a una radio di Napoli (“Piace alla Juve”), non hanno fatto piacere a Trigoria e sono state lette come un modo per mettere pressione. Dalla Roma si aspettano che il caso si sgonfi quanto prima e che il 5 luglio Nicolò si presenti a Trigoria sereno e soprattutto concentrato. E consapevole che del rinnovo se ne riparlerà a settembre. Insomma, la società giallorossa vorrebbe che il tam tam mediatico non fosse più alimentato e che le questioni si risolvessero in privato senza troppo clamore.

Tuttavia Zaniolo si sente insoddisfatto, un sentimento che è nato dalla panchina nel derby dello scorso 20 marzo e chi si gonfiato con il passare delle settimane. Inoltre, la dichiarazione di Pinto a fine mercato invernale (“Non so se resterà”) non gli hanno dato certezze sul futuro. È come se la società, all’epoca, avesse già previsto di venderlo in estate. Un atteggiamento che lo ha demotivato e non lo ha fatto sentire al centro del progetto. Ma nonostante questo vuole farsi trovare pronto da Mourinho che preferirebbe non trovarsi tra le mani un giocatore sul piede di partenza.

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La Gazzetta: Roma, pugno duro con Zaniolo. ll club è stanco e avvisa: troppe parole e poca gratitudine

Dal silenzio al pugno sul tavolo. È quanto sta succedendo alla Roma sul fronte Nicolò Zaniolo, incastrato nella forbice che racchiude la possibilità di un addio e il desiderio di un congruo rinnovo di contratto. Come riporta La Gazzetta dello Sport, il risultato è che lo stillicidio di informazioni anonime, che secondo la società giallorossa giungono dall’entourage dell’attaccante, hanno irritato la dirigenza, che ha deciso di far trapelare la propria amarezza, annunciando l’avvio di una linea dura.

Juve e Milan hanno bussato alla porta per chiedere informazioni su Zaniolo, sentendosi rispondere sempre allo stesso modo: la valutazione è di 60 milioni. Per questo, soprattutto sul fronte bianconero, si sta riflettendo su formule diverse, che hanno come base un prestito oneroso con obbligo di riscatto, oppure una congrua parte in contanti e un giocatore da inserire nella trattativa. 

Pur apprezzando il fatto che Nicolò si stia già allenando con professionalità (a Pontremoli), tutte le uscite pubbliche di “collaterali” sono state poco gradite. Il messaggio della Roma è chiaro: il giocatore, proprio come Cristante e Spinazzola, ha un contratto in scadenza nel 2024 e saremo noi a decidere quando trattare. Naturalmente, Nicolò è libero di prendere tutte le decisioni che crede.

Non dimenticando però, fanno sapere da Trigoria, come la Roma gli sia stata sempre vicino durante il recupero dai due infortuni. Insomma, che nella dirigenza si respiri un senso di ingratitudine appare evidente.

Sull’altro fronte le lamentele sono altrettante. Secondo chi gli è vicino, è logico che lo stipendio deve essere adeguato al valore dato, mentre l’attaccante non è neppure fra i primi dieci più pagati. Riguardo le cure, poi, sarebbe stato sbagliato non fornire le migliori soluzioni a quello che era ed è uno degli asset più pregiati del club.

In tutto questo c’è anche la variabile Mourinho. L’allenatore vorrebbe che il caso, in un senso o nell’altro, fosse risolto prima che la squadra cominci il ritiro. Pare difficile che possa accadere, ma il mercato è l’arte del possibile.

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Tifosi sulle spine per Cristiano Ronaldo: Chelsea e Sporting pronti allo sgambetto

Il resto è storia recente, come il suo ritorno a Manchester, con la maglia dello United. Diversi gol, ma zero trofei e nemmeno l’orizzonte della Champions League. Per – scrive Repubblica – questo l’eroe di Madeira ha chiesto al super agente Jorge Mendes di trovargli una sistemazione diversa. E la proposta è arrivata sulle scrivanie di InterBayern Monaco e Roma, sullo sfondo il romantico ritorno allo Sporting.

Le prime due hanno declinato il gentile invito. Per quanto riguarda i giallorossi, c’è chi è pronto a giurare che i Friedkin sognino di regalare ai tifosi della Roma un colpo da 90, una roba da cinema hollywoodiano, uno di quelli da mandare in tilt l’aeroporto di arrivo e far schizzare (ancor di più) il numero degli abbonati.

Ma se “i sogni son desideri”, questi ultimi devono trovare anche una corrispondenza con la realtà. E ci sono diversi e pesanti ostacoli sulla strada che porta al sogno CR7. Per iniziare, i paletti finanziari che la Roma dovrà osservare, aspetto di “difficile comprensione””per i Friedkin, che non riescono a capacitarsi di come possa esserci un limite esterno a mitigare le loro ambizioni, con il gm Tiago Pintoimpegnato a condurli ad una visione più aderente alle indicazioni provenienti dall’Uefa.

Ci sono poi 25 milioni di motivi per svegliarsi dal sogno, che equivalgono allo stipendio percepito dall’asso portoghese. C’è la posizione del Manchester United, che ha rassicurato la stampa inglese della permanenza di CR7: club al quale andrebbe comunque corrisposto un indennizzo, visto l’anno di contratto rimanente (scadenza 2023).

Ci sarebbe, infine, anche una concorrenza da battere. In primis il Chelsea del nuovo proprietario Todd Boehly, che ha incontrato Jorge Mendes per capire le cifre del possibile affare Ronaldo. Oltre ai soldi, anche la possibilità di giocare la Champions League. E sullo sfondo, spunta anche il romantico ritorno alla squadra che lo ha lanciato nel grande calcio, ovvero lo Sporting. Il ds del team lusitano, Hugo Viana, non ha chiuso la porta: “Ora non credo che verrà, non si sa mai, ma può decidere dove vuole andare“.

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L’ansia di Zaniolo, decisivo e superfluo: è deluso dal mancato rinnovo

Ci sono tanti modi per reagire a una situazione sfavorevole. Nicolò Zaniolo – scrive Il Corriere dello Sport – ha scelto il più familiare: l’allenamento, circondato dagli affetti e dalla discrezione del suo mondo. Lavora cinque ore al giorno tra gli esercizi casalinghi e il programma preparato dallo specialista di fiducia, Gian Nicola Bisciotti, che lo ha restituito al calcio dopo il secondo incidente.

Da professionista non farà marca il suo impegno fino all’ultimo giorno del rapporto con la Roma. Certo però si interroga: perché non lo considerano abbastanza importante da rinnovargli il contratto e poi chiedono 50-60 milioni per liberarlo? 

A gennaio, quando avrebbe accettato anche un aumento di 500.000 euro rispetto allo stipendio attuale, era stato rassicurato da dirigenti: “Il contratto lo facciamo a fine stagione“. E invece niente, nonostante il gol che ha indirizzato il primo trofeo Uefa della storia della Roma.

La Roma ritiene di doversi organizzare secondo le proprie esigenze: proporrà il contratto a Zaniolo soltanto alla fine del mercato, se non sarà riuscita a piazzarlo. Zaniolo non vuole andare via dalla Roma, è la Roma che lo ritiene sacrificabile. 

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Mourinho, tu che ne pensi? La Roma ha bisogno di una plusvalenza, Zaniolo l’unico che può garantirla

Che qualcosa sia cambiato nei rapporti tra la Roma e Nicolò Zaniolo era evidente già al termine della sessione di mercato invernale. All’epoca Tiago Pinto, a domanda diretta, rispose: “Non posso garantire che resterà”.

La Roma, scrive Il messaggero, pur di agevolare gli acquirenti, riflette anche sul prestito con obbligo di riscatto a uno o due anni. Una formula a cui sono interessante Juventus e Milan. I bianconeri, ad esempio, l’hanno adottata per acquistare Chiesa dalla Fiorentina.

Qualcosa di simile può essere studiato per Zaniolo, considerando che dalla plusvalenza totalizzata dai giallorossi va scalato il 15% da corrispondere all’Inter. Nessuna apertura, per adesso, a eventuali contropartite. Se dovesse partire, la prima alternativa è Berardi del Sassuolo che recentemente ha aperto all’addio.

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La Gazzetta: Juventus, doppio piano per Zaniolo

Federico Cherubini e Maurizio Arrivabene sono stati paparazzati ieri a Forte dei Marmi a colazione mentre parlavano fitto fitto. Difficile immaginare che a meno di una settimana dall’apertura ufficiale del mercato abbiano deciso di prendersi una pausa per rilassarsi in Versilia, più facile che l’uomo mercato della Juventus abbia fatto visitaall’a.d. del club per fare il punto sulla situazione bianconera e definire una nuova strategia.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, l’input arrivato dalla Toscana è di tentare l’assalto a Nicolò Zaniolo, cercando di trovare una formula che possa soddisfare la Roma ma che sia comunque in linea con le esigenze di sostenibilità economica della Signora.

Nel frattempo però la dirigenza si è già mossa con la Roma per il numero 22, da tempo nel mirino bianconero, e non ha abbandonato Domenico Berardi.

Il fatto che tra Cherubini e Tiago Pinto, il suo alter ego giallorosso, ci sia già stato un incontro è la conferma che Zaniolo sia l’alternativa più gradita a Di Maria, anche se non la più economica. L’incastro non è semplice anche perché le pretese della Roma sono alte e la Juve non ha un budget illimitato. I giallorossi partono da una richiesta di 60 milioni di euro che per i bianconeri è troppo alta. Una soluzione cash è possibile solo se si scende sui 40-45 milioni, cifra che al momento il club capitolino non vuole prendere in considerazione.

La prima idea della Juventus era quella di inserire una contropartita importante (ArthurMcKennieKean) per abbassare la parte fissa, ma non ha trovato grande apertura dall’altra parte. Così i bianconeri si sono rimessi al lavoro per studiare un piano B, anzi un doppio piano che potrebbe diventare finalmente convincente.

La prima opzione potrebbe essere una formula in stile Chiesa, ma a cifre più basse rispetto a quelle ipotizzate dai giallorossi. La Signora potrebbe spingersi fino a 10 milioni per un prestito oneroso, con un obbligo di riscatto fissato a 40 milioni e che può diventare automatico al raggiungimento di un determinato numero di presenze (20, per esempio).

L’altra possibilità potrebbe essere l’inserimento di una doppia contropartita, cui aggiungere 20-25 milioni in contanti a seconda delle pedine inserite. Un big più un giovane dell’Under 23 (Ranocchia Chibozo, per esempio), che a Roma può diventare lo Zaniolo del futuro.

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Capello a Zaniolo: “Non lasci la Roma, gioca già in una big”

Fabio Capello intervistato da Il Messaggero ha passato in rassegna la scorsa stagione valutando le mosse delle big di Serie A. Ha dato anche un consiglio a Zaniolo. Queste le sue parole:

Zaniolo sta vivendo una strana estate, tra i contatti con la Roma e gli interessamenti di Milan e Juventus. “Io auguro a Zaniolo la salute. E’ la cosa più importante. E’ un predestinato e non deve preoccuparsi del futuro. Gioca nella Roma, in una grande squadra”.

Gli allenatori dell’anno? “Pioli e Mourinho. Il primo ha riportato il Milan al successo, il secondo si è riconfermato allenatore di dimensione internazionale. José ha ottenuto un successo molto importante”.

La Lega dice: la nostra Serie A sta riscuotendo consensi. “A livello calcistico qualche risultato negli ultimi tempi lo abbiamo ottenuto. Siamo stati campioni d’Europa, anche se poi abbiamo mancato la qualificazione al mondiale per la seconda vola di fila. Con la Roma abbiamo vinto una coppa ed è un segnale importante. A chi afferma che è la terza manifestazione europea, rispondo: sull’albo d’oro ci sarà scritto per sempre Roma, Italia”.

Che cosa si è intravisto di positivo nell’ultima serie A? “Un maggiore equilibrio. Il campionato si è deciso nell’ultima giornata e quest’incertezza ha tenuto alta la soglia dell’attenzione per nove mesi. Intravedo anche segnali di responsabilità. I presidenti hanno cambiato meno allenatori rispetto al passato e i giocatori cominciano a ridurre, tranne poche eccezioni, le pretese economiche”.

Ecco, il calcio, anche qui l’immaginazione non manca: è stato appena riproposto il calendario della serie A, asimmetrico, ma stavolta con trecento vincoli. “Avevo scoperto questa formula in Inghilterra. Non mi aveva turbato: era così da sempre e per me non c’erano problemi. Mi lascia perplesso il fatto che cerchiamo sempre di più di copiare gli inglesi. Capisco che la Premier sia il modello di riferimento, ma allora importiamo cose più importanti”.

Gli stadi, ad esempio. “Negli stadi abbiamo un handicap spaventoso del quale non riusciamo a liberarci. La burocrazia ci lega in tutti i modi: Roma, Milano, Firenze, il problema è generale, riguarda il sistema paese. Qualsiasi tentativo di migliorare e innovare si rivela impossibile. Ai tempi del settore giovanile del Milan mi scontrai con Comune, Provincia, Regioni e comitati di quartiere. Un muro invalicabile. La questione degli stadi è prioritaria: la ripresa economica del calcio dipende dagli impianti”.