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Frattesi urla: voglio la Roma

Adesso è Frattesi a pressare il Sassuolo per tornare alla Roma. La volontà del giocatore è chiara da tempo – farebbe di tutto per tornare a Trigoria – ma i 30 milioni richiesti dai neroverdi per lasciarlo andare stanno complicando la trattativa impostata da Tiago Pinto. Una situazione che il ragazzo non sta vivendo bene e che vorrebbe risolvere il prima possibile, per concentrarsi sui suoi nuovi obietti (che spera di raggiungere in giallorosso): anche per questo nelle prossime ore il suo agente incontrerà nuovamente la dirigenza emiliana, con l’obiettivo di ammorbidire le pretese di Carnevali.

Al momento tra domanda e offerta ballano circa 7 milioni, una distanza ancora troppo ampia per pensare di arrivare ad un accordo. La Roma continua a proporre contropartite da inserire nell’affare e il nome giusto potrebbe essere quello di Volpato: nei giorni scorsi c’è stato un incontro con l’entourage del ragazzo per fare il punto della situazione. Meno possibilità invece per Felix, che non vorrebbe lasciare il Fulvio Bernardini ma con cui la società avrebbe intenzione di monetizzare.

Nel frattempo si continua a lavorare con il Lille per chiudere definitivamente l’acquisto di Celik. Dopo l’ottimismo filtrato nei giorni scorsi, la trattativa ha subito un rallentamento a causa delle richieste dei francesi con cui vanno definiti ancora alcuni dettagli economici. Normali schermaglie che si registrano in quasi tutte le trattative, ma che non dovrebbero comunque compromettere l’esito positivo dell’operazione, che Pinto spera di portare a termine entro domani.

Sullo sfondo rimane sempre anche la questione Sergio Oliveira: al Fulvio Bernardini non considerano il ritorno del portoghese una priorità ma, se il Porto continuasse a non ricevere offerte, la Roma potrebbe fare un tentativo nelle ultime settimane di mercato per provare a prenderlo a prezzo di saldo. Salvo che, nel frattempo, Tiago Pinto non abbia già trovato tutti i centrocampisti richiesti da Mourinho.

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La Gazzetta: Tasse ridotte, taglio all’ingaggio. Ecco le chiavi per prendere Ronaldo

Non nascondiamolo: dal punto di vista strettamente economico l’operazione Cristiano Ronaldo per la Roma sarebbe molto rischiosa, scrive La Gazzetta dello Sport

Dimenticando i titoli vinti (solo in Italia), non è un mistero che per la Juve l’ingaggio dell’attaccante, in concomitanza con l’effetto Covid, abbia rappresentato un salasso per il bilancio. Ma è ovvio che il portoghese non fa rima solo con spese, anche se CR7 i suoi affari sa curarli alla grande. Un esempio? La forfettizzazione dell’imposta sui redditi provenienti dall’estero che nel 2018, sbarcato in Italia, gli consentì di pagare appena 100 mila euro a fronte di guadagni milionari. Anche questa può essere una chiave per materializzare il sogno. Ma diamo un po’ di numeri con una rassicurazione di base: per tornare in Italia CR7 sarebbe disposto a un robusto taglio d’ingaggio. 

Comunque, per Cristiano i bianconeri pagarono al Real Madrid 100 milionipiù 12 circa di spese accessorie, assicurando al campione uno stipendio da 31 milioni netti (58 lordi). Ceduto al Manchester United per 15 milioni più 8 di bonus, il portoghese ha percepito uno stipendio analogo, a cui aggiungere un indotto da circa 79 milioni, che lo rende il terzo sportivo più pagato al mondo dopo Leo Messi e LeBron James.

Ma Ronaldo non significa solo esborsi. Anche grazie al suo arrivo, ad esempio, il “brand” della Juve ha aumentato il proprio valore di circa 500 milioni, mentre i follower sui social sono passati da 50 a oltre 110 milioni, con relativo indotto. Non basta. Anche gli sponsor e il merchandising bianconero, pur con la pandemia, hanno avuto una impennata.

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El Shaarawy, un’estate tormentata

La vacanza di El Shaarawy ad Ibiza è caratterizzata dal riposo, dal divertimento, ma anche da tanto allenamento, infatti sta seguendo il programma preparato dallo staff della Roma. Inoltre è seguito dal personal trainer Carmine Menna, lo stesso di Immobile. Il Faraone è in forma e pronto a tornare a Trigoria per cercare di convincere Mourinho a puntare su di lui. La sua permanenza nella Capitale, però, è in dubbio. Il calciatore ha collezionato 27 presenze in campionato in questa stagione, ma solo 9 da titolare. El Shaarawy è stata una riserva, di lusso guardando il suo stipendio da quasi 3 milioni netti a stagione, troppi per uno che è stato costretto a stare in panchina anche a causa del modulo che non lo favorisce.

Come riporta il Corriere dello Sport, ora il ragazzo proverà a far cambiare idea allo Special One ed a strappare un rinnovo a cifre più basse. La fumata bianca difficilmente arriverà in questo momento ed intanto l’Atalanta ha fatto un sondaggio. Ad Ibiza ha cenato con Maldini e Galliani, ma non c’è un vero interesse da parte del Monza. Se non dovessero arrivare offerte, El Shaarawy potrebbe rimanere a Roma e giocarsi le sue carte.

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Villar, spunta la Sampdoria

Non solo Monza e Valencia. Il destino di Gonzalo Villar potrebbe essere a Genova. Come riferisce il SecoloXIX, la Sampdoria vorrebbe ingaggiare il giovane spagnolo, perfetto per caratteristiche come regista nel 4-3-1-2 di Giampaolo. Come riferisce la testata, l’unico è ostacolo è sulla formula: la Roma infatti vorrebbe cederlo a titolo definitivo, mentre i doriani offrono l’ipotesi del prestito

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Frattesi, nuovi contatti tra l’agente e il Sassuolo nel weekend

La Roma spinge per arrivare a Frattesi. Come riferisce Marco Juric, in questo fine settimana è previsto un ulteriore contatto tra Beppe Riso, agente del centrocampista romano, e la dirigenza neroverde. Obiettivo limare le distanze tra l’offerta della Roma e la richiesta degli emiliani, al momento intorno ai 10 milioni di euro. Al Sassuolo verrà ribadita la volontà del giocatore di trasferirsi in giallorosso.

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Premier? No, grazie. L’eccezione Zaniolo

Non esiste giocatore che non sia attratto dall’idea di giocare in Premier League. Ma evidentemente qualche eccezione esiste: una è Nicolò Zaniolo, scrive  La Repubblica. Prima il Newcastle, ora il Tottenham: dall’Inghilterra bussano dalle parti di Trigoria, come ha fatto Fabio Paratici nell’incontro con Tiago Pinto a Milano, chiedendo informazioni e fattibilità dell’operazione.

Ma ancora prima che il discorso venga approfondito, il parere del ragazzo mette i bastoni tra le ruote ad ogni tipo di trattativa: l’estero può aspettare, Juventus e Milan rimangono le destinazioni più gradite dal giocatore. Ma nessuno dei due club ha mosso passi ufficiali, anzi.

Non sembra esserci la liquidità necessaria per soddisfare la richiesta della Roma, di oltre 50 milioni di euro. A Mourinho non dispiacerebbe Pobega, ma il Milan ha chiuso la porta. Nella Juventus l’ingaggio di Arthur lo rende inavvicinabile, la figura di McKennie può intrigare i Friedkin, dopo il flop Reynolds.

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Il 5 luglio a Trigoria, dall’11 ritiro in Algarve

Tra dieci giorni comincerà la stagione della Roma 2022/23, scrive  Il MessaggeroIl raduno a Trigoria è previsto il 5 luglio, il primo step saranno le visite di idoneità (il 4), poi gli allenamenti.

Tutto si svolgerà a porte chiuse, comprese le prime partite contro le selezioni locali che si giocheranno a Trigoria. Saranno massimo due e l’obiettivo è far riprendere confidenza alla squadra con i ritmi partita. L’11 la partenza per il Portogallo: trasferimento in Algarve, precisamente ad Albufeira, una località diversa rispetto a quella della scorsa estate.

Sarà lì che Mourinho aumenterà ritmi e carichi di lavoro in vista dell’inizio della stagione. Sono previste almeno quattro amichevoli di cui una contro lo Sporting Lisbona a Faro (il 19) e un’altra con il Nizza. 

Poi, il ritorno a Roma il 23 luglio e il 30 un altro viaggio, questa volta in Israele dove i giallorossi affronteranno il Tottenham al Sammy Ofer Stadium di Haifa in occasione della I-Tech Cup. Il 6 agosto il trofeo Joan Gamper: al Camp Nou si sfideranno le squadre femminili e quelle maschili.

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Caso Zaniolo, il talento cerca casa

Incontri. Per avere Nicolò ZanioloJuve e Milan hanno bussato alla porta della Roma due giorni fa, come riporta La Gazzetta cello Sport, facendo scendere in campo i vertici di mercato per parlare col g.m. giallorosso Tiago Pinto, con la mediazione dell’agente del giocatore, Claudio Vigorelli.

Tutti chiedono tempo. I rossoneri per la transizione societaria, i bianconeri perché alla ricerca di liquidità. La valutazione che dà la Roma resta intorno ai 60 milioni, ma la chiave può essere quella del prestito oneroso con obbligo di riscatto. A quel punto, davanti al solo contante, non è da escludere che la Roma possa accettare una cifra che per il mercato asfittico della Serie A resterebbe importante. Pensiamo a una soluzione del tipo: 15 milioni per il prestito e 30-35 milioni per il riscatto (magari con bonus), il che consentirebbe di pagare con meno malinconia il 15% sulla plusvalenza all’Inter, come da accordi del 2018. Il discorso potrebbe cambiare se fossero inseriti dei giocatori nella trattativa, ma quelli che finora hanno proposto i rossoneri (Saelemaekers e Rebic) e gli juventini (Arthur, McKennie, Kean, Ramsey) non interessano tecnicamente e, quelli bianconeri, hanno anche l’handicap di avere ingaggi molto alti.

La Roma, poi, deve fare i conti pure con la fretta di Mourinho. L’allenatore preme la dirigenza per avere la rosa quasi al completo per il ritiro. Se Matic ha firmato, Celik è virtualmente chiuso e Frattesi è ben avviato, il resto non è facile da avere causa bilancio in sofferenza e norme Uefa da rispettare, a cominciare dal taglio del monte stipendi. La prossima settimana, comunque, è in agenda un nuovo appuntamento fra gli estimatori di Zaniolo, il cui rinnovo appare sempre più sullo sfondo. La Roma si rende conto che sarebbe stato opportuno fra firmare il prolungamento a febbraio, come promesso. In quel periodo Nicolò si sarebbe accontentato (si fa per dire) anche di 3,5 milioni, mentre adesso la richiesta non sarebbe inferiore ai 6 milioni, cioè in linea con la valutazione da top player che la Roma ne dà sul mercato. Ma è anche il feeling con Mou che non è più eccezionale. Per questo un (conveniente) addio è possibile.

La Juve su Zaniolo fa sul serio, specie ora che mancano certezze sulla risposta di Di Maria (l’argentino ha chiesto più tempo per decidere e non sarebbe questione di giorni). Ma a Torino sono coscienti che l’affare è complicato, perché le prime risposte ottenute dalla Roma sulla valutazione del giocatore sono state ritenute troppo elevate, sia in senso assoluto che in rapporto alle disponibilità economiche del club in questo mercato. Ma la Juventus resta fiduciosa e tornerà a parlare con i vertici giallorossi presto, forse già la prossima settimana, anche se non ci sono al momento appuntamenti fissati.

L’incontro dell’altro giorno a Milano ha segnato, a suo modo, un piccolo passo avanti dei rossoneri, perché Milan e Roma hanno affrontato il tema Zaniolo (quasi) alla luce del sole, dopo giorni di contatti sotto traccia. Da una parte Maldini e Massara, d.t. e d.s. rossoneri, dall’altra Tiago Pinto, d.s. giallorosso: sul tavolo il riscatto di Florenzi, che si farà per circa 2 milioni, ma anche l’interesse dei campioni d’Italia per Zaniolo. La strategia di fondo di via Aldo Rossi rimane quella emersa dai primi approcci: strutturare l’offerta con una contropartitatecnica da aggiungere a una base di 25 milioni. Si è parlato diSaelemaekers e di Rebic, due tra i cedibili della rosa di Pioli, ma le opzioni non hanno scaldato la controparte.

Se le società del nostro campionato hanno più o meno tutte crisi di liquidità, in Premier League la situazione (al solito) è diversa. Per questo non sorprende che sia il Newcastle a trazione araba, sia il Tottenham di Conte e Paratici abbiamo fatto dei sondaggi per l’attaccante della Roma. Dal punto di vista economico entrambe le società potrebbero accontentare la Roma assai più agevolmente rispetto a quello che potrebbero fare Juventus o Milan, ma a frenare la trattativa è l’indisponibilità di Zaniolo (almeno in questa fase della carriera) a lasciare l’Italia.

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Mourinho ha fretta: vorrebbe subito la rosa quasi al completo

José Mourinho non si accontenta, vuole superare ogni limite, intraprendere nuove sfide e vincerle. Per riuscirci ha bisogno dei suoi uomini, di una squadra all’altezza degli obiettivi che ha prefissato la società: la qualificazione in Champions League. Perché lo Special One, da solo, miracoli non può farli, scrive Il Messaggero.

Per questo ha chiesto l’impossibile: una rosa pronta già a partire dal 5 luglio, primo giorno di raduno a Trigoria. Il timore principale risiede a centrocampo: Mou ha persoMkhitaryan, Oliveira e presto saluterà Veretout.

È arrivato Matic e tornerà dal prestito Villar. Intanto, il braccio di ferro con il Sassuolo per Frattesi non accenna a sbloccarsi. Il nazionale azzurro ha trovato l’accordo per il contratto, ma gli emiliani non lo liberano a meno di 30 milioni. Da Trigoria ne offrono 22/25 da cui va scalato il 30%.

Sulla trequarti, invece, sembrerebbe segnato il destino di Zaniolo: c’è stato un vertice tra Pinto, Vigorelli e Cherubini in cui la Roma ha aperto anche alla possibilità del prestito con obbligo di riscatto. Ma senza abbassare le pretese sul prezzo che è fissato a 45/50 milioni. I bianconeri, invece, hanno risposto proponendo alcune contropartite tra cui Kean, Arthur e Ramsey, ma a Trigoria non sono interessati. L’offerta del prestito è stata fatta pure al Milan, mentre in Premier si è avvicinato il Tottenham (nell’incontro con Paratici si è parlato anche di Rodon).

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Stadio, i Friedkin al lavoro: Pietralata in pole

Nel silenzio, che è il marchio di fabbrica dei Friedkin, la Roma sta lavorando senza sosta con i propri consulenti, italiani e americani, e con il Comune di Roma per presentare quanto prima – c’è chi dice addirittura prima della pausa estiva– il progetto del nuovo stadio, scrive La Gazzetta dello Sport.

Di certo nelle ultime settimane, nonostante il problema espropri, il progetto ha avuto un’accelerata. La zona in prima fila è quella di Pietralata, area est della Capitale, di circa 36 ettari, più altri 10 da aggiungere, vicina alla stazione Tiburtina e ben collegata al resto della Capitale da due fermate della metro B e presto anche da un tram. Si tratta di una zona interna alla città, per quanto non centralissima, e l’impianto (che sarà modernissimo sul fronte della eco-sostenibilità) dovrebbe essere architettonicamente non troppo dissimile da quello dell’Arsenal.

Sulla capienza, i giochi sono ancora aperti. Ha detto l’assessore allo Sport del Comune, Alessandro Onorato:«Dopo i disastri del passato vogliamo evitare passi falsi. L’annuncio ci sarà al momento giusto. Lo stadio potrà avere tra i 40 e i 45 mila spettatori, ma questo si vedrà quando hai il progetto e un sano lavoro di collaborazione con tutti gli enti coinvolti. La cosa più bella di questa proprietà è che ha veramente un grande rispetto per il tifo e hanno voglia di lavorare seriamente». Tutto vero, ma se l’effetto Mourinho sta facendo lievitare gli abbonamenti verso quota 40 mila, basterà un impianto così a far fronte a un popolo giallorosso di nuovo innamorato?