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Con Dybala e Pellegrini corner e punizioni letali

Sono passati anni ma Mourinho non è mai cambiato. Vuole concretezza. Come scrive La Gazzetta dello Sport, per questo le palle inattive sono importanti e di conseguenza sfrutta due fattori: Dybala e Pellegrini. Ma anche le capacità fisiche di AbarhamSmallingMancini ed Ibanez. Non è un caso che da quando c’è in panchina il portoghese la Roma abbia segnato 22 volte da palla inattiva. In questo campionato su 6 gol, 3 sono stai messi dentro da corner.

Da quando c’è Dybala, poi, ha anche una soluzione in più per i calci da fermo. Oggi è lo stesso Pellegrini a voler trovare il gol per brindare al meglio le 200 partite con la Roma, di cui 71 da Capitano. Inoltre Mourinho si aspetta e spera che le punte diventino più prolifiche e per questo, attraverso gli schemi, cerca di metterle a proprio agio.

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Ricarica Mou. Le mosse di José spingono la Roma

Dopo gli ultimi passi falsi Mourinho ha deciso di usare più la carota con i suoi ragazzi. Come scrive La Gazzetta dello Sport, si è reso conto che la squadra è un po’ scarica emotivamente, che ha faticato nelle reazioni. A Udine a fine partita è andato a consolare i suoi uno per uno, in Bulgaria non ha mai affondato il colpo. In questa opera di ricostruzione mentale si è affidato a Pellegrini su tutti, ma anche a Mancini e Cristante. Si può sorridere anche per i rientri di Zaniolo e Abraham. L’azzurro partirà dalla panchina e forse ci resterà per tutta la partita. Rischiarlo è prematuro ed è possibile che Nicolò torni giovedì.

La Roma fino ad ora ha faticato a centrocampo. I due mediani devono coprire molte zone e alla lunga vanno in affanno. In più Matic e Cristante sono troppo simili. Serve uno che strappi e l’ideale era WijnaldumOra sembra sia scattato il momento di CamaraMourinho è stato chiaro, da qui alla sosta vuole tre vittorie in altrettante partite. C’è bisogno di chiedere gli straordinari a qualcuno e tra questi c’è Smalling. Con lui non riposeranno mai neanche Mancini ed Ibanez.

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Roma, recuperati Zaniolo ed Abraham

La Roma è partita dopo la rifinitura mattutina per Empoli. Nicolò Zaniolo è tornato tra la lista dei convocati ed è partito insieme alla squadra. Presente anche Abraham. Assenti Karsdorp e Zalewski.

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Da Razgrad con furore e fame di gol: Shomurodov alla riconquista di Mourinho

Un raggio di sole nel bugio di Razgrad. Come scrive La Gazzetta dello Sport, c’è sempre una rinascita peri centravanti meno utilizzati: prima o poi, arriva. E se le ragioni della discontinuità sono legate principalmente ad esigenze d’organico e a scelte di mercato in attacco, allora il ritorno al gol di Eldor Shomurodov assume ancor più valore.

Perché contro il Ludogorets, all’esordio in Europa League, il talento voluto la scorsa stagione espressamente da José Mourinho si è scaricato dalle spalle in 23′ una scimmia che lo perseguitava da tempo: l’anonimato. Brutta storia per un centravanti che vive di gol.

Ma il suo in Bulgaria, in fondo, non può stupire. Nella scorsa A, la punta ha firmato 3 reti in 766’: bottino imparagonabile col rendimento di Muriqi con la Lazio (0 in 206’); meglio di quanto fatto dal compagno di squadra  El Shaarawy (3’ in 1.045’), da Lasagna col Verona (2 in 1.174’) o da Cabral con la Fiorentina (2 in 749’); in linea con Piatek sempre in viola (3 in 736’), Petagna col Napoli (3 in 560’) e non lontano da Sanchez all’Inter (5 in 866’). Ed ora vuole riconquistare Mourinho con tutto il furore possibile.

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Zaniolo spera nella convocazione. E Karsdorp prova il recupero

La parola d’ordine è solo una: stringere i denti per arrivare alla sosta nel migliore dei modi possibile. Come scrive La Gazzetta dello Sport, gli infortuni di Kumbulla, El Shaarawy e Zaniolo, infatti, stanno pesando tanto sulle (mancate) rotazioni che vorrebbe fare José Mourinho.

Domani a Empoli, comunque, oltre allo scontato rientro da titolare di RuiPatricioKarsdorp dovrebbe riprendersi il posto sulla fascia, ma la staffetta con Celik non è affatto da escludere. A sinistra, invece, toccherà a Spinazzola, visto che Zalewski, causa affaticamento muscolare, forse non partirà neppure per la trasferta.

In mezzo al campo, poi, uno fra Cristante e Matic dovrebbe lasciare il posto all’esordio dal primo minuto di Camara. In attacco, infine, detto che Zaniolo prova a essere convocato (anche se ieri non ha lavorato in gruppo) dal via rientra Abraham.

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Chiamateli tifosi-express: la risposta alle sconfitte è un altro esodo giallorosso

Oltre tremila romanisti domani a Empoli che coloreranno di giallorosso il lato Sud dello stadio Castellani. Oltre 40mila giovedì contro l’Helsinki in Europa League. Il tutto esaurito, scrive La Gazzetta dello Sport, tra una settimana all’Olimpico contro l’Atalanta. Se, in campo, la squadra di Mourinho ha stentato nelle ultime due partite contro Udinese e Ludogorets, sugli spalti i romanisti continuano ancora a credere che questa stagione possa essere bellacome quella passata.

O, magari, anche di più. In ogni caso: “Mai schiavi del risultato”, come recitava dieci anni fa uno striscione che ben rappresentava il credo dei tifosi. Da sempre e per sempre. I romanisti hanno riempito il settore ospiti di Salerno all’esordio, erano in tremila a Udine (di domenica sera, non la più agevole delle trasferte), in duemila a Torino, in seicento in Bulgaria e saranno oltre tremila di lunedì sera a Empoli. 

Un modo, l’ennesimo, per essere accanto alla squadra anche lontano dall’Olimpico. Nonostante gli ultimi due ko siano arrivati proprio in trasferta e nonostante i prezzi dei biglietti (45 euro) non siano proprio popolari.

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No Abraham, no party: Mourinho ritrova Tammy ad Empoli

Servono i suoi scatti, la sua gioia di giocare a calcio, accompagnata da quella serenità espressa da sorrisi e smorfie che contagia compagni di squadra e tifosi. O forse, scrive Il Messaggero, senza volerci girare troppo intorno e limitandosi al prosaico, i suoi gol. Mettetela come preferite: alla Roma in crisi d’identità – dopo il doppio ko di Udine Razgrad – serve ritrovare il vero Abraham.

Quello dei 27 gol stagionali al primo anno in Italia ma soprattutto quello al quale erano bastati appena 90 minuti al debutto contro la Fiorentina, per far dimenticare un certo Dzeko, ex capitano e terzo marcatore del club dopo Totti Pruzzo con 119 reti in 260 partite giallorosse. Chissà se Tammy avrà tempo e forza di insidiare il podio del gotha romanista per eccellenza. Ciò che più conta oggi è il presente. E il presente si chiama Empoli.

La Roma deve scrollarsi di dosso il grigiore che l’ha accompagnata in questa settimana. E chi meglio dell’imprevedibile Tammy può tornare a colorare i sogni dei tifosi romanisti? Lo scorso anno al gigante di Camberwell bastarono 9 minuti (dal 24′ al 33′) al Castellani per regalarsi la quarta doppietta stagionale (alla fine sono state 6). Ora ci riprova.

Giovedì la Roma l’ha vista in tv, per un trauma contusivo alla spalla riportato nel match alla Dacia Arena che ha consigliato Mourinho di risparmiargli il viaggio in Bulgaria Ieri è tornato ad allenarsi insieme ai compagni, candidandosi per domani ad una maglia da titolare. Lo ‘zio’ Mou ci conta.

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Zaniolo ci prova, Camara si scalda

Fuori Zalewski, dentro Camara. E forse Zaniolo. Come riporta Il Corriere dello Sport, nei lavori in corso a Trigoria, Mourinho sta valutando qualche novità nella squadra che giocherà domani sera a Empoli. A sinistra giocherà Spinazzola, che è chiamato a una partita d’orgoglio dopo l’inizio di stagione (comprensibilmente) stentato.

Ma la vera priorità è sistemare il centrocampo, per non essere obbligati ad accoppiare un’altra volta Cristante Matic. Potrebbe, dunque, essere scattata l’ora del debuttante: Mady Camara, dopo i due spezzoni incoraggianti contro Udinese Ludogorets, potrebbe giocare la prima partita da titolare nella Roma. Due settimane di allenamenti con i nuovi compagni gli sono serviti per raggiungere una buona condizione atletica e per integrarsi nei meccanismi necessari.

È lui, più di Bove che pure meriterebbe di giocare, il principale indiziato alla promozione, probabilmente al posto di Cristante che è stato uno dei responsabili dell’assurdo gol subito a Razgrad, il primo

Sicuro è il rientro di Abraham, che ha smaltito la contusione alla spalla. Probabile anche quello di Karsdorp, che era stato esentato dalla trasferta bulgara per precauzione. Il grande punto interrogativo resta invece Nicolò Zaniolo che negli ultimi giorni si sta allenando con grande intensità per ritrovare il prima possibile un accettabile stato di forma. La spalla lussata è praticamente guarita. In base all’allenamento di rifinitura, stamattina, Mourinho deciderà se utilizzarlo, magari a partita in corso.

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Totti: “Non sono stato io il primo a tradire. Ilary si è portata via i miei Rolex, io le ho nascosto le borse”

“La storia della separazione per me non è gossip. Per me è carne e sangue – dice Francesco Totti intervistato da Aldo Cazzullo su Il Corriere della Sera -.  C’è di mezzo la mia vita. Ci sono di mezzo tre persone che io amo più di me stesso: i miei figli, che voglio proteggere in ogni modo. E c’è un amore durato vent’anni. Tutto mi sarei aspettato, tranne che finisse così”.

Ne parlano tutti. “Tutti, tranne me. Non ho ancora detto una parola. Avevo detto che non avrei parlato e non l’ho fatto. Ma ho letto troppe sciocchezze, troppe bufale. Alcune hanno anche fatto soffrire i miei figli. Ora basta”.

Quali sciocchezze? “Molte, in particolare una: che il colpevole della rottura sarei soltanto io. Che il matrimonio sarebbe finito per colpa del mio tradimento. Non sono stato io a tradire per primo. Poi tornerò a tacere. Qualunque cosa mi sarà replicata, starò zitto. perché le mia priorità è tutelare i miei figli”.

Lei e Ilary siete l’argomento dell’anno perché eravate bellissimi. Pareva una fiaba: il calciatore più amato, la star della tv. “Le fiabe non esistono. Abbiamo avuto alti e bassi, come ogni coppia. Poi qualcosa si è rotto”.

Quando? “La crisi vera è esplosa tra marzo e aprile dell’anno scorso. Ma io soffrivo da tempo”.

Perché? “Tutto è iniziato nel 2016. Dal mio penultimo anno da calciatore. Smettere non è facile, è un po’ come morire. Poi ho cominciato a lavorare come dirigente. La rottura con la vecchia proprietà fu traumatica, come dover abbandonare la propria casa. Ero fragile, mi mancavano i riferimenti, e llary non ha capito l’importanza di questo dolore. Poi è arrivato il 12 ottobre 2021”.

Cos’è successo il 12 ottobre? “E morto papà mio. Di Covid. E io l’ho visto l’ultima volta il 26 agosto. Sapevo che stava male, e non potevo fargli visita. Papà mio per me c’era sempre, non perdeva una trasferta. A me non faceva mai un complimento, ma con gli altri era serissimo: Francesco è il numero uno, diceva. Poi ho preso il Covid pure io, in forma violenta: 25 giorni chiuso in casa, stavo per finire all’ ospedale. Per me è stato un periodo tremendo. Per fortuna c’erano i figli. Finalmente ho potuto stare più tempo con Cristian, Chanel e Isabel. Mia moglie invece, quando avevo più bisogno di lei, non c’è stata. Nella primavera siamo andati in crisi definitivamente. L’ultimo anno è stato duro, non c’era più dialogo, non c’era più niente”.

E lei, Totti, non ha commesso errori? “Certo. Quando si rompe, si rompe in due: 50 e 50. Avrei dovuto stare di più con lei, da solo. lnvece nei weekend organizzavo con gli amici. C’era anche Ilary, ma avrei dovuto portarla a cena, dedicarle più situazioni”.

Lei, Totti, aveva une storia con Noemi Bocchi. “Non è così”.

Dagospia ha pubblicato una foto in cui a dicembre 2021 siete seduti poco distanti allo stadio. “Noemi non era allo stadio con me. Siamo arrivati con auto diverse, avevamo posti diversi, le pare che mi porto allo stadio l’amante? Comunque è vero che la conoscevo già e la frequentavo, ma con gli amici del paddle. La nostra storia è iniziata dopo Capodanno e si è consolidata nel marzo 2022. Ripeto: non sono stato io il primo a tradire. A settembre dell’anno scorso sono cominciate ad arrivarmi le voci: guarda che Ilary ha un altro. Anzi, più di uno. Mi pareva impossibile. Invece ho trovato i messaggi”.

Lei spiava il telefonino di sua moglie? “Non l’avevo mai fatto in vent’anni, né lei l’aveva mai fatto con me. Però quando mi sono arrivati avvertimenti de persone diverse, di cui mi fido, mi sono insospettito. Le ho guardato il cellulare. E ho visto che c’era una terza persona, che faceva da tramite tra Ilary e un altro”.

Chi era? “Non mi faccia dire il nome. È una persona totalmente diversa da me, che appartiene a un mondo lontanissimo dal mio, e per fortuna. È stato uno choc. Non solo che Ilary avesse un altro; ma che potesse avere interesse per un uomo del genere. Eppure l’ha avuto”.

E siete andati per avvocati. Lei ha affiancato Annamaria Bernardini De Pace a un suo legale storico, Antonio Conte. “Cercavo un accordo. Non volevo finire in Tribunale. Così ho proposto: pensiamo prima ai figli, lasciamo la casa a loro, e noi ci alterniamo, facciamo tre giorni per ciascuno. Non volevo vedere i ragazzi con la valigia in mano, tra l’Eur e Roma Nord. Ma Ilary ha detto no. Allora le ho proposto di dividere la casa, in fondo è grande. Oppure di prenderne una tutta per lei. Niente da fare: in casa vuole restare soltanto lei, e basta. Poi non ci siamo più parlati, perché è partita con la sorella per la Tanzania. Una vacanza pagata da me”.

Che sarà mai… “Non è tutto qui. Con suo padre è andata a svuotare le cassette di sicurezza, e mi ha portato via la mia collezione di orologi. Non ha lasciato neanche le garanzie, neanche le scatole”.

Gli orologi? “Ci sono alcuni Rolex di grande valore. Sostiene che glieli ho regalati; ma se sono orologi da uomo… Mi rifiuto di pensare che sia questione di soldi. Semmai, è un dispetto”.

E lei cos’ha fatto? “E che dovevo fare? Le ho nascosto le borse, sperando in uno scambio… (Totti sorride) Ma non c’è stato verso”.

E adesso cosa succede? “Non lo so. Temo che con Ilary fnirà in tribunale. Spero ancora che si possa trovare un accordo e chiudere qui questa storia. Di sicuro, io adesso mi taccio. Non so se si è capito, ma questo pomeriggio mi costato sei mesi di vita. Avrei preferito mille volte darle un’intervista per parlare di calcio e della Roma, che porto sempre nel cuore”.

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GIOVANILI

Roma Primavera, pokerissimo a Napoli

Dopo il pareggio casalingo contro il Torino, la Roma Primavera raccoglie un grande risultato in trasferta. Gli uomini di mister Guidi infatti si sono imposti per 5-1 sul campo del Napoli. A segno per i giallorossi Cherubini in avvio, poi Cassano e una doppietta di Satriano, oltre ad un autogol di Barba. Per il Napoli Oberatin.