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Calciomercato

La Roma pensa alla permanenza di Llorente

Esperto, sempre pronto quando chiamato in causa. L’ascesa frenata dall’infortunio, il rientro convincente. In sei mesi Diego Llorente si è fatto apprezzare dalla Roma e dai tifosi giallorossi. Il difensore spagnolo, però, tornerà a Leeds. Gli accordi stabiliti a gennaio prevedono infatti il rientro nei Whites del neo proprietario della Sampdoria Radrizzani e freschi di retrocessione in Championship.

Come scrive il Corriere dello Sport, a Trigoria, però, valutano anche un’altra opzione. Vale a dire la permanenza. Qualora ci fossero determinati presupposti, infatti, Llorente potrebbe restare alla Roma anche nella prossima stagione.

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Rassegna stampa

Dybala, lacrime per la Roma: l’ha consolato Totti, parlerà con la società

Le lacrime di Paulo Dybala hanno toccato tutti i romanisti a casa e alla Puskas Arena. Perché sono state le lacrime di un campione che, nelle ultime settimane, ha lavorato sei ore al giorno (reali) con un unico obiettivo: giocare, segnare e portarsi a casa la coppa.

Le lacrime di Dybala hanno colpito perché per un giocatore che sei mesi fa ha vinto il Mondiale forse una finale di Europa League poteva non essere la partita della vita e invece Paulo l’ha trattata come tale. Chiude il suo anno in giallorosso con 37 partite e 17 gol: è stato, quando è stato bene, l’anima e il cuore della Roma. E per questo ogni romanista spera che il pianto di Budapest fosse solo di tristezza e non di addio.

Come scrive il Corriere dello Sport, è chiaro che dovrà parlare con la società: ha un contratto, ma ha anche la promessa di sedersi di nuovo con il club. Stipendio e prospettive, magari neppure in questo ordine: cosa farà Dybala? Se lo chiedono tutti. Per adesso si sa cosa farà nell’immediato: niente nazionale, recupererà dal problema alla caviglia, resterà in Italia qualche giorno aspettando che la compagna Oriana termini i suoi impegni musicali, poi forse qualche giorno di mare ma è tutto in divenire.

Prima, come per Mourinho, ci sarà bisogno di capire programmi e prospettive. E, magari, a dargli una mano ci sarà Francesco Totti: è stato lui, dopo la partita, a consolare Paulo. Più di tutti.

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NEWS

I tifosi incontrano l’arbitro Taylor e lo insultano – VIDEO

Attimi di tensione e di paura ieri all’aeroporto di Budapest per Anthony Taylor, l’arbitro inglese della finale di mercoledì sera, intercettato e pesantemente insultato dai tifosi giallorossi prima dell’imbarco. “Vergognati”, “maledetto”, “testa di c…o”, alcuni dei tanti epiteti rivoltigli dalla gente ancora inferocita per l’esito del match contro il Siviglia e per la serata non troppo felice dell’arbitro.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, Taylor era seduto tranquillamente al tavolino di un bar con la famiglia, quando i tifosi romanisti lo hanno riconosciuto e hanno iniziato a riversargli addosso la rabbia per le sue (contestatissime) decisioni. Taylor, subito scortato dalla polizia, si è dovuto così rifugiare negli uffici aeroportuali, con la figlia (in lacrime) visibilmente scossa e un principio di rissa tra un uomo che lo accompagnava e un tifoso della Roma (colpito con un pugno). Alla fine mentre l’arbitro si riparava in una zona tranquilla sono volate anche sedie e acqua.

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Rassegna stampa

Abraham e lbanez via per fare cassa. Pochi quelli sicuri della conferma

Le parole di José Mourinho, nel dopo Siviglia-Roma, sono state chiarissime. Primo: pretende in tempi brevissimi («Da lunedì sono in vacanza») un colloquio con i Friedkin per pianificare il futuro, tanto più con il contratto in scadenza a giugno 2024. Secondo: vuole più poteri sulla gestione anche del calciomercato e meno esposizione come unico difensore del club contro quella che lui ritiene una vera crociata degli arbitri contro di lui e contro la Roma. Terzo, last but not least: una campagna acquisti che consenta alla squadra di lottare per lo scudetto. (…)

Come scrive il Corriere della sera, i suoi fedelissimi sono: Rui Patricio, Mancini, Smalling, Cristante, Matic, Pellegrini e Dybala (che però ha una clausola rescissoria). Karsdorp e El Shaarawy possono essere buone alternative in panchina. La lista dei dubbi comprende un nome pesante: Abraham, che ha reso molto meno della stagione scorsa. (…)

Così come Ibanez, che al di là di errori spesso marchiani ha fisico, margini di crescita ed è adatto a un calcio come quello inglese che si basa sull’esplosività. La Roma, per rientrare nell’accordo con l’Uefa sul Financial Fair Play deve fare 40 milioni di plusvalenze entro il 3o giugno. C’è poi il discorso dei giovani: Bove, Zalewski e Tahirovic sono stati fatti crescere anche sotto il profilo del valore commer-ciale. Un po’ meno Volpato. Possono essere ceduti per fa-re plusvalenze secche. (…) Non rientrano nei piani di Mou, soprattutto se tornerà a giocare con la difesa a 4: Kumbulla, Spinazzola (ha un solo anno di contratto e non ci sono garanzie sulla sua tenuta), Solbakken e la lunga lista dei ritorni dai prestiti che contiene Shomurodov, Villar, Carles Perez, Reynolds, vert, Vina, Reynolds. Particolare il caso di Belotti: è arrivato a parametro zero con clausole per il rinnovo au-tomatico di contratto. Non è detto che, una volta riscattato, non si cerchi per lui una soluzione altrove. (…)

Wijnaldum non sarà riscattato. I rapporti tra Roma e Paris Saint-Germain sono ottimi, potrebbe restare con un nuovo prestito ma il suo ingaggio, paragonato al rendimento, non è certo un affare per la Roma.

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Rassegna stampa

Mourinho pronto a restare. Ma chiede garanzie tecniche

I giorni di Mourinho. Quelli dove lo Special One e, soprattutto, le sue richieste, devono prendersi la scena e chiarire una volta per tute quale sarà il futuro del portoghese. Oltre alla ferita profonda e sanguinosa di una sconfitta ai calci di rigore, il post partita della finale di Budapest ha aperto definitivamente il campo delle discussioni attorno al futuro di José Mourinho, con il tecnico coinvolto in prima persona attraverso le dichiarazioni dello stesso. «Vado in vacanza lunedì, poi se fino a lunedì abbiamo tempo di parlare. Sennò vado in vacanza e dopo si vedrà. Io devo lottare per loro e non dirti obiettivamente che rimango. Ho detto alla società che la prima a sapere di un eventuale contatto con il club sarà lei. A dicembre ho parlato con lei quando c’era la nazionale portoghese. Dopo non ho più parlato perché non ci sono contatti. Ho un anno di contratto e la situazione è questa». Parole nette quelle del tecnico pronunciate a caldo dopo la sconfitta, che però vengono mitigate e corrette nella conferenza stampa, quando Mou parla a cuore aperto ai giornalisti presenti, con un virgolettato semplice nel contenuto ma incisivo e, nelle sue idee, risolutivo. «Voglio rimanere però i miei giocatori meritano di più e anche io merito di più e voglio lottare per qualcosa in più. Sono stanco di essere allenatore, uomo della comunicazione, la faccia che dice “siamo stati derubati”. Sono un po’ stanco di essere tanto, ma io voglio rimanere con determinate condizioni per dare di più». Più chiaro di così era davvero difficile. Mou, a stagione praticamente finita, ha scoperto le carte anche pubblicamente, dopo che da settimane serpeggiavano voci attorno alla sua volontà. Lo Special One a Roma sta bene, anzi, benissimo, e l’aspetto dell’empatia e della costruzione del gruppo in questa fase della carriera ha molto più spazio rispetto al passato. Ma non è l’unica cosa che conta. E non si tratta soltanto di soldi da investire sul mercato o di campioni da portare a Roma. La pressione in fase di calciomercato il portoghese la metterà sempre. Ma le sue richieste sono state chiare. Serve un aiuto da parte del club, il tecnico è stanco di lottare da solo contro decisioni arbitrali, di difendere sempre e solo inprima persona il suo gruppo.

Come scrive il Tempo, tra le garanzie richeste ai Friekdin c’è quella di mettere mano alla società, portando anche uomini che sappiano farsi sentire di più rispetto a quello che accade oggi. Poi c’è il mercato, certo, magari attraverso nuovi legami con personaggi influenti del calcio che possano aiutare nelle compravendite. La proprietà lo ha sempre saputo, ma ora il grido di Mou è stato reso pubblico: è il momento di un confronto. A giugno sarebbe stato tardi, secondo il Mourinho di qualche mese fa, ma l’assenza di altre proposte ha fatto prolungare anche il suo tempo di attesa. Lunedì il portoghese partirà per le vacanze, durante le quali (a detta sua) non vuole essere disturbato.

Ma appare difficile immaginare che una chiamata del presidente non venga presa in considerazione. Non è da escludere, anche se complicato, che ci si possa confrontare entro lunedì, quando ci sarà il rompete le righe di fine stagione. Sono proprio questi, perciò, i giorni di Mourinho, con una differenza non indifferente: la sua volontà è chiara, vuole restare. Vuole restare perché è innamorato dei suoi calciatori, è convinto che la Serie A sia un campionato attaccabile e che anche senza Champions si possa provare a vincere in Italia. Il confronto con la proprietà sarà essenziale, ma c’è cauto ottimismo sull’esito della chiacchierata tra José e Mr. Dan. «Lo dico onestamente, penso che ci siano più possibilità che mi vediate dopo lunedì. Lunedì vado via, ma le mie cose restano a Trigoria». Il dolore della finale misto all’orgoglio di Mourinho e dei suoi, che già prima del match con il Siviglia conoscevano il suo volere. E ora sperano di poter contare ancora per un po’ sul loro condottiero.

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Interviste

Pinto: “Direzione di Taylor non equilibrata”

Dopo le parole di Mourinho arriva finalmente anche un sussulto societario. Tiago Pinto, GM del club, ha parlato ai microfoni dell’Ansa in merito agli episodi arbitrali della finale col Siviglia: “Noi come AS Roma non desideriamo mettere in discussione i meriti del Siviglia, crediamo che con i nostri avversari abbiamo dato vita a una grande finale, onorando al meglio il palcoscenico che ci offre la Uefa. Non siamo soliti commentare a caldo questo genere di situazioni, ma nella giornata di oggi abbiamo analizzato sia gli episodi più eclatanti sia quelli in apparenza meno evidenti e risulta chiaro che la direzione di gara dal punto di vista disciplinare non è stata equilibrata“.

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Esclusive

Esclusiva Retesport – Candela: ”Mi auguro Mourinho rinnovi il contratto. La Roma è stata superiore al Siviglia”

Vincent Candela è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport per commentare la sconfitta della Roma contro il Siviglia in finale di Europa League. Di seguito le parole dell’ex terzino giallorosso.

”La Roma è stata all’altezza del Siviglia che ha vinto tante Europa League. È un momento difficile in cui bisogna stare tutti insieme. Ha esordito Candela”

La Roma si è battuta bene

La squadra ha iniziato alla grande: meritava di fare anche un altro gol. Poi è arrivato l’autorete, ma la Roma ha reagito e ha combattuto fino alla fine. Chapeau alla squadra.

Da dove si può ripartire? Si riparte dal percorso fatto, da come è iniziata la gara, da come hanno fatto gruppo nonostante le difficoltà. Dybala ha stretto i denti e ha fatto comunque la differenza. La finale di Europa League non si fa per caso. Non credo alla fortuna se la Roma è arrivata lì è perché ha meritato ed è stata più forte del Feyenoord, del Leverkusen e anche del Siviglia stesso nonostante il risultato.

La Roma è rimasta senza rigoristi…

Si purtroppo non c’erano i 3 calciatori più esperti: Matic, Dybala e il capitano Lorenzo Pellegrini. È stato un peccato.

Si riparte con Mourinho?

Spero si riparta con lui. Mi auguro possa rinnovare il contratto, questo trasmetterebbe entusiasmo. Così si ripartirebbe tutti insieme.

I tifosi? Anche io mi sento tale e allo stadio ero in questa veste. Sono fiero della squadra, i sostenitori della Roma hanno fatto la loro parte. Dobbiamo migliorare altrimenti avremmo vinto, spesso ci si accontenta, per cui, mi auguro si possa continuare a crescere per cambiare ciò che non è andato. Non è il momento di dare colpe: si vince e si perde tutti insieme.

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Esclusive

Di Livio: ”Taylor si deve vergognare ha indirizzato la finale. Mi ha ricordato Moreno”

Angelo Di Livio ha commentato la sconfitta della Roma in finale di Europa League contro il Siviglia ai microfoni di Retesport. L’ex calciatore della Primavera giallorossa ha ricondotto il risultato finale alla conduzione di gara dell’arbitro Taylor. Di seguito le sue parole.

”La Roma ha fatto quello che doveva: ottimo primo tempo poi nella ripresa è calata un po’. I giallorossi hanno subito un furto enorme. Comprendo lo sfogo di Mourinho e sono d’accordissimo con lui. Taylor è stato scandaloso, mi ha ricordato Moreno. L’arbitro ha indirizzato la partita come voleva lui, tanti episodi sono scandalosi: la mancata ammonizione a Lamela e il rigore di mano né sono un esempio. La Roma è stata scippata non mi vergogno a dirlo. Sono rimasto deluso da qualche testata giornalistica che non ha messo in evidenza tutto questo. Taylor si deve vergognare ha rovinato una finale.

Ha aggiunto Angelo Di Livio: ”Non ho compreso il motivo per cui due difensori hanno calciato i rigori: Belotti, El Shaarawy e Wijnaldum avrebbero dovuto essere al loro posto. I migliori tendenzialmente calciano all’inizio e poi si presenta chi è meno bravo tecnicamente.


Wijnaldum? Ieri è stato goffo e lento, anche a Firenze aveva questa postura. Sono sicuro che qualcuno si sia tirato indietro per non tirare il rigore.

Abraham? Ha commesso un grave errore sotto porta: certi gol si devono fare.

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NEWS

Mourinho-Ryan Friedkin, rapida stretta di mano dopo la finale. Dan via dallo stadio al termine del match

Prima il discorso alla squadra in campo (“Resto qui per voi”), poi le lacrime tra un’intervista e la conferenza stampa, fino alla maglietta regalata a un bambino e al ritorno in aereo a Roma. È stato questo il post partita di José Mourinho, alla prima finale di una grande competizione europea persa nella sua storia da allenatore.

Come riporta ilcorrieredellosport.it, lo Special One ha cercato innanzitutto di tirare su il morale dei calciatori, ribadendo loro: “Siamo noi, siamo solo noi”.

Al termine del match, il portoghese ha anche incontrato il vice presidente della Roma, Ryan Friedkin, con cui ha scambiato una rapida stretta di mano, mentre il presidente Dan è andato via come è solito fare.

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Dall’Inghilterra, Mourinho rischia la squalifica per gli insulti a Taylor

Mourinho rischia di essere squalificato dalla UEFA per la sfuriata nei confronti dell’arbitro Anthony Taylor avvenuta nel parcheggio della Puskas Arena. Al termine della finale di Europa League persa ai calci di rigore, il tecnico della Roma ha definito il direttore di gara una ”fottuta disgrazia”.

Il Presidente della Commissione Arbitri UEFA – Roberto Rossetti – ha allontanato l’allenatore portoghese e ha cercato di calmarlo. Come riporta Mirror.co.uk, la federazione calcistica europea ha confermato che aspetterà il rapporto di Taylor prima di intraprendere ulteriori azioni nei confronti dello Special One, ma la sua condotta potrebbe essere sanzionata. Mourinho rischia una multa e una squalifica. Probabilmente la decisione sarà comunicata la prossima settimana, dopo uno studio del video della scena e il rapporto dell’arbitro.