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Friedkin assenti con la Juve. Dan manca da un anno nelle gare casalinghe

Al contrario di quanto ventilato alla vigilia, Dan e Ryan Friedkin non erano presenti all’Olimpico ieri sera.

I proprietari giallorossi secondo alcune fonti di informazione sono attesi nei prossimi giorni, tra stadio, derby e la scelta del prossimo allenatore, ma come sempre la loro agenda e i relativi piani di volo restano segretissimi.

Di certo, mentre il figlio Ryan recentemente in più di un’occasione ha assistito live alle sfide dei giallorossi all’Olimpico, il padre Dan è realmente assente da circa un anno. L’ultima apparizione allo stadio è stata in occasione di Roma-Sassuolo 1-0 dello scorso campionato.

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Friedkin-Ranieri, un vertice per risistemare la Roma: ecco le richieste del tecnico

Un incontro voluto su terreno neutro, ma comunque molto caro ad entrambi. Ranieri e Friedkin ieri si sono seduti, a tu per tu, al tavolo di una lussuosa suite presso il Claridge’s, hotel a cinque stelle nella zona extralusso di Mayfair.

Un vertice che ha costretto Ranieri – che vive da sempre ai Parioli con la moglie – a raggiungere Londra in fretta e furia, quando Dan ha sciolto gli indugi intorno all’ora di pranzo nella giornata di martedì.

Un confronto a cui hanno partecipato dapprima solo Ranieri e Friedkin, poi anche Ryan – vicepresidente – un paio di fidati collaboratori della proprietà e Florent Ghisolfi arrivato all’ultimo momento in terra inglese.

Al di là dell’aspetto economico e delle clausole burocratiche del contratto fino a giugno, diverse fonti di informazione raccontano che Ranieri è sceso più nello specifico, ponendo alla proprietà diverse questioni legate all’organizzazione interna del club e al prossimo mercato.

Ciò che Ranieri ha chiesto è una serie di garanzie dalla proprietà sul piano di rafforzamento, non tanto della squadra quanto della compagine societaria. Sull’impegno e sull’interesse, insomma. I due Friedkin con i loro collaboratori più fidati e con Ghisolfi, arrivato all’ultimo momento, lo hanno rassicurato. 

Ranieri vorrebbe nell’immediato almeno un nuovo dirigente che possa supportarlo. E la figura dovrebbe essere quella del CEO, con Antonello in pole.

Nel prossimo futuro si capirà se sempre da Ranieri partirà la ristrutturazione anche dell’area sportiva e la scelta del nuovo allenatore.

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Friedkin spegne le voci arabe: la Roma non è in vendita

Il messaggio che arriva da Trigoria, veicolato dalla proprietà, è sempre lo stesso e non è stato scalfito dalle nuove indiscrezioni sul futuro assetto societario rilanciate ieri pomeriggio da Repubblica.

‘La Roma non è in vendita’, così Dan Friedkin respinge e spegne nuovamente sul nascere le voci del possibile avvento di una nuova proprietà araba. Bluff o verità, lo scopriremo nelle prossime settimane.

Nonostante in ambienti finanziari circoli con insistenza l’indiscrezione di una presunta trattativa tra gli imprenditori texani e un’entità saudita, l’esperienza giallorossa della famiglia Friedkin non sembra essere agli sgoccioli, anzi. L’obiettivo di Dan sarebbe quello di attrarre nel club un potenziale socio di minoranza, idea che però si scontra con le potenzialità economiche e le modalità operative di fondi d’investimento come quello sovrano dell’Arabia Saudita, con disponibilità economiche sostanzialmente illimitate, o quasi.

Un altro dato è certo: tra voci, presunte offerte millantate da personaggi non proprio edificanti in termini di curriculum vitae, potenziali manifestazioni d’interesse, nessuno finora ha mai presentato un’offerta formale ai Friedkin, che difficilmente si siederebbero a valutare la possibilità di cedere le quote di maggioranza della Roma per meno di 1,2 miliardi di euro.

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I texani a Trigoria: Friedkin in volo a caccia di sponsor

Dan Friedkin apre le porte di Trigoria ai texani. Negli ultimi tre giorni il Fulvio Bernardini privo di giocatori e staff tecnico si è trasformato nel quartier generale a stelle e strisce del proprietario della Roma e dei suoi dieci ospiti americani. Uomini d’affari, investitori, amici e piloti: i texani sono stati invitati da Friedkin per una visita del centro sportivo, riunioni nel lussuoso ufficio del patron, voli acrobatici ma anche apprezzati momenti di svago.

Come quello di ieri sera, con una cena tipicamente americana a base di carne cucinata con il barbecue. (…) Dieci texani hanno potuto quindi godere dell’ospitalità di Dan Friedkin, che non apre le porte del suo centro sportivo a tutti. Hanno udienza solo gli amici più stretti, i suoi collaboratori, e naturalmente uomini d’affari. Non è un mistero che la Roma stia cercando nuovi sponsor per la Roma, introiti e ricavi che possano così fermare l’emorragia di perdite nel bilancio e che hanno costretto il club anche a siglare un settlement agreement con la Uefa.

E allora invitare amici e potenziali investitori a respirare e vivere il clima di Trigoria, spiegando le potenzialità della squadra e del club, è sicuramente un modo per aumentare la visibilità del club e stringere nuove alleanze. Come scrive il Corriere dello Sport, Friedkin non cerca soci, non ne ha bisogno: ha un piano da quando ha comprato la Roma e vuole portarlo avanti. Ma naturalmente ha bisogno anche di un maggior ritorno dal reparto marketing. Non a caso nelle ultime stagioni sono cambiate tante figure nel settore, e saranno diversificate anche alcune strategie che fin qui non hanno dato i frutti sperati. Basti pensare che due dei tre sponsor più importanti sono Toyota e Auberge Resorts Collection, portati direttamente dal presidente texano.

Lo scorso novembre la Roma è volata in Giappone per cercare nuovi accordi commerciali e aumentare la visibilità del brand AS Roma, così farà anche questa estate nel suo viaggio in Asia tra Singapore e Corea del sud. Tra partite ed eventi, il club conta di creare nuove possibili collaborazioni utili sia per il settore sportivo che quello marketing. I dieci texani invitati dai Friedkin hanno avuto modo di conoscere Trigoria, la Roma e Roma. Ma non solo. Anche Pratica di Mare.

Negli ultimi tre giorni infatti la comitiva ha preso parte anche alla festa per il centeseiesimo anniversario dell’Aereonautica Militare, un evento a cui ha preso parte anche la Roma proprio con il suo presidente e l’Horsemen Flight Team, la sua pattuglia acrobatica nata nel 1994 composta appunto da Friedkin (pilota destro), Jim Beasley Jr. (capoformazione) e Ed Shipley (pilota sinistro), anche loro presenti alla cena a Trigoria.

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Mourinho-Ryan Friedkin, rapida stretta di mano dopo la finale. Dan via dallo stadio al termine del match

Prima il discorso alla squadra in campo (“Resto qui per voi”), poi le lacrime tra un’intervista e la conferenza stampa, fino alla maglietta regalata a un bambino e al ritorno in aereo a Roma. È stato questo il post partita di José Mourinho, alla prima finale di una grande competizione europea persa nella sua storia da allenatore.

Come riporta ilcorrieredellosport.it, lo Special One ha cercato innanzitutto di tirare su il morale dei calciatori, ribadendo loro: “Siamo noi, siamo solo noi”.

Al termine del match, il portoghese ha anche incontrato il vice presidente della Roma, Ryan Friedkin, con cui ha scambiato una rapida stretta di mano, mentre il presidente Dan è andato via come è solito fare.

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Ansia Roma: Mou ha preparato tre formazioni per la finalissima

Il countdown è agli ultimi minuti, quelli in cui sale vertiginosamente l’ansia e in cui aumentano i battiti cardiaci. Oggi la Roma raggiungerà Budapest dove, domani, giocherà la finale di Europa League col Siviglia, nella sfida che può portare in Paradiso o all’Inferno i due club ormai fuori dalla zona Champions.

Prima di imbarcarsi per l’Ungheria andrà in scena l’allenamento di rifinitura a Trigoria e l’ultimo provino per Dybala, che non sente più dolore alla caviglia partirà di sicuro così come il rientrante Spinazzola. Da capire quanti minuti la Joya avrà nelle gambe e la strategia da adottare in una gara potenzialmente lunghissima. Due le possibilità: farlo partire dall’inizio per provare a dare subito un indirizzo al match o preservarlo per la seconda parte che potrebbe durare fino ai rigori contro un Siviglia che dovrà fare a meno solo di Acuna.

In una Trigoria blindata Mourinho (che parlerà alle 17:45 in conferenza stampa) ha studiato due-tre formazioni da mutare a partita in corso. I dubbi riguardano soprattutto il ballottaggio Ibanez-Llorente e la presenza di Bove che infoltirebbe un centrocampo completato da Matic e Cristante lasciando a Pellegrini il ruolo di creatore di occasioni per Abraham in caso di iniziale esclusione di Dybala. L’altra incognita è El Shaarawy che dovrebbe partire titolare: a sinistra o nella linea dei trequartisti.

Come scrive Leggo, si aggregheranno al gruppo anche gli infortunati cronici Kumbulla e Karsdorp oltre ovviamente al presidente Dan Friedkin e a tutta la dirigenza. Si tratta dell’evento internazionale più importante della storia della Roma dalla finale di coppa Uefa del 1991.

Abituato a queste emozioni, Mourinho si gioca il sesto trofeo internazionale in carriera, il secondo di fila alla guida della Roma. Il futuro è fortemente in bilico (si vocifera di un addio imminente da annunciare dopo la finale) anche se si affievoliscono sempre più le voci che vorrebbero il Psg sulle sue tracce. «Con Mou è più facile vincere, ha trasmesso una mentalità pazzesca. Mi sarebbe piaciuto essere allenato da lui», ha ribadito ieri Totti al sito dell’Uefa. Un endorsement che potrebbe non bastare.

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Mourinho, ipotesi Psg: lo Special One si allontana dalla Roma e Campos lo corteggia

MOURINHO PSG – José Mourinho è nel mirino del Paris Saint-Germain, che ha deciso di silurare dopo un solo anno l’allenatore Galtier. A oggi non ha ricevuto offerte per raccoglierne l’eredità e tentare l’assalto all’agognata Champions League.

Come scrive il Corriere dello Sport, ma anche in Francia i media cominciano a parlare con insistenza di una lista di candidati, tra i quali il preferito sarebbe Zinedine Zidane. Mourinho è in corsa. E può anche arrivare a braccia alzate al traguardo se Nasser Al-Khelaifi, il presidente delegato dell’emiro qatarino, confermerà Jorge Campos alla direzione sportiva.

L’asse tra i due portoghesi è abbastanza solido, come dimostra la trattativa di qualche anno fa con il Milan. Campos, in quel momento destinato al ruolo di responsabile dell’area tecnica rossonera, era pronto a ingaggiare proprio Mourinho, che poi ha spiegato di aver “rifiutato la proposta dopo qualche ora di riflessione per rispetto dei tifosi dell’Inter”.

La Roma da parte sua resta in attesa. Dan Friedkin ha un rapporto diretto con Al-Khelaifi, suo alleato all’Eca nonché grande “sponsor” della nuova Ceo romanista Lina Souloukou, perciò verrebbe avvisato tempestivamente se davvero il Psg fosse interessato ad assoldare Mourinho.

La proprietà, forte di un contratto fino al 2024, non ha alcuna intenzione di muovere passi concreti verso l’allenatore finché i contorni progettuali non saranno nitidi. In sostanza se Mourinho, con una grande impresa, riesce a vincere l’Europa League riportando la Roma in Champions, verrà chiamato per negoziare un nuovo accordo.

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Mourinho, rinnovi e Champions: il mese verità

Trenta giorni per la verità. Nel prossimo mese la Roma dimostrerà se sarà una squadra Champions o da Europa League. E in parallelo anche la società dovrà sciogliere una serie dei nodi che nel giro di qualche settimana verranno a pettine. Uno su tutti è il futuro di José Mourinho che ha un altro anno di contratto, ma ha manifestato una certa insofferenza nel non aver potuto ancora incontrare la proprietà: «Vogliono parlare con me a giugno, perché finisce a giugno il campionato? Sinceramente mi sembra un po’ tardi», ha detto recentemente. Nonostante abbia firmato nel 2021 un triennale con scadenza 2024, il portoghese vuole parlare con Dan Friedkin e chiedergli quali saranno i programmi futuri, su quali giocatori potrà contare e che tipo di squadra costruirà Tiago Pinto qualora la qualificazione in Champions non dovesse arrivare.

Come scrive il Messaggero, al momento, però, Dan e José non si sarebbero né visti né sentiti al telefono. L’unico interlocutore del tecnico è Tiago Pinto che nei prossimi 30 giorni proverà a chiudere una serie di questioni ancora aperte: i rinnovi di Smalling ed El Shaarawy, pianificare il futuro di Abraham e Dybala, gettare le basi del mercato estivo e sapere con certezza chi allenerà la Roma la prossima stagione. Quest’ultimo è il nodo più importante da sciogliere, perché è vero che Mourinho ha il contratto fino al 2024, ma è anche vero che ci sono club (anche blasonati) che potrebbero strapparlo alla Roma a suon di milioni e campioni.

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Dan Friedkin presente alla riunione del comitato esecutivo dell’Eca

Dan Friedkin ha partecipato alla riunione del comitato esecutivo dell’Eca, l’associazione dei club europei, che si è tenuta ieri al ‘Wanda Metropolitano’ di Madrid per discutere dell’organizzazione delle coppe dal 2024 in poi. L’Eca, presieduta dal numero 1 del Psg Nasser Al-Khelaifi, ha riunito diversi tra i principali presidenti di squadre europee.

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Sampdoria-Roma, ecco i Friedkin a Marassi

Gli sguardi sono tutto un programma. Dan e Ryan Friedkin questa sera erano allo stadio per Sampdoria-Roma, match perso dai giallorossi 2-0.

Lo sguardo dei Friedkin non lascia spazio a interpretazioni: la delusione traspare, così come la rabbia per le sole tre vittorie della squadra nelle ultime dieci partite di campionato

2.5.2021 Sampdoria vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Dan Ryan Friedkin (Foto Gino Mancini)