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Roma-Inter, all’Olimpico anche una delegazione del Qatar

La Roma ufficialmente non è in vendita, ma le voci di un possibile disimpegno dei Friedkin già nei prossimi mesi, in ambienti finanziari, continuano a rincorrersi.

La curiosità in merito alla possibile dismissione del club arriva direttamente dalla serata di ieri. Secondo quanto riferito dal quotidiano La Repubblica, allo stadio infatti era presente ieri sera una delegazione del Qatar.

Negli ultimi mesi si è parlato con forza di Arabia Saudita, ma anche il fondo qatarino tre anni fa si interessò al fascicolo Roma senza mai però arrivare ad un’offerta formale per il club.

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APPROFONDIMENTI

Friedkin spegne le voci arabe: la Roma non è in vendita

Il messaggio che arriva da Trigoria, veicolato dalla proprietà, è sempre lo stesso e non è stato scalfito dalle nuove indiscrezioni sul futuro assetto societario rilanciate ieri pomeriggio da Repubblica.

‘La Roma non è in vendita’, così Dan Friedkin respinge e spegne nuovamente sul nascere le voci del possibile avvento di una nuova proprietà araba. Bluff o verità, lo scopriremo nelle prossime settimane.

Nonostante in ambienti finanziari circoli con insistenza l’indiscrezione di una presunta trattativa tra gli imprenditori texani e un’entità saudita, l’esperienza giallorossa della famiglia Friedkin non sembra essere agli sgoccioli, anzi. L’obiettivo di Dan sarebbe quello di attrarre nel club un potenziale socio di minoranza, idea che però si scontra con le potenzialità economiche e le modalità operative di fondi d’investimento come quello sovrano dell’Arabia Saudita, con disponibilità economiche sostanzialmente illimitate, o quasi.

Un altro dato è certo: tra voci, presunte offerte millantate da personaggi non proprio edificanti in termini di curriculum vitae, potenziali manifestazioni d’interesse, nessuno finora ha mai presentato un’offerta formale ai Friedkin, che difficilmente si siederebbero a valutare la possibilità di cedere le quote di maggioranza della Roma per meno di 1,2 miliardi di euro.

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Interviste

Follieri: “Pronto ad acquistare la Roma ma i Friedkin ora non vendono, lo faranno solo se non costruiranno lo stadio”

FOLLIERI ROMA FRIEDKIN – «Comprare Ia Rama sarebbe un onore e un grande investimento: se la proprietà decidesse di vendere la squadra, sarei pronto a trattare».

Raffaello Follieri è un finanziere navigato, ma il mondo del calcio, in Italia, è più rischioso di Wall Street: le indiscrezioni sul suo interesse per la As Roma, controllata dal gruppo americano Friedkin hanno scatenato una bagarre mediatica a cui Follieri non teneva affatto. «La realtà dei fatti è questa: ho avuto due incontri a Londra con Ryan Friedkin, il primo nel dicembre 2022 e il secondo nel marzo scorso. Ho manifestato il mio interesse sulla squadra, ma il gruppo americano è stato chiaro: venderà solo se il nuovo stadio di Roma non sarà costruito».

(…) La possibile cordata Follieri-sceicchi sauditi era emersa nei giorni scorsi da alcune indiscrezioni trapelate dallo staff della Roma, ma il finanziere nega ogni ipotesi: «Ho tutte le risorse necessarie per far tornare la Roma italiana». Proprio qui saltano fuori le sorprese più interessanti rivelate da Follieri: «Non sono in Italia per comprare campi di calcio – ironizza Follieri -ma per vendere le materie prime più preziose e strategiche per la rivoluzione industriale dell’era digitale, le terre rare». Per chi ne sa poco, si tratta dei metalli delle nuove tecnologie e sono fondamentali per l’economia del presente e del futuro. Costituiscono magneti permanenti, sensori elettrici e convertitori catalitici, indispensabili per la produzione di tecnologie green quali l’energia eolica, solare ed elettrica e per le comunicazioni ottiche. Ma anche per l’industria aerospaziale e militare.

Come scrive ilSole24Ore obiettivo del finanziere, che ha definitivamente archiviato tutte le controversie giudiziarie sulla gestione di un fondo in America, e dal 2012 è tornato a investire in Europa, è ora quello non solo di vendere terre rare in Italia, ma di lanciare la prima piattaforma digitale di scambio su questi metalli con base a Ginevra. (…) Tra terre rare e palloni, insomma, le risorse da investire non gli mancano. Alla base del tesoro accumulato da Follieri, ci sono infatti alcuni importanti investimenti industriali realizzati in partnership con alcuni membri della famiglia reale saudita. Tra questi, ci sono la Follieri Energy SA (energie rinnovabili e servizi) e la Blu Lion Shipping, una compagnia navale con oltre 220 maxi-petroliere e una posizione di leadership nel trasporto dei carburanti.